ALCEO
Alceo nacque a Mitilene, sull’isola di Lesbo, intorno al 630 a.C., da una famiglia aristocratica. Le vicende
della sua vita sono legate alla figura di Pittaco, uno dei cosiddetti Sette Sapienti della Grecia, vissuto tra il
640 e il 570 a.C. In gioventù, Alceo assistette alla caduta del tiranno Melancro, deposto proprio da
Pittaco insieme ai fratelli del poeta. Più tardi, Alceo e Pittaco combattono insieme contro Atene per il
controllo del promontorio di Sigeo sull’Ellesponto: mentre Pittaco si distingue uccidendo il campione
avversario, Frinone, Alceo fugge dal campo lasciando lo scudo, come lui stesso ironicamente racconta,
ispirandosi ad un famoso passo di Archiloco.
Con il tempo, però, i rapporti tra Alceo e Pittaco si incrinano. Dopo il fallimento di un complotto
contro un nuovo tiranno, Mirsilo, Alceo venne esiliato, mentre Pittaco si alleò con Mirsilo fino alla morte di
quest’ultimo che verrà ricordata con gioia da Alceo nel frammento intitolato “Invito al bere”
“Ora bisogna e ubriacarsi, anche contro voglia: è morto Mirsilo!"
Dalla sua morte governò da solo come aisymnetes (una sorta di dittatore legittimato dal popolo). Per
Alceo, costretto all’esilio, Pittaco diventa il simbolo del tradimento e l’incarnazione del male. Nei suoi versi
politici, i cosiddetti canti della guerra civile, Alceo lo descrive con disprezzo, attaccandolo per le sue umili
origini e per aver rotto l'equilibrio aristocratico in nome del potere personale.
Per comprendere la visione di Alceo, bisogna ricordare cosa significasse per un aristocratico
come lui la parola “tiranno”: non solo un uomo al potere assoluto, ma un nemico della
tradizione nobiliare, che grazie all’appoggio del popolo e alla forza militare si imponeva sugli
altri, rompendo le antiche alleanze e il predominio dell’oligarchia per instaurare un potere assoluto e
individuale.
Dopo dieci anni di governo, Pittaco si ritirò e secondo la tradizione, consentì ad Alceo di
rientrare in patria. Il poeta trascorse così gli ultimi anni a Mitilene, probabilmente morendo
intorno al 560 a.C.
Il mondo poetico di Alceo è molto diverso da quello della sua celebre concittadina Saffo. Se
Saffo rappresenta la grazia e la sensibilità del tiaso femminile, Alceo è il portavoce
dell’eterìa, un gruppo aristocratico e maschile dedito alla politica, alla guerra e al simposio.
È proprio il simposio il luogo privilegiato della poesia di Alceo: lì si rafforzano i legami tra gli
etèri, si condividono vino, pensieri, alleanze, passioni e odi. Alceo canta la solidarietà del
gruppo, ma anche l’odio feroce verso i nemici politici, soprattutto Pittaco. Questa solidarietà è
sicuramente data dalla comunanza di sesso, di idee poltiche e morali, di gusti nel bere, nel mangiare e
nell’amare.
Le linee esistenziali della poetica di Alceo sono: l’odio profondo per i nemici, il rispetto del codice
aristocratico dell’onore e dell’ospitalità, la forte risposta davanti ai dolori dell’esistenza e all’inevitabilità del
destino e la necessità di agira con energia. Quella di Alceo e dei suoi contemporanei era una politica
sanguigna, che si risolveva in un’aspra lotta fra gruppi e si nutriva di rivalità e alleanze famigliari
rispecchiando così una società divisa in classi fondata sull’esibizione della forza e sulla disuguaglianza.
Il vino è un tema ricorrente nella sua poesia: da una parte era un prodigio della natura perché era un
frutto che si trasformava con una misteriosa metamorfosi e dall’altra una scoperta che aveva addolcito la
vita dell’uomo dando sollievo alla pena di vivere. Nel mondo greco arcaico, bere insieme non era solo
piacere, ma anche un rituale con regole precise, che rafforzava la coesione del gruppo.
Accanto ai temi politici e simposiali, nei suoi versi compaiono anche riferimenti mitologici,
spesso presi dall’epica omerica, come la figura di Elena disprezzata come adultera nonché responsabile
della guerra e della rovina di Troia, o il mito di Sisifo, esempio morale di colui che pagò per non aver
voluto riconoscere i limiti dell’umano.
Pur avendo scritto anche componimenti di amore omoerotico, di questa parte della sua
produzione non è giunto quasi nulla, solo il fr.368 in cui è nominato il “seducente Menone”.
Ciò che invece emerge con forza è il rapporto con la natura, preferisce scene in cui si scatena la violenza
degli elementi; Alceo descrive paesaggi intensi, dominati da forze violente come la tempesta o il sole
cocente, restituendo una visione fisica, concreta e potente del mondo esterno.
Infine, anche il pubblico di Alceo evolve nel tempo, la sua è una poesia maschile, fatta per uomini
d’azione in cui mostra poco interesse per l’amore: inizialmente i suoi versi erano destinati solo ai suoi
compagni, ma col passare del tempo iniziano a circolare al di fuori del simposio, ovvero ai lettori moderni i
cui versi di Alceo sono accessibili solo perché trasformati in un libro.
ELENA
Ὡς λόγος κάκων ἀ[ Per le tue male azioni, Elena
Περράμῳ καὶ παῖσ[ι dicono che un'amara sciagura
ἐκ σέθεν πίκρον", π[ ricadde su Priamo e i figli,
Ἴλιον ἴραν. per te Zeus arse Ilio col fuoco.
Οὐ τεαύταν Αἰακίδαι[ς Non fu tale la tenera vergine
πάντας ἐς γάμον μακ[ che dalla dimora di Nereo
ἄγετ᾽ ἐκ Νή[ρ]ηος ἔλων [ si scelse il nobile figlio di Eaco
πάρθενον ἄβραν e al banchetto nuziale invitò tutti gli dèi,
ἐς δόμον Χέρρωνος· ἔλ[υσε δ᾽ nella casa di Chirone.
ζῶμα παρθένω· φιλο[ Sciolse la cintura della casta fanciulla,
Πήλεος καὶ Νηρεΐδων ἀρίστ[ας. fiorì l'amore di Peleo
Ἐς δ᾽ ἐνίαυτον con la più bella delle Nereidi,
παῖδα γέννατ᾽ αἰμιθέων [, al compirsi di un anno
ὄλβιον ξάνθαν ἐλάτη[ρα πώλων, ella generò un figliolo, il più forte
οἰ δ᾽ ἀπώλοντ᾽ ἀμφ' Ἐ[λένᾳ tra i semidei, beato auriga di saure cavalle.
καὶ πόλις αὔτων. Così per Elena perirono i Frigi
e la loro città.
La posizione di Saffo su Elena è completamente diversa rispetto a quella espressa da Alceo. Seconda la
poetessa Elena è una figura positiva, rappresentazione della potenza di Afrodite, nonché simbolo di
grazia e bellezza, valori cardine del tìaso saffico. Nell’ambiente in cui invece vive Alceo, Elena torna a
essere vittima dei pregiudizi che affondano le loro radici nell’epica e che fanno di lei un’adultera colpevole
di una guerra luttuosa tanto per i Troiani quanto per i Greci. Con un procedimento antitetico in quest’ode
contrappone due modelli, uno negativo e uno positivo: da una parte Elena, adultera e causa di disgrazie e
dall’altra Teti, eccellente madre dell’eroe Achille morto nella stessa guerra di Troia.
Il frammento, pur nella sua brevità e lacunosità (indicate dalle parentesi quadre), rivela tratti tipici del
linguaggio poetico di Alceo:
● Dorico eolico: La lingua utilizzata è un dialetto letterario composito, con una base eolica arricchita
da elementi dorici, come si evince dalla forma \alpha \gamma \epsilon \tau' (invece del più
propriamente eolico ἄγετε). Questa mescolanza era caratteristica della lirica monodica eolica.
● Espressività intensa: Anche nelle parole superstiti, si percepisce un tono emotivo forte.
L'aggettivo "πίκρον" (amaro) riferito al dolore causato da Elena, e l'immagine della "πάρθενον
ἄβραν" (tenera fanciulla) rapita, evocano sentimenti intensi di sofferenza e rimpianto.
● Paratassi e brevità: Lo stile di Alceo tende spesso alla paratassi, con frasi brevi e giustapposte,
che conferiscono immediatezza e forza espressiva. Anche in questo frammento, pur incompleto,
si intravede questa tendenza.
● Immagini vivide: L'accostamento di figure mitiche come Peleo, Teti e Achille, con la menzione dei
cavalli ("ἐλάτηρα πώλων"), crea immagini potenti e facilmente visualizzabili.
● Ricorso a epiteti: L'uso di epiteti come "ξάνθαν ἐλάτηρα πώλων" (biondo domatore di cavalli) per
Achille è tipico della tradizione epica e lirica arcaica, contribuendo a definire e nobilitare i
personaggi.
● Lamenti e accuse: Il tono generale del frammento sembra essere di lamento e di accusa nei
confronti di Elena, definita "λόγος κάκων" (causa di mali).
Sebbene la frammentarietà renda difficile una ricostruzione metrica completa, si possono individuare
alcuni elementi tipici della metrica eolica:
● Varietà ritmica: La lirica eolica era caratterizzata da una grande varietà di schemi metrici, spesso
basati su combinazioni di coriambi e altri piedi.
● Cesure frequenti: Era comune l'inserimento di cesure all'interno dei versi, contribuendo alla
fluidità e all'espressività del ritmo.
● Enjambement: In alcuni casi, si poteva ricorrere all'enjambement per creare un legame più
stretto tra i versi e dare maggiore enfasi a determinate parole.
Analisi Storica e Mitologica:
Il frammento si inserisce nel ricco e complesso mito della guerra di Troia, filtrato attraverso la sensibilità e
la prospettiva di Alceo, poeta proveniente da Mitilene, sull'isola di Lesbo.
● Elena come causa di mali: Il poeta esprime un giudizio negativo su Elena, considerata la radice
della sofferenza e della distruzione che si abbatterono sui Greci e sulla stessa Troia ("καὶ πόλις
αὔτων"). Questa visione di Elena come figura nefasta è una delle interpretazioni presenti nella
tradizione greca, contrapposta ad altre che ne sottolineano la passività o il ruolo di strumento del
destino.
● Il matrimonio di Peleo e Teti: Il frammento fa riferimento al celebre matrimonio tra l'eroe Peleo e la
nereide Teti, un evento fondamentale nella mitologia greca poiché da questa unione nacque
Achille. La menzione di questo matrimonio in contrasto con la rovina causata da Elena potrebbe
suggerire un'idealizzazione di un passato glorioso e felice, contrapposto al presente di dolore e
guerra.
● La nascita di Achille: Viene ricordata la nascita di Achille ("παῖδα γέννατ᾽ αἰμιθέων"), descritto
come "ὄλβιον ξάνθαν ἐλάτη[ρα πώλων" (fortunato biondo domatore di cavalli). Achille, il più
grande eroe acheo, è qui presentato nella sua fase iniziale di promessa e splendore, prima della
sua tragica fine nella guerra di Troia.
● Il contrasto tra gioia e dolore: Il frammento sembra costruire un forte contrasto tra la gioia e la
prosperità legate alla nascita di Achille e il dolore e la distruzione causati dal rapimento di Elena e
dalla conseguente guerra. Questo contrasto potrebbe riflettere il sentimento di perdita e di
rimpianto per un'epoca precedente alla catastrofe troiana.
Il frammento testimonia la profonda eco che il mito troiano aveva nella coscienza dei poeti greci arcaici,
che lo rielaboravano alla luce delle proprie sensibilità e del proprio contesto storico e culturale. La sua
analisi ci permette di intravedere la complessità delle emozioni e dei giudizi che la figura di Elena
suscitava già in epoca arcaica.
LA LINGUA DI SAFFO E ALCEO: IL DIALETTO EOLICO
4 versi: 3 endecasillabi, 1 adonio
-U-X / -UU- / U-X / ADONIO / -UU-X
Struttura ciclica o ad anello dell’ode
La lirica monodica è una forma di poesia greca arcaica (VII-VI secolo a.C.) caratterizzata dall'esecuzione
da parte di un unico cantore, spesso accompagnato dalla lira o da altri strumenti musicali. Essa si
distingue dalla lirica corale, eseguita da un gruppo. I temi principali spaziano dall'amore e dalla passione
(soprattutto in Saffo) alla politica, al simposio e al mito (in Alceo), esprimendo spesso sentimenti personali
e intimi.
Saffo e Alceo, entrambi originari dell'isola di Lesbo, sono i massimi esponenti di questa forma poetica e
utilizzavano il dialetto eolico. Questo dialetto greco presenta alcune peculiarità fonologiche e
morfologiche distintive rispetto all'attico, la lingua di Atene che diventerà la base del greco comune.
Tra i caratteri più importanti del dialetto eolico si ricordano:
● Isosillabismo: versi dello stesso tipo hanno lo stesso numero di sillabe infatti non si parla piuù di
isocronia.
● Psilosi: Caduta dell'aspirazione iniziale (spiritus asper) presente in altre varietà di greco. Ad
esempio, la parola attica ἵππος (hippos, "cavallo") in eolico diventa ἴππος (ippos).
● Baritonesi: Tendenza a ritrarre l'accento tonico sull'ultima sillaba quando la penultima è breve,
diversamente dalla legge attica che lo vietava.
● Trattamento delle labiovelari: Le consonanti labiovelari indoeuropee (*kw, *gw, gwh) evolvono
costantemente in labiali (p, b, ph) davanti a qualsiasi vocale, a differenza di altri dialetti dove
l'esito varia a seconda della vocale seguente.
● Particelle caratteristiche: L'uso di particelle come κεν (ken), equivalente all'attico ἄν (an).
● Desinenze particolari: Forme desinenziali specifiche nei nomi e nei verbi, come il genitivo plurale
in -αν (-an) nella prima declinazione femminile.
● Conservazione di -ᾱ- lungo: Mantenimento di una -ā- lunga in alcune forme dove in attico si ha
-η-.
PERCHE’ I FRAMMENTI SONO INCOMPLETI?
● La Natura Frammentaria della Trasmissione: La poesia lirica monodica come quella di Alceo, a
differenza dei generi letterari più "istituzionali" come l'epica o il dramma, non godeva inizialmente
di una diffusione e conservazione sistematica attraverso manoscritti completi. Le sue opere
venivano spesso tramandate oralmente, recitate in contesti simposiali o privati, e solo in un
secondo momento trascritte in raccolte antologiche o citate da altri autori. Questo processo
rendeva la perdita e il deterioramento dei testi molto più probabili.
● Supporti Fragili: I primi supporti scrittori utilizzati nell'antichità (papiro, pergamena) erano materiali
deperibili e vulnerabili all'umidità, al fuoco, ai parassiti e al semplice passare del tempo. Molti
rotoli e codici sono andati irrimediabilmente perduti nel corso dei secoli.
● Distruzioni e Saccheggi: Le guerre, gli incendi, i saccheggi e le distruzioni di biblioteche antiche
hanno causato la perdita di innumerevoli opere letterarie, inclusi i componimenti di Alceo.
● Antologie e Citazioni Selettive: Spesso i frammenti di Alceo ci sono giunti non attraverso
manoscritti dedicati alle sue opere, ma perché citati da altri autori (grammatici, retori, filosofi) per
illustrare un punto grammaticale, retorico o concettuale. In questi casi, veniva riportata solo la
parte rilevante per l'argomentazione, tralasciando il resto del componimento.
● Processo di Antologizzazione Tardo: Le prime raccolte sistematiche di lirici greci, come quelle
curate dagli alessandrini in epoca ellenistica, erano già selezioni di opere ritenute più significative
o adatte a determinati scopi. Anche in questo processo, alcune opere o parti di esse potevano
essere escluse o andare perdute.
● Ritrovamenti Archeologici Casuali: Molti frammenti di Alceo sono stati recuperati grazie a
ritrovamenti archeologici fortuiti, come papiri rinvenuti in Egitto (le sabbie secche del deserto
hanno conservato alcuni testi in modo eccezionale). Questi ritrovamenti sono spesso parziali e
danneggiati.
● Difficoltà di Interpretazione e Ricostruzione: Anche quando un frammento viene ritrovato, spesso
presenta lacune dovute a strappi, abrasioni o illeggibilità del testo. Gli studiosi si impegnano in un
lavoro complesso di interpretazione e ricostruzione (integrazione) delle parti mancanti, basandosi
sul contesto, sulla metrica, sul vocabolario e sullo stile dell'autore, ma queste integrazioni
rimangono sempre congetturali.
FRAMMENTO 45 (pagina 164-lirici greci)
Analisi Morfosintattica e Lessicale:
* Ἔβρε: Vocativo di ἔβρος, che significa "forte", "impetuoso". In questo contesto, è un'esclamazione
rivolta al fiume.
* κ[άλ]λιστος: Superlativo di καλός, "bello", "splendido". Concorda con ποτάμων.
* ποτάμων: Genitivo plurale di ποταμός, "fiume". Dipende da κάλλιστος ("il più bello dei fiumi").
* πὰρ: Preposizione con genitivo che significa "presso", "lungo", "da".
* Α[ἶνον]: Genitivo singolare di Αἶνος, nome di una città della Tracia situata alla foce del fiume Ebro
(l'Hebrus latino, l'odierno Meriç). Qui indica la provenienza del fiume.
* ἐξί[ησθ᾽]: Forma ionica dell'aoristo medio-passivo ἐξῆλθες del verbo ἐξέρχομαι, "uscire", "sgorgare". La
terza persona singolare sarebbe ἐξῆλθε(ν), ma qui la forma è arcaica e poetica.
* ἐς: Preposizione con accusativo che indica moto a luogo, "verso", "in".
* πορφυρίαν: Accusativo singolare di πορφυρέος, "purpureo", "splendido". Si riferisce al colore del mare.
* θάλασσαν: Accusativo singolare di θάλασσα, "mare".
* Θραΐκ[ων]: Genitivo plurale di Θρᾷξ, "Tracio". Indica l'origine geografica dell'elemento nominato (ζὰ
γαίας).
* ἐρευγόμενος: Participio presente medio-passivo nominativo singolare del verbo ἐρεύγομαι, "eruttare",
"riversare", "emettere con forza". Concorda con il soggetto implicito (il fiume).
* ζὰ: Forma dorica eolica per την, l'articolo determinativo accusativo singolare femminile.
* γαίας: Genitivo singolare di γῆ, "terra".
* ]ιππ[.].[..]ι: Frammento illeggibile. Potrebbe contenere un riferimento a cavalli (ἵπποι), elemento spesso
associato alla Tracia.
* καί: Congiunzione copulativa, "e".
* σε: Pronome personale di seconda persona singolare accusativo, "te".
* πόλλαι: Nominativo plurale di πολύς, "molto", "numeroso". Si riferisce a παρθένικαι.
* παρθένικαι: Nominativo plurale di παρθένικη, "fanciulla", "vergine".
* πέ[ραισι]: Dativo plurale di πέρα, "riva", "sponda". Indica il luogo dove le fanciulle compiono l'azione.
* κάζλων: Genitivo plurale di κάχληξ (o κάχλαξ), "sassolino", "ciottolo". Qui è usato in senso metaforico
per indicare le mani delle fanciulle.
* μήρων: Genitivo plurale di μηρός, "coscia".
* ἀπάλαισι: Dativo plurale di ἁπαλός, "tenero", "delicato". Si riferisce a χέρσι.
* χέρ[σι]: Dativo plurale di χείρ, "mano".
* ]α: Frammento illeggibile. Potrebbe essere la parte finale di un verbo o di un'altra parola.
* θέλγονται: Terza persona plurale del presente medio-passivo del verbo θέλγω, "incantare",
"ammaliare". Il soggetto sono le παρθένικαι.
* τὸ σὸν: Accusativo singolare del pronome possessivo σός, "tuo". Si riferisce a ὕδωρ.
* ὡς: Avverbio di modo, "come".
* ἄλει[ππα]: Accusativo singolare di ἄλειμμα, "unguento", "olio profumato".
* θή[ϊο]ν: Accusativo singolare di θεῖος, "divino", "celeste".
* ὕδωρ: Accusativo singolare di ὕδωρ, "acqua".
Parole Chiave:
* Ἔβρε: Evoca la forza e l'impetuosità del fiume.
* κ[άλ]λιστος ποτάμων: Sottolinea la bellezza superlativa del fiume.
* Α[ἶνον]: Indica l'origine geografica e il contesto culturale (Tracia).
* πορφυρίαν θάλασσαν: Descrive la meta del fiume con un aggettivo che evoca splendore e regalità.
* Θραΐκ[ων]: Lega il contesto al popolo dei Traci, spesso associati a una natura selvaggia e potente.
* παρθένικαι: Introduce figure femminili che interagiscono con il fiume.
* κάζλων μήρων ἀπάλαισι χέρ[σι]: Descrive in modo sensuale e delicato il contatto delle mani delle
fanciulle con il fiume.
* θέλγονται: Evidenzia il potere incantatore dell'acqua del fiume.
* ἄλει[ππα] θή[ϊο]ν ὕδωρ: Assimila l'acqua del fiume a un unguento divino, suggerendo proprietà sacre o
eccezionali.
Traduzione Corretta:
"O Ebro, il più bello dei fiumi, sgorgasti presso Eno verso il purpureo mare, riversando [qualcosa] della
terra dei Traci [forse 'con impeto di cavalli'].
E molte fanciulle sulle rive, con le tenere mani [che sembrano] sassolini sulle cosce, sono incantate dalla
tua acqua come da un unguento divino."
Osservazioni e Interpretazione:
Questo frammento è di grande suggestione.
* Il Fiume Divinizzato: L'accostamento dell'acqua a un "unguento divino" suggerisce una venerazione o
un'attribuzione di proprietà speciali al fiume. Potrebbe essere legato a riti di purificazione, fertilità o
bellezza.
* La Bellezza e la Forza: L'uso di "κ[άλ]λιστος" e l'immagine dell'eruzione ("ἐρευγόμενος") sottolineano
sia l'estetica che la potenza del fiume.
* Il Contesto Tracio: Il riferimento ai Traci aggiunge un elemento culturale specifico. Questo popolo era
noto nell'antichità per la sua connessione con la natura e le pratiche religiose legate alle acque.
* La Sensualità: La descrizione delle mani delle fanciulle ("κάζλων μήρων ἀπάλαισι χέρ[σι]") è
particolarmente evocativa e sensoriale, anche se la parte iniziale è frammentaria. Il paragone con i
"sassolini sulle cosce" crea un'immagine di delicatezza e forse di un contatto intimo con il fiume.
* Natura e Umanità: Il frammento intreccia la descrizione maestosa della natura (il fiume, il mare) con la
presenza e il sentimento umano (l'ammirazione e l'incanto delle fanciulle).
In sintesi, questo breve testo ci offre uno scorcio di un mondo antico in cui la natura era percepita con
riverenza e in cui i corsi d'acqua potevano essere oggetto di fascinazione e quasi di culto. La
frammentarietà purtroppo ci impedisce di cogliere appieno il contesto e lo sviluppo del pensiero
dell'autore, ma la bellezza e la forza delle immagini rimangono evidenti.