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STORIA

SACRO IMPERO ROMANO


Il Sacro Romano Impero dura per ben 13 secoli dal 800 a.c fino alla caduta dell’Impero Romano
d’Occidente nel 500 d.c.
Si divide principalmente in tre periodi:
– Roma monarchica: comanda il re
– Roma repubblicana: comanda spqr (Senatus, Popolusque, Romanorum = Il senato e il popolo
dei romani)
– Roma imperiale: comanda l’esercito

La tradizione romana dice che Roma è stata fondata nel 753 a.c e considerato da loro l’anno “1” (Ab
urbe condita = da un certo tempo dalla fondazione di Roma).
L’impero di Roma divenne molto importante grazie alla sua posizione geografica “fortunata”
– clima mite, grazie alla vicinanza del mare
– non è in una pianura, ma su dei colli vicino al Tevere
– grazie al controllo del Tevere, potevano controllare anche l’isola Tiberina che facilitava
l’attraversata del fiume, grazie a quello passava molta gente e si creavano mercati, incontri
tra varie popolazioni: Etruschi e Greci. Per non far toccare agli altri il ponte era protetto da
una persona con un aura sacra ossia il Pontefix (oggi pontefice o il papa). Il Tevere oltre ad
essere navigabile ed avere sbocco sul mare, aveva anche delle saline alla sua foce, ch grazie
a quello avevano una grande produzione di sale, che allora era la materia più importante
dell’epoca visto che serviva per conservare il cibo
I fori erano delle piazze dove si barattavano cose, ossia i mercati di oggi, venivano chiamati in base
a cosa si vendeva infatti nel Foro Boario (si barattava bovini)

LA TRADIZIONE DEI SETTE RE


Non abbiamo nessuna fonte scritta “veritiera”sui sette re di Roma.
È possibile che non ci furono stati solo 7 re ma molti di più. Probabilmente noi ricordiamo solo i re
che hanno fatto cose molto importanti.

ROMOLO: È il fondatore di Roma vissuto tra il 753a.C-713a.C ricordato come un figura leggendaria
grazie alla “leggenda di Roma”.
Si pensa si di origine latina.
Romolo è famoso per il “Ratto delle Sabine”, si dice che lui e i suoi uomini vanno nel territorio dei
sabini e rapirono tutte le donne.
I sabini allora arrabbiati vanno dai latini a chiedere il riscatto delle donne ma esse si rifiutano e
rimangono a Roma.
Però la verità è che i Sabini e i Latini si unirono insieme formando così un solo popolo ossia i romani.
Infatti i romani pian piano iniziarono a “romanizzare” tutti i popoli vicini cosi creando l’impero che
conosciamo oggi.
Romulo poi scompare in una tempesta e si trasforma in una divinità, il dio Quirinio.

NUMA POMPILIO: Il secondo re di Roma di origine sabina vissuto tra il 713a.C-670a.C.


Un re pacifico e organizzatore, fa le leggi e “ordina” la città organizzandola al meglio.

TULLO OSTILIO: Il terzo re di Roma di origine latina vissuto tra il 673a.C-641a.C.


Un re guerriero e conquistatore infatti conquista il paese più forte dei latini, Alba Longa

ANCO MARZIO: Il quarto re di Roma di origine sabina vissuto tra il 640a.C-616a.C.


Conquista le saline vicine, fa costruire il porto di Ostia e diventa un re mercantile.

Gli etruschi il popolo più sviluppato in quei secoli conquistarono Roma e i latini

TARQUINIO PRISCO: Il quinto re di Roma di origine etrusca vissuto tra il 616a.C-579a.C, fu un


grande amico di Anco Marzio e il primo re Etrusco che portò molte tradizioni etrusche a Roma

SERVIO TULLIO: Il sesto re di Roma che fa una riforma che coinvolge l’esercito (iniziando ad
utilizzare la falange oplitica) e la società romana rendendo l’esercito accessibile a tutti.
Riorganizzò la popolazione sulla base del reddito in cinque classi che poi avevano funzione militare
e civile.
Classi divisi in censo (quanto guadagni) con gli assi.
Questa riforma servì per creare più spirito civico che servì ad amalgamare una popolazione formata
dagli Etruschi e Latini, che poi porterà però ad un colpo di stato dei Patrizi che volevano il potere
solo per loro cacciarono il re e diedero inizio alla Roma repubblicana

TARQUINIO IL SUPERBO: L’ultimo re di Roma, chiamato il superbo per la sua dittatura e i suoi
metodi tirannici durante il suo governo: è così che la leggenda ci racconta, infatti il re essendo
un’entità sacra, per riuscirlo a cacciare dovettero parlarne “male” per auto giustificarsi iniziando
cosi parlando male del sovrano e convincersi di fare del bene e non del male.
Quindi il re ormai cacciato dalla città chiese aiuto ad un altro re etrusco di aiutarlo ma fallendo e da
li in poi la civiltà etrusco inizio una lenta “decadenza”.

PRIMA DELLA REPUBBLICA


Dopo aver cacciato il settimo e ultimo re a governare Roma i “patrizi” (che derivano dalla parola
“patres”) iniziarono a governare su Roma. Il patriziato divenne chiuso e non accessibile ai plebei
infatti furono vietati i matrimoni tra plebei e patrizi.
I patres erano che comandava la casa ed era a capo della “gens” che era un insieme di persone che
pensavano di far parte della stessa discendenza di uno dei fondatori di Roma, invece chi non ne
faceva parte veniva chiamato “plebeo”.

LA REPUBBLICA
Con la monarchia si affermò una nuova forma di governo chiamata “la repubblica”, ossia non avere
una sola persona al potere
La prima opzione era di dividere il potere del sovrano in due parti uguali che veniva dato a due
consoli, che stavano in carica solamente un anno cosi limitando il potere senza rischiare di ritornare
con un solo uomo al potere.
Però i consoli non avevano tutto il potere infatti il senato, formato dai patrizi in carica a vita,
inizialmente erano loro ad avere veramente il potere. Erano vestiti con una toga ornata da una larga
fascia di porpora e dei calzari rossi.
Se però a Roma si dovessero presentarsi problemi difficili e molto gravi i consoli potevano dare il
potere ad un dittatore unico che aveva una carica di 6 mesi ed aveva poteri assoluti.

I CLIENTI
Il sistema clientelare si basa su i cliente e sono la “forza” delle Gens.
I clienti sono cittadini di Roma, poveri che venivano protetti dai patrizi economicamente e
giuridicamente; in cambio la Gens ottiene fedeltà assoluto tra cui vari lavori anche militari.
Più una gens ha soldi più clienti possiede e se ne possiede tanti possono “corromperli” per le
elezioni così avendo votazioni corrotte.

LE RIVENDICAZIONI DEI PLEBEI


I plebei a Roma lavoravano guadagnavano e potevano votare ma il loro potere era molto al di sotto di
quello dei patrizi. Allora iniziarono a protestare per ottenere gli stessi diritti dei patrizi, infatti per i
primi due secoli ci furono molte guerre interne fra di loro.
Nel 498 a.C i plebei lasciarono Roma e si ritirarono sull’Aventino (secessione
dell’Aventino)minacciando di non ritornare più. Infatti la vita economica romana si paralizzò.

LE VITTORIE DEI PLEBEI


I plebei grazie alla secessionione dell’Aventino ottennero due persone che potevano far parte della
vita politica di Roma e venivano chiamati Tribuno della plebe, queste due potevano avere il “diritto di
veto” ossia potevano rifiutarsi di accettare delle leggi che facevano i consoli. I tribuni della plebe
erano anche inviolabili infatti erano protetti dalla legge.
Le leggi delle 12 tavole, definite primitive e crudeli e furono la secondo “vittoria” che ottennero dopo
il Tribuno della plebe. Queste leggi furono le prime leggi scritte a Roma, infatti servivano soprattutto
per tutelare i plebei (in tribunale i giudici erano solo patrizi però con le leggi scritte dovevano avere
gli stessi “diritti” sia i plebei e i patrizi).
Dopo averle ottenute gradualmente dopo un paio di secoli fu abolito il matrimonio tra patrizi e plebei
e pian piano iniziarono ad ottenere cariche politiche più importanti fino ad arrivare nel 366 a.C un
plebeo viene eletto console per la prima volta.

LE MAGISTRATURE REPUBBLICANE
A Roma il controllo dei poteri era guidato dai magistrati ed ognuno avevano diversi poteri, il potere
di Roma si basava su equilibrio (potere non deve essere MAI sbilanciato) e controllo (nessuno ha il
potere di fare qualcosa senza essere controllato)
– 1 dittatore: solo in caso si emergenza, la carica durava per 6 mesi
– 1 comandante della cavalleria: era il vicedirettore, la carica durava 6 mesi
– 2 consoli: hanno potere del re diviso in 2, hanno potere militare, hanno potere religioso, la
carica durava 1 anno

CURSUS HONORUM: struttura romana, per fare uno dei ruoli più importanti prima dovevi fare per
forza fare il precedente ruolo, importante e con meno potere.
Quindi per ambire al ruolo più importante dovevi passare SEMPRE da quelli che venivano prima
– Questore: magistrati nubili e l’età minima per parteciparvi era 30 anni, era la prima carica del
cursus honorem ed erano ragionieri dello stato
– Pretore: Era un magistrato romano che faceva parte di un collegio di 8 funzionari. La sua
attività era la concessione “dell’actio” (ossia lo strumento che permetteva ad un cittadino
romano che chiedeva la tutela nella caso ci fosse una legge inerente e poteva andare in
tribunale. Veniva eletto dai comizi centuriati e la carica durava 1 anno
– Console: esercita autorità su tutti i pubblici affari e i funzionari a Roma
– Censore: era la carica più alta, non tanto per il potere ma al prestigio che li circondava,
strutturavano le centurie, il potere della censura ossia di scrivere dei fogli dove si chiedeva
alle famiglie quanto guadagnavano in un anno per poi sistema le varie classi sociali. Venivano
cambiati ogni 18 mesi
– Edile: colui che costruisce edifici e strade

OTZIUM: lo praticavano i patrizi, infatti loro non dovendo lavorare potevano partecipare
(gratuitamente) alla vita politica, infatti lavoravano non per se stesso ma per il pubblico
NEGOZIUM: lavorando per ottenere soldi e guadagnare, attività personali ossia il fatturato

ESPANSIONE DELLA POTENZA ROMANA


La espansione si caratterizza non alla vittoria ma principalmente dalle sue sconfitte. Infatti Roma
ogni volta che veniva sconfitta si rialzava sempre più forte di prima.

LA GUERRA CONTRO VEIO


Veio una città etrusca molto potente e la più vicina a Roma inizia a pensare di attaccare Roma.
Allora Roma contrattacca e dopo dieci anni con il dittatore Furio Camillo riescono a conquistarla e
radere al suolo il territorio poi dividendolo tra i cittadini.

LA MINACCIA DEI GALLI


Gli etruschi stanno pian piano decadendo,ma questo favorisce Roma che riesce a ricavarne più
spazio, questa decadenza è causata anche da un popolo a nord degli Etruschi, I Celti (chiamati Galli
dai romani).
I Galli erano un popolo nomade che pensavano solo a saccheggiare e a distruggere.
Allora dopo aver saccheggiato Chiusi (una città Etrusca) decidono di saccheggiare Roma
Infatti nel 390a.c con il “Sacco di Roma”, Roma viene distrutta e saccheggiata dai Galli. Fu uno dei
punti più bassi di Roma che poi dovettero pagare per riprendersi il territorio perché i Galli non
volendo conquistare il territorio e solamente saccheggiare e rubare oro

LA SUPREMAZIA SUL LAZIO


Gli Equi e i Volsci sono due popolo vicini a Roma che sono da secoli nemici di Roma.
I Volsci allora dopo il Sacco di Roma, dopo esser stati sconfitti precedentemente, cercano di
conquistare Roma fallendo però. Infatti furono conquistati e sottomessi definitivamente

LE GUERRE SANNITICHE
I romani, dopo le guerre in Lazio, avevano iniziato un ingranaggi implacabile di guerre dove non
potevano uscirne.
Infatti il popolo dei sanniti fu un avversario molto forte e difficile da battere da parte dei romani;
questa guerra durò per ben 50 anni.
I Sanniti erano un popolo guerriero montanaro molto forte e resistente.
Durante queste guerra ci fu una grande sconfitta dei romani che durante la seconda guerra
sannitica furono intrappolati in un valle e poi circondati e distrutti e umiliati.
Infatti i romani dopo essere spogliati da armatura e armi venivano fatti passare sotto una fila di
giavellotti mentre venivano insultati e sputati, questo evento fu chiamato “forche caudine” e fu un
altro punto molto basso per i romani.
Dopo le “forche caudine” i romani capiscono che non possono più utilizzare la falange degli opliti,
un principale difetto era la scarsa manovrabilità. Quindi viene creato un nuovo esercito su cui la
struttura base era il manipolo. Questo esercito veniva chiamato esercito manipolare ed era formato
da piccole parti di falange oplitica con miglior movimento e miglior mobilità
I romani non si arresero e infatti durante la terza guerra sannitica combattuta conto una lega
formata da Sanniti, Etruschi, Galli, Taranto riuscirono a sconfiggere l’alleanza e dopo aver sciolto
l’alleanza i Sanniti dopo pochi anni di resistenza si arresero a Roma.

LE GUERRE CONTRO TARANTO E LA CONQUISTA DELLA MAGNA GRECIA


Taranto sapendo che era già un mirino di Roma chiamo Pirro (re del Epiro) per aiutarlo nella guerra
contro Roma.
Pirro ha un arma segreta nel suo esercito, ossia un bel gruppo di elefanti da guerra.
La “vittoria di Pirro” un detto odierno che significa che ha vinto una battaglia ma hai perso la guerra.
Infatti appena arriva Pirro vince varie battaglie però queste battaglie non durarono tanto infatti nella
battaglia di Malevento (poi Benevento) sconfiggono Pirro e Taranto si arrende cosi Roma riesce a
conquistare tutto il sud-Italia

LA SOCIETÀ E LA POLITICA DI CARTAGINE


A capo della società cartaginesi ci sono 2 “sufeti” e avevano il potere del re diviso in due.
I due “sufeti” però non avevano carica militare, infatti erano i generali (militari formati per gestire
l’esercito) erano coloro che possedevano il potere militare.
Il potere a Cartagine era oligarchico infatti era nelle mani della ricca aristocrazia mercantile.
L’esercito era molto debole perché formato da mercenari e non cittadini cartaginesi.

LE 3 GUERRE PUNICHE
Dopo aver conquistato tutta l’Italia un altro nemico compare contro Roma, ossia Cartagine.
Roma volendo il controllo completo del mediterraneo deve per forza iniziare la guerra contro
Cartagine.
Cartagine era una colonia fenicia (Fenici)

LA PRIMA GUERRA PUNICA


La prima guerra punica è una guerra marittima, per scelta di Roma perché ha un’arma segreta.
La nave romana ha un rostro, ossia uno sperone di metallo che colpiva le navi nemiche; inoltre
avevano il corvo.
Il corvo era un ponte girevole che serviva per attraccare le altre barche e trasformare una guerra
marina in una guerra su terra.
Grazie a questo riescono a vincere la prima guerra punica.
L’esercito romano però non felice attacco su terra i Cartaginesi fallendo, così perdendo una parte
dell’esercito e un console chiamato Attilio Regolo

LA SECONDA GUERRA PUNICA


Annibale (uno dei 3 leoni), un generale cartaginese e uno dei più importanti della storia figlio di
Amilkare (generale cartaginese che vuole Roma distrutta e si dedica tutta la vita a distruggerla)
Annibale vuole fare un impresa e ci riesce infatti decide di battere vita terra contro i romani,
partendo dalla Spagna per poi attaccare Roma partendo da nord riuscendo ad arrivare fino a Roma
senza perdere nemmeno una battaglia (Ticino, Trebbia, Trasimeno).
Annibale però non attacca Roma ma si dirige verso la Puglia per cercare di convincere gli alleati di
Roma di passare dalla parte di Cartagine.
Però Roma ha un asso nella tasca, chiamano un dittatore, Quinto Fabio Massimo detto il
Temporeggiatore.
Però dopo il dittatore due consoli decidono di attaccare Annibale con un esercito di 80000 uomini
nella battaglia di Canne. Questa battaglia però è una carneficina e probabilmente la sconfitta più
pesante di Roma, infatti grazie a una magnifica mossa a tenaglia che si studia ancora oggi.
Allora i romani capiscono che Quinto Fabio Massimo aveva ragione iniziarono ad utilizzare di nuovo
la tecnica del temporeggiatore. Allora Annibale non riuscendo più ad attirare Roma inizia a perdere
potenza e perdere uomini del suo esercito.
Allora al comando di Roma arriva Publio Scipione detto “l’africano” che ha risolto la seconda guerra
punica agendo in contropiede attaccando direttamente l’Africa ossia Zama così costringendo
Annibale a tornare a casa e Scipione sconfigge Cartagine e Annibale, così la seconda guerra punica
si conclude con la vittoria di Roma. Il mediterraneo diventa Mare Nostrum ossia il mare dove
comandava Roma.
Catone il censore insieme ad altri senatori vanno a Cartagine per controllare la situazione, quando
però osservano Cartagine vedono che si è già rialzata e sta rialzando la testa.
I senatori tornano a Roma e Catone fa un discorso in Senato, tira fuori dalla toga un cesto di fichi da
Cartagine e dice una famosa frase “censeo Carthaginem esse delenda” dove dice che Cartagine
andava distrutta ogni volta che faceva un discorso lo ricordava.
Catone riuscì a vincere e la città di Cartagine fu rasa al suolo e fu cosparso del sale.
I romani smettono di “conquistare” alleati ma iniziano a conquistare province.
Dopo la terza guerra punica i Romani conquistano la macedonia e la Grecia, che era ad un livello
culturale molto più alto.
La cultura greca pian piano riesce ad entrare però a Roma e diffondendosi modificando gli ideali
romani. Questa cosa però ad alcuni non va bene.
Il “mos maiorum” era come vivevano gli antenati e cosa alcuni romani volevano portare avanti ossia
non vivere con i valori dei greci ma con i valori degli antichi romani.
I principi del mos maiorum erano:
– Fides: Lealtà/fedeltà, un uomo romano rispetta la parola dat
– Pietas: Rispetto verso TUTTO
– Majestas: I romani vedono Roma come superiore all’individuo
– Virtus: Deriva da “vir” uomo, ossia l’uomo romano doveva essere forte, doveva comportarsi
da maschio
– Gravitas: Condotta del romano tradizionale, mantiene l’ordine e l’auto controllo e rimane serio

Uno di quelli che portava avanti questa teoria era proprio Catone che odiava dal profondo del suo
cuore la cultura greca.
Anche se molti provano a non inluenzarsi da questa cultura, essa era troppo “forte” per scomparire
infatti rimane a Roma.
IL PROLETARIO URBANO
L’età dopo le espansioni si chiama l’età delle riforme.
I piccoli proprietari terrieri erano coloro che ne risentivano di più delle condizioni di vita che
diventavano sempre più dure, infatti dopo essere ritornati da guerre trovavano i campi distrutti
dovevano quindi venderli ai latifon
I latifondisti invece non avevano problemi perché oltre a molte terre avevano anche molta forza (gli
schiavi, che erano diventati sempre meno costosi)

I GRACCHI
Tiberio e Gaio gracchio erano due nobili romani e la madre Cornelia era la figlia di Scipione l'
africano
Tiberio vede la situazione e si fa eleggere tribuno della plebe e ta una proposta di legge, ta una
riforma agraria, in cui si doveva fare una nuova divisione del suolo pubblico.
Nessuno può possedere più di 125 ettari di terra pubblica .
Questa riforma si fa perché erano i piccoli proprietari che combattevano nell' l'esercito .
E il terreno tolto ai latifondisti veniva dati agli ex proprietari terrieri divisi a 7 ettari per ogni piccolo
proprietario terriero. Facendo cosi ritornavano i piccoli proprietari terrieri nell' esercito
I senatori che erano grandi latifondisti dicono che Tiberio Gracco fa così perché vuole diventare un
tiranno, i senatori lo fanno uccidere insieme a molti suoi seguaci, ad eliminare Tiberio furono i clienti
perché seguivano gli ordini dei loro padroni
Ore se una persona non condivideva le idee di un altro, veniva ucciso dalla folla mandato dall'altra
persona

LE RIVENDICAZIONI DEI SOCII


Gli alleati italici nel periodo dell’espansione di Roma sono molto legati a Roma infatti combatterono
sempre assieme.
Però i socii vogliono avere qualcosa in cambio e il loro portavoce è proprio Gaio Gracco.
Gaio voleva dare la cittadinanza romana a tutti i soci, però i socii non bastano e viene ucciso da un
tumulto.
Dopo la sua morte accaderono varie guerre sociali dove i socii riuscirono a prendersi la cittadinanza
romana

LA FINE DELLA REPUBBLICA ROMANA


Gaio Mario forgia l’arma che alcuni useranno per uccidere la repubblica romana.
La società romana era corrotta e i cittadini volevano cambiare il governo.
Allora per risolvere tutto nel senato spunta Gaio Mario, che non è un patrizio ed è un “homo novus”
che non ha antenati che hanno fatto consoli e senatori a Roma e anche non nato a Roma.
Gaio Mario era appoggiato da una famiglia patrizia (Metelli), sposato poi con Giulia, la zia di Gaio
Giulio Cesare.

LA RIFORMA DELL’ESERCITO DI GAIO MARIO


Dopo aver ottenuto un sacco di potere Gaio fa una riforma dell’esercito.
Ossia lo stato doveva dare uno stipendi, armi e armatura ad ogni soldato arruolato.
La nuova unità dell’esercito era la coorte, unità di 600 uomini divisa in 3 manipoli.
Dieci coorti verrano chiamate legioni ed ecco da dove deriva il nome di legionario.
Gli eserciti diventano eserciti personali, infatti i generali assoldavano i soldati anche promettendo
terra in caso di vittoria.
D’ora in poi le lotte di potere saranno tra i generali perché più soldati si aveva più potere si aveva.
Infatti a Roma iniziano delle sanguinose di guerra civili per quasi un secolo.

LUCIO CORNELIO SILLA


Silla era un vice di Gaio Mario, dopo che però il senato da un esercito per combattere una guerra lui
non lo fa, infatti conquista Roma.
Mentre Silla era andato in oriente, Gaio Mario chiama i suoi veterani e si riprende Roma spargendo
sangue e facendo un carneficina trai senatori.
Poco dopo però muore anche se però il figlio continua a governare su Roma. Silla però torna a Roma
battendo tutti i mariani compreso il figlio e riconquista Roma.
Allora lui scrive la lista di proscrizione, ossia erano dei nomi scritti su una lista, queste persone
potevano essere ammazzati senza ricevere delle pene e potevano prendere tutte i beni di esso.

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