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Canova

Antonio Canova, scultore neoclassico nato nel 1757, visse a Roma e viaggiò in Europa per lavoro, diventando un'icona rispettata. Tra le sue opere più celebri ci sono 'Amore e Psiche', completata nel 1793, e il Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria, realizzato nel 1805, che riflette la sua maestria e innovazione. Canova utilizzava una tecnica meticolosa che prevedeva disegni, modelli in argilla e calchi in gesso per realizzare le sue sculture in marmo.

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Canova

Antonio Canova, scultore neoclassico nato nel 1757, visse a Roma e viaggiò in Europa per lavoro, diventando un'icona rispettata. Tra le sue opere più celebri ci sono 'Amore e Psiche', completata nel 1793, e il Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria, realizzato nel 1805, che riflette la sua maestria e innovazione. Canova utilizzava una tecnica meticolosa che prevedeva disegni, modelli in argilla e calchi in gesso per realizzare le sue sculture in marmo.

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CANOVA

Antonio Canova nacque a Possagno, vicino a Treviso, il 1° novembre 1757. Era glio di un
artigiano e divenne scultore. Si trasferì a Venezia per imparare e poi a Roma, dove visse per la
maggior parte della sua vita. Viaggiò per lavoro in diversi paesi, come Austria, Parigi e Londra, per
studiare e cercare incarichi. Tornò a casa solo quando c’erano grandi cambiamenti politici, come
la Repubblica Romana. Fu anche ambasciatore per il Papa per cercare di riottenere le opere
d’arte rubate da Napoleone. Canova era molto amato e rispettato da molte persone importanti,
come i potenti di Venezia, Roma, Napoleone, i russi, gli inglesi, gli Asburgo, i Borbone di Napoli e
la corte del Papa. Nel 1802 divenne Ispettore delle Belle Arti per lo Stato Ponti cio e fece un
grande regalo al Vaticano, comprando e donando una collezione di antichi reperti. Donò anche il
suo stipendio all’Accademia di San Luca. Morì a Venezia il 13 ottobre 1822.

Il disegno : Canova seguiva i principi neoclassici di Winckelmann, sia nei suoi disegni che nelle
sculture, più di altri artisti della sua epoca. I suoi disegni non mostrano grandi cambiamenti nel
tempo, ma mostrano sempre una grande attenzione per il nudo maschile e femminile, con molti
studi sui nudi e sull’arte antica, specialmente nei suoi primi anni a Roma. Tra i disegni molte sono
le “accademie di nudo”. Gli studi di nudo erano esercizi fatti dagli artisti nelle Accademie per
imparare a disegnare la gura umana. Servivano anche a creare una raccolta di pose,
atteggiamenti ed espressioni da usare nelle opere. Canova fece più disegni di nudi maschili che
femminili, perché era più facile trovare modelli maschili in quel periodo.

AMORE E PSICHE
Nel 1787, lo scultore Antonio Canova ricevette dal colonnello inglese John Campbell l’incarico di
creare una scultura che rappresentasse Amore e Psiche abbracciati. L’opera fu completata nel
1793 e, nel 1800, fu venduta a Gioacchino Murat. Canova si ispirò alla storia raccontata nel
romanzo “L’asino d’oro” di Lucio Apuleio (Libro VI). La scena ra gura il momento in cui Amore
risveglia Psiche, che era svenuta dopo aver aperto un vaso ricevuto da Proserpina nel mondo dei
morti e destinato a Venere. Secondo la traduzione di Agnolo Firenzuola del 1603 (un libro che
Canova aveva nella sua biblioteca), Psiche fu colpita da un “sonno infernale”: appena sollevò il
coperchio del vaso, una nebbia densa le oscurò gli occhi e le immobilizzò il corpo, facendola
cadere a terra come morta. Canova ha scolpito un momento sospeso nel tempo, pieno di
tensione ed emozione. I corpi dei due amanti non si stringono completamente, ma si s orano con
delicatezza e passione. Amore guarda Psiche con dolcezza, e lei ricambia con lo stesso sguardo
intenso. È l’attimo prima del bacio, un contatto imminente che i loro corpi e i loro occhi sembrano
anticipare. Per apprezzare la composizione della scultura, bisogna osservarla frontalmente. Da
questa prospettiva si nota la geometria della scena: i corpi formano due archi intrecciati, creati
dalla posizione leggermente sollevata di Psiche, dalla sua gamba destra e dalle ali aperte di
Amore, che si inclina su di lei s orandole il viso e il petto. Inoltre, le braccia dei due amanti
formano due cerchi intrecciati, che evidenziano il punto in cui gli archi si incontrano. Tuttavia,
guardare la scultura solo frontalmente non basta per coglierne tutta la bellezza. Canova ha
pensato i due corpi in modo che la loro posizione cambi continuamente a seconda
dell’angolazione da cui si osserva l’opera. Girando attorno alla scultura, si scoprono sempre
nuove prospettive, rivelando la straordinaria complessità e armonia della creazione di Canova.

MONUMENTO FUNEBRE A MARIA CRISTINA D’AUSTRIA


Il Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria, realizzato da Antonio Canova, è una delle sue
opere più importanti, completata nel 1805. Fu commissionato dal duca Alberto di Sassonia-
Teschen per ricordare sua moglie, l’arciduchessa Maria Cristina d’Asburgo-Lorena, che morì nel
1798. Quest’opera è una delle ultime espressioni del neoclassicismo nella scultura e si distingue
per la sua innovazione rispetto ai precedenti monumenti funebri che Canova aveva realizzato per i
papi Clemente XIV e Clemente XIII. Il monumento si trova nell’Augustinerkirche di Vienna,
all’interno del grande complesso della Hofburg, ed è costruito a forma di piramide. La forma
piramidale richiama l’arte romana e l’in uenza dell’Egitto, che divenne popolare dopo la
campagna di Napoleone in Egitto. L’ingresso del monumento è oscuro, simbolizzando il
passaggio doloroso della morte, ed è sopraelevato da un architrave e stipiti massicci che
aggiungono solennità alla scena. L’opera si sviluppa come una storia visiva che celebra la vita e la
morte, usando simboli che rappresentano le virtù della defunta. Maria Cristina è rappresentata in
un medaglione, portato in volo dalla Felicità Celeste. Attorno a lei ci sono gure che
simboleggiano le sue virtù: la Fortezza, rappresentata da un leone, la Tenerezza coniugale,
simboleggiata dal genio alato, e la Carità, rappresentata da una giovane donna che guida un
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vecchio cieco. L’intera composizione scultorea richiama l’arte classica e l’idea della
“corrispondenza d’amorosi sensi” tra i vivi e i morti, un concetto che il poeta Ugo Foscolo
esprime nel suo “Dei Sepolcri”. In questo modo, la morte non viene vista come una ne, ma come
un passaggio che continua attraverso il ricordo e l’a etto. Le gure che accompagnano la defunta
sono legate da una ghirlanda di ori, simbolo di un destino comune, che unisce la vita e la morte,
come un tappeto che copre i gradini della piramide. Con quest’opera, Canova non solo celebra la
vita della defunta, ma invita anche a ri ettere sulla morte come un tema universale, legato
all’amore, alla memoria e alla pietà.

⬅ Amore e Psiche

monumento funebre
Maria Cristina
d’Austria➡

LA TECNICA DI CANOVA
L’artista iniziava a disegnare e fare bozzetti per capire come
realizzare meglio la scultura in marmo. Poi faceva un modello grande in argilla, che veniva coperto
di gesso per creare una matrice. Da questa matrice si faceva un calco in gesso, con dei chiodi di
bronzo come punti di riferimento. Il calco veniva messo vicino al blocco di marmo e, usando li a
piombo e uno strumento speciale, gli assistenti iniziavano a lavorare sulla pietra. Quando il lavoro
era quasi nito, Canova completava la scultura.
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