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PISELLO

Il pisello è una leguminosa dicotiledone, azoto-fissatrice, con semi ricchi di proteine e diverse varietà per uso commerciale e zootecnico. Richiede basse temperature per la germinazione e ha specifiche esigenze pedo-climatiche, con tecniche colturali che includono rotazione e lavorazione del terreno. La raccolta avviene tra maggio e luglio, con rese variabili a seconda del tipo di pisello e delle condizioni di umidità.

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PISELLO

Il pisello è una leguminosa dicotiledone, azoto-fissatrice, con semi ricchi di proteine e diverse varietà per uso commerciale e zootecnico. Richiede basse temperature per la germinazione e ha specifiche esigenze pedo-climatiche, con tecniche colturali che includono rotazione e lavorazione del terreno. La raccolta avviene tra maggio e luglio, con rese variabili a seconda del tipo di pisello e delle condizioni di umidità.

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PISELLO

Il pisello appartiene alla famiglia delle LEGUMINOSE.


È una DICOTILEDONE, cioè ha due foglioline embrionali.
QUINDI
- è una pianta da rinnovo/miglioratrice
- con semi che hanno un elevato contenuto proteico
- pianta azoto-fissatrice quindi si può fare il sovescio (anche se il
pisello produce poca biomassa)
- risparmiare sulla concimazione azotata
TIPI DI PISELLO:
- DA MERCATO
- INDUSTRIA: surgelati e scatolati
- PROTEICO: uso zootecnico, ricchi di acqua e si raccoglie quando la
pianta è secca
COMPOSIZIONE:
Il pisello contiene il 21% di proteine e il 45% di zuccheri, 15% di fibra.
A seconda del tipo cambia lo zucchero, quello proteico è meno dolce
perché contiene amido mentre quello fresco è più dolce perché contiene
glucosio.
MORFOLOGIA:
Apparato radicale fittonante, può raggiungere una profondità di 60 cm, il
fusto può essere a sviluppo determinato o a sviluppo indeterminato.
Queste ultime presentano dei cirri (foglie modificate) che permettono
l’ancoraggio a dei tutori (canne o reti).
Il frutto è un legume che contiene dai 2 ai 10 semi.
Il seme può essere giallo, verde, liscio, rugoso. Il peso di 1000 semi è di
150-250 g
ESIGENZE PEDO-CLIMATICHE:
É una pianta MICROTERME che vive bene a basse temperature, bastano
4-5 °C per la germinazione e allo stadio di 4°- 5° foglia resiste a -15 °C.
La semina può essere eseguita in autunno e in primavera.
L’unità di calore rappresenta l’unità di calore necessarie per arrivare alla
maturazione di raccolta. Nelle varietà precoci le U.C. sono circa 680, in
quelle tardive sono 850 e si calcolano come la sommatoria dello scarto tra
la temperatura media del giorno e 4,4 °C.
Quindi per la raccolta non è possibile fare lo stesso calcolo per tutte le
varietà perché ci sono giorni che valgono di più o di meno a seconda della
temperatura.
TECNICA COLTURALE:
Normalmente la tecnica colturale viene dettata dal tecnico della ditta che
ritira il prodotto.
Avvicendamento: è una pianta da rinnovo quindi dal punto di vista
chimico aumenta l’azoto nel terreno perché è una coltura azotofissatrice.
Viene messo dopo la pianta sfruttante (come il grano). Da evitare il
ristoppio, cioè seminare sullo stesso terreno per due volte e preferire la
rotazione.
Lavorazioni del terreno:
- Aratura 25-30 cm: quando il terreno è stato molto compattato
l’anno precedente (per esempio lavorandolo sul bagnato) e quando
ci sono residui colturali abbondanti dell’anno precedente
- Lavorazione a due strati: rippatura e poi aratura
- Minima lavorazione: lavorazione superficiale di 10-15 cm quando
non abbiamo residui dell’anno precedente
Poi si procede alla lavorazione di affinamento con l’erpice
Scelgo la lavorazione in base ai residui colturali della coltura precedente
(paglia, stoppi del mais….che devo interrrare) e in base alla struttura del
terreno

SCELTA VARIETALE:
Viene fatta in base a:
- Alla produttività, cioè quantità di prodotto rispetto alla superficie
- Resistenza alle malattie
- Resistenza all’allettamento (varietà afile, cioè le foglie sono
modificabili in cirri)
- Precocità di maturazione: la precocità permette alle piante di
sfuggire alla siccità dei mesi più caldi e asciutti
- Alla destinazione del prodotto
- Alla disponibilità di irrigazione
Nei piselli da industria la scelta varietale si fa in base alla
contemporaneità di maturazione.
SEMINA:
Distanza di semina 18-20 cm, profondità di 3-5 cm, con seminatrice a file
del grano, dose per ettaro 160-240 Kg.
Periodo di semina: inizio inverno per il pisello proteico ad uso zootecnico
in quanto fornisce produzioni maggiori, in primavera per le altre
destinazione (industria, mercato)

CONCIMAZIONE:
Azoto: può essere evitato perché è un’azotofissatrice.
Fosforo: 50-100 Kg in funzione della dotazione del terreno
Potassio: 70-120 Kg in funzione della dotazione del terreno
IRRIGAZIONE:
Può essere evitata a meno che la semina viene fatta in ritardo. Il periodo
critico è subito dopo la fioritura.

METODI DI DIFESA:
Per quanto riguarda la difesa dalle infestanti si possono fare rotazioni e
diserbo chimico consultando il disciplinare di produzione

DIFESA DAI PATOGENI:


- concia dei semi
- rotazione
- scelta di varietà resistenti ai patogeni

RACCOLTA:
Inizio maggio-giugno fino a luglio.
Quantità di raccolta: 2-3 tonnellate
Si raccolgono con umidità di circa 20%, evitando le ore più calde per non
far sgranare i piselli
Quelli secchi si raccolgono con la mietitrebbia.
Quelli verdi da industria producono dalle 3 alle 7 tonnellate, la differenza
è legata alla presenza di acqua.

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