Appunti n1
Saffo nacque ad Ereso nel 630 a.c., secondo la tradizione morì in tarda età tra il 570 e 560.
Fu contemporanea di Alceo e visse la situazione di instabilità politica a Lesbo (la sua famiglia infatti si dice
dovette andare in esilio per un periodo in Sicilia quando Pittaco era salito al potere). Riuscì a rientrare poco
dopo ancora in giovane età a Mitilene (città principale dell'isola di Lesbo) dove visse il resto della sua vita
come sacerdotessa a capo e maestra di un Tìaso. Saffo a pari di Alceo era un'aristocratica e la cultura
aristocratica va a incidere profondamente sulla sua poesia e sulla sua concezione poetica stessa. Saffo
rivendica più volte la raffinatezza e l'altezza della sua cultura, a volte accusando alcune della ragazze di essersi
lasciata sedurre da una 'contadina grezza' o una donna 'non all'altezza'; probabilmente queste erano le sue
maestre rivali a capo di altri Tiasi (Andromeda, Gorgo). Dalle poesie di Saffo emerge una situazione
femminile che è diversa da quelle della Grecia continentale. Le ragazze potevano attingere allo stesso
patrimonio culturale dei ragazzi
Saffo era sposata, ebbe anche una figlia cleide a cui dedicò due componimenti. La sua produzione poetica è
stata divisa poi dagli alessandrini in 9 libri, un po secondo il metodo usato e un po secondo il contenuto
La produzione maggiore di Saffo è un tipo di poesia individuale destinata alla lirica monodica e al canto
interno al Tìaso, ma c'è una parte di produzione su committenza, special modo gli epitalami cioè i canti per
le celebrazioni della prima notte di nozze; è cantato dalle fanciulle, la sera della nozze come
accompagnamento e poi la mattina dopo le nozze come celebrazione della prima notte.
Ora le fanciulle di Lesbo appartenenti al Tìaso erano educate per diventare future cittadine e madri di futuri
cittadini e per questo venivano educate anche all'amore e a tutti gli aspetti e sfumature dell'eros. In Saffo gli
accenti sentimentali e sessuali che quasi vanno a esprimere un rapporto di amore tra maestra e allieva sono
fortissimi, e sono innegabili. L'educazione femminile prevedeva anche questo: l'educazione omosessuale era
di preparazione alla sessualità matrimoniale e il rapporto erotico che si istaurava era quello tra maestra e
allieva. Il Tìaso era il suo perché nell'amore, non è il contrario.
Saffo cantò l'amore nella felicità, nel dolore, nella passione tormentata, negli accenti nostalgici, ma
soprattutto nell'assenza dell'amore, il dolore del distacco dalle ragazze quando giungono al termine della loro
educazione e lasciano il Tìaso per sposarsi e il tormento in sé della passione amoroso. In questi tormenti lei si
rivolge quasi sempre ad Afrodite. Era colei che all'interno del Tìaso garantivepa la δική. Il negare l'amore era
quasi una caduta nell'ingiustizia, perché era contro la volontà, la legge, di afrodite; bisognava invece rispettare
il gioco di seduzione che lei insegnava.
[[Parentesi sul Tìaso: era una istituzione pedagogica, un circolo femminile elitario e in parte associazione
religiosa (una struttura tipica della società della Lesbo arcacia, collegata al culto do afrodite, nume tutelare
del gruppo, presente in numerosi frammenti di Saffo) dove le ragazze di buona famiglia venivano educate e
preparate al matrimonio. Trovavano posto l’insegnamento delle leggi d'amore, la raffinatezza, la grazia, la
capacità di sedurre, l'eleganza dell'espressione. ]]
Le poesie famigliari: in particolare ricordiamo due frammenti
Dedicati ai fratelli Larico (minore) e Carasso.
Saffo oltre ad essere la poetessa dell'amore è una poetessa Aristocratica; lei ama e canta la bellezza, la grazia,
non concepiva che una donna potesse indossare una tunica senza saperla portare con delicatezza. Amava il
bello e i lusso. Amava la raffinatezza dei gioielli, dell'adornarsi, i fiori, soprattutto quelli sacri ad Afrodite
(giacinto, mirto, mela, rosa bianca) la bellezza estetica; tutto ciò che conferiva grazia.
Riguardo alla morte di Saffo, la tradizione fece ricorrere un mito: si sarebbe suicidata, gettandosi dalla rupe
di Leucade per amore non corrisposti di un tale Faone (un giovane battelliere (o traghettatore)). Questa
storia, però, deriva da una interpretazione errata di quello che era in realtà un tópos letterario.
Saffo non è stata l'unica poetessa greca; ricordiamo almeno 9, tra cui le più importanti Mirtide, Corinna,
Telesilla Nosside e Anite.
I METRI: la strofa saffica
Metrica eolica: i versi eolici sono quelli organizzati in strofe e basati sull'isosillabismo, ovvero pari numero di
sillabi nei versi (non sull'isocronia su quelli ionici).
4 versi: 3 endecasillabi e 1 adonio (5 sillabe)