GRANTURCO O MAIS
NOME SCIENTIFICO: ZEA MAIS
Viene chiamato PANE DELLA VITA per l’importanza nell’alimentazione
che ha sempre ricoperto nel passato
DESTINAZIONE (per cosa viene utilizzato?):
- Zootecnica: utilizzo in due forme: granella o intera biomassa
(INSILATO). L’insilato vuol dire che raccolgo la pianta alla
maturazione lattea, viene trinciato e lo accumulo in silos in assenza
di aria (fermentazione anaerobica). Se c’è aria l’insilato marcisce.
- Produzione di bioplastiche: plastiche che si utilizzano oggi per
l’organico
- Produzione di biogas: fermentazione (presenza di ossigeno) e
formazione di metano (CH4) o combustione (assenza di ossigeno) e
formazione di anidride carbonica (CO2)
SPECIE:
Ci sono 4 sottospecie:
- Mais Indendata: il più produttivo e come forma sembra il dente di
un cavallo – ha una rottura farinosa
- Mais Indurata: cariosside più corta, farinosa al centro e vitrea
all’esterno, usata per alimentazione dei polli e delle persone
(polenta)
- Mais Everta (pop-corn)
- Mais Saccarata: mais dolce (con saccarosio che è lo zucchero) che si
utilizza per mais in scatola e per pannocchie sulla brace
MORFOLOGIA PIANTA:
- Apparato radicale fascicolato. Radici primarie che danno origine
all’embrione nei primi mesi di vita. Radici secondarie di due tipi:
sotterranee con funzione nutrizionale (assorbono nutrienti) e radici
superficiale con funzione di ancoraggio (servono per tenere la
pianta in posizione eretta evitando l’allettamento)
- Il culmo può avere un’altezza che va da 90 cm a 3 m. All’aumentare
dell’altezza del culmo aumenta anche il numero delle foglie quindi ci
sarà più fotosintesi e quindi le piante più alte sono quelle più
produttive. Il culmo ha un interno spugnoso.
- Le foglie sono alterne e inserite una per nodo e sono da 8 a 24.
Devono avere un angolo diverso lungo la pianta: dall’alto le prime
foglie hanno un angolo più stretto per far arrivare la luce anche alle
foglie sottostanti evitando l’ombreggiamento.
INFIORESCENZA
PENNACCHIO
PANNOCCHIA
Infiorescenza maschile: PENNACCHIO (si trova all’estremità del culmo)
Infiorescenza femminile: PANNOCCHIA (si trova a metà della pianta, è
una spiga, ogni pianta porta da 1 a 2 pannocchie)
LA PANNOCCHIA
- al centro ha il tutolo;
- ha 14-20 file di cariossidi;
- ogni fila ha fino a 50 cariossidi;
- ogni tutolo ha da 600 a 800 cariossidi;
- è avvolta da un cartoccio;
- all’estremità sporgono gli stili chiamate sete.
IL SEME
È una cariosside.
-all’esterno ci sono i tegumenti
- all’interno l’embrione (contiene dal 20 al 40% di grassi, da cui si
ottiene l’olio) e l’endosperma dove è accumulato l’amido (86%)
Ricorda bene: L’embrione, nella prima parte dello sviluppo, non avendo
l’apparato radicale e non essendo in grado di fare la fotosintesi, si
sviluppa a spese dell’endosperma.
IMPOLLINAZIONE:
Anemofila (tramite il vento)
CICLO BIOLOGICO (come il grano):
- Germinazione: sviluppo dell’embrione con formazione delle radici
primarie. Inizia con l’imbibizione e nel giro di poche settimane
spunta il germoglio. Le temperature ottimali del terreno devono
essere superiori a 10 °C e la temperatura si misura con un
geotermometro.
- Accestimento: il mais non accestisce (ricorda che l’accestimento è
la formazione di nuovi culmi a partire da quelli basali).
- Levata: allungamento degli internodi – in questa fase la pianta ha
l’esigenza di azoto
- Fioritura: c’è l’emissione del pennacchio e della pannocchia con
fecondazione. L’impollinazione è allogama, cioè incrociata quindi
avviene tra piante diverse.
- Maturazione: ci sono diverse fasi: prima c’è la maturazione lattea
(formazione del liquido bianco nella cariosside), poi la maturazione
cerosa (diminuisce l’acqua e il seme si indurisce) e infine la
maturazione fisiologica.
- Raccolta: l’embrione è maturo, si blocca il flusso della linfa verso la
granella e si forma un punto nero alla base della granella. A questo
punto si ha un’umidità del 26-28% e può avvenire la raccolta. La
maturazione continua artificialmente con l’essicatoio fino a
raggiungere un’umidità del 13%
ESIGENZE PEDOCLIMATICHE (di terreno e di clima): pianta
macroterma, cioè cresce ad alte temperature: esige per la
germinazione almeno 10 °C e man mano che cresce la pianta vuole
temperature più alte fino ad arrivare a circa 34 °C. Poi si riduce la
fotosintesi, si ha la chiusura degli stomi e si ferma la crescita. La pianta
di mais predilige un terreno argilloso, ricchi di sostanza organica
(superiore al 2,5-3%), di medio impasto, ben drenato (per evitare
rischio ristagno idrico).
LE CLASSI
Le classi dipendono dal tempo che passa tra la germinazione e la
maturazione fisiologica del mais.
Il mais si classifica in classi che vanno da 100 a 1000.
In Italia si coltivano classi che vanno da 300 a 700.
La classe 300 ha un ciclo che dura 96 gg, la classe 700 ha un ciclo che dura
130 gg. Più è alta la classe più la pianta è produttiva.
La classe 300 ha un ciclo corto che matura in 96 giorni, la classe 800 ha un
ciclo più lungo. Se semino ad aprile devo scegliere una classe con ciclo
più lungo, se semino a giugno scelgo una classe con ciclo più corto per
raccogliere comunque a ottobre. Quindi
LA SCELTA DELLA CLASSE DEL SEME DIPENDE DAL TEMPO A
DISPOSIZIONE.
Al variare della classe varia anche la densità di seme: più è alta la classe,
minore è la densità dei semi.
In generale il miglioramento genetico mira a modificare:
- il numero e il portamento delle foglie (dall’alto al basso cambia
l’angolo geotropico delle foglie per evitare che le foglie superiori
fanno ombra a quelle inferiori)
- resistenza alle malattie e allo stress
- resistenza all’allettamento (nel caso del mais l’allettamento porta
alla morte della pianta, a differenza del grano che si rialzava)
TECNICA COLTURALE
AVVICENDAMENTO: rotazione delle colture a seconda delle
caratteristiche della pianta. Il mais è una coltura da rinnovo/miglioratrice
quindi va messa tra piante sfruttatrici (orzo, grano,…). Una ottimale
alternanza di colture è mais/soia perché sono due colture irrigue.
MONOSUCCESSIONE: stessa coltura (sempre mais) ma più attenzione
nella difesa nei confronti di funghi e piante infestanti.
PREPARAZIONE LETTO DI SEMINA:
aratura/erpicatura
semina su sodo: si fa con una seminatrice particolare, senza nessun
tipo di lavorazione, viene fatta quando non dobbiamo interrare il
letame oppure quando la struttura del terreno è mal ridotta
minima lavorazione (erpice che lavora in superficie fino al massimo
di 10 cm)
Nella semina su sodo e nella minima lavorazione è necessario comunque
avere la possibilità di irrigare.
SEMINA: inizia quando la temperatura del terreno raggiunge i 10 °C
(aprile/maggio) – viene eseguita con una seminatrice di precisione
mettendo dai 6 agli 8 semi per m2 (se ho una classe 700 metto 6 semi, se
ho una classe 300 metto 8 semi) da incrementare del 10-15 % in caso di
semine in periodi siccitosi.
La distanza tra le file deve essere da 45 a 75 cm, a seconda anche della
barra anteriore della mietitrebbia che raccoglierà il grano.
La profondità di semina deve essere di 4-5 cm. Con la seminatrice di
precisione alla semina viene abbinata una concimazione localizzata a base
di fosforo e l’utilizzo di un geodisinfestante (disinfestante del terreno).
IRRIGAZIONE: il mais è particolarmente esigente dal punto di vista
dell’acqua. Possiamo avere 3 CASI:
1. CASO: Può essere coltivato in asciutta ma ci deve essere una
piovosità di almeno 250 mm/annuo quindi:
è necessaria l’aratura così l’acqua si infiltra di più e l’aratura deve
essere precoce (cioè deve essere fatta subito)
bisogna scegliere classi precoci (perché sono quelle meno esigenti
dal punto di vista idrico)
bisogna fare una semina precoce
si può fare la sarchiatura (lavorazione consecutiva che viene fatta
dopo la semina): riduce l’evapotraspirazione del terreno ed elimina
le erbe infestanti
2. CASO: Abbiamo possibilità di irrigare ma abbiamo poca acqua
disponibile. Dobbiamo intervenire in due momenti critici:
diamo l’acqua nel momento della fioritura (per accumulare l’acqua
quindi garantire la produzione)
diamo acqua nel momento della maturazione lattea (perde acqua e
accumula amido)
3. CASO: Non abbiamo problemi di acqua. Quando irrighiamo? In quali
momenti della giornata e con quale quantità?
Quindi dobbiamo considerare 2 elementi: il turno e il volume.
Il VOLUME riguarda la capacità di campo (cioè la capacità del
terreno di assorbire acqua quindi la presenza di micropori) quindi la
capacità di campo dipende dalla tessitura del terreno. In un terreno
argilloso la quantità di acqua si aggira sui 54 mm.
Il TURNO indica i momenti di irrigazione e dipende dal clima quindi
dalla temperatura, dal vento, dalla lunghezza della giornata, dalle
precipitazioni,…Non bisogna arrivare al punto di appassimento,
devo irrigare prima per non mandare la pianta in stress. L’irrigazione
dipende anche dal tipo di coltura: pianta con tanta vegetazione, il
turno è corto; pianta con poca vegetazione, il turno è lungo.
CONCIMAZIONE
CHIMICA:
Per 1 q di granella ci vogliono:
2 Kg di N (azoto)
1 Kg di P (fosforo)
2 Kg di K (potassio)
Per l’azoto, dopo aver determinato la dose standard, valuto se aumentare
o togliere chili di N. In tutti i casi la concimazione azotata deve essere
frazionata: 30% durante la semina, il resto nella distribuzione.
Per fosforo e potassio, dopo aver determinato la dose standard, riduco la
dose se nel terreno sono già molto presenti questi macronutrienti.
Riduco la quantità di questi macronutrienti se interro gli stocchi, cioè i
fusti del mais, perché rilasciano N-P-K.
Il mais è comunque una pianta che ha bisogno di tanto P quindi è
importante fare una concimazione localizzata.
ORGANICA:
Poiché il mais è una coltura primaverile/estiva, ha il vantaggio della
concimazione organica: 300-400 q di letame durante la preparazione del
letto di semina o con liquame in copertura.