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Marx

Il documento discute l'evoluzione del pensiero socialista in Europa, evidenziando il conflitto tra le ideologie marxiste e anarchiche all'interno della Prima Internazionale. Marx, attraverso il suo lavoro, critica la rappresentanza politica e l'alienazione dei lavoratori, proponendo un'analisi scientifica della società e dell'economia. La Seconda Internazionale, fondata nel 1889, riunisce i partiti socialisti europei sotto l'influenza del pensiero di Marx, che muore nel 1883 senza completare la sua opera principale 'Il Capitale'.

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Il documento discute l'evoluzione del pensiero socialista in Europa, evidenziando il conflitto tra le ideologie marxiste e anarchiche all'interno della Prima Internazionale. Marx, attraverso il suo lavoro, critica la rappresentanza politica e l'alienazione dei lavoratori, proponendo un'analisi scientifica della società e dell'economia. La Seconda Internazionale, fondata nel 1889, riunisce i partiti socialisti europei sotto l'influenza del pensiero di Marx, che muore nel 1883 senza completare la sua opera principale 'Il Capitale'.

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KARL MARX

nota vocale 12/10 whatsapp (gruppo ultimo banco)

Nome…
Partecipa alla prima internazionale e non è completamente d’accordo con Karl Marx, il suo obiettivo è
creare in Francia delle piccole comunità in cui è possibile tollerare proprietà privata e il lavoro è un
lavoro artigianale, che vede il lavoratore protagonista di ciò che fa e questo pensatore considera
queste piccole comunità in cui le norme che le regolano sono piuttosto leggere, non sono restrittive
come quelle imposte da uno stato assoluto.

Le cose cambiano quando all’interno della prima internazionale viene accolta l'associazione (nome?)
che si oppone alla componente marksista… vitto ?

Tra le due anime che erano emerse prepotentemente all’interno di questa associazione, quella che
prevale sarà quella marksista mentre l’anarchico andrà indebolendo sempre più e si stabilirà nei paesi
del mezzogiorno d’Europa, paesi non all’avanguardia, arretrati, mentre nell’Europa centro -
settentrionale si affermerà componente marksista, la componente anarchica cercherà di mettersi in
luce attraverso attentati terroristici che secondo loro dovevano essere la scintilla che avrebbe
determinato il sollevamento popolare, che miravano a colpire figure di maggior rilievo nei quali paesi:
questo progetto non viene realizzato (né in Russia, con Alessandro II zar di Russia, né in Italia ) =
avviene attacco ma non insurrezione popolare.

Per quanto riguarda la componente socialista (marxisti), crescono come gruppo che segue una certa
ideologia e che persegue l'emancipazione degli operai, il primo partito socialista nasce nel 1875 in
Germania, pochi anni dopo entra in clandestinità e poi si diffonderanno vari partiti socialisti in tutta
Europa.
● 1892 nasce partito socialista italiano(chiamato così dal 1895) (partito socialista dei lavoratori
italiani), diviso tra
○ Minimalisti o gradualisti o riformisti
○ Massimalisti o rivoluzionari o intransigenti
● poi nasce il partito social democratico russo ed entra immediatamente in clandestinità, nel
quale si distinguono due componenti:
○ bolscevichi (maggioranza)
○ menscevichi (minoranza)
● L’ultimo a essere fondato (1906) in Europa è quello inglese, espressione di tutte quelle
associazioni che si erano costituite negli anni venti del 19 secolo, che consentiranno la
formazione del labour party ( partito del lavoro), partito che nasce dalla forza dei sindacati
inglesi, i cosiddetti "trade unions” (nati nel 1824), i lavoratori hanno possono confrontarsi fra
loro
● All’interno dei parlamenti europei cominciano a introdursi esponenti dei partiti che
difendono gli interessi dei lavoratori
● 1889 nasce la seconda internazionale:
○ Mette insieme tutti i partiti socialisti
○ È una internazionale che si presenta come ispirata dal pensiero di Marx (che muore
nel 1883), chi vi fa parte e la anima è il suo collaboratore Friedrich H , che coordina
tutti i partiti che si sono nel tempo fondati in tutti i paesi europei

● Marx porta avanti in Inghilterra il suo studio sulle questioni relative all’economia, muore nel
1883 non riuscendo a pubblicare gli ultimi suoi volumi della opera più importante “il
capitale” (pag 105)
○ È rivoluzionario perché porta avanti uno studio dell economia sotto l’occhio
scientifico, egli si impegna alla difesa della parte più debole dell’economia capitalista
costituita da operai e lavoratori che all’epoca operavano in un ambiente piuttosto
difficile, in condizioni di sfruttamento
○ Contrapposizione tra ideologia e prassi, che vede la filosofia assumere le
caratteristiche di ideologia quando la filosofia non fa altro che riflettere la realtà così
come si presenta (e riflettere il mondo per quello che è) infatti un’opera di Marx
prende nome di “ideologia tedesca”, quindi la riflessione dei pensatori che
appartengono alla cultura tedesca su limitavano a descrivere la realtà così come si
presentava e in questo Marx pone Hegel ma anche buona parte degli appartenenti alla
sinistra hegeliana ( anche Feuerbach) e anche i socialisti suoi contemporanei (di
Marx), mentre marzo e Engels sono componenti di un socialismo scientifico che
considera le premesse storiche del loro tempo per ricavarne le inevitabili conseguenze
che portano a sostenere i gruppi destinati ad affermarsi,
○ rappresentati dal proletariato (gruppo destinato ad affermarsi nella lotta contro la
borghesia capitalista) ma questa conclusione non è una fantasia / utopia anzi è il frutto
di un’analisi di tipo scientifico (storica ed economica) che considera le premesse reali
di un determinato modo di produrre di un certo periodo e che non potrà non portare
all’affermazione di una componente sociale ina scesa rispetto alla componente in
declino; per cui analisi scientifico condotta da Marx in ambito storici ed economico fa
assumere alla filosofia ( non più caratteristici della ideologia, caratteristiche di analisi
del mondo descritto per quello che è ) ma fa assumere caratteristiche di prassi ( una
concezione rivoluzionaria)
■ Ideologia è quella visione che ci consente di analizzare la realtà per quella
che è
■ Prassi sottolinea aspetti che sono destinati a prevalere e avvia il discorso e
l’azione rivoluzionaria

OPERE MARX

● Intento di mettere in evidenza come scopo fondamentale, arrivare alla emancipazione


dell’uomo (liberarsi da sottomissione, mettersi alle spalle una serie di limitazioni che
impediscono all’uomo di esercitare in maniera compiuta la sua libertà), il primo ambito
approfondito da Marx è l’ambito politico descritto nell’opera “critica della filosofia hegeliana
del diritto pubblico”, che richiama alle convinzioni che Hegel ha dello Stato (riprendi def.
Stato per Hegel, anche Feuerbach aveva una definizione simile, aveva parlato di misticismo
logico: considerazione della grande venerazione del logos, cioè del pensiero, atteggiamento
formulato da Feuerbach che considera lo Stato come quella istituzione che deve indurre gli
uomini ad avere un grande rispetto di questa realtà, la quale riesce a dare soluzione ai
contrasti interni presenti tra gli individui che hanno interessi e bisogni diversi). Marx riprende
il misticismo logico di Feuerbach (della sinistra hegeliana) e lo approfondisce parlando dello
Stato liberale, Stato che secondo Marx solo formalmente garantisce uguaglianza tra i cittadini
attraverso il sistema della rappresentanza parlamentare, la quale era a vantaggio solo di un
gruppo ristretto di persone, quindi l’uguaglianza tra i cittadini era solo apparente. Hegel
distingue società civile (condizione prestatale, prima che nasca lo Stato, dove cittadini vivono
associati) e lo Stato (istituzione che è capace di ricomporre i contrasti nella società civile);
questa visione supera quella illuministica e contrattualistica che considerava società civile e
Stato coincidenti perché la società civile nasceva quando usciti dallo stato di natura , gli
uomini, si univano e si sottomettono all’unità superiore dello Stato. Marx sottolinea che
l’ambiente nel quale gli uomini vivono e sviluppano i loro rapporti (soprattutto economici) e
la società civile, dove si consuma lo scontro tra la classe lavoratrice (proletariato ) e la classe
imprenditrice (capitalista), questo scontro è proprio della società borghese, quella in cui c’è
questa forte tensione tra lavoratori-datori di lavoro, scontro che lo Stato (riflesso nella società
civile, non è una realtà originaria, ma è manifestazione della società civile) cristallizza /
sottolinea questa contrapposizione; i politici al tempo di Marx proteggono questa visione e
vengono indirizzati verso provvedimenti vantaggiosi per la classe imprenditoriale che è la più
forte, quindi la rappresentano dal punto di vista politico; quindi secondo Marx a differenza di
Hegel sostiene che lo Stato non è dove si risolvono opposizioni, ma anzi lo Stato sottolinea la
presenza di questa opposizione a tutto vantaggio della classe più forte, dominante,
capitalistica, che influenza e dirige le scelte dei politici verso interventi vantaggiosi per questo
gruppo, rappresentato attraverso le assemblee parlamentari nelle quali siedono i
rappresentanti di questo gruppo sociale. Ciò evidenzia che l’emancipazione politica non è
stata ancora raggiunta, perché la rappresentanza è in mano ancora alla classe dominante.
Questo problema viene ribadito da un altro testo, composto da Marx nel 1844 “la questione
ebraica” perché uno dei maggiori esponenti della sinistra hegeliana Bruno Bauer aveva
sostenuto che per superare la discriminazione degli ebrei in Germania, era necessario che lo
Stato divenisse completamente laico e trattasse tutti i cittadini ugualmente senza
discriminazioni di tipo sociale, in base alle convenzioni politiche e religiose; quindi ancora
nello Stato prussiano. Marx contesta la posizione di Bruno, perché secondo lui anche nello
Stato liberale i cittadini non saranno mai sullo stesso piano, quindi avanzare la questione
ebraica è una questione che riguarda un solo gruppo, ma Marx cerca una posizione di un
autore che ritiene che il problema riguardi una fascia molto più ampia di individui.
● Padre di Marx era ebreo, per esercitare la sua professione di avvocato si era dovuto convertire
al protestantesimo
● Scritto “questione ebraica” è in risposta a un pensatore delle sinistra hegeliana, Bruno Bauer
(Stato laico, al di sopra delle parti, avrebbe considerato cittadini uguali tra loro), mentre
secondo Marx questa laicizzazione non sarebbe stata sufficiente e evidenzia come
l’impedimento che blocca l’effettiva realizzazione dell’ uguaglianza (ARTICOLO 3 COMMA
2 COSTITUZIONE ITALIANA)

● Marx apprezza la divisione tra società civile e Stato fatta da Hegel


○ Hegel: Società civile considerata un ambiente con caratteristiche pre statali in cui i
cittadini esprimono i loro bisogni e interessi, ecco perché era una realtà

● CRITICA di Marx a Feuerbach:


○ Marx sosteneva che per liberare l’uomo era necessario combattere le religione perché
questo altro non era che l'alienazione dell’uomo, il quale estrania da sé la parte
migliore del proprio essere, attribuendo queste caratteristiche alla divinità, realtà
fittizia che l’uomo si costruiva motivando questa alienazione con il fatto che egli si
sentiva debole e incapace di affrontare l’esistenza da solo, quindi aveva bisogno di
una protezione, offerta da Dio = Marx non d’accordo
○ Questa sua critica viene in parte presentata nella sua opera del 1845 intitolata “tesi su
Feuerbach", qui evidenza che Feuerbach ha ben ragionato sulle cose da dire ma ha
mancato di portare alle estreme conseguenze la sua analisi, fermandosi alla superficie
e non andando a individuare le cause principali della condizione di sfruttamento dei
ceti popolare e dei lavoratori; l’alienazione é legata alla religione, ma la religione è lo
strumento utilizzato dai gruppi dominanti a livello sociale per opprimere con il lavoro
le classi lavoratrici. Feuerbach non ha considerato origine storica, sociale della
condizione di alienazione dei lavoratori, perché solo questa consentiva a chi si trova
in questa situazione di lottare. Perché gli uomini secondo la religione devono cercare
una realtà diversa da quella reale, la religione diventa la speranza/ ciò che consente
loro di sopportare queste condizioni, tanto che Marx def la religione nell’introduzione
del testo “i manoscritti economici filosofici” del 1844, come qualcosa che aiuta ad
affrontare un’esistenza misera e dura caratterizzata da sfruttamento e povertà.
○ Marx comincia la sua analisi, comincia a presentarci la sua proposta, la quale si
riferisce ad un'analisi molto puntuale sia relativa alla VITA REALE E CONCRETA,
alle condizioni esistenziali dei LAVORATORI dell’epoca, sia il frutto di uno studio
molto attento rivolto agli esponenti dell’economia politica inglese; pensiero racchiusi
in un testo che assieme alla famosa ideologia tedesca ciò consente di cogliere l’analisi
portata da Marx che ha come scopo quello di rivolgersi alla realtà concreta dei
lavoratori (sfruttati e abbruttiti dal lavoro di fabbrica) per arrivare alla sua proposta di
realizzare la rivoluzione e trasformare quelle condizioni che gravano sulla classe
lavoratrice per arrivare ad un cambiamento che consenta all’essere umano di guardare
al lavoro non come un peso ma come un’esperienza in cui l’uomo dà il meglio di sé
ed esprime la sua parte migliore e che rappresenta ciò che lo differenzia dagli animali,
che fanno sempre le stesse cose e portano avanti sempre gli stessi arti non quando
cercano di soddisfare i propri bisogni e rispondere in maniera sempre uguale,
adattandosi al cambiare nelle situazioni, ES:
■ le api grazie alla loro impostazione del cervello, costruiscono un alveare con
delle cellette esagonali perfette a sempre uguali a se stesse, quindi rispondono
alla situazione “costruiamoci una dimora” sempre allo stesso modo
■ Mentre uomo, dotato di intelligenza e creatività, riesce a usare intelligenza di
cui dispone per costruire qualcosa ( magari non perfetto come celle delle api)
ma che risponde in maniera più appropriata ai bisogni che emergono dallo
spazio nel quale egli si trova a vivere , quindi questa azione secondo Marx è
migliore degli animali
■ Mentre animali non hanno dato vita a una loro storia e vivono per loggi e
agiscono per soddisfare in modo i bisogni
■ Uomo per soddisfare i suoi bisogni crea rapporto con soddisfazione e
andando a avanti ha evoluto la propria storia, tecniche scientifiche che gli
hanno consentito di progredire e risparmiare forze, per cui questo aspetto
tipicamente umano rappresenta ciò che ha consentito all uomo di crescere e
progredire,
○ Questa visione di Marx è lontana da visione di Hegel e Feuerbach,
○ quali sono le differenze tra Hegel e Marx?
■ Visione della storia, che non è una storia delle concezioni politiche religiose e
culturali, ma ha a che fare con la vita reale dell’uomo e con i suoi più
specifici bisogni
○ Cosa lo distingue da Feuerbach ?
■ Non condivide il suo materialismo sociale in cui l’uomo è un essere fatto di
sangue, è un essere concreto

Vitto: dal libro materialismo storico, struttura e sovrastruttura, storia come scienza

La storia è una scienza perché ci sono delle premesse che essendo alla base di quell’epoca storica
porteranno a certi sviluppi, storia è una scienza basata sul sapere fondata su premesse che porteranno
a quelle certe conseguenze, ciò cambia anche il suo socialismo e infatti considererà coloro che lo
hanno preceduto come socialisti utopisti, ovvero persone che criticano la società ma che come risposta
ad una insufficienza, ad una società che non li soddisfa, elaborano modelli sociali che sono delle
utopie, che non potranno mai essere raggiunti. Mentre Marx e Hengels nell’ideologia tedesca e nel
manifesto del partito cominista parleranno di socialismo politico come critica del mondo reale dove
vivono gli operai … vitto

Struttura (o base economica) : aspetto fondamentale per Marx


(Vitto: rapporti di produzione)

● Le forze produttive a livello sociale chi rappresentano? I LAVORATORI, CIOÈ IL


PROLETARIATO
● I rapporti di produzione a livello sociale chi rappresentano? GLI IMPRENDITORI (I
BORGHESI, I CAPITALISTI)

● I proletari ambiscono al cambiamento, mentre i capitalisti sono coloro che stanno


comodi , perché sono a quando all’interno di un certo periodo storico queste due
componenti che spingono in modo diverso (una veloce una lenta) riescono a
mantenere un certo equilibrio nella situazione socio economica, quando invece
quando i rapporti di produzione (cioè la componente che non ama il cambiamento)
diventa catene insostenibile per la componente che vuole combattere sfruttamento e
condizioni di grande disagio in cui vive, è solo in quel momento che si ha la
RIVOLUZIONE, CIOÈ trasformazione economica sociale che porta ad emergere una
nuova classe dominante che impone l sua visione del mondo, e che secondo Marx
cambierà quella serie di regole legate al mondo politico, diritto, religione, culturale,
artistico (e quindi cambierà la sovrastruttura).
● Per Marx è importante/ reale/ concreto solo la SOCIETÀ CIVILE, la COMUNITÀ
SOCIALE IN CUI SI ESPRIMONO I CONFLITTI TRA LE SUE COMPONENTI
(capitalisti e proletariato).
● LO STATO secondo Marx è un’ ISTITUZIONE che non fa altro che
RAPPRESENTARE LA COMPONENTE DOMINANTE ED ESSERE USATO (LO
STATO) PER CONTINUARE A MANTENERE IL DIVARIO CON CHI SI È
IMPOSTO, e garantisce al dominante la tutela dei propri interessi, a discapito della
classe dominata, che lavora e usa i mezzi di produzione per produrre dei bene che
però non possiede, ma sono di color che hanno la proprietà di ciò che essi usano per
svolgere il loro lavoro.
● Lo sviluppo storico è rappresentato da una successione progressiva di fasi

1. Fase della storia romana in cui si sono alternati queste due componenti (patrizi e plebei, schiavi e
uomini liberi)
2. Fase della storia medievale (dove si sono contrapposti aristocrazia e borghesia, servi della gleba e
feudatari). Poi Si sono affermate due classi: lavoratori o proletariato e imprenditori o capitalisti,
queste due classi si sono scontrate fino al cambiamento
3. Fase comunista: domina la componente capitalista, un’economia di tipo liberista basata sul
profitto, guadagno a tutti i costi, che si è sviluppato e raggiungerà la sua massima espressione dopo
che questa organizzazione socioeconomica crollerà sotto il peso delle sue contraddizione interne per
arrivare alla rivoluzione

• Questo pensiero è nel “Manifesto del pensiero comunista” = individua una serie di epoche
susseguite una all’altra, riconoscendo alla borghesia comunque un ruolo positivo , perché essa è
riuscita a rompere, far saltare, tutti quei vincoli, blocchi sociali, propri dell’età feudale (vassallo -
servo della gleba, il quale dipendeva da feudatario anche per eventuali spostamenti de un luogo all’
altro) mentre la borghesia ha promosso il principio della libertà di movimento, e ciò ha portato a un
cambiamento nel modo di produrre che ha visto abbandonare la posizione prevalentemente agricola,
per una produzione industriale che si basa sull’uso delle macchine, che favoriscono l’azione dei
lavoratori per produrre beni in grande quantità, a prezzi ridotti. Questa azione della borghesia ha
consentito ai lavoratori di avere condizioni più certe per la loro attività, ma ha imposto loro delle
regole e un’organizzazione del lavoro piuttosto complicate, che i lavoratori hanno dovuto accettare,
quindi hanno accettato di sottostare il padrone che gli richiede un orario lavorativo piuttosto duro. È
aumentato anche il numero dei lavoratori perché industrie non potevano reggere il confronto con altre
aziende, ciò crea base per scontro epocale che vedrà opposti la grande massa dei LAVORATORI e il
piccolo numero degli IMPRENDITORI, i primi si imporranno sugli altri e riusciranno a sopraffarli.

IL CAPITALE, critica dell’economia capitalista


● Opera più importante di Marx
● Ha come base un testo (non pubblicato) dell’autore, rappresentato dai manoscritti economico
filosofici del 1804
● Pubblicato dal 1867
● In questi testi Marx studia in modo concreto, diretto, empirico le condizioni degli operai del
suo tempo, ma studia e riflette sui maggiori esponenti della politica Adam Smith e David
Ricardo, non condivide la loro concezione che “ha santificato l’organizzazione capitalistica”
cioè l’ha ritenuta come un sistema immutabile ed eterno
● il sistema capitalistico è infinito, invece secondo Marx l’economia capitalistica si concluderà
come è avvenuto per altri sistemi, organizzazioni economiche precedenti (basate su
schiavismo… sono state chiuse)
● Marx ritiene che questa organizzazione ad un certo punto verrà meno
● Questo testo è basato sul concetto di MERCE (cioè un bene frutto di una attività produttiva,
del lavoro, di una attività finalizzata alla produzione di quel bene)
● Marx individua nelle MERCI, nei beni espressioni del lavoro, ha DUE VALORI:
○ VALORE D’USO (legato a ciò che serve un certo bene)
○ VALORE DI SCAMBIO (legato alla possibilità da parte di quel bene di essere
scambiato con altre merci, però il problema è che bisogna stabilire un termine che ci
consenta di scambiare tra loro due beni di natura diversa.
■ Marx individua questo TERMINE CHE CONSENTE LO SCAMBIO, con
una quantità di tempo socialmente necessario per produrlo,
■ il quale si identifica con il PREZZO, una certa quantità di monete che traduce
il valore di una certa merce in quel termine, rappresentato dal tempo
necessario per produrre quel bene, che assume un certo costo/ valore (valore
di scambio), rappresentato dal denaro, che traduce il valore di tempo
necessario a produrre quel bene, ma dipende anche dalla disponibilità e
quindi dall’offerta di quel bene, se questo è più disponibile avrà un costo
minore, se più raro avrà un costo maggiore,
■ rispettando la LEGGE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA. Incide
anche il gusto degli acquirenti, ad esempio se in un certo momento il gusto
delle persone soprattutto ai pantaloni a sigaretta, é ovvio che questo modello
sarà più ricercato e costeranno di più rispetto ai pantaloni a zampa di
elefante,
■ quindi bisogna rispondere anche alla MODA (gusti di un certo periodo).

● Merce considerata come un “feticcio” realtà a sé stante che prescinde dall’effettivo lavoro
dell’operaio, noi consideriamo merce senza tenere conto del lavoro che gli sta dietro e lo
isoliamo dal processo produttivo necessario a realizzare quel bene.
● MERCE OPERAIO: anche l’operaio è una merce, Marx dice che l’operaio è un essere vivente
ma viene reificato, cioè trattato come un oggetto, anche operaio ha un valore d’uso e di
scambio
○ VALORE D’USO = FORZA LAVORO CHE L’OPERAIO IMMETTE SUL
MERCATO, E CHE OFFRE ALL’IMPRENDITORE
○ VALORE DI SCAMBIO = RETRIBUZIONE, SALARIO CHE È LEGATO ALLA
LEGGE DEL MERCATO, siccome il numero dei disoccupati era grande accadeva
che il valore di scambio si ABBASSAVA
○ La forza lavoro viene impiegata nell’attività di fabbrica per un certo tempo, ma questa
non è compensata per tempo impiegato effettivo, il salario copre solo una parte
dell’attività, e ciò comporta che una parte del lavoro dell’operaio è gratuita, durante il
lavoro gratuito l’operaio produce beni e prodotti di cui si appropria il capitalista/
IMPRENDITORE che applica un ESPROPRIO sull’ lavoro DELL’ OPERAIO,
PERCHÉ NON POSSIEDE CIÒ CHE EGLI PRODUCE, la parte dei beni prodotti in
questo lavoro non retribuito si produce un PLUS LAVORO, CHE È IL GUADAGNO
DEL CAPITALISTA.
○ Questo contratto di lavoro impone all’operaio un LAVORO DI 12H, il totale di soldi
guadagnati corrisponde a 8H di lavoro, il lavoro in più, gratuito, che l’operaio
realizza, di cui non è consapevole, (4H), queste ore costituiscono quello che Marx
chiama PLUS LAVORO, che consente la PRODUZIONE DI PRODOTTI GRATUITI
(lavora gratuitamente l’operaio), questi prodotti COSTITUISCONO il PLUS
VALORE. Anche se lo scoprisse non si potrebbe lamentare perché l’imprenditore lo
liquiderebbe immediatamente.
○ Ciò che l’operaio “concede” con il PLUS VALORE, non è il guadagno netto perché
bisogna contare “le spese vive” cioè L’INVESTIMENTO DELL’IMPRENDITORE,
cioè i macchinari, le materie prime, affitto dei locali per costruire su quel terreno dove
concentrare operai e macchinari: questi aspetti rappresentano ciò che Marx chiama
CAPITALE COSTANTE (CC)
○ la FORZA LAVORO, che il capitalista deve comprare, che è importante era stabilire
il suo profitto, costituisce il CAPITALE VARIABILE (CV)
○ Il saggio del profitto, è costituito da il rapporto fra il PLUS VALORE/ CC + CV
■ Ciò porta a una concorrenza tra le manifatture meno progredite (piccoli
imprenditori) e grandi imprenditori, quindi si trovano a dover licenziare i
propri operai, chi si impone sono i grandi capitalisti che riescono a far fronte
alle famose CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE

○ Ai tempi di Marx per aumentare ancor di più il profitto potevano:


■ O aumentare l’orario di lavoro (ma permettere più riposo)
■ O introdurre nuovi e più evoluti macchinari per far aumentare la produzione
che entrava sul mercato a prezzi concorrenziali, quindi le piccole manifatture
non riescono a reggere concorrenza quindi le loro fabbriche chiudono egli
operai rimangono senza reddito e lavoro, quindi alla fine questo provoca una
crisi di sovrapproduzione per quelle grandi fabbriche che acquistano quello
stesso bene perché non ci sono persone che possono investire il loro denaro
nell’acquisto di quei beni.
■ Ciò produce quel fenomeno che Marx chiama LEGGE DELLA CADUTA
TENDENZIALE DEL PROFITTO, QUINDI IMPRENDITORE DI
FRONTE A QUESTE CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE (soprattutto
piccoli imprenditori) NON HANNO MODO DI CONTINUARE LA loro
ATTIVITÀ E QUINDI FALLISCONO (+ LICENZIAMENTO OPERAI,
QUINDI UN’ allargamento DEL NUMERO DEI LAVORATORI, ci sono
dei disoccupati che si rendono conto della loro situazione, anche coloro che
lavorano diventano consapevoli della loro condizione di sfruttamento ( sono
tanti operai ), mentre imprenditori sono pochi, quindi questi due gruppi
arriveranno a uno SCONTRO, I PROLETARI RIESCONO A SOPRAFFARE
IL NUMERO DEI GRANDI IMPRENDITORI (ORMAI RIDOTTO) E CIÒ
DETERMINA LA FINE DELL’ETÁ CAPITALISTICA LEGATA A:
■ riduzione saggio di profitto (meno guadagno per imprenditori)
■ crisi di sovrapproduzione (abbondanza di beni sul mercato rimasti
invenduti), non si A sigma per distruggere ma per aumentare il profitto (beni
in più vengono distrutti)
■ disoccupazioni frutto del fallimento delle piccole manifatture, costrette a
licenziare pk non riescono a reggere della concorrenza
○ => MOTIVI CHE PORTANO ALLA FINE DEL CAPITALISMO

=> Si afferma un NUOVO MONDO che Marx chiama COMUNISMO ( = SOCIETÀ IN


CUI GLI UOMINI SONO SULLO STESSO PIANO), ma per arrivare alla società senza
classi (comunismo) c’è un PASSAGGIO INTERMEDIO, COSTITUITO DALLA
DITTATURA DEL PROLETARIATO (POTERE CHE LAVORATORI ASSUMONO IN
ESCLUSIVA TANTO DA CONTRASTARE LA REAZIONE DELLA BORGHESIA CHE
SCALZATA DALLE LEVE DEL POTERE CERCA DI RECUPERARE CIÒ CHE HA
PERSO, PER CUI IL PROLETARIATO BLOCCA I TENTATIVI CONTRO I
RIVOLUZIONARI DELLA BORGHESIA, la quale VUOLE RECUPERARE IL POTERE
PERSO, questa dittatura si affermerà come momento di passaggio perché è un passaggio
fondamentale che consentirà di realizzare la società di uguali (società comunista) anche
attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione ( cioè mezzi di produzioni non
appartengono più a un solo gruppo ma sono in comune, ma appartengono allo Stato).
=> Questa società comunista Marx dice che si affermerà, ma non la descrive

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