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Micro 15

Il capitolo 15 tratta della teoria rigorosa dello scattering di un'onda elettromagnetica da parte di una sfera isotropa e omogenea. Viene presentata l'equazione d'onda vettoriale in coordinate sferiche e si esplora la soluzione dell'equazione scalare di Helmholtz in questo contesto. L'analisi include la separazione delle variabili e l'uso di funzioni di Legendre per ottenere soluzioni significative.

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Micro 15

Il capitolo 15 tratta della teoria rigorosa dello scattering di un'onda elettromagnetica da parte di una sfera isotropa e omogenea. Viene presentata l'equazione d'onda vettoriale in coordinate sferiche e si esplora la soluzione dell'equazione scalare di Helmholtz in questo contesto. L'analisi include la separazione delle variabili e l'uso di funzioni di Legendre per ottenere soluzioni significative.

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||||||||||| S.

Barbarino - Appunti di Mi roonde |||||||||||

Cap. 15

Teoria rigorosa dello s attering da parte di una sfera.

15.1 - Generalita.

Pro ediamo alla ri er a della soluzione esatta dello s attering di un'onda elettroma-
gneti a piana da parte di una sfera isotropa, omogenea e di dimensioni arbitrarie.
Poi he si tratta di un problema di ondizioni al ontorno on geometria sferi a, il
ampo elettri o ed il ampo magneti o devono soddisfare all'equazione d'onda vettoriale
in oordinate sferi he. Per sempli are il problema assumiamo il mezzo ir ostante la sfera
privo di perdite. Lo spazio sia privo di ari he libere.
L'equazione d'onda vettoriale omogenea per il ampo elettri o mono romati o e:

r2 E~ + k2E~ = 0 (15:1:1)

In oordinate sferi he il ampo elettri o puo essere s ritto ome :

E~ (r; ; ) = e^r Er (r; ; ) + e^ E (r; ; ) + e^ E (r; ; ) (15:1:2)

Sostituendo la (15.1.2) nella (15.1.1) si ottiene:

r2 (^er Er + e^ E + e^ E) + k2 (^er Er + e^ E + e^ E) = 0 (15:1:3)

z
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e^r e^
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x 
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g.15.1-1
15 - 1
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Poi he:
r2 (^er Er ) 6= e^r r2 Er
r2 (^e E ) 6= e^ r2 E
r2 (^e E) =6 e^ r2 E
la (15.1.3) non si ridu e a tre sempli i equazioni s alari indipendenti ome nel aso di
oordinate artesiane rettangolari e nemmeno al aso di oordinate ilindri he ir olari in
ui l'equazione in Ez era indipendente.
~ in oordinate sferi he, si ha:
Infatti espli itando r2 E
 
2 1 E E
r Er
2
r 2
Er + E ot  +
sin  
+

+ k 2 Er = 0 (15:1:4)
 
1 1 Er 2 os  E
r2E E 2
r2 sin2   
+ 2
sin  
+ k 2 E = 0 (15:1:5)
 
1 1 2 Er 2 os  E
r2E r sin 
2 2
E
sin   sin  
2
+ k 2 E = 0 (15:1:6)

15.2 - Equazione s alare di Helmholtz in oordinate sferi he.

Per trovare una soluzione delle equazioni (15.1.4), (15.1.5) e (15.1.6) omin iamo a
risolvere l'equazione s alare di Helmholtz in oordinate sferi he. Sia f (r; ; ) una funzione
soddisfa ente alla equazione di Helmholtz omogenea:
r2 f + k2 f = 0 (15:2:1)
he, in oordinate sferi he si esprime:
   
1  f 1  f 1  2f
r + 2
sin  + + k2 f = 0 (15:2:2)
r2 r r r2 sin    r2 sin2  2
L'espressione e separabile ponendo f = f1 (r)f2 ()f3() e sostituendo nella (15.2.2).
Si ha:
   
1  f 1  f 1  2 f3
f2 f3 2 r 1 + f1 f3 2
2
sin  2 + f1 f2 2 2 + k2 f1 f2 f3 = 0
r r r r sin    r sin   2

(15:2:3)
Dividendo entrambi i membri per f1 f2 f3 , moltipli ando per r2 sin2  e sostituendo alle
derivate parziali le derivate totali si ottiene:
   
sin2  d df 1 d df 1 d2 f3
r 1 + sin 
2
sin  2 + + k2 r2 sin2  = 0 (15:2:4)
f1 dr dr f2 d d f3 d2
Poi he il terzo termine e soltanto funzione di  e gli altri sono funzione di r e  si deve
ne essariamente avere
1 d2 f3
= 2 (15:2:5)
2f3 d
15 - 2
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dove  e una ostante. Sostituendo la (15.2.5) nella (15.2.4) e dividendo per sin2 , risulta:
   
1 d df 1 d df 2
r 1 + 2
sin  2 + k2 r2 = 0 (15:2:6)
f1 dr dr f2 sin  d d sin  2

he e equivalente a:
 
1 d df
r 1 + k2 r2 =  2
2
(15:2:7)
f1 dr dr
 
1 d df2 2
sin  = 2 (15:2:8)
f2 sin  d d sin 
2

I parametri  e  sono ostanti di separazione, la ui s elta deve soddisfare all'esigenza


si a he in un punto qualsiasi dello spazio l'espressione del ampo sia una funzione ad un
sol valore. Se le proprieta del mezzo sono indipendenti dall'anomalia , e ne essario he
f3 () sia una funzione periodi a di periodo 2 e per io  deve essere un numero intero
m = 0; 1; 2;    ; poniamo, per io,  = m.
Consideriamo, ora, l'equazione (15.2.8):
   
1 d df m2
sin  2 +  2 f2 = 0
sin  d d sin2 
he si puo s rivere:  
os  df2 d2 f2 m2
+ 2 + 2 f2 = 0 (15:2:9)
sin  d d sin2 
Poniamo  = os  e, tenendo onto he:
df2 df2 d df
= = sin  2
d d d d
e he:  
d2 f2 d df
= sin  2 =
d2 d d
 
df2 d df2
= os  sin  =
d d d
df d2 f d
= os  2 sin  22 =
d d d
df d2 f
= os  2 + sin2  22
d d
l'equazione (15.2.9) diventa:
 
df df d2 f m2
os  2 os  2 + sin2  22 +  2 f2 = 0
d d d sin2 
15 - 3
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e, an ora:  
d2 f df m2
(1  ) 22
2
2 2 +  2 f =0 (15:2:10)
d d 1 2 2
Prima di dis utere la (15.2.10) onsideriamo la soluzione dell'equazione di Legendre
ordinaria he si ottiene dalla (15.2.10) ponendo m = 0. Posto per omodita  2 = l(l + 1)
(l, inizialmente, non ne essariamente intero), si ha:
d2 v dv
(1  ) 22
2 + l(l + 1)v = 0 (15:2:11)
d d
La soluzione er ata deve essere univo a, nita e ontinua nell'intervallo 1    1
per potere essere si amente signi ante.
Rappresentiamo la soluzione mediante una serie di potenze della forma:
1
X
P ( ) =  aj  j (15:2:12)
j =0
dove e un parametro da determinarsi.
Sostituendo la (15.2.12) nella (15.2.11), tenendo onto he
1
X
P ( ) = aj  ( +j )
j =0
dP ( ) X 1
= aj ( + j ) ( +j 1)
d j =0
d P ( ) X
2 1
= aj ( + j )( + j 1) ( +j 2)
d 2 j =0
si ottiene:
1
X 1
X
aj ( + j )( + j 1) ( + j 2)
aj ( + j )( + j 1) ( +j ) +
j =0 j =0
1 1 (15:2:13)
X X
2 aj ( + j ) ( +j ) + aj l(l + 1) ( +j ) = 0
j =0 j =0
he possiamo s rivere:
1n
X   o
( + j )( + j 1)aj  ( +j 2)
( + j )( + j 1) + 2( + j ) l(l + 1) aj  ( +j ) =0
j =0
e, an ora:
1 n
X   o
( + j )( + j 1)aj  ( +j 2)
( + j )( + j + 1) l(l + 1) aj  ( +j ) = 0
j =0
(15:2:14)

15 - 4
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Per he la (15.2.14) sia veri ata il oeÆ iente di ias una potenza di  deve annullarsi
separatamente.
Sviluppando la serie (15.2.14) si ha:
( 1)a0 ( 2) [ ( + 1) l(l + 1)℄a0 + ( + 1)a1  ( 1)
[( + 1)( + 2) l(l + 1)℄a1  ( +1) + ( + 1)( + 2)a2 
[( + 2)( + 3) l(l + 1)℄a2  ( +2) + ( + 2)( + 3)a3  ( +1)
[( + 3)( + 4) l(l + 1)℄a3  ( +3) +      +      = 0
Deve essere pertanto:
( 1)a0 = 0 [ oeÆ iente di  ( 2) ℄
( + 1)a1 = 0 [ oeÆ iente di  ( 1) ℄
[ ( + 1) l(l + 1)℄a0 = ( + 1)( + 2)a2 [ oeÆ iente di  ℄
[( + 1)( + 2) l(l + 1)℄a1 = ( + 2)( + 3)a3 [ oeÆ iente di  ( +1) ℄
[( + 2)( + 3) l(l + 1)℄a2 = ( + 3)( + 4)a4 [ oeÆ iente di  ( +2) ℄
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
he in forma ompatta si s rivono:
( 1)a0 = 0 (15:2:15)
( + 1)a1 = 0 (15:2:16)
[( + j )( + j + 1) l(l + 1)℄
aj +2 = aj [j = 0; 1; 2; 3   ℄ (15:2:17)
( + j + 1)( + j + 2)
Poi he deve essere non negativo per evitare la divergenza per  = 0, la (15.2.15) e
la (15.2.16) sono soddisfatte se = 0 (a0 6= 0 ; a1 6= 0) oppure = 1, a1 = 0 e a0 6= 0.
Nel aso di = 0 si puo s egliere a1 = 0 e in questo aso la serie ontiene potenze
pari di  ; nel aso di = 1 la serie ontiene potenze dispari di  . La soluzione generale e
la somma di questi due asi.
=0
=) P ( ) = a0 + a2  2 + a4  4 +    (15:2:18)
a1 = 0
= 1 =) P ( ) = a0  + a2  3 + a4  5 +    (15:2:19)
Per entrambi i asi si possono dimostrare le seguenti proprieta:
a) la relativa serie onverge per  2 < 1, per qualunque valore di l.
b) la serie diverge per  = 1, a meno he non sia tron ata ad un numero nito di
termini.
Poi he vogliamo una soluzione he sia nita an he per  = 1 oltre he per  2 < 1,
o orre he la serie sia tron ata, ioe he, per un parti olare valore di j , dovra risultare
aj = 0 e quindi, per la (15.2.17), an he i oeÆ ienti su essivi sono nulli. Poi he e j sono
interi positivi o nulli, la serie potra essere tron ata solo se l e zero o un intero positivo.

15 - 5
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Consideriamo le seguenti tabelle:


j (j + 1) l(l + 1)
I) = 0 =) aj +2 = a
(j + 1)(j + 2) j
j aj +2 l=0 l=1 l=2 l=3 l=4
0 a2 0 a0 3a0 6a0 10a0
1 1 1 7 35
2 a4 0 a = a 0 a = 3a0 a2 = a0
3 2 3 0 2 2 6 3
3 1 4 4
4 a6 0 a = a 0 a4 = a0 0
5 4 5 0 15 5
5 1 15 3
6 a8 0 a = a 0 a6 = a0 0
7 6 7 0 28 7
.. .. .. .. .. .. ..
. . . . . . .
(j + 1)(j + 2) l(l + 1)
II ) = 1 =) aj +2 = aj
(j + 2)(j + 3)
j aj +2 l=0 l=1 l=2 l=3 l=4
1 2 5
0 a2 a 0 a0 a 3a0
3 0 3 3 0
3 1 3 1 2 6
2 a4 a2 = a0 0 a2 = a0 0 a2 = a0
5 5 10 5 5 5
5 1 4 4 5 2
4 a6 a4 = a0 0 a = a 0 a = a
7 7 7 4 35 0 21 4 7 0
7 1 25 5 1 1
6 a8 a6 = a0 0 a6 = a0 0 a6 = a0
9 9 36 63 2 7
.. .. .. .. .. .. ..
. . . . . . .
Come si vede dalle pre edenti tabelle, se l e pari risulta tron ata solo la serie on = 0;
se l e dispari solo la serie on = 1. Per altri valori di l le serie divergono per  = 1.
Pertanto, per valori pari di l, le soluzioni sono date dalla (15.2.18); per valori dispari
di l, le soluzioni sono date dalla (15.2.19). Esse sono:
P0 ( ) = a0
P2 ( ) = a0 3a0  2
35 4
P4 ( ) = a0 10a0  2 + a
3 0
..
.
P1 ( ) = a0 
5 3
P3 ( ) = a0  a
3 0
..
.

15 - 6
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L'indi e nelle P ( ) rappresenta il valore di l.


Per onvenzione questi polinomi sono normalizzati in modo da avere valore 1 per
 = +1 e prendono il nome di polinomi di Legendre di ordine l. Essi si s rivono:
P0 ( ) = 1
P1 ( ) = os 
1
P2 ( ) = (3 os2  1)
2
1 (15:2:20)
P3 ( ) = (5 os3  3 os )
2
1
P4 ( ) = (35 os4  30 os2  + 3)
8
..
.
I polinomi di Legendre ostituis ono un insieme ompleto di funzioni ortogonali nello
intervallo 1 < x < 1 (per la dimostrazione vedi Ja kson pag. 80), pertanto qualsiasi
funzione f (x) de nita nell'intervallo 1 < x < 1 puo essere espressa mediante essi. Pre-
isamente la rappresentazione di f (x) in serie di Legendre e:
1
X
f (x) = Al Pl (x) (15:2:21)
l=0
dove Z
2l + 1 +1
Al = f (x)Pl (x)dx (15:2:22)
2 1

Ritorniamo, ora, alla ri er a delle soluzioni dell'equazione (15.2.10).


Per questo deriviamo la (15.2.11) m volte rispetto ad  dopo avere sostituito l on n
(numero naturale).
Si ha:  
dm 2 d v
2
dv dm
m (1  ) 2  + n ( n + 1) mv = 0 (15:2:23)
d d 2 d d
Ri ordiamo he:
dm g  h dm g dh dm 1 g m(m 1) d2 h dm 2 g
= h + m + + +
dxm dxm dx dxm 1 2! dx2 dxm 2
m! dk h dm k g dm h
+
(m k)!k! dxk dxm k
+    + g
dxm
d2 v
Ponendo g = 2 , h = (1  2 ), x =  e fermando i al termine di indi e k = 2 per he
d
d3 h
= 0, si ha:
dx3  
dm m  d2 v  
dm 1 d2 v
 
dm 2 d2 v

2 d v 2 d
2
(1  ) 2 =(1  ) m 2m m 1 m(m 1) m 2 =
d m d d d 2 d d 2 d d 2
   
d2 dm v d dm v dm v
= (1  ) 2
2
2m m(m 1) m
d d m d d m d
15 - 7
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dv
Analogamente ponendo g = , h =  , x =  e fermando i al termine di indi e k = 1
d
d2 h
per he = 0, si ha:
dx2
       
dm dv dm dv dm 1 dv d dm v dm v
 =  + m =  + m
d m d d m d d m 1 d d d m d m
dm v
La (15.2.23), quindi, diventa, dopo aver posto w = :
d m
d2 w dw dw
(1 2) 2m m(m 1)w 2 2mw + n(n + 1)w = 0
d 2 d d
he si puo s rivere:
d2 w dw  
(1 2) 2(m + 1) + n(n + 1) m(m + 1) w = 0 (15:2:24)
d 2 d
Poniamo, ora, nella (15.2.24)
w = (1  2 ) m=2 f2 ( ) (15:2:25)
Si ha:
dw df
= m (1  2 ) m=2 1 f2 + (1  2 ) m=2 2
d d
dw
2  m  df
= m(1  2 ) m=2 1 f2 2m 2 1 (1  2 ) m=2 2 f2 +2m (1  2 ) m=2 1 2 +
d 2 2 d
df2
+ (1  2 ) m=2 22
d
Pertanto l'equazione (15.2.24) diventa:
 d2 f df
1  2 m=2+1 22 + 2m (1  2 ) m=2 2 + m(1  2 ) m=2 f2
 m
d

d
2m 2 1 (1  2 ) m=2 1 f2 2(m + 1)m 2 (1  2 ) m=2 1 f2
2
df
2(m + 1) (1  2 ) m=2 2 + n(n + 1)(1  2 ) m=2 f2 m(m + 1)(1  2 ) m=2 f2 = 0
d
  m=2
Dividendo per 1 2 e raggruppando, si ha:

d2 f2 df2
(1 2) 2 + n(n + 1)f2 m2 f2 m2  2 (1  2 ) 1 f2 = 0
d 2 d
15 - 8
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he si puo s rivere:
 
d2 f df m2
(1  ) 22
2
2 2 + n(n + 1) f =0 (15:2:26)
d d 1 2 2
La (15.2.26) e formalmente identi a alla (15.2.10) he, pertanto, ammette ome so-
luzioni, nite nei poli  = 1, le funzioni:
dm Pn ( )
f2 ( ) = (1  2 )m=2 w = (1  2 )m=2 (15:2:27)
d m
he prendono il nome di polinomi asso iati di Legendre.
Essi si indi ano ol simbolo Pnm ( ) e si annullano quando m > n, poi he Pn ( ) e un
polinomio di grado n.
Cal oliamone al uni tenendo onto delle (15.2.20):
P0 ( ) = 1
P1 ( ) =  = os 
P11 () = (1 2 ) = sin 
1
2

1 1
P2 ( ) = (3 2 1) = (3 os2  1)
2 2
3
P2 () = 3(1
1
 ) = sin 2
2 1
2

2
3
P22 () = 3(1 2 ) = 2 (1 os 2)
1 1
P3 ( ) = (5 3 3 ) = (5 os3  3 os )
2  2 
P3 () = (1  ) 2  2 = 12 (15 os2  3) sin 
1 2 1
2
15 2 3

P32 () = (1 2 )15 = 15 sin2  os 


P33 () = (1 2 )3=215 = 15 sin3 
1 1
P4 ( ) = (35 4 30 2 + 3) = (35 os4  30 os2  + 3)
8 8
P41 () = (1 2 ) 2 (353 15) = 14 sin 2(35 os2  15)
1
2
1

P42 () = (1 2 ) 152 (72 1) = 152 sin2 (7 os2  1)


P43 () = (1 2 )3=2105 = 105 sin3  os 
P44 () = (1 2 )2 105 = 105 sin4 
Gli  indi ano i polinomi asso iati di Legendre.

E bene osservare he la (15.2.26) ammette ome soluzioni indipendenti dei polinomi


he si indi ano on Qm n ( ), m ed n interi, e prendono il nome di polinomi asso iati di

15 - 9
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Legendre di se onda spe ie; essi pero diventano in niti per  = 1 e pertanto non hanno
appli azione nella ri er a di ampi si i in un dominio sferi o ompleto.
Consideriamo, adesso, l'equazione (15.2.5) on  = m (nullo o intero positivo ome
abbiamo gia visto)
d2 f3
+ m2 f3 = 0 (15:2:28)
d2
e s egliamo ome soluzioni parti olari della (15.2.28) le funzioni reali os m e sin m.
La parte angolare della soluzione dell'equazione di Helmholtz in oordinate sferi he e
rappresentata dalle funzioni
os(m)Pnm ( os ) e sin(m)Pnm ( os ) (15:2:29)
Tali funzioni sono periodi he sulla super ie di una sfera e gli indi i m ed n determi-
nano il numero delle linee nodali. Infatti, per m = 0 il ampo non dipende dall'anomalia
. Se an he n = 0, il valore della funzione e ovunque ostante sulla super ie della sfera.

Se m = 0 ed n = 1 vi e una uni a linea nodale per  = lungo la quale la funzione e
2
nulla.
Se m = 0 ed n = 2, vi sono due linee nodali lungo i paralleli di latitudine a ir a
 = 550 e  = 1250 ; la sfera risulta os divisa in tre zone: la funzione e positiva nelle zone
polari e negativa nella zona equatoriale. Si vede, quindi, he in generale per m = 0 si hanno
n linee nodali ed n + 1 zone nelle quali la funzione e alternativamente positiva e negativa.
Per questa ragione i polinomi Pn ( os ) sono spesso hiamati armoni he zonali. Se m 6= 0
si osservera dallo studio dei vari polinomi he lamfunzione Pnm ( os ) si annulla sempre ai
poli ( = 0 e  =  ) per e etto del fattore (1  2 ) , e he il numero di linee nodali parallele
2

dm Pn ( )
all'equatore e n m per e etto della he e un polinomio di grado n m. Inoltre,
d m
la funzione si annulla lungo meridiani de niti dalle radi i di os m e sin m. Vi sono
quindi m meridiani nodali he interse ano ortogonalmente i paralleli nodali, dividendo
os la super ie della sfera in domini rettangolari o tessere, nelle quali la funzione e
alternativamente positiva o negativa. Per questa ragione le funzioni os(m)Pnm ( os ) e
sin(m)Pnm ( os ) sono talvolta denominate armoni he tesserali di grado n-esimo e
di ordine m-esimo.
Se le armoni he tesserali si moltipli ano ias una per una ostante arbitraria e poi si
sommano, si ottengono le armoni he sferi he di super ie di grado n:
n
X
Yn (; ) = (anm os m + bnm sin m) Pnm ( os ) (15:2:30)
m=0
Le armoni he tesserali formano un sistema ompleto di funzioni ortogonali sulla su-
per ie di una sfera. Si puo dimostrare, infatti, he:
Z +1
Pnm ( )Plm ( )d = 0 n 6= l
Z
1
(15:2:31)
+1
2 (n + m)!
[Pnm ( )℄ d =
2

1 2n + 1 (n m)!
15 - 10
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Pertanto se g (; ) e una funzione arbitraria sulla super ie di una sfera, ontinua
insieme alle sue derivate prime e se onde, essa puo essere rappresentata da una serie
assolutamente onvergente di armoni he di super ie,
1 ( n )
X X
g (; ) = an0 Pn ( os ) + (anm os m + bnm sin m) Pnm ( os ) (15:2:32)
n=0 m=1
i ui oeÆ ienti sono determinati dalle:
Z 2 Z 
2n + 1
an0 = g (; )Pn( os ) sin dd
4 0 0
Z Z
2n + 1 (n m)! 2 
anm = g (; )Pnm( os ) os m sin dd (15:2:33)
2 (n + m)! 0 0
Z Z
2n + 1 (n m)! 2 
bnm = g (; )Pnm( os ) sin m sin dd
2 (n + m)! 0 0

15.3 - Funzione radiale soluzione dell'equazione (15.2.7).

Ris riviamo l'equazione (15.2.7)


 
1 d df
r 1 + k2 r2 = n(n + 1)
2
(15:3:1)
f1 dr dr
he si puo s rivere:
d2 f1 df1  2 2 
r2 + 2 r + k r n (n + 1) f1 = 0 (15:3:2)
dr2 dr
Poniamo f1 = (kr) v (r); si ha:
1
2

df1 k dv
= (kr) v + (kr)
3 1
2 2

dr 2 dr
d2 f1 d2 v dv 3 2
= (kr) k(kr) + k (kr) v
1 3 5
2 2 2

dr 2 dr 2 dr 4
Sostituendo nella (15.3.2), otteniamo:
d2 v dv 3 2 2 dv
r2 (kr) kr ( kr ) + k r (kr) v kr(kr) v + 2r(kr) +
1 3 5 3 1
2
2 2 2 2 2

 2 2
dr 2

dr 4 dr
+ k r n(n + 1) (kr) v = 0
1
2

d2 v dv 3 dv
r (kr) r(kr) + (kr) v (kr) v + 2r(kr) +
1 1 1 1 1
2 2 2 2 2 2

 2 2
dr 2

dr 4 dr
+ k r n(n + 1) (kr) v = 0
1
2

15 - 11
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Dividendo per (kr) si ha:


1
2

d2 v dv 1
r 2 +r
2
v + k2 r2 v n2 v nv = 0
dr dr 4
 2
1 1
tenendo onto he v n v nv =
2
n+ v , si ha :
4 2
"  2 #
d2 v dv 1
r2 2 + r + k2 r2 n+ v=0 (15:3:3)
dr dr 2

Posto  = kr l'equazione (15.3.3) diventa:


" 2 #
d2 v 1 dv n + 12
+ + 1 v=0 (15:3:4)
d2  d 2
he e l'equazione di Bessel di ordine semintero he ammette ome soluzioni le funzioni
ilindri he di ordine semintero Zn+ (kr). 1
2

Pertanto la soluzione dell'equazione (15.2.7) e:

f1 (r) = p1 Zn+ (kr) 1 (15:3:5)


kr 2

 invalso l'uso di de nire le funzioni sferi he di Bessel e di Hankel nel modo seguente:
E
r

jn () = J ()
2 n+
1
2

r

nn () = N ()
2 n+
1
2

r r (15:3:6)
 (1)  h i
hn () =
(1)
Hn+ () = Jn+ () + iNn+ ()
2 2 1 1 1
2 2 2

r r
 (2)  h i
hn () =
(2)
H () = J () iNn+ ()
2 n+ 2 n+1 1 1
2 2 2

 importante osservare he, ome nel aso ilindri o, nella (15.3.5) si s eglie per
E
Zn+ (kr) una funzione di Bessel di prima spe ie nei domini he ontengono l'origine,
1

oppure una funzione di terza spe ie ogni qualvolta il ampo deve essere rappresentato
2

ome un'onda progressiva.


La formula espli ita per jn () e:
1
X ( 1)m (n + m)! 2m
jn () = 2n n  (15:3:7)
m=0 m !(2 n + 2 m + 1)!

15 - 12
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Dalla (15.3.7) si puo fa ilmente veri are he le funzioni sferi he di Bessel si possono
s rivere:
   
1 d n sin 
jn () = ( )n (15:3:8)
 d 
 n  
n 1 d os 
nn () = ( ) (15:3:9)
 d 
Per i primi valori dell'indi e n le forme espli ite della (15.3.8) e (15.3.9) sono:
 
sin  sin  os  3 1 os 
j 0 ( ) = j1 () = j2 () = sin  3
 2  3  2
   
15 6 15 1
j 3 ( ) = sin  + os 
 4  2  3 
 
os  os  sin  3 1 sin 
n0 () = n1 () = n2 () = os  3
 2  3  2
   
ei ei i iei 3i 3
h(1) (  ) = h1 () =
(1)
1+ h(1)
2 () = 1+
0
i     2
sin 
Veri hiamo he j0 () = . Dalla (15.3.7) si ha:

1 2 1 4 1 6
j0 () = 1  +   
3! 5! 7!
Sappiamo, d'altra parte, he:
1 3 1 5 1 7
sin  =   +   
3! 5! 7!
sin 
Pertanto = j0 ().

Alla lu e di quanto sopra, le funzioni d'onda aratteristi he he sono nite e ad un sol
valore in tutti i punti della super ie di una sfera sono per io le

fmn = p1 Zn+ (kr)Pnm( os ) sin


1
os
m (15:3:10)
kr 2

Le soluzioni generali dell'equazione di Helmholtz si possono s rivere ome somma di


funzioni d'onda sferi he elementari.
Nel aso in ui f (r; ; ) deve essere nita nell'origine, si ha:
1 " n   #
X X
f (1) (r; ; ) = jn (kr) an0 Pn ( os ) + anm os m + bnm sin m Pnm ( os )
n=0 m=1
(15:3:11)

15 - 13
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Nel aso in ui f (r; ; ) deve rappresentare un ampo he si propaga radialmente essa,


he si indi hera on f (3) (r; ; ), si ottiene sostituendo nella (15.3.11) h(1)
n (kr) al posto di
jn (kr). Una soluzione parti olare della (15.3.11) e quella a simmetria sferi a he si ottiene
quando tutti i oeÆ ienti tranne a00 sono nulli.
Allora, a meno di un fattore arbitrario, si ha:

sin kr os kr
f0(1) = f0(2) =
kr kr
eikr e ikr
f0(3) = f0(4) =
kr kr

15.4 - Sviluppo di onde piane s alari in onde sferi he elementari.

Supponiamo di avere un'onda piana he si propaga nello spazio in una direzione ar-
bitraria; e fa ile dimostrare he essa puo essere rappresentata in funzione di onde sferi he
elementari intorno ad un entro sso.
Consideriamo un sistema di riferimento artesiano ortogonale nello spazio. La di-
rezione e la natura dell'onda piana sono determinate dal suo vettore di propagazione ~k le
ui omponenti artesiane sono (vedi gura 15.4-1):

kx = k sin os
ky = k sin sin (15:4:1)
kz = k os

mentre le oordinate di un punto di osservazione qualsiasi, sono:

x = r sin  os  ; y = r sin  sin  ; z = r os  (15:4:2)

15 - 14
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.
.
z
..
...
....
.....
....
.... .
.
.
.
.
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..... .... ...............................................................
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..... . ....................
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. .... ....................
....... ........ .
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. .... ...... .........
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...... .......
..... ......
. .... ......
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. .... . .. .
.
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.... ......... ..... .... .....
.... ....
... . . . . . .
...... .... ..
.
.... .
. .... .......

N.B.: I due vettori ~r e


. . . .
.........
.
. .... .
.
.
....
....
....
....
....
. .
.
. ...... .... . ....
.. . .. .
.... .
. ........ .....
... ....

~k sono stati tra iati


. ...
...... .
.
.
. . ........ . . ..
...
.
....
....
...
.. .
. .. .... . ....
.. . . .... . ....
...
. ..
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..
. .. . . .. .
....
. ............ ............
.
. .
. .
..
.
.. .. ....... . . . ............. ....... .. ... ...

 ~r
.. ... ...... .
. .. . . . . . . ...
... . . ... ............................... ...
nella medesima sfera . .. ........ .
. .
. ............. .. ..
.. ..
. ....
. .. ... .
. . .. . ...
.. .. ..
. . ... ..
. . ... .... .. .. ... ...
.. . .
. . . ..... . .. ...
.. ...... . .. ... ... ........ .......

di raggio r ; e ovvio ~k
. . .
.
. ... ......... . . ... ... ....
... ... .
.
. . . . . . .... ...
... ... . ...
.
. . ........ .. . ...
.
.. ........
.. . ...........
. ...... .. ...
...... . ... .................
. . ... .....
he essi devono essere
. .. ..
..... .
. .. ........ .. ...

y
. .
. . . .
.
. . ....
O
. ... .......
. .. ..
. .........................................................................
. ................................................................ . ........................................................................................................................
.
.
.
. . . .
. . .. .
.
.
. .... .
. ... .
.. .
... ... .. ..
. .
.. ... ....
... .............
disegnati in due sfere
.
... .. .
. .
. ...
. . . .
.....
. .... .. .......... .
. .. .....
..
.
......
...... .
.............................................. . .... ...
. ...
.
. .. ..
. . .


. ........ . .
.... .
.... ...
diverse di raggio r e k
... ..... ... ....... ..
... .... .... ... ...................... .. ... .... ..
... ..... .... .......... .. ..... ...
.... ...
....................
......
...... ............... ...
...
...
.....
...... ................. . . . ..
. . . . .
. ........ .......... ............... ...... ... .....
rispettivamente. ....
...... . .
... ........
.... ... .... ....... ..
.. ..........
............ ....... ........ ..
... ... ... ........... ..
... .............
.................... .................................. ...
.
... ... ...
. ..................................................................................... ..
.......... .. . . ..
... ..
.... .... ....
.... .... ....
.... .... ....
.... .... ...
.... ....... . .
........ ...
. ....
....... ....
...... ........ ....
..
..........
. ... ..... .... ....
.
... ...... .
.....
x
..... .......
...... ......
........ .......
.......... .........
............... . . ... ... .... ..
. .............
...................................................... ..

g.15.4-1
Si ha, allora:
 
~k  ~r = kr sin sin  os os  + sin sin  sin sin  + os os  =
 
(15:4:3)
= kr sin sin  os( ) + os os  =
= kr os

La funzione he esprime l'onda piana e eik~r ; essa e ontinua ed ha derivate ontinue


~
in tutto lo spazio ompresa l'origine r = 0. Essa per io si puo sviluppare, per quanto
abbiamo detto, in armoni he sferi he, se ondo la (15.3.11).
Senza ledere le generalita, supponiamo he la direzione di propagazione oin ida on
l'asse z ioe ~k = kz^; poi he l'onda e simmetri a rispetto a quest'asse, il suo sviluppo non
dipende da  e si puo esprimere se ondo la (15.2.21) e la (15.2.22).
Si ha, ioe:
1
X
eikr os
= an jn (kr)Pn ( os ) (15:4:4)
n=0
on Z 
2n + 1
an jn (kr) = eikr os
Pn ( os ) sin d (15:4:5)
2 0

15 - 15
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Derivando la (15.4.5) n volte rispetto a  = kr, si ha:


Z 
dn j () 2n + 1
an nn = in osn ei os
Pn ( os ) sin d
d 2 0

he per  = 0 diventa:
 n  Z 
d j n () 2n + 1
an = in osn Pn ( os ) sin d (15:4:6)
dn =0 2 0

D'altra parte sappiamo he:


1
X ( 1)m (n + m)! 2m
jn () = 2n n 
m=0 m!(2n + 2m + 1)!

he derivata n volte rispetto a  ondu e alla (vedi pag. 15-7):


 " 1 #
dn jn () n
n d n n! ( 1)m (n + m)! 2m
X
= 2 +  +
dn dn (2n + 1)! m=1 m!(2n + 2m + 1)!
"
1 # (15:4:7)
( 1)m (n + m)! dn 2m
X
+    + 2n n n
m=0 m!(2n + 2m + 1)! d

dn dn
Tenendo onto he n n = n! e he n m = 0 per m < n, si ha he per  = 0 la
d d
(15.4.7) diventa:  n 
d jn () 2n (n!)2
= (15:4:8)
dn =0 (2n + 1)!
La (15.4.6) diventa, allora:
Z 
2n (n!)2 2n + 1 n
an = i osn Pn ( os ) sin d (15:4:9)
(2n + 1)! 2 0

Per risolvere l'integrale del se ondo membro della (15.4.9) esprimiamo i polinomi as-
so iati di Legendre per mezzo della formula di Rodriguez:

m
(1  2 ) dn+m ( 2 1)n
Pnm ( ) = (15:4:10)
2

2n n! d n+m

da ui:
1 dn ( 2 1)n
Pn ( ) = n (15:4:11)
2 n! d n
15 - 16
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Si ha, intanto:
Z  Z +1
osn Pn ( os ) sin d =  n Pn ( )d (15:4:12)
0 1

L'integrale a se ondo membro della (15.4.12) si risolve sostituendo a Pn ( ) la (15.4.11)


ed integrando per parti ripetutamente, assumendo sempre  n ome fattore nito u e
dn ( 2 1)n
d ome fattore di erenziale dv .
d n
Quindi:
Z +1 Z +1
n 1 dn ( 2 1)n
 Pn ( )d = n n d
1 2 n! 1 d n
Z  +1 Z
+1
dn ( 2 1)n d n 1
( 2 1)n dn 1 ( 2 1)n
+1
n d =  n n n 1
d =
1 d n d n 1
1 1 d n 1
   n 2 ( 2 1)n +1
dn 1 ( 2 1)n +1 1d
= n n n +
d n 1
1 d n 2 1
Z +1
dn 2 ( 2 1)n
+ n(n 1) n 2 d =
1 d n 2
   n 2 ( 2 1)n +1
dn 1 ( 2 1)n +1 1d
= n n n +
d n 1
1 d n 2 1
 +1 Z +1
+     n! ( 2
1)n  n!( 2 1)n d
1 1
(15:4:13)
Il segno superiore vale per n pari, quello inferiore per n dispari.
dr ( 2 1)n
Poi he il termine ontiene sempre il fattore ( 2 1)n r , l'espressione fra
d r
parentesi quadra valutata nei limiti +1 e -1 sara sempre nulla.
Pertanto Z  Z
n ( 1)n +1 2
os Pn ( os ) sin d = n ( 1)n d (15:4:14)
0 2 1

Poi he  = os e d = sin d , l'integrale a se ondo membro della (15.4.14)


diventa: Z Z 
+1
( 2
1)n d = ( 1)n sin2n+1 d
Z 
1 0
(15:4:15)
(2n)!!
sin n2 +1
d =2
0 (2n + 1)!!
essendo:
(2n)!! = 2n(2n 2)(2n 4)    2 = 2n n!
(2n + 1)!! = (2n + 1)(2n 1)(2n 3)    3

15 - 17
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Z 
2n!
Pertanto osn Pn ( os ) sin d = he sostituito nella (15.4.9) om-
0 (2n + 1)!!
porta:
2n (n!)2an 2n + 1 n 2n!
= i (15:4:16)
(2n + 1)! 2 (2n + 1)!!
D'altra parte:

(2n + 1)! = 2n(2n + 1)(2n 1)! = 2n(2n + 1)!!(2n 2)!! = 2n (2n + 1)!!n!

he sostituito nella (15.4.16) restituis e:

an = in (2n + 1) (15:4:17)

Pertanto lo sviluppo dell'onda piana s alare in armoni he sferi he e:

1
X
eikr os
= in (2n + 1)jn (kr)Pn ( os )
n=0
(15:4:18)

15.5 - Equazione vettoriale delle onde.

Consideriamo l'equazione vettoriale (15.1.1) esprimibile in qualunque sistema di oor-


dinate. Se indi hiamo on C~ uno qualunque dei vettori del ampo E; ~ B;
~ D;
~ H ~ , o il poten-
ziale vettore o i vettori di Hertz, si ha:

r2 C~ + k2 C~ = 0 (15:5:1)
~ =r
he, tenendo onto della identita r2 C ~r~  C~ r~  r~  C~ , si puo s rivere
r~ r~  C~ r~  r~  C~ + k2 C~ = 0 (15:5:2)

Vogliamo trovare delle soluzioni indipendenti della (15.5.2).


Sia una funzione s alare soluzione dell'equazione di Helmholtz r2 + k2 = 0 e sia
~a un vettore ostante di lunghezza unitaria.
I vettori:
L~ = r~ ; M ~ =r ~  ~a e N~ = 1 r ~ M ~ (15:5:3)
k
sono tre soluzioni vettoriali indipendenti della (15.5.2).
Infatti:
 Si ponga C~ = L~ , la (15.5.2) diventa:
r~ (r~  r~ ) r~  (r~  r~ ~ =r
) + k2 r ~ (r2 + k2 ) = 0 (15:5:4)

15 - 18
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in quanto r~ r ~ e identi amente nullo e r2 + k2 = 0; ne segue he la (15.5.2) e


soddisfatta.
 Si ponga C~ = M~ , il primo membro dell'equazione (15.5.2) diventa:
h  i    
r~ r~  r~  ~a r~  r~  r~  ~a ~  ~a
+ k2 r (15:5:5)

~ r
Il primo termine della (15.5.5) e nullo in quanto r ~  ~a = 0 identi amente.
Si ha inoltre:
     
~ r
r ~ ~a ~
=r  r~  ~a ~ar2 + ~a  r~ r~ ~ r
+ r ~  ~a + r
~ r
~  ~a r~  r~ ~a =
 
= ~ar2 + ~a  r ~ r~

essendo nulli tutti i termini in ui gli operatori di erenziali operano direttamente e solo su
~a he e un vettore ostante.
Consideriamo, ora, l'identita vettoriale:
     
r~ A~  B~ ~ r
=A ~ B
~ +B
~ r
~ A
~+ B
~ r
~ A
~+ A
~ r
~ B
~

Da essa si ha:
     
~ r
A ~ B
~ =r
~ A
~ B
~ ~ r
A ~ B
~ B
~ r
~ A
~ ~ r
B ~ A
~

~ = ~a e B
Poniamo: A ~ =r
~ , si ha:
       
~a  r
~ r
~ =r
~ ~a  r
~ ~a  r
~ r
~ r~  r~  ~a r~  r~ ~a = r~ ~a  r~
~ r
in quanto r ~ = 0 ed i rimanenti termini sono nulli per he gli operatori di erenziali
operano sul vettore ostante ~a.
Ne segue:    
r~  r~  ~a = ~ar2 + r~ ~a  r~ (15:5:6)
he sostituita nella (15.5.5) ondu e a:
     
r~  ~ar2 r~  r~ ~a  r~ ~  ~a
+ k2 r (15:5:7)

~ r
Poi he r ~ ~a  r
~ = 0 identi amente e r2 = k2 la (15.5.7) diventa:
~  ~a + k2 r
k2 r ~  ~a = 0

ne segue he la (15.5.2) e pienamente soddisfatta.


~ in
 utile ri ordare he k2 puo portarsi fuori da operazioni oinvolgenti l'operatore r
E
quanto, per ipotesi, il mezzo e isotropo e omogeneo.

15 - 19
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 Si ponga C~ = N~ = k1 r~  M~ = k1 r~  r~  ~a

, l'equazione (15.5.2) diventa:
       
r~ r~  k1 r~  r~  ~a r~  r~  k1 r~  r~  ~a ~ r
+ kr ~  ~a = 0 (15:5:8)

Il primo termine del primo membro e identi amente nullo; sostituendo al se ondo
termine la (15.5.6), la (15.5.8) si s rive:
     
r~  r~  k1 ~ar2 r~  r~  k1 r~ ~a  r~ ~ r
+ kr ~  ~a =0 (15:5:9)

Il se ondo termine e identi amente nullo; sostituendo r2 on k2 , si ha:


   
~ r
kr ~  ~a ~ r
+ kr ~  ~a =0

e la (15.5.2) e pienamente soddisfatta.


~, M
Vediamo, adesso, al une onsiderazioni sui vettori L ~ e N~ .
~ =r
M ~  ~a = r
~  ~a + r~  ~a = r~  ~a
~  ~a = 0 per he ~a e un vettore ostante; tenendo onto he L
essendo r ~ =r
~ , si ha:

~ =L
M ~  ~a
(15:5:10)
~ N
Cal oliamo r ~ , si ha:
 
r~  N~ = k1 r~  r~  M~ = k1 r~  r~  r~  ~a
he per la (15.5.6) e uguale a:
1~  
k
r  ~ar2 ~  ~a = kM
= kr ~

per ui:
~ = 1r
M ~ N
~
k (15:5:11)
Dalla (15.5.10) segue:
~ M
L ~ =0

~, M
Dalle de nizioni dei vettori L ~ ed N~ segue immediatamente:
r~  L~ = 0 ; r~  L~ = r2 = k2
r~  M~ = 0 ; r~  N~ = 0
15 - 20
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Come abbiamo gia visto le soluzioni parti olari dell'equazione di Helmholtz he sono
nite, ontinue e ad un sol valore in un dato dominio, formano una serie dis reta. Per
il momento indi heremo una qualsiasi di esse on n . Ad ogni funzione aratteristi a n
~ n, M
orrispondono tre soluzioni vettoriali L ~ n , N~ n dell'equazione d'onda vettoriale, linear-
mente indipendenti. Ne segue he la soluzione dell'equazione d'onda puo rappresentarsi
ome una ombinazione lineare delle funzioni vettoriali aratteristi he.

15.6 - Funzioni d'onda vettoriali sferi he.

Vediamo, ora, di ri avare delle soluzioni dell'equazione vettoriale delle onde in oordi-
nate sferi he partendo dalle funzioni aratteristi he della orrispondente equazione s alare.
Poniamo
p mn = f p mn e i!t (p= pari ; d= dispari) (15:6:1)
d d
dove f dp mn e la soluzione aratteristi a (15.3.10)
os
f pd mn = m Pnm ( os ) zn (kr) (15:6:2)
sin
dove zn e l'opportuna funzione di Bessel.
Per quanto abbiamo detto, una soluzione dell'equazione vettoriale delle onde si puo
ri avare sempli emente al olando il gradiente della (15.6.2).
Per de nizione L~ =r~ . Posto L~ = ~le i!t si ha ~lp mn = r
~ f p mn ioe:
d d
     
~lp mn =  zn (kr)Pnm ( os ) os m e^r + 1 zn (kr)  (Pnm ( os )) os m e^
d r sin r  sin
 
m sin
 r sin 
zn (kr)Pnm( os ) m e^
os
(15:6:3)
Per ottenere le soluzioni indipendenti M ~ ed N~ si dovrebbe introdurre un vettore
sso ~a. Questo pro edimento, nel aso di oordinate sferi he, porterebbe all'in onveniente
he i vettori M~ ed N~ non risultano ne normali ne puramente tangenziali su tutta la
super ie della sfera. Se, vi eversa, al posto di ~a introdu essimo il vettore radiale e^r , la
funzione M~ =L ~  e^r risulterebbe tangente alla sfera; ma e^r non e un vettore ostante e di
onseguenza non si puo dire a priori he esso possa venire usato per generare una soluzione
indipendente. Dimostreremo he, per le oordinate sferi he, si puo e ettivamente ostruire
una soluzione tangenziale M ~ mediante un vettore radiale. Nei sistemi di oordinate piu
generali questo pro edimento essa di valere.
Poniamo
~ =r
M ~  (^er u(r) ) = L~  e^r u(r) (15:6:4)
Si ha:
1  1 
Mr = 0 ; M = (u ) ; M = (u ) (15:6:5)
r sin   r 
dove u(r) e una funzione s alare di r da determinarsi.

15 - 21
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~ M
Sostituiamo la (15.6.4) nella (15.5.1) e tenendo onto he r ~ = 0, si ha:

r2 M~ + k2 M~ = 0 (15:6:6)

he e equivalente alle:

2 M 2 ot  2 M
M =0 (15:6:6a)
r2  r2 r2 sin  
 2 M 2 M M 1  2 M ot  M
+ + 2 + 2 +
r 2 r r r sin2  r 
2 r 
2

1  M 2 ot  M
2
+ 2 2 + k 2 M = 0 (15:6:6b)
r sin   2 r sin  
2

 M 2 M
2
1 1  2 M ot  M
+ M  + + 2 +
r 2 r r r sin 
2 2
r 
2 2 r 
1  2 M 2 ot  M
+ 2 2 + 2 + k2 M = 0 (15:6:6 )
r sin  2 r sin  
avendo posto Mr = 0 ed espli itando i r2 in oordinate sferi he.
La (15.6.6a) risulta identi amente nulla qualunque sia la funzione u(r), infatti sosti-
tuendo in essa le espressioni di M ed M date dalle (15.6.5) si ha:
    
2  1  1  1  1 
(u ) + ot  (u ) + (u ) =0
r2  r sin   r sin   sin   r 
he si puo s rivere:
( , , , , )
2 os   1 2 ot   1 2
( u ) + (u ) + (u ) (u ) = 0
r2 r sin  
2
r sin   r sin   r sin  

Vediamo, ora, a quali ondizioni deve soddisfare la funzione u(r) per he la (15.6.6b)
sia soddisfatta.
Si ha:
   
M  1  1  1 
= (u ) = (u ) + (u )
r r r sin   r sin   r r
 
 M
2
1  2 2   2
= (u ) (u ) + 2 (u )
r2 r sin   r 2 r r r
   
M  1  1  os  
= (u ) = (u ) + (u )
  r sin   r sin   sin  
 
 M
2
1  os 
2
os   os   2
= (u ) + 2 2 (u ) + (u ) (u ) + 2 (u )
2 r sin   sin  sin   sin   
15 - 22
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M 1 
= (u )
r sin 
2 2
r sin  
3 3

ot  M 1  2 os  
2 2 = (u )
r sin   r sin   r2 sin  
 
1  2 M 1  1 2
= (u )
r2 sin2  2 r sin   r2 sin2  2
Sostituendo le espressioni sopra trovate nella (15.6.6b) si ha:
8
<
1  2 1 (u ) 2 os2 
(u ) (u ) + + 2 2 (u )
r sin   : r2 r2 sin2  r2 |r sin{z }
,
2 os   1 2 ot ( os )
( u ) + (u ) + (u ) +
r sin  
2 r 
2 2
| r sin{z
2  }
, )
ot   1 2 2 os  
+ (u ) + 2 2 ( u ) + (u ) + k2 (u ) = 0
r2  r sin   2 r 2 sin  

Sempli ando risulta:


( , , ,
1  2 1 (u ) os2 
( u ) (u ) + + (u )+
r sin   r2 r2 sin2  r2 r2 sin2 

os   1 2 1 2
+ 2 (u ) + 2 2 (u ) + 2 2 (u ) + k (u ) = 0
2
r sin   r  r sin  2
An ora:   
1  2 1  
(u ) + 2 sin  (u ) +
r sin   r 2 r sin   

1 2
+ 2 2 (u ) + k2 (u ) = 0
r sin   2

Ne segue he la (15.6.6b) e soddisfatta se u(r) e tale he:


 
2 1   1 2
(u ) + sin  ( u ) + (u ) + k2 (u ) = 0 (15:6:7)
r2 r2 sin    r sin 
2 2
 2

L'equazione (15.6.7) diventa l'equazione di Helmholtz ome da noi ri hiesta se si s eglie


u(r) = r, infatti essa si ridu e a:
   
1   1   1 2
r +2
sin  + + k2 = 0 (15:6:8)
r2 r r r2 sin    r sin 
2 2
 2

he e r2 + k2 = 0.

15 - 23
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Si puo, on lo stesso pro edimento, dimostrare he la (15.6.6 ) e soddisfatta per u(r) =


r e soddisfa ente alla (15.6.8).
Quindi in oordinate sferi he l'equazione delle onde e soddisfatta dal vettore:
~ =r
M ~  ~r = r
~  ~r + r~  ~r
~  ~r = 0 quindi M
ma r ~ =r ~  ~r = L~  ~r.
le omponenti di M~ si ri avano dalle (15.6.5):
1  
Mr = 0 ; M = ; M = (15:6:9)
sin   
~= 1~
Dalla relazione N
k
r  M~ si possono trovare le omponenti della terza soluzione.
   
1 1   1 2
Nr = sin  + (15:6:10)
k r sin    sin  2
1 1  (r )
2
N = + (15:6:11)
k r r
1  2 (r )
N = (15:6:12)
kr sin  r
Per la (15.6.8) la omponente Nr si puo s rivere:
 
1  2 (r )
Nr = +k r
2
(15:6:13)
k r2
he si puo s rivere:  
1 r 2 
Nr = + 2 + k2 r
k r2 r
he per la (15.3.2) e uguale a:
1 n(n + 1)
Nr = (15:6:14)
k r
~ sono:
Ne segue, quindi, he le espressioni di N
1 n(n + 1)
Nr =
k r
1 1  2 (r )
N = (15:6:15)
k r r
1  2 (r )
N =
kr sin  r
~ =
~ ed N~ poniamo M
Per ottenere le espressioni espli ite delle funzioni vettoriali M
~ i!t , N
me ~ = ~ne i!t e p mn = f p mn e i!t ed appli hiamo le (15.6.9), le (15.6.15) e la
d d
(15.6.2).

15 - 24
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Si ha:
 
m sin  m os
~ pd mn = 
m zn (kr) Pnm( os ) me^ zn (kr) Pn ( os ) me^ (15:6:16)
sin  os  sin
n(n + 1) os
~n dp mn = zn (kr)Pnm ( os ) me^r +
kr
  sin 
1    m os
+ r zn (kr) Pn ( os ) me^  (15:6:17)
kr r  sin
 
m   h m i
 kr sin  r r zn (kr) Pn ( os ) sin os
me^

15.7 - Sviluppo di un'onda vettoriale piana.

Per studiare la di razione di un'onda piana polarizzata in modo spe i o da parte


di un oggetto sferi o si deve prima trovare uno sviluppo dell'onda vettoriale in idente, in
serie delle funzioni d'onda ~lpd mn , m
~ pd mn , ~n pd mn .
Si onsideri la funzione vettoriale:
f~(z ) = a^eikz = a^eikr os  (15:7:1)
dove a^ e un vettore unitario orientato arbitrariamente rispetto ad un sistema di riferimento
ortogonale artesiano. Si ha:
x^ = sin  os e^r + os  os e^ sin e^
y^ = sin  sin e^r + os  sin e^ + os e^ (15:7:2)
z^ = os e^r sin e^
dove e^r , e^ , e^ sono i versori relativi ad un sistema di oordinate sferi he.
Consideriamo separatamente lo sviluppo delle funzioni:
x^ eikr os  ; y^ eikr os  ; z^ eikr os  (15:7:3)
 hiaro he le (15.7.3) moltipli ate rispettivamente per E0x ,E0y , E0z rappresentano
E
le omponenti (per esempio) del vettore ampo elettri o, dato dalla (15.7.1) moltipli ata
per E0 , he si propaga lungo l'asse z .
Comin iamo on l'osservare he:
r~  x^eikz = x^  r~ eikz + eikz r~  x^ = 0
r~  y^eikz = y^  r~ eikz + eikz r~  y^ = 0
r~  z^eikz = z^  r~ eikz + eikz r~  z^ = ikeikz
Ora, poi he i vettori m
~ ed ~n hanno entrambi divergenza nulla, risulta hiaro he le
ikz ikz
funzioni x^e e y^e si possono sviluppare in serie delle sole funzioni aratteristi he m
~ ed
15 - 25
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~n mentre inve e lo sviluppo della funzione d'onda longitudinale z^eikz he ha divergenza


non nulla, ri hiede l'uso della sola funzione ~l.
 hiaro inoltre he, per quanto riguarda il ampo in idente, poi he r = 0 fara parte
E
del nostro dominio, ivi il ampo deve essere nito, e per io verranno impiegate funzioni di
Bessel di prima spe ie.
Ne segue quindi he, onsiderando un ampo in idente polarizzato lungo l'asse x, si
ha:
1 
X 
xbeikr os = an m
~ (1)
p mn + bn~
d
n(1)
p mn
d
(15:7:4)
n=0
L'esponente (1) indi a la s elta di funzioni di Bessel di prima spe ie.
I oeÆ ienti an e bn si possono ri avare sfruttando erte proprieta di ortogonalita delle
funzioni aratteristi he vettoriali.
Esprimendo xb in oordinate sferi he se ondo la prima delle (15.7.2) e sostituendo alle
funzioni m
~ (1)
p mn e ~
n(1)
p mn le relative espressioni date dalle (15.6.16) e (15.6.17), la (15.7.4) si
d d
s rive:

(sin  os ebr + os  os eb sin eb ) eikr os  =


X1   m sin P mn os

an eb m
jn (kr)Pn ( os ) m eb jn (kr) m +
n=0 sin  os  sin
1 
X

n(n + 1) os 1 

P mn os

+ bn ebr
kr
jn (kr)Pnm ( os ) m + eb
sin kr r
[rjn (kr)℄
 sin
m 
n=0
  
m  sin
 eb kr sin  r [rjn (kr)℄ Pn ( os ) os m
m

(15:7:5)
Uguagliando le omponenti, si ha:

X1  n(n + 1) os

sin  os eikr os  = bn m
j (kr)Pn ( os ) m (15:7:6)
n=0 kr n sin

X1   m sin

os  os e ikr os  = an  m
jn (kr)Pn ( os ) m +
n=0 sin  os
1  1    (15:7:7)
X Pnm os
+ bn [rjn (kr)℄ m
n=0 kr r  sin

X1   Pnm os

sin eikr os  = an jn (kr) m +
n=0  sin
1     (15:7:8)
X m  sin
+ bn kr sin  r [rjn (kr)℄ Pn ( os ) os m
m
n=0

15 - 26
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Si evin e immediatamente he aÆn he le eguaglianze siano soddisfatte l'indi e m


deve essere eguale a 1 ed inoltre per la funzione m
~ dobbiamo prendere quella on l'indi e
d mentre per la funzione ~n quella on l'indi e p.
Pertanto le equazioni (15.7.6), (15.7.7) e (15.7.8) diventano:
X1  n(n + 1) 
sin  os eikr os  = bn jn (kr)Pn ( os ) os 
1
(15:7:9)
n=0 kr

X1   1 
os  os eikr os  = an jn (kr)Pn ( os ) os  +
1

n=0 sin 
1  1    (15:7:10)
X Pn1
+ bn [rjn (kr)℄ os 
n=0 kr r 
X1  
Pn1

sin e ikr os  = an jn (kr) sin  +
n=0 
1     (15:7:11)
X 1 
+ bn [rjn (kr)℄ Pn ( os ) sin 
1

n=0 kr sin  r
Quindi lo sviluppo di un ampo polarizzato lungo l'asse x e:
1 
X 
xbeikr os = an m
~ d n + bn~np n
(1)
1
(1)
1 (15:7:12)
n=0

Cal oliamo, allora, i oeÆ ienti an e bn .


Consideriamo l'eguaglianza (15.7.9) in ui ompare solo l'in ognita bn . A se ondo
membro ompare il polinomio asso iato di Legendre Pn1 ( os ). Appli ando la formula
(15.2.27), si ha:
1=2 dPn ( os ) dP ( os )
Pn1 ( os ) = 1 os2  = sin  n
d( os ) d( os )
Tenendo onto he:
dPn ( os ) dPn ( os ) d( os ) dP ( os )
= = sin  n
d d( os ) d d( os )
ossia:
dPn ( os ) 1 dPn ( os )
=
d( os ) sin  d
si ha:
dPn ( os )
Pn1 ( os ) = (15:7:13)
d
15 - 27
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Sostituendo la (15.7.13) nella (15.7.9), si ha:


X1  n(n + 1) 
dPn ( os )
 
sin  os eikr os  = bn j (kr) os  (15:7:14)
n=0 kr n d
Moltipli ando entrambi i membri per ikr e dividendo per os , otteniamo:
X1  dPn ( os )

ikr sin e ikr os  = ibn n(n + 1)jn (kr) (15:7:15)
n=0 d
Sfruttiamo, adesso, lo sviluppo dell'onda piana s alare dato dalla (15.4.18) he ris ri-
viamo: 1
X
e ikr os  = [in (2n + 1)jn (kr)Pn ( os )℄ (15:7:16)
n=0
Derivando rispetto a  entrambi i membri, si ha:
X1  dPn ( os )

ikr sin eikr os  = n
i (2n + 1)jn (kr) (15:7:17)
n=1 d
Eguagliando il se ondo membro della (15.7.17) on il se ondo membro della (15.7.15)
si dedu e he, per l'uni ita dello sviluppo, deve essere:
8
< ibn n(n + 1) = in (2n + 1) per n > 0
(15:7:18)
:
bn = 0 per n = 0
ossia: 8
> (2n + 1)
<b
n= in+1 per n > 0
n(n + 1) (15:7:19)
>
:
bn = 0 per n = 0
Determiniamo, adesso, l'altro oeÆ iente an . Per questo ris riviamo l'equazione
(15.7.12).
1 
X 
xbeikr os  = an m
~ + bn~n
(1) (1)
(15:7:20)
d1n p1n
n=0
~ ad entrambi i membri dell'eguaglianza.
Appli hiamo vettorialmente l'operatore r
  1  
r~  xbeikr os  = X an r
~ m ~
d1n + bn r  ~np1n
~ (1) (15:7:21)
(1)

n=0
Il primo membro si puo s rivere:
   
r~  xbeikr os  = r
~  xbeikz = ikeikz yb = ikeikr os yb (15:7:22)

15 - 28
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Ri ordando he M ~ = 1r ~  N~ , ome si evin e dalla (15.5.11), e he N~ = 1 r ~ M


~,
k k
ome si evin e dalla terza delle (15.5.3), il se ondo membro della (15.7.21) si s rive:
1 
X  1 
X 
~ m
an r ~
d1n + bn r  ~np1n = k
~ (1) (1)
an~n(1)
d1n + bn m
~ (1)
p1n (15:7:23)
n=0 n=0
Quindi:
1 
X 
ikeikr os  yb = k an~n(1) + b m
~ (1)
n p1n (15:7:24)
d1n
n=0
Pro edendo ome abbiamo fatto per il al olo del oeÆ iente bn , espli itiamo yb in
oordinate sferi he se ondo la (15.7.2); si ha, allora:
yb = sin  sin ebr + os  sin eb + os eb (15:7:25)
Quindi la (15.7.24) diventa:
1 
X 
ike ikr os  (sin  sin ebr + os  sin eb + os eb ) = k an~n(1) + bn p1n (15:7:26)
m
~ (1)
d1n
n=0
Eguagliando le omponenti radiali di ambo i membri della (15.7.26), si ha:
X1  n(n + 1) 
ik sin  sin e ikr os  =k an j (kr)Pn ( os ) sin 
1
(15:7:27)
n=0 kr n
1
Moltipli ando ambo i membri per , otteniamo:
k sin 
X1  n(n + 1) 
i sin e ikr os  = an j (kr)Pn ( os )
1
(15:7:28)
n=0 kr n
he per la (15.7.13) si puo s rivere:
X1  n(n + 1) 
dPn ( os )

i sin e ikr os  = an jn (kr) (15:7:29)
n=0 kr d
Ris riviamo la (15.7.14) dopo aver moltipli ato ambo i membri per i e diviso per os :
X1  n(n + 1) 
dPn ( os )

i sin e ikr os  = ibn j (kr) (15:7:30)
n=0 kr n d
Confrontando la (15.7.29) on la (15.7.30) si ha:
ibn = an (15:7:31)

15 - 29
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ossia: 8
> (2n + 1)
<a
n = in per n > 0
n(n + 1) (15:7:32)
>
:
an = 0 per n = 0
Conseguentemente l'espressione del ampo elettri o polarizzato lungo l'asse x e:
X1 2n + 1  (1) 
~
E = xbE0 e i ( kz !t ) = E0 e i!t in m
~ d1n i~n(1) (15:7:33)
p1n
n=1 n(n + 1)

Determiniamo, adesso, il vettore ampo magneti o. Consideriamo la prima equazione


di Maxwell nel dominio della frequenza:

r~  E~ = i!H~ (15:7:34)

da ui:
1 ~ ~
H~ = rE (15:7:35)
i!
Dall'eguaglianza del primo membro della (15.7.21) on il se ondo membro della
(15.7.23), si ha:
  1 
X 
~r  xbeikr os  = k an~n(1)
d1n + bn m
~ (1)
p1n (15:7:36)
n=0
Ne segue, quindi:

i ~ ~ i X1  
~=
H r  E = ! kE0e i!t an~nd1n + bn m
(1)
~ p1n
(1)
(15:7:37)
! n=0

Sostituendo in essa le espressioni dei oeÆ ienti an e bn , si ha in de nitiva:

k X1  2n + 1  
~=
H Ee i!t i n m
~ + i~nd1n
(1) (1)
(15:7:38)
! 0 n=1 n(n + 1) p1n

Fine del Cap.15

15 - 30

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