Shopenauer Arthur.
1788 nasce a Danzica proveniente da una famiglia agiata, segue gli studi economici e di diritto come il
padre, per questo motivo viaggerà molto. In seguito alla morte del padre, cambia completamente le sorti
della sua vita: insieme a sua madre abbandona Danzica e si trasferiscono a Weimar. Nel 1806 venderanno
l’attività commerciale del padre, con il profitto ottenuto potranno condurre una vita agiata. Arthur a 18
anni decide di iscriversi all’università di medicina, dopo un semestre abbandona medicina per iscriversi in
filosofia, facoltà in cui si laureerà pochi anni dopo con una tesi di laurea nota come “Sulla quadruplice
radice del principio di ragion sufficiente “ (il principio di causalità). Quattro anni dopo pubblica la sua opera
più importante “il mondo come volontà e rappresentazione “. Si prenderà poi un periodo di pausa durante
il quale viaggerà molto: giunge in Italia dove legge le operette morali di Leopardi. Shopenauer trova
qualcuno che la pensava come lui. Nel 1820 si trova a Berlino dove c'era Hegel, i due però non andavano
d’accordo: Hegel durante un colloquio accusa Shopenauer di non avere un metodo o capacità didattiche,
nonostante ciò otterrà la cattedra. Shopenauer non avrà affluenza di studenti dal momento che preferivano
tutti le lezioni di Hegel, questo lo porterà dopo 5 anni a prendersi un anno sabbatico. Smetterà poi di
insegnare nel 1831, trascorre il resto della sua vita componendo un'opera che verrà pubblicata nel 1851
“Parerga e Paralipomena”, aforismi raccolti durante tutta la sua vita.
Nel 1860 muore di polmonite.
Shopenauer conoscenza.
Soggetto conosce il mondo esterno lo spazializza e temporalizza, successivamente c’è la categoria di causa
la applica in quattro ambiti
Ratio fiendi intuisce attraverso l’esperienza vediamo che le cose si trasformano, hanno un loro
effetto quindi hanno la causa.
Ratio cognosciendi quando elaboriamo il pensiero partiamo dalla premessa e poi ci sono le
conclusioni, la premessa non è altro che la causa.
Ratio agendi qualsiasi persona attua un comportamento e a monte c'è la causa.
Ratio essendi riguarda la matematica o scientifiche in genere c’è un procedimento.
“il mondo è una mia rappresentazione “. Il mondo esiste quando io lo rappresento, nel momento della
rappresentazione c’è il soggetto e un oggetto prima no, in qualche maniera quando noi ci apprestiamo al
mondo lo conosciamo non è veritiera bensì un sogno.
Shakespeare “noi siamo fatti di una tale stoffa come quella di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è
racchiusa in un sonno”.
Indaro “l'uomo è un sogno di un’ombra”. Sofocle “gli uomini sono simulati e ombre leggere”.
Lui vede la realtà dominata dalla Volontà, se l'assoluto è razionale, la volontà è assoluta ma irrazionale è
una potenza esterna che ci domina in maniera irrazionale, facendo i suoi interessi. Si può paragonare il
noumeno di Kant che non è riconoscibile per lui invece la volontà è riconoscibile fino a un certo punto
perché lei non vuole farsi conoscere, si nasconde, opponendo fra noi e lei il vero di Maya è una divinità
orientale che impediva agli uomini la non visibilità degli dei , ostacolo che si sovrappone di infinito e finito;
perché più misteriosa è più ci domina, vuole il suo buono, è onnipotente e non tiene al valore umano. Più
l’umanità si amplia più rafforza la sua potenza, la volontà induce agli uomini a procreare con l'amore
erotico, noi umani pensiamo che scegliamo gli altri, per Shopenauer non è così ma è la volontà che ci fa
unire con molti figli, se noi siamo scelti la nostra affettività non dipende da noi che a volte sceglie persone
di altri sessi per mettere al mondo persone più sane “che da due infelicità messi insieme nasce una terza
infelicità “ quindi questa è la condizione della nostra esistenza.
Tre possibilità di vita legate al dolore, noia, piacere ed è un continuo alternarsi, la nostra vita è sofferenza,
chi è più geniale è più infelici. Il peggio è la noia perché nella sofferenza c’è attività, però si possono
intervallare momenti di piacere per esempio l’arte, quel momento di creatività è come se ci sottraiamo dal
presente, dura il tempo che voglio, quando chi produce invece si sta allontanando e sta elaborando
qualcosa di suo, si sottrae alla volontà.
Quando io vado a teatro io sto usufruendo dell’attività creative dell'autore quindi lui non solo si distacca ma
permette allo spettatore di assentarmi dalla sofferenza.
Come fa la volontà a condizionare la vita degli uomini? Attraverso la volontà di vivere. Possiamo arrestare la
nostra esistenza? La volontà di vivere e un energia che deriva dalla Volontà che ci spinge a vivere, e questa
cosa può provocare sofferenza, non possiamo suicidarsi è un cedimento alla volontà.
“la genialità è l’attitudine a contenersi nella pura intuizione a perdersi nella intuizione e la conoscenza che
in origine esiste soltanto in servizio della volontà, l’artista e il genio è il puro occhio che contempla”.
Vie della liberazione.
Il genio è una personalità particolare opposta ci sono le persone volgari coloro che sono chiusi nel loro
mondo immischiati alle cose mondane; fa una sorte di gerarchia delle arti
Arte minime, meno romantiche architettura, che con le sue forme manifesta momenti di stabilità,
staticità e solidità
Scultura che riguarda la rappresentazione della bellezza dell’uomo
Pittura rappresentazione del mondo dell’esterno con i colori
Poesia valorizza la tragedia rappresenta il dolore
Musica che esprime passioni, il bisogno di evasione e esprime l'essenza della vitamina due artisti
sono stati Beethoven e Rossini
Morale.
La condizione è quella di essere dominati dalla volontà, possiamo partire dal presupposto che come vive
male una persona vivono male tutti, che senso ha procurare altra sofferenza se poi l’altro procura a me la
stessa sofferenza. Attraverso la morale ci può essere solidarietà, per evitare che la volontà ci domini
dobbiamo allontanare da noi desideri e speranze, si ottiene mortificando il corpo, evitando cose che
rendono il nostro fisico dipendente da qualcosa, evitando relazioni complicate, una serie di tecniche che
annullano da noi bisogni….concetto della noluntas mentre la volontà vuole perché ci domina noi non
dobbiamo non volere. Lui lo prende dalla filosofia orientale.
La morale si riassume nell'agape, ovvero della compassione, amore diverso da quello erotico, perché
questo dovremo, metterlo in atto noi.
Ascesi.
Accedere alla dimensione del Nirvana dove non c’è nulla che condiziona noi, si muove manifestare la nostra
noluntas, possono arrivare a questa dimensione i santi e i profeti. Secondo Shopenauer non possiamo
fuggire alla Volontà sono solo tentativi che si fanno per uscire dal dolore.