Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni4 pagine

APULEIO

Il documento presenta due storie, una sulla metamorfosi in asino e l'altra su Psiche e Cupido. Nella prima, il protagonista descrive la sua trasformazione in asino e la perdita della sua umanità, mentre nella seconda, Psiche scopre l'identità del suo misterioso sposo, Cupido, dopo averlo osservato di nascosto. Entrambi i racconti esplorano temi di cambiamento, bellezza e desiderio.

Caricato da

bciccio924
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni4 pagine

APULEIO

Il documento presenta due storie, una sulla metamorfosi in asino e l'altra su Psiche e Cupido. Nella prima, il protagonista descrive la sua trasformazione in asino e la perdita della sua umanità, mentre nella seconda, Psiche scopre l'identità del suo misterioso sposo, Cupido, dopo averlo osservato di nascosto. Entrambi i racconti esplorano temi di cambiamento, bellezza e desiderio.

Caricato da

bciccio924
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

T4 LA METAMORFOSI IN ASINO

PARTICIPIO
PR SENTE
CONGIUNTO
[24.1] Haec identidem asseverans summa cum trepidatione irrepit cubiculum et pyxidem

Assicurando ancora e ancora queste cose, con la più grande trepidazione scivolò nella stanza e tirò
ABLATIVO
depromit arcula.

fuori il barattolo dalla cassetta.


REIETTO PARTICIPI PERFETTI ABLAY D
[2] Quam ego amplexus ac deosculatus prius, utque mihi prosperis faveret volatibus

Dopo averla stretta al seno e dopo averla coperta di baci, e che la (pisside) mi fosse propizia con un
PARTÉRIE Ablativo Assoluto Ablativoassoluto
deprecatus, abiectis propere laciniis totis, avide manus immersi et haurito plusculo cuncta

volto felice, spogliatomi in fretta di tutti i miei vestiti, avendo immerso rapidamente le mani, prendo un
PARTICIPIO
corporis mei membra perfricui.

po’ di unguento, e mi cosparsi tutte le membra del corpo.


ABLATIVODIMODO ABLATIVOASSOLUTO
[3] lamque alternis conatibus libratis brachiis in avem similem gestiebam.

E già con alterni tentativi librando le braccia in su e in giù, gesticolando a imitare un uccello.

[4] Nec ullae plumulae nec usquam pinnulae, sed plane pili mei crassantur in setas, et cutis

Niente piumine, però, né pennette, piuttosto i peli mi si ispessiscono in setole e la pelle


SFERA ABLATIVOASSOLUTO
tenella duratur in corium, et in extimis palmulis perdito numero toti digiti coguntur in singulas

tenerella si indura in cuoio, e all’estremita delle mani, persa la pluralità (delle dita), le dita si

ungulas, et de spinae meae termino grandis cauda procedit.

rapprendono in singoli zoccoli, e dall’estremità della spina dorsale mi spunta fuori una coda

portentosa.

[5] lam facies enormis et os prolixum et nares hiantes et labiae pendulae; sic et aures

E già il volto è enorme, spalanco la bocca, si spalancano froge, le labbra pendule: e anche le
ABLATIVODI MODO
immodicis horripilant auctibus.

orecchie crescono a dismisura, ho i peli dritti.


PARTICIPIO
PRESENTE
[6] Nec ullum miserae reformationis video solacium, nisi quod mihi iam nequeunti tenere

Né in questa desolante metamorfosi riesco a vedere altra consolazione se non l’incremento, mentre

Photidem natura crescebat.

non potevo più possedere Fotide , delle mie parti più basse.
ABLATIVODIMODO
[25.1] Ac dum salutis inopia cuncta corporis mei considerans non avem me sed asinum video,

Non avevo più speranze di salvezza. Consideravo ogni mia parte del corpo: non mi vedevo volatile,

querens de facto Photidis, sed iam humano gestu simul et voce privatus, quod solum poteram,

ma asino. Volevo lamentarmi di quanto Fotide aveva combinato, ma già privato di voce e gesti umani,
ABLATIVOASSOLUTO
postrema deiecta labia, umidis tamen oculis obliquum respiciens ad illam tacitus

feci l’unica cosa che potevo: sporgendo il labbro in avanti e, guardandola di sbieco con occhi tuttavia

expostulabam.

umidi, reclamavo senza poter parlare.

T5 PSICHE
IMPERFETTONARRATIVO
[28.1] Erant in quadam civitate rex et regina. Hi tres numero DIlias forma conspicuas habuere.
ABLATIVI LIMITAZIONE

C'era una volta, in un certo paese, un re, con la sua regina. questi ebbero tre glie di grande bellezza.
ABLATIVO
Sed maiores quidem natu, quamvis gratissima specie, idoneae tamen celebrari posse laudibus

Ma per la verità le due maggiori, di bellissimo aspetto, erano ancora ritenute alla portata delle umane
STRUMENTALE
humanis credebantur.

possibilità di celebrarle.
LAY
[2] At vero puellae iunioris tam praecipua, tam praeclara pulchritudo nec exprimi ac ne

La terza invece, e più giovane, fanciulla era di una bellezza così straordinaria, tanto sfolgorante, che

su cienter quidem ha L ABLATIVO


laudari sermonis humani penuria poterat.

non poteva essere espressa né lodata a su cienza per la povertà del linguaggio umano.

[3] Multi denique8k


78 ABLATIVODIMODO
civium et advenae copiosi, quos eximii spectaculi rumor studiosa celebritate

Tanto è vero che molti di quei sudditi e frotte di stranieri con uivano frenetici in gran folla, attratti

congregabat, inaccessae formositatis admiratione stupidi et admoventes oribus suis dexteram,

dalla notorietà di quello spettacolo straordinario: e poi, storditi dalla contemplazione di una bellezza
ASSOLUTO
ABLATIVO
primore digito in erectum pollicem residente, ut ipsam prorsus deam Venerem venerabantur

così inaccessibile, portavano alla bocca la mano destra con il pollice teso e l’indice ripiegato sopra

religiosis adorationibus.

e con fervidi gesti di adorazione direttamente lei veneravano come se fosse la dea Venere
[4] lamque proximas civitates et attiguas regiones fama pervaserat deam quam caerulum

E già nelle città vicine e regioni attigue s'era di usa la fama che la dea nata dalle cerulee profondità
ABLATIVO
profundum pelagi peperit et ros spumantium uctuum educavit iam numinis sui passim tributa

del mare e la rugiada dei utti spumeggianti nutrì ormai concessa dovunque la grazia della sua divina
ASSOLUTO
venia in mediis conversari populi coetibus, vel certe rursum novo caelestium stillarum germine

presenza e aveva preso ad aggirarsi fra le folle del popolo; o ancora che, senz'altro, una seconda
ABLATIVO
non maria, sed terras, Venerem aliam virginali ore praeditam pullulasse. DUEINFINITIVERETTEDAI
VERBIINVIOLA
volta un seme di stille celesti aveva fatto sbocciare, non più i mari, ma le terre, di una seconda

Venere, insignita del ore virginale.


2 EYREAVVERBIALE
GETTI PETTO
[29.1] Sic immensum procedit in dies opinio; sic insulas iam proximas et terrae plusculum

così di giorno in giorno questa condizione cresce enormemente, così la fama popolata per

provinciasque plurimas fama porrecta pervagatur.

correggere i prossimi isole, e buona parte della terraferma, no a raggiungere la più parte delle

province.
GENITIVOPARTITIVO
[2] lam multi mortalium longis itineribus atque altissimis maris meatibus ad saeculi specimen

Già molti degli uomini, con lunghi itinerari attraversate per le profondissime del mare, con uivano a

gloriosum con uebant.

contemplare la gloria del secolo.


ACCUSATIVIDIMOTOALUOGO
[3] Paphon nemo, Cnidon nemo, ac ne ipsa quidem Cythera ad conspectum deae Veneris

Nessuno a Pafo, nessuna a Cnido, e nessuno più navigava neppure alla stessa città Citera per
PARALLELISMI
navigabant. Sacra di eruntur, templa deformantur, pulvinaria perteruntur, cerimoniae

visitare Venere, la dea. Sacri ci rinviati, templi in degrado, i cuscini sacri vengono calpestati,
ABLATIFUMENTALE
negleguntur; incoronata simulacra te area viduae frigido cinere foedatae.

trascurate le cerimonie; statue senza corone, altari sporchi di ceneri fredde.


T6 LO SPOSO MISTERIOSO
PARTICIPIO
PERFETTO
[21.5] Nox aderat et maritus aderat primisque Veneris proellis velitatus in altum soporem

Ecco la notte ed ecco anche il marito che appena dopo le prime schermaglie negli scontri di Venere

descenderat.

era disceso in un sonno profondo.


POLISINDETO
[22.1] Tunc Psyche et corporis et animi alioquin in rma fati tamen saevitia subministrante

Allora psiche, che era sempre stata poco forte di corpo come d’animo, tuttavia con l’aiuto del fato
POLISINDETO
ABLATIVI ASSOLUTI
viribus roboratur, et prolata lucerna et adrepta novacula sexum audacia mutatur.
PERFETTI PERREEPÒ
crudele, muta sesso grazie alla sua audacia, sfodera la lucerna, impugna il pugnale.

[2] Sed cum primum luminis oblatione tori secreta claruerunt, videt omnium ferarum

Ma non appena, avvicinando il lume, i segreti del letto vennero alla luce, scoprì di tutte quante
OSSIMORO
mitissimam dulcissimamque bestiam, ipsum illum Cupidinem formonsum deum formonse

la belva più mansueto ed più dolce: sì, quello stesso amore proprio lui, il meraviglioso Dio che

cubantem, cuius aspectu lucernae quoque lumen hilaratum increbruit et acuminis sacrilegi

meravigliosamente dormiva, la cui vista anche il lume della lucerna divenne più viva come presa da

novaculam paenitebat.

allegria e il coltello si pentiva della sua punta sacrilega.

Potrebbero piacerti anche