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AFASIA

L'afasia è un disturbo del linguaggio causato da danni cerebrali che influiscono sulla comprensione e produzione del linguaggio, distinguendosi da disturbi percettivi o motori. Esistono vari tipi di afasia, come quella di Broca e Wernicke, ciascuna con specifiche manifestazioni e lesioni cerebrali associate. La valutazione dei disturbi del linguaggio include strumenti come il Test di Fluenza e il Token Test per misurare produzione, comprensione e ripetizione.

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AFASIA

L'afasia è un disturbo del linguaggio causato da danni cerebrali che influiscono sulla comprensione e produzione del linguaggio, distinguendosi da disturbi percettivi o motori. Esistono vari tipi di afasia, come quella di Broca e Wernicke, ciascuna con specifiche manifestazioni e lesioni cerebrali associate. La valutazione dei disturbi del linguaggio include strumenti come il Test di Fluenza e il Token Test per misurare produzione, comprensione e ripetizione.

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Storia e

valutazione dei
disturbi del
linguaggio
Che cos’è l’afasia

L’afasia è un disturbo dei sistemi preposti alla


comprensione (cioè alla capacità di cogliere i significati
presenti in un messaggio) e alla formulazione del
linguaggio (cioè alla capacità di produrre i segnali del
messaggio) dovuta al danno, e alla conseguente
disfunzione, di specifiche regioni dell’encefalo.
Che cosa non è l’afasia
 L’afasia non è un disturbo percettivo, cioè non è dovuto alla
compromissione primaria della funzione uditiva;
 L’afasia non è un disturbo primariamente motorio, anche quando il
deficit verbale prevale sugli altri sintomi.
 L’afasia non è un disturbo primario del pensiero.
Modello di Lichteim del linguaggio

Litchteim sentì la necessità di un modello interpretativo più complesso dove trovasse


posto un centro per i concetti che fosse collegato sia con il centro per le immagini
uditive (deputato alla comprensione del linguaggio parlato), sia con il centro per le
immagini motorie (fonte dei messaggi che devono essere implementati nelle strutture
fonatorie).
Modello di Lichteim del linguaggio
• un’afasia dovuta all’interruzione delle vie che al centro dei
concetti portano all’area di Broca (afasia transcorticale
motoria), in cui sarebbe compromesso il linguaggio
spontaneo ma non la ripetizione e la comprensione (punto
4);
• un’afasia dovuta all’interruzione delle vie che dall’area di
Wernicke vanno al centro dei concetti (afasia
transcorticale sensoriale), in cui è lesa la comprensione
del linguaggio, ma non la ripetizione (punto 6);
• Un’afasia in cui sarebbero compromesse le vie che dal
A - indica il centro della centro per le immagini motorie delle parole vanno alle aree
rappresentazione uditiva (area di motrici primarie (afasia subcorticale motoria), in cui
Wernicke) M è il centro per la sarebbe compromessa la produzione linguistica orale ma
rappresentazione motoria della non quella scritta (punto 5);
parole (area di Broca). B indica il • Un’afasia in cui sarebbero lese le vie che connettono le
centro dei concetti, a e m
aree uditive primarie con l’area di Wernicke (afasia
rappresentano rispettivamente le
aree uditive primarie e motorie. I
subcorticale sensoriale) in cui sarebbero compromesse
numeri dall’1 al 7 indicano i la comprensione del linguaggio parlato e la ripetizione
possibili punti lesionali (Shallice (punto 7)
1998)
Le principali alterazioni dell'eloquio
Parafasia fonemica: omissione, sostituzione o trasposizione di un fonema (dentice con
tendice)

Parafasia semantica sostituzione con una parola inappropriata ma sematicamente


connessa a quella corretta (cucchiaio con coltello)

 Neologismo: tendenza a coniare nuovi termini

 Anomia: difficoltà di reperire parole durante eloquio spontaneo

Circonlocuzione giri di parole per esprimere un concetto (dire “oggetto con 2 lancette”
per “orologio”)

Conduit D'approches: uso di parole che per assonanza si avvicinano a quella corretta
(passino anziché passaggio)

 Ecolalia: tendenza a ripetere la frase dell’interlocutore

Spoonerismo: Vengono scambiati i suoni corrispondenti (in genere le lettere o le sillabe


iniziali) di due vocaboli.

 Agrammatismo
Eziologia
La lesione può essere conseguenza di:

A. Disturbi cerebro-vascolari
Ischemia cerebrale:riduzione/arresto improvviso del flusso
sanguigno causato da ostruzione meccanica di un vaso
cerebrale (embolia o trombosi: grumo di sangue).

Emorragia: rottura di un vaso sanguigno cerebrale a causa di


un aumento di pressione o per la rottura di piccole dilatazioni
patologiche delle arterie interne come aneurismi o angiomi.

B. Traumi cranici

C. Tumori cerebrali

D. Malattie neurodegenerative ([Link] fronto-temporale)


Dicotomia fluente-/non fluente
• Fluente: eloquio abbondante, deficit di comprensione, anomie, parafasie
semantiche, parafasie fonemiche (neologismi), insalata di parole.

• Non fluente: eloquio spontano limitato, linguaggio telegrafico, deficit prosodia,


spoonerismo, deficit grammaticali.
AFASIA DI BROCA
• Espressione verbale compromessa;
• Comprensione verbale buona ma
problemi di comprensione di frasi
grammaticali complesse e frasi passive
semanticamente reversibili;
• Agrammatismo;
• Ripetizione di frasi o parole
compromessa;
• Disturbi della lettura correlati a lesione
che si estendono verso regioni posteriori
encefalo;
• Lesione situata nel lobo frontale
dell’emisfero sinistro (Area 44);
• C’è consapevolezza del deficit.
AFASIA TRANSCORTICALE MOTORIA
• L’eloquio spontaneo è ridotto, difficoltà ad iniziare un discorso;
• Ripetizione conservata;
• Conservata la capacità di denominazione e comprensione;
• La lesione interrompe le connessioni tra l’area di Broca e le strutture
frontali (aree marginali anteriori, area motoria supplementare).

Lesione tra area di Broca e l’area


motoria supplementare
AFASIA DI WERNICKE
• L’espressione verbale del paziente
è fluente ma con numerose parafasie
fonemiche, semantiche e neologismi;
• La denominazione è compromessa;
• La comprensione verbale e la
ripetizione sono deficitarie;
• Anosognosia;
• Presenza e gravità del linguaggio
scritto dipendono dalla sede lesionale
(Cappa e Vignolo 1996).
• Lesione situata nel lobo temporale
sinistro (area 22);
AFASIA TRANSCORTICALE
SENSORIALE
• Eloquio fluente, con deficit fonemici e semantici, e gravi deficit di denominazione
(anomie);
• La comprensione uditiva è compromessa, ripetizione relativamente conservata;
• Lesioni estese che coinvolgono aree associative temporo-parieto-occipitali.
AFASIA DI CONDUZIONE
• Eloquio fluente con parafasie fonemiche (prevalentemente conduties d’approches);
• Ripetizione compromessa;
• Intatti comprensione frasi e produzione linguaggio;
• La lesione interessa le fibre del fascicolo arcuato che mettono in comunicazione le
aree frontali del linguaggio con quelle temporali;
AFASIA ANOMICA O AMNESTICA
• Eloquio spontaneo fluente ma informativo e
grammaticalmente corretto;
• La comprensione e la ripetizione sono conservate;
• L’espressione è ostacolata dalla frequente incapacità
di reperire le parole (anomia);
• Incapacità a denominare oggetti o situazioni e a produrre
nomi nel linguaggio spontaneo;
• Lesione aree associative temporo-parieto-occipitali
dell’emisfero sinistro.

• Secondo Damasio (1992) ne esistono due varianti: nella


variante di afasia anomica in cui il paziente non riesce a
recuperare i nomi propri, la lesione è confinata al polo
temporale sinistro (area 38), mentre nella variante che
colpisce la produzione sia di nomi comuni che di nomi
propri la lesione colpisce sempre la porzione anteriore
della corteccia temporale sinistra, ma nelle aree 20 e 21.
AFASIA GLOBALE
• Eloquio stentato costituito da frammenti
sillabici e/o stereotipie;
• A volte l’eloquio è assente e la comprensione
uditiva compromessa;
• La stessa parola può venire continuamente
usata anche in modo inappropriato per
comunicare l’idea desiderata;
• Lesione emisfero sinistro;
Strumenti di valutazione
dei disturbi del
linguaggio
Nell’esame del linguaggio devono essere valutati:

• Produzione

• Denominazione

• Comprensione

• Ripetizione

• Lettura

• Scrittura
Produzione
Analisi dell’eloquio spontaneo

• Afasia fluente
Prosodia conservata
Articolazione non difficoltosa
Relativa abbondanza dell’eloquio
Frasi relativamente lunghe
• Afasia non fluente
Prosodia alterata (alterazione del ritmo di intonazione della frase)
Articolazione difficoltosa
Riduzione dell’eloquio
Frasi brevi
Comprensione

• Valutazione della comprensione del linguaggio


orale
Valutazione della comprensione di singole parole
• Il soggetto deve indicare, tra alcune figure, quella
corrispondente alla parola detta dall’esaminatore.
Valutazione del livello sintattico
• Il soggetto deve indicare la figura corretta tra figure che
rappresentano un’alternativa sintattica (singolare vs
plurale; presente vs passato).
• Valutazione della comprensione del linguaggio
scritto
L’item da indicare o la frase da decodificare vengono
presentati attraverso il canale visivo.
Ripetizione

• Viene chiesto al paziente di ripetere stimoli di lunghezza


crescente (parole, frasi) o di diversa complessità fonologica

afasie transcorticali ripetizione conservata

afasia di conduzione ripetizione compromessa


Lettura
• Al paziente viene richiesto di leggere ad alta voce sillabe, parole,
non-parole, frasi
Possono essere compromesse selettivamente la difficoltà di leggere o di
comprendere ciò che si è letto

Scrittura
• Al paziente viene richiesto di scrivere parole, non-parole, frasi
dettate dall’esaminatore (controparte nel linguaggio scritto della
ripetizione nel linguaggio orale)
Batterie per la valutazione del disturbo
afasico:

1. Test di Fluenza
2. Test dei gettoni (token test)
3. Esame del linguaggio
4. Multilingual Aphasia Examination (MAE)
5. Western Aphasia Battery (WAB)
6. Boston Diagnostic Aphasia Examination
(BDAE)
7. Aachen Aphasia Test (AAT)
8. Batteria per l’analisi dei deficit afasici
(BADA)
1. Test di Fluenza
Scopo: è uno strumento volto a dare una misura delle capacità di ricerca
rapida delle parole nel lessico.

Fluenza su categoria semantica:

L’esaminatore chiede al soggetto di dire il maggior numero di parole che


conosce per ciascuna delle 3 categorie semantiche, una alla volta: Città,
animali, frutti. Per ogni categoria viene concesso un tempo massimo di 1
minuto.

Fluenza su categoria fonemica:

L’esaminatore chiede al soggetto di dire il maggior numero di parole che


conosce per ciascuna delle 3 categorie fonemiche, una alla volta: F, L, P.
Per ogni categoria viene concesso un tempo massimo di 1 minuto.
1. Test di Fluenza

• Punteggio
Punteggio grezzo: numero complessivo di parole prodotte.
Punteggio corretto: il punteggio grezzo viene corretto per età e
scolarità.

Fanno male il test:

I pazienti afasici
danno del lessico fonologico

danno semantico

I pazienti con un danno frontale

I pazienti dementi
2. Test dei
gettoni
Il Token Test mira a dare una misura di comprensione del linguaggio orale.

Materiale:
Consta di 20 gettoni di plastica, posti sul tavolo di fronte al soggetto secondo
una disposizione fissa, che variano per:
• Forma (quadrati e cerchi)
• Colore (bianco, nero, rosso, giallo, verde)
• Dimensioni (grandi e piccoli)
... e di una griglia di registrazione delle risposte

Procedura di somministrazione:
L’esaminatore dice al soggetto: “come vede qui ci sono dei gettoni che hanno
forma, dimensioni e colori diversi. Alcuni sono cerchi ed altri quadrati; alcuni
sono grandi ed altri piccoli; ce ne sono di rossi, gialli, bianchi, verdi e neri.
Adesso le dirò di fare alcune cose con questi gettoni: lei esegua con
precisione i miei ordini.
2. Test dei gettoni

esaminatore
2. Test dei gettoni

36 comandi orali divisi in 6 sezioni di complessità crescente

Nelle prime 5 sezioni, se il soggetto non inizia a rispondere entro le prime 5


sezioni o da una risposta sbagliata, si ripete l’ordine una seconda volta;
nella sezione 6 non si ripetono mai gli ordini.

Prima di dare gli ordini della parte 2, 4 e 6 coprire i gettoni piccoli,


lasciando solo quelli grandi.

Il punteggio riguarda il numero di risposte corrette (da 0 a 36).

1 punto: risposta corretta alla prima presentazione

0,5 punti: risposta corretta alla seconda presentazione

0 punti: risposta errata dopo la seconda presentazione (o dopo la prima


presentazione degli ordini della parte 6)
2. Test dei gettoni
Parte 1: con tutti i gettoni
Tocchi un cerchio
Tocchi un quadrato
Tocchi gettone nero ecc…
Parte 2: con solo i gettoni grandi
Tocchi il quadrato giallo
Tocchi il cerchio verde..ecc..
Parte 3: con tutti i gettoni
Tocchi il cerchio bianco piccolo
Tocchi il quadrato giallo grande ..ecc…
Parte 4: con solo i gettoni grandi
Tocchi il cerchio rosso ed il quadrato verde
Tocchi il quadrato bianco ed il cerchio verde…ecc..
Parte 5: con tutti i gettoni
Tocchi il cerchio bianco grande ed il quadrato verde piccolo….ecc..
Parte 6: con i soli gettoni grandi
Tocchi tutti i cerchi eccetto quello verde
Invece del quadrato bianco tocchi il cerchio giallo..ecc
2. Test dei gettoni
SCOPO:

• Evidenzia lievi disturbi di comprensione in pazienti afasici

• Discrimina afasici da soggetti normali

• Discrimina afasici da pz non afasici

LIMITI DEL TEST

• Non discrimina tra forme cliniche qualitativamente diverse (es. afasici fluenti da afasici non fluenti)

VANTAGGI DEL TEST

• Facile applicabilità

• Breve tempo necessario alla sua somministrazione

• Non è influenzato dall’eventuale presenza di deficit intellettivi


3. Esame del linguaggio
Valuta
• Produzione orale (raccontare come si fa
qualcosa) e scritta (scrivere una lettera)
• Denominazione orale e scritta di 20 figure
presentate dall’esaminatore
• Compresione orale e scritta di parole e di frasi
• Transcodificazione
Ripetizione
Lettura ad alta voce
Scrittura sotto dettatura
Copia di parole, non parole e frasi
3. Esame del linguaggio
Scopo
• Classificazione dei pazienti all’interno di una
delle sindromi classiche
Limiti del test
• è datato quindi non tiene conto delle recenti
teorie del linguaggio
• è poco adatto per pazienti poco gravi
• manca l’elaborazione statistica
Vantaggi del test
• è di facile applicabilità ed interpretazione
4. Multilingual Aphasia Examination (MAE)
Traduzione italiana: Test di Benton 1967

comprende
• Prova di linguaggio spontaneo
• Prove di denominazione e di associazione
controllata di parole
• Prova di comprensione orale e scritta di parole
e di ordini complessi (prova dei gettoni)
• Prova di ripetizione di cifre, parole e frasi
• Prova di lettura ad alta voce
• Prova di scrittura sotto dettato
4. Multilingual Aphasia Examination (MAE)
Traduzione italiana: Test di Benton 1967

Limiti del test


• I punteggi delle varie prove non sono confrontabili tra di
loro perché non vengono trasformati in punteggi percentili
o in punti Z

Vantaggi del test


• Permette di distinguere i soggetti normali dai soggetti
afasici e di distribuire gli afasici lungo un range di risposte
abbastanza ampio
5. Western Aphasia Battery (WAB)
QC (quoziente corticale)= QA+QP
comprende

• Prova di linguaggio spontaneo


Rispondere a domande specifiche (come si sente oggi?)
Descrivere una figura

• Prova di comprensione orale


Rispondere a delle domande con risposta si/no
Indicare oggetti, figure, parti del corpo
Eseguire degli ordini

• Prova di ripetizione di parole e frasi

• Prova di denominazione
Denominare oggetti
Elencare quanti più animali possibili in 1 minuto
Completare una frase (es. il ghiaccio è..)

Rispondere a stimoli verbali (che cosa si usa per scrivere?)


QA (quoziente afasico)= somma dei punteggi a queste prove
comprende
• Prova di lettura
Lettura ad alta voce
Comprensione del linguaggio scritto
Discriminazione di lettere
spelling
• Prova di scrittura
Scrivere nome ed indirizzo
Descrivere una figura
Scrivere parole, non-parole, lettere, numeri, frase dettata
Scrivere lettere dell’alfabeto e numeri
Copia di frasi
• Prove per la prassia
• Prove per le abilità costruttive
• Prove visuo-spaziali
• Prove di calcolo
• Test dei gettoni
• Matrici Progressive di Raven
QP (quoziente di performance)= somma dei punteggi a queste prove
• Scopo
Classificare i pazienti all’interno di una delle sindromi
afasiche tradizionali
Valutare la gravità del disturbo

• Limite del test


Assume che tutti i pazienti possono essere classificati
all’interno di una delle sindromi afasiche principali
Numero di item limitato per ogni prova

• Vantaggi del test


Utile strumento classificatorio
6. Boston Diagnostic Aphasia Examination (BDAE)

• Produzione spontanea
Conversazione libera
Descrizione di una scenetta
• Comprensione del linguaggio orale
Riconoscimento di parole
Identificazione di parti del corpo
Comandi verbali
Domande con risposta SI/NO
• Produzione orale
Prove di agilità articolatoria
Denominazione
Recitazione di sequenze automatiche
Ripetizione di parole e frasi
Fluenze verbali per categorie semantiche
Lettura di frasi
• Comprensione del linguaggio scritto
Accoppiamento di parole e figure
• Scrittura
Descrizione scritta di una scena
Scrivere parole e frasi sotto dettatura
6. Boston Diagnostic Aphasia Examination (BDAE)

• Scopo
Classificare i pazienti all’interno di una delle sindromi
afasiche tradizionali
• Limite del test
Il tempo necessario alla sua somministrazione (4 ore)
La natura selettiva del campione su cui è stato
standardizzato (pz con lesioni piccole e sintomi isolati)
• Vantaggi del test
I punteggi ottenuti sono trasformati in punti Z che
permettono di confrontare i risultati alle varie prove
La presenza di diverse prove per la valutazione dei vari
comportamenti linguistici
La sua standardizzazione basata su un ampio campione
Inclusione di criteri per l’analisi qualitativa dell’eloquio
7. Aachen Aphasia Test (AAT)
• Comprende:
Valutazione linguaggio spontaneo (intervista semi-standardizzata)
Prova di ripetizione
Prova di linguaggio scritto
• Lettura ad alta voce
• Dettato per composizione
• Dettato con scrittura a mano
Prova di denominazione
• Oggetti
• Colori
• oggetti con nome composto
• descrizione di scenette
Prova di comprensione
• Comprensione orale di parole
• Comprensione orale di frasi
• Comprensione scritta di parole
• Comprensione scritta di frasi
Test dei gettoni
7. Aachen Aphasia Test (AAT)
• Si ispira al modello di Wernicke-Lichtheim

• Riconosce 4 sindromi standard (Globale, Broca, Wernicke ed Amnestica) oltre all’afasia


di conduzione e alle afasie transcorticali

• SCOPO
Classificare i pazienti all’interno di una delle sindromi standard
Descrivere il test nelle diverse modalità linguistiche (produzione, comprensione ecc)
Valutare la gravità del disturbo per le diverse modalità

• Limiti del test


Occorre molto tempo per trascrivere e correggere i dati

• Vantaggi del test


È di semplice applicazione
La standardizzazione del test permette di valutare le modalità selettivamente
compromesse e di valutare le variazioni del deficit nel tempo

Si può calcolare per ogni paziente la probabilità di appartenenza ad una sindrome afasica
8. Batteria per l’Analisi dei Deficit Afasici (BADA)

4 PARTI
1. Analisi dei meccanismi di conversione sublessicale, ortografica e fonologica
Prove di: discriminazione uditiva e visiva, ripetizione, lettura, scrittura
sotto dettato e copia
2. Analisi del funzionamento del sistema semantico-lessicale
Prove di: decisione lessicale (parola/non parola) e transcodificazione
(ripetizione, lettura, scrittura sotto dettato e copia)

3. Analisi del funzionamento del livello grammaticale


Prove di: giudizi di grammaticalità (dire se una frase è grammaticale o
no) e produzione e comprensione di frasi
4. Analisi della memoria verbale
Prove di: riconoscimento e riproduzione di materiale verbale
8. Batteria per l’Analisi dei Deficit Afasici (BADA)

• Si ispira alle teorie relative all’organizzazione e al funzionamento


del linguaggio sviluppate dalla neuropsicologia cognitiva

• SCOPO
Formulare un’ipotesi riguardo al deficit funzionale del paziente in
riferimento ad un modello di funzionamento normale del
linguaggio

• Limiti del test


Non è stato previsto per pazienti con basso livello culturale
Occorre molto tempo per somministrare (4-5 ore) e per
correggere (60-90 min) il test
AFASIE E CERVELLO POLIGLOTTA

Per bilingui si intendono le persone che nella vita


utilizzano due o più lingue, oppure due o più dialetti
(Fabbro 1996).

Una caratteristica della maggioranza dei soggetti


bilingui è il differente livello di conoscenza delle
lingue che essi utilizzano.
MODALITA’ DI RECUPERO
DELL’AFASIA IN SOGGETTI AFASICI
BILINGUI
 Selettivo: quando soltanto una lingua recupera mentre l’altra non presenta alcun
miglioramento;
 Successivo: quando si assiste al miglioramento di una lingua e soltanto
successivamente delle altre;
 Antagonistico: quando al miglioramento delle prestazioni in una lingua corrisponde il
peggioramento delle prestazione in un’altra.

Tra le variabili che influenzano la proteiformità del recupero ci sono: l’età di acquisizione,
la competenza in una data lingua, la sede e l’estensione della lesione.
Studi recenti hanno sostenuto che l’età di acquisizione delle due lingue e la loro modalità
di utilizzazione (informale vs. scolastica) possano determinare una differente
rappresentazione nei diversi sistemi della memoria.
Reazioni afasiche nei poliglotti
Switching: passaggio (o commutazione) più o meno frequente da una lingua all’altra;
conseguente a lesioni localizzate nei lobi frontali.
Mixing: mescolamento di due o più lingue all’interno della stessa frase; lesioni nelle
aree posteriori dell’emisfero sinistro.
Incapacità di tradurre: questo disturbo può essere presente in tutte le direzioni.
Traduzione spontanea: tendenza compulsiva a tradurre le espressioni prodotte in
una o più lingue.
Traduzione senza comprensione: tradurre frasi o parole in una seconda lingua
senza comprendere il significato di quanto stanno traducendo.
Traduzione paradossa: sono in grado di tradurre verso la lingua nella quale non
sono in grado di parlare.
L’esame standardizzato dell’afasia nei
bilingui
Nei bilingui diventati afasici la necessità di valutare i deficit linguistici con criteri obiettivi è
ancora più importante.
Michel Paradis ideò un test per lo studio dell’afasia nei bilingui BILINGUAL APHASIA
TEST (BAT), adattato a più di 60 lingue come ad esempio italiano, giapponese, cinese,
russo, tedesco, arabo, spagnolo ed ebraico. Il BAT si divide in 3 parti: A, B, C.

PARTE A: si tratta di una parte generale nella quale si raccolgono informazioni per
valutare la storia linguistica del paziente e della famiglia

PARTE B: si analizzano le prestazioni linguistiche nelle varie componenti del linguaggio


solo in una lingua. Il paziente deve quindi essere sottoposto a una parte B per ogni lingua
che conosce. 1) linguaggio spontaneo; 2) capacità di indicare oggetti su ordini impartiti
verbalmente, 3) comprensione di ordini semplici; 4) comprensione di ordini complessi…
ecc..
PARTE C: Questa parte studia le capacità di traduzione da una lingua all’altra e i giudizi
grammaticali su frasi che contengono elementi grammaticali dell’altra lingua.
La parte C è composta dalle seguenti prove:
1) riconoscimento di parole che vengono pronunciate in L1 e L2;
2) traduzione di parole concrete e astratte da L1 a L2 e viceversa;
3) traduzione di frasi L1-->L2 e L-->L1.
4) Esprimere giudizi di correttezza grammaticale di frasi presentate rispettivamente nella L1 e
nella lingua L2.

 Se il paziente collabora e se le sue capacità espressive non sono eccessivamente


compromesse, il tempo di esecuzione del test in una lingua è di poco superiore alle due ore.
 Può essere somministrato anche da una persona che non ha alcuna conoscenza della
neurologia, né della neurolinguistica, ad es. da un parente.
 Due livelli di valutazione del BAT:
1) Livello immediato: programma computerizzato che analizza automaticamente i risultati e
fornisce una valutazione delle capacità residue del paziente;
2) Livello più complesso: viene eseguita un’analisi neurolinguistica di tutte le prove a cui il
paziente è sottoposto così da ottenere dati quantitativi sulle prestazioni linguistiche e sugli
errori commessi.
AFASIA NELLA LINGUA DEI SEGNI
Le lingue dei segni presentano una doppia articolazione essendo
costituite da unità non significanti (unità motorie minime) che si
uniscono per formare unità significanti (gesti più complessi che
ricordano da vicino le parole).

 Questi codici sono creativi e il loro sviluppo diacronico e


sincronico è influenzato socialmente dal momento che assumono
forme diverse a seconda della geografia.
 Lesioni dell’emisfero sinistro inducono afasie dei segni.
 Lesioni delle strutture frontali provocano disturbi gestuali che sul
piano quantitativo corrispondono alla riduzione dell’eloquio e su
quello qualitativo all’agrammatismo descritto negli afasici di Broca.
 Lesioni temporo-parietali provocano alterazioni nelle quali la
lingua dei segni risulta fluente e i pazienti commettono errori
gestuali che ricordano le parafasie e paragrammatismi osservati
nella lingua storico- naturale (Hickok et al 1996)
Afasia crociata: si riferisce alle afasie in pazienti
destrimani con lesione nell’emisfero destro.

E’ rara (0,4-2% dei casi di afasia).

Afasia nei mancini: il 20-30% dei mancini mostra


afasia dopo una lesione all’emisfero destro.

L’afasia nei mancini è meno grave che nei destrimani e


il recupero è più veloce.
Le sindromi afasiche sono simili a quelle mostrate dai
destrimani, ma i deficit di comprensione uditiva, di
scrittura e di spelling sono meno frequenti.
AFASIA NELLA DEMENZA
Linguaggio nelle demenze: ci sono tipi qualitativamente diversi di demenza

1) Incoerenza della produzione linguistica probabilmente secondaria ad altri deficit


cognitivi;

2) Riduzione della disponibilità lessicale manifestata da deficit in denominazione;

3) Semplificazione della sintassi;

4) Perseverazioni;

5) Ecolalia;

6) Introduzione di frasi improbabili;

7) Tangenzialità;

8) Tendenza dei deficit ad aumentare nelle conversazioni lunghe


AFASIE IN DEMENZE MULTIINFARTUALI
 In pazienti con demenza da ripetute lesioni infartuali nelle aree del linguaggio si può
osservare afasia sia improvvisa che provvisoria.
 Il tipo più comune è l’afasia anomica. Il secondo tipo più comune è l’afasia di Wernicke.
 Possono riscontrarsi parafasie e amnesia verbale.
 I deficit di comprensione uditiva e di scrittura sono abbastanza gravi.
 Ecolalia e perseverazioni.

AFASIA IN ALZHEIMER
 Il quadro iniziale ricorda un'afasia anomica, con progredire dei disturbi il quadro ricorda
l’afasia di Wernicke.
 L’agrafia è frequente.
 Difficoltà nel recupero delle parole e incapacità di comprendere il linguaggio scritto e orale;
 Perseverazioni ed ecolalia.
L’Afasia Primaria Progressiva (PPA) è una delle forme
cliniche della demenza frontotemporale, caratterizzata da
deficit selettivo e progressivo a carico del linguaggio su
base neurodegenerativa.
Il quadro clinico esordisce tipicamente con un’anomia per
poi evolvere in un’afasia non fluente, tuttavia l’evoluzione
finale porta a una demenza che può sopraggiungere a
distanza di tempo più o meno lunga. Si può associare a
degenerazione cortico-basale presentando segni
extrapiramidali e dal punto di vista neuropatologico puo
mostrare alterazioni tipiche della malattia di Alzheimer. In
letteratura, la PPA viene suddivisa in tre varianti:
•• la Variante Logopenica (IvPPA);
•• la Variante Non fluente/Agrammatica (nfvPPA);
•• la Variante Semantica (svPPA).
La svPPA e la nfvPPA sono classificate tra le forme di
demenza frontotemporale, mentre la lvPPA è associata
alla malattia di Alzheimer, di cui condivide i
meccanismi patogenetici come dimostrato da recenti
studi clinico- neuropatologici (il 20% di AD ha inizio con
la forma logopenica della PPA).
LA PRAGMATICA
DELLA
COMUNICAZIONE
La pragmatica è la branca della linguistica che si occupa di descrivere e
comprendere una vasta ed eterogenea serie di fenomeni che sono però accomunati
dal fatto che l’informazione di cui sono portatori è combinata con il materiale
linguistico (Levinson 1986).

I fenomeni pragmatici si possono dividere in due gruppi: quelli legati al linguaggio


(metafora, ironia, anafora, ambiguità lessicale, la presupposizione, gli atti linguistici,
l’inferenza);
quelli legati al comportamento (cambiamento di codice linguistico, le espressioni
di cortesia, il rispetto dei turni conversazionali, la comunicazione non verbale).
• Metafora: comporta una ricostruzione plausibile dell’intenzione comunicativa, tramite inferenza di
caratteristiche che si addicono, al di là del significato letterale, all’intenzione di indicare un tratto del
carattere del soggetto di cui si sta parlando (dire le bugie di Pinocchio).

• Inferenza: il processo di integrazione di risorse linguistiche e contestuali tramite il quale


possono essere derivate informazioni nuove non esplicitate nel testo, e viene veicolato il
significato voluto.

• Ironia e sarcasmo: si basano su interpretazione opposta al significato puramente linguistico di quel


che si dice. Es. dire «Sei un genio» a qualcuno che ha appena compiuto un atto molto stupido.

• Presupposizione: una frase come <<Antonio è riuscito a prendere il treno >> comunica
implicitamente che Antonio ha aperto la porta della carrozza ed è salito sopra.

• Cambiamento di codice linguistico: scegliere in ciascuna circostanza la lingua condivisa dagli


interlocutori.

• L’uso e l’interpretazione di formule di cortesie, espressioni di scuse, gratitudine e


complimenti: differiscono nelle varie culture
Disturbi della pragmatica in
pazienti cerebrolesi:
In epoca recente sono stati presi in considerazione deficit della
comunicazione verbale conseguenti a lesioni dell’emisfero destro che
possono compromettere alcune componenti non linguistiche della
comunicazione verbale, quali la prosodia affettiva, cioè l’intonazione della
voce durante l’espressione verbale.

• Difficoltà o incapacità di comprendere metafore, anafore, atti linguistici


indiretti, osservazioni sarcastiche.

• Disturbo della capacità di comprendere testi e discorsi (ad es.


comprendere morale o parte essenziale di una storia)

• Difficoltà nel comprendere l’humor di barzellette, fumetti o storie.


I PROCESSI DI LETTURA, SCRITTURA
E CALCOLO IN ETA’ ADULTA
La capacità di leggere stringhe di lettere richiede la traduzione di un codice visivo (ortografico)
in uno uditivo (fonologico) che diventa semanticamente significante se corrisponde a una parola
nota.

Modello neuropsicologico accreditato è del tipo A DOPPIA VIA:


1) Una via semantico-lessicale: basata sulla relazione diretta tra sistema semantico, accesso
ortografico e uscita fonologica;
2) Una via non lessicale che si basa su regole di conversione grafema-fonema.

Le varie ortografie alfabetiche possono essere classificate sulla base del grado di
corrispondenza grafema-fonema, in trasparenti o superficiali (ad es. nella lingua italiana le
lettere sono isomorfe ai fonemi), e opache o profonde (alcune lettere hanno più di un suono e
alcuni fonemi possono essere scritti in più modi).
Dislessia profonda, caratterizzata da:
• errori semantici (la parola <<infermo>> viene letta come <<malato>>;
• i nomi vengono letti più facilmente dei verbi (effetto classe di parola);
• errori derivazionali (si legge <<divertimento>> al posto di <<divertire>>).
• incapacità di leggere non parole.

Dislessia superficiale, caratterizzata da:


• la via non lessicale è conservata, mentre quella lessicale semantica è danneggiata;
• hanno difficoltà in lingue con ortografia opaca (come l’inglese), nel giudicare se due
parole irregolari hanno la stessa pronuncia e nel comprendere omofoni non omografi.
• Si possono osservare errori di accento in parole polisillabiche dall’accentazione
irregolare (ad esempio sàbato viene letto sabàto)

Dislessia fonologica, consengue a deficit della via non lessicale. Deficit specifico nella
lettura delle non-parole e delle parole sconosciute conservando comunque la capacità
di leggere le parole
ALESSIA PURA: disconnessione delle vie visive-verbali dalla corteccia associativa occipitale al giro
angolare sinistro, vale a dire la parte di lobo parietale che moderni studi di neuroanatomia
funzionale indicano come cruciale per la lettura (Shaywitz e Shaywitz 2015).
• Incapacità di identificare singole lettere e non possono leggere ad alta voce.
• La scrittura è preservata ma non sanno leggere quel che hanno scritto.
• Disturbi di memoria verbale in caso di lesioni coinvolgenti la regione temporale mediale;
• Anomia in caso di lesioni che si estendono all’area temporale inferiore;
• Disturbi del calcolo;
• Agnosia visiva per oggetti e colori.
Questa sindrome è anche definita alessia occipitale (Basso 2005).

Alessia parieto-temporale: disturbi di lettura accompagnati da disturbi di scrittura ma in assenza


di altri disturbi afasici, conseguono a lesioni parieto-temporali (Benson e Ardila 1996).
L’eziologia è costituita da piccoli infarti embolici del giro angolare.
La dislessia è grave e coinvolge lettura di lettere, parole e numeri.
La disgrafia è grave come la dislessia e il paziente può scrivere le singole lettere ma raramente le
usa correttamente per formare le parole.
Disturbi di lettura sono presenti in molti tipi di afasie.
Tipicamente associata all’afasia di Broca è l’alessia frontale (Benson e Ardila 1996) che presenta
un profilo di errori abbastanza tipico. Questi pazienti non sono capaci di denominare singole
lettere ma possono capire singole lettere.
La difficoltà di comprensione della lettura riguarda soprattutto parole grammaticali, frasi lunghe e
astratte, informazioni contenute in forme sintattiche elaborate.
SCRITTURA
La scrittura è un’abilità complessa che richiede la capacità di organizzare in sequenza una serie di
movimenti fini ma anche controllo motorio, integrazione visuo- spaziale e cinestesica e il sistema
neurofunzionale del linguaggio.

• Disgrafia profonda: nella quale il danno della via non lessicale comporta difficoltà di scrittura delle
non-parole e il danno della via lessicale comporta il verificarsi di paragrafie semantiche
• Disgrafia superficiale: riflette un danno alla via lessicale. C’è un risparmio della capacità di scrivere
non parole e parole regolari che rifletterebbe il risparmio del meccanismo di conversione grafema-
fonema.
• Disgrafia fonologica: derivante dal danno delle procedure non lessicali di scrittura. In questi
pazienti la scrittura di non-parole è specificatamente danneggiata.
• Disgrafia spaziale: osservabile in seguito a lesioni dell’emisfero destro che provocano deficit visuo-
spaziali
• Disgrafia disprassica: si verifica dopo lesioni cerebrali sinistre, caratterizzata da perdita di linearità
e produzione automatica di elementi scritti.
• Disgrafia da lesione del corpo calloso: comporta l’incapacità di scrivere sotto dettatura con la
mano non dominante.
CALCOLO
Le rappresentazioni numeriche implicano l’utilizzo di un sistema di
simboli che consta di due sottosistemi, uno logografico (per la
scrittura e la lettura dei numeri arabi da 0 a 9) e uno fonologico
per la denominazione dei numeri (<<zero>>, <<nove>>).

Un noto modello cognitivo postula tre capacità fondamentali del


sistema di calcolo, vale a dire la comprensione del numero, la
produzione del numero e l’elaborazione delle procedure
matematiche (McCloskey, Caramazza e Basili 1985).

• Le abilità di calcolo variano molto nella popolazione normale e


anche semplici fatti aritmetici possono essere padroneggiati da
una certa percentuale di individui normali con alto livello di
istruzione generale;

• L’età ha molto meno effetto dell’istruzione;

• Vi è un forte effetto di genere a favore dei maschi.


I disturbi del calcolo dopo lesioni cerebrali
Con il termine acalculia (o discalculia acquisita) ci si riferisce ai disturbi del calcolo conseguenti a
lesioni cerebrali.
Il termine discalculia evolutiva indica i deficit della capacità di acquisire le abilità necessarie al calcolo.

Un influente classificazione delle acalculie si deve ad Hécaen, Angelergues e Houillier (1961) che
distinguono tre tipi principali:

Anaritmetia: difficoltà nelle fondamentali operazione aritmentiche (addizione, sottrazione,


moltiplicazione, divisione), all’incapacità di comprendere le quantità e di usare le regole sintattiche del
calcolo e ai disturbi di comprensione dei segni numerici. Lesioni della regione temporo-parieto-occipitale
dell’emisfero sinistro in particolare del giro angolare.

Alessia e agrafia per i numeri: i pazienti non possono leggere e scrivere i numeri presentati
nell’emicampo sinistro ma possono scrivere spontaneamente sotto dettatura. Lesioni della corteccia
visiva sinistra o della connessione tra la corteccia visiva sinistra e il giro angolare sinistro o della
distruzione dello splenio del corpo calloso.

Acalculia spaziale: i pazienti nelle prove di calcolo complesso allineano le cifre in modo errato. Gli
errori
sono caratterizzati da difficoltà nell’elaborare l’informazione contenuta nella metà sinistra dello stimolo.
Acalculia frontale (o disfunzione esecutiva di calcolo): indica difficoltà, anche molto severe,
nell’organizzare operazioni sequenziali (contare all’indietro partendo da 100 e procedendo di 7
in 7). Le difficoltà numeriche possono essere dovute a difficoltà attenzionali, perseverazioni o
alterazioni di concetti matematici complessi. Alterazioni di memoria temporale.

Acalculia afasica: di solito il disturbo di calcolo è correlato al deficit linguistico.

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