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Micro 2

Il documento discute la teoria di Sommerfeld sulla propagazione elettromagnetica, focalizzandosi sui vettori di Hertz e sulla loro applicazione per descrivere i campi elettromagnetici in mezzi isotropi. Viene presentata una serie di equazioni che dimostrano come le soluzioni del potenziale vettoriale possano generare campi elettromagnetici conformi alle equazioni di Maxwell. Inoltre, si esplora lo sviluppo del campo irradiato in onde cilindriche elementari, con un'analisi delle equazioni d'onda e delle soluzioni associate.

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Il documento discute la teoria di Sommerfeld sulla propagazione elettromagnetica, focalizzandosi sui vettori di Hertz e sulla loro applicazione per descrivere i campi elettromagnetici in mezzi isotropi. Viene presentata una serie di equazioni che dimostrano come le soluzioni del potenziale vettoriale possano generare campi elettromagnetici conformi alle equazioni di Maxwell. Inoltre, si esplora lo sviluppo del campo irradiato in onde cilindriche elementari, con un'analisi delle equazioni d'onda e delle soluzioni associate.

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||||||||||| S.

Barbarino - Appunti di Mi roonde |||||||||||

Cap. 2
Teoria di Sommerfeld sulla propagazione super iale
2.1 - Vettori di Hertz, o potenziali di polarizzazione
Si e visto he l'integrazione delle equazioni di Maxwell si puo ridurre alla determi-
nazione di un potenziale vettore e di un potenziale s alare, i quali in un mezzo omogeneo
soddisfano ad uno stesso tipo di equazione di erenziale. E stato dimostrato da Hertz e
da Augusto Righi (1901) he e possibile de nire un ampo elettromagneti o mediante
una sola funzione vettoriale.
Ci si limiti per ora alle regioni interne ad un mezzo isotropo e omogeneo in ui non vi
siano ne orrenti di onduzione ne ari he libere.
Le equazioni del ampo si ridu ono allora al sistema omogeneo:
~
Ia r~  E~ + tB = 0
 
IIIa r~  B~ = 0
~
IIa r~  H~ tD = 0
 
IVa r~  D~ = 0
~
Si ponga A~ =  t e  = r~  ~ , dove ~ e un vettore da determinare he prende il
nome di vettore di Hertz.
Di onseguenza:
~ ~
~    ; E~ = r  2
 
B~ = r ~ r ~ 
~  2 (2:1:1)
t t

Sostituendo le (2.1.1) nella IIa si ha:
!
~ ~
r~  r~  t  ~ ~ ~ 
t
r r   + 
  2
t t2
=0

he si puo s rivere:
!
 ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~   2

t
r  r   r r   +  2 = 0
t
(2:1:2)

La Ia) e la IIIa) sono identi amente soddisfatte dalle (2.1.1).


An he la IVa) e soddisfatta dalla 2a delle (2.1.1); infatti sostituendo si ha:
  ~
 2
r~  r~ r~  ~ ~
r
t2
=0 (2:1:3)
2-1
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Ri ordando he r~  ~ = , la (2.1.3) diventa:


r~  r~  +  t2 = 0
2
(2:1:4)
he e pienamente soddisfatta in quanto rappresenta l'equazione alla quale deve soddisfare
il potenziale s alare.
Pertanto ogni soluzione dell'equazione vettoriale (2.1.2) determina un
ampo elettromagneti o per mezzo delle relazioni (2.1.1), soddisfa ioe alle equa-
zioni di Maxwell.
La (2.1.2) si puo s rivere:
2~
~ +    = ostante
 
r~  r~  ~ ~r r~ 
 t2
(2:1:5)
Il valore parti olare della ostante non in uis e sulla determinazione del ampo, e si e
pertanto liberi di porla uguale a zero.
Ri ordando he r~  r~  ~ = r~ r~  ~ r2 ~ la (2.1.5) si s rive:
2~
r2~  t2 = 0 (2:1:6)
Dato he i vettori D~ e B~ sono solenoidali in una regione senza ari he, si puo ostruire
un'altra soluzione della forma:
~

A~  =   = r~  ~  (2:1:7)
t
~ 2~ 
D ~  
~ = r ~ =r
H ~r ~    
~  (2:1:8)
t t2
dove ~  e una qualsiasi soluzione della (2.1.6).
Si puo infatti veri are fa ilmente he le equazioni di Maxwell sono soddisfatte.
Da questi risultati si puo on ludere he il ampo elettromagneti o nell'interno della
regione in ui  e  siano ostanti,  e J~ eguali a zero, puo essere risolto in due ampi
parziali, l'uno derivato dal vettore ~ e l'altro derivato dal vettore ~  . L'origine di questi
ampi gia e all'esterno di questa regione.
2.2 - Sviluppo del ampo irradiato in onde ilindri he elementari
Supponiamo di avere una sorgente mono romati a la ui dipendenza temporale e e i!t
e s riviamo i ampi in funzione del vettore di Hertz
~= k r
2
E~ = r
~r~ 
~ + k2 
~ ; H ~ 
~ (2:2:1)
i!
dove k2 = !2 .
2-2
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S riviamo le (2.2.1) in oordinate ilindri he ri ordando he:


r~  ~ = 1  (r ) + 1   +  z
r r r
r  z
(2:2:2)
Inoltre se  e una qualunque funzione s alare si ha:
r~  =   e^ + 1   e^ +   zb
r r
r  
z
(2:2:3)
Ne segue:
 
 1 1   +  z + k2
Er = ( r r ) + r (2:2:4)
r r r r  z
 
E =
1  1 1    z
(rr ) + r  + z + k2  (2:2:5)
r  r r
 
 1 1    z
Ez = ( rr ) + + + k2 z (2:2:6)
z r r r  z
Analogamente per il ampo magneti o si ha:
 
k2 1  z  
H = r (2:2:7)
i! r  z
 
k  r  z
2
H = (2:2:8)
i! z r
 
k2   r 1
Hz = (r)  r (2:2:9)
i! r
Consideriamo l'equazione d'onda per il vettore ~
2~
r2 ~    = 0 t2
(2:2:10)
In oordinate ilindri he e nel aso he ~ abbia tutte e tre le omponenti si ha:
   
2~  2    2  r
r  = r r r2 r2  ebr + r  r2 + r2  eb + r2 z zb (2:2:11)
2 r 2  

essendo:  
r = r r r r + r12 2 + z2
1   2 2
2
(2:2:12)
Supponiamo adesso he ~ = z (r; ; z)zb ioe il potenziale di Hertz abbia soltanto la
omponente lungo l'asse z, in tal aso la (2.2.10) diventa:
1  r  z  + 1  2z +  2 z   2z = 0 (2:2:13)
r r r r2 2 z 2 t2
2-3
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he nel aso di dipendenza temporale del tipo e i!t si ridu e a:


1  r  z  + 1  2z +  2z + k2  = 0 (2:2:14)
z
r r r r2 2 z 2
on k2 = !2  e he si separa fa ilmente imponendo:
z (r; ; z) = f1(r)f2()f3(z) (2:2:15)
Sostituendo si ha:
 
f2 f3
1 d df1
r + 1 f f d2 f2 + f f d2f3 + k2 f f f = 0 (2:2:16)
r dr dr r2 1 3 d2 1 2
dz 2 1 2 3

Dividendo per f1f2f3 si ottiene


1 1 d r df1  + 1 1 d2 f2 + 1 d2f3 + k2 = 0 (2:2:17)
f1 r dr dr r2 f2 d2 f3 dz 2
Il primo, il se ondo e il quarto termine non dipendono dalla variabile z, mentre il terzo
termine dipende solo da z ed e indipendente da r e da ; quindi una variazione di z non
puo in uire sugli altri termini e pertanto il terzo termine deve essere ostante se la (2.2.10)
deve essere identi amente soddisfatta per qualsiasi valore di z. Ossia:
1 d2f3 = h2 (2:2:18)
f dz 2
3

La ostante arbitraria h2 e stata s elta negativa per omodita.


Sostituendo il terzo termine della (2.2.17) on h2 e moltipli ando per r2 si ha:
1 1 d r df1  + 1 1 d2 f2 h2 + k2 = 0 (2:2:19)
f1 r dr dr f2 r2 d2
1 r d r df1  + 1 d2 f2 + (k2 h2 )r2 = 0 (2:2:20)
f1 dr dr f2 d2
he si separa in:  
d df1  2  
r r
dr dr
+ k h2 r2  2 f1 = 0 (2:2:21)
d2 f2
d2
+  2 f2 = 0 (2:2:22)
alla quale aggiungiamo la:
d2 f3
dz 2
+ h2 f3 = 0 (2:2:23)
2-4
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Si badi he nella (2.2.22)  2 deve essere s elto intero per he la soluzione deve essere
periodi a in .
La soluzione parti olare della (2.2.23) e f3 = eihz dove h e, in generale, omplessa.
Analogamente la soluzione della (2.2.22) e f2 = ei . Se il ampo deve essere ne es-
sariamente una funzione periodi a di ,  puo assumere solo i valori interi n = 0; 1; 2;   ,
se d'altra parte si e interessati ad un settore dello spazio limitato, per esempio, dai piani
 = 1 e  = 2 , allora, in generale, si dovranno assegnare a  valori non interi.
Nel nostro aso s egliamo f2() = ei on  intero positivo o negativo.
L'equazione
p (2.2.21) ammette ome soluzioni le funzioni ilindri he ir olari di argo-
mento k2 h2 r; ioe: p 
f1 = Z k h r2 2

dove  e l'ordine della funzione.


Per vedere he la (2.2.21) e e ettivamente
p l'equazione di Bessel, e ettuiamo un am-
biamento di variabili ponendo:  = k h r ioe
2 2

df1 df1 d p 2 2 df1


=
dr d dr
= k h d (2:2:24)
os la (2.2.21) diventa:  
d df1 
 
d d
+ 2  2 f1 = 0 (2:2:25)
he si puo s rivere:
d2 f1 df 
2
d 2
+  1 + 2  2 f1 = 0
d
(2:2:26)
e, an ora, dividendo per 2
 
d2 f1 1 df1 2
+
d2  d
+ 1 f =0
2 1
(2:2:27)
he, ome sappiamo, e la famosa equazione di Bessel di ordine  .
Quindi la soluzione del nostro problema e:
p 
ei J k2 h2 r eihz i!t (2:2:28)
p 
i
e H (1)
k h r eihz i!t
2 2 (2:2:29)


La (2.2.28) si appli a a domini niti in ludenti r = 0, mentre a grandi distanze dalla


sorgente si deve utilizzare la (2.2.29).
Se  = 0 il ampo e simmetri o attorno all'asse z (non dipende da ).
Se h = 0 la propagazione e puramente radiale.
Nel nostro aso i ampi sono simmetri i e per onseguenza  = 0.

2-5
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2.3 - E etto della terra sulla propagazione delle radio-onde


Le stori he esperienze di Guglielmo Mar oni, del 1901, hanno provato la possibilita di
omuni azione mediante le onde radio, fra due lo alita qualsiasi della terra.
Cer heremo di render i onto del me anismo se ondo il quale si attua la propagazione
delle onde radio e, in parti olare, ome le onde elettromagneti he possano seguire la ur-
vatura terrestre.
Sulla propagazione delle onde radio, qualora si ammetta l'atmosfera omogenea, e fon-
damentale una memoria pubbli ata nel 1909 da A. Sommerfeld il quale suppone la terra
piana ( ioe tale da o upare un semispazio, l'altro semispazio e o upato dall'atmosfera)
on ondu ibilita nita (il aso di ondu ibilita in nita si tratta agevolmente ol metodo
delle immagini).
Il primo problema he Sommerfeld a ronto fu quello di un dipolo hertziano verti ale
ollo ato sulla super ie terrestre onsiderata, ome abbiamo detto, ome un piano di
ondu ibilita nita.
L'asse del dipolo oin ide on l'asse z di un sistema di oordinate ortogonali e il piano
z = 0 rappresenta la super ie della terra.
Tutti i punti per ui z < 0 gia iono all'interno della terra, la ui ostante !
di propa-
gazione e k1 . La ostante di propagazione dell'aria nella regione z > 0 e k2 = . Un punto
di osservazione e individuato
p dalle oordinate ilindri he r; ; z e la sua distanza radiale
dall'origine e: R = r + z
2 2

z.....
.......
........
... . ..
.... .....................
...... ......
...... ... ...
.....
....
........
..
...
.
.
.
P
............................... .
......
...
.... Aria: k22 = !2= 2
....
..
..
z.. r
...
...
.....
...
.
.....
........ ....... ....... ....... ..............
......
 (r; ; z)
z
..
.. .. .......
... ......
..... ........ .
.. .. .... ........ ..
.. .....
........
...
.......
.......
...........................................
.
..
R
.
.

...
. ..
.
..... ..... ...... . .
......................................................
.
......................................................................................................................................... y . . . .
...
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... .................. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
..
... ..................... .. . ......
.... ........ .... .. ..
..... .......... .......... ..
.
...... ...... ....... .
..
.. .....
 r
...
.... . .. ..
.
....... .
.
...
..
..
.
...
....
. ..
.
............
.....
.....
.... Coordinate ilindri he Terra: k12 = !21 1 + i1 1 !
x
g.2.3-1
Al dipolo elettri o verti ale, os situato, asso iamo un vettore di Hertz per ias un
mezzo; siano essi ~ 1 e ~ 2 diretti, per quanto abbiamo visto, se ondo l'asse del dipolo.
Si ha, ioe:
~ 1 = 1z z^ per 1 < z  0 (2:3:1)
~ 2 = 2z z^ per 0  z < +1 (2:3:2)
2-6
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Essi, nei loro orrispondenti semispazi soddisfano all'equazione di Helmholtz s alare


non omogenea
 
r + k 1z = kip Æ(x)Æ(y)Æ(z)

2 2
1 per z  0 (2:3:3)
1 1
 
 ip
r + k2 2z = k  Æ(x)Æ(y)Æ(z)
2 2
per z  0 (2:3:4)
2 2

essendo p = Il.
Le due soluzioni devono soddisfare alle ondizioni al ontorno per z = 0. Ri ordiamo
he s r
 01 
1 = e 2 = 2 (2:3:5)
 1  2

La soluzione delle equazioni di erenziali di ui sopra si puo esprimere nella seguente


maniera:
1z =01z + 11z (2:3:6)
2z =02z + 12z (2:3:7)
dove 01z e un integrale parti olare della
 prima equazione e 11z e una soluzione della
orrispondente equazione omogenea: r2 + k12 1z = 0, 02z e un integrale parti olare
della se onda equazione e 12z e una soluzione della orrispondente equazione omogenea.
Le funzioni 01z e 02z sono s elte in modo he esse rappresentino i potenziali di Hertz
relativi ad un dipolo elettri o verti ale immerso in un mezzo omogeneo illimitato.
Si ha ioe:
01z = 4kip  e R = i!p 1 e
ik R 1 1 ik R 1 1

4k12 R1 (2:3:8)
1 1 1

02z = 4kip  e R = i!p 2 e


ik R 2 2 ik R 2 2

4k22 R2 (2:3:9)
2 2 2

Cal oliamo, ora, l'integrale generale della omogenea asso iata. Abbiamo visto he, nel
aso di simmetria attorno all'asse z, la soluzione e:
p 
z = J0
1
k 2 h r eihz e
2 i!t (2:3:10)
dove h e un parametro da determinare.
Conviene s egliere ome parametro
2 = k2 h2 (2:3:11)
piuttosto he h, quindi: p
z = J0 (r)ei k2 2 z e
1 i!t (2:3:12)
2-7
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p
Il segno della radi e ih = i k2 2 va s elto in modophe i ampi si annullino per
z = 1, io si puo ottenere imponendo he la parte reale di i k2 2 sia sempre positiva.
Naturalmente, data la linearita della equazione di Helmholtz, la soluzione generale
della omogenea asso iata e:
Z 1 p
z = f ()J0 (r)ei k  z d (2:3:13)
1 2 2

Allora le ondizioni all'origine e all'in nito sono soddisfatte da un vettore di Hertz


dis ontinuo, le ui omponenti radiali e azimutali sono nulle e la ui omponente se ondo
l'asse z e:
q
1 1
Z 1 + 2 k12z d
1z = i!p
4k R e
2
ik R + 1 1
f1 ()J0 (r)e z<0 (2:3:14)
1 1 0
q
2 1
Z 1
2z = i!p
4k R e
2
ik R + 2 2
f2 ()J0 (r)e
2 k22 z
d z>0 (2:3:15)
2 2 0

Vediamo, adesso, di trovare quali devono essere le ondizioni al ontorno sul piano
z = 0.
Ris riviamo le omponenti del ampo elettri o e del ampo magneti o nel aso in ui
il vettore di Hertz e puramente assiale (z )
 2 z  2 z
E =
r ; E =0 ; E =  + k2  z (2:3:16) z
rz z 2
k2  z
Hr = 0 ; H = ; Hz = 0 (2:3:17)
i! r
Supponendo he 1 = 2 = 0 , si ha, nel piano z = 0, la ontinuita delle ompo-
nenti tangenziali dei ampi:
 2 1z  2 2z  
rz
= rz
e k12 1z = k22 2z (z = 0)
r r
(2:3:18)
Poi he queste relazioni valgono per tutti i valori di r, possono essere integrate rispetto
ad r.
Le funzioni e le loro derivate si annullano per r ! 1 osi he la ostante di inte-
grazione deve essere nulla.
Le ondizioni al ontorno si ridu ono alle:
 1z  2z
z
= z
; k2  = k2  1 1z(z = 0)2 2z (2:3:19)
Per imporre le ondizioni al ontorno (2.3.19) e onveniente esprimere \l'onda primaria
 eikR 
R
" in un integrale di Fourier.
Per questo fa iamo uso del teorema di Fourier-Bessel:
2-8
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Se f (r) e unapfunzione tale he per r ! 1 essa tende a zero in modo he


l'integrale di f (r) r onverga assolutamente, si ha:
Z 1 Z 1
f (r ) = d df ()J0()J0 (r) (2:3:20)
0 0

Per f (r) prendiamo la funzione e r , la (2.3.20) si s rive, quindi:


ikr

eikr
Z 1 Z 1
r
= dJ0 (r) deik J0 () (2:3:21)
0 0

Sostituiamo alla funzione di Bessel J0() la sua rappresentazione integrale data da:
i nZ +
Jn () = ei os  + in d (2:3:22)
2 

Nel nostro aso si ha:


Z
J0 () =
1 +
ei os  d (2:3:23)
2 

Ne segue, quindi:
Z 1 1 Z + Z 1
deik J 0 () = dei(k+ (2:3:24)
)
2  d
os

0 0

D'altra parte si ha:


Z
dei(k+ = i(k + 1 os ) ei(k+ os ) +
os )
(2:3:25)
Per valutare l'integrale (2.3.25) fra i limiti di integrazione assegnati (0; 1) o orre
analizzare il parametro k osservando he, nel aso di un mezzo dielettri o perfetto, esso e
reale.
Per he l'integrale (2.3.25) si annulli al limite superiore o orre he k sia omplesso e
la sua parte immaginaria sia positiva.
In realta nel nostro aso abbiamo due situazioni diverse: k1, he e la ostante di
propagazione del mezzo 1 he e la terra, e omplesso; k2 , he e la ostante di propagazione
del mezzo 2 he e l'aria, e reale, in quanto la supponiamo dielettri o perfetto.
Allo s opo di eseguire l'integrazione, si puo assegnare all'atmosfera una pi olissima
onduttivita, he si puo poi, dopo aver al olato l'integrale, porre uguale a zero.
Ne segue, quindi, he:
Z 1
dei(k+ os ) =
1 (2:3:26)
0 i(k +  os )
2-9
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Pertanto, l'integrale (2.3.24) si s rive:


Z 1 1 Z +
1
deik J0 () = (2:3:27)
0 2i  (k +  os ) d
L'integrale al se ondo membro della (2.3.27) equivale ad una integrazione lungo un
ir uito hiuso.
Poniamo u = ei =) du = iei d = iud ; d = du iu
. Si ha:
1 Z +
d
= 1 Z +
d
=
2i  k +  os 2i 
k+
ei + e i

I 2 I (2:3:28)
= 21i 
(1
du
+ u2 )
 =
1 du
 2ku + (1 + u2 )
iu k + 
2u
Considerando he: 2ku + (1 + u2 ) = u2 + 2ku +  = (u u1 )(u u2 ) dove u1 e u2
sono le radi i dell'equazione u2 + 2ku +  = 0, possiamo s rivere:
1 Z + d = 1 I
du
(2:3:29)
2i  k +  os  (u u1 )(u u2 )
Poi he il modulo di u e uguale a 1, il ammino di integrazione e la ir onferenza di
raggio 1 on entro nell'origine del piano omplesso u.
Le radi i u1 e u2 sono:
p p2 2
k + k2 2 k k 
u1 = u2 = (2:3:30)
 
 
e, poi he il loro prodotto e l'unita  , u1 ade all'interno del er hio ed u2 all'esterno.
Ne segue, quindi, he per il teorema dei residui di Cau hy:
I
du
= 2i (2:3:31)
(u u1 )(u u2 ) u1 u2
Si ha quindi he: Z 1
deik J0 () =
2i (2:3:32)
0 (u u ) 1 2

he per le (2.3.30) si puo s rivere:


Z 1 2i
deik J0 () = " p # = p 21 (2:3:33)
k 2 2  k2
 2
0


2 - 10
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Per onseguenza: Z 1
eikr pJ0 (r)
r
= d (2:3:34)
0 2 k2
ikR
La (2.3.34) rappresenta l'e itazione primaria e R su tutto il piano z = 0 ome somma
di onde ilindri he elementari, le ui ampiezze sono espresse dalla funzione (2 k2 ) 1=2.
Dalla (2.3.12) si dedu e immediatamente una rappresentazione in un punto qualsiasi:
Z 1 p
eik R
1 1 J0 (r)e  k z 2 2

= z<0 (2:3:35)
1
p d
R1 2 k12
0
Z 1 p
eik R
2 2 J0 (r)e  k z 2 2

= z>0 (2:3:36)
2
p d
R 2 2 2
0  k2
Pertanto, il vettore di Hertz del ampo risultante e, dalla (2.3.14) e (2.3.15):
Z 1( )
p k z
i!p0 p 
1z = 4k12 2 k12 1 + f (  ) J 0 (r ) e d z < 0 (2:3:37) 2 2
1

0
Z 1( )
p k z
i!p0 
2z = p
4k22 2 k22 2 + f (  ) J 0 (r ) e d z > 0 (2:3:38) 2 2
2
0

dove le funzioni f1() e f2 () devono essere determinate dalle ondizioni al ontorno
(2.3.19) he qui ris riviamo:
 1z  2z
z
= z ; k12 1z = k22 2z (z = 0) (2:3:19)
Per he sia veri ata la prima delle (2.3.19) dobbiamo e ettuare la derivata parziale
rispetto a z delle (2.3.37) e (2.3.38).
Per sempli are i al oli osserviamo he la prima parte dell'integrale (2.3.37) e (2.3.38)
ikR
altro non e he il ampo primario e R e per esso si puo fa ilmente veri are he:
 
 eikR p
z R
=0 dove R= r2 + z 2 (2:3:39)
z =0

La prima delle (2.3.19) si s rive, quindi:


q q
 2 k f () + 2 k22 f2 () = 0
2
1 1 (2:3:40)
La se onda delle (2.3.19) da ome risultato:
i!p0 p  i!p0 p 
4  k1
2 2
+ k 2
1 f1 () =
4  k2
2 2
+ k22 f2 () (2:3:41)

2 - 11
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he si puo s rivere:
i!p0 p  i!p0 p 
k12 f1 () k22 f2 () = (2:3:42)
4 2 k22 4 2 k12
Risolvendo il sistema dato dalla (2.3.40) e dalla (2.3.42) si ha:
p
0 2 k22
i!p0 p  i!p0 
p k22
4  pk2
2 2 4 p  k12
2
f1 () = =
2 k12 2 k22
k12 k22
p p !
i!p0 i!p0  2 k22 i!p0 2 k22
1 +
4  + 4 p  p
2 k12 i 4 2 k12
= h p p = h p p i =
k22 2 k12 + k12 2 k22 k22 2 k12 + k12 2 k22
  p p ! 8 9

=  i!p 0  2 k
p
2
2 2 k 2
1
<
: h
1 i
=
4 2 k12
p
k22 2
p
k12 + k12 2 k22 ;
(2:3:43)
Analogamente
  p p ! 8 9

f2 () = 
i!p0  2 k
p
2
1 2 1 k 2
2
<
: i h
=
4 2 k22
p
k22 2 k12 + k12 2 k22 ;
p

(2:3:44)
Sostituendo le espressioni (2.3.43) e (2.3.44) nella (2.3.37) e (2.3.38) si trova:
" #
i!p0 1
Z
 1
p
2 k12
p
2 k22 p k z
1z = 4 p + p p J ( r )e d = 2 2
1
2 k12 k12 k22 2 k12 + k12 2 k22
0

p
0

i!p0 k22 + k12 1 J0 (r)e  k z


Z 2 2

= 4 k2 (z < 0) (2:3:45)
1
d
N
1 0
p
i!p0 k12 + k22 1 J0 (r)e  k z
Z 2 2

2z = 4 k2 (z > 0) (2:3:46)


2
d
2 0 N
q q
dove N = k  k + k 2 k22 e il famoso \denominatore di Sommerfeld".
2
2
2 2
1
2
1
In questo modo si ottiene una soluzione formale in funzione di integrali de niti espri-
menti il vettore di Hertz del ampo risultante in tutti i punti sopra e sotto la super ie.

2 - 12
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2.4 - Dipolo verti ale ad un'altezza h dal suolo


Supponiamo adesso he l'antenna dipolare verti ale si trovi ad un'altezza h dal suolo

......
.........................
...... ............
.
... ...............
..
Aria
..
h ..
..
..
...
..
. . . . . . . . . . . . . . .
.. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. ..
.
......................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . z=0
Terra

g.2.4-1
Distinguiamo tre regioni:
 Aria z > h: in questa regione, la soluzione dell'equazione di Helmholtz e data an-
ora dalla somma di un integrale parti olare e dell'integrale generale dell'omogenea
asso iata.
Abbiamo, ioe, il ampo primario he diventa singolare per z = h ; r = 0 (la posizione
del dipolo) e il ampo se ondario he e dovuto alle orrenti indotte nel suolo ed e regolare
dappertutto.
In analogia on la formula (2.3.36) possiamo s rivere:
p
i!p0 1 J0 (r)e  k (z h)
Z 2 2

primario = 4k2 (z > h) (2:4:1)


2
p d
2 2
2 0  k2
ed in analogia on la (2.3.15):
Z 1 p
se ondario = f2 ()J0 (r)e 2 k22 (z +h) d (z > h) (2:4:2)
0

Perp onvenienza, abbiamo moltipli ato la funzione integranda della (2.4.2) per il fat-
tore e  k h ; io e stato possibile per he e una funzione di  e quindi verra tenuto onto
2 2
2

di questo nella valutazione di f2().


 Strato d'aria ompreso fra 0 < z < h: an he qui abbiamo un ampo primario ed un
ampo se ondario. Poi he e z < h si ha:
p
i!p0 1 J0 (r)p
Z
e+  k (z h) 2 2

primario = 4k2 (0 < z < h) (2:4:3)


2
d
2 2
2 0  k2
Per il ampo se ondario resta valida la (2.4.2) ioe:
Z 1 p
se ondario = f2 ()J0 (r)e  k (z+h) d 2 2
2 (0 < z < h) (2:4:4)
0

2 - 13
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 Terra 1 < z < 0: qui ovviamente non vi e e itazione primaria in quanto il dipolo
si trova fuori dalla regione in onsiderazione quindi il vettore di Hertz deve soddisfare
alla equazione di Helmholtz omogenea.
Esso si s rive:
Z 1 p p
E = fE ()J0 (r)e  kE z e  k h d
2 2 2 2
2 ( 1 < z < 0) [E : Earth℄ (2:4:5)
0
p
dove, ome per la (2.4.2) e la (2.4.4), abbiamo moltipli ato per il fattore e  k h .
2 2
2

Si tratta, adesso, di determinare le funzioni f2() ed fE () per he siano soddisfatte
le ondizioni al ontorno sulla super ie della Terra.
Esse sono sempre le (2.3.19) he ris riviamo:
 E  2
z
= ; k2  = k2 
z E E 2 (z = 0)
2 (2:4:6)
dove 2 e la somma della (2.4.3) e (2.4.4).
La prima delle (2.4.6) si tradu e in:
Z 1 p k h  i!p0 q q 
J0 (r)e
4k22   k2 f2 ()  kE fE () d = 0 (2:4:7)
2 2
2 2 2 2 2

La se onda delle (2.4.6) si s rive:


Z 1 p k h " i!p0 k22 #
J0 (r)e + k22 f2 () kE2 fE () d = 0 (2:4:8)
2 2
p
4k2  k2
2
2 2 2
0

Esse sono soddisfatte se:


q q
i!p0
2 k22 f2 () + 2 kE2 fE () =  (2:4:9)
4k22
i!p0 k22
k22 f2 () kE2 fE () = (2:4:10)
4k22 p2 k22
Risolvendo il sistema (2.4.9) e (2.4.10), si ha:
p p
i!p0  kE2 2 k22 k22 2 kE2
f2 () = (2:4:11)
4k22 2 k2 kE2 p2 k22 + k22p2 kE2
q
2

fE () =
i!p0 p 2k22 p (2:4:12)
4k22 kE2 2 k22 + k22 2 kE2
Per studiare meglio il signi ato si o delle espressioni trovate per i ampi, s riviamo
la (2.4.11) nella seguente forma:
p !
f2 () =
i!p0 p  2k22 2 p kE2
4k22 2 k22 1 p
kE2 2 k22 + k22 2 kE2
(2:4:13)

2 - 14
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heqe stata derivata dalla (2.4.11) dopo avere aggiunto e sottratto al numeratore il termine
k22 2 kE2 .
Sostituendo la (2.4.13), i ampi se ondari (2.4.2) e (2.4.4) in aria si possono s rivere:
i!p0 1
Z
 p k (z+h)
se ondario = 4k2 p J 0 ( r ) e 2
d
2
2
2 k22
2 0
Z 1 p p k (z+h)
i!p0  p
2 k 2
2  2 k 2
J
E 0 ( r ) e p d
2
(z > h)
2
2

4k2 0 kE2 2 k22 + k22 2 kE2 2 k22


2 p
(0 < z < h)
(2:4:14)
Si evin e immediatamente he il primo termine della (2.4.14)prappresenta
un ampo primario irradiato da un dipolo verti ale he dista R0 = r2 + (z + h)2
da un punto P in aria. Il dipolo \virtuale" si trova, ioe, nella posizione immagine del
dipolo reale.
S rivendo, quindi, nella forma originale i ampi primari, possiamo dedurre he la
soluzione generale del nostro problema sia per z > 0 he per z < 0 e:
p p
i!p0 1
Z
eik R eik R k22 2 kE2 e  k (z+h)
0 2 2
2 2
 = R + R0 2 4k2 J0 (r)d 2 p 2 2 2 p 2 2 p 2 2
2

p 2 0 (kE p k2 + k2  kE )  k2
(z > 0) dove R = r + (z h) e R0 = r2 + (z + h)2
2 2

(2:4:15)
e, sostituendo la (2.4.12) nella (2.4.5)
Z 1 p p
E = 2 i!p
4k2
0
J0 (r)e 2 kE
2 z
e 2 k22 h p
k22 d
p (z < 0)
2
0 (kE2 2 k22 + k22 2 kE2 )

(2:4:16)
E immediato veri are he per h = 0, risultano veri ate le formule (2.3.45) e (2.3.46)
ik R
ed inoltre nell'ipotesi di uni o mezzo omogeneo (k2 = kE ) si ha z>0 = e R .
2

Consideriamo, adesso, il aso spe iale he la terra sia perfettamente onduttri e.


In questo aso si ha, dunque: jkE2 j ! 1. Ri ordando he kE2 = !2 + i! =
( + i )2 ne segue immediatamente he l'esponenziale della (2.4.16) tende a zero (z < 0)
os ome la frazione della funzione integranda. Analogamente la funzione integranda della
(2.4.15) tende a zero al tendere di jkE2 j ! 1.
Si ha pertanto he nel aso di terra perfettamente onduttri e:

 = e R + e R0
ikR ikR 0

; E = 0 (2:4:17)
2 - 15
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Resta os onfermata rigorosamente la validita della teoria delle immagini per terra
in nitamente onduttri e.
Vediamo adesso ome si approssima la (2.4.15) nell'ipotesi in ui pur non essendo
jkE2 j ! 1, esso risulti abbastanza grande.
Segue immediatamente
q he nel denominatore della
q funzione integranda si puo tras-
urare il termine k2 2 kE2 rispetto al termine kE 2 k22 e nel numeratore possiamo
2 2

s rivere (per tutti i valori di  non troppo grandi)


s
q
1 + k2 ' +ikE
2
2 kE2 = kE (2:4:18)
E

Si ottiene os la seguente formula:


Z 1 p
 = e R + e R0 + 2i kk2 i!p d
ik2 R ik2 R 0
2
0
J0 (r)e 2 k22 (z +h)
2 (z > 0)
E 4k2
2 p
0
2 k22
(2:4:19)
Una intuitiva interpretazione dell'ultimo
p integrale puo essere ottenuta ome segue:
00
De niamo una distanza R = r + (z + h0 )2, per essa si ha:
2

eik R2
Z 1
00
p k (z+h ) d
R00
= J 0 ( r ) e p
2 2
2
0

0
2 2
 k2
Cal oliamo:
Z1 eik2 R 00

0
Z 1
0
Z 1 p2 k2 (z+h ) d
R00
dh = dh J0 (r ) e 2 p = 0

h h 0 2 k22 (2:4:20)
Z 1 p2 k2 z d Z 1 p2 k2 h 0
= J0 (r)e 2 p e 2 dh
0

0 2 k22 h
Z 1 p p 2
Tenendo onto he: 2 0 1
e 2 k2 h dh0 = p 2 2 e 2 k2 h si ha:
h  k2
Z 1 ik2 R
e
00

0
Z 1 p2 k2 (z+h) d
R00
dh = J 0 ( r ) e 2
p 2 (2:4:21)
h 0
2 k22
he e identi o all'integrale della (2.4.19) he, quindi, si puo s rivere:
Z 1 eik2 R
 = e R + e R0 + 2i kk2 i!p
ik2 R ik2 R 2 0 00
0
00 dh0 (z > 0) (2:4:22)
E 4 k 2
2 h R
L'integrale della (2.4.22) [e della (2.4.19)℄ rappresenta il ampo generato da un on-
tinuo di dipoli \immagine" situati sulla semiretta he ontiene i punti da z = h ed r = 0
a z = 1 ed r = 0.
2 - 16
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Dalle formule sopra ri avate (2.4.15) e (2.4.16) noi possiamo dedurre i ampi E~ ed H~
per di erenziazione.
Gli integrali nella (2.4.15) e (2.4.16) non sono an ora univo amente determinati a
ausa delle radi i quadrate
q q
 k2
2 2
e 2 kE2 (2:4:23)
he ompaiono in essi. S egliamo il segno per ui la parte reale e positiva, in modo da
assi urare la onvergenza dell'integrale a zero per z ! 1.
Nell'e ettuare l'integrazione dobbiamo evitare i punti di diramazione  = k2 e  = kE

(k2 e reale)
 immaginario

........
....... ..
......
QE
.. .........

Q ........ ....
.....
...
...  k ...
...................
.......... .......... E
W2
........
.... .......
......
... .... ... .
.....
P
.. .........
...
......................................................................................................... ..................
....................
................
.............
............
.............
...............
...
.  k
................... .....................
...
........................... 2  reale
....................................................................................

W1

g.2.4-2
Per risolvere gli integrali utilizziamo l'identita:
1h
J0 (x) = H0(1) (x) + H0(2) (x)
i
(2:4:24)
2
e la proprieta he H0(2) (x) = H0(1) ( x).
In parti olare vediamo di risolvere gli integrali (2.3.45) e (2.3.46) quando, ioe h = 0.
Consideriamo la (2.3.46), si ha:
Z 1 p k z
0 kE + k2 J0 (r)e
 = i!p
2 2 2 2

4 k2 0 k2 2 kE2 + kE2 p2 k22 d (z > 0) (2:4:25)


2

2
p
2

Sostituendo la (2.4.24) nella (2.4.25) si ottiene:


p
i!p0 kE2 + k22 1 1
Z
H0(1) (r)e p k z 2 2

 = 4 k2 2 d+
2
p
k22 2 kE2 + kE2 2 k22
2 0
p
i!p0 kE2 + k22 1 1
Z
H0(2) (r)e p k z 2 2

+ 4 k2 2
2
p d
2 0 k22 2 kE2 + kE2 2 k22
2 - 17
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Consideriamo il se ondo integrale e poniamo  =  =) d = d ; si ha:


Z 1 p k z Z 1 p k z
H (r)e p
(2) 2 2
H ( r)e p
(2) 2 2

d =
2 2
p 0 p0 d
0 k2  kE + kE  k2
2 2 2 2 2 2
0 k2  2 kE2 + kE2  2 k22
2

Essendo H0(2) ( r) = H0(1) (r) e hiamando  on , si ha:


q
Z 1 p Z 2 k22 z
H (2) ( r)e p k z H0(1) (r)e
2 2 0
d =
2
p0 p p d
0 k22  2 kE2 + kE2  2 k22 1 k22 2 kE2 + kE2 2 k22
Pertanto:
q
Z 1 2 k22 z
0 kE + k2 1 H0(1) (r)e
 = i!p
2 2 +
p p  d (z > 0) (2:4:26)
4k22 k22 2 1 k22 2 kE2 + kE2 2 k22
Osserviamo anzitutto he la (2.4.26) soddisfa la ondizione di radiazione all'in nito
per he sia in essa he nella funzione he des rive l'onda primaria entra in gio o solo la
funzione di Hankel di ordine (1). Oltre alle singolarita k2 e kE , nella (2.4.26) vi e una
ulteriore singolarita nella funzione integranda data dal valore di  per ui si annulla il
denominatore tutto.
Questo valore di  e denotato da
 = p0
Questo orrisponde a un polo della funzione integranda e deve essere evitato e et-
tuando l'integrazione in un ir uito P . Non abbiamo disegnato i per orsi he ongiungono
P all'in nito per he nell'integrazione essi si an ellano l'un l'altro.
Delle tre omponenti dell'integrale Q ; QE ; P possiamo ignorare il ontributo di QE
per grandi valori di jkE j, poi he H 0 (r) tende a zero esponenzialmente per grandi distanze
dall'asse reale. Consideriamo prima P separatamente.
Dalla de nizione di p0 si ha:
q q
k2
2 p 2
0 kE + kE p20 k22 = 0
2 2

s
he si puo s rivere pp20 kk22 = kk22 .
2 2 2

0 E E
Quadrando e isolando p0 si ha:
2

k22 kE2
p20 = (2:4:27)
k22 + kE2
2 - 18
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he si puo an he s rivere ome


1 = 1+ 1
p20 k22 kE2
Nel aso in ui jkE j  k2 si ha:
 
p0 = r
k2 kE 1 k22
' k2 1 2 k 2 (2:4:28)
kE 1 + k22
kE
2
E

avendo utilizzato lo sviluppo in serie (1 + Æ) 1=2 ' 1 12 Æ + 38 Æ2 +   .


Osserviamo, omunque, he il pre iso valore di p0 e simmetri o sia rispetto a k2 he
rispetto a kE .
Vogliamo valutare l'integrale su P appli ando il teorema dei residui. Il risultato e:
(   p k z )
i!p0 kE + k2 H (r) e (1) 2 2
2 2
2 i lim ( p0 ) 2 p 02 2 2 p 2 2  =
2

4 2k2 2
7!p
0 k  kE + kE  k
2 2
q " #
0 kE + k2 ( p0 )p
= i!p p0 k z
2 2   2 2

4 2k2 2 ip0 H0 (p0 r) e


(1)
lim
2
p
2
7!p k 2  kE2 + kE2 2 k2
2 0
2 2

il limite della funzione fra parentesi quadre e una forma indeterminata 00 . Si ha:
" # d
(  p0 ) d
( p0 )
lim p
7!p k 2 2 kE 2 + k2
p = lim
7!p d
 p p  =
E  k2 k  kE + kE  k
0 2 0
2 2 2 2 2 2 2 2
d 2 2

= lim 1 =
7!p k2 p 
0
+ kE p 2 2
2 
2 kE2
2
 k 2

= p1 k2 1 k2
0
p + p 2E 2
2
2
p0 kE
2 p0 k2
Ne segue quindi he il ontributo di p0 alla (2.4.25) e:
q
0 kE + k2 1 2i
(p0 ) = i!p p20 k22 z
2 2

4 k22 2 k22 k2
[H0(1)(p0 r)℄e (2:4:29)
p + p E
p20 kE 2 2
p0 k22
Analogamente per z < 0 (terra) basta ambiare k2 on kE e vi eversa ed il segno di
z . Si ha:
0 kE + k2 1 2i p k z
(Ep ) = i!p
2 2
0

4 kE2 2 p kE2 + p k2 [ H (1)


0 ( p0 r )℄e + p E (2:4:30) 2
0
2

2
2
p0 k2
2 2 2 p0 kE
2 - 19
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Tranne he per l'immediato intorno della trasmittente, di iamo he per tutte le di-
stanze jp0 rj  1 possiamo sostituire H0(1) on il suo valore asintoti o:
r
H(1) ( ) '
2 ei( =2 =4)

r
2 ei(
Per  = 0 si ottiene H ( ) ' 
(1) =4) e sostituendo nella (2.4.29) si ha:
0

r q
0 kE + k2 1 2 2i
(p0 ) = i!p ip0 r p20 k22 z
e i=4 (z > 0)
2 2
e
4 k22 2 p0r p
k 2
2
+ p k2 E
2

p2
0 kE2 p0 k22
(2:4:31)
Ma: p
  12     12 p
e = e
i=4 = os 2 i sin 2
i=2 = i = i i (2:4:32)
S egliendo il segno meno nella (2.4.32) si ha:
s q
0 kE + k2 1 2i 2
(p0 ) = i!p ip r p20 k22 z
2 2

4 k2 2 p0 r k22
e 0 (z  0)
+ p k2 E
2 2
p
p20 kE2 p0 k22
(2:4:33)
e analogamente:
s q
0 kE + k2 1 2i 2 ip r + p20 kE2 z
(Ep0 ) = i!p
2 2

4 k2 2 p0 r k22
e 0 (z  0)
+ p k2 E
E 2
p
p20 kE2 p0 k22
(2:4:34)
Queste formule ontengono tutte le aratteristi he delle \onde super iali" ed hanno
le seguenti proprieta:
1. Esse viaggiano sulla super ie z = 0 e de res ono in entrambe le direzioni dalla su-
per ie; qnella direzione della terra esse de res ono rapidamente a ausa del oef-
iente p20 kE2 ; nella direzione dell'aria esse de res ono lentamente all'inizio
ma esponenzialmente per larghi valori di z.
2. La propagazione lungo la super ie z = 0 e data da: dr =
dt p0
!
e quindi dipende
in modo simmetri o dalle ostanti del materiale, aria e terra nel nostro aso.
3. Se tras uriamo l'assorbimento nella direzione radiale, l'ampiezza della (2.4.33) e
della (2.4.34) de res e ome p1 all'aumentare della distanza dalla trasmittente,
r
dove la intensita de res e ome 1r .
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||||||||||| [Link] - Appunti di Mi roonde |||||||||||

A s opo di ompletezza vediamo di al olare l'assorbimento esponenziale nella di-


rezione radiale; esso e dato dalla parte reale di ipr ioe da:
1 k r < i k2  2
jkE j  k2 (2:4:35)
2 2 kE2
D'altra parte, (vedi pagina 1-34), si ha:
k22 i!0 i!0  + ! 2 0 
=
kE2  i!
=  2 + ! 2 2
Quindi:  
< k2
i 22 = 
!0 
 = 0! 1 (2:4:36)
kE  2
2
! 2
 + 2
2
2 + 2
! !
Quindi il oeÆ iente di assorbimento in direzione radiale e:
" #
= 12 0  2 1  (2:4:37)
 +! 2
2

he e valido sia per z > 0 he per z < 0.


Per suÆ ientemente alti valori di r dove la variazione relativa di p1r e pi ola possiamo
onsiderare la (2.4.33) e (2.4.34) ome onde la ui origine e all'in nito nella direzione
negativa dell'asse x.
Queste equazioni allora diventano:
q

 = A kE2 eip0 x p20 k22 z


q (2:4:38)
E = A k22 eip0 x + p kE z
2 2
0

dove A e un fattore d'ampiezza lentamente variabile.


Queste rappresentano le osiddette \onde di Zenne k" il quale nel 1907 derivo in
altro modo dette onde e a quel tempo sembro on epibile spiegare la propagazione lungo la
urvatura terrestre per mezzo di tali onde; oggi sappiamo he tale propagazione e dovuta
alla ionosfera.

Fine del Cap.2


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