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Micro 3

Il documento tratta della teoria delle antenne, focalizzandosi sull'impedenza d'ingresso delle antenne e sulla mutua induzione tra antenne vicine. Viene definita l'impedenza come il rapporto tra tensione e corrente ai terminali dell'antenna, e si discute come calcolare la potenza irradiata e la resistenza di radiazione. Inoltre, si analizzano le interazioni tra antenne alimentate e le loro impedenze reciproche.

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Il documento tratta della teoria delle antenne, focalizzandosi sull'impedenza d'ingresso delle antenne e sulla mutua induzione tra antenne vicine. Viene definita l'impedenza come il rapporto tra tensione e corrente ai terminali dell'antenna, e si discute come calcolare la potenza irradiata e la resistenza di radiazione. Inoltre, si analizzano le interazioni tra antenne alimentate e le loro impedenze reciproche.

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||||||||||| S.

Barbarino - Appunti di Mi roonde |||||||||||

Cap. 3
Complementi di teoria delle antenne I
3.1 - Impedenza di un'antenna
L'impedenza di un'antenna e de nita ome il rapporto fra la tensione ai terminali
dell'antenna e la orrente he di onseguenza uis e in essa. Se onsideriamo il valore della
orrente nel \punto" di alimentazione, l'impedenza e quella d'ingresso o \driving point
impedan e".
A meno di notazione ontraria i riferiremo sempre a impedenza d'ingresso di una
antenna os de nita:
V (0)
Za = Zin  = Ra + i Xa (3:1:1)
I (0)
L'antenna ollegata ad una linea di trasmissione e equivalente ad una impedenza Za .
La parte reale di Za , indi ata on Ra , da una misura della potenza utilizzata dall'antenna
(per irradiazione e per perdite ohmi he).
Se l'antenna non ha perdite ohmi he Ra oin ide on la resistenza di radiazione. La
parte immaginaria di Za , indi ata on Xa, nas e dal fatto he la tensione appli ata V (0)
e la orrente nel punto di alimentazione I (0) non sono in fase.
L'espressione di Za per una antenna rettilinea puo essere ottenuta utilizzando la
soluzione dell'equazione integrale di Hallen. In approssimazione di antenna sottile essa
risulta: r

Zin = i
2  ot kl = i 60 ot kl (3:1:2)

essendo = ln 4al2 .
2

Questa e una pura reattanza in quanto non si e tenuto onto dell'irradiazione della
antenna; pertanto il al olo esatto deve e ettuarsi tenendo onto della potenza irradiata
per la valutazione della parte reale dell'impedenza d'ingresso.
Come gia sappiamo la potenza irradiata da un'antenna rettilinea per orsa da orrente
sinusoidale e:
r 
P=
 I02
C + ln 2kl Ci 2kl +
sin 2kl ( 2S 2kl + S 4kl) +
 4 2 i i
 (3:1:3)
os 2 kl
+ 2 (C + ln kl + Ci 4kl 2Ci 2kl)
La resistenza di radiazione d'ingresso e allora:
r 
2 P
Ra = 2 = 2 2 =
2 P 1 
C + ln 2kl Ci 2kl +
sin 2kl ( 2S 2kl + S 4kl)+
Iin I0 sin kl 2 sin kl 
2
2 i i

os 2 kl
+ 2 (C + ln kl + Ci 4kl 2Ci 2kl)
(3:1:4)
3-1
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Per un dipolo a mezz'onda: kl =
2 ; 2l = 2 , si ha:
 
Ra = 60
1 C 2 = 30 C 2 = 73 ohm (3:1:5)
2 in in

in quanto Cin 2 = 2:438.


Per un'antenna lunga 2l = 32 

kl = 23  , si ha:
Ra = 30 Cin 6 = 105:3 ohm (3:1:6)
Allora l'impedenza d'ingresso e data dalla resistenza di radiazione per la parte reale e dalla
(3.1.2) per la parte immaginaria.
Fa iamo subito osservare he se l'antenna non e alimentata simmetri amente il al olo
della resistenza di radiazione fornis e un risultato omplesso, abbiamo ioe la reattanza.
3.2 - Mutua induzione fra antenne vi ine
Nel aso in ui un'antenna funziona da ri evitore la tensione indotta ai suoi terminali
e dovuta alla radiazione elettromagneti a irradiata da un trasmettitore lontano. Consi-
deriamo adesso la situazione in ui due antenne sono vi ine l'una all'altra. L'antenna no 1
e alimentata da una tensione V1 , e la orrente risultante nel punto di alimentazione e I1
(strettamente parlando, dovremmo usare il simbolo I1 (0)). Se la tensione a ir uito aperto
indotta ai terminali dell'antenna no 2 e V21, si de nis e impedenza mutua il rapporto

Z21 = VI21 (3:2:1)


1

I...1............. I2
.....
 ...  V21 V12   .........
.... ......

V1
.... .....
............  .....
..... ......
.......
V2
.

no 1 no 2 no 1 no 2

g.3.2-1
Analogamente
Z12 = VI12 (3:2:2)
2

3-2
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dove V12 e la tensione a ir uito aperto fra i terminali dell'antenna no 1 dovuta alla orrente
I2 dell'antenna no 2.
Per il teorema di re ipro ita, si ha:
Z12 = Z21 (3:2:3)
Se entrambe le antenne sono alimentate, allora si ha:
V1 = I1 Z11 + I2 Z12
(3:2:4)
V2 = I1 Z21 + I2 Z22
dove Z11 e l'impedenza misurata ai terminali dell'antenna no 1 on i terminali dell'antenna
no 2 aperti. Analogamente Z22 e l'impedenza misurata ai terminali dell'antenna no 2 on
i terminali dell'antenna no 1 aperti. Rigorosamente parlando Z11 non e identi a all' \au-
toimpedenza" dell'antenna no 1, Za1 , he rappresenta l'impedenza d'ingresso se l'antenna
e isolata nello spazio. Tuttavia, per la maggior parte degli s opi prati i, la di erenza e
tras urabile e Z11 e onsiderata uguale a Za1 . Analogamente Z22 si puo onsiderare uguale
a Za2 .

I1........... ..I
...... 2
........ ..........
.. ..
.. ..
.. ...
... ..
... ...
.. ..
............. .............

.

.... .
....
. .. ... ..... ...
.... . ..
... ... ...
...
.................... ....
.................
V1 V2

no 1 no 2

g.3.2-2
Le equazioni (3.2.4) si possono s rivere:
V1
I1
= Z11 + Z12 II2
V2
1
(3:2:5)
I2
= Z21 II1 + Z22
2

In generale, nel aso di N antenne, si ha:


V1 = I1 Z11 + I2 Z12 +    + IN Z1N
V2 = I1 Z21 + I2 Z22 +    + IN Z2N
.. .. .. .. (3:2:6)
. . . .
VN = I1 ZN 1 + I2 ZN 2 +    + IN ZN N

3-3
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Cal olo dell'impedenza mutua


Per al olare la mutua impedenza Z21, dobbiamo trovare la tensione a ir uito aperto
V21 ai terminali dell'antenna no 2 dovuta alla orrente di base I1(0) dell'antenna no 1.
Sia l'antenna no 2 nel ampo elettromagneti o "vi ino" dell'antenna no 1.
Consideriamo un elemento dz0 dell'antenna no 2 he si trova a distanza z0 dai terminali
entrali. Sia Ez21 la omponente del ampo elettri o in idente parallela all'elemento dz0 .
Poi he onsideriamo le antenne onduttori perfetti, il ampo elettri o indotto in dz0
e:
Ezi = Ez21 (3:2:7)
in quanto la omponente tangenziale del ampo elettri o deve essere nulla. La forza elettro-
motri e indotta in dz0 e quindi Ez21dz0 . Se i terminali entrali sono orto ir uitati questa
forza elettromotri e ausera un usso di orrente attraverso i terminali he denoteremo on
dIs (s = short ir uit).

...
..
........
....
..................
dz. 0  Ez21 dz 0
... ...
.....
... ..
. ....................
... ....
..
......... ..............
... .....

z...0
. ...........
...
f:e:m: indotta
..
........
....
.....

.........
...

.......... .....
.
.
.
........
...... .... ..... 
....

dIs

g.3.2-3
Immaginiamo ora un'altra situazione in ui l'antenna no 2 e usata ome antenna
trasmittente. Una tensione V e appli ata ai terminali entrali ed una orrente I (z0 ) s orre
nell'antenna. Nell'elemento dz0 il suo valore e I2(z0 ). Dal teorema di re ipro ita si ha:
Ez21 dz 0
dIs
= I V(z0 ) (3:2:8)
2

da ui:
Ez21 dz 0
dIs = I2 (z 0 ) (3:2:9)
V
Z
Is = V1 Ez21 I2 (z 0 )dz 0 (3:2:10)
Poi he la tensione a ir uito aperto V21 e uguale al prodotto della orrente di orto
ir uito per l'impedenza dell'antenna Za2 si ha:
Z
Za2
V21 = Is Za2 = Ez21 I2 (z 0 ) dz 0 (3:2:11)
V

3-4
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Poi he Za2 = I V(0) risulta:


2

Z
V21 =
1 Ez21 I2 (z 0 ) dz 0 (3:2:12)
I2 (0)

e per la (3.2.1) Z
Z21 =
1 Ez21 I2 (z 0 ) dz 0 (3:2:13)
I1 (0)I2 (0)
L'equazione (3.2.13) esprime l'impedenza mutua in termini di un integrale del prodotto
della omponente parallela del ampo elettri o in idente per la funzione distribuzione di
orrente lungo l'antenna se questa fosse usata ome trasmittente. E hiaro quindi he per
il al olo della (3.2.13) i o orre onos ere la omponente del ampo Ez21.
Se le antenne sono vi ine, ome nei asi di maggiore interesse, o orre di volta in volta
pro edere al al olo del ampo elettromagneti o \near eld" .

3-5
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3.3 - Valutazione del ampo elettromagneti o "near eld" irradiato da una


antenna rettilinea di lunghezza nita on distribuzione sinusoidale di orrente

Consideriamo un'antenna rettilinea, alimentata simmetri amente, di lunghezza 2l. Ci


proponiamo di al olare il ampo elettromagneti o in un punto P he si trova ad una
distanza arbitraria dall'antenna.
Supponiamo l'antenna sottile in modo da poter porre:

I0 sin[k(l z 0 )℄ 0  z0 < l
I (z 0 ) = (3:3:1)
I0 sin[k(l + z 0 )℄ l < z0  0

Per il al olo dell'impedenza mutua di due antenne parallele bisogna onos ere la
omponente Ez del ampo elettri o sulla se onda antenna.
E onveniente utilizzare oordinate ilindri he in ui una delle oordinate e z.

z; z 0...........
.......
...

+l Æ
..
..
................
... ..........
..
..
...
R ..........
.......... 1
..........

P
.. ..........
.. ..........
...
... ..............
..
.. R ..... .
.........................
... ......... ...... ..
.... ... .
.. ........ ..... ...
.. ........ ........... .....
........ y
dz 0
........................................................................................
...........................
........
.
r ......
.
. .
..... ..
...
...
... .........
...... ...... ... ...................
.. .......... ...
. ............. ........
.. ... ........
 P
.. ......
......... ..
...........................................................................................................................  ... ........
.......
0
...
.
....
.. ...
..
. y ...
...
... .
.... .........
. . .......
.... .
... ..
.R
.... ..
... 2 .
..
...
. ...
..
.
x
.... ....
. .
.... .....
.. ...
... ...
. .
.... ....
l Æ ........
...
..

g.3.3-1

Dalla geometria di gura si hanno le seguenti relazioni:


p
(z z0 )2 + 2
R=
p
R1 = (z l)2 + 2
p (3:3:2)
R2 = (z + l)2 + 2
p
r = z 2 + 2

3-6
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L'espressione del potenziale vettore nel punto P e:


(Z Z )
I0 l
sin [k(l z 0 )℄ exp(+ikR) 0 0
sin [k(l + z0 )℄ exp(+ikR) dz0 =
Az = 4 R
dz +
R
0 l
(Z
I0 l
fexp [ik(l z 0 )℄
exp [ ik(l z0 )℄g exp(ikR) dz0 +
= 4 2iR
0
Z 0 
f exp [ ik(l + z 0 )℄ exp [ ik(l + z 0 )℄g exp(ikR) 0
+ 2iR dz =
l
( Z l Z l
I0 exp [ik(R z 0 )℄ 0 exp [ik(R + z0 )℄ dz0 +
= 8i exp (ikl) R
dz exp ( ikl)
R
0 0
Z 0 Z 
exp [ ik(R + z 0 )℄ 0 0
exp [ik(R z 0 )℄ 0
+ exp (ikl) dz exp ( ikl)
R
dz
R
l l
(3:3:3)
Ri ordiamo he:
~
H = 1 r
~ A
~ (3:3:4)
he in oordinate ilindri he diventa:
     
r~  A~ = 1 A z A 
e^ +
A Az
e^ +
1 
(A) A
e^z

  z z    

Nel nostro aso, poi he A~  (0; 0; Az ) non dipende da  in quanto il sistema e sim-
metri o rispetto all'asse z, si ha:
H~ = 1 Az e^ (3:3:5)

 
In parti olare, data la simmetria, possiamo porre il punto P nel piano yz senza ledere
le generalita.
Pertanto
H = H =
1 Az (3:3:6)
 x
 y
Sostituendo la (3.3.3) nella (3.3.6) si ha:
H = 8Ii
0
[exp (ikl) Q1 exp ( ikl) Q2 + exp (ikl) Q3 exp ( ikl) Q4 ℄ (3:3:7)
dove:
Z Z
Q1 =  l
exp[ik(R z0 )℄ dz0 Q2 =
 l
exp[ik(R + z0 )℄ dz0
y 0 R y 0 R
Z 0 Z 0 (3:3:8)
Q3 =  exp[ik(R + z0 )℄ dz0 Q4 =
 exp[ik(R z0 )℄ dz0
y l R y l R

3-7
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Consideriamo inizialmente la quantita Q1


Z
 l
exp[ik(R z 0 )℄
Q1 = dz 0 (3:3:8a)
y 0 R

E ettuiamo il seguente ambio di variabile


u=R z0 + z (3:3:9)
Dalla (3.3.9) si ha:
du dR 2(z z0) z 0 z + z0
dz 0
= dz 0 1= p 1= + zR 1 = R
= u
(3:3:10)
2 [(z z 0 )2 + y 2 ℄ R R R

Quindi:
Z   Z
Q1 =  u2
exp[ik(u z )℄ R
du = exp( ikz )
 u2
exp(iku) du (3:3:11)
y u1 R u y u1 u

dove:
= R1 l + z u2
(3:3:12)
=r+z u1
Utilizzando la regola di derivazione di un integrale de nito
 
Q1 = exp( ikz )
exp(iku2 ) u2 exp(iku1 ) u1 (3:3:13)
u y 2 u1 y

Osserviamo he:
u2
y
= Ry e u1
y
= yr (3:3:14)
1

Quindi:
 
Q1 = exp( ikz )
exp[ik(R1 l + z)℄ y exp[ik(r + z)℄ y =
R1 l + z R1 r+z r

= exp[ ik(R1 l)℄ y


R1 (l z ) R1
+ exp(ikr) y =
r+z r
(3:3:15)

= [R1 +R(l [Rz2)℄ exp[ ik(R1 l)℄


(l z) ℄2
y+
(r z) exp(ikr) y
r(r2 z 2 )
1 1

Poi he dalle (3.3.2) risulta:


R12 (l z )2 = y2 e r2 z2 = y2
3-8
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la (3.3.15) diventa:
  
Q =
1 1+ l z
exp[ik(R1 l)℄

1 z
exp(ikr) (3:3:16)
1
y R1 r
Con analogo pro edimento si dimostra he:
  
Q =
1 1 l z
exp[ik(R + l)℄
 
1 + zr exp(ikr) (3:3:17)
2 1
y R1
  
Q3 = 1 1 + l + z exp[ik(R l)℄  z
1 + r exp(ikr) (3:3:18)
2
y R2
  
Q4 = 1 1 l + z exp[ik(R + l)℄  z
1 r exp(ikr) (3:3:19)
2
y R2
Osserviamo he, per simmetria, Q3 si ottiene da Q1 s ambiando z on z e R1 on
R2 e analogamente Q4 da Q2 .
Sostituendo le (3.3.16)(3.3.19) nella (3.3.7), si ha:
I0
H = 4iy [exp(ikR1 ) + exp(ikR2) 2 os(kl) exp(ikr)℄ (3:3:20)
Cal oliamo adesso il ampo elettri o dalla equazione di Maxwell
r~  H~ = ~
i!E

da ui
~
E = 1r ~ H
~ (3:3:21)
i!
   
~
E = 1 H
e^
1 1 
(H) e^z (3:3:22)
i! z i!  
Nel piano yz ;  = y per ui si ha:
 
I0 ky  
Ez = 4!y i eikR1
R1
+ i Rky eikR2 2i ky
r
os kl e ikr
2

ioe: r  
I  eikR1 eikR2
os kl e r
ikr
Ez = i 0 + 2 (3:3:23)
4  R1 R2
Analogamente:
 
k(z l) ikR1
Ey = I0
4!y i
R1
e + i k(zR+ l) eikR2 2i kzr eikr os kl
2

ioe: r  
Ey = I
i 0
 (z l) ikR1
e + (z + l) eikR 2
2z os kl e r
ikr
(3:3:24)
4y  R1 R2

3-9
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Le equazioni (3.3.20), (3.3.23) e (3.3.24) i fornis ono le espressioni del ampo elet-
tromagneti o in un generi o punto arbitrariamente distante da un'antenna rettilinea di
lunghezza nita on distribuzione sinusoidale di orrente.
Per il aso parti olare di dipolo a mezz'onda, l = 4 otteniamo:

I0 
H = 4iy eikR1 + eikR 2

r  
I  eikR1 eikR2
Ez = i 0 + (3:3:25)
4  R1
(
R2
)
r
I  z 
z + 4 ikR2
Ey = i 0
4y  R1
4
eikR1 + R2
e

Dalle (3.3.20), (3.3.23) e (3.3.24) si possono ri avare le espressioni ben note dei ampi
far- eld.
3.4 - Impedenza mutua di antenne rettilinee parallele

Mediante le formule pre edenti e ora possibile impostare il al olo dell'impedenza


mutua fra due antenne parallele entrambe normali alla retta ongiungente i loro entri. Le
antenne abbiano spessore in nitesimo e sia d la loro distanza.

.......................................................
d .......................................................
.
......
....
. ............... ..
....... ...............
..
...
.............. R
............... 1
...............
..
..
...
...
.. ...............
.. ............... ..
.......
z ..
..
..
...
..
..
...
...
..
...............

.. ....
.
.. ...
.
.
ÆP
.............
.......
.............
..
..
..
...
..
.. .. ...
.. ..
... ...... ...
.. ....... ...
..
...
..
..
...
..
..
r ......
.
........
........ ... ...
..
..
...
..... ...
.. .. ........ ...
...
... .. ........ ...
..
..
.. ..
............... ..
. .
....
...
...  ........
.......
...
...
.

0
..
..
..
.
2l1 ........

........

...
...
. .....
 2l2
.....
... . ...
...
... ... ...
...
... .... ...
...
...
... ...
...
..
R 2 ...
...
...
... .
. ... ...
...
...
... . ...
... ... ...
... ... ...
... ..... ...
... . ...
... ... ...
...
...
. .
. ... ...
...
....... ... ...
. ... ...
.
........
.

g.3.4-1
3 - 10
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Dalla gura 3.4-1 si ha:


8 p
>
>
>
R1 = (z l1 )2 + d2
>
< p
>
R2 = (z + l1)2 + d2 (3:4:1)
>
>
>
: p
r= (z2 + d2)
Utilizzando la (3.2.13) si ha:
Z +l
Z21 =
1 2
Ez21 I2 (z )dz
I1 (0)I2 (0) l 2 (3:4:2)
I2 (z ) = I02 sin k(l2 jz j)
e per la (3.3.23)
r Z  
Z21 = I I
i 01 02
 1 +l2
eikR1
+ eikR2
sin k (l2 jzj) dz
2 eikr
os(kl1) r
4  I1 (0)I2 (0) l2 R1 R2
(3:4:3)
Ri ordiamo, per in iso, he Ez21 rappresenta il ampo generato dall'antenna 1 nei
punti dell'antenna 2.
r Z +l  ikR 
Z21 = i
I01 I02  1 e
+ eikR 2 1 2 ikr
2 os(kl1 ) e r sin k (l2 z ) dz
4  I1 (0)I2(0) 0 R1 R2
r Z 0  ikR 
I I
i 01 02
 1 e
+ eikR 1
sin k (l2 + z) dz
2 eikr
2 os(kl1) r
4  I1 (0)I2(0) l R1 R2
(3:4:4)
2

Poi he s ambiando z on z, r non muta ed R1 si s ambia on R2 , il se ondo integrale


risulta uguale al primo e, si ha:
r Z +l  ikR 
Z21 = 2i
I01 I02  1 e
+ ReikR 2
eikr 1
2 os(kl1) r sin k (l2 z) dz
2

4  I1 (0)I2(0) 0 R1 2
(3:4:5)
Appli ando le formule di Eulero:
 1 n h
sin k l2 z = 2i exp ik l2 z
i h
exp ik l2 z
io
(3:4:6)
si ha: r Z +l  ikR 
Z21 =
I01 I02  1 e eikR
+ R
2
eikr 1
2 os(kl1 ) r eik(l z) dz+
2
2
4  I (0)I (0) 1 2 R 0 1 2
r Z  
+ I01 I02  1 +l2
eikR1
+ eikR2
2 os(kl1 ) e r
ikr
e ik (l2 z)
dz =
4  I1 (0)I2 (0) 0 R1 R2
r Z +l2 ik (R1 
= I01 I02  1 e+ikl2 e z)
+ eik(R2 z)
2 eik(r
os(kl1) r
z)
dz
4  I1 (0)I2 (0) 0 R1 R2
r Z +l2 
I01 I02  1 e ikl2 eik(R1 +z) eik(R2 +z)
+2 os(kl1 ) e r dz
ik (r +z )

4  I1 (0)I2 (0) 0 R1 R2
(3:4:7)
3 - 11
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I primi tre integrali he gurano nell'espressione (3.4.7) sono del tipo


Z l2
eik(Rm z)
I1 (m) = dz (3:4:8)
0 Rm
ove sia posto: 8
>
>
R1 se m = l1
>
<
p
Rm = (z m)2 + d2 = > R2 se m = l1 (3:4:9)
>
>
:
r se m = 0
Assunta, in luogo della z, la nuova variabile u:
p
u = Rm z + m = (z m)2 + d2 z+m (3:4:10)
si ha, di erenziando rispetto a z:
!  
du = p
(z m)
1 dz = z m Rm
dz = u
dz (3:4:11)
(z m)2 + d2 Rm Rm

da ui:
Rm
dz = u
du (3:4:12)
Quindi la (3.4.8) diventa:
Z l2 Z Rm2
(l )
l2 +m
eik(Rm z+m) eiku
I1 (m) =e ikm
dz = e ikm
du =
Rm (0) u
0
Z k (Rm2
(l )
l2 +m)
Rm +m
(3:4:13)
eiku
= e ikm
(0) ku
d(ku)
k (Rm +m)

p p
essendo Rm(l ) = (l2
2
m)2 + d2 ed Rm(0) = m2 + d2 .
Z Z
os ku d(ku) sin ku d(ku) =
(l ) (l )
k (Rm2 l2 +m) k (Rm2 l2 +m)
I1 (m) = e ikm
ie ikm
(0)
k (Rm +m) ku (0)
k (Rm +m) ku
Z + 1 os ku d(ku) + e Z + 1 os ku d(ku)+
= e ikm
(0) ku
ikm
(l ) ku
k (Rm +m) k (Rm2 l2 +m)
Z Z
sin ku d(ku) + ie sin ku d(ku)
(l )
k (Rm2 l2 +m) k (R(0)
m +m)
ikm ikm
ie
0 ku 0 ku
(3:4:14)
Gli integrali he ompaiono nella (3.4.14) possono essere espressi mediante le seguenti
funzioni tabulate:
Z +1 Z x Z x
C (x) =
os(t)
dt = +ln(x)+
os( t) 1
dt S (x) =
sin(t) dt (3:4:15)
i i
x t 0 t 0 t

3 - 12
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essendo = 0:577215664901 la ostante di Eulero.


Pertanto possiamo s rivere:
h i h i
I1 (m) =e ikm
Ci k(Rm
(0)
+ m) e ikm
Ci k(Rm
(l2 )
l2 + m)
h i h i (3:4:16)
ie ikm
Si k(Rm
(l2 )
l2 + m) + ie ikm
Si k(Rm
(0)
+ m)
Gli ultimi tre integrali he gurano nella (3.4.7) sono del tipo
Z l2
eik(Rm +z)
I2 (m) = dz (3:4:17)
0 Rm
p
ove sia posto Rm = (z m)2 + d2 on m he assume i valori +l1 ; l1 ; 0.
Assunta, in luogo della z, la nuova variabile u:
p
u = Rm + z m= (z m)2 + d2 + z m (3:4:18)
si ha, di erenziando rispetto a z:
!  
du = p
(z m)
+1 dz = z m + Rm
dz = Ru dz (3:4:19)
(z m)2 + d2 Rm m

da ui:
dz = Rum du (3:4:20)
Quindi la (3.4.17) diventa:
Z (l )
k (Rm2 +l2 m)
eiku
I2 (m) =e ikm
d(ku) =
k (Rm
(0)
m) ku
Z
os ku d(ku) + ieikm Z sin ku d(ku) =
(l2 ) (l )
k (Rm +l2 m) k (Rm2 +l2 m)
=eikm
ku ku
Z
k (Rm
1
(0)
m)
Z 1
k (Rm
(0)
m) (3:4:21)
=eikm os ku d(ku) eikm
os ku d(ku)+
k (Rm
(0)
m) ku (l )
k (Rm2 +l2 m) ku
Z Z
sin ku d(ku) sin ku d(ku)
(l2 )
k (Rm +l2 m) k (R(0) m)
+ ie
m
ikm ikm
ie
0 ku 0 ku

Utilizzando le (3.4.15), possiamo esprimere la (3.4.21) nella seguente maniera:


I2 (m) = eikm Ci [k(Rm
(0)
m)℄ + eikm Ci [k(Rm
(l2 )
+ l2 m)℄+
(3:4:22)
+ ieikm Si [k(Rm(l ) + l2 2
m)℄ ieikm Si [k(Rm
(0)
m)℄

3 - 13
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Finalmente, l'espressione (3.4.7) si puo s rivere:


r 
Z21=
I01 I02  1 eikl2 e ikl1 C [k(R (0) + l )℄ e ikl1 C [k(R (l ) l + l )℄+
4  I1 (0)I2(0) i 1 1 i 1 2 2 1

ie ikl1 Si [k(R1 (l2 ) l2 + l1 )℄ + ie ikl1 Si [k(R1 (0) + l1 )℄ + eikl1 Ci [k(R2(0) l1 )℄+


eikl1Ci [k(R2 (l2 ) l2 l1 )℄ ieikl1 Si [k(R2 (l2 ) l2 l1 )℄ + ieikl1 Si [k(R2(0) l1 )℄+
2 os(kl1)Ci [kr(0)℄ + 2 os(kl1)Ci [k(r(l2) l2)℄ + 2i os(kl1)Si [k(r(l2) l2)℄+

2i os(kl1)Si [kr(0)℄ +
r 
I01 I02  1 e ikl2 eikl1 C [k(R (0) l )℄ eikl1 C [k(R (l ) + l l )℄+
4  I1(0)I2(0) i 1 1 i 1 2 2 1

ieikl1 Si [k(R1 (l2 ) + l2 l1 )℄ + ieikl1 Si [k(R1(0) l1 )℄ + e ikl1 Ci [k(R2 (0) + l1 )℄+


e ikl1
Ci [k(R2 (l2 ) + l2 + l1 )℄ ie ikl1
Si [k(R2 (l2 ) + l2 + l1 )℄+
+ ie ikl1
Si [k(R2 (0) + l1 )℄ 2 os(kl1)Ci [kr(0)℄ + 2 os(kl1)Ci [k(r(l2) + l2)℄+

+ 2i os(kl1)Si [k(r(l2) + l2)℄ 2i os(kl1)Si [kr(0)℄
(3:4:23)
Posto q p
R1 (0) = l12 + d2 = L1; R1 (l2 ) = (l2 l1 )2 + d2 = H1
q p
R2 (0) = l12 + d2 = L1; R2 (l2 ) = (l2 + l1)2 + d2 = H2 (3:4:24)
p q
r(0) = d2 = d; r(l2 ) = l22 + d2 = L2
la (3.4.23) si s rive:
r 
Z21 = I01 I02  1 eik(l2 l1 )
Ci [k(L1 + l1 )℄ eik(l2 l1 )
Ci [k(H1 l2 + l1 )℄
4  I1 (0)I2 (0)
ieik(l2 l1 )
Si [k(H1 l2 + l1 )℄ + ieik(l2 l1 )
Si [k(L1 + l1 )℄ + eik(l2 +l1 ) Ci [k(L1 l1 )℄
e ik (l2 +l1 )
Ci [k(H2 l2 l1 )℄ ieik (l2 +l1 )
Si [k(H2 l2 l1 )℄ + ie ik (l2 +l1 )
Si [k(L1 l1 )℄
2 os(kl1)e Ci (kd) + 2 os(kl1)e Ci [k(L2 l2 )℄ + 2i os(kl1)e Si [k(L2 l2)℄
ikl2 ikl2 ikl2

2i os(kl1)eikl Si (kd) + e ik(l l ) Ci [k(L1 l1)℄ e ik(l l ) Ci [k(H1 + l2 l1 )℄


2 2 1 2 1

ie ik(l l ) Si [k(H1 + l2 l1 )℄ + ie ik(l l ) Si [k(L1 l1 )℄ + e ik(l +l ) Ci [k(L1 + l1 )℄


2 1 2 1 2 1

e ik(l +l ) Ci [k(H2 + l2 + l1 )℄ ie ik(l +l ) Si [k(H2 + l2 + l1 )℄+


2 1 2 1

+ ie ik(l +l ) Si [k(L1 + l1)℄ 2 os(kl1)e ikl Ci (kd) + 2 os(kl1 )e ikl Ci [k(L2 + l2 )℄+
2 1 2 2


+ 2i os(kl1)e ikl2
Si [k(L2 + l2 )℄ 2i os(kl1)e ikl2
Si (kd)
(3:4:25)
3 - 14
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Per omodita di al olo, poniamo:


u0 =kd
u11 =k(L1 l1 ) v11 = k(L2 l2 )
u12 =k(L1 + l1 ) v12 = k(L2 + l2 ) (3:4:26)
u13 =k(H1 l2 + l1 ) v13 = k(H2 + l2 + l1 )
u14 =k(H1 + l2 l1 ) v14 = k(H2 l2 l1 )
La (3.4.25) si puo, allora, s rivere:
r 
Z21 =
I01 I02  1 ik (l l )
Ci (u12 ) eik(l l ) Ci (u13 ) ieik(l l ) Si (u13 )+
4  I1 (0)I2(0) e
2 1 2 1 2 1

+ ieik(l l ) Si (u12) + eik(l +l ) Ci (u11) eik(l +l ) Ci (v14) ieik(l +l ) Si (v14)+


2 1 2 1 2 1 2 1

+ ieik(l +l ) Si (u11 ) 2 os(kl1)eikl Ci (u0) + 2 os(kl1)eikl Ci (v11)+


2 1 2 2

+ 2i os(kl1)eikl Si (v11) 2i os(kl1)eikl Si (u0) + e ik(l l ) Ci (u11 )


2 2 2 1

e ik(l l ) Ci (u14 ) ie ik(l l ) Si (u14 ) + ie ik(l l ) Si (u11 )+


2 1 2 1 2 1

+ e ik(l +l ) Ci (u12 ) e ik(l +l ) Ci (v13) ie ik(l +l ) Si (v13)+


2 1 2 1 2 1

+ ie ik(l +l ) Si (u12) 2 os(kl1)e ikl Ci (u0 ) + 2 os(kl1)e ikl Ci (v12 )+


2 1 2 2


+ 2i os(kl1)e ikl2
Si (v12 ) 2i os(kl1)e ikl2
Si (u0 )
(3:4:27)
Sviluppando gli esponenziali omplessi he gurano nella (3.4.27) mediante la formula
di Eulero, si ha:
r 
Z21 =
I01 I02  1
4  I1(0)I2(0) [ os k(l2 l1) + i sin k(l2 l1 )℄Ci(u12 )
[ os k(l2 l1 ) + i sin k(l2 l1 )℄Ci(u13 ) i[ os k(l2 l1) + i sin k(l2 l1)℄Si (u13)+
+ i[ os k(l2 l1) + i sin k(l2 l1)℄Si (u12) + [ os k(l2 + l1) + i sin k(l2 + l1)℄Ci (u11)
[ os k(l2 + l1 ) + i sin k(l2 + l1 )℄Ci(v14 ) i[ os k(l2 + l1 ) + i sin k(l2 + l1)℄Si (v14 )+
+ i[ os k(l2 + l1) + i sin k(l2 + l1)℄Si (u11) 2 os(kl1)[ os(kl2) + i sin(kl2)℄Ci (u0)+
+ 2 os(kl1)[ os(kl2) + i sin(kl2)℄Ci (v11) + 2i os(kl1)[ os(kl2) + i sin(kl2)℄Si(v11 )
2i os(kl1)[ os(kl2) + i sin(kl2)℄Si (u0) + [ os k(l2 l1 ) i sin k(l2 l1)℄Ci (u11)
[ os k(l2 l1 ) i sin k(l2 l1 )℄Ci(u14 ) i[ os k(l2 l1) i sin k(l2 l1)℄Si (u14)+
+ i[ os k(l2 l1) i sin k(l2 l1)℄Si (u11) + [ os k(l2 + l1) i sin k(l2 + l1)℄Ci (u12)
[ os k(l2 + l1 ) i sin k(l2 + l1 )℄Ci(v13 ) i[ os k(l2 + l1 ) i sin k(l2 + l1)℄Si (v13 )+
+ i[ os k(l2 + l1) i sin k(l2 + l1)℄Si (u12) 2 os(kl1)[ os(kl2) i sin(kl2)℄Ci (u0)+
+ 2 os(kl1)[ os(kl2) i sin(kl2)℄Ci (v12) + 2i os(kl1)[ os(kl2) i sin(kl2)℄Si(v12 )

2i os(kl1)[ os(kl2) i sin(kl2 )℄Si (u0 )
(3:4:28)
3 - 15
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Posto:
Z21 = R21 + i X21 (3:4:29)
al oliamo separatamente la parte reale e la parte immaginaria della (3.4.28).
La parte reale e:
r 
R21 = I014I02  I (0)1I (0) os k(l2 l1)Ci (u12 ) os k(l2 l1)Ci (u13)+
1 2

+ sin k(l2 l1)Si (u13 ) sin k(l2 l1)Si (u12 ) + os k(l2 + l1)Ci (u11)
os k(l2 + l1 )Ci (v14) + sin k(l2 + l1 )Si (v14) sin k(l2 + l1)Si (u11)
2 os(kl1) os(kl2)Ci (u0 ) + 2 os(kl1) os(kl2)Ci (v11 ) 2 os(kl1) sin(kl2)Si (v11)+
+ 2 os(kl1) sin(kl2)Si (u0) + os k(l2 l1)Ci (u11 ) os k(l2 l1 )Ci (u14)
sin k(l2 l1)Si (u14 ) + sin k(l2 l1)Si (u11 ) + os k(l2 + l1)Ci (u12)
os k(l2 + l1 )Ci (v13) sin k(l2 + l1 )Si (v13) + sin k(l2 + l1)Si (u12)
2 os(kl1) os(kl2)Ci (u0 ) + 2 os(kl1) os(kl2)Ci (v12 ) + 2 os(kl1) sin(kl2)Si (v12)

2 os(kl1) sin(kl2)Si (u0)
(3:4:30)
Tenendo onto he:
2 os(kl1) os(kl2) = os k(l2 + l1 ) + os k(l2 l1 )
(3:4:31)
2 os(kl1) sin(kl2) = sin k(l2 + l1 ) + sin k(l2 l1 )

la (3.4.30) diventa:
r 
R21 = I014I02  I (0)1I (0) os k(l2 l1 )Ci (u12) os k(l2 l1)Ci (u13)+
1 2

+ sin k(l2 l1)Si (u13) sin k(l2 l1)Si (u12) + os k(l2 + l1)Ci (u11)
os k(l2 + l1)Ci (v14 ) + sin k(l2 + l1)Si (v14 ) sin k(l2 + l1 )Si (u11)
[ os k(l2 + l1 ) + os k(l2 l1 )℄Ci(u0 ) + [ os k(l2 + l1) + os k(l2 l1)℄Ci (v11 )
[sin k(l2 + l1 ) + sin k(l2 l1)℄Si (v11 ) + [sin k(l2 + l1) + sin k(l2 l1 )℄Si (u0)+
+ os k(l2 l1)Ci (u11) os k(l2 l1)Ci (u14 ) sin k(l2 l1)Si (u14 )+
+ sin k(l2 l1)Si (u11) + os k(l2 + l1)Ci (u12) os k(l2 + l1)Ci (v13 )
sin k(l2 + l1)Si (v13) + sin k(l2 + l1)Si (u12)
[ os k(l2 + l1 ) + os k(l2 l1 )℄Ci(u0 ) + [ os k(l2 + l1) + os k(l2 l1)℄Ci (v12 )+

+ [sin k(l2 + l1 ) + sin k(l2 l1 )℄Si (v12 ) [sin k(l2 + l1) + sin k(l2 l1 )℄Si (u0 )
(3:4:32)
3 - 16
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Raggruppando:
r h
R21 = I01 I02  1 Ci (u12 ) Ci (u13 ) Ci (u0 ) + Ci (v11 ) Ci (u14 ) +
4  I1 (0)I2(0)
i h
+ Ci (u11) Ci (u0 ) + Ci (v12 ) os k(l2 l1 ) + Ci (u11 ) Ci (v14 ) Ci (u0 ) +
i
+ Ci (v11) + Ci (u12) Ci (v13 ) Ci (u0 ) + Ci (v12 ) os k(l2 + l1)+
h .
+ Si (u13 ) Si (u12 ) Si (v11 ) + Si (u0 ) Si (u14 ) + Si (u11 ) + Si (v12 )
. i h .
Si (u0 ) sin k(l2 l1 ) + Si (v14 ) Si (u11 ) Si (v11 ) + Si (u0 )
. i 
Si (v13 ) + Si (u12 ) + Si (v12 ) Si (u0 ) sin k(l2 + l1 )
(3:4:33)
Sempli ando e ambiando di segno:
r h
R21 = I014I02  1 Ci (u13 ) + Ci (u14 ) + 2Ci (u0 ) Ci (u12 ) Ci (u11 )
 I1 (0)I2 (0)
i h
Ci (v11 ) Ci (v12 ) os k(l2 l1 ) + Ci (v14 ) + Ci (v13 ) + 2Ci (u0 )+
i
Ci (u12 ) Ci (u11 ) Ci (v12 ) Ci (v11 ) os k(l2 + l1)+
h i
+ Si (u14 ) Si (u13 ) + Si (v11 ) Si (v12 ) + Si (u12 ) Si (u11 ) sin k(l2 l1 )+
h i 
+ Si (v13 ) Si (v14 ) + Si (u11 ) Si (u12 ) + Si (v11 ) Si (v12 ) sin k(l2 + l1)
(3:4:34)
La parte immaginaria della (3.4.28) e:
r 
X21 =
I01 I02  1
4  I1 (0)I2(0) sin k(l2 l1)Ci (u12) sin k(l2 l1)Ci (u13)
os k(l2 l1 )Si (u13) + os k(l2 l1 )Si (u12) + sin k(l2 + l1 )Ci (u11)
sin k(l2 + l1 )Ci (v14) os k(l2 + l1)Si (v14 ) + os k(l2 + l1)Si (u11 )
2 os(kl1) sin(kl2)Ci (u0 ) + 2 os(kl1) sin(kl2)Ci (v11 )+
+ 2 os(kl1) os(kl2)Si (v11 ) 2 os(kl1) os(kl2)Si (u0 )+
sin k(l2 l1 )Ci (u11) + sin k(l2 l1 )Ci (u14) os k(l2 l1)Si (u14)+
+ os k(l2 l1 )Si (u11) sin k(l2 + l1 )Ci (u12) + sin k(l2 + l1 )Ci (v13)
os k(l2 + l1 )Si (v13) + os k(l2 + l1)Si (u12) + 2 os(kl1) sin(kl2 )Ci (u0)
2 os(kl1) sin(kl2)Ci (v12 ) + 2 os(kl1) os(kl2)Si (v12 )

2 os(kl1) os(kl2)Si (u0 )
(3:4:35)
3 - 17
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Tenendo onto delle (3.4.31), si ha:


r 
X21 = I014I02  I (0)1I (0) sin k(l2 l1)Ci (u12 ) sin k(l2 l1)Ci (u13 )
1 2

os k(l2 l1 )Si (u13) + os k(l2 l1 )Si (u12) + sin k(l2 + l1 )Ci (u11)
sin k(l2 + l1 )Ci (v14) os k(l2 + l1)Si (v14) + os k(l2 + l1)Si (u11)
[sin k(l2 + l1) + sin k(l2 l1)℄Ci (u0) + [sin k(l2 + l1 ) + sin k(l2 l1 )℄Ci(v11 )+
+ [ os k(l2 + l1) + os k(l2 l1)℄Si (v11) [ os k(l2 + l1 ) + os k(l2 l1 )℄Si(u0 )+
sin k(l2 l1 )Ci (u11) + sin k(l2 l1 )Ci (u14) os k(l2 l1 )Si (u14)+
+ os k(l2 l1 )Si (u11) sin k(l2 + l1 )Ci (u12) + sin k(l2 + l1 )Ci (v13)
os k(l2 + l1 )Si (v13) + os k(l2 + l1)Si (u12)+
+ [sin k(l2 + l1) + sin k(l2 l1)℄Ci (u0) [sin k(l2 + l1 ) + sin k(l2 l1 )℄Ci(v12 )+

+ [ os k(l2 + l1) + os k(l2 l1 )℄Si (v12 ) [ os k(l2 + l1 ) + os k(l2 l1 )℄Si (u0 )
(3:4:36)
Raggruppando:
r h
X21 = I01 I02  1 Si (u12 ) Si (u13 ) Si (u0 ) + Si (v11 ) Si (u14 ) +
4  I1 (0)I2(0)
i h
+ Si (u11 ) Si (u0 ) + Si (v12 ) os k(l2 l1 ) + Si (u11 ) Si (v14 ) Si (u0 ) +
i
+ Si (v11 ) + Si (u12) Si (v13 ) Si (u0 ) + Si (v12 ) os k(l2 + l1 )+
h .
+ Ci (u12 ) Ci (u13 ) + Ci (v11 ) Ci (u0 ) + Ci (u14 ) Ci (u11 ) Ci (v12 ) +
. i h .
+ Ci (u0) sin k(l2 l1 ) + Ci (u11 ) Ci (v14 ) + Ci (v11 ) Ci (u0 ) +
. i 
+ Ci (v13) Ci (u12 ) Ci (v12 ) + Ci (u0 ) sin k(l2 + l1)
(3:4:37)
Sempli ando e ambiando di segno:
r h
I I
X21 = 01 02
 1 Si (u13 ) + Si (u14 ) + 2Si (u0 ) Si (u12 ) Si (u11 )
4  I1 (0)I2 (0)
i h
Si (v11 ) Si (v12 ) os k(l2 l1 ) + Si (v14 ) + Si (v13 ) + 2Si (u0 )+
i
Si (u12 ) Si (u11 ) Si (v12 ) Si (v11 ) os k(l2 + l1)+
h i
+ Ci (u13 ) Ci (u14 ) Ci (v11 ) + Ci (v12 ) Ci (u12 ) + Ci (u11 ) sin k(l2 l1 )+
h i 
+ Ci (v14 ) Ci (v13 ) Ci (u11 ) + Ci (u12 ) Ci (v11 ) + Ci (v12 ) sin k(l2 + l1)
(3:4:38)
3 - 18
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Ri ordando he I1(0) e I2 (0) sono le orrenti ai terminali delle antenne, ioe per z = 0,
si ha:
I1 (0) = I01 sin(kl1 ) e I2 (0) = I02 sin(kl2 ) (3:4:39)
Per riferire l'impedenza al punto di alimentazione, poniamo:
I1 (0) I2 (0)
I01 = e I02 = (3:4:40)
sin(kl1) sin(kl2)
Si ha, in de nitiva:
r h
R21 =
1  1
4  sin(kl1) sin(kli2) Ci (u13) + Chi (u14) + 2Ci (u0) Ci (u12) Ci (u11)
Ci (v11 ) Ci (v12 ) os k(l2 l1 ) + Ci (v14 ) + Ci (v13 ) + 2Ci (u0 )+
i
Ci (u12 ) Ci (u11 ) Ci (v12 ) Ci (v11 ) os k(l2 + l1 )+
h i
+ Si (u14 ) Si (u13 ) + Si (v11 ) Si (v12 ) + Si (u12 ) Si (u11 ) sin k(l2 l1 )+
h i 
+ Si (v13 ) Si (v14 ) + Si (u11 ) Si (u12 ) + Si (v11 ) Si (v12 )
sin k(l2 + l1 )
r h
(3:4:41)
X21 =
1  1
4  sin(kl1 ) sin(kli 2) Si (u13) + Shi (u14) + 2Si (u0) Si (u12) Si (u11)
Si (v11 ) Si (v12 ) os k(l2 l1 ) + Si (v14 ) + Si (v13 ) + 2Si (u0 )+
i
Si (u12 ) Si (u11 ) Si (v12 ) Si (v11 ) os k(l2 + l1 )+
h i
+ Ci (u13 ) Ci (u14 ) Ci (v11 ) + Ci (v12 ) Ci (u12 ) + Ci (u11 ) sin k(l2 l1 )+
h i 
+ Ci (v14 ) Ci (v13 ) Ci (u11 ) + Ci (u12 ) Ci (v11 ) + Ci (v12 )
sin k(l2 + l1 )
(3:4:42)
Come aso parti olare al oliamo la parte reale e la parte immaginaria della mutua
impedenza fra due antenne rettilinee parallele quando esse hanno la stessa lunghezza ossia
quando l1 = l2 = l. In tal aso le relazioni (3.4.1), (3.4.24) e (3.4.26) diventano:
8 p
>
> R1 = (z l)2 + d2
> >
< p
>
R2 = (z + l)2 + d2 (3:4:43)
>
>
>
: p
r= (z2 + d2 )
p p
R1 (0) = l2 + d2
= L; R1 (l) = =dd2
p p
R2 (0) = l2 + d2 = L; R2 (l) = (2l)2 + d2 = H (3:4:44)
p p
r(0) = d2 = d; r(l2 ) = l2 + d2 = L

3 - 19
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=kd u0
=k(L l) = u1
u11 v11 = k(L l) = u1
=k(L + l) = v1
u12 v12 = k(L + l) = v1 (3:4:45)
=kd = u0
u13 v13 = k(H + 2l) = u2
=kd = u0
u14 v14 = k(H 2l) = v2
Con queste posizioni, le equazioni (3.4.41) e (3.4.42) diventano, rispettivamente:
r
2   h i
R21 = sin kl os kl Si (u2 ) 2Si (v1 ) Si (v2 ) + 2Si (u1 )
4 sin2 (kl)
1 os(2kl)h2C (u ) 2C (u ) + 2C (v ) i (3:4:46)
Ci (u2 ) Ci (v2 )
2 i 1 i 0 i 1
h i
Ci (u1 ) 2Ci (u0 ) + Ci (v1)
r
2   h i
X21 = sin kl os kl C ( u ) + 2 C ( v ) + C (v ) 2 C ( u )
4 sin2(kl) i 2 i 1 i 2 i 1

1 os(2kl)h2S (u ) 2S (u ) + 2S (v ) S (u ) S (v )i (3:4:47)
2 i 1 i 0 i 1 i 2 i 2
h i
Si (u1 ) 2Si (u0) + Si (v1 )
E onveniente trasformare le (3.4.46) e (3.4.47) in una forma piu utile per i al oli
(trasformare Ci in Cin ).
Come sappiamo si ha:
Ci (x) = C + ln x Cin (x) (3:4:48)
Z x
essendo C (x) = 1 os  d .
in

0
Sostituendo la (3.4.48) nella (3.4.46) e (3.4.47) si ha:
r
2   h i
R21 = sin kl os kl S ( u ) 2S (v ) S (v ) + 2 S ( u )
4 sin2 (kl) i 2 i 1 i 2 i 1

1 os(2kl)h2. .
C + 2 ln(u1 ) 2Cin (u1 ) 2C 2 ln(u0 ) + 2Cin (u0 )+
2 . . i
Æ
+ 2C + 2 ln(v1 ) 2Cin (v1 ) C ln(u2 ) + Cin (u2) C ln(v2 ) + Cin (v2 )
hÆ Æ Æ i
C + ln(u1 ) Cin (u1 ) 2C 2 ln(u0) + 2Cin (u0 ) + C + ln(v1) Cin (v1 )
(3:4:49)
3 - 20
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r
2   h Æ Æ
X21 = sin kl os kl 2C + 2 ln(v1 ) 2Cin (v1 ) 2C 2 ln(u1)+
4 sin (kl)
2
i
Æ Æ
+ 2Cin (u1) + C + ln(v2 ) Cin (v2 ) C ln(u2 ) + Cin (u2) + (3:4:50)
1 os(2kl) 2S (u ) 2S (u ) + 2S (v ) S (v ) S (u ) +
h i
2 i 1 i 0

i 1 i 2 i 2

h i
Si (u1 ) 2Si (u0 ) + Si (v1 )

Ri ordando he
u0 = kd ; u1 = k(L l) ; u2 = k(H + 2l)
v1 = k(L + l) ; v2 = k(H 2l)
si ha:    
2| ln(u1) 2 ln(u0 )+ 2{zln(v1 ) ln(u2) ln(v2}) = ln u +ln uv1 +ln(u1v1 ) ln(u2 v2 )=
u1
0 0
   
= ln uu1 v2 1 + ln uu1 vv1 =
0 2 2
 2   2 
= ln L d2 l + ln HL2 l2
2

4l2 =
 2  2
= ln d2 + ln dd2 = 0
d

analogamente:
     
u1 v1 u1 v1
ln(
|
u1 ) 2 ln(u0 ) + ln(v1 ) = ln
{z } u0
+ ln u0
= ln u20
=0
in ne:  2   
2 ln(v1 ) 2 ln(u1{z v1 v2 ( L + l)2 (H 2l)
) + ln(v2) ln(u2}) = ln u2 u = ln (L l)2 (H + 2l) =
| 1 2
 
= ln ((LL + ll))2 ((HH + 24ll)2) = ln (L (Ll)+2(H
l )2 d2
2 2 2

+ 2l)2 =
= 2 ln (L (Ll)(+Hl)+d 2l) = 2 ln (H (L + l)2
+ 2l)d
Ne segue he la (3.4.46) e (3.4.47) si s rivono:
r
2   h i
R21 = sin kl os kl S ( u ) 2 S ( v ) S ( v ) + 2 S ( u 1 +
)
4 sin2(kl) i 2 i 1 i 2 i

1 os(2kl)h 2C (u ) + 2C (u ) 2C (v ) + C (u ) + C (v )i+ (3:4:51)


2 in 1 in 0 in 1 in 2 in 2
h i
Cin (u1 ) + 2Cin (u0 ) Cin (v1 )

3 - 21
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r
2   h
X21 = sin kl os kl 2Cin (v1 ) + 2Cin (u1 ) Cin (v2 ) + Cin (u2)+
4 sin2(kl)
( L + l)2 i 1 h
+ 2 ln (H + 2l)d 2 os(2kl) 2Si (u1 ) 2Si (u0 ) + 2Si (v1 ) Si (v2 ) Si (u2 ) +
i

h i
Si (u1 ) 2Si (u0 ) + Si (v1 )
(3:4:52)
Determiniamo, ora, al uni valori parti olari di Z12 .

Supponiamo, ad esempio, he sia l = (2n + 1) 4 , ioe la lunghezza dell'antenna sia


uguale ad un numero dispari di semilunghezze d'onda; ioe:

kl = (2n + 1) (3:4:53)
2
Ne segue os(kl) = 0 e os(2kl) = 1.
La (3.4.51) e (3.4.52) si s rivono:
p  
R21 = 
Cin (u2 ) + Cin (v2 ) 2Cin (u0) (3:4:54)
4
p  
X21 = 
2Si (u0 ) + Si (v2) + Si (u2) (3:4:55)
4
p p
Ri ordiamo he: u0 = kd ; u2 = k[ 4l2 + d2 + 2l℄ ; v2 = k[ 4l2 + d2 2l℄
Per d = 0 =) u0 = 0 ; u2 = 4kl ; v2 = 0 (3:4:56)
Sostituendo le (3.4.56) nella (3.4.54) e nella (3.4.55) e ri ordando he Cin (0) = Si (0) =
0, si ha nel aso del vuoto:
 
  
R = 30Cin 4k(2n + 1) 4 = 30Cin 2(2n + 1)
 
 
(3:4:57)

X = 30Si 4k(2n + 1) 4 = 30Si 2(2n + 1)

In parti olare per n = 0 ioe 2l = 2 (antenna a mezz'onda) si ha:


R = 30Cin (2 ) = 30  2; 44 ' 73; 2 Ohm
(3:4:58)
X = 30Si (2 ) = 30  1; 42 ' 42:6 Ohm

Le (3.4.58) sono le ben note formule per la resistenza e la reattanza di


un'antenna rettilinea os illante a mezz'onda.
3 - 22
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Riportiamo di seguito il listato del programma in ambiente Matlab "IMPEDENZA.m"


he al ola la mutua impedenza fra due antenne rettilinee e parallele, poste ad una distanza
d. Le semilunghezze delle due antenne sono, rispettivamente, l1 ed l2 . Si tratta di una
funzione he a etta in ingresso, ome parametri, le semilunghezze delle due antenne e
la distanza a ui esse si trovano e restituis e la mutua impedenza omplessa fra le due
antenne.
Nel programma in ambiente Matlab le funzioni Si(x) e Ci(x) sono osi de nite:
Si (x)  sinint(x) e Ci (x)  osint(x) (3:4:59)

IMPEDENZA.m
fun tion [Z 12℄ = impedan e(l 1,l 2,D)
%Costanti fondamentali
mu 0 = 4*pi*10^(-7); % H/m
epsilon 0 = 8.854*10^(-12); % F/m
%Permeabilita magneti a relativa del mezzo
mu r = 1;
%Costante dielettri a relativa del mezzo
epsilon r = 1;
%Parametri del mezzo
mu = mu 0*mu r;
epsilon = epsilon 0*epsilon r;
%De nizione delle grandezze ausiliarie
u 0 = (2*pi)*D;
u 11 = (2*pi)*(sqrt((l 1)^2+(D)^2)-l 1);
u 12 = (2*pi)*(sqrt((l 1)^2+(D)^2)+l 1);
u 13 = (2*pi)*(sqrt((l 2-l 1)^2+(D)^2)-l 2+l 1);
u 14 = (2*pi)*(sqrt((l 2-l 1)^2+(D)^2)+l 2-l 1);
v 11 = (2*pi)*(sqrt((l 2)^2+(D)^2)-l 2);
v 12 = (2*pi)*(sqrt((l 2)^2+(D)^2)+l 2);
v 13 = (2*pi)*(sqrt((l 2+l 1)^2+(D)^2)+l 2+l 1);
v 14 = (2*pi)*(sqrt((l 2+l 1)^2+(D)^2)-l 2-l 1);
%Cal olo della resistenza mutua
R 12 = (((sqrt((mu)/(epsilon)))/((4*pi)*(sin(2*pi*l 1))*(sin(2*pi*l 2))))*(...
(( os(2*pi*(l 2-l 1)))*( osint(u 13)+ osint(u 14)+2* osint(u 0)-...
osint(u 12)- osint(u 11)- osint(v 11)- osint(v 12)))+...
(( os(2*pi*(l 2+l 1)))*( osint(v 14)+ osint(v 13)+2* osint(u 0)-...
osint(u 12)- osint(u 11)- osint(v 12)- osint(v 11)))+...
((sin(2*pi*(l 2-l 1)))*(sinint(u 14)-sinint(u 13)+sinint(v 11)-...
sinint(v 12)+sinint(u 12)-sinint(u 11)))+...
((sin(2*pi*(l 2+l 1)))*(sinint(v 13)-sinint(v 14)+sinint(u 11)-...
sinint(u 12)+sinint(v 11)-sinint(v 12)))));
%Cal olo della reattanza mutua
3 - 23
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X 12 = (((sqrt((mu)/(epsilon)))/((4*pi)*(sin(2*pi*l 1))*(sin(2*pi*l 2))))*(...


(( os(2*pi*(l 2-l 1)))*(sinint(u 13)-sinint(u 12)-sinint(v 11)+...
2*sinint(u 0)+sinint(u 14)-sinint(u 11)-sinint(v 12)))+...
(( os(2*pi*(l 2+l 1)))*(sinint(v 14)-sinint(u 11)-sinint(v 11)+...
2*sinint(u 0)+sinint(v 13)-sinint(u 12)-sinint(v 12)))+...
((sin(2*pi*(l 2-l 1)))*(- osint(u 12)+ osint(u 13)- osint(v 11)+...
osint(u 11)- osint(u 14)+ osint(v 12)))+...
((sin(2*pi*(l 2+l 1)))*(- osint(u 11)+ osint(v 14)- osint(v 11)+...
osint(u 12)- osint(v 13)+ osint(v 12)))));
%Impedenza mutua
Z 12 = R 12 + i*X 12;

Nei gra i seguenti riportiamo l'andamento della mutua resistenza e della mutua reat-
tanza fra antenne di eguale lunghezza.

3 - 24
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Mutua resistenza e mutua reattanza


fra due antenne a mezz'onda parallele
100
80 ................R21
.......
.....
.....
60 ....
....
....
....
....
....
....
40 ...
... .............
... ..... ......
R21 ..
..
........ ....
....
. ....
X21 ..... ...... ....
20 ..
.
..
..
. .
...
...
.
.
....
....
.... ...................................
.. ... .... ................ ..............................
X21.. . .
.... .... .
...
.......... .....................
.
... .. .... ..
..
. .. .. .........
.. ..... .....
0 .... ....
....
.
....
......
.. ..... ..
...
..
.
.
....
.
..
.
. .
. .. .. .. .... .. . .........
......
.. .... . .
..... .
... .. .
.... .
.............. ...
.. ..... .....
.. ..... ............ .
.......
20 ..
.. ......
.........
.
.......
.......................................
... .............
. ....

..
..
.
40 ..
..

0.0 0.2 0.4 0.6 0.8 1.0 1.2 1.4


d=
Mutua resistenza fra due antenne
parallele di eguale lunghezza
100 ............ l=0:275
......
.....
....
....
....
80 ...
...
...
...
...
...
...
60 l....
=0 :
........225 
...
...
...
..... ...
... ...
.. ...
40 l...=0 : 20
.............. 
........ .....
.....
...
. ...
...
..
..... ..... .....
R21 .... ... ...
... . ..
... ... ...
20 ... ... ..
... ... ...
... .. ... . ...........
...............................
............. .........
.......
.
... ..... . .
........ ... . ........ ................................... ...........
. ... .
... .... .... .... .
........
...... .
........................................ ...............................
.....................
..........
0 ......
..........
............ ..
..
..
..
.
..
.
.
..
..
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
............
.............
........
..
... ............. ... .
.. .
....
.. .
..
.
. .
.
... ... ............. .....
..
. ..
. .
.
... ..... ....................................... .......
... ..
.... ........................
20 ....
..... ..
.
....
.....
..... .....
........ .....
..................................
40
0.0 0.2 0.4 0.6 0.8 1.0 1.2 1.4
d=

3 - 25
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Mutua reattanza fra due antenne


parallele di eguale lunghezza
60 ..
.. l=0:20 l=0 ............:...275
. 
..
.
..
.......... ..............
.. . .....
40 ..
..
.. ..
..
....
...
.....
....
....
... .
. ...
.. .
. l=0 . ... ...:.225 ....
.. .... ............ ........
....
...
...
..
20 ..
..
.. ......
.
..
. .
..
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
..
..
....
..
..
..... ...... .... .. .. ..
....
..
....
.
...
........ ... ......
.
..
.
.
.
.
..
.
....... ... ......
. ... .........................
............
.. .... .
.............
. .
...
. .. .. . ... . ........
. .................... .............. .... ............ ...........
.. .....
.
. ............
. ..................................................................
0 ... ..... ...
...... ...
.
. .
.......
............
..................
. . .. ..
.. ..
..
..
.........
..........................
.
..
........
. .
.... .................... .
... .. .
... .... .......... ....................................................
...
.
.
....
..
................. ..
.....
......
X21 20 ..
.
.
...
.....
......
.......... .
..
..................................
.
..
.
...
.
.
.
...
...
40 .
.
...
..
.
.
.
...
...
60 .
...
...
.
.
...
...
.
80 ...
..
.
.
..
..
...
100
0.0 0.2 0.4 0.6 0.8 1.0 1.2 1.4
d=

3 - 26
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3.5 - Al une onsiderazioni prati he sulle antenne rettilinee

Si de nis e lunghezza risonante di un'antenna rettilinea, ad una data frequenza, la


lunghezza in orrispondenza della quale, l'impedenza dell'antenna e puramente resistiva.
Questa de nizione e analoga a quella di un ir uito risonante; alla frequenza di riso-
nanza l'impedenza d'ingresso del ir uito e una resistenza.
Come abbiamo gia visto la lunghezza di risonanza di un'antenna rettilinea non e
esattamente eguale ad un multiplo intero di semilunghezza d'onda.
Nel aso di antenne di diametro nito, la lunghezza di risonanza dipende dal diametro
dell'antenna. La urva piena di gura rappresenta il fattore per ui si deve moltipli are
la lunghezza di un dipolo a mezz'onda in libero spazio per ottenere la lunghezza si a
di un dipolo risonante a mezz'onda in funzione del rapporto fra la semilunghezza d'onda
ed il diametro dell'antenna. Si osservi he al diminuire della lunghezza per ottenere la
risonanza, la resistenza d'ingresso diminuis e.

1.00 70 R
F e
a s
t i
t
o
0.98 ...
.....
.....
...
............................................
.. ... ... ... ..........................
..... ... .................................................................. 65 s
t
r ..
.................................
...
... e
e ............................... ... ..... n
............................. ... ... ... ......
.
..
..
...
........................ ... .
. z
0.96 60
...
..
.. ...
m ............ ... .....
. ... a
o . ... ... ...
.
.. ..... ..
. .
.
........
l ...... ..... d
t .. i
........
i
0.94 55
.. r
p Resistenza i
l s
i o
n
a
t 0.92 50 a
n
z
i a
v
o
0.90 (Ohm)

102 103 104


semilunghezza d0 onda =diametro del onduttore

g.3.5-1

Larghezza di banda e Q di un'antenna


L' \IEEE Standard Di tionary of Ele tri al and Ele troni s Terms" de nis e la lar-
ghezza di banda di un'antenna ome l'intervallo di frequenze entro le quali il rendi-
mento dell'antenna, rispetto ad al une aratteristi he, orrisponde ad uno
\standard spe i o" . Le aratteristi he di riferimento possono essere il pattern di
radiazione oppure l'impedenza. Per l'ultima, he e generalmente piu sensibile alla fre-
quenza, uno standard utile e he il \voltage standing wave ratio" (VSWR) sia minore di
2. Se l'impedenza dell'antenna e Za e l'impedenza aratteristi a della linea di trasmissione
3 - 27
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alimentante l'antenna e Z0, allora il \ oeÆ iente di ri essione per la tensione"  e


=
(Za Z0 ) (3:5:1)
(Za + Z0 )
Si de nis e VSWR la quantita:
S=
1 + jj (3:5:2)
1 jj
Dalla teoria delle linee di trasmissione, la per entuale della potenza
 ri essa 
e uguale a
jj  100 e la per entuale della potenza trasmessa e uguale a 1 jj  100. Un VSWR di
2 2

2 orrisponde ad una potenza ri essa dell'11:1% ome si puo veri are dalla (3.5.2). Consi-
deriamo un'antenna rettilinea di lunghezza risonante onnessa ad una linea di trasmissione
he ha una impedenza aratteristi a eguale all'impedenza d'ingresso dell'antenna alla fre-
quenza di risonanza. La variazione della resistenza nella regione attorno alla risonanza
e relativamente pi ola paragonata alla variazione nella reattanza. Conseguentemente
la prin ipale ausa di variazione del VSWR e la variazione della omponente reattiva
dell'impedenza dell'antenna al variare della frequenza. Un'antenna he ha una relativa-
mente bassa variazione della reattanza on la frequenza avra una piu ampia larghezza di
banda.
Come esempio onsideriamo un dipolo lungo 0.5m, alimentato al entro da una linea di
trasmissione di impedenza aratteristi a Z0 = 72 Ohm. Il valore del VSWR ome funzione
della frequenza e mostrato in gura 3.5-2 per due valori del raggio dell'antenna.
15
13 ...
...
...
..
..
..
..

11
..
.. .
.. ..
..
.. . ...
.. .
.. ...
.. ..
.. ...
9
.
V . .
.. ...
.. ...
..
S .
..
.. ...
.....

W ..
.. ...
...
...

R 7 .. . .
...
.. a=0:0001 m ...
..
. .....
.
.. ....
.. ....
..
.. . ......
.
....
5 ..
..
..
... .
....
..
....
....
.......
... .... .............
..... ..............
...
... ... a =0 : 005 m .
.....
...
.................
.
... ...........
... .... ................
3 ............
.........
........
...
...
...... ....
... ....
....
...........
.
..........
......
.................
..............
..........
............ ... ..... ...........
........... ....
.... .
.. ...... .............................
............ .... ...
... .......... ..
..
............ .... ..........................
1
.............
......................... ................................................................
................ ..

250 270 290 310 330 350


 (M Hz )

g.3.5-2
3 - 28
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Per il dipolo on raggio a = 0:005m, la frequenza di risonanza e 285 MHz e la larghezza


di banda e ir a il 16%. Per un'antenna piu sottile on raggio uguale a a = 0:0001m la
frequenza di risonanza e 294 MHz e la larghezza di banda e ir a l'8%.
Come in un ir uito risonante, l'impedenza dell'antenna presenta una omponente
reattiva appena la frequenza di alimentazione deva dalla frequenza di risonanza.
Il fattore di qualita Q di un'antenna e de nito in modo simile al Q di un ir uito
risonante serie avente elementi di ir uito a ostanti on entrate.
Esso puo essere trovato al olando o misurando la resistenza d'ingresso R e la reattanza
X a qual he frequenza prossima a quella di risonanza. Per variazioni di frequenze inferiori
al 5% di quella di risonanza, Q e dato on suÆ iente a uratezza dalla formula
X
Q= (3:5:3)
2nR
dove n e la di erenza per entuale, espressa ome numero de imale, fra la frequenza di
risonanza e la frequenza alla quale X e R sono misurate o al olate. Come nel aso del
ir uito risonante, Q e una misura della selettivita dell'antenna.
Per un dipolo a mezz'onda, il valore approssimato di Q varia da ir a 14 per L=a =
2500 a ir a 8 per L=a = 50000.

3 - 29
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3.6 - Metodi di alimentazione di un'antenna dipolare


Prin ipi generali
Nell'alimentazione di un'antenna sono da prendere in onsiderazione due fattori.
Primo, l'antenna deve presentare un ari o adattato alla linea di trasmissione. I
vantaggi di una impedenza adattata sono: (1) non vi e potenza ri essa; (2) in assenza di
onde stazionarie, la perdita dovuta alla dissipazione e minima; (3) l'impedenza d'ingresso
della linea e indipendente dalla frequenza e dalla sua lunghezza; (4) e evitato il problema
del \breakdown" del dielettri o e dell'e essivo alore asso iato ad un elevato VSWR.
Il valore del VSWR he puo essere tollerato e, naturalmente, dipendente dalla appli-
azione parti olare.
Come regola generale, il sistema puo essere onsiderato adattato se il
VSWR non supera 1.5.
L'altra onsiderazione e he quando l'antenna e onnessa alla linea di trasmissione,
le orrenti risultanti sulla linea devono essere bilan iate; ioe, ogni onduttore dovrebbe
trasportare orrente uguale ma opposta.
Se la distanza fra i onduttori e molto piu pi ola di una lunghezza d'onda, la radia-
zione emessa da una linea trasportante orrente bilan iata e tras urabile. Vi eversa uno
sbilan iamento della orrente sulla linea puo essere signi ativo. Questa radiazione non e
desiderata in quanto apovolge le aratteristi he radianti dell'antenna.
Metodi di adattamento
1) Alimentazione diretta e trasformatore a quarto d'onda
Un'antenna onnessa ad una linea di trasmissione deve avere una lunghezza pari alla
sua lunghezza di risonanza in modo tale he la sua impedenza e resistiva.
In prati a si omin ia a ostruire un'antenna piu lunga di quella ri hiesta. Essa allora
viene onnessa ad un generatore di segnale via una linea di trasmissione e viene misurata
la sua impedenza alla frequenza designata. Questo puo essere fatto o direttamente on
un misuratore di ammettenza o indirettamente misurando il VSWR sulla linea o lo shift
della posizione di tensione massima relativo al aso in ui la linea e orto ir uitata. Per
un'antenna piu lunga della lunghezza di risonanza, la sua impedenza Za onterra una
omponente reattiva. Gli estremi dell'antenna sono allora tagliati no a quando non si
ottiene un valore resistivo puro per Za .
Talvolta e possibile onnettere l'antenna direttamente alla linea di trasmissione. Per
esempio un dipolo a mezz'onda risonante ha una impedenza di ir a 70 Ohm. Se esso
e onnesso ad una linea bi lare di 75 Ohm, nessun adattamento e ne essario. Se, vi e-
versa, e utilizzata una linea di impedenza aratteristi a di 300 Ohm, o orre un dispositivo
adattatore di impedenza per esempio un trasformatore a quarto d'onda.
L'impedenza aratteristi a di un trasformatore a quarto d'onda e la media geometri a
dell'impedenza dell'antenna Za e dell'impedenza aratteristi a della linea di trasmissione
Z0 : p
Z=4 = Za Z0 (3:6:1)
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L'impedenza aratteristi a ri hiesta puo essere ottenuta s egliendo gli appropriati va-
lori per la distanza ed il diametro dei onduttori. E da notare he, poi he le linee di
trasmissione sono essenzialmente senza perdite alle alte frequenze, Z=4 e Z0 sono numeri
reali ed un trasformatore a quarto d'onda puo essere ottenuto solo se Za e reale. Questo
sara il aso di un'antenna risonante.
2) Sistemi di alimentazione shunt feeds
Vi sono modi di ottenere adattamento senza bisogno di utilizzare una linea adattante
ome un trasformatore a quarto d'onda.
Questi sono basati sul fatto sperimentale he l'impedenza presentata fra due qualsiasi
punti simmetri amente posti rispetto al entro di un dipolo a mezz'onda senza al un gap
al entro dipendera dalla distanza fra i punti. Piu grande e la separazione, piu alto sara
il valore dell'impedenza. I sistemi di alimentazione he utilizzano questo prin ipio sono
onos iuti ome \shunt feeds", ed in ludono l'adattamento a delta, i dipoli piegati e
gli adattamenti a T e Gamma.
Adattamento a delta { Nell'adattamento a delta mostrato in gura 3.6-1, una linea
terminante a ventaglio (delta) e usata per a oppiare l'antenna e la linea di trasmissione.
Le estremita del \delta" sono unite ai punti equidistanti dal entro dell'antenna. Cos
onnessa l'impedenza terminante della linea dipendera dalle dimensioni A e B .

.................................................................................
L ................................................................................
...................................
A .................................
..................................................................................................................................................................................
... . .
... ... ........
... ... .....
...
... ....
.
.
... ...
...
...
...
... ...
...
... B.
... ... ...
... ... .
........
... .
.... ..
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ...
... ..
...... ......
... ..

Sistema di adattamento a delta

g.3.6-1
Sperimentalmente, per a oppiare un sempli e dipolo a mezz'onda ad una linea di 600
Ohm, la distanza A fra gli estremi del delta e ir a 0:12 mentre la distanza B e ir a
0:15.
Dipoli piegati (Folded dipoles) { Un altro modo di adattare una antenna di bassa
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impedenza ad una linea di trasmissione ad alta impedenza e quello di dividere l'antenna


in due o piu onduttori paralleli on la linea di trasmissione onnessa al entro di uno
soltanto di essi. Un \folded dipole" a due onduttori e ostituito da due onduttori di
eguale lunghezza posti parallelamente l'uno all'altro e uniti insieme agli estremi ome
mostrato in gura 3.6-2.

Dipolo piegato

.......................
... ...
.. ..
.. ..
... ...
.. ..
.. ..
... ..
...

..........................................................................................
... ..
. ...
...... ...... ..
......... ..
.......................................................................................... ...
... ...
. ..
.... ..
. ...
.... ..
.. ..
... ..
.....................

Evoluzione di una linea di trasmissione orto ir uitata verso un 0 f olded0 dipolo

.......................
.. .... .... ..
.......... ..... .. ..
.. ....
.. ..
.. ...
.=4... ... .................. .. ... .. ...
... .... ............ .. ..... =4..
.............=4........................=4.............. .... . . .
... ... ... ... ...
...
.
. . .. ... .. ....
.... ....... .. ..... ...... .. .. .. ..
.................................................................................................................................... ........................................... .. ....
.. ....
.. ....................................... ... ....
... ... ... ... ..... . .
. .. ... ... .. ...
... ... ... ... ..... . ....... .. ...
............................................................................................................................
... . . . . . . ........................................... .. ..
.. .... ....................................... .. ...
.... .......
... ........ ... ... ..... ....... ......... .. .. .. ...
.. ... .. ..
..
... ... ....... .... . .
.
........ ... ............. .. ... .. ...
.. .. ... .. ..
.. ... .. ...
distribuzione spaziale ..... ...
........................
della orrente

a) b) )

g.3.6-2

Esso e e itato al entro di uno dei due onduttori. Una spiegazione qualitativa della
distribuzione della orrente su un dipolo piegato puo essere ottenuta pensando il dipolo
ome generato da una linea di trasmissione bi lare. Consideriamo un dipolo piegato a
mezz'onda. Consideriamo, altres, la linea di trasmissione orto ir uitata ome in gura
3.6-2a). Comin iamo a piegare la linea nel modo mostrato in gura 3.6-2b). Quando
l'antenna e ompletamente piegata otteniamo la on gurazione di gura 3.6-2 ), he e
quella nale. Assumendo he la distribuzione di orrente sia la stessa di quella della linea
di trasmissione orto ir uitata otteniamo la stessa distribuzione sinusoidale di orrente
su ias uno dei onduttori. Il diagramma di radiazione prodotto dal dipolo piegato sara
identi o a quello prodotto da un dipolo a mezz'onda per orso da una intensita doppia di
orrente. Ne segue he la potenza irradiata e pari a quattro volte quella irradiata da un
dipolo sempli e. Conseguentemente per un dipolo piegato a mezz'onda la resistenza di
radiazione e 4  73 = 292 Ohm. Un dipolo piegato a tre onduttori e mostrato in gura
3.6-3b. In generale per un dato numero di onduttori, la divisione di orrente fra essi e
3 - 32
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governata dai diametri dei onduttori e dalla distanza fra essi. In parti olare, per due
onduttori ostituenti un dipolo piegato a mezz'onda di raggi a1 e a2 e distanti d, dove a1
e il raggio del onduttore alimentato, si dimostra (Harrison e King) he:

Zin = (1 + f )2ZD (3:6:2)


dove ZD e l'impedenza di un ordinario dipolo a mezz'onda di raggio a, ed f e il fattore di
divisione della orrente. Se a1 e a2 sono molto minori di d, ome generalmente avviene, f
e approssimativamente dato da:

f
ln(d=a1)
' ln( (3:6:3)
d=a ) 2

Per lo spe iale ma importante aso in ui i due onduttori hanno eguale raggio, il
fattore f e 1. L'impedenza d'ingresso e quattro volte quella di un ordinario dipolo. La
larghezza di banda di un dipolo piegato e maggiore di quella di un sempli e dipolo.

raggio a1
. .
........
................................................................................................................................................
......... .......................................................................................................................................................................................................
........
..
d
...
........
. .............................................................................................................................. .............................................................................................................................
........
............................................................................................................ ...............................................................................................................
. .......
....... ....... ..
... ...
F eed raggio a2
a)
raggio a1
. .
.......
...........................................................................................................................
.......... ............................................................................................................................................................................................................................
.......
..
.
d
...
.......
. .............................................................................................. ..............................................................................................
..........
....................................................................................................... .......................................................................................................
. ........................ .........................
....... .......
.. ........ ........ ..
.. ..
d F eed raggio a2
...
........
......... ....................................................................................................................................................................................................................
..............................................................................................................................................................................................................................................................................
.......
b) raggio a3
..

a) dipolo piegato ostituito da due onduttori


b) dipolo piegato ostituito da tre onduttori

g.3.6-3
Adattamenti a T e Gamma { Una disposizione he in parte omprende l'adattamento
3 - 33
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a delta ed in parte il dipolo piegato e l'adattamento a T mostrato in gura 3.6.4a.


.......................................................
L ......................................................

.........................................................................................................................
..............................................................................................................................................................................................................................................................................................................
. .. . ..
..... ................................................ ...............................................
B .......... ............................................................................................. A .................................................................................................
. ................................................... ...................................................

linea. di alimentazione
..............

a) Sistema di adattamento a T

...............................................................................................................................................................................................................................................................................
....................................................................................................................................... ......................
.......... .. . .......
................................. ............................ .................. ...................................................
.......... .. ...... ....... .. .........
................................................. ........................ .................................. .......................................
.. . ......
. .
.....
C C

b) Sistema di adattamento a T on in serie a


pa itori per eliminare la reattanza residua

................................................................................................................................................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.. .. .
... ........ ........
..........................................................................................................
................................ ............................
..... ..... . .
.............. ... C
...........
.......
...........
........
........ Cavo oassiale
......... ......
....................
.......
........
...
...........
........

) Sistema di adattamento a Gamma

g.3.6-4
I diametri dei onduttori, la distanza B e la distanza A determinano l'impedenza
d'ingresso vista dalla linea. Si dimostra he l'impedenza ha una omponente reattiva he
puo essere variata aggiustando la lunghezza dell'antenna o inserendo una apa ita di valore
opportuno in serie ai terminali d'ingresso, ome mostrato in gura 3.6-4b). Il dispositivo
mostrato in gura 3.6-4 ) e onos iuto ome adattamento a Gamma. E una versione non
bilan iata dell'adattamento a T ed e utile per alimentazione on avo oassiale.
Fine del Cap.3
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