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11 Magnetismo

Il documento tratta del magnetismo, spiegando la natura dei magneti e dei campi magnetici, e la differenza tra materiali ferromagnetici, paramagnetici e diamagnetici. Viene anche discusso il comportamento delle linee di campo magnetico, la loro chiusura e l'assenza di monopoli magnetici, evidenziando che il flusso del campo magnetico attraverso una superficie chiusa è sempre zero. Infine, si esplora il ruolo delle correnti elettriche come sorgenti di campo magnetico e la loro interazione con i dipoli magnetici.

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11 Magnetismo

Il documento tratta del magnetismo, spiegando la natura dei magneti e dei campi magnetici, e la differenza tra materiali ferromagnetici, paramagnetici e diamagnetici. Viene anche discusso il comportamento delle linee di campo magnetico, la loro chiusura e l'assenza di monopoli magnetici, evidenziando che il flusso del campo magnetico attraverso una superficie chiusa è sempre zero. Infine, si esplora il ruolo delle correnti elettriche come sorgenti di campo magnetico e la loro interazione con i dipoli magnetici.

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MAGNETISMO

Un magnete ( o calamita) è un corpo che genera una forza su un altro magnete


che può essere sia attrattiva che repulsiva.
Intorno al magnete c’è un campo magnetico.
C’è qualcosa di simile a quello che succede con le cariche: le cariche possono
attrarsi se sono di segno opposto, oppure si respingono se dello stesso segno.
Nel caso di magnetismo possiamo parlare di cariche? Per poter dare una
risposta, andiamo ad approfondire il concetto di magnetismo.
Pensiamo che possiamo associare al magnetismo fenomeno legati
all’elettricità, in realtà no perché se prendo un magnete e cerco di misurarne
complessivamente la carica e vedo che questa è neutra. Ci sono comunque nel
mondo dell’elettricità delle strutture che sono complessivamente neutre, ma
che in qualche modo producono campi elettrici. La struttura più semplice che
elettricamente è neutra e che produce un campo elettrico si chiama dipolo
elettrico. Capiamo se il campo magnetico del dipolo ne ha qualcosa.
Facciamo un esempio.
Se io prendo del ferro (magnetite), ne faccio una
limatura e lo cospargo su un tavolo e inserisco un
dipolo elettrico. Ciò che succede è esattamente nulla.
Se tolgo il dipolo elettrico e inserisco una calamita,
questi aghetti di ferro iniziano ad orientarsi come in
figura.
Da questo capisco che un dipolo elettrico non è in grado di fare ciò che una
calamita nel campo magnetico riesce a fare. Non può essere generatrice di
campi elettrici in quanto non si comporta come un dipolo elettrico rispetto alla
magnetite. Non è certamente un dipolo elettrico ma del dipolo elettrico ha una
cosa, ovvero l’andamento, la forma e la struttura delle linee di forza, cioè è
come se andassero da un + al -. Quindi non è complessivamente carico, non è
certamente un dipolo elettrico, ma è un dipolo (lo chiamo così perché ha la
struttura di un campo di dipolo) magnetico (NO ELETTRICO).

VARI TIPI DI MATERILAE E LORO RISPOSTA AL CAMPO


Ogni materiale ha una sua particolare reazione al campo magnetico.
I materiali ferromagnetici hanno buone caratteristiche magnetiche (ferro, nichel,
cobalto).
I materiali diamagnetici hanno caratteristiche magnetiche nulle o quasi (rame,
materiali non metallici).
I materiali paramagnetici: hanno caratteristiche magnetiche intermedie.
Un materiale ferromagnetico nelle vicinanze di una calamita si intermedie.
“polarizza” in modo da essere sempre attratto dalla stessa calamita.
La differenza è che i materiali ferromagnetici sono estremamente sensibili alle
calamite e quindi alle forze magnetiche; poi ci sono i paramagnetici che sono
sensibili alle forze magnetiche, ma molto meno rispetto ai paramagnetici; infine,
ci sono i diamagnetici che quasi non le sentono le forze magnetiche.
Al di sotto di una certa temperatura (temperatura critica), certi materiali iniziano
a dimostrare delle proprietà ferromagnetici (come il ferro). Questo mi dice che è
un materiale paramagnetico, che però al di sotto di certe temperature si
trasforma, questo proprio perché dipende dal tipo di cristallo, dalle proprietà del
materiale stesso. Questo possiamo definirlo come transizione, passaggi di stato
che però costituiscono pure una sottofamiglia delle transizioni di fase (non solo
liquido, vapore, solido, ma solo anche quelli in cui continua a rimanere un solido
ma mostra, ad esempio, delle proprietà magnetiche diverse).

CARATTERISTICHE DELLE LINEE DEL CAMPO MAGNETICO


Ci sono altri magneti in natura che hanno queste linee di campo
chiuse?
Si, abbiamo un macrodipolo magnetico che è proprio la terra, il
quale ha un asse magnetico (polo magnetico). Posso
immaginare che all’interno della terra ci sia una grande
calamita.
Il verso delle linee del campo va sempre dal polo N al polo S e,
come già visto, per il campo elettrostatico, le linee sono più dense dove il
campo è più intenso.
Abbiamo visto che la limatura di ferro non si orienta se ci metto un dipolo
elettrico, ma si orienta se ci metto un dipolo magnetico. Ma vediamo a cosa è
sensibile il dipolo elettrico e cosa non lo è al dipolo magnetico.
Una carica ferma nello spazio, in vicinanza di un magnete, non le succede nulla.
Una carica libera, purché ferma, in condizioni elettrostatica, non succede nulla.
Se, invece, l’avvicino a un dipolo elettrico sentirà l’attrazione. Se avvicino alla
polarità Sud una carica elettrica, la polarità Sud di un magnete non sente niente.
Questo dimostra che sono entrambi dipoli, perché hanno la struttura delle linee
di forza, ma si occupano di interagire con elementi diversi: quello elettrico
interagisce con le cariche ma non con la limatura di ferro, mentre quello
magnetico non interagisce con le cariche, ma interagisce con la limatura di
ferro.
Tuttavia, immaginiamo di avere un filo elettrico che fa parte di un circuito chiuso
nel quale scorre una certa corrente.
Quello che vedo è: che se su lungo un filo elettrico sta
scorrendo una certa corrente e li vicino metto fermo
una carica.
Un filo lungo il quale scorre corrente è elettricamente
carico o è neutro? È neutro perché la carica
complessiva è sempre quella.
In prossimità di un filo elettrico, una carica, visto che il
filo elettrico è neutro, non sente nulla. E allora il dipolo
magnetico e un filo elettrico hanno una proprietà in comune, ovvero non
esercitano forze su cariche ferme.
Viceversa, se io vado ad avvicinare ad un filo elettrico un dipolo magnetico, fra
di loro interagiscono, ci sono delle forze. Inoltre, se io prendo un filo elettrico e
prendo un tavolo sul quale faccio un buco tale da farci passare questo filo
elettrico, su di esso spargo della lamatura di ferro, vedrò che si orienta.
Quindi il filo elettrico e il polo magnetico hanno due cose in comune, non
interagiscono con le cariche ferme e che corrente elettrica e dipolo magnetico
interagiscono tra di loro, cioè ci sono delle forze tra un filo percorso da corrente
elettrica e un dipolo magnetico.
In figura è mostrato un filo percorso da corrente. Si osserva che le linee di forza
sono concentriche con il centro sul conduttore e giacciono sul piano
perpendicolare al conduttore stesso. Il verso è determinato dalla regola della
mano destra: quando il pollice indica direzione e verso della corrente la chiusura
delle altre dita indica il verso in cui ruotano le linee di campo magnetico.
Notazione: le linee di forza di un filo di corrente sono circolari; hanno in comune
un’altra cosa con il dipolo elettrico, ovvero sono anch’esse chiuse.
Dipolo magnetico e corrente elettrica generano forze elettriche molto simili
perché interagiscono fra di loro e interagiscono con gli stessi oggetti; non
interagiscono con cariche ferme, interagiscono fra di loro e interagiscono
entrambe separatamente con la limatura di ferro, e in più hanno entrambe linee
di forze chiuse. Sembra quasi che il polo magnetico e una corrente elettrica
generano uno stesso tipo di forze del tutto identiche ed una cosa che ce lo fa
sospettare è che interagiscono fra di loro soltanto oggetti che poi vanno ad
essere sorgenti degli stessi campi. Se due oggetti interagiscono fra di loro, in
genere sono generatori, sorgenti dello stesso campo. Questo l’abbiamo visto nel
caso elettrico, se due cariche elettriche generano campo elettrico, poi tra di loro
interagiscono. Quindi le sorgenti degli stessi campi interagiscono fra di loro
tramite i campi che producono. Quindi interagendo dipolo magnetico (calamita)
e corrente elettrica (filo percorso da corrente, questa interazione mi fa
sospettare che generino le stesse forze.
Guardiamo il filo visto in sezione:
Se guardiamo il filo dall’alto, lo vediamo in sezione come
mostrato in figura 1. Il punto al centro della sezione del filo
indica che la corrente I fluisce nel verso uscente dal piano del
foglio.

Se guardiamo invece il filo dal basso, lo vediamo in sezione


come mostrato in figura 2.
La croce al centro della sezione del filo indica che la corrente I
fluisce nel verso entrante nel piano del foglio.

CAMPO MAGNETICO GENERATO DA UNA SPIRA


Quando ci sono interazioni a distanza (opposte alle interazioni di contatto)
come nel caso di filo percorso da corrente e dipolo magnetico, si parlano
stando a distanza, quindi c’è un mediatore della forza, perché le forze le
esercitano l’uno sull’altro non toccandosi tramite un mediatore, che chiamiamo
campo (i campi sono delle strutture che consentono l’interazione a distanza.
Consideriamo questa struttura circolare e supponiamo
che stia scorrendo della corrente; si noti che la struttura
delle linee di campo magnetico generato da una spira
ricorda quelle di un magnete. Infatti se faccio i soliti
esperimenti con un’armatura di ferro vedo che la
struttura di queste linee di campo magnetico sono
anche qui linee chiuse.

CAMPO MAGNETICO GENERATO DA UN SOLENOIDE


Per rafforzare il campo generato da una spira si può utilizzare un solenoide di
lunghezza l, ovvero una struttura cilindrica (isolante) intorno alla quale è avvolto
un unico filo, che forma così N spire, percorse tutte dalla stessa corrente I.
All’interno del solenoide si ottiene un campo
magnetico con linee di campo chiuse anche qui.
Anche in questo caso si può notare la somiglianza
delle linee di campo magnetico con quelle di un
magnete.
Ma mi chiedo: esiste la possibilità di generare linee di campo aperte? Abbiamo
che nel caso di campo elettrico si, dove prendo la carica isolata + e le linee di
campo sono aperte.
Ragioniamo: se le linee di campo aperte vengono dal fatto che la carica netta in
una certa regione dello spazio è diversa da zero (positiva) e le linee di campo
chiuse, nel caso elettrico, vengono del fatto che in una certa regione di spazio la
carica netta è negativa. Mi sembra nel caso elettrico che la carica isolata mi da
linee di campo aperto, la carica a coppie (+-) mi da linee di campo chiuse.
Nel caso che stiamo studiando abbiamo solo linee di campo chiuse, posso
dedurre allora che non esistono cariche magnetiche isolate, perché solo quelle
darebbero, in analogia al caso elettrico, luogo a linee di campo aperte.
Allora essendo sempre e solo linee di campo magnetico chiuse, affermerò che
questo è connesso con l’assenza di una possibilità, ovvero quello di isolare la
carica magnetica, o meglio cariche magnetiche isolate non esistono e quindi
non posso isolarle.
La struttura più semplice di sorgente di campo elettrico in assoluto è la carica
elettrica isolata, puntiforme.
La struttura più semplice che genera campo magnetico è un dipolo magnetico.
Il campo magnetico, a differenza del campo elettrostatico, non ha una struttura
tale da essere conservativo e quindi non posso associare un potenziale al
campo magnetico. Questo perché se mi vado muovendo lungo una linea chiusa,
l’integrale di linea ds B sono sempre equiversi, questo integrale non sarà mai
proprio perché la linea è chiusa. Nel caso del campo elettrico, avendo a che fare
con linee aperte, l’integrale è proprio uguale a 0.

FLUSSO DEL CAMPO MAGNETICO


Un campo non mi aspetto che sia scalare, perché se associato ad una forza
(vettore) e tendo ad aspettarmi che come nel campo elettrico ho un vettore
perché deriva da una forza elettrica, anche qui se la forza magnetica essendo
una forza è un vettore, anche il campo associato mi aspetto che sia una un
vettore. Con queste ipotesi ragionevoli, se dico che B è un vettore ne posso
calcolare il flusso.
LEGGE DI GAUSS PER IL MAGNETISMO
Se io vado a fare il flusso del campo magnetico
attraverso la superficie chiusa, ∫ 𝑉⃗ ⃗⃗⃗⃗
𝑑𝑆 a cosa sarà
𝑆
uguale?
Ritornando indietro nel caso del campo elettrico,
𝑞
questo era uguale a 𝜀𝑖𝑛𝑡 (carica interna alla
0
superficie).
Mi aspetto lo stesso nel caso del campo
magnetico, quindi sarà uguale a tutta la carica
contenuta all’interno di questa superficie. Quanto
può essere la carica magnetica contenuta
nell’intera superficie? Sempre 0, perché cariche
isolate non esistono!
Se io mi devo muovere, in analogia al caso elettrico, all’interno di questo campo
devo aspettarmi che il flusso del campo magnetico attraverso la superficie
chiusa sia uguale al totale della carica magnetica e devo avere sempre l’idea
che questa sia sempre uguale a 0, perché non è mai possibile isolare una carica
magnetica.
Dall’immagine vista sopra possiamo dire che:
-il flusso del campo magnetico attraverso una superficie è proporzionale alle
linee di forza che attraversano la superficie;
-le linee di forza del campo magnetico sono linee chiuse;
-il numero delle linee di forza entranti in una superficie chiusa è uguale a
numero di quelle uscenti, quindi
-il flusso del campo magnetico attraverso qualunque superficie chiusa è uguale
a zero.

Φ𝐵 = ∮ 𝐵 𝑑𝑆 = 0
𝑆
OSS:
-Φ = 0 esprime il fatto che non esistono cariche B magnetiche isolate (detti
anche monopoli magnetici).
-La sorgente di campo magnetico “minima” è dunque costituita da un dipolo
magnetico, la cui “carica” netta è nulla e che, in analogia a quanto accade per il
campo elettrostatico, è in grado di generare il campo.
-Esempi di dipolo magnetico sono: un magnete, la Terra col suo campo
magnetico, una spira percorsa da corrente, un solenoide.
LEGGE DI GAUSS: CONFRONTO TRA CAMPO ELETTROSTATICO E CAMPO
MAGNETICO

CORRENTE COME SORGENTE DI CAMPO MAGNETICO


Finora abbiamo stabilito che le linee di campo magnetico sono chiuse e tra i
suoi generatori ci sono quelli del magnetismo naturale e
quelli associate alle correnti. Da questo momento ci
concentreremo su quelle del secondo tipo, ovvero
faremo riferimento ai generatori di campo magnetico
basati sulle correnti (magnetismo non naturale).
Noi stiamo assumendo il principio di causa ed effetto
che in questo caso coinvolge la sorgente come causa e le forze magnetiche.
Se la causa non cambia sotto un certo movimento, il suo effetto non può
cambiare.
Le linee campo rispetto alla corrente sono circolari (punto per punto il campo
magnetico è tangente alla circonferenza, sono quindi tanti vettori che tramite a
questi riesco poi a costruirmi la circonferenza); questi vettori sono disposti in
modo tale da seguire tangenzialmente una circonferenza; il verso delle linee di
campo è legato al verso della corrente della regola della mano destra. Se il
pollice è orientato nel verso della corrente, la curvatura delle dita indica il verso
delle linee del campo magnetico.
Sperimentalmente si osserva che crescere della distanza dal filo, il campo
magnetico decresce come 1/r; il campo magnetico è direttamente
proporzionale all’intensità di corrente, ma se mi vado spostando a parità di
corrente decresce come 1/r.
OSS: c’è una differenza con il campo elettrico, perché il campo decresce come
1/r2, ma non mi meraviglio perché la struttura delle sorgenti è diversa, ma mi
mancano dei fattori di proporzionalità. Questi fattori di proporzionalità sono
esattamente una certa k che devo individuare. Ciò che si trova è che il fattore di
proporzionalità, tra l’intensità del campo magnetico B e il rapporto tra l’intensità
di corrente I e la distanza con la quale diminuisce il campo stesso, è uguale a:

T: tesla è unità di misura del campo magnetico nel sistema S.I.


Questo vuol dire che adesso ho una costante fondamentale, cioè avevo
inizialmente scoperto che i campi elettrici sono connessi con una costante 0
(costante dielettrica del vuoto), qua abbiamo, invece, abbiamo 0 ovvero una
costante magnetica del vuoto e la chiamo permeabilità magnetica del vuoto ed
è una costante.
OSS: se la corrente I1 genera un campo magnetico B1 e la corrente I2 genera un
campo magnetico B2, il campo totale in ogni punto dello spazio se entrambe le
correnti sono presenti è dato da ⃗⃗⃗⃗𝐵𝑇 ⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
= 𝐵1 + ⃗⃗⃗⃗
𝐵2 : vale la legge di sovrapposizione.
La formula ricavata B mi dà soltanto il modulo. E allora mi pongo una domanda:
se il filo non n’è più rettilineo, smetto di potermi calcolare il campo magnetico?
Ovviamente no, lo posso misurare ad una certa distanza
da un filo di forma non rettilinea generica nel quale
scorre una corrente costante I e questa è par:

LEGGE DI BIOT-SAVART

Mi trovo ad un determinato punto P, il vettore r − r′ mi


individua la posizione del generico punto P in cui si vuole
calcolare il valore del campo magnetico dovuto
all’elemento infinitesimo dl′.
In particolare, r e r′ sono i vettori posizione, rispettivamente, del punto P e
dell’elemento infinitesimo dl′ in un fissato sistema di riferimento cartesiano.
La legge mi vuol dire che Il campo magnetico prodotto da un tratto di filo
infinitesimo di lunghezza dl’ (tratto tangente a tutto il filo), attraversato dalla
corrente I, è dato proprio dalla formula scritta sopra.
Dove parte dl’ è il punto in cui è posizionata la mia sorgente, P invece mi
rappresenta il punto in cui voglio calcolare in termini di campo magnetico gli
effetti della sorgente.
Che campo magnetico infinitesimo dB mi produce la corrente che attraverso un
tratto di filo infinitesimo dl’? è proprio uguale al prodotto vettoriale scritto sopra.
Evidenze sperimentali mostrano infatti che ciascuno degli elementi infinitesimi
di un filo percorso dalla corrente I contribuisce al campo magnetico secondo la
seguente relazione (stessa legge di sopra)
Se io volessi calcolare sempre dal punto P gli effetti di un altro tratto di filo,
andrò ad utilizzare sempre la stessa relazione su un nuovo dl’ e con una distanza
r-r’ che sarà diversa.
Se io volessi calcolare il valore del campo magnetico nel punto P, dovuto
all’interno filo, devo integrare la relazione:
 mi rappresenta la curva che
matematicamente mi descrive la forma di
questo filo sul quale vado ad integrare.

E questa può essere riscritta come:


intendendo con

Se immagino di raddrizzare il filo e mi immagino di mettermi ad una certa


distanza del filo in punto generico, questo mi rappresenta un caso particolare
della legge di Biot-Savart, e andando ad applicare tale legge le cose si
semplificano tantissimo, ottenendo proprio:

Il corrispondente della legge di Coulomb è proprio la legge di Biot- Savart.

LEGGE DI AMPERE
Vi è un secondo approccio che mi da sempre gli stessi risultati, ed è l’approccio
basato sulla legge di Ampere che mi dice:
se considero questo circuito chiuso e vado a fare il
prodotto scalare di B dr, e applico questo prodotto
per tutti i tratti infinitesimi lungo questo percorso
stesso, non vado a fare altro che li sommo facendo
l’integrale (circuitazione del campo magnetico):

Alla circuitazione non contribuisce la corrente I4, perché si trova fuori dal
circuito, viceversa contribuiscono tutte le correnti che si trovano all’interno del
circuito. E allora posso dire che alla circuitazione del campo magnetico
contribuiscono solo le correnti che stanno all’interno del circuito.

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