FEBBRAIO 2024
PIET
MONDRIAN:
GEOMETRA
DELL’ASTRAZIONE
[Link]
CULTURA
I primi passi nel mondo dell’arte
Pieter Cornelis Mondriaan nasce da una famiglia calvinista ad
Amersfoort in Olanda il 7 marzo 1872. Familiarizza con il mondo
dell’arte molto presto poiché sia il padre che lo zio erano artisti. Tra il
1892 e il 1897 studia ad Amsterdam presso l’Accademia di Belle Arti e si
forgia come pittore, studiando il disegno dal vivo e la natura morta e
iniziando a realizzare opere che traggono ispirazione
dall’impressionismo francese.
Nei primi anni del Novecento concentra la sua produzione su dipinti di
stampo realista che riproducono elementi della campagna olandese,
modificando nel tempo la sua tecnica pittorica anche delle influenze
che su di lui esercitarono l’arte di Van Gogh, il puntinismo e Munch
con il suo simbolismo nordico.
In questo periodo è ravvisabile un cambiamento stilistico da quella che
era una pittura figurativa a una visione più rappresentativa con linee
che diventano più semplici e assumono una certa rigidità, colori che
perdono la loro vivacità per assestarsi su tonalità più fredde e nette, e
una verosimiglianza con la realtà che si fa sempre più tenue.
Questi sono anche gli anni in cui viene in contatto con le teorie
teosofiche che condizionarono il suo modo di intendere l’arte e la
cultura. La teosofia professava un’ unica verità divina sostanzialmente
uguale per tutte le religioni e teorizzava che il solo scopo dell’uomo era
ricongiungersi all’Uno, trovando la verità non solo nella ragione, ma
anche grazie alla meditazione e al misticismo.
PATRIMONI D'ARTE 1
Il primo soggiorno a Parigi
Nel 1909 espone alcuni dei suoi lavori
allo Stedelijk Museum di Amsterdam
per poi trasferirsi nel 1912 a Parigi,
nel quartiere di Montparnasse, luogo
di grande fermento artistico e
culturale.
Qui entra in contatto con il cubismo
di Braque e Picasso di cui ammira la
nuova tecnica realizzativa e
l’inserimento all’interno delle
Fig.1
composizioni di elementi plastici
Edificio storico Stedelijk Museum
slegati dalla contingenza dell’oggetto. Amsterdam, 1895 circa
Nella capitale francese modifica
così il suo approccio alla pittura,
passando dai paesaggi ad un’arte
più geometrica dove le forme
naturali assumevano un realtà più
essenziale. Per meglio integrarsi
nella società di artisti parigini
decide di dare al suo cognome una
veste più francese cambiandolo in
Piet Mondrian.
Fig. 2
The Sea. 1912, Piet Mondrian
PATRIMONI D'ARTE 2
A causa di problemi familiari fa
ritorno in Olanda e qui è costretto a
rimanervi in seguito allo scoppio
della Prima Guerra Mondiale. Nel
1915 dipinge Composizione n °10 in
bianco e nero. (Molo e oceano) che
decreta la definitiva rottura con i
suoi lavori precedenti, utilizzando
una nuova poetica che astrae e
sintetizza l’immagine in un reticolo
di maglie, formate da linee nere
orizzontali e verticali, che
Fig.3
rappresentano l’infrangersi delle Composizione n°10 (Molo e Oceano),
onde del mare sul molo posizionato 1915, Piet Mondrian
sull’asse centrale.
Il ritorno in Olanda e la nascita
del Neoplasticismo con De Stijl
Una lezione questa che aveva imparato, come già detto, nei suoi anni
francesi a contatto con la corrente cubista che aveva il merito, secondo il
pittore, di aver eliminato la visione soggettiva dall’osservazione del reale.
Durante il suo soggiorno olandese Mondrian viene in contatto con un
gruppo di artisti dei quali condivide la visione artistica e fonda nel 1917 con
Theo van Doesburg la rivista De Stijl, che riunisce scultori, architetti,
pittori e poeti che ricercano l’universalità del senso percettivo, eliminando
la visione individuale dell’uomo per dare vita ad una compenetrazione fra
l’arte e lo spazio in cui scorre la vita.
PATRIMONI D'ARTE 3
Fig.4 Fig.5
La rivista De Stijl La composizione VII Le tre
Grazie, 1917, Theo van Doesburg
Nasce così il Neoplasticismo che
prevedeva di dare vita ad una nuova
visione dell’arte, tramite l’espressione
di pura realtà nell’opera, arrivando a
rappresentare l’essenziale universale,
aborrendo qualsiasi rappresentazione
tragica e personale in favore di una
visione più profonda della realtà
sensibile.
Mondrian traduce questi principi in
Fig.6
una pittura che elimina la terza
Composition A: Composition
dimensione per lasciare posto a linee with Black, Red, Gray,
rette ortogonali che delineano lo spazio Yellow,Blue and White . 1919.
della tela in settori che saranno poi Piet Mondrian
occupati da colori primari come unico
mezzo espressivo del pittore per
rappresentare un’immagine depurata
dal contingente e tesa ad una
razionalità estetica concettuale.
PATRIMONI D'ARTE 4
La scelta di linee rette è in
conseguenza della natura delle
linee curve che esprimono
emotività nella propria forma che
assurge molto spesso a
decorazione.
I colori sono puri e in tinta unita,
stesi in modo piatto sulla tela, così
Fig.7
da essere slegati da quelli che sono
Tableau I, 1921, Piet Mondrian i sentimenti del pittore e dalla
mano guidata dal sentire personale
nel corpo delle pennellate e nelle
loro sfumature.
Le opere dipinte ad olio presentano
campiture quadrate o rettangolari
di diverse dimensioni dove il
giallo, il blu e il rosso insieme a
non colori come il nero, il bianco e
il grigio costituiscono griglie
bidimensionali e asimmetriche che
ripropongono la realtà sotto una
visione astratta e assoluta.
Fig.8
Composizione con Piano Grande
Rosso, Giallo, Nero, Grigio e Blu,
1921, Piet Mondrian
PATRIMONI D'ARTE 5
La rottura tra Mondrian e van
Doesburg
La collaborazione con van
Doesburg inizia a vacillare nel 1921
quando quest’ultimo crea Mecano,
rivista dedicata alla fervente epoca
industriale e al sempre più veloce
progresso tecnico di quegli anni.
Questa apertura alle innovazioni
tecniche trova la disapprovazione
di Mondrian che concepiva l’arte
come una composizione di linea,
piano e colore, un pensiero molto
vicino all’astrattismo di Kandinskij,
che rifiutava però il positivismo, al
contrario dei neoplastici che Fig.9
Theo van Doesburg al Cafè de
avevano fatto tesoro della l'Aubette a Strasburgo, 1927
perfezione delle leggi matematiche
legandosi allo scientismo.
Van Doesburg, influenzato dalle avanguardie russe, inserisce nel suo
elementarismo una certa dinamicità grazie all’elemento diagonale,
abolito invece da Mondrian che si caratterizza per un elementarismo
più statico.
PATRIMONI D'ARTE 6
L’utilizzo di diagonali, rompe
l’equilibrio compositivo e dà vita ad
una dissonanza che introduce
nell’opera l’elemento ritmico.
Questo modo di fare arte è opposto
alla convinzione sostenuta da
Mondrian che la pittura non possa e
non debba essere una sorta di libera
sperimentazione, ma sia essa stessa
l’essenza del reale tradotta in
termini figurativi.
Tale diversità di visione porta alla
Fig.10
rottura definitiva nel 1924, quando
Composizione in grigio (Rag-
time), 1919, Theo van
Mondrian prende la decisione di
Doesburg, abbandonare De Stijl, che
continuerà con le sue pubblicazioni
fino al 1932 con un ultimo numero
dedicato allo scomparso Theo van
Doesburg.
Nonostante le diverse visioni
teoriche, i due artisti avranno
sempre l’uno per l’altro grande
stima, tanto che Mondrian
riconoscerà a van Doesburg di
essere stato l’unico insieme a lui ad
Fig.11 aver realizzato pura arte astratta.
Contro-composizione XIII,
1925-1926, Theo van
Doesburg, esempio di utilizzo
delle linee diagonali
PATRIMONI D'ARTE 7
Durante la sua esistenza Mondrian dà vita a ben 245 Composizioni
dove l’elemento geometrico produce immagini definite e precise che
restituiscono il senso armonico delle cose nel loro intrinseco equilibrio.
Nell’opera l’uno coincide con il molteplice e può rappresentare un
insieme di cose che si identificano negli stessi elementi dando adito ad
illimitate possibilità dell’essere.
A contrapporsi alle sue creazioni le Controcomposizioni di van
Doesburg che invece di linee ortogonali presentano un andamento
diagonale che instilla nell’opera una dinamicità di cui le opere di
Mondrian sono prive, almeno fino alla sua produzione ultima.
Composizioni
Fig. 12
Composition No.10, 1942, Piet
Mondrian,
Fig.13
Contra-Composition with
Dissonances XVI, 1925, Theo
van Doesburg,
Controcomposizioni
PATRIMONI D'ARTE 8
Il secondo soggiorno parigino
Nel 1919, quando ancora faceva parte di De Stijl, Mondrian si trasferisce
a Parigi e qui pone la sede del suo studio in Rue de Coulmiers. È in
questo periodo che la sua arte raggiunge una piena e convincente
maturazione.
Il cambiamento rispetto alle prime opere astratte è evidente e dal 1921
si può affermare che Mondrian porti a compimento quanto da lui
teorizzato pochi anni prima. Se nelle prime raffigurazioni le linee sono
grigie e sottili e l’uso del bianco è minoritario rispetto a quello dei
colori primari, con il tempo lo spessore delle linee aumenta e si
propagano ininterrottamente fino al bordo della tela così come i colori
diminuiscono per lasciare spazio a sempre più aree bianche.
Sebbene lo stesso Mondrian teorizzasse un uso del colore piatto dove la
soggettività della pennellata non dovesse essere percepita, quando
andiamo ad analizzare i suoi lavori si può notare un diverso uso del
pennello nella realizzazione dell’opera.
Se per le linee nere e i colori non si notano pennellate particolari, per
le zone bianche si possono evidenziare diversi strati creati da
pennellate che non seguono tutte la stessa direzione, donando così una
maggiore profondità a queste aree che sembrano quindi dominare la
composizione.
A partire dagli anni trenta le zone di colore quasi scompaiono per
lasciare il passo ad un uso più marcato della linea, molto spesso anche
doppia, al fine di dare alla propria creazione artistica un senso
dinamico che prima mancava.
PATRIMONI D'ARTE 9
Uso marcato della linea e
più aree bianche
Fig. 14
Composizione con giallo, blu
e rosso 1937-1942, Piet
Mondrian
Fig.15
Composizione B ([Link]) con
Rosso 1935, Piet Mondrian.
PATRIMONI D'ARTE 10
Sempre a Parigi a far parte di Cercle et Carré, gruppo fondato nel 1929 e
di cui facevano parte numerosi artisti che si riconoscevano nei principi
dell’arte astratta. Con lo stesso nome nacque una rivista di cui furono
pubblicati tre numeri fra il 1929 e il 1930. Il 30 aprile 1930 il gruppo
organizza la prima mostra collettiva di arte astratta a cui partecipano
nomi importanti come Mondrian e Kandinskij.
L’esperienza nei gruppi Cercle et Carrè
e Abstraction-Création
Fig.16
Foto della mostra Cercle et Carré del
1930 con opere di Werkman, Mondrian
e Stażewski
Fig.17
Rivista "Cercle et Carré", n. 1, 15 marzo 1930.
Il logo, invece, fu realizzato da Pierre Daura
nel 1929
PATRIMONI D'ARTE 11
L’attività europea di Cercle et Carré
si esaurirà un anno dopo, nel 1931,
quando nasce Abstraction-
Création, coalizione di artisti
sempre dichiaratamente impostata
secondo le linee guida
dell’astrattismo.
Il gruppo riunisce differenti correnti
all’interno della più generica Fig.18
definizione di arte astratta e molti Cahier d'avanguardia pubblicato
annualmente, Creazione-
artisti da tutta Europa scelgono di
astrazione 1 (1932)
prendervi parte, come ad esempio Redattore: Jean Hélion
Kandinskij, Vantongerloo, Fontana
e Mondrian.
Nonostante Abstraction- Création
conclude la sua esistenza nel 1936,
rimarrà un’esperienza
fondamentale per gli artisti che vi
hanno partecipato e che hanno colto
lo spirito innovatore del pensiero
astratto nella sua volontà di
analizzare criticamente la realtà
abbandonando gli elementi più
emotivi e soggettivi. Fig.19
Nude, 1960, Auguste Herbin,
© ADAGP, Parigi e DACS,
Londra 2024
PATRIMONI D'ARTE 12
Gli ultimi anni di vita:
il soggiorno newyorkese
Con l’incalzare del Nazismo Mondrian si trasferisce a Londra nel 1938 e
due anni dopo decide di lasciare l’Europa per trasferirsi a New York
dove rimane coerente nel perseguire le sue idee neoplastiche
producendo nuovi scritti ed entrando a far parte dell’American
Abstracts Artists, associazione di artisti nata nel 1936 e che continuerà
a sopravvivere fino al 1941.
Nel 1942 partecipa alla Artists in Exile, mostra collettiva che riunisce
diversi personaggi europei, come ad esempio Chagall e Breton,
costretti a rifugiarsi negli Stati Uniti per via delle persecuzioni naziste e
della guerra imperante. Nello stesso anno espone le sueopere in una
mostra organizzata presso il Valentine Dudensing Gallery, dove
avranno seguito negli anni successivi altre due mostre(1943 e 1946)
sempre dedicate al talento olandese.
Fig. 20
Fotografia del 1942 che ritrae i
partecipanti alla Artists in Exile:
Matta Echaurren, Ossip Zadkine, Yves
Tanguely, Max Ernst, Marc Chagall,
Fernand Leger, André Breton, Piet
Mondrian, André Masson, Amdeé
Ozenfant, Jacques Lipchitz, Pavel
Tchelitchew, Kurt Seligmann e Eugene
Bermann
PATRIMONI D'ARTE 13
L’ambiente newyorkese, con la sua mondanità e frenesia influisce
significativamente sul modo di concepire e fare arte di Mondrian, tanto
che le sue ultime opere risentono della fascinazione del pittore per il
ritmo della vita della Grande Mela e dei balli scatenati come il boogie-
woogie.
Fig.21 Fig.22
Broadway Boogie-Woogie, 1942-1943 Victory Boogie-Woogie, 1942-1944
Le produzioni tra il 1942 e il 1944, vedono come protagonista un
elemento prima ignoto nella poetica di Mondrian, ossia il movimento,
inserito in un contesto dove trovano spazio rappresentazioni nelle quali
i colori acquistano una vitalità nuova e l’assenza di linee nere marcate
dona un moto energico che richiama lo sfrecciare dei taxi, l’eccitazione
del ballo e la vivacità di Broadway. Sono di questo periodo opere come
Broadway Boogie-Woogie e Victory Boogie-Woogie, ultima creazione
dell’artista che rimarrà incompiuta a causa della sua morte, per
un’infezione polmonare, il 1° febbraio 1944.
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