Cap 19 B
Cap 19 B
XIX 22
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REGOLAZIONE VETTORIALE
DELLE MACCHINE IN C.A.
1 Generalità ......................................................................................................................... 23
2 Macchina Sincrona ........................................................................................................... 25
3 Macchina Asincrona......................................................................................................... 30
3.1 Regolazione Vettoriale approssimata .......................................................................34
3.2 Regolazione Vettoriale in Regime Dinamico.......................................................... 42
3.2.1 Controllo indiretto ............................................................................................44
3.2.2 Controllo diretto ...............................................................................................46
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 23
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1 Generalità
Nelle macchine in c.a. imponendo l'ampiezza della corrente si interviene
contemporaneamente sul flusso e sulla coppia elettromagnetica, questo accoppiamento
presenta una influenza sfavorevole sul comportamento dinamico dell'azionamento. Ciò
è particolarmente evidente nelle macchine asincrone al variare del carico (per es. nelle
condizioni di spunto), in cui si hanno elevate correnti e grandi variazioni di velocità fra
campo statorico e rotorico, in tali casi imponendo solo la corrente statorica, si trascura
l'angolo fra il flusso induttore e quello indotto, che varia al variare del carico e da
luogo, in specie durante il transitorio, a complesse interazioni e oscillazioni.
Per ottenere le caratteristiche dinamiche ottimali richieste nelle applicazioni in cui sono
necessarie elevate prestazioni di macchina (macchine utensili, servomotori, ecc.) è
necessario ricorrere a strategie di controllo, più sofisticate di quelle precedentemente
descritte, che consentono di controllare in modo indipendente sia il flusso al traferro che
la coppia in modo preciso e veloce. Si deve, perciò, fare appello ad un controllo di tipo
vettoriale in cui si regola non solo l'ampiezza della grandezza statorica, ma anche la sua
fase.
La strategia di controllo vettoriale venne studiata per le macchine in c.a. tenendo in
considerazione il comportamento delle macchine in c.c. ad eccitazione separata; in
quest'ultimo tipo di macchina la corrente di eccitazione e quella di armatura danno
luogo a due flussi, quello di eccitazione e quello di armatura vettorialmente sfasati nello
spazio di π/p, con p numero di coppie di poli, e se si effettua una buona commutazione
perfettamente disaccoppiati e quindi assimilabili a vettori ortogonali.
Fig. Flusso di eccitazione e reazione del flusso di armatura in una macchina in corrente
continua con 2 coppie di poli.
Tale distinzione nelle macchine in c.a. non può essere effettuato in modo egualmente
immediato, poiché l'angolo fra la f.m.m. di armatura e il flusso di eccitazione per essere
a 90° dovrà essere regolato dall'alimentazione e non come per le macchine in c.c. quasi
automaticamente tramite il complesso collettore spazzole.
I sistemi che controllano questi angoli sono detti controllori ad orientamento di
campo, intendendo così specificare quel modo di operare che consente di porre a 90° il
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 24
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 25
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2 Macchina Sincrona
Si consideri una macchina sincrona trifase allacciata ad una rete elettrica, essa può
considerasi alimentata a tensione Vs costante. Il suo circuito equivalente ed il
diagramma vettoriale sono riportati in fig. 19.15, in cui E0 è la tensione indotta sugli
avvolgimenti statorici dalla rotazione del campo di eccitazione, Rs ed Xs la resistenza e
la reattanza sincrona, δ l’angolo di coppia e φ lo sfasamento tra la tensione applicata Vs
e la corrente che circola negli avvolgimenti statorici.
δ
φ
Fig. 19.15 - Circuito equivalente relativo a una fase della macchina sincrona a rotore
liscio e diagramma vettoriale.
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 26
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Macchina Macchina
sopraeccitata sottoeccitata
Erogazione potenza Erogazione potenza
induttiva, capacitiva,
assorbimento assorbimento potenza
potenza capacitiva induttiva
Generatore
(E in anticipo su V)
Erogazione potenza
attiva, assorbimento
potenza meccanica
δ δ
φ φ
Motore
(E in ritardo su V)
Erogazione potenza
meccanica,
assorbimento
potenza attiva δ δ
φ φ
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 27
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E 0 = Kφ r ω r
Fig. 19.16 - Regolazione della macchina sincrona, tramite la corrente di statore, tenendo
conto della posizione del rotore.
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 28
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ω ω
Fig. 19.17 - Schema a blocchi per la regolazione della macchina sincrona con inverter
CSI
In fig. 19.17, il blocco contrassegnato con RES consente di calcolare a partire da ids e
iqs il valore di θ* ed il modulo di idqs.
i ds
i dqs = i ds2 + i qs2 , θ * = tan -1
i qs
Invece facendo uso del CRPWM (fig.19.18 ) la corrente Iqs di regolazione della
coppia e la posizione angolare θr, angolo di sfasamento tra E e V, vengono usati per
comandare gli impulsi ,in tale modo le grandezze di ingresso del convertitore sono:
I a = I T cosθ r
1 3
I b = I t cosθ r + senθ r (19.12)
2 2
1 3
I b = I t cosθ r − senθ r
2 2
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 29
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Fig. 19.18 - Schema a blocchi per la regolazione della macchina sincrona con inverter
CRPWM
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 30
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3 Macchina Asincrona
Φ's
α
Φ'r-Φrd
Φsd α
Φs α Φ
Φm
α
Φr
Φrd
Φ'r
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 31
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Se, per semplicità, si assume che il numero di spire statorico è pari a quello rotorico,
per l'equilibrio delle amperspire si può scrivere
Ms + Mr = Mm
sulla base del diagramma vettoriale che rappresenta l’equilibrio dei flussi statorici e
rotorici, è possibile costruire la fig. 19.20b) per l’equilibrio delle amperspire, in tale
diagramma la componente Mssenα1, in quadratura rispetto a Φm, si può considerare
attiva, cioè responsabile della produzione di coppia, mentre la componente
Mscosα1 diretta come Φm responsabile del flusso magnetizzante.
In fig. 19.20 b) è riportato in un diagramma la variazione delle amperspire statoriche e
rotoriche al variare del carico, mantenendo fisso il valore della tensione di
alimentazione Vs.
Se, invece, si suppone di alimentare la macchina con una corrente statorica costante Is,
al variare della coppia di carico, varia il numero di giri del rotore e quindi lo
scorrimento. In fig. 19.20-b e 19.20-c sono riportati per i due casi limiti di s=0 ed s=1
i diagrammi vettoriali della f.m.m. statorica e rotorica, rispetto ad un asse rotante alla
velocità di sincronismo (asse Ref).
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 32
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c) Il valore di Im può ricavarsi a partire dal calcolo di Ir, il quale è a sua volta calcolato
dalle relazioni:
E r ( s) = E s ( s)
E r ( s)
I r ( s) = 2
Rr
+ ( ωL r )
2
s
Al variare della coppia resistente e quindi di s la corrente rotorica varia tra zero (al
sincronismo) e il suo valore massimo (allo spunto), come in fig.19.20-c, l’andamento è
rappresentato dalla linea in rosso nel semipiano inferiore della fig. 19.20 e). Dall'esame
di tale diagramma vettoriale delle correnti e quindi delle f.m.m. si può passare a quello
dei flussi fittizi, φ's ed φ'r. Questi ultimi sono già stati definiti in fig. 19.20a), come
somma rispettivamente: del flusso statorico φs meno quello che generato dal rotore si
concatena con lo statore (φ’r-φrd), e del flusso rotorico φr meno quello che generato
dallo statore si concatena con il rotore (φ’s-φsd).
Mentre l'onda di campo magnetico statorico può essere visto come un campo costante
rispetto all'asse di riferimento, quella di campo rotorico tende ad avvicinarsi all'onda di
campo statorico diminuendo il suo valore fino ad annullarsi nelle condizioni di
sincronismo. Si può notare come mantenendo fisso il valore di Is la macchina si
autoregola variando il flusso rotorico e quindi l’energia elettromagnetica con esso
correlata. Tale tipo di regolazione è a bassa dinamica, essendo legato alla
variazione di velocità, limitata a causa dell'inerzia delle masse rotanti, sarà quindi
più conveniente non mantenere l’onda di campo statorico fissa rispetto al riferimento,
ma variarne la fase cioè il rapporto delle sue componenti, pur mantenendo invariato il
suo modulo.
In fig. 19.20-f è riportata la geometria di una macchina asincrona, per la quale è stato
effettuato lo studio di campo magnetico. Per una distribuzione di corrente è stato
calcolato il solo campo statorico lungo i due assi diretto e in quadratura, secondo la
teoria della macchina elettrica generalizzata, come riportato in fig. 19.20-g; da questa
distribuzione di campo è possibile calcolare il campo fittizio φ's che viene riportata
in fig.19.20-l. Si è poi calcolato la distribuzione di flusso (fig. 19.20-h) per una
condizione di carico, imponendo uno scorrimento pari al 10%, e studiando
l’equazione
µ ∂A
∇2 A = + ρJ
ρ ' ∂t
in cui il valore di ρ’ nelle barre di rotore tiene conto dello scorrimento fissando
ρ’=ρ/s. Dal calcolo del campo sotto carico è possibile ricavare il solo campo generato
dalle correnti rotoriche, è così possibile ottenere il campo descritto dalle mappe di
fig. 19.20-i, lungo i due assi d e q ed ottenere il campo fittizio φ'r riportato lungo la
periferia del rotore in fig. 19.20-m.
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 33
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Fig.2 g)– Mappa del flusso lungo i due assi diretto e inquadratura per il solo flusso statorico
φ'S con riferimento alla struttura riportata in fig.19.20-f).
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 34
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Fig.19.20g)– Mappa del flusso lungo i due assi diretto e inquadratura per il solo flusso
rotorico φ'r con riferimento alla struttura riportata in fig.19.20-f).
Fig.19.20h)– Mappa del flusso lungo i due assi diretto e inquadratura per il solo flusso di
magnetizzazione φ'm con riferimento alla struttura riportata in fig.19.20-f).
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 35
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Fig. 19.21- a)Circuito equivalente tradizionale della macchina asincrona (a= NS/Nr) -b)
Circuito equivalente della macchina asincrona per una regolazione di coppia
disgiunta dal flusso magnetizzante, (a= Lm/Lr).
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 36
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L2 m
X s' = ω ( Ls − )
Lr
Xr = 0
L2m Lm
X =ω
'
m = Xm
Lr Lr
2
r Lm L
R = r
'
r
; I c = − I r r
s Lr Lm
Si noti che la corrente Ic nel ramo di rotore è Lr/Lm più grande della effettiva corrente, e
la nuova tensione è Lm/Lr volte la tensione Er, inoltre la reattanza di magnetizzazione
X’m ha un valore di tensione ai suoi terminali identica a quella del circuito rotorico e
può essere messa in relazione con il flusso che si concatena con il rotore. Questo
circuito equivalente mette in evidenza il flusso che si concatena con il rotore, mentre il
circuito tradizionale enfatizza il flusso nel traferro. Il circuito equivalente di fig.19.21
(b) pone in evidenza il vettore che crea il flusso rotorico e che quindi entra nel calcolo
della coppia consentendo una maggiore prontezza nella regolazione della stessa
La reattanza statorica, pari a ω (LS- Lm²/Lr) è la reattanza transitoria di corto circuito,
inoltre la corrente di statore può dividersi in due parti: Ix che scorre attraverso la
reattanza di magnetizzazione ed Ic che passa attraverso la resistenza rotorica, queste
due correnti sono rispettivamente la causa del flusso rotorico e della coppia. Infatti si
ricordi che la tensione rotorica che cade ai capi della resistenza r/s è pari a
E r = − jω s φ r (19.20)
con Φr flusso totale rotorico.
Dal circuito mostrato in fig.19.21 (b), tenendo conto del diagramma vettoriale tra i
fasori del flusso e delle correnti, si può scrivere
Ix =
(
Lm Lr Er ) = −
Er (19.20)
(
j Lm Lr X m ) jXm
combinando queste due ultime relazioni si ha Φr =LmIx, che mostra come il flusso
rotorico è controllato solo da Ix. La componente della corrente relativa alla coppia è
data da
(
I c = − Lr Lm I r ) (19.21)
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 37
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Ic =
(
− ( Lm Lr ) E r )= jsω I x Lr
(L m Lr ) (r s)
2
r
(19.23)
cioè la coppia è determinata dallo scorrimento s e dal modulo della corrente statorica.
In fig.19.18 è riportato lo schema di un tale di regolazione, effettuata facendo uso di una
apparecchiatura inverter a corrente costante, ,in esso il blocco funzionale opera secondo
l'espressione riportata in 19.27, infatti in questo schema a blocchi compaiono come
ingressi le grandezze Ix ed s, e come uscita si ha il valore della corrente statorica Is.
ωe
Reg.
corrente
ωr
∆ Id
ω
Is
IX
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 38
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Il comando relativo allo scorrimento viene utilizzato sommato a quello della velocità
del rotore , per ottenere la frequenza statorica necessaria per comandare gli istanti di
accensione e spegnimento degli inverter del CSI.
∆φ
φ
Fig. 19.23 - Diagramma di fasori che evidenzia l'errore di fase per il sistema di fig.
19.22
Il sistema mostrato ha alcuni limiti nel funzionamento transitorio, infatti una
variazione di uno dei parametri di regolazione della coppia comporta un tempo
abbastanza lungo per l'adeguamento della coppia stessa. Si consideri infatti il
diagramma vettoriale riportato in fig.19.23, una variazione da Ic1 ad Ic2 comporta la
nuova corrente Is2 e lo scorrimento s2 , purtroppo mentre il modulo della corrente si
adegua immediatamente, ciò non è vero per la fase ed il nuovo vettore della corrente è
I*. Il risultato di ciò è che il nuovo valore di coppia esatta non viene raggiunto
immediatamente e durante il transitorio compare una corrente che determina una
variazione errata del flusso.
ω ω
∆θ ω
∆
ω
θ
Fig. 19.24 - Regolazione della coppia in una macchina asincrona tramite CSI
L'errore nella fase testé riportata, può ovviarsi aggiungendo allo schema di fig.19.18
un blocco che causa una variazione immediata, anche della fase della corrente di
statore, come mostrato in fig.19.24
In questo schema si può notare che la regolazione viene effettuata agendo su Ic,detto
comando di coppia, e su Ix, in tal modo è possibile ricavare Is . Tale valore di corrente
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 39
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confrontato con l'ampiezza fondamentale della Id che entra in CSI consente di regolare
il ponte per la costruzione, a partire dalle correnti di linea, della corrente continua.
Le due correnti sopra menzionate determinano il valore dello scorrimento s e
dell'angolo di fase di statore, combinando queste due grandezze con la velocità del
rotore è possibile ricavare la frequenza statorica fe che comanda il CSI .
La differenza fra questo schema e quello mostrato in fig.19.22 consiste principalmente
nella presenza di Φ e del blocco relativo, blocco che è attivo solo durante il transitorio
e che permette di anticipare o ritardare le accensioni dei gate degli switch del CSI,
allorché è richiesto un aumento o una diminuzione della coppia.
Sullo schema a blocchi presentato in fig.19.24 è possibile osservare che: la corrente di
statore ha due componenti controllate indipendentemente; l'orientamento spaziale del
flusso rotorico rispetto al fasore Ic viene fissato a partire dal rapporto Ic/Ix, dallo
scorrimento e dalla velocità del rotore.
La regolazione può essere realizzata anche per questa macchina, facendo uso del
CRPWM (fig.19.25). In tale caso le due correnti Ix ed Ic e l'angolo del campo rotorico,
ottenuto a partire da s e dalla posizione del rotore ,comandano simultaneamente gli
switch del PWM.
Lo schema a blocchi per questa regolazione è riportato in fig.19.25, e le correnti di
riferimento per la regolazione sono:
Fig. 19.25 Regolazione della coppia in una macchina asincrona tramite PWM
I a = I c cosθ rf + I x sen θ rf
1 3 − 3 1
I b = − I c − I x cosθ rf − I c + I x sen θ rf
2 2 2 2
1 3 − 3 1
I d = − I c + I x cosθ rf − I c − I x sen θ rf
2 2 2 2
tali correnti vengono calcolate (blocco T di fig.19.25) nello stesso modo ed hanno lo
stesso significato di quelle riportate in fig.19.17 per la macchina sincrona.
Negli schemi mostrati il calcolo o il rilevamento di Ic ed Ix a partire da Is si ha
conoscendo il valore della induttanza Lr e della resistenza rotorica Rr, se queste due
grandezze non sono correttamente note, o se durante il funzionamento della macchina,
anche per fenomeni di natura termica, i loro valori cambiano allora la suddivisione fra
le due correnti non è corretta dando luogo a fenomeni di disaccordamento e di perdite.
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 40
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 42
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Vqs = R s i qs + pφ qs + ω e φ ds
Vds = R s i ds + pφ ds + ω e φ qs
0 = Rr i qr + pφ qr + (ω e - ω r ) φ dr (19.29)
0 = Rr i dr + pφ dr + (ω e - ω r ) φ qr
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 43
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∆I I ∆I I I
I
I
∆I
φ φ
a) b)
Fig.19.26- Comportamento del sistema alle variazioni di: a) iqs nella regolazione di
coppia; b) ids nella regolazione di flusso.
si ha
Lm p ids= -(rr +Lr p) idr
Si osservi che idr per la presenza di una variazione di ids diventa diversa da zero, durante
il transitorio, e si annulla dopo un tempo pari a Lr/rr che per il piccolo valore di rr è
abbastanza lungo; la presenza di questa variazione della corrente ids è dovuta al
fenomeno della cattura del flusso Φdr da parte del rotore, ed il suo effetto può essere
diminuito con una apposita compensazione sulla regolazione.
Infine visto che in regime stazionario idr è nullo, si ha
Φdr = Lm ids
L'insieme costituito dal motore e dall'inverter è pertanto visto come un sistema a due
ingressi ids ed iqs, rispettivamente componenti secondo l'asse diretto ed in quadratura
della corrente di statore. Facendo un parallelo con una macchina in c.c., il primo
corrisponde alla corrente di eccitazione ed il secondo a quello di armatura. La corrente iqs
è la componente attiva o di coppia, e la corrispondente potenza attiva al traferro vale Vg
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 44
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iqs, invece la componente ids è responsabile del flusso al traferro Φm, e la corrispondente
potenza reattiva al traferro vale Vg ids.
Inoltre la coppia , in termini di grandezze statoriche, può essere calcolata come:
C=
3P
( i φ +i φ
2 qs ds ds qs
) (19.34)
C=
3P
(
L i i +i i
2 m qs dr ds qr
) (19.35)
Nella fig.19.26, si può osservare come a flusso rotorico costante, ad una variazione di
Iqs corrisponde una variazione istantanea di Iqr, con una conseguente variazione di
coppia, Nel caso di comando in flusso si ha una variazione di ids con conseguente
variazione di idr, .
Dal punto di vista operativo i metodi per eseguire il controllo vettoriale sono
essenzialmente due, la loro differenza consiste nel modo con il quale si ricava la
frequenza di comando dell'inverter. Il primo, detto anche indiretto, in cui la variabile
principale di controllo, ossia l'angolo del flusso di rotore, è ottenuta sommando la
frequenza di scorrimento alla velocità del rotore. Il secondo metodo detto diretto
utilizza i valori di flusso di rotore Φdr e Φqr a partire dal valore di flusso al traferro Φdm e
Φqm, ricavato tramite le grandezze di tensione e corrente di statore ed ha il vantaggio di
non richiedere alcuna misura di velocità del rotore.
Utilizzando Φm si trascura il flusso disperso di rotore, e ciò può portare ad indesiderabili
fenomeni di instabilità, d'altra parte la relativa realizzazione pratica è più semplice;
infatti è sufficiente imporre che le correnti ids ed iqs siano in fase con gli assi d e q rotanti
alla velocità sincrona.
Tale metodo può essere utilizzato solo per valori di velocità superiori al 10% del valore
nominale, a causa della difficoltà che si ha nel sintetizzare i segnali di flusso alle basse
velocità.
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 45
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Il sistema più semplice consiste nel fissare i valori ids ed iqs, e calcolare l'angolo
effettuato dalla ruota polare statorica, questo confrontato con quello rotorico fornisce lo
sfasamento tra i due. Viene così calcolato lo scorrimento da imporre in modo che la
corrente iqs di statore sia in quadratura con Φdr , o anche il flusso di rotore Φr sia sempre
disposto lungo l'asse diretto (fig.19.28).
τ θrf
θs θr
sω
r qsi (1 + pTr )
sωe = r
Lr ids
(19.38)
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 46
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il valore di θrf che dovrà essere assegnato alla terna trifase di alimentazione della
macchina per controllare Φdr e la coppia in presenza di disturbo.
Si tenga presente che lavorando a valori costanti di ids, cioè lavorando a flusso
costante, il controllo è identico a quello già visto nel caso stazionario di fig. 19.24, in
cui
r iqs
sωe = r
Lr ids
Secondo lo schema di fig. 19.30. si effettua la misura di Φdm e Φqm, flusso nel
traferro
lungo le due direzioni ortogonali d e q, e si ricava pertanto il flusso generato dai due
avvolgimenti statorici e rotorici, a meno del flusso disperso di ciascuno dei due.
φ dqm = Lm (idqs
s
+ idqr
s
) (19.39)
Se si riscrive nel riferimento statorico (s) il flusso che si concatena con gli
avvolgimenti di rotore, pari al flusso generato dallo statore che si concatena con il
rotore più il flusso di rotore si avrà:
φ qdr
s
= Lm idqs
s
+ Lr iqdr
s
(19.40)
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 47
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φ
φ
φ
θ
Fig. 19.30- Controllo vettoriale diretto, con misura del campo di traferro.
φ dqs =
s
⇒ Ls idqs
s
+ Lm idqr
s
(19.43)
p
di inserire nel blocco CFO (Flux Computer and Field Orienter) le equazioni:
φ qds
s
− Lsqds
s
idqr = (19.44)
Lm
Lm Lm
(19.45)
φ qrs
θ rf = tan −1
φ drs
pertanto dal valore delle grandezze misurate di statore:V , I e φ ottenuto a
dqs dqs dqs
partire da Idqs si perviene, come indicato in fig.19.31 e mediante le espressioni
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Regolazione Macchine in c.a. cap. XIX 48
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soprascritte poste nel blocco di figura indicato con la sigla CFO, alla conoscenza di Φ r
lungo l'asse d e l'asse q.
Questo metodo comporta problemi maggiori rispetto a quello precedente, perché è
necessario conoscere in ogni istante i valori di Ls, Lr, Lm, ed rs, e mentre i valori di
induttanza sono affetti da eventuale saturazione, problema che d'altra parte già si può
presentare anche nel caso precedente, il valore di rs deve essere conosciuto in ogni
istante e tale grandezza è funzione della temperatura e quindi della corrente.
In fig. 19.32 è riportato lo schema di controllo nei due casi di fig. 19.30 e 19.31, a
seconda delle equazioni che intervengono nel blocco CFO ( Flux Computer and Field
Orienter), i blocchi T e T-1 da sistema a,b,c al sistema d,q.
θrf
φ*r φr
φr
θrf
φ
θ
θ
ω ω
Fig.19.33 - Schema a blocchi per una macchina asincrona alimentata in corrente nel
controllo vettoriale diretto.
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