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Cap.6 Lessico

Il lessico è l'insieme dei lessemi di una lingua, mentre il vocabolario è l'uso concreto di questi lessemi da parte di un parlante. La semantica lessicale analizza il significato e i rapporti tra i lessemi, distinguendo tra significato denotativo e connotativo, e tra rapporti sintagmatici e paradigmatici. I lessemi possono essere formati attraverso vari processi come composizione, derivazione e conversione, e i rapporti tra di essi includono sinonimia, omonimia e antonimia.

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Cap.6 Lessico

Il lessico è l'insieme dei lessemi di una lingua, mentre il vocabolario è l'uso concreto di questi lessemi da parte di un parlante. La semantica lessicale analizza il significato e i rapporti tra i lessemi, distinguendo tra significato denotativo e connotativo, e tra rapporti sintagmatici e paradigmatici. I lessemi possono essere formati attraverso vari processi come composizione, derivazione e conversione, e i rapporti tra di essi includono sinonimia, omonimia e antonimia.

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Cap.

6 Lessico

Molto spesso il lessico viene usato come sinonimo di vocabolario, ma


in realtà sono diversi.
Il lessico, la cui unità minima è il lessema (astratto), è l’insieme di
tutti i lessemi possibili in una lingua, compresi quelli possibili ma non
ancora attestati, ed è astratto e invariabile.
Il vocabolario, invece, si riferisce all’uso concreto e quindi è l’insieme
dei lessemi concretamente utilizzati da un parlante o una comunità,
inoltre si differenzia dal dizionario che è un elenco consultabile.
Ogni lessema registrato nel dizionario (non ci sono tutti i lessemi) è
chiamato entrata o lemma, il lemmario è l’insieme dei lemmi e la
lemmatizzazione è l’operazione con cui si registrano i lemmi.
Nessun parlante conosce veramente tutto il lessico della propria
lingua, infatti esso è una classe aperta, cioè è possibile aggiungerci
nuovi nomi, aggettivi, avverbi, …
L’aggiunta di nuovi elementi alla lingua è una caratteristica che
avviene quotidianamente (sfiducioso, petaloso, ciaone, biciclettare).
Questa capacità di produrre e comprendere lessemi nuovi è stata
spiegando ipotizzando che i parlanti abbiano a disposizione delle
regole di formazione dei lessemi (RFL).
La classe di lessemi a cui si applica una RFL è detta dominio o base
della regola.
Le RFL hanno diversa produttività, cioè sono usate con diversa
frequenza per formare nuove parole, che ha sia un carattere
qualitativo (se una RFL è produttiva o no) che un carattere
quantitativo (se una RFL ha maggiore o minore produttività.
I lessemi nuovi si formano grazie a: composizione, composizione
neoclassica, flessione, derivazione, raddoppiamento, alterazione,
conversione, parasintesi, retroformazione, riduzione e parole
macedonia.
Composizione= composizione di due o più lessemi esistenti
(caposquadra, buttafuori, cassaforte), e si dividono in composti
endocentrici (testa+modificatore, capostazione, pescespada),
composti esocentrici (senza testa, portacenere, pellerossa) e
composti dvandva (2 teste, agrodolce, cassapanca);
Composizione neoclassica= composizione di due o più elementi che
presi separatamente non possono stare da soli (cardiopatia,
ginecologo);
Flessione= aggiunta di morfemi grammaticali flessivi al lessema
(andiamo, bevi, pennelli, bella);
Derivazione= aggiunta di un morfema derivativo (affisso) ad un
lessema già esistente, e si divide in prefissazione (aggiunta di un
prefisso, minigonna e supereroe) e suffissazione (aggiunta di un
suffisso, organizzazione e venditore);
Raddoppiamento= l’affisso copia in parte o tutto il fonema della base
(pango=nero-papango=nerastro, whero=rosso-
whewhero=rossastro);
Alterazione= aggiunta di prefissi diminutivi, accrescitivi e dispregiativi
al lessema (gattino, finestrella, librone, robaccia);
Conversione= un lessema appartenente ad una certa classe
grammaticale diventa di un’altra classe grammaticale senza utilizzare
affissi (les yeux noisette, une jupe rose, I like to run e I went for a
run);
Parasintesi= lessemi che hanno bisogno sia di prefissazione che di
suffissazione (encourager perché non esiste ne encourage ne
courager, abbottonare e imburrare);
Retroformazione= lessema frutto di un processo di formazione
(compravendita=compra da comprare e vendita da vendere);
Riduzione= varianti più brevi di lessemi già esistenti (frigo, foto,
moto, auto) e si formano anche le sigle (CD compact disc);
Parole macedonia= unione di parti di altri lessemi già esistenti
(quallina=quaglia e gallina, zebrallo=zebra e cavallo, motel=motor e
hotel, smog= smoke fumo e fog nebbia).
Elenco di alcuni prefissi italiani:
A-= contrarietà, privazione (amorale, asimmetria);
ANTI-= movimento in senso contrario (antiorario, antieroe);
DIS-= separazione, contrarietà (disgiungere, disumano, disobbedire);
IN-= contrarietà (insuccesso, incapace, inaffidabile);
RE-/RI-= movimento in senso contrario (ridare, respingere);
S-= separazione, contrarietà, privazione (scomodo, sfortuna).
Elenco di alcuni suffissi italiani:
-AGGI= nominale deverbale (pattinaggio, lavaggio);
-AI= nominale denominale (orologiaio, giornalaio);
-AL/-AR= aggettivale denominale (grammaticale solare);
-ABIL= aggettivale deverbale (percorribile, mangiabile);
-EGGI= verbale denominale (danneggiare, pavoneggiare);
-EVOL= aggettivale deverbale (girevole);
-EZZ= nominale deaggettivale (tristezza);
-IST= nominale denominale (giornalista, nutrizionista);
-AMENT= nominale deverbale (insegnamento, miglioramento);
-MENTE= avverbiale deaggettivale (chiaramente).
A metà tra lessemi e sintagmi ci troviamo le parole polirematiche,
cioè un’unità lessicale formata da più parole ma che nell’insieme
hanno un significato diverso da quello che avrebbero le singole
parole che lo costituiscono (sedia a rotelle=non è una vera e propria
sedia con le rotelle, bensì una poltroncina usata dai disabili, vuotare
il sacco=non significa veramente togliere ciò che si trova nel sacco,
bensì confessare, rivelare un segreto, sputare il rospo, luna di miele,
ferro da stiro, …
Quindi, in ordine abbiamo: parole semplici, composti neoclassici,
parole composte, parole polirematiche e sintagmi liberi.

Semantica lessicale

La disciplina che analizza il lessico dal punto di vista semantico è la


semantica lessicale, che analizza sia il significato dei lessemi sia i
rapporti semantici tra i lessemi.
Il significato lessicale è il contenuto, l’informazione veicolata dal
lessema, è relativo a elementi concreti o astratti della realtà esterna
ed è diviso in significato denotativo (significato oggettivo,
gatto=animale domestico, mammifero, felino) e significato
connotativo (significato soggettivo, connesso a sensazioni ed
emozioni suscitate, gatto=animale grazioso, furbo, pigro).
I rapporti tra i lessemi, invece, si dividono in rapporti sintagmatici e
rapporti paradigmatici (o associativi).
I rapporti sintagmatici (collocazione) riguardano la successione
lineare degli elementi linguistici poiché ogni elemento è influenzato
da ciò che lo precede e segue (il gatto miagola=gatto ha un rapporto
sintagmatico con il e miagola); mentre i rapporti paradigmatici si
dividono in: sinonimia, omonimia, opposizione e rapporti gerarchici.
Le collocazioni dei rapporti sintagmatici sono combinazioni di parole
che si trovano sull’asse sintagmatico, cioè che cooccorrono
(miagolare/gatto poiché il miagolare può riferirsi solo ad un gatto,
madornale che può trovarsi solo vicino alla parola errore o un suo
sinonimo, errore madornale sì ma cultura madornale no).
La sinonimia dei rapporti paradigmatici, invece, è la relazione che si
ha tra lessemi diversi ma con lo stesso significato
(cominciare/iniziare, uccidere/ammazzare); essa si divide in
sinonimia assoluta (quando si possono sostituire in ogni contesto
senza che cambi il significato, tra/fra) e sinonimia parziale (quando
c’è somiglianza ma non identità e quindi sostituibili solo in alcuni
contesti).
L’omonimia è quando si ha stesso significante ma diverso significato
(riso cereale/riso ridere) e si dividono in omografi (uguali nella grafia)
e omofoni (uguali nella pronuncia).
L’opposizione include l’antonimia, la complementarietà, l’inversione
e l’incompatibilità.
.L’antonimia è quando due lessemi indicano due estremi di una scala
che prevede anche gradi intermedi (alto/basso, caldo/freddo,
giovane/vecchio);
.La complementarietà è quando due lessemi sono uno la negazione
dell’altro (vivo/morto, maschio/femmina, vero/falso);
.L’inversione è quando due lessemi esprimono la stessa cosa ma da
due prospettive opposte (dare/ricevere, marito/moglie, sopra/sotto);
.L’incompatibilità è quando si hanno opposizioni non binarie, quindi
relativi a insiemi formati da più lessemi (i nomi delle stagioni e i
giorni della settimana).
I rapporti gerarchici, infine, si instaurano tra lessemi di significato
generale (iperonimi) e lessemi di significato specifico (iponimi)
(animale è iperonimo di gatto, cane, mucca, mentre tulipano è
iponimo di fiori), inoltre ne fa parte anche la meronimia, cioè la
relazione tra un lessema che significa una parte e un lessema che
significa il tutto corrispondente (dito/mano, braccio/corpo).
Infine, gli insiemi lessicali (o semantici) si dividono in:
-campo semantico=insieme di lessemi che coprono le diverse sezioni
di un campo semantico (giallo, rosso, verde sono porzioni del campo
semantico dei colori);
-sfera semantica=insieme di lessemi appartenenti a un certo ambito
(oggetti, attività, qualità collegati tra loro) ed è più generico del
campo semantico (musica= canzone, suonare, orchestra, strumento
nota, ecc...);
-famiglia semantica=insieme di lessemi imparentati nel significato e
nella struttura che derivano da una stessa base lessicale (socio,
sociale, società, socializzare, associazione, …);
-gerarchia semantica=insieme di lessemi legati da un legame di
meronimia in cui ogni lessema è una parte di quello che lo segue
(secondo, minuto, ora, giorno, settimana, mese, anno, …).

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