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Storia Di Roma

Il documento descrive i ritrovamenti di ominidi e resti animali nell'area di Roma, risalenti a diverse epoche, a partire dall'Homo heidelbergensis del Pleistocene medio fino a insediamenti neolitici e dell'età del rame. Tra i reperti significativi ci sono quelli di Polledrara di Cecanibbio, Casal de' Pazzi e Monte Sacro, evidenziando una lunga storia di presenza umana e sfruttamento del territorio. Inoltre, si menzionano necropoli e insediamenti che attestano la complessità delle comunità preistoriche nella regione.

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Storia Di Roma

Il documento descrive i ritrovamenti di ominidi e resti animali nell'area di Roma, risalenti a diverse epoche, a partire dall'Homo heidelbergensis del Pleistocene medio fino a insediamenti neolitici e dell'età del rame. Tra i reperti significativi ci sono quelli di Polledrara di Cecanibbio, Casal de' Pazzi e Monte Sacro, evidenziando una lunga storia di presenza umana e sfruttamento del territorio. Inoltre, si menzionano necropoli e insediamenti che attestano la complessità delle comunità preistoriche nella regione.

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Le più antiche tracce di ominidi nell'area di Roma, sono quelle relative a utensili riferibili

all'Homo heidelbergensis risalenti al Pleistocene medio (circa 325.000-310.000 anni fa),


ritrovate nella Polledrara di Cecanibbio, su via di Cecanibbio nella zona di Castel di Guido,
insieme a resti di grandi mammiferi, come elefanti preistorici e uro.[1]

Un altro importante e numeroso deposito di resti animali preistorici, è quello di Casal de'
Pazzi scoperto nel 1981 nei pressi del fiume Aniene tra via Nomentana e via Tiburtina,
riferibile a circa 200.000 anni fa. Anche qui sono state rinvenute numerose ossa
di vertebrati, attribuibili per lo più a mammiferi e uccelli; tra i primi ricorrono con maggiore
frequenza l'elefante antico, il rinoceronte e l'ippopotamo. Nel giacimento è stato rinvenuto
un frammento di parietale destro attribuibile al genere Homo, con caratteristiche definite
come preneandertaliane.[2] Si riferiscono invece all'uomo di Neanderthal, i reperti relativi al
famoso ritrovamento del 1929 vicino all'Aniene, in zona Monte Sacro, dell'uomo di
Saccopastore, vissuto circa 125.000 anni fa.[3]

Altri ritrovamenti sono quelli del sito della scavo della Valchetta a Monte Mario, con resti
risalenti a 65.000 anni fa, e a Quadrato di Torre Spaccata, presso la via Tuscolana, dove
sono stati portati alla luce resti di un insediamento del Neolitico finale risalente a circa
6.200-6.100 anni fa e di un altro della fine dell'età del rame risalente a 4.700-4.600 anni fa.
[4]

Più recenti sono numerosi altri insediamenti e necropoli con tombe ipogeiche a
grotticella (facies di Rinaldone, gruppo Roma-Colli Albani e del Gaudo)[5] che coprono un
arco di tempo compreso tra il Neolitico antico (facies della ceramica impressa medio-
tirrenica, circa 7.600 anni fa) e l'inizio dell'età del rame (facies della ceramica a pettine
trascinato, circa 4.700-4.000 anni fa), documentando una intensa frequentazione e
sfruttamento del territorio del suburbio da parte di comunità complesse e ben strutturate [4].

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