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TEMPO

Il documento esplora diverse concezioni del tempo attraverso le opere di filosofi come Bergson, Heidegger e Nietzsche, evidenziando le differenze tra il tempo scientifico e il tempo vissuto. Inoltre, analizza come il tema del tempo si rifletta nella poesia di Ungaretti, Svevo e D'Annunzio, ognuno con approcci distintivi alla transitorietà dell'esistenza. Infine, si discute l'importanza del tempo nella pedagogia, con riferimento alla teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget.
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TEMPO

Il documento esplora diverse concezioni del tempo attraverso le opere di filosofi come Bergson, Heidegger e Nietzsche, evidenziando le differenze tra il tempo scientifico e il tempo vissuto. Inoltre, analizza come il tema del tempo si rifletta nella poesia di Ungaretti, Svevo e D'Annunzio, ognuno con approcci distintivi alla transitorietà dell'esistenza. Infine, si discute l'importanza del tempo nella pedagogia, con riferimento alla teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget.
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TEMPO

FILOSOFIA: BERGSON, HAIDEGGER, NIETZSCHE


Henri Bergson, filosofo francese del tardo XIX e inizio XX secolo, ha sviluppato una concezione del tempo che
si distingue nettamente dalle interpretazioni scientifiche e meccanicistiche prevalenti della sua epoca. La sua
opera principale riguardo a questo tema è "L'Évolution créatrice" (1907), in cui Bergson distingue tra due
forme di tempo: il tempo della scienza, che è quantitativo e spazializzato, e il tempo della vita, che è
qualitativo e vissuto.

Tempo della Scienza: Secondo Bergson, la scienza tratta il tempo come una successione di istanti misurabili
e omogenei, un concetto che può essere rappresentato su una linea temporale. Questo approccio permette di
analizzare e predire fenomeni naturali con precisione, ma Bergson ritiene che sia una riduzione e una
semplificazione della vera natura del tempo. Egli vede il tempo scientifico come una costruzione artificiale che
divide il fluire continuo della realtà in segmenti discreti, utili per la misurazione e il calcolo, ma incapaci di
cogliere l'essenza del tempo vissuto. Il tempo della scienza è quindi reversibile ed è rappresentato con
l’immagine della collana di perle, uguali è distinte.

Tempo della Vita: Il tempo della vita, o "durata" (durée), è per Bergson una qualità fondamentale
dell'esperienza umana. La durata è un flusso continuo e indivisibile, in cui passato, presente e futuro sono
intimamente intrecciati. Questo tempo non può essere misurato in termini di secondi, minuti o ore; piuttosto, è
sperimentato soggettivamente e varia a seconda dell'intensità e della qualità delle esperienze vissute.
Bergson descrive la durata come una successione di stati di coscienza che si fondono l'uno nell'altro, senza
separazione netta. La vera natura del tempo, secondo Bergson, è colta nell'intuizione e nell'esperienza
immediata, piuttosto che nell'analisi intellettuale e scientifica, infatti è rappresentato con il gomitolo di lana
che cresce su se stesso.

Si delinea una considerazione del tempo da un punto di vista psicologico: tratta il processo mediante il
quale la coscienza (psiche) coglie la nostra durata interiore ma anche esteriore, di cui parla la fisica.
Inoltre descrive l'esperienza come un orologio in cui siamo noi a contare le posizioni successive delle
lancette. Questo significa che senza la nostra coscienza non c'è alcun tempo e inoltre tempo della vita e della
scienza, si fondono nell'attività della memoria.

HAIDEGGER: Essere e tempo è l’opera cardine dell’esistenzialismo; Heidegger vuole comprendere il


senso dell’essere distinguendo: l’essere, l’ente e il senso dell’essere. L’ente è l’uomo il quale possiede il
primato ontologico sugli altri enti, a questo ai si riferisce con l’espressione esserci dasein.
Il modo di essere dell’esserci e l’esistenza vista come un ex esistere cioè uscire da sé per aprirsi alla
dimensione della possibilità. L’essere si esprime come passato presente e futuro; solo attraverso il tempo e le
scelte l’uomo definisce la sua essenza. Heidegger distingue tra il "tempo mondano" (il tempo oggettivo della
scienza) e il "tempo autentico" (il tempo dell'esistenza umana).
Per Heidegger, il tempo autentico è strettamente legato all'essere dell'uomo (Dasein). Egli introduce il concetto
di "essere-per-la-morte" per descrivere come la consapevolezza della nostra finitezza temporale influisce sulla
nostra comprensione dell'essere. Il tempo autentico non è una semplice successione di momenti, ma è
caratterizzato da una proiezione verso il futuro, un richiamo del passato (la "cura") e un impegno nel
presente. Questa temporalità è essenziale per comprendere la struttura dell'esistenza umana.

ci sono punti di convergenza tra le due concezioni:


• Tempo come esperienza vissuta: Per entrambi, il tempo autentico è sperimentato soggettivamente.
Bergson parla della durata come esperienza immediata e fluente, mentre Heidegger descrive il tempo
autentico come intrinsecamente legato all'esistenza e alla consapevolezza della propria finitezza.
• Creatività e apertura: La durata di Bergson è caratterizzata dalla creatività e dall'evoluzione, mentre la
temporalità di Heidegger implica un'apertura verso possibilità future e un costante divenire.
NIETZSCHE Il tempo ritorna nella filosofia di Nietzsche con il concetto delL’eterno ritorno nella sua
opera "Così parlò Zarathustra". Secondo Nietzsche, l'eterno ritorno esprime l'idea che tutto ciò che è
accaduto, sta accadendo e accadrà nel futuro si ripeterà infinite volte, in un ciclo eterno e infinito.
Nietzsche propone questa teoria come una sorta di prova di forza interiore e di accettazione della vita nella
sua totalità, comprese le sofferenze e le difficoltà. L'eterno ritorno invita l'individuo a vivere ogni momento
come se dovesse ripetersi all'infinito, accettando con gioia e determinazione il destino e le circostanze della
propria esistenza. Secondo Nietzsche, chi è in grado di accettare e abbracciare l'eterno ritorno è in grado di
vivere una vita autentica e significativa, libera da paure e rimpianti, consapevole che ogni azione e scelta ha
conseguenze che si ripeteranno per l'eternità.
Tuttavia, l'eterno ritorno è anche una provocazione filosofica e morale, in quanto pone l'individuo di fronte
alla responsabilità delle proprie azioni e delle proprie scelte, sapendo che dovrà affrontarne le
conseguenze in un ciclo infinito di ripetizioni.
ITALIANO. UNGARETTI, SVEVO, D’ANNUNZIO

UNGARETTI Giuseppe Ungaretti, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, è noto per la sua capacità
di trasmettere emozioni intense e riflessioni profonde attraverso una poesia essenziale e intensa. Una delle sue
opere principali, "Il Sentimento del Tempo" (1933) dove esplora il rapporto tra l'uomo e il tempo, un tema che
diventa centrale nella poetica di Ungaretti. In questa raccolta, il poeta affronta il trascorrere del tempo non solo
come un'esperienza individuale, ma anche come un fenomeno universale che accomuna l'umanità. Il tempo è
percepito come una forza inarrestabile che porta con sé sia il dolore della perdita sia la bellezza della memoria.
Ungaretti, attraverso un linguaggio scarno e preciso, riesce a catturare l'essenza di momenti fugaci e a rendere
tangibile l'invisibile. Le sue poesie sono spesso brevi, ma cariche di significato, e ogni parola è scelta con cura per
evocare immagini e sentimenti profondi. Ad esempio, nella poesia "Mattina" (parte della raccolta "L'Allegria",
ma rappresentativa della sua poetica), Ungaretti scrive: mi illumino di immenso
Questi due versi condensano un momento di epifania, di totale fusione con l'universo, rappresentando il culmine
di una riflessione sul tempo e sull'esistenza.
Nel "Sentimento del Tempo", la riflessione filosofica diventa più esplicita. Ungaretti si interroga sul significato
del tempo e della vita umana, confrontandosi con la transitorietà dell'esistenza e la ricerca di un senso più
profondo. Usando spesso elementi naturali e mitici per esprimere il trascorrere del tempo e la continuità tra
passato e presente. La natura diventa un simbolo del ciclo eterno della vita, con il suo alternarsi di morte e
rinascita. Il mito, invece, offre una dimensione atemporale in cui il poeta può collocare le sue riflessioni,
rendendole universali.

SVEVO Il tema del tempo e dell'esistenza umana trattato da Ungaretti trova un interessante parallelismo con le
opere di Italo Svevo, altro grande autore del Novecento. In particolare, il romanzo "La Coscienza di Zeno" di
Svevo esplora la complessità della psiche umana e la percezione del tempo attraverso la figura del
protagonista, Zeno Cosini. Zeno, come Ungaretti, è ossessionato dal passare del tempo e dalla ricerca di un
senso nella sua vita. Tuttavia, mentre Ungaretti cerca una risposta attraverso la poesia e una visione quasi
mistica del tempo, Svevo adotta un approccio più ironico e psicologico. Zeno è un personaggio profondamente
nevrotico, la cui incapacità di prendere decisioni definitive e il continuo procrastinare riflettono la sua angoscia
esistenziale. Un esempio emblematico è il capitolo sul "fumo", in cui Zeno tenta ripetutamente di smettere di
fumare, ma fallisce ogni volta. Questo continuo oscillare tra decisioni e ripensamenti è una metafora del suo
rapporto conflittuale con il tempo e con la propria esistenza:

D’ANNUNZIO Il tempo ritorna Gabriele d'Annunzio la cui poetica è caratterizzata da un intenso amore per la
bellezza, la sensualità e la ricerca dell'assoluto. Il poeta abruzzese, figura di spicco del decadentismo italiano, ha
lasciato un'impronta indelebile nella letteratura italiana del Novecento.
D'Annunzio ha sempre cercato di catturare l'essenza della vita e della natura attraverso le sue opere, esplorando
le profondità dell'animo umano e cercando di dare voce alla propria sete di bellezza e di perfezione. Le sue
poesie e i suoi romanzi sono permeati da una visione estetica del mondo, in cui la bellezza diventa un ideale da
raggiungere e un mezzo per elevare lo spirito umano.
Nelle opere di d'Annunzio si riflette anche il suo profondo senso di patriottismo e di orgoglio nazionale, che lo
ha portato a sostenere con fervore la causa italiana durante la Prima Guerra Mondiale e a diventare un simbolo
del nazionalismo romantico dell'epoca.

La sabbia del tempo, appartenente alla raccolta denominata [Link] appartiene, a sua volta, a quello che
è il grande progetto lirico del poeta: Le laudi del cielo del mare della terra e degli eroi. Questa poesia è una
metafora della fugacità della vita e della caducità delle cose terrene, è un tema ricorrente nella poetica di
d'Annunzio. Il poeta, consapevole della precarietà dell'esistenza umana e della transitorietà delle passioni e delle
emozioni, riflette spesso sulla fragilità dell'essere umano di fronte al trascorrere implacabile del tempo. La
sabbia del tempo rappresenta quindi il fluire inesorabile della vita, che porta con sé la consapevolezza della
morte e dell'irreversibilità del tempo. D'Annunzio, attraverso questa immagine suggestiva e potente, invita il
lettore a riflettere sulla propria esistenza e sull'importanza di cogliere l'attimo presente, di vivere appieno
Sicuramente la poetica di D’Annunzio e soprattutto le sue idee derivano dal suo coinvolgimento della prima
guerra mondiale.

STORIA: LA PRIMA GUERRA MONDIALE


La definizione di "guerra lampo" si riferisce al concetto di una guerra breve e veloce, che si sarebbe dovuta
concludere rapidamente con una vittoria decisiva da parte di una delle parti in conflitto. Tuttavia, la Prima
Guerra Mondiale, che è comunemente associata a questa definizione, si è rivelata essere tutto tranne che una
guerra breve e veloce. In realtà, la Prima Guerra Mondiale è stata un conflitto estremamente lungo, brutale e
sanguinoso, durato dal 1914 al 1918. Inizialmente, molte persone credevano che la guerra sarebbe stata risolta in
modo rapido e che sarebbe stata vinta da una delle fazioni coinvolte in poche settimane o mesi. Tuttavia, a causa
delle nuove tecnologie belliche, come le mitragliatrici, i gas tossici e i carri armati, la guerra si trasformò
in una guerra di trincea caratterizzata da stasi e perdite enormi su entrambi i fronti. Il casus belli che fa
scoppiare la prima guerra mondiale è stato l'assassinio a Sarajevo dell'erede al trono d'Austria Francesco
Ferdinando per mano di uno studente serbo Gravilo Princip. L'Austria manda quindi un ultimatum di 48h
alla Serbia contente richieste durissime. Quest'ultima non accetta e perciò il 28 luglio 1914 l'Austria dichiara
guerra alla Serbia. Era già esistente un sistema di alleanze, la triplice alleanza formata da Germania ed
Austria e Italia e la triplice intesa formata da Francia, Gran Bretagna e Russia. L'italia con Giolitti decide
di non intervenire subito in guerra e di non aiutare la Germania e l'Austria nonostante facesse parte della triplice
alleanza poiché questa è un patto difensivo e non offensivo. In Italia si formano il gruppo dei neutralisti
(contrari all'entrata in guerra e formati da cattolici, socialisti e liberali) e degli interventisti (a favore dell'entrata
n guerra e formati dai nazionalisti con D'Annunzio e gli irredentisti). Dato che molti territori italiani erano
sotto il dominio austriaco, l'Italia nell'aprile del 1915 firma in segreto il patto di Londra ed entrando in
guerra a favore della triplice intesa. Gli austriaci organizzano una spedizione punitiva contro l'Italia ma
vengono respinti. Nel 1916 ci furono diverse battaglie. Nel 1917 la Russia si ritira per problemi interni e
firma un armistizio. Nel 1917 gli Stati Uniti entrano in guerra a favore della triplice intesa e ci fu la sconfitta
degli italiani a Caporetto. La Guerra finisce con le potenze vincitrici dell'Italia e della Francia dopo la
controffensiva verso Austria e Germania.

Inizia il 1 settembre 1939 quando la Germania invade la polonio. Successivamente Francia e Inghilterra
dichiarano guerra alla Germania. Mentre il 18 settembre l’unione sovietica attaccherà la Polonia da est. Gli
schieramenti erano due: da una parte Italia Germania e Giappone, dall’altra i cosiddetti alleati Francia, Stati
Uniti, unione sovietica e Inghilterra. Inizlamnete la guerra verra combattuta nei cieli e nei mari; questa fase
passera alla storia come strana guerra. Tutto cambia il 9 aprile 1940 quando la Germania invade sia la Norvegia
che la Danimarca: cosi qualche mese dopo l’aviazione militare tedesca da iniziò a una serie di attacchi contro la
base Air Force britannica, è la cosiddetta battaglia d’Inghilterra ricordata per gli scontri aerei
PEDAGOGIA
Il tema del tempo è fondamentale non solo nella filosofia ma anche nella pedagogia, poiché la
comprensione del tempo influenza profondamente l'approccio educativo e il processo di
apprendimento. Diversi pedagogisti e teorici dell'educazione hanno esplorato come la percezione e
l'uso del tempo possono modellare l'esperienza educativa.
-SVIZZERA: PIAGET con la teoria dello sviluppo cogni;vo del bambino egli egli è padre della teoria
dell'epistemologia genetica :l'uomo sviluppa degli strumen; del pensiero che cambiano col
passare dell'età cronologica ed egli individua quaIro stadi dello sviluppo cogni;vo del bambino che
seguono diversi tempi che l’adulto non può accellerare.
È anche padre di un nuovo filone di ricerca chiamato COSTRUTTIVISMO perché considera
l'apprendimento un aGo di costruzione, in cui il bambino costruisce la realtà mentre la sta vivendo.
Secondo la metodologia COSTRUTTIVISTA la scuola ideale (;po di Claparede e Decroly, la pedagogia
dell'aQvismo pedagogico hanno alla base un modello costruQvista) è un luogo di sperimentazione,
dove si devono compiere esperienze e gli educatori devono conoscere a fondo la psicologia e la
sociologia (es. Freinet e Cousinet si sono occupa; dell'aspeGo sociale) per garan;rgli benessere.
Inoltre un ambiente dalle migliori condizioni rappresenta il giusto motore per l’intelligenza del
bambino , il quale è sempre a;vo nel “fare” e nel rapporto con esso.

-RUSSIA:VYGOTSKIJ: di diverso avviso fu Vig che operò nella psicopedagogia sovie;ca, un


profondo cambiamento rispeGo alla diffusa riflessologia di Pavlov ( un pensiero che compara il
comportamento umano a quello animale e che sos;ene che l’apprendimento sia un “trasferimento”
di riflessi inna; come quando i cani imparano a sallivare alla vista della crane ma anche al suono del
campanello che precede la vista della carne stessa).
bambino ci siano tre zone di apprendimento:
-ZONA DI SVILUPPO ATTUALE: ovvero ciò che è già in grado di fare;
-ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE: ciò che è in grado di fare con l'aiuto di qualcuno;
-ZONA DI SVILUPPO POTENZIALE: ciò che non sa fare ne autonomamente ne con l'aiuto.
La ZSP è un conceGo fondamentale che spiega come l'apprendimento del bambino si realizzi grazie
all'osservazione di un modello esperto e con l'aiuto di un adulto, o di un bambino, più grande e MAI
in solitudine; s'impara "guardando e facendo".
La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo aIuale e quello potenziale che può essere
raggiunto, quindi l'educatore deve individuare la zona di sviluppo prossimale, perché così lo
skaffolfer compie l'azione dello SCAFFOLNDING: supportare il bambino nella sua zsp.
(dall'inglese scaffold: "impalcatura" u;lizzata dagli operai in edilizia. Il conceGo trasposto in
psicologia, indica l'aiuto di una persona esperta).
L'importanza della cooperazione: quando il bambino gioca con gli altri obbedisce a delle regole
sociali ( per. es viene richiamato dai compagni) che vengono interiorizzate e permeGono
l'autoregolazione del comportamento. Inoltre dall'interazione sociale nasce anche il pensiero.
SOCIOLOGIA Anthony Giddens, nel suo lavoro "Le conseguenze della modernità" (1990), discute come
la modernità abbia trasformato la nostra percezione del tempo e dello spazio. Giddens ritiene che Nella
società moderna, il tempo è sempre più standardizzato e globalizzato, consentendo interazioni a lunga distanza
e la sincronizzazione delle attività su scala globale. Questo processo ha profonde implicazioni per la nostra
identità e le nostre interazioni sociali. Un fenomeno interessante è quello studiato da George Ritzer della
macdonalizzazione del mondo: cioè lo scenario globale in cui la standardizzazione e la ripetibilità, insieme
alla rapidità del consumo caratterizzano la fruizione dei prodotti come delle conoscenze e delle idee.
Pensiamo all’esportazione delle pratiche orientali come lo yoga o i manga, oppure ai fast-food, al kebab e
al sushi. Teoricamente la cultura globalizzata non dovrebbe distruggere le tradizioni locali ma mescolarsi
con esse; Per spiegare questo concetto l’inglese Roland Robinson adoperato il termine di glocalizzazione.
Gli squilibri sociali e ambientali dell’economia globalizzata ha indotto molti intellettuali a mettere in
discussione l’idea di sviluppo. Per esempio latuche con la teoria della decrescita: questa parte dal
presupposto che il concetto di sviluppo su cui si fonda la società industriale sia fondato sulla tendenza e ad
assumere particolare importanza alla crescita del Pil. L’aumento del Pil non equivale al benessere anzi è un
suo diminuì mento infatti si chiama decrescita felice aumento del Pil diminuisce la felicità dell’individuo.
Anche la ricchezza e la rapidità con cui le informazioni raggiungono ci impediscono di distinguere ciò che è
affidabile. L’uomo globalizzato vive situazioni psicologiche di precarietà ed incertezza di fronte ai continui
mutamenti e all’impossibilità di costruire situazioni stabili; Baumann associa questo fenomeno alla vita
liquida: in qualche modo si è passati da uno stadio solido della civiltà in cui Sia le strutture sociali sia quelle
psicologiche avevano saldi termini di riferimento, ad ora Che queste strutture si sono sciolte in una
dimensione fluida in continuo cambiamento che genera nelle persone un profondo senso di insicurezza.
Questo come specificato da adorno è dato dalla creazione di una industria culturale, nella quale il
consumatore non ne è il soggetto bensì il suo oggetto. Infatti l’industria suscita i bisogni e determina i consumi
dell’individui, annullandoli come persone e riducendoli ad una semplice massa. Persino il tempo del
divertimento è diventato un momento programmato, dal momento che l’industria ne scandisce gli orari e le
modalità.

ANTROPOLOGIA. Da una prospettiva antropologica, il tempo non è solamente un concetto astratto


misurabile in unità di durata, ma piuttosto un fenomeno culturale profondamente intrecciato con le credenze,
le pratiche e le strutture sociali di una società. Clifford Geertz, che ha analizzato il concetto di tempo all'interno
del contesto culturale e simbolico. Geertz sottolinea l'importanza di comprendere il tempo come un simbolo
culturalmente costruito, che può assumere significati diversi in contesti differenti. Egli evidenzia come rituali,
cerimonie e pratiche quotidiane siano permeati da significati temporali profondamente radicati nella cultura di
una società. Secondo la prospettiva ermeneutica (filosofia che interpreta la realtà) di Geertz e Cassirer il
rito è il principale strumento di veicolo di mantenimento dei simboli sacri; Pensiamo ad esempio alla
danza della pioggia, alla recita del Rosario, ai funerali. Il rito è legato ai racconti sull’origine del mondo e
ai miti di fondazione della religione che ancora oggi hanno un enorme potere sulla mentalità comune: infatti
il sacro permane come più potente rispetto al materiale, per esempio nella cultura ebrea c’è una immagine
della malattia chiamata ticun, secondo cui si ammala chi ha perso il contatto con il divino, direbbe
Hillman, quello che è giusto che ognuno faccia per la propria anima, oppure, come direbbe Freud quando
mi perdo e faccio delle scelte inadatte (non a caso le donne isteriche si ammalavano prorprio per questa
ragione). Per esempio nella bibbia viene raccontata La storia di questo capo tribù che rapi una donna di un
altro uomo per farla diventare la sua amante, successivamente lui si ammalò insieme a tutta la sua corte di
una patologia ai genitali, il Medico di corte ebreo interpreto questa cosa come un ticun, cioe hai violato una
donna non tua e questa fu la punizione.
LATINO SENECA
DE BREVITATE VITAE: dedicata a Paolino, prefetto dell’annona, affronta il problema
della fugacità del tempo; l’uomo spesso si lamenta per la brevità del tempo che gli è
concesso ma gli dice che non bisogna considerare il tempo in base alla sua quantità ma la sua
qualità.il tempo è sufficiente per compiere le cose importanti mentre gli uomini lo sprecano in
cose banali. Affronta il problema attraverso un angosciante rappresentazione degli occupati
coloro che sprecano i 1000 attività inutili il loro tempo. Il saggio invece sa scegliere il
presente perché è passato e futuro sono solo motivo di ansia inutile e non in nostro potere.

LE EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM


STRUTTURA: Le lettere morali a Lucilio sono l’ultima opera di Seneca scritta dal 62 al 65,
sono una raccolta di 124 lettere ripartite in 20 libri. La forma epistolare induce a ritenere
che non siano tutte inviati all’amico infatti come scritto da lui stesso uno degli scopi è quello
di tramandarlo ai posteri. Il modello sono le lettere del filosofo greco Epicuro che esponeva
il suo pensiero in forma piana attraverso epistola indirizzata agli amici. Utilizza
l’introduzione alla filosofia come strumento per raggiungere la saggezza, tuttavia il percorso
non è sistematico bensì esistenziale. L’atteggiamento è quello di un interlocutore attento che
accompagna l’amico nel suo percorso attraverso una profonda meditazione sui temi
[Link] sono gli exempla a storici, attualità, e vita personale e questi permettono di
affrontare in modo non sistematico la vita morale.
TEMI: ultimo tema è quello del tempo connesso alla riflessione sulla morte che deve essere
vista non in termini di quantitativi ma qualitativi, infatti nella prima epistola vuole insegnarli
a nonna lasciarsi travolgere da 1000 distrazioni. Connesso al tema del tempo vi è quello della
cura dell’anima indicando che la vita migliore è quella dell’otium per non lasciarsi
travolgere dalle passioni. anche la dimensione sociale; un saggio deve scegliere la compagnia
di pochi amici con il quali instaurare un dialogo raggiungendo la dimensione
dell’autosufficienza e della serenità interiore autarcheia. un altro tema è quello della
uguaglianza degli uomini i quali provano tutte le stesse passioni e tendono verso gli stessi
traguardi e che non c’è differenza tra un principe è uno schiavo nella sostanza sono tutti
uomini.
ARTE
SURREALISMO Il surrealismo è un movimento artistico nato in seguito alla nascita della psicanalisi, ideata
da Freud. I pittori surrealisti ripresero da Freud anche il concetto di sogno, visto come il prodotto della nostra
psiche, che si manifesta durante il sonno. Questo perché il sogno è caratterizzato, nella maggior parte delle
volte,
da immagini surreali e insensate. Essi, oltre al sogno, trattano anche tematiche come la follia, allucinazione e la
fantasia. Fra i vari esponenti del surrealismo, troviamo:

DALI: Descrizione de La persistenza della memoria di Salvador Dalí L'opera mostra il paesaggio di Port Lligat
durante l'alba, dominato da un cielo dalle sfumature gialli e celesti. Il paesaggio è deserto e privo di
vegetazione, l'unica cosa che notiamo sono tre orologi dalla consistenza liquefatta. Da questo il nome di
orologi molli. Nella parte sinistra del dipinto notiamo un parallelepipedo con sopra appoggiato un orologio:
su di esso si è posata una mosca, la quale crea una lunga ombra verso le dodici. Accanto notiamo l'unico
orologio solido color arancio, con sopra alcune formiche nere brulicanti, che sembrano divorarlo, quasi ad
indicare l'annullamento di un tempo cronologico. Dal momento che il tempo è inafferrabile, non può essere
scandito da un oggetto fisico come un orologio. Nel bordo posteriore del parallelepipedo notiamo un esile
tronco di olivo che si alza verso il cielo, sull'unico ramo esso sostiene un orologio che pende verso il basso. Sul
terreno troviamo una strana forma: alcuni pensano si tratti del profilo sinistro dello stesso Dalì con l'occhio
chiuso, le lunghe ciglia e la lingua in fuori. Steso sopra la strana figura giace un orologio molle. La relatività
del tempo Dalì era molto sensibile all'influsso di Sigmund Freud: per questo motivo rifletterà sulla relatività
del tempo. Gli orologi sono deformati rispetto la loro forma geometrica perché rappresentano l'aspetto
psicologico del tempo. Il suo trascorrere viene scandito diversamente per ciascun individuo.

FUTURISMO: Nel futurismo, il tempo è rappresentato come un concetto dinamico e in costante


evoluzione. Gli artisti futuristi cercavano di catturare la velocità e il movimento della modernità,
rappresentando oggetti in movimento e creando opere che sembravano vibrare di energia. Il tempo nel futurismo
è quindi visto come un flusso continuo di cambiamenti e trasformazioni, che viene espresso attraverso l'uso di
linee dinamiche e colori accesi.

CUBISMO: Nel cubismo, invece, il tempo è rappresentato in modo più statico e frammentato. Gli artisti
cubisti scompongono gli oggetti in forme geometriche e le rappresentano da diverse prospettive
simultaneamente, creando un'immagine che sembra catturare un istante preciso ma frammentato. Il tempo nel
cubismo è quindi visto come un concetto complesso e sfaccettato, che viene rappresentato attraverso la
scomposizione e la ricomposizione delle forme.

In entrambe le correnti artistiche, il tempo è un elemento cruciale che influenza la forma e la struttura delle opere
d'arte, ma viene interpretato in modo diverso per riflettere le diverse concezioni di modernità e
contemporaneità che caratterizzano il futurismo e il cubismo.
INGLESE
SAMUEL BECKET Samuel becket was born in 1906 in dublin into a Protestant
middle class family. He was brilliant student at the trinity collage. In in Paris he became an
English teacher and was influenced by existentialism, he was also compared to Joyce. he
writes many of his works in French and then translates them into English. Becket became
famous for his theatrical works, in fact he was part of a theater group with Eugene
Lonesco and Arthur Adamov (theatre of the absurd). these think that men's lives had no
meaning; waiting for gotod speaks is the first work of this style and became very famous.
endgame talks about the dissolution between the physical and intellectual part of man at the
moment of death. Krapp's Last Tape is a monologue that talks about the impossibility for a
man to have an identity. he won the Nobel Prize for Literature and died in 1989

WAITING FOR GOTED: two tramps, Vladimir and Estragon wait for a mysterious godot
on a road with a single tree (represents the passing of the day through the the fall of the
leaves) . these talking about separating or committing suicide, about salvation or
damnation while waiting for Godot. then they meet pozzo and lucky and a boy informs
them that gotod won't come. this work is part of the theater of the absurd because there is
no plot, settings or simple dialogues. the two characters ask themselves questions about
nature and the world; Vladimir is more practical, Estragon is a dreamer. they don't
remember their past, so the dialogue is funny. while pozzo represents the power in the mind
and lucky the power of the body. the fundamental question of the work is “does there exist
a god?” and Beckett says it's impossible to know

MATEMATICA
Nella2 guerra mondiale , Il calcolo infinitesimale ed altri potentissimi strumenti (anche geometrici) furono
usati nella maniera più elevata rispetto a quel tempo ed ebbero una grande responsabilità, basti pensare al
Radar, balistici, teorie per particolari armi (cannoni, missili, bazooka e granate)
Sicuramente il limite , nonostante si usassero ancora i calcoli manuali o con grandi calcolatori
meccanici, fu importante per lo sforzo bellico x molte scoperte: basti pensare alla traiettoria dei
proiettili (gli ingegneri dovevano comprendere il comportamento della funzione per determinare
posizioni e velocità dei proiettili nel tempo). Il calcolo infinitesimale è la branca fondante dell'analisi
matematica che studia il "comportamento " di una funzione tramite le nozioni di continuità e limite.
Fu Newton a sviluppare il calcolo infinitesimale nel nel 1666 dopo aver dimostrato il teorema
binomiale, e le sue ricerche anticiparono di circa dieci anni quelli di Leibniz, ma Newton pubblicò le
sue scoperte solo nel 1704. Condivise quindi con Leibniz, suo malgrado, il merito. (app sui limiti
e sulle funzioni).

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