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La lettera esprime il dolore e l'ansia di una bambina per l'assenza del padre, partito per la guerra. La scrivente riflette sulla sofferenza causata dal conflitto e si interroga sul motivo dell'odio tra le persone. Nonostante la tristezza, la bambina cerca di mantenere un legame con il padre, condividendo momenti della sua vita quotidiana.

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Lettera Contro la Guerra

Nel cuore della notte, quando oltre le nuvole la luna saliva

con passo oscuro,

il canto del gufo giunse dall’orologio,

e tra luci e sirene ogni salice piangeva,

Partì per la guerra il caro papà mio.

Un uomo scuro, burbero, bussò alla porta mia,

Proprio quando i bimbi slittavano, quando la cicogna aveva tanto


freddo,

“Sbrigati, il comandante sarà come una furia,

Dillo alla bambina, dillo a tua moglie – Prima del buio papà sarà
tornato.”

Un’ombra lontana scricchiola sulla neve con lo stivale,

L’esercito il bosco sta calpestando, il papà sta lì, nella boscaglia,

“Torna a casa nostra, pa’, siamo qua, oltre il colle,

Di questa sparatoria non sei stanco?

Chi è quello che dietro al fucile si nasconde, papà,

Medico, imbianchino, panettiere? Forse il papà di qualche altro


bambino,

Oltre i campi di mais, oltre Il monte Fruška-gora, là,

Anche loro li sta aspettando una figlia, e con la figlia

Una sorella e anche il fratellino.

Vorrei chiederti, e perciò questa lettera ti mando:

“Perché, papà? Perché la gente si odia?”

È troppo tempo che non ci sei; ci provo, ma ad essere allegra non ci


riesco
Da quando quell’uomo scuro da me ti portò via.

Io trepidante , con i nonni, ti aspetto,

Quando vedi questa lettera, rispondimi senza indugiare.

Io a scuola imparo nuove poesie, in giardino ci è saltato un


coniglietto,

Sappi che la tua bimba (e il coniglietto anche), ti vuole tanto bene.

18. 04. 2012.

Traduzione dal serbo Angelina Cerovina

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