DOMANDE
1) Può spiegarci di cosa si occupa il vostro centro?
2) In cosa consistono i servizi che offrite?
3) Saremmo interessati a mettere a fuoco alcuni dati sull’utenza del vostro centro:
-fascia d’età
-tipologia di disturbo
-maschi/femmine
-variazione dati prima/dopo Covid
-quanti ragazzi si rivolgono all’anno, al vostro centro
-quali sono i bisogni prevalenti
4) Crede che esista un bisogno reale oggi di posti letto, per rispondere a tutte queste
problematiche?
5) In base alla sua esperienza, cosa serve per guarire da questo genere di malattie?
Basta la forza di volontà? Si torna davvero ad essere “come prima” dopo
un'esperienza simile?
6) Vorremmo sfatare delle idee diffuse: secondo alcuni sono “capricci” o “fissazioni”;
sono da considerarsi disturbi psichiatrici? C’è una predisposizione genetica? Lei
cosa pensa di queste idee diffuse?
7) Secondo lei, nel tempo, queste malattie sono cambiate? (SINTOMI,
PROBLEMATICHE)
8) Solitamente, le persone che si rivolgono a voi, a quale stadio arrivano? Riuscite ad
incidere nella prevenzione, in che modo?
9) Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro, ad occuparsi di questi disturbi in particolare?
10)Cosa ne pensa dei tagli previsti dalla legge di Bilancio?
RISPOSTE
1) Il centro si occupa della cura dei disturbi del comportamento alimentare, che siano
anoressia, bulimia, maschile o femminile, indistintamente dall’età.
2) Al momento il centro mette a disposizione un day hospital, ma è in cantiere la
disponibilità di posti letto per i pazienti.
3) Al centro si rivolgono principalmente ragazze in età compresa tra i 12 e i 16 anni, ma
con il passare del tempo l’età d’incidenza di queste malattie si sta abbassando. Dopo
il covid c’è stato un aumento, poiché i disturbi alimentari sono correlati ad altri
disturbi, come la depressione, l’autolesionismo. Si rivolgono anche agli uomini, ma
l’anoressia in loro si manifesta in modo diverso, poiché consiste in un iper controllo
dell’alimentazione e del regime di allenamento.
4) Secondo la dottoressa la presenza di posti letto sarebbe importante, infatti ci stanno
lavorando, poiché avere dei posti letto permetterebbe di monitorare il paziente 24 ore
su 24, e non come succede oggi: solo mezza giornata. Infatti ci sono casi in cui i
pazienti tornati a casa, soprattutto nei casi in cui la famiglia non è molto presente,
continuano a svolgere quei comportamenti che li hanno fatti ammalare
5) La guarigione è un concetto complesso, poiché non essere più in pericolo di vita o
avere un'alimentazione regolare, ma continuare a non accettarsi e a stare male
entalmente, non significa guarire. Secondo la dottoressa in molti pazienti malattia
m
continua anche fuori dal centro, per guarire davvero serve la voglia di farlo. Questi
disturbi sono spesso causati da un bisogno di controllo, i media ci fanno credere che
se abbiamo il controllo sul nostro corpo, avremo il controllo anche sulla nostra vita,
cosa non vera. Si guarisce quando ci si rende conto che questo non è vero.
6) Naturalmente questi disturbi non sono nè capricci, nè fissazioni delle nuove
generazioni, ma come abbiamo detto prima sono dei disturbi che potremmo
addirittura definire psichiatrici, poiché spesso correlati ad altre problematiche gravi
come l’autolesionismo o la depressione. Vengono definite erroneamente in quel
modo, per ignoranza e perché quello che traspare di queste malattie è che il paziente
usi pratiche autodistruttive per dimagrire, ma non è così poiché è un bisogno
disperato di controllo.
7) Queste malattie con il tempo non hanno cambiato i loro sintomi ma sono diventate
più frequenti, soprattutto con l’avvento dei social, perché tutti hanno avuto la
possibilità di controllare la propria immagine. Potendo mostrare al mondo un lato
migliore di noi, con l’uso dei ritocchi foto, o più semplicemente mettendoci in
particolare pose, abbiamo alimentato un'idea distorta di noi stessi, che poi si scontra
con la realtà mostrata da uno specchio e quindi ci porta a odiare noi stessi.
8) Al centro si rivolgono persone in condizioni diverse, poiché non è semplice
accorgersi di queste malattie, e quindi capita che si rivolgono anche persone adulte
sopra i quaranta che sono malate da sempre, ma hanno sottovalutato il problema
fino a quando non si sono resi conto di essere in una situazione insostenibile.
Riguardo alla prevenzione la dottoressa ci ha raccontato che ci sono diverse
iniziative, come il 15 marzo che è la giornata nazionale del fiocchetto lilla, il 2 giugno
che è la giornata mondiale dei disturbi alimentari, inoltre a Lecce si tiene una
manifestazione che si chiama “pe(n)sa differente”
9) La dottoressa ci ha detto di aver scelto di lavorare in questo settore, perché da
giovane quando faceva il tirocinio si è sentita particolarmente soddisfatta nel salvare
la vita ad una ragazza che soffriva di questa patologia al punto di aver raggiunto il
peso di 27 chili. Ha capito in quel momento che il suo destino era lavorare con questi
problemi.
10)La dottoressa ci ha spiegato che la legge di bilancio non ha tagliato i fondi, ma
semplicemente non ha rinnovato la terza annualità di un finanziamento del 2021, che
durerà fino al 30 ottobre del 2024. Tuttavia sono stati comunque promessi dei fondi
anche per il 202 per pagare nuovo personale, che come ci ha spiegato la dottoressa è
fondamentale per loro, poiché più che di macchinari hanno bisogno di infermieri e
psicologi.