DM Rist Alberghi
DM Rist Alberghi
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SOMMARIO
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MINISTERO DELL’INTERNO
ALLEGATO:
Titolo I: Generalità
1.1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali .................................................................................... » 7
1.2. Luoghi di installazione degli apparecchi a gas .................................................................................... » 9
Titolo II: Installazione all'aperto
2.1. Disposizioni comuni ............................................................................................................................ » 9
2.2. Disposizioni particolari........................................................................................................................ » 9
Titolo III: Installazione in locali esterni............................................................................................................. » 10
Titolo IV: Installazione in fabbricati destinati anche ad altro uso o in locali inseriti nella volumetria
del fabbricato servito
4.1. Disposizioni comuni ............................................................................................................................ » 10
4.2. Locali di installazione di apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la
produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore ............................................ » 12
4.3. Locali per forni da pane, lavaggio biancheria, altri laboratori artigiani e sterilizzazione .................... » 14
4.4. Locali di installazione di impianti cucina e lavaggio stoviglie ............................................................ » 15
4.5. Locali di installazione di generatori di aria calda a scambio diretto .................................................... » 16
4.6. Locali di installazione di moduli a tubi radianti................................................................................... » 18
4.7. Installazione all'interno di serre ........................................................................................................... » 19
Titolo V: Impianto interno di adduzione del gas
5.1. Generalità............................................................................................................................................. » 19
5.2. Materiali delle tubazioni ...................................................................................................................... » 19
5.3. Giunzioni, raccordi e pezzi speciali, valvole ....................................................................................... » 20
5.4. Posa in opera........................................................................................................................................ » 21
5.5. Gruppo di misurazione......................................................................................................................... » 24
5.6. Prova di tenuta dell'impianto interno ................................................................................................... » 24
Titolo VI: Disposizioni complementari
6.1. Impianto elettrico ................................................................................................................................. » 25
6.2. Mezzi di estinzione degli incendi......................................................................................................... » 26
6.3. Segnaletica di sicurezza ....................................................................................................................... » 26
6.4. Esercizio e manutenzione .................................................................................................................... » 26
Titolo VII: Impianti esistenti................................................................................................................................ » 26
Tavole ............................................................................................................................................................. » 27
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4-5-1996 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 103
Decreta:
Art. 1
Campo di applicazione
1 - Il presente decreto ha per scopo l'emanazione di disposizioni riguardanti la progettazione, la costruzione e
l'esercizio dei sotto elencati impianti termici di portata termica complessiva maggiore di 35 kW (convenzionalmente
tale valore è assunto corrispondente al valore di 30.000 kcal/h indicato nelle precedenti disposizioni), alimentati da
combustibili gassosi alla pressione massima di 0,5 bar ed individua le misure di sicurezza per il raggiungimento degli
obiettivi descritti nell’articolo 2:
a) climatizzazione di edifici e ambienti;
b) produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore;
c) forni da pane e altri laboratori artigiani;
d) lavaggio biancheria e sterilizzazione;
e) cucine e lavaggio stoviglie.
Non sono oggetto del presente decreto gli impianti realizzati specificatamente per essere inseriti in cicli di
lavorazione industriale, gli apparecchi di tipo A, le stufe catalitiche, i nastri radianti e gli inceneritori.
2 - Più apparecchi termici alimentati a gas, di seguito denominati apparecchi, installati nello stesso locale o in locali
direttamente comunicanti sono considerati come facenti parte di un unico impianto, di portata termica pari alla somma
delle portate termiche dei singoli apparecchi. All’interno di una singola unità immobiliare adibita ad uso abitativo, ai
fini del calcolo della portata termica complessiva, non concorrono gli apparecchi domestici di portata termica singola
non superiore a 35 kW quali gli apparecchi di cottura alimenti, le stufe, i caminetti, i radiatori individuali, gli
scaldacqua unifamiliari, gli scaldabagno ed i lavabiancheria.
3 - Le disposizioni del presente decreto si applicano agli impianti di nuova realizzazione. Agli impianti esistenti
alla data di emanazione del presente decreto si applicano le disposizioni di cui al Titolo VII dell’allegata regola tecnica.
Art. 2
Obiettivi
Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla
salvaguardia delle persone, degli edifici e dei soccorritori, gli impianti di cui all’articolo precedente devono essere
realizzati in modo da:
evitare accumuli pericolosi di combustibile gassoso nei luoghi di installazione e nei locali direttamente
comunicanti con essi, nel caso di fuoriuscite accidentali del combustibile medesimo;
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Art.3
Disposizioni tecniche
Ai fini del raggiungimento degli obiettivi descritti è approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al
presente decreto.
Art. 4
Sicurezza degli apparecchi e relativi dispositivi
1. Gli apparecchi a gas che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 90/396/CEE del 29 giugno 1990 e i
relativi dispositivi di sicurezza, regolazione e controllo, devono essere muniti rispettivamente di marcatura CE e di
attestato di conformità ai sensi della citata direttiva.
2. Fino al 31 dicembre 1995 gli apparecchi e i dispositivi fabbricati in Italia, privi rispettivamente della marcatura
CE e dell’attestato di conformità, devono rispondere alle prescrizioni della legislazione italiana vigente. Comunque tali
apparecchi e dispositivi, immessi in commercio fino al 31 dicembre 1995 possono essere installati anche dopo tale data.
3. Gli apparecchi che non rientrano nel campo di applicazione della citata direttiva 90/396/CEE devono essere
costruiti secondo le regole della buona tecnica ai fini della salvaguardia della sicurezza ed essere rispondenti alla
vigente legislazione in materia. In ogni caso tali apparecchi dovranno essere dotati di dispositivi di sicurezza, di
regolazione e controllo, muniti di attestato di .conformità ai sensi della direttiva stessa.
Art. 5
Commercializzazione CEE
1. I prodotti legalmente riconosciuti in uno dei Paesi della Unione Europea sulla base delle norme armonizzate o
di norme o regole tecniche straniere riconosciute equivalenti, ovvero originari di paesi contraenti l’accordo CEE,
possono essere commercializzati in Italia per essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal presente
decreto. Nelle more della emanazione di apposite norme armonizzate, agli estintori, alle porte e agli elementi di
chiusura per i quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco, nonché ai prodotti per i quali è richiesto il requisito di
reazione al fuoco, si applica la normativa italiana vigente, che prevede specifiche clausole di mutuo riconoscimento,
concordate con i servizi della commissione CEE, stabilite nei seguenti decreti del Ministero dell’Interno:
decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
decreto 5 agosto 1991 per i materiali ai quali è richiesto il requisito di reazione al fuoco;
decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
decreto 14 dicembre 1993 per le porte e gli altri elementi di chiusura a cui è richiesto il requisito di resistenza al fuoco.
Art. 6
Disposizioni transitorie
l. Agli impianti esistenti alla data di emanazione del presente decreto e di portata termica superiore a 116 kW,
purché approvati e autorizzati dai competenti organi del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, in base alla previgente
normativa, non è richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica, purché non superiore al
20% di quella già approvata od autorizzata e purché realizzata una sola volta.
2. Agli impianti esistenti alla data di emanazione del presente decreto e di portata termica non superiore a 116 kW,
purché realizzati in conformità alla previgente normativa, non è richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di
aumento di portata termica, purché non superiore al 20% di quella esistente e purché realizzata una sola volta e tale da
non comportare il superamento della portata termica oltre i 116 kW.
3. In ogni caso successivi aumenti della portata termica realizzati negli impianti di cui ai precedenti commi,
richiedono l’adeguamento alle disposizioni del presente decreto.
Art. 7
Disposizioni finali
Fatto salvo quanto previsto nell'art. 6, del presente decreto, sono abrogate tutte le precedenti disposizioni
impartite in materia dal Ministero dell’Interno.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma, 12 aprile 1996
Il Ministro: CORONAS
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ALLEGATO
TITOLO I
GENERALITÀ
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h) impianto interno: complesso delle condotte compreso tra il punto di consegna del
gas e gli apparecchi utilizzatori (questi esclusi);
i) impianto termico: complesso dell'impianto interno, degli apparecchi e degli
eventuali accessori destinato alla produzione di calore;
l) modulo a tubo radiante: apparecchio destinato al riscaldamento di ambienti
mediante emanazione di calore per irraggiamento, costituito da una unità monoblocco
composta dal tubo o dal circuito radiante, dall'eventuale riflettore e relative staffe di
supporto, dall'eventuale scambiatore, dal bruciatore, dal ventilatore, dai dispositivi di
sicurezza, dal pannello di programmazione e controllo, dal programmatore e dagli
accessori relativi;
m) locale esterno: locale ubicato su spazio scoperto, anche in adiacenza all'edificio
servito, purché strutturalmente separato e privo di pareti comuni. Sono considerati
locali esterni anche quelli ubicati sulla copertura piana dell'edificio servito, purché
privo di pareti comuni;
n) locale fuori terra: locale il cui piano di calpestio è a quota non inferiore a quello
del piano di riferimento (Vedi tavola N. 1);
o) locale interrato: locale in cui l'intradosso del solaio di copertura è a quota
inferiore a + 0,6 m al di sopra del piano di riferimento (vedi tavole nn. 2A, 2B, 2C);
p) locale seminterrato: locale che non è definibile fuori terra nè interrato (vedi
tavola n.3);
q) piano di riferimento: piano della strada pubblica o privata o dello spazio scoperto
sul quale è attestata la parete nella quale sono realizzate le aperture di aerazione;
r) portata termica nominale: quantità di energia termica assorbita nell'unità di
tempo dall'apparecchio, dichiarata dal costruttore, espressa in kilowatt (kW);
s) pressione massima di esercizio: pressione massima relativa del combustibile
gassoso alla quale può essere esercito l’impianto interno;
t) punto di consegna del gas: punto di consegna del combustibile gassoso
individuato in corrispondenza:
- del raccordo di uscita del gruppo di misurazione;
- del raccordo di uscita della valvola di intercettazione, che delimita la porzione di
impianto di proprietà dell'utente, nel caso di assenza del gruppo di misurazione;
- del raccordo di uscita del riduttore di pressione della fase gassosa nel caso di
alimentazione da serbatoio;
u) serranda tagliafuoco: dispositivo di otturazione ad azionamento automatico
destinato ad interrompere il flusso dell'aria nelle condotte aerotermiche ed a garantire
la compartimentazione antincendio per un tempo prestabilito.
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TITOLO II
INSTALLAZIONE ALL'APERTO
2.1 DISPOSIZIONI COMUNI
Gli apparecchi installati all'aperto devono essere costruiti per tale tipo di
installazione.
E' ammessa l'installazione in adiacenza alla pareti dell'edificio servito alle seguenti
condizioni: la parete deve possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI
30 ed essere realizzata con materiale di classe 0 di reazione al fuoco, nonché essere
priva di aperture nella zona che si estende, a partire dall'apparecchio, per almeno 0,5
m lateralmente e 1 m superiormente (vedi tavola 4).
Qualora la parete non soddisfi in tutto o in parte tali requisiti:
- gli apparecchi devono distare non meno di 0,6 m dalle pareti degli edifici, oppure
- deve essere interposta una struttura di caratteristiche non inferiori a REI 120 di
dimensioni superiori di almeno 0,50 m della proiezione retta dell’apparecchio
lateralmente ed 1 m superiormente.
2.2 DISPOSIZIONI PARTICOLARI
2.2.1 Limitazioni per gli apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8.
Gli apparecchi devono distare non meno di 5 m da:
- cavità o depressioni, poste al piano di installazione degli apparecchi;
- aperture comunicanti con locali sul piano di posa degli apparecchi o con
canalizzazioni drenanti.
Tale distanza può essere ridotta del 50% per gli apparecchi di portata termica
inferiore a 116 kW.
2.2.2 Limitazioni per i generatori di aria calda installati all'aperto.
Nel caso il generatore sia a servizio di locali di pubblico spettacolo o di locali
soggetti ad affollamento superiore a 0,4 persone/m2, deve essere installata sulla
condotta dell’aria calda all’esterno dei locali serviti, una serranda tagliafuoco di
caratteristiche non inferiori a REI 30 asservita a dispositivo termico tarato a 80 °C o a
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TITOLO III
INSTALLAZIONE IN LOCALI ESTERNI
I locali devono essere ad uso esclusivo e realizzati in materiali di classe 0 di reazione
al fuoco. Inoltre essi devono soddisfare i requisiti di ubicazione richiesti al Titolo II,
di aerazione richiesti al punto 4.1.2 e di disposizione degli apparecchi al loro interno,
richiesti al punto 4.1.3.
TITOLO IV
INSTALLAZIONE IN FABBRICATI DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O
IN LOCALI INSERITI NELLA VOLUMETRIA DEL FABBRICATO SERVITO
4.1 DISPOSIZIONI COMUNI
4.1.1 Ubicazione
a) Il piano di calpestio dei locali non può essere ubicato a quota inferiore a -5 m al di
sotto del piano di riferimento. Nel caso dei locali di cui al punto 4.2.6 è ammesso che
tale piano sia a quota più bassa e comunque non inferiore a -10 m dal piano di
riferimento.
b) Almeno una parete, di lunghezza non inferiore al 15% del perimetro, deve essere
confinante con spazio scoperto o strada pubblica o privata scoperta o nel caso di
locali interrati, con intercapedine ad uso esclusivo, di sezione orizzontale netta non
inferiore a quella richiesta per l'aerazione e larga non meno di 0,6 m ed attestata
superiormente su spazio scoperto o strada scoperta.
[Link] Limitazioni dell'ubicazione di apparecchi alimentati con gas a densità
maggiore di 0,8
L'installazione è consentita esclusivamente in locali fuori terra, eventualmente
comunicanti con locali anch’essi fuori terra. In entrambi i casi il piano di calpestio
non deve presentare avvallamenti o affossamenti tali da creare sacche di gas che
determinino condizioni di pericolo.
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Per impianti con portata termica complessiva inferiore a 116 kW il senso di apertura
delle porte non è vincolato.
- possedere caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiori a REI 60 o REI 30, per impianti
di portata termica rispettivamente superiore e non a 116 kW. Alle porte di accesso diretto da
spazio scoperto, strada pubblica o privata, scoperta, o da intercapedine antincendio non è
richiesto tale requisito, purché siano in materiale di classe 0 di reazione al fuoco.
4.2.6 Limitazioni per l’installazione a quota inferiore a -5 m e sino a -10 m al
di sotto del piano di riferimento
a) Le aperture di aerazione e l’accesso devono essere ricavati su una o più
intercapedini antincendio, attestate su spazio scoperto, non comunicanti con alcun
locale e ad esclusivo uso del locale destinato agli apparecchi.
b) All’esterno del locale ed in prossimità di questo deve essere installata, sulla
tubazione di adduzione del gas, una valvola automatica del tipo normalmente chiuso
asservita al funzionamento del bruciatore e al dispositivo di controllo della tenuta del
tratto di impianto interno tra la valvola stessa e il bruciatore.
c) La pressione di esercizio non deve essere superiore a 0,04 bar.
4.3 LOCALI PER FORNI DA PANE, LAVAGGIO BIANCHERIA, ALTRI
LABORATORI ARTIGIANI E STERILIZZAZIONE
Gli apparecchi devono essere installati in locali a essi esclusivamente destinati o nei
locali in cui si svolgono le lavorazioni.
4.3.1 Caratteristiche costruttive
Le strutture portanti devono possedere i requisiti di resistenza al fuoco non inferiore a
R 60, quelle di separazione da altri ambienti non inferiore a REI 60. Per portate
termiche complessive fino a 116 kW, sono consentite strutture R/REI 30.
4.3.2. Accesso e comunicazioni
L’accesso può avvenire:
- direttamente dall’esterno, tramite porta larga almeno 0,9 m realizzata in materiale di
classe 0 di reazione al fuoco e/o;
- da locali attigui, purché pertinenti l’attività stessa, tramite porte larghe almeno 0,9
m, di resistenza al fuoco non inferiore a REI 30, dotate di dispositivo di autochiusura
anche del tipo normalmente aperto purché asservito ad un sistema di rivelazione
incendi.
4.4 LOCALI DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI CUCINA E LAVAGGIO
STOVIGLIE
I locali, fatto salvo quanto consentito nel successivo punto 4.4.3, devono essere
esclusivamente destinati agli apparecchi.
4.4.1 Caratteristiche costruttive
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m) fra le condotte ed i cavi o tubi di altri servizi deve essere adottata una distanza
minima di 10 cm; nel caso di incrocio, quando tale distanza minima non possa essere
rispettata, deve comunque essere evitato il contatto diretto interponendo opportuni
setti separatori con adeguate caratteristiche di rigidità dielettrica e di resistenza
meccanica; qualora, nell’incrocio, il tubo del gas sia sottostante a quello dell’acqua,
esso deve essere protetto con opportuna guaina impermeabile in materiale
incombustibile o non propagante la fiamma;
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m l’una dall’altra. Le altre tubazioni di gas devono essere contraddistinte con il colore
giallo, a bande alternate da 20 cm di colore arancione. All’interno dei locali serviti
dagli apparecchi le tubazioni non devono presentare giunti meccanici.
[Link] Posa in opera in canaletta
Le canalette devono essere:
- ricavate nell’estradosso delle pareti;
- rese stagne verso l’interno delle pareti nelle quali sono ricavate mediante idonea
rinzaffatura di malta di cemento;
- nel caso siano chiuse, dotate di almeno due aperture di ventilazione verso l’esterno
di almeno 100 cm2 cadauna, poste nella parte alta e nella parte bassa della canaletta.
L’apertura alla quota più bassa deve essere provvista di rete tagliafiamma e, nel caso
di gas con densità superiore a 0,8, deve essere ubicata a quota superiore del piano di
campagna;
- ad esclusivo servizio dell’impianto;
5.4.4 Modalità di posa in opera all’interno dei fabbricati
[Link] Posa in opera in appositi alloggiamenti
L’installazione in appositi alloggiamenti è consentita a condizione che:
- gli alloggiamenti siano realizzati in materiale incombustibile, di resistenza al fuoco
pari a quella richiesta per le pareti del locale o del compartimento attraversato ed in
ogni caso no inferiore a REI 30;
- le canalizzazioni non presentino giunti meccanici agli interni degli alloggiamenti
non ispezionabili;
- le pareti degli alloggiamenti siano impermeabili ai gas;
- siano ad esclusivo servizio dell’impianto interno;
- gli alloggiamenti siano permanentemente aerati verso l’esterno con apertura alle due
estremità; l’apertura di aerazione alla quota più bassa deve essere provvista di rete
tagliafiamma, e nel caso di gas con densità maggiore di 0,8, deve essere ubicata a
quota superiore al piano di campagna, ad una distanza misurata orizzontalmente di
almeno 10 metri da altre aperture alla stessa quota o a quota inferiore.
[Link] Posa in opera in guaina
Le guaine devono essere:
- in vista;
- di acciaio di spessore minimo di 2 mm e di diametro superiore di almeno 2 cm a
quello della tubazione del gas;
- le guaine devono essere dotate di almeno uno sfiato verso l’esterno. Nel caso una
estremità della guaina sia attestata verso l’interno, questa dovrà essere resa stagna
verso l’interno tramite sigillatura in materiale incombustibile;
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Al termine della prova non devono verificarsi cadute di pressione rispetto alla lettura iniziale.
e) Se si verificassero delle perdite, queste devono essere ricercate con l’ausilio di
soluzione saponosa o prodotto equivalente ed eliminate; le parti difettose devono
essere sostituite e le guarnizioni rifatte. E’ vietato riparare dette parti con mastici,
ovvero cianfrinarle. Eliminate le perdite, occorre eseguire di nuovo la prova di tenuta
dell’impianto.
f) La prova è considerata favorevole quando non si verifichino cadute di pressione.
Per ogni prova a pressione deve essere redatto relativo verbale di collaudo.
TITOLO VI
DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI
6.1 IMPIANTO ELETTRICO
- l’impianto elettrico deve essere realizzato in conformità alla legge N. 186 dell’1
marzo 1968 e tale conformità deve essere attestata secondo le procedure previste
dalla legge N. 46 del 5 marzo 1990.
- l’interruttore generale nei locali di cui al punto 4.2 deve essere installato all’esterno
dei locali, in posizione segnalata ed accessibile. Negli altri casi deve essere collocato
lontano dall’apparecchio utilizzatore, in posizione facilmente raggiungibile e
segnalata.
6.2 MEZZI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI
In ogni locale e in prossimità di ciascun apparecchio deve essere installato un
estintore di classe 21A 89BC. I mezzi di estinzione degli incendi devono essere
idonei alle lavorazioni o ai materiali in deposito nei locali ove questi sono consentiti.
TITOLO VII
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IMPIANTI ESISTENTI
7.1 Gli impianti esistenti devono essere resi conformi alle presenti disposizioni. E’
tuttavia ammesso che:
- la superficie di aerazione sia inferiore a quella richiesta al punto 4.1.2, purché non
inferiore a quella risultante dalla formula:
S > 8,6 Q (locali fuori terra);
S > 12,9 Q (locali seminterrati ed interrati fino a quota -5 m);
S > 17,2 Q (locale interrato fra quota compresa tra -5 e -10 metri al di sotto del piano
di riferimento).
E’ consentito che l’altezza dei locali sia inferiore a quella prevista nella precedente
normativa, nel rispetto dei punti 4.1.3 e 4.2.4. Per impianti di portata termica
superiore a 350 kW l’altezza non deve essere comunque inferiore 2,5 metri.
apertura di aerazione
piano di riferimento
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EDIFICIO
piano di
riferimento
apertura di H
aerazione H > 1m (vd. punto 1.8
D.M. 30 novembre 1983)
EDIFICIO
piano di
riferimento
apertura di
aerazione
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EDIFICIO
apertura di
aerazione H < 0,6m
piano di
riferimento
EDIFICIO
apertura di
aerazione H > 0,6m
piano di
riferimento
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zona dell’edificio
priva di aperture 1m
0,5 m 0,5 m
piano di
riferimento
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