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Il documento analizza l'evoluzione di termini tecnici dalla letteratura di Dante fino ai giorni nostri, come 'gioviale', 'adamante', 'eclissi' e 'alchimia'. Ogni termine viene esplorato nel contesto della Commedia di Dante e nel suo uso attuale, evidenziando le variazioni di significato nel tempo. Si sottolinea come la lingua si sia evoluta e come i termini abbiano assunto nuovi significati e usi in contesti moderni.

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Il documento analizza l'evoluzione di termini tecnici dalla letteratura di Dante fino ai giorni nostri, come 'gioviale', 'adamante', 'eclissi' e 'alchimia'. Ogni termine viene esplorato nel contesto della Commedia di Dante e nel suo uso attuale, evidenziando le variazioni di significato nel tempo. Si sottolinea come la lingua si sia evoluta e come i termini abbiano assunto nuovi significati e usi in contesti moderni.

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Le parole tecniche

da Dante ai giorni
nostri
Zaccaria Borri
Sisal Cumar
TEMPLATE
Tommaso Innocenti
Classe III BS Emma Paoletti
Liceo scientifico “Antonio Letizia Nati
Gramsci” Gianluigi Todde
Firenze Hichem Triki
Gioviale Eclissi Cometa

Alchimia Adamante Galassia Ambra


GIOVIALE
Gioviale è un termine proveniente dal latino iovialis
strettamente collegato al dio Giove (Iuppiter, Iovis), divinità
principale della religione romana. La radice iovialis ha
sinonimi anche in greco antico e in altre lingue indoeuropee.

DAL VOCABOLARIO TRECCANI:


1 Che è abitualmente lieto e sereno, piacevolmente allegro
2 Di temperamento caratterizzato dalla prevalenza
dell'influsso di Giove
3 lett. Del pianeta Giove
‘GIOVIALE’ NELLA COMMEDIA
Dante è asceso al cielo di Giove, sesto
cielo del paradiso. All'improvviso vede
Par. XVIII, vv. 70-72
nella stella di Giove (giovial facella) le
anime dei beati (principi saggi e giusti) Io vidi in quella giovial facella
che si dispongono in modo da formare lo sfavillar de l'amor che lì era
prima delle parole e poi l’immagine di segnare a li occhi miei nostra favella.
un’aquila, sullo sfondo argenteo del
sesto cielo. ‘Gioviale’ in questo
contesto significa ‘di Giove’ ed è un
termine astronomico.
DOPO LA COMMEDIA
‘Gioviale’ oggi significa ‘allegro’, ‘sereno’, ‘cordiale’,
Galileo Galilei: ma ai tempi di Dante non aveva questo significato.
Le prime tracce di tale variazione di significato si
“per qual cagione chiamate voi Lune i quattro pianeti
hanno infatti solo nel XVI secolo. Come abbiamo
Gioviali?” visto, Dante usa il termine nel significato di
‘appartenente a Giove’, ’relativo a Giove’.
Boccaccio, Teseida, ottavo libro: Un altro esempio di ‘gioviale’ usato con lo stesso
significato si trova in uno scritto di Galileo Galilei
Tra il gioviale uccello ed il serpente,
sui satelliti di Giove: qui egli usa la parola per
Il quale i parvi nati di lei tenne: indicare appunto l’appartenenza dei satelliti al
Quella di riavergli col tagliente pianeta Giove.
Boccaccio nell’ottavo libro del Teseida usa
chiaramente il termine nello stesso significato di
Dante, facendo un evidente riferimento all’aquila (il
gioviale uccello), uccello che abbiamo già trovato
nel diciottesimo canto del Paradiso.
UN NUOVO SIGNIFICATO…
In questo testo del 1813, ‘gioviale’
assume il significato con cui lo usiamo Da: Notizia intorno a Didimo Chierico
oggi nella vita quotidiana e diventa un
aggettivo usato per descrivere una Chiamavasi molto obbligato a un Don Jacopo Annoni curato,
persona allegra e cordiale. È un testo a cui Didimo aveva altre volte servito da chierico nella
che Ugo Foscolo pubblica come parrocchia d’Inverigo, e stando fuori di patria, carteggiava
introduzione alla sua traduzione del unicamente con esso. Mostravasi gioviale e compassionevole,
Viaggio sentimentale attraverso la e benchè fosse alloramai intorno a’ trent’anni, aveva aspetto
Francia e l’Italia di Laurence Sterne. assai giovanile; e forse per queste ragioni Didimo tuttochè
forestiero, non era guardato dal popolo di mal occhio, e le
Didimo Chierico è una sorta di
donne passando gli sorridevano, e le vecchie si soffermavano
controfigura grazie alla quale Foscolo si
accanto a una porticciuola a discorrere seco, e tutti i
racconta.
bambini, de’ quali egli si compiaceva, gli correvano lietissimi
attorno.
USO ATTUALE
27 aprile 1944
In questo passo tratto dal Diario di Sono giovane e posseggo molte virtù ancora nascoste, sono giovane
e forte e vivo questa grande avventura, ci sono in mezzo e non
Anna Frank viene utilizzato il termine
posso passar la giornata a lamentarmi. La natura mi ha favorito
‘gioviale’ con il significato attuale di
dandomi un carattere felice, gioviale ed energico. Ogni giorno sento
‘allegro’, ‘cordiale’. che la mia mente matura, che la liberazione si avvicina, che la
natura è bella, che la gente attorno a me è buona, che
quest'avventura è interessante.
ADAMANTE
La parola ‘adamante’ deriva dal greco ‘adàmas, adamantos’ che
in principio significava “ferro durissimo“. Solo più tardi Aristotele
applicò tale terminologia alla pietra. Il termine è composto dalla
“a” privativa e dalla parola ‘damac’ che significa ‘domare’. Da
qui il significato ultimo, che è ‘indomabile’. Questo perchè
nell’antichità non si conosceva una materia tanto dura in grado
di intaccarlo, lavorarlo o distruggerlo. Fu ripreso anche dai
Romani, nella foma ‘adamas, adamantis’. Oggi la forma usata da
Dante non è più in uso, ma se ne conserva traccia nell’aggettivo
‘adamantino’. Si usa invece la forma ‘diamante’, attestata prima
del 1250 e derivante dal latino medievale ‘diamas, diamantis’.
OGGI
Diamante: Minerale costituito da carbonio cristallizzato nel
sistema monometrico. La densità media è di 3,52 g/cm3, se
puro. È il materiale con la durezza massima (grado 10 secondo
la scala di Mohs) e con la più elevata conduttività termica. Si
rinviene in rocce ultrafemiche (kimberliti) e in giacimenti
sedimentari da esse derivati. La maggior parte delle riserve
mondiali di d. è ubicata nell’Africa meridionale e centrale, in
Russia e nell’Australia occidentale.
‘ADAMANTE’ NELLA COMMEDIA
Il Canto descrive l'ascesa di Dante e Beatrice al
Cielo della Luna ed è dedicato in gran parte alla
Par. II, vv. 31-33
spiegazione dell'origine delle macchie lunari. Tale
spiegazione è significativa, in quanto è una sorta Parev' a me che nube ne coprisse
di introduzione preliminare al Paradiso ed è
infatti posta all'inizio della cantica, poiché deve lucida, spessa, solida e pulita,
preparare il lettore al modo corretto di quasi adamante che lo sol ferisse.
interpretare ciò che sarà descritto in seguito.
L'inizio del canto è infatti una sorta di severo
ammonimento ai lettori in piccioletta barca,
ovvero non in pieno possesso delle conoscenze
teologiche necessarie ad affrontare il viaggio in
paradiso, che sono invitati a tornare a riva per
evitare il rischio di perdersi nel pelago affrontato
dal poeta.
DOPO LA COMMEDIA
Spesso in poesia, anziché il termine ‘diamante’, si impiega il più aulico
‘adamante’:
In seguito all’uso da parte di
Fonti del Clitunno, Giosuè Carducci: Dante nella Commedia, la parola
‘adamante’ venne utilizzata da
“E di zaffiro i fior paiono, ed hanno / de l'adamante rigido i riflessi”. altri autori. Tuttavia il significato
Oggi la parola ‘adamante’ non risulta più in uso. Troviamo invece la forma
della parola non variò, ma fu usato
‘diamante’ nella canzone omonima di Zucchero (dall’album Oro, incenso e
spesso per riferirsi alla
birra del 1990)
caratteristica durezza della pietra
o alla sua lucentezza.
Diamante

“ [...]Nuove distanze ci riavvicineranno

Dall'alto di un cielo, diamante

I nostri occhi vedranno

Passare insieme soldati e spose[...]”


USO ATTUALE
Oggi la parola ‘diamante’, oltre ad essere usata per
riferirsi alla pietra preziosa, assume anche molti
altri significati in campi tecnici differenti:
- Nel linguaggio marinaro il diamante indica
l’estremità del fuso dell’àncora a ceppo, dove si
aprono i due bracci.
- nel lessico tipografico designa un carattere di
stampa molto piccolo, altrimenti detto “occhio di
mosca”
- nello sport viene così chiamato il tracciato interno
del campo di baseball.
ECLISSI
La parola eclissi deriva dal greco èkleipsis, che propriamente
ha il
il:
significato di ‘scomparsa’, ‘mancanza’, da èkleipo,
‘lascio’, ‘vengo meno’ (con allunsione alla scomparsa del disco
lunare o solare). Dal greco si originò in latino eclìpsis, e di qui
una forma italiana regolare in -e, eclisse.

DEFINIZIONE ATTUALE:
Oscuramento totale o parziale di un astro, provocato
dall’interposizione di un altro corpo celeste tra esso e il punto
di osservazione, nel caso di un astro che brilli di luce propria, o
tra esso e la sorgente che lo illumina, nel caso di un astro che
brilli di luce riflessa.
‘ECLISSI’ NELLA COMMEDIA
Nel XXVII canto del Paradiso san Pietro, mentre la sua
luce acquista un’intensa tonalità rosseggiante, inizia
Paradiso XXVII, vv. 34-36: una violentissima invettiva contro i papi, ai quali
così Beatrice trasmutò sembianza; rivolge l’accusa di aver trasformato Roma, la città
e tale eclissi credo che 'n ciel fue santa per tutti i fedeli, in una grande cloaca di vizi e di
corruzione.
quando patì la supprema possanza.
Nel XXIX canto, invece, è Beatrice a pronunciare
Paradiso XXIX, vv. 100-102: un’invettiva, questa volta contro i predicatori che
e mente, ché la luce si nascose stravolgono l’interpretazione delle sacre scritture.
da sé: però a li Spani e a l'Indi
come a' Giudei tale eclissi rispuose.
‘ECLISSI’ IN ALTRI TESTI
Questi sono solo alcuni esempi dell’utilizzo della parola “eclissi”
Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 15, pag. 22.4: E
nei testi di autori precedenti o successivi a Dante.
trovamo l'enclipsi, cioè l'oscurazione del sole...
Tuttavia la parola assume spesso anche il significato metaforico
Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), Pt. I, cap. 1, pag. 97.12: di un oscuramento dell’anima o di qualcosa da tenere nascosto.
Nel quarto capitolo diceremo de' cerchi e de' Lo stesso Dante lo usa in ambedue le maniere.
movimenti de le pianete e de le cagioni per le quali
addiviene eclisse cioè difetto o di luna o di sole.

Jacopo della Lana, Par. 1324-28 (bologn.), c. 2, 73-84,


pag.49, col. 1.12:
Eclipsi, çoè deffetto de lume per interpositione de
corpo opaco tenebroso.
USO ATTUALE
E’ vero che la parola ‘eclissi’ oggi è usata
principalmente per descrivere l’evento astronomico
dell’oscuramento di un astro, ma se guardiamo un po’
più a fondo osserviamo che può assumere anche altri
due significati: 1. estens. e fig. Oscuramento,
offuscamento, perdita di notorietà e di gloria: la rapida
e. di un’attrice del cinema, di un autore di romanzi, di
un idolo sportivo. 2. In zoologia, l’assunzione da parte
del maschio di alcuni uccelli, soprattutto anatidi
(papere per i meno esperti), di un piumaggio meno
vistoso di quello caratteristico del periodo degli amori.
ALCHIMIA

Dall'arabo al-kimiya (‘arte della trasmutazione dei


metalli’). Arte (pagana e medievale) che pretendeva di
tramutare in oro i metalli vili; accompagnata da
pratiche misteriose e magiche, fu avversata dalla
Chiesa che la ritenne demoniaca. L’alchimia può
considerarsi una falsa ricerca che presagiva una
scienza vera: la chimica.
‘ALCHIMIA’ NELLA COMMEDIA
Ci troviamo nella decima bolgia, quella dei falsari. Gli alchimisti sono i primi che Virgilio e Dante
incontrano: addossati l’uno a l’altro, si muovono stentatamente strisciando e sono colpiti dalla
lebbra e dalla scabbia.

In questi versi è Griffolino d’Arezzo a parlare, un


Inf. XXIX, vv. 118-120 alchimista. Dice che è l’alchimia la causa per cui si trova lì
e non l’eresia per cui era stato condannato a morte.
Ma nell' ultima bolgia de le diece L’alchimia nel medioevo era distinta in due parti: una
me per l' alchìmia che nel mondo usai lecita, consistente nella ricerca e nell’estrazione dei
dannò Minòs, a cui fallar non lece. metalli nobili (oro e argento) dai minerali, e una
condannabile detta “sofistica” che falsificava i metalli.
‘ALCHIMIA’ NELLA COMMEDIA
Qui è Capocchio a parlare, deridendo prima insieme a
Dante la vanità senese (D: “Or fu già mai gente sì vana
vv. 136-139 come la sanese?” C: ”Tra’mene Stricca che seppe far le
sì vedrai ch' io son l' ombra di Capocchio, temperate spese [...]”). Da questi versi è possibile dedurre
che falsai li metalli con l' alchìmia; che Dante lo conobbe personalmente in vita, come
affermano gli antichi cmmentatori: l’Anonimo fiorentino
e te dee ricordar, se ben t' adocchio,
dice che “insieme studiorono”. Capocchio ci dice che “io
com’io fui di natura buona scimia. fui di natura buona scimia”, che potrebbe significare che
era portato a contraffare per natura: incline per natura ad
imitare altrui, come le scimmie.
‘ALCHIMIA’ IN ALTRI
TESTI
Bonagiunta
lo pensero
Orbicciani, Naturalmente falla

Natura dà ciò ch’è primero


e poi l’arte lo segue e lo dirima;
e sa più d’arte chi è più ingegnero

e meno chi più sente de l’alchima:


unde l’alchima verace non crido,
perch’è formata di transmutamento.
‘ALCHIMIA’ IN ALTRI
TESTI
Gabriele D'Annunzio, Forse che sì, forse che no:
"Tale dei nostri Antichi chiamò alchìmia il liscio delle donne. [...]
Confessava a se stesso il suo male. Riconosceva che l’alchìmia
della menzogna tramutava anche il suo valore. [...]
Ella aveva parlato con una voce bassa, coperta d’ombra. Ora In questi testi alchimia è usata anche anche con il
aveva il suo viso di dèmone, la sua più perigliosa bellezza, quella significato di inganno, sotterfugio, macchinazione
emanata dalla sua più nociva alchìmia.”
G. Gozzi, 1-43:
"Son finite le alchimie e non si può più inorpellare le magagne”.

OGGI
Max Gazzè, “Alchimia” (dall’album “Alchemaya”, 2018)
E l'oro da una vena del metallo
E l'oro da una vena del metallo
E l'oro da una vena del metallo
Cometa
Dal greco kométes "chiomato“ (tramite il latino cometes, cometae).
1) Corpo celeste che gravita intorno al Sole, analogamente ai
pianeti, ma percorre, per lo più, orbite molto eccentriche; quando si
trova a grande distanza dal Sole è formata da un agglomerato di
cristalli, prevalentemente di metano, ammoniaca e acqua, in cui
sono disseminate polveri metalliche; avvicinandosi al perielio i
cristalli evaporano e la cometa prende la sua forma tipica,
composta di un nucleo, più o meno brillante e distinguibile,
circondato da una sorta di nebulosità detta chioma, che forma,
assieme al nucleo, la testa della cometa dalla quale parte lo
strascico luminoso detto coda, che si allunga per effetto della
pressione della radiazione solare.
2) Macchia bianca di forma allungata che si può trovare sulla testa
dei cavalli.
3) Nome comune di una delle razze del pesce carassio dorato.
‘COMETA’ NELLA COMMEDIA
Dante si trova nel cielo delle Stelle fisse.
Beatrice si rivolge ai beati pregandoli di
concedere un po' della loro sapienza a Dante,
Paradiso XXIV, vv. 10-12
cui la grazia divina permette di visitare il Così Beatrice; e quelle anime liete
paradiso prima della morte.
Le luci dei beati iniziano a ruotare formando
si fero spere sopra fissi poli,
dei cerchi con un centro fisso. fiammando, volte, a guisa di comete.
Dal cerchio esce una luce che splende più di
tutte le altre (san Pietro), la quale ruota tre
volte intorno a Beatrice e intona un canto
talmente celestiale che Dante non può
descriverlo.
USO ATTUALE
● “La cometa Tsuchinshan-ATLAS si prepara
a dare spettacolo”, di Federico Palaia, 14
Aprle 2023 ([Link]

● “Stella Cometa”, Lorenzo Jovanotti


Cherubini (1999)
io ti amo e fuggo lontano
la misura di quanto ti amo è il pianeta
di ogni viaggio lontano da te sei la meta
io re magio, tu stella cometa...

● “Iniziati smontaggio e rimozione della


Stella Cometa che ha danneggiato
l'Arena”, VERONASERA, 12 Aprile 2023
AMBRA
DALL’ARABO ‘ANBAR, ‘ambra grigia’ (propriamente ‘capodoglio’).
Il termine arabo indicava l'ambra che si ricava dall' intestino del
capodoglio ed è stato poi esteso alla resina fossile.

DEFINIZIONE ATTUALE: Resina fossile (è detta anche a. gialla per


distinguerla dall’a. grigia) di diverse conifere estinte, contenente acido
succinico; di colore variabile dal giallo chiaro al giallo scuro tendente al rosso
o al bruno, può presentare inclusioni di bollicine gassose, di piccoli insetti,
ecc.; alcune varietà sono fluorescenti. Adoperata fin dall’antichità per
ornamenti, amuleti, piccoli oggetti d’uso, si rinviene principalmente lungo le
coste del Baltico. Olio d’ambra: liquido ottenuto, assieme all’acido succinico,
nella distillazione dell’ambra gialla; si usa nella preparazione di vernici e come
solvente di resine.
‘AMBRA’ NELLA COMMEDIA
Dante si trova nel Primo mobile.
In questo canto Beatrice parla della creazione
degli angeli, degli angeli ribelli, delle facoltà
angeliche, del numero degli angeli.
Paradiso XXIX, vv. 25-30 In questa terzina un fenomeno scientifico, la
propagazione della luce, viene utilizzato da
E come in vetro, in ambra o in cristallo
Beatrice per spiegare la creazione degli angeli;
raggio resplende sì, che dal venire
in particolare serve a far comprendere a Dante
a l'esser tutto non è intervallo,
l’istantaneità della creazione della forma, della
così 'l triforme effetto del suo sire
materia e dell’unione di esse.
ne l'esser suo raggiò insieme tutto
sanza distinzïone in essordire.
‘AMBRA’ IN ALTRI TESTI
1 Resina fossile di conifere di ESEMPI:
colore giallo (più o meno chiaro) Francesco Petrarca, Canzoniere, 197
trasparente, adoperata come né posso dal bel nodo omai dar crollo, / là 've il sol perde,
pietra preziosa nella confezione non pur l'ambra o l'auro: / dico le chiome bionde, e 'l crespo
di monili. laccio, / che sì soavemente lega et stringe / l'alma, che
d'umiltate e non d'altr'armo.
USO ATTUALE
Al Bano, “Terra d’ambra e di emozioni” (2020)
Terra d'ambra e di emozioni
Alla gente tu appartieni
Che si tratti d'uomini o d'eroi

Pescatore trova enorme pezzo di vomito di balena che gli cambia la vita: vale un
milione di euro, di Antonio Di Palma, 6 Ottobre 2021, “Fanpage”

[…]L'uomo, che di solito guadagna circa 200 euro al mese pescando, stava tornando
a riva quando si è imbattuto nello strano oggetto spinto dalle correnti. Quando si è
avvicinato ha capito che poteva trattarsi di vomito di balena, una sostanza
rigurgitata dal capodoglio e quindi indurita all'aria aperta, e ha deciso di
raccoglierla. Tornato a riva ha scoperto che pesava circa 30 chilogrammi e ha deciso
di farla analizzare da esperti dell'Università Prince of Songkla. I risultati dei test
hanno confermato che si tratta di vera ambra grigia. Il ritrovamento del pescatore
potrebbe valere ora oltre 1 milione di euro se fossero confermati i prezzi delle
precedenti vendite poiché il vomito di balena è stato venduto a più di 35.000 euro per
chilogrammo.[…]
GALASSIA

Dal greco galaxìas ‘Via Lattea’, letteralmente ‘cerchio del latte’ da


gala, galaktos ‘latte’ (tramite il latino tardo galaxias, -ae). Risale al
mito che considera la Via Lattea come il latte di Giunone,
rappresentata sotto forma di vacca.

DEFINIZIONE ATTUALE: Conglomerato di stelle e materia


interstellare, sistema stellare; per antonomasia, il sistema stellare cui
appartengono il Sole e la Terra, detto anche Via Lattea o g. locale ;
‘GALASSIA’ NELLA COMMEDIA
Dante si trova nel Cielo del Sole.
L’immagine della Via Lattea che si
estende tra i due poli del mondo
viene utilizzata per spiegare come i
Paradiso XIV, vv. 97-102 due raggi che formano una croce
Come distinta da minori e maggi greca possano contenere i punti
lumi biancheggia tra' poli del mondo luminosi delle anime beate degli
Galassia sì, che fa dubbiar ben saggi; spiriti combattenti per la fede. Lo
sì costellati facean nel profondo strano biancheggiare della Galassia
Marte quei raggi il venerabil segno induce a fare supposizioni diverse
che fan giunture di quadranti in tondo. sulla sua natura, e come dice il
poeta, fa dubbiar ben saggi.
‘GALASSIA’ IN ALTRI TESTI
- Restoro D’Arezzo, 1282 → questa via luminosa fòro tali savi
che la chiamaro Galassia, e tali fuoro che la chiamaro via
combusta.
- Dante, Convivio 1304 - 7 , II , cap. 14 , pag. 131.1 → ci mostra
di sé due visibili cose, sì come le molte stelle e sì come la
Galassia, cioè quello bianco cerchio che lo vulgo chiama la Via
di Sa' Iacopo…
- Jacopo Della Lana, Par. 1324 - 28 → 'Galassia' si è quella via
lattea che appar in celo…
- Ottimo, Par. a. 1334 → Galassa è uno circulo celestiale per
figura e per bellezza più candido di tutti gli altri…
- Giovanni Pascoli, Il ciocco. Canto secondo:
- → Io guardo là dove biancheggia un denso
sciame di mondi, quanti atomi a volo
sono in un raggio: alla Galassia: e penso:
O Sole, eterno tu non sei - né solo! -
- Guerre stellari, 1977 → Tanto tempo fa, in una galassia lontana
lontana…
SITOGRAFIA e BIBLIOGRAFIA
[Link]
[Link]
[Link]
[Link]
[Link]
[Link]
[Link]
Dante Alighieri, “Divina Commedia. Inferno” a cura di Umberto Bosco e Giovanni Reggio.
Alberto Nocentini, “Dizionario etimologico della lingua italiana”, Le Monnier, 2010.

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