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5 I Circuiti RLC

Circuiti rlc

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Gigliola Soldati
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WEB W5 I circuiti RLC Pag.

I circuiti RLC
Circuiti RLC in serie
1 al variare della frequenza z

Nel circuito di fig. 1a, i componenti R, C, L sono in


serie tra loro e sottoposti ad un generatore sinu-
soidale. Nel diagramma delle tensioni (fig. 1b), le
R
cadute sulle due reattanze risultano sfasate in modo
complementare rispetto alla corrente, così da risul- f
tare in controfase tra loro: la componente reattiva fo

della tensione è perciò la differenza dei due vettori


Fig. 2. Impedenza di un circuito RLC in serie al variare della
V = VR2 + (VL - VC) 2 frequenza.

I
a i R L

V
VR VL Io =
R

© E. Ferrari, L. Rinaldi, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni 1, Editrice SAN MARCO


Io Io –3dB
V C vc
√2

f
fo
B

b vc →
vL c xc xL Fig. 3. Corrente in un circuito RLC in serie al variare della
frequenza.

v z
→ ϕ
vR R A frequenze alte, il discorso sembrerebbe rovesciar-

i
si, con XL che tende ad infinito, mentre XC tende a
→ xc zero, ma l’impedenza Z della serie non cambia e
vc
tende ancora ad infinito. La corrente, di conseguen-
Fig. 1. Circuito RLC in serie in alternata. za, tende a zero, e tutta la caduta di tensione è ai
Discorso analogo per il triangolo delle impedenze capi dell’induttanza.
(fig. 1c) Il valore di frequenza per cui le due reattanze sono
di uguale peso (XL = XC), è detto frequenza di riso-
X L = 2r f L; X C = 2r1f C nanza (fo). A questa frequenza, il contributo della
reattanza all’impedenza complessiva del circuito
Z = R 2 + (X L - X C) 2 ; { = arctg a X L -
R
XC k
risulta nullo e Z è al suo valore minimo, Z = R.
   
Dall’equazione
 ome variano l’impedenza Z e la corrente i
1.1 C
2r fo L = 2r1f C
al variare della frequenza? o

A frequenze basse, XL tende a zero, mentre XC ten- si ricava


de ad infinito, perciò l’impedenza serie Z tende
fo = 1
all’infinito (fig. 2) e, di conseguenza, la corrente i
2r L $ C
tende a zero (fig. 3). Il circuito è prevalentemente
capacitivo, poiché tutta la caduta di tensione è ai Di conseguenza, il diagramma della corrente (fig. 3)
capi del condensatore, perché equivalente ad un presenta un massimo in corrispondenza di fo, di va-
interruttore aperto. lore Io = V/R.
WEB W5 I circuiti RLC Pag. 2

Attenzione! Alla frequenza di risonanza, il circuito si fo


presenta all’esterno come se fosse costituito dalla B= Q
sola resistenza; difatti, tutta la tensione applicata
Sempre nell’esercizio di prima
risulta cadere sulla resistenza R, determinando il
valore della corrente Io. Non appaiono all’esterno fo = 1.590 Hz = 15, 9 Hz
B= Q
del circuito le due cadute sulle reattanze, che pure 100
esistono Da queste relazioni si può intuire che, tanto più pic-
cola è R, tanto più alto è Q e tanto più stretta è la
VL = I o $ 2r fo L e VC = I o $ 2r1f C
o curva della corrente i.
di pari valore e complementari, che possono assu-
mere valori superiori alla tensione di comando V.
Queste tensioni possono rivelarsi pericolose per gli
2 Applicazioni di circuiti RLC
elementi L e C. Per rendere più concreto quanto appreso fino ad ora,
si analizzano alcuni ambiti applicativi che utilizzano le
Per esempio, nel circuito di fig. 1a, supponendo proprietà dei circuiti RLC in frequenza.
V = 10 V, R = 10 Ω, L = 100 mH, C = 100 nF, la fre-
quenza di risonanza risulta 2.1  Filtro selettivo passa banda
1 Si consideri il circuito in fig. 4a.
fo =
2r L $ C a R

= 1 = 1, 59 kHz Vin Vout


2r 10 2 $ 10 -3 $ 10 2 $ 10 -9 b

© E. Ferrari, L. Rinaldi, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni 1, Editrice SAN MARCO


Vout
L C
Vin
A questa frequenza
1,0
X L = 2r fo L = 2r $ 1, 59 $ 10 3 $ 10 2 $ 10 -3
= 1.000 X = X C
le due reattanze si annullano reciprocamente e Z =
R = 10 Ω; di conseguenza

Io = V 10 V f
Z = 10 X = 1 A fo =
1
2π √LC
e ciascuna caduta reattiva vale 1.000 V. La tensione Fig. 4. Filtro selettivo passa banda.
di lavoro del condensatore è perciò questa e non i
10 V del generatore. Si tratta di un partitore di tensione, con il segnale
di ingresso (Vin) applicato tra il primo morsetto di
Si definisce coefficiente di risonanza la grandezza R e massa, e il segnale di uscita (Vout) prelevato ai
capi del parallelo tra l’induttore e il condensatore.
Q = ~Ro L = ~ 1CR Calcolando l’impedenza del ramo parallelo
o

tanto più alto è Q, tanto maggiori sono le cadute jX L $ ]- jX Cg


Z p = jX - jX
L C
reattive rispetto alla caduta resistiva. Per esempio,
nell’esercizio di prima si scopre che, poiché alla frequenza di risonanza
1
Q = ~Ro L = 1.000 X = 100 fo =
10 X 2r LC
le due reattanze, XL e XC, hanno pari valore ohmico,
Si definisce banda passante (B) l’intervallo di fre- a quella frequenza l’impedenza Zp tende ad infinito,
quenze attorno ad fo per le quali ovvero si comporta da circuito aperto, annullando
qualsiasi partizione della tensione in ingresso.
I 2 Io Alla frequenza di risonanza perciò
2
cioè per le quali la corrente non scende al di sotto Vout = Vin, ovvero VVout = 1
in
di –3 dB rispetto al valore massimo; si può dimo-
strare che (fig. 4b).
WEB W5 I circuiti RLC Pag. 3

Alle basse frequenze, invece, XL tende a zero, così Nonostante il titolo, le applicazioni sono molto più
come XC alle alte frequenze, trascinando con sé Zp. numerose di quanto si possa immaginare: basti pen-
La tensione in uscita si presenterà quindi inalterata sare all’uso dell’interfono in ufficio o al sistema di
per le frequenze in ingresso con valore prossimo sorveglianza a distanza dei neonati, entrambi con
alla risonanza, e con valore molto basso negli altri trasmissione della voce sui fili del 230 V, senza cavi
casi (fig. 4b). Il circuito di fig. 4a realizza, quindi, un aggiunti; e ancora in campo industriale con le reti
filtro selettivo passa banda, poiché lascia passare “link power” che scambiano dati utilizzando il me-
solo un ristretto gruppo di frequenze, attorno alla desimo doppino che porta l’alimentazione 48 V con-
frequenza di risonanza. tinua; in campo telefonico con l’ADSL che trasporta
il canale internet sul medesimo doppino utilizzato
2.2  Filtro selettivo elimina banda per il tradizionale traffico telefonico, ecc.
Si consideri il circuito in fig. 5a.
Nelle note applicative Philips vengono proposte
a due soluzioni, con e senza isolamento galvanico
b Vout
Vin
R
Vout dalla rete. Per semplificare l’analisi, si propone la
Vin seconda (fig. 6).
L
Analizzando i blocchi, si nota il microcontrollore che
1,0 scambia dati con il TDA5051, dal quale riceve il clock
(è il TDA difatti che possiede il quarzo 7,3728 MHz).
C Il TDA si interfaccia alla linea 230 V attraverso una
rete di condensatori e induttanze. Dalla rete stessa
è derivata l’alimentazione +5 V per l’intero sistema,
mediante un integrato stabilizzatore (78L05).

© E. Ferrari, L. Rinaldi, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni 1, Editrice SAN MARCO


f
1
fo =
2π √LC 250 V (AC)
max T 630 mA +
2 µF 47 nF/X2
MOV
250 V (AC) 250 V (AC) 250 V (AC)
Fig. 5. Filtro selettivo elimina banda. 68 Λ
(2 W) 47 µH
low RS
Questa volta, il circuito partitore (fig. 5a) presenta +5V
1N4006
1 mH
47 nF
(63 V)
3
il bipolo di uscita con l’induttore e il condensatore 1 78L05
+
2 7V5
in serie tra loro. La loro impedenza equivalente vale 470 µF
(16 V) (13 W) 1N4006 47 µH

quindi 1 µF
(16 V)
+ 100 µF
47 nF (16 V)
Z s = jX L - jX C VDDAP VDDA
VDDD
+5V
DATAIN 3 11 13
1 RXIN 10 nF
Alla frequenza di risonanza DATAOUT
2
14
MICRO TDA5051A TXOUT

fo = 1 CONTROLLER CKLOUT
4
10

PD SA5.0.A
2r LC 15
7 8 5 9 12
OSC1 OSC2 DGND APGND AGND

le due reattanze, XL e XC, hanno pari valore ohmico, 2.2 Λ

XTAL
e l’impedenza Zs tende a zero, trascinando con sé la 7.3728 MHz

tensione di uscita. La tensione in uscita si presente- 27 pF 27 pF


rà tendente a zero per le frequenze in ingresso, con
valore prossimo alla risonanza, e con valore inalte-
Fig. 6. Modem per home automation, senza isolamento dalla
rato negli altri casi (fig. 5b). Il circuito di fig. 5a rea-
linea.
lizza quindi un filtro selettivo elimina banda, poiché
lascia passare tutte le frequenze, tranne un ristretto Si ponga ora attenzione alle frequenze in gioco.
gruppo specifico. La rete 230 V lavora a 50 Hz, mentre il TDA emette
i bit di dato generando brevi intervalli di segnale
2.3  Home automation modem, Philips TDA5051 rettangolare a frequenza 115.200 Hz (ottenuta di-
L’idea di fondo è interessante e generale: si tratta videndo internamente la frequenza del quarzo per
di scambiare dati tra dispositivi alimentati tutti alla 64). La rete di interfaccia deve quindi rappresentare
tensione di rete di 230 V, utilizzando per la trasmis- un blocco per il 50 Hz dalla rete verso il TDA e un
sione dei dati i fili stessi di alimentazione, evitando accesso facilitato in entrata-uscita per le armoniche
in tal modo di stendere altri cablaggi. da 115.200 Hz in su, appartenenti al segnale dati.
WEB W5 I circuiti RLC Pag. 4

In tab. 1 sono riportati i valori delle reattanze pre-


senti nel circuito alle frequenze di interesse. l MAX = I o = V 20 V
R = 10 X = 2 A
La resistenza è sottoposta all’intera tensione del
Tab. 5.5 - Reattanze presenti nel sistema di fig. 6
generatore, mentre ciascuno dei componenti reat-
47 nF 47 μH 1 μF 1 mH 2 μF
tivi, con questa corrente, ha una caduta di tensione
67,7 14,7 3.182 0,314 1.591
f = 50 Hz pari a
kΩ mΩ Ω Ω Ω
29,4 34,02 1,4 724 0,69
f = 115.200 Hz VL = VC = 2.163 X $ 2 A = 4.326 V
Ω Ω Ω Ω Ω

Semplificando, il 50 Hz vede il TDA dietro un partito-


re con 67,7 kΩ in serie e 14,7 mΩ verso massa; dei
230 V, solo pochi μV giungono al modem. ESERCIZIO 1
Per contro, il TDA lavora a partire dai 115.200 Hz, I componenti del circuito RLC in serie di fig. 1a, ali-
una frequenza prossima alla frequenza di risonanza mentato da un generatore sinusoidale che fornisce
dei componenti una tensione di ampiezza 40 V a frequenza variabile,
1 hanno i seguenti valori: R = 20 Ω, L = 100 mH, C =
fo = = 107.083 Hz 100 nF. Determinare la massima corrente assorbita
2r LC
dal circuito e la massima tensione sui singoli com-
ed accede al cavo di rete attraversando componenti ponenti.
reattivi che si compensano tra loro, cioè con re- [Ris.: alla fo = 1.591,5 Hz,
sistenza equivalente in serie praticamente nulla e XL = 1 kΩ, IMAX = 2 A, VX = 2.000 V]
resistenza equivalente in parallelo infinita.

© E. Ferrari, L. Rinaldi, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni 1, Editrice SAN MARCO


Il sistema RLC di alimentazione limita la corrente
ESERCIZIO 2
disponibile da 50 Hz a circa 150 mA, mediante la re-
Il circuito RLC in serie di fig. 7 deve possedere Z = 2 kΩ
attanza del condensatore a quella frequenza, men-
alla frequenza di 1 kHz; determinare C.
tre rappresenta un carico di 700 Ω alla frequenza
fondamentale del modem. R L
2 kΩ 300 mH C

ESERCIZIO A Fig. 7. Circuito RLC in serie.


I componenti del circuito RLC in serie di fig. 1a, ali-
[Ris.: C = 84 nF]
mentato da un generatore sinusoidale che fornisce
una tensione di 20 V a frequenza variabile, hanno
i seguenti valori: R = 10 Ω, L = 220 mH, C = 47 nF. ESERCIZIO 3
Determinare la massima corrente assorbita dal cir- In un circuito RLC in serie si rileva il periodo della
cuito e la massima tensione sui singoli componenti. oscillazione di risonanza T = 160 μs; sapendo che
C = 10 nF, determinare L.
soluzione [Ris.: L = 64,8 mH]
Le grandezze richieste dal problema sono tutte ri-
conducibili alla frequenza di risonanza ESERCIZIO B
1 I componenti del circuito di fig. 4a presentano i se-
fo = =
2r L $ C guenti valori: R = 10 Ω, L = 10 mH, C = 100 nF.
1 In ingresso al circuito è applicata una quadra 0 V,
= = 1.565 Hz +10 V, con frequenza 5 kHz e duty cycle 50%. De-
2r 220 $ 10 -3 $ 47 $ 10 -9
terminare la tensione presente in uscita al circuito.
A questa frequenza, le reattanze hanno pari valore
soluzione
X L = 2r fo L = 2r $ 1.565 $ 220 $ 10 -3
= 2.163 X Si tratta di un filtro selettivo passa banda, con fre-
quenza centrale
1
X C = 2r1f C = 1 = 2.163 X fo = =
o 2r $ 1.565 $ 47 $ 10 -9 2r L $ C
e si compensano perfettamente, riducendo l’impe- = 1 = 5.033 Hz
denza alla sola resistenza, perciò 2r 10 $ 10 $ 100 $ 10 -9
-3
WEB W5 I circuiti RLC Pag. 5

La quadra di ingresso è scomponibile in una compo- Dalla


nente continua, pari al valor medio del segnale e in 1
una serie di armoniche dispari, la prima a 5 kHz, la fo =
2r LC
successiva a 15 kHz, ecc. Di tutte queste componen-
si ricava
ti, il filtro lascia transitare solo la prima armonica (5
kHz), bloccando tutto il resto. In uscita al circuito LC = 1 = 1 = 10 $ 10 -6
]2r fog2 ]2r $ 50g2
si avrà perciò una sinusoide a 5 kHz, di ampiezza

V = 2r$ A = 2 $ 10 V = ! 6, 37 V Il circuito può essere composto con L = 100 mH e


r C = 100 μF. Per il valore della resistenza, conside-
rando 10 kΩ l’impedenza di ingresso dell’interfono,
si può scegliere R = 100 Ω, con un’attenuazione di
partitore dell’1%.

ESERCIZIO C
Il segnale di un interfono, collegato alla rete, pre- ESERCIZIO 4
senta un fastidioso disturbo di fondo di frequenza I componenti del circuito di fig. 4a presentano i se-
50 Hz. Indicare un circuito che elimini tale disturbo. guenti valori: R = 10 Ω, L = 10 mH, C = 100 nF.
In ingresso al circuito è applicata una quadra 0 V,
soluzione +10 V, con frequenza 1 kHz e duty cycle 50%. De-
Si può utilizzare il filtro selettivo elimina banda di terminare la tensione presente in uscita al circuito.
fig. 5, dimensionando i componenti in modo che [Ris.: esce solo la quinta armonica (5 kHz)
la frequenza di taglio coincida con il 50 Hz di rete. di ampiezza ±1,27 V]

© E. Ferrari, L. Rinaldi, Tecnologie elettrico-elettroniche e applicazioni 1, Editrice SAN MARCO

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