TESSUTO EPITELIALE
GENERALITÀ SULLA STRUTTURA E SULLE FUNZIONI
• Epitelio ricopre le superfici e tappezza le cavità corporee; inoltre
costituisce le ghiandole ed è privo di vasi sanguigni;
• Le cellule sono strettamente giustapposte (aderiscono l’una
all’altra tramite giunzioni intercellulari) mostrano una polarità
morfologica e funzionale e la loro superficie basale è attaccata alla
sottostante membrana basale (uno strato acellulare ricco di
proteine e polisaccaridi)
• Nei tessuti epitelioidi (ghiandole) le cellule mancano di una
superficie libera;
• Epitelio crea una barriera selettiva tra l’ambiente esterno e il
sottostante tessuto connettivo.
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CLASSIFICAZIONE EPITELI
• Semplice o stratificato;
• Pavimentoso (piatte, squamose), cubiche o cilindriche;
• Possono essere ciliati;
• Possono essere cheratinizzati;
• Pseudostratificato;
• Epitelio di transizione;
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FUNZIONI
• Secrezione;
• Assorbimento;
• Trasporto;
• Protezione meccanica;
• Funzione recettoriale;
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POLARITÀ CELLULARE
• Dominio basale, laterale e apicale.
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MODIFICAZIONI DOMINIO APICALE
MICROVILLI
• Proiezioni citoplasmatiche a dito di guanto presenti sulla superficie
apicale della maggior parte delle cellule epiteliali;
• O proiezioni corte, irregolari, a forma di bolla o propaggini lunghe,
fitte e uniformi; intestino
• Orletto striato e orletto a spazzola; tubulo renale
• Struttura interna rappresentata da un asse di 20-30 filamenti di
actina (associati alla miosina 1) legati trasversalmente da alcune
proteine specifiche (fascina, espina e fimbrina). Estremità plus
ancorate alla villina. Trama terminale contiene spectrina, miosina 2
e tropomiosina.
STEREOCIGLIA
• Microvilli immobili insolitamente lunghi (120 ūm);
• Solo nell’epididimo: assorbimento;
• Originano da una protrusione apicale (contenente alfa-actinina) e
manifestano verso l’origine porzioni spesse interconnesse da ponti
citoplasmatici e hanno una struttura interna uguale ai microvilli;
• Al posto di miosina 1 ezrina e assenza villina;
• Particolare nelle cellule sensoriali dell’orecchio interno:
meccanocettori sensitivi, assenza ezrina e alfa-actinina,
meccanismo di rinnovamento.
CIGLIA
• Protrusioni della membrana plasmatica che contengono un
assonema (fatto da microtubuli). L’assonema si sviluppa a partire
dal corpo basale (COMT), derivato da un centriolo e localizzato nella
regione apicale della cellula;
• Ciglia + corpi basali + strutture associate = apparato ciliare;
• Ciglia mobili (e flagelli)(5 ūm) sono in grado di spostare fluidi e
particelle lungo la superficie degli epiteli. Hanno la tipica
organizzazione 9 + 2 con associate proteine motrici (dineina ciliare
come bracci laterali) . Microtubulo B incompleto (10 protofilamenti
di tubulina) legato al microtubulo A (13) dalla nexina. Microtubuli
centrali circondati da una guaina centrale e collegati ai periferici da
raggi di connessione. Al microscopio ottico si vedono i corpi basali.
• Corpi basali (9 triplette) e strutture ad essi associate (rivestimento
alare, piede basale e radichetta striata) ancorano le ciglia al
citoplasma presente nella parte apicale delle cellule. Microtubulo C
si estende dalla profondità alla zona di transizione (passaggio corpo
basale/assonema), dove origineranno i due microtubuli centrali;
• Il movimento delle ciglia derivava dallo scorrimento delle coppie di
microtubuli, che è generato dall’attività ATP-asica dei bracci di
dineina (colpo efficace e colpo di recupero) e dall’attività
rotazionale della chinesina (distributore);
• Ciglia manifestano un battito sincrono;
• Ciglia primarie sono proiezioni singole, immobili (no proteine
motrici) e presentano una struttura 9 + 0. Corpo basale assomiglia
a un centriolo maturo. Sono dispositivi di segnalazione a livello
cellulare e funzionano come recettori capaci di registrare il flusso di
un fluido negli organi di secrezione.
• Ciglia nodali si trovano nell’embrione sul disco embrionale
bilaminare nel periodo della gastrulazione, nell’area che circonda il
nodo primitivo. Compiono movimento rotazionale (cono intero)
nonostante struttura 9 + 0. Stabiliscono la simmetria sinistra-destra
degli organi interni;
• Formazione ciglia: generazione di centrioli multipli (modalità
centriolare o acentriolare), formazione procentrioli multipli,
maturazione a centrioli, migrazione alla superficie apicale della
cellula, allineamento perpendicolare e congiunzione alla
membrana mediante rivestimenti alari, formazione corpi basali.
• La ciliogenesi dipende dal meccanismo di trasporto bidirezionale
intraflagellare che rifornisce di precursori molecolari il ciglio in via
di accrescimento. Proteina motrice chinesina 2 muove verso l’alto,
dineina citoplasmatica verso il basso.
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MODIFICAZIONI DOMINIO LATERALE
• Al microscopio ottico le barre terminali rappresentano i siti di
attacco di una cellula epiteliale all’altra.
GIUNZIONI OCCLUDENTI
• Area sigillata, limitata, della membrana plasmatica tra due cellule
adiacenti;
• Consiste anche di una serie di aree focali dove si fondono le cellule;
• File di particelle proteiche collocate a livello della membrana e
anastomizzate creano una cintura di giunzioni che sigilla l’intero
spazio intercellulare all’interno dei foglietti epiteliali;
• Contatto bicellulare (particelle proteiche con andamento
orizzontale)/tricellulare (andamento verticale, formando gli elementi
del sigillo centrale che delimitano il tubo centrale)
• proteine impiegate: claudine (formazione ossatura giunzione strette
e canali extracellulari acquosi), occludina (limita movimento
proteine e lipidi tra dominio apicale e laterale e quindi garantisce la
polarità), molecola di adesione giunzionale (immunoglobina
associata con le claudine, che aumenta la resistenza elettrica della
membrana cellulare, riducendo permeabilità paracellulare)
tricellulina (reclutata dalle anguline nei contatti tricellulari). Porzioni
extracellulari: sigillano lo spazio intercellulare tra cellule adiacenti.
Porzioni citoplasmatiche: contengono una sequenza particolare di
aminoacidi che attrae proteine regolatorie di adattamento e
proteine coinvolte nella trasduzione del segnale (proteine dotate del
dominio PDZ come ZO-1, ZO-2 e ZO-3);
• La zona occludente separa lo spazio luminale da quello
intercellulare e dal compartimento del tessuto connettivo;
• Prevengono la diffusione paracellulare (vs diffusione transcellulare)
tra cellule adiacenti;
• La permeabilità della zonula occludente dipende non solo dalla
complessità e dal numero delle file formate dalle particelle
proteiche, ma anche dalle caratteristiche delle proteine coinvolte
nella loro formazione;
• La zonula occludente definisce i domini funzionali della membrana
plasmatica;
GIUNZIONI ANCORANTI
• Regolano l’adesione tra le superfici laterali delle cellule epiteliali,
impegnando delle proteine che si legano al cito scheletro di cellule
adiacenti. Sono o zonule aderenti (interagiscono con filamenti di
actina) o macule aderenti/desmosomi (con filamenti intermedi);
• Legano il citoscheletro di una cellula a quella della cellula vicina,
comunicazione inter- e intracellulare, riconoscimento cellulare,
morfogenesi e differenziamento;
• Costituite da molecole di adesione cellulare CAM. Caderine (calcio-
dipendenti, relazioni omotipiche, associate alle catenine, regolano i
meccanismi di crescita e differenziamento), nectine (simil-
immunoglobine calcio-indipendenti, relazioni omotipiche/
eterotipiche, giunzioni deboli, regolazione dinamica dell’adesione
intercellulare durante lo sviluppo embrionale, rapido
rimodellamento tessutale e rigenerazione), integrine (due subunità
glicoproteiche transmembrana, 15 catena alfa e 9 beta, relazioni
eterotopiche, regolano l’adesione, il movimento, la forma della
cellula, proliferazione e differenziamento cellulare) selectine
(mediano il riconoscimento neutrofili-cellule endoteliali, relazioni
eterotipiche) superfamiglia delle immunoglobine;
• La zonula aderente stabilisce l’adesione laterale tra le cellule
epiteliali aiutando la zonula occludente;
• La zonula aderente è formata da caderine (sul versante
citoplasmatico il complesso E-caderina-catenina si lega alla
vinculina e all’alfa-actinina e media l’interazione delle caderine con i
filamenti di actina, sul versante extracellulare relazioni omotipiche
calcio-dipendenti) e nectine (sul versante citoplasmatico lega
l’afadina che si lega all’actina, sul versante extracellulare relazioni
omotipiche o eterotipiche);
• Al microscopio elettronico la zonula aderente si evidenzia per la
presenza di uno spazio intercellulare chiaro e di placche non ben
distinte lungo il versante citoplasmatico delle membrane cellulari;
• La fascia aderente è una giunzione che avvolge le cellule
stabilizzando i tessuti non epiteliali;
• La macula aderente è una giunzione circoscritta, a moneta,
presente tra le cellule epiteliali che fornisce un attacco
particolarmente forte, fornendo dei siti di attacco per i filamenti
intermedi, partecipando alla morfogenesi e al differenziamento
tessutale;
• Nell’area occupata dalla macula aderente il legame tra le
membrane plasmatiche di cellule adiacenti è fornito da desmogleine
e desmocolline. Sul lato citoplasmatico si vede una struttura a
forma di disco: la placca di adesione desmosomiale (formata da
desmoplachine e placoglobine, che ancora i filamenti intermedi). Lo
spazio intercellulare è molto più ampio e occupato da una banda
densa centrale, la linea intermedia;
• Le cellule dei diversi epiteli richiedono differenti tipi di attacco.
GIUNZIONI COMUNICANTI
• Permettono il passaggio diretto di molecole segnale da una cellula
all’altra e consiste in canali e pori transmembrana strettamente
addensati;
• Prevalentemente nei tessuti in cui l’attività della cellula deve essere
coordinata;
• Sono formate da 12 subunità di proteine della famiglia delle
connessine che formano un connessone portando alla formazione
di un ponte nello spazio extracellulare tra le due cellule adiacenti.
Legame omotipico: passaggio bidirezionale. Legame eterotipico:
passaggio asimmetrico;
• Modificazioni conformazionali delle connessine indotte dal calcio
portano all’apertura o alla chiusura dei canali. Mutazioni portano a
malattie.
MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE DELLA SUPERFICIE LATERALE
DELLE CELLULE
• Cellule adiacenti manifestano delle pieghe della superficie laterale
che costituiscono delle interdigitazioni citoplasmatiche che
aumentano l’estensione della superficie laterale e sono sviluppate
particolarmente negli epiteli impegnati nel trasporto di fluidi ed
elettroliti.
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DOMINIO BASALE E SUE SPECIALIZZAZIONI NELL’ADESIONE
CELLULA-MATRICE EXTRACELLULARE
• Membrana basale;
• Giunzioni tra cellula e matrice extracellulare;
• Pieghe del versante basale della membrana.
MEMBRANA BASALE
• Strato denso e amorfo di spessore variabile visibile all’altezza della
superficie basale delle cellule epiteliali;
• Visibile solo in trachea, vescica urinaria e ureteri in EE;
• Eosina la rende indistinguibile dal tessuto connettivo adiacente;
• Strato sottile ma ben definito, di color rosso magenta, situato tra
l’epitelio e il tessuto connettivo, secondo PAS.
• la lamina basale (spessore 40-60 ūm) rappresenta il sito di attacco
tra l’epitelio soprastante e il sottostante tessuto connettivo.
Formata da filamenti di laminine, collagene di tipo IV, proteoglicani
e glicoproteine. Tra la lamina basale e la cellula abbiamo la lamina
lucida, un’area elettrontrasparente (artefatto dovuto alla
disidratazione);
• La lamina basale nelle cellule non epiteliali è denominata lamina
esterna;
• La lamina basale contiene molecole che si assemblano a formare
una sorta di foglietto, sintetizzate e secrete dalle cellule che
possiedono una lamina esterna. Collageni (4, 5, 7, 18), laminine
(molecole glicoproteiche con conformazione a croce composte da
tre catene polipeptidiche, essenziali nell’assemblaggio della lamina
basale e aventi siti di attacco per differenti recettori integrinici),
entactina/nidogeno (proteina solforilata che lega la laminina alla
trama costituita dal collagene 4) e proteoglicani (formati da un asse
centrale proteico al quale sono attaccate catene laterali fatte da
eparansolfato, condroitinsolfato e dermatansolfato e regolano il
passaggio di ioni attraverso la lamina basale);
• La struttura molecolare del collagene 4 determina il suo ruolo nella
formazione della sovrastruttura della trama della lamina basale.
Formato da tre catene. Ogni catena ha un corto dominio N-
terminale (dominio 7S), un lungo dominio centrale a elica tipico del
collagene e un dominio globulare C-terminale non tipico del
collagene (dominio NC1).
• Formazione sovrastruttura collagene 4: 3 domini NC1 formano un
trimero NC1, chiusura a cerniera dal dominio NC1 al dominio 7S con
formazione del protomero, due protomeri dimerizzano a livello del
dominio NC1 formando un esamero NC1 (dimero del collagene 4), 4
trimeri si uniscono a livello del 7S formando un tetramero, +
tetrameri interagiscono.
• L’autoassemblaggio della lamina basale inizia con la
polimerizzazione calcio-dipendente delle laminine sul dominio
basale della cellula e l’interazione con la sovrastruttura del
collagene 4 tramite ponti di entactina/nidogeno.
• Uno strato di fibre reticolari sottende la lamina basale.
• Molte strutture sono responsabili dell’attacco della lamina basale al
sottostante tessuto connettivo. Fibrille ancoranti (dalla lamina
basale alle placche di ancoraggio nella matrice del tessuto
connettivo e poi ritornano indietro alla lamina basale), microfibrille
di fibrillina (collegano la lamina densa alle fibre elastiche e hanno
proprietà elastiche) e proiezioni distinte della lamina densa (si
staccano dal versante rivolto verso il tessuto connettivo e
interagiscono direttamente con la lamina reticolare).
• Molecole organo-specifiche situate all’interno della lamina basale
svolgono una varietà di funzioni: ancoraggio strutturale,
compartimentalizzazione, filtrazione, impalcatura tessutale e
regolazione e trasduzione del segnale.
GIUNZIONI TRA CELLULA E MATRICE EXTRACELLULARE O
GIUNZIONI ANCORANTI
• Mantengono l’integrità morfologica dell’interfaccia epitelio-
connettivo.
• Adesioni focali (ancorano i filamenti di actina del citoscheletro alla
membrana basale) e emidesmosomi (ancorano i filamenti intermedi
del citoscheletro alla membrana basale).
• Le adesioni focali creano un legame dinamico tra il citoscheletro di
actina e le proteine della matrice extracellulare. Hanno un ruolo
importante nei cambiamenti dinamici e nella migrazione cellulare.
Formate da legame con i filamenti di actina sul versante
citoplasmatico, regione transmembrana di connessione e versante
extracellulare che si lega alle proteine della matrice extracellulare.
• Integrine sono proteine transmembrana che sulla faccia
citoplasmatica interagiscono con proteine che legano l’actina e con
altre proteine regolatorie, sulla faccia extracellulare si legano a
glicoproteine della matrice extracellulare.
• Le adesioni focali svolgono un ruolo importante nel recepire e
trasmettere i segnali dall’ambiente extracellulare all’interno della
cellula: meccanosensitività.
• Gli emidesmosomi sono presenti negli epiteli che richiedono una
forte e stabile adesione al tessuto connettivo. Sono metà di un
desmosoma, si trovano sulla superficie basale della cellula dove
aumentano l’adesione alla lamina basale, presentano una placca di
ancoraggio intracellulare sul lato citoplasmatico del versante
basale della membrana.
• La placca è formata da plectina (stabilisce legami crociati tra i
filamenti intermedi e la placca), BP230 (aggancia i filamenti
intermedi alla placca di adesione intracellulare), erbina (media
l’associazione di BP230 con le integrine), integrina alfa6/beta4
(eterodimero il cui dominio extracellulare entra nella lamina basale
e interagisce con la laminina-322 presente nella sovrastruttura del
collagene 4), collagene 17 (molecola transmembrana che regola
l’espressione e la funzione della laminina) e CD151 (glicoproteina
che partecipa all’aggregazione dei recettori integrinici per facilitare
le interazioni cellula-matrice extracellulare).
• Filamenti ancoranti (formati da laminina e collagene 4, legano la
membrana del versante basale delle cellule epiteliali alla
sottostante lamina basale) VS fibrille ancoranti (formate da
collagene 7, attaccano la lamina basale alle fibre reticolari
sottostanti).
MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE DELLA SUPERFICIE BASALE
DELLA CELLULA
• Ripiegamenti della superficie basale aumentano significativamente
l’estensione del dominio cellulare basale;
• I dotti delle ghiandole salivari sono detti dotti striati.
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GHIANDOLE
• esocrine: secernono i prodotti in dotti epiteliali o strutture tubulari
connesse con la superficie, dove possono anche essere anche
modificati;
• endocrine: secernono i prodotti (ormoni) nel tessuto connettivo
tramite cui entrano nel flusso sanguigno per raggiungere cellule
bersaglio;
• secrezione paracrina: il prodotto regola il comportamento di altre
cellule dello stesso epitelio.
• secrezione autocrina.
• le cellule delle ghiandole esocrine manifestano differenti
meccanismi di secrezione: merocrina (prodotto impacchettato in
vescicole rivestite di membrana che fuoriescono per esocitosi),
apocrina (prodotto rilasciato è circondato da un sottile strato di
citoplasma e circondato da una membrana plasmatica)e olocrina
(prodotto accumulato nella cellula e rilasciato a seguito della morte
cellulare programmata);
• Ghiandole esocrine possono essere unicellulari (singoli elementi
secernenti dispersi tra altri elementi non secernenti) o pluricellulari.
Organizzazione più semplice di ghiandola pluricellulare consiste in
un foglietto in cui ogni cellula di superficie è una cellula secernente.
Poi esistono anche tubulari e acinose entrambe semplici e/o
ramificate o composte (dotto secernente ramificato).
• secrezioni mucose sono vischiose e viscide (estesa glicosilazione
dei costituenti proteici con oligosaccaridi anionici) mentre
secrezioni sierose sono acquose (scarsa glicosilazione). I granuli di
mucinogeno sono PAS-positivi ma essendo solubili vengono persi
durante l’allestimento, per questo citoplasma cellule mucose
appare vuoto in EE, al contrario delle cellule sierose.
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RINNOVAMENTO CELLULE EPITELIALI
• la maggior parte delle cellule epiteliali ha vita limitata, inferiore a
quella dell’organismo. La sostituzione delle cellule si verifica a
seguito dell’attività mitotica di cellule staminali adulte (localizzate
nelle nicchie) dotate della proprietà di automantenersi.