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Il documento discute il modello IS-LM, evidenziando l'interazione tra la curva IS, che rappresenta l'equilibrio nel mercato dei beni, e la curva LM, che rappresenta l'equilibrio nel mercato dei saldi monetari reali. Viene analizzato come le politiche fiscali e monetarie influenzano queste curve e l'equilibrio economico, con esempi di shock esogeni e la loro influenza sulla domanda di beni e servizi e sulla domanda di moneta. Infine, si fa riferimento a eventi storici, come la recessione del 2001 negli Stati Uniti, per illustrare come le politiche governative e le azioni della banca centrale possano rispondere a contrazioni economiche.

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Vincenzo Taroni
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Il documento discute il modello IS-LM, evidenziando l'interazione tra la curva IS, che rappresenta l'equilibrio nel mercato dei beni, e la curva LM, che rappresenta l'equilibrio nel mercato dei saldi monetari reali. Viene analizzato come le politiche fiscali e monetarie influenzano queste curve e l'equilibrio economico, con esempi di shock esogeni e la loro influenza sulla domanda di beni e servizi e sulla domanda di moneta. Infine, si fa riferimento a eventi storici, come la recessione del 2001 negli Stati Uniti, per illustrare come le politiche governative e le azioni della banca centrale possano rispondere a contrazioni economiche.

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La volta scorsa abbiamo introdotto la curva LM,

siamo partiti ricapitolando la IS, abbiamo introdotto la curva LM,


abbiamo messo tutto assieme il modello IS-LM
e abbiamo visto cosa, sostanzialmente, ci perdice il modello
nel momento in cui vengono rotto atto con tutti i termoletari o fiscali
che vanno ad agire sulle due curre.
Già riprendiamo un secondo, perché quello che abbiamo visto la volta scorsa
riguarda,
oggi vediamo come l'impatto di breve periodo si trasferiscono anche
e il modello diventa informativo per quello che succede nel lungo periodo.
Quindi è importante che abbiamo ben chiaro tutto ciò che riguarda le basi del
modello.
Quindi abbiamo la nostra curva IS, sia IS che LM vengono rappresentate sul piano
con il tasso di interesse reale inordinata e la produzione o reddito in ascissa.
Abbiamo detto, la IS ci descrive tutte quelle combinazioni
tali per cui abbiamo equilibrio sul mercato dei fondi mutuabili e su quello dei
beni,
come rappresentatoci dalla croce chinesiana, dove abbiamo le spese programmate
quelle effettive.
Quindi possiamo disegnarci per diversi tassi di interesse e combinazioni di reddito
tali per cui il mercato dei beni e dei servizi e quello dei fondi mutuabili è in
equilibrio.
La nostra IS è una curva che ha pendenza di crescente nel piano produzione tasso di
interesse.
Perché? Perché se aumenta il tasso di interesse avremo una diminuzione degli
investimenti
e quindi il livello di produzione che possiamo sostenere sarà inferiore, ok?
L'aumento dei tassi si trasferisce in diminuzione di investimenti che si ripercuote
sulle spese
e quindi avremo livelli che possiamo sostenere, livelli di produzione inferiori.
Aumenti di produzione sono sostenibili con maggiori investimenti e comportamenti di
spesa, ok?
Siccome abbiamo a cuore l'equilibrio, le combinazioni di tasso di interesse e
produzione,
la IS ci dice che livelli maggiori di reddito possono essere sostenuti con tassi di
interesse bassi
che ci permettono grandi investimenti, ok?
Su questo ci siamo, abbiamo visto che la politica fiscale va a intervenire sulle
spese
che gli attori nell'economia fanno e in particolare si entra come,
se guardiamo la politica fiscale espansiva in termini di espansione della spesa
pubblica,
abbiamo degli aumenti di spesa sia diretti che indiretti,
quindi aumenti di produzione che possiamo leggere sulla nostra IS, ok?
Che si sposta verso destra, quindi le variabili di policy fiscale ci fanno spostare
la curva IS
a destra se vengono attuate politiche fiscali espansive,
a sinistra se vengono attuate politiche fiscali riscrittive.
Gli spostamenti della nostra IS saranno pari a quanto ci viene predetto dai
modificatori
dell'ospedale pubblico della transazione.
L'effetto finale però dipende anche dalla LM,
in particolare la LM abbiamo detto che si prende cura di ciò che succede nel
mercato dei saldi monetari reali
e in particolare studiando domanda di saldi monetari reali e offerta
in un contesto in cui prezzi sono fissi,
abbiamo che la nostra LM ha pendenza positiva
e ci descrive tutte quelle combinazioni
tali per cui il mercato dei saldi monetari reali è in equilibrio,
tutte le combinazioni di produzione e reddito e tasse di interesse,
per cui il mercato dei saldi monetari reali è in equilibrio.
Abbiamo detto a pendenza positiva perché?
Perché ogni volta che consideriamo aumenti di reddito
questi sul mercato dei saldi monetari reali
corrispondono non altro a che incrementi della domanda di saldi monetari reali
per ogni livello del tasso di interesse.
E quindi rispetto a questo punto in cui il mercato dei saldi monetari
sarebbe in equilibrio o di un livello di reddito più basso,
un aumento di reddito è sostenibile con un corrispettivo aumento anche del tasso di
interesse.
Perché? Perché nel mercato dei saldi monetari reali
in realtà al vecchio tasso di interesse si creerebbe in equilibrio
tra domanda e offerta di saldi monetari reali
che spinge il prezzo di saldi monetari reali, che è del R, ad aumentare.
Quindi abbiamo una LM positiva che ci descrive i equilibri sul mercato dei saldi
monetari reali.
Nel momento in cui consideriamo le variabili di policy che possono andare a agire
sulla LM
come ci dice la denominazione stessa delle LM
è il livello dell'offerta di moneta, la variabile di policy
che va a agire spostando la quantità di saldi monetari reali presente nell'economia
e spostando contestualmente la nostra LM nel grafico.
Quindi avremo che politiche monetarie espansive sposteranno la LM verso destra,
politiche monetarie restrittive la spostano verso sinistra.
Sinistra in alto, destra in basso.
Mettendo tutto a sebe abbiamo l'equilibrio di breve periodo con prezzi fissi, ok?
Quindi l'equilibrio di breve periodo ci descrive l'intersezione, ovvero
le combinazioni di produzione, reddito e tasso di interesse
tali per cui entrambi i mercati, sia quello dei saldi monetari reali
che quello dei beni dei servizi sono in equilibrio.
C'è brusio, ci sono domande?
C'è qualcosa che non è chiaro?
È inutile ricapitolare o può servire?
Perché se è inutile vado avanti e andiamo avanti, altrimenti se è utile o inutile.
Ok, ok.
Quindi queste sono le equazioni che vi descrivono la IS e la LM, ok?
La LM vi dice l'offerta di saldi monetari reali deve essere uguale alla domanda
dei saldi monetari reali e l'equilibrio è l'equilibrio.
L'equazione IS ci dice che il nostro reddito deve ubagliare la somma di tutte le
componenti di spesa.
Ricordarvi le equazioni vi aiuta implicitamente anche a ricordare che impatti hanno
o meglio su quale mercato e su quale curva impattano le politiche, perché?
Perché la monetaria figura solo nell'equazione dell'LM, ok?
Quindi sappiamo che primariamente le politiche monetarie vanno a impattare sul
mercato dei saldi monetari reali
e poi a cascata si ripercuoteranno anche su tutta l'economia con spostamenti sulla
IS,
però primariamente sposteranno la LM.
Politiche fiscali rientrano solo nell'equazione della nostra IS, quindi sappiamo
che in primo luogo
le politiche fiscali vanno a impattare sul mercato dei beni e dei servizi, quindi
spostano la IS
a destra o a sinistra a seconda che siano espansive o restruttive e questo si
ripercuote,
si aggiusta all'equilibrio spostandosi sulla LM in ultima istanza, ma di fatto gli
spostamenti delle
variazioni di policy vanno a impattare sullo spostamento delle due curve in primo
luogo.
Abbiamo detto alla fine della lezione scorsa, e da qua ripartiamo,
non solo le politiche impattano sul mercato dei saldi monetari reali
e sul mercato dei beni e servizi, cosa che possiamo disegnare e rappresentare con
le nostre LM,
con la nostra IS, ma anche eventi esogeni che vanno a modificare alcuni
comportamenti di spesa
che sono rappresentati all'interno della IS o alcuni comportamenti di domanda di
moneta
che sono rappresentati all'interno della LM. Quindi, vedete, in entrambi i casi
abbiamo a cuore
quello che succede alla domanda, ok? Da un lato alla domanda di beni e servizi
e dall'altro lato alla domanda di saldi monetari reali.
Esempi di shock al mercato dei beni e dei servizi, quindi alla domanda di beni e
servizi.
Abbiamo detto tutti questi shock alla IS sono shock che vanno a colpire diverse
componenti
della IS o della domanda di beni e servizi. In particolare avremo quindi shock agli
investimenti,
per esempio cambiano le aspettative degli imprenditori, perché tutti gli
imprenditori
si aspettano che i loro investimenti saranno molto reddizi e quindi investono in
massa, ok?
Abbiamo un aumento negli investimenti molto sostenuto. Oppure uno shock che può
invoggiare
i comportamenti di consumo. Cambiano le attitudini dei consumatori verso certe
spese.
Decidiamo che abbiamo molta fiducia nella prosperità della nostra economia nei
prossimi anni
e quindi siamo incentivati a spendere di più, ok? Se invece abbiamo molta sfiducia
in ciò
che succederà alla nostra economia nei prossimi anni, allora magari tendiamo a
risparmiare
di avere una sorta di cuscinetto di emergenza per poter finanziare il nostro spese
anche
in futuro. Un crollo di borsa potrebbe ridurre ricchezza e consumi e quindi
impattare sia
su investimenti che consumi nel momento in cui il crollo di borsa riflette, per
esempio,
il fatto che l'economia non sta funzionando al meglio, diciamo. Possibili shock
all'LM
sono shock che vanno ad impattare sulla domanda di moneta. Abbiamo detto, per
esempio,
che si introducono nuove forme di pagamento oppure si sperimentano degli eventi che
vanno
scoraggiare alcune forme di pagamento, per esempio le fondi sulle carte di credito.
Se
pagare con la carta di credito diventa molto complicato perché poi mi clonano la
carta
e qualcuno fa un uso spropositato dei miei soldi, aumenterà la mia domanda di
circolante,
la moneta per le transazioni quotidiane. Se si diffonde l'e-commerce, al contrario,
abbiamo una riduzione della domanda di moneta perché tendenzialmente tendo a pagare
con
carta di credito. Pandemia Covid è un esempio di shock esogeno, non previsto,
totalmente
aspettato, che è andato a modificare i comportamenti riguardo alla quantità di
moneta
detenuta. Sono a casa, non mi serve fare spese, scelgo di non detenere moneta
circolante,
ma piuttosto la tengo depositata. Questo è un interiore esempio. Tutti questi shock
si
ripercuotono sulla posizione delle nostre curve. Come identifichiamo qual è la
curva
che calma e andiamo a vedere qual è la variabile macroeconomica fondamentale su cui
lo shock
va a impattare e a ruota, quindi modificheremo la posizione della curva. Se uno
shock colpisce
i consumi non andremo a modificare la posizione della LM, perché la LM non
considera esplicitamente
i consumi, andremo a focalizzarci su spostamenti della IS, che sappiamo
focalizzarsi sull'esplicitamente
modellare i comportamenti di spesa in termini di benesservizi da parte delle
famiglie. Tutto
questo è chiaro o ci sono dubbi, domande, perplessità? Vediamo ora come alcuni
shock
hanno impattato sull'economia degli Stati Uniti, a titolo di esempio, nel 2001. Nel
2001
si è verificata una recessione, non di proporzioni esagerate, ma comunque abbiamo
sperimentato
una recessione, quindi almeno due trimestri di crescita negativa del PIL. E in
particolare
lo vediamo dalle variabili macroeconomiche, cosa si è verificato? Si è verificato
una
disoccupazione in aumento, quindi un aumento della disoccupazione, di quasi i due
punti
percentuali, e il tasso di crescita del PIL, invece che attestarsi al 3%, quindi il
livello
di lungo periodo del tasso di crescita del PIL per l'economia americana, il tasso
di
crescita si attesta a dicembre 2001 al 1,2%. Quali furono le cause di questa
particolare
recessione? Ora, in primo luogo abbiamo che consideriamo il contesto. Il contesto è
quello
di un'economia in forte espansione, a seguito dell'introduzione delle tecnologie
IT, quindi
informazioni tecnologiche, computer, eccetera, e abbiamo un boom dell'economia
americana.
In un contesto di boom, ad un certo punto, si crea un crollo della borsa, per cui
in
un anno il maggior indice di borsa perde un 25% del suo valore. Si aggiunge
l'attacco
terroristico a New York nell'11 settembre, che fa subire un ulteriore calo al
maggior
indice di borsa, perché tanta incertezza, una delle maggiori economie sotto attacco
per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale. Abbiamo degli scandali in cui
imprese
molto grosse falliscono, sostanzialmente, e questo scoraggia fortemente gli
investimenti.
Quindi gli investitori vedono questi fallimenti a catena, vedono istabilità
politica e vedono
ulteriori dibassi e quindi investono meno. Diminuisce la ricchezza, perché abbiamo
quindi
fallimenti a catena e di imprese anche presso cui le famiglie avevano investito,
prestando
denaro, e abbiamo aumento dell'incertezza. Questo causò un calo sostenuto sia dei
consumi
che degli investimenti. Quindi un calo sostenuto di due componenti della domanda
aggregata,
due componenti che contribuiscono a far sì che il mercato di beni e servizi sia in
equilibrio.
Ci fanno sì che bella sostenuta la produzione, ok? Domanda aggregata quindi cala,
cosa che
noi possiamo rappresentare con lo spostamento verso sinistra della nostra curva IS,
perché
abbiamo detto, calano consumi e investimenti, due componenti di domanda che la
nostra curva
IS ci rappresenta. Vediamolo un secondo attraverso i dati. Abbiamo detto, questo è
il principale
indice di borsa americano, abbiamo detto, arriviamo da un periodo in cui l'economia
era in forte espansione, anche speculativa in un certo senso, abbiamo che si
verifica
un crollo del maggiore indice di borsa, ok? Anche le famiglie a quel tempo hanno
investito
nelle maggiori imprese high tech che ad un certo punto subiscono alcuni fallimenti,
abbiamo
che anche i consumatori quindi hanno delle permette di ricchezza, perché non vedono
la remunerazione dei titoli che avevano acquistato, ma si vedono queste imprese
fallire quindi
impossibilitate a ribadare i rendimenti di questi titoli. L'indice crolla, anche i
consumi
crollano. Come reagì il governo? Ora, se consideriamo quello che abbiamo studiato
fino
adesso, come dovrebbe reagire un governo che vede nella propria economia subire una
contrazione
nei consumi e negli investimenti? Cosa potrebbe fare per sostenerli, per sostenere
la domanda
aggregata? Esatto, interviene cercando di sostenere la domanda aggregata andando a
compensare
i mancati consumi da parte delle famiglie magari cercando di aumentare la spesa
pubblica
oppure riducendo le tasse in modo che le famiglie possano avere comunque un reddito
disponibile
sufficiente per mantenere i loro consumi. E infatti è così che ha agito il governo
degli Stati Uniti. Tempestivo taglio delle imposte, quindi se i consumatori che a
quel
punto avevano parzialmente finanziato le imprese high tech e quindi hanno
sperimentato delle
perdite in portafogli dal fallimento di questa azienda, avevano subito un calo
della loro
ricchezza e quindi un calo anche magari del loro reddito disponibile, ricevono un
aiuto
nel senso che diminuendo la tassazione, il loro reddito disponibile può essere
comunque
mantenuto ai livelli abituali. Inoltre abbiamo un aumento della spesa pubblica,
soprattutto
a seguito della ricostruzione dell'area in cui l'attacco l'autorice l'aveva
impattato
e spesa pubblica anche a sostegno delle operazioni militari, quindi della governo
in Afghanistan
e Iraq. Come è intervenuta la banca centrale? Secondo voi qual era il possibile
intervento
ottimale da parte della banca centrale? In un contesto di clima di sfiducia da
parte degli
imprenditori e dei consumatori. La banca centrale vuole sostenere imprenditori e
consumatori
o in realtà non se gli importa niente. Diciamo che in una fase recessiva idealmente
la banca
centrale vuole attuare politiche che possano sostenere ulteriormente la domanda
aggregata
soprattutto nella componente degli investimenti, quindi cercando di offrire saldi
monetari
reali che siano utili ai consumatori per effettuare transazioni e alle imprese in
termini di abbassamento
di tassi di interesse per poter così effettuare investimenti. L'espansione
monetaria ricordiamoci
si associa nel breve periodo secondo il nostro modello ISLM a tassi di interesse di
breve periodo reali
più bassi. Nel lungo periodo sappiamo che l'espansione monetaria si associa ad
aumenti dei prezzi
e aumenti dei tassi nominari. Nel lungo ma nel breve periodo siccome i prezzi sono
fissi
l'espansione monetaria si associa a tassi di interesse di breve periodo più bassi
e un'offerta di moneta più elevata a questo d'abolisi. Ricordiamoci, abbiamo detto,
gli effetti delle politiche
sono diversi a seconda che i prezzi siano fissi o che siano flessibili. Con prezzi
flessibili la politica monetaria
scarica sui prezzi, si è espansiva, i prezzi tendono ad alzarsi, i tassi di
interesse anche essi tendono ad alzarsi
perché il tasso di interesse nominale incorpora le aspettative sull'inflazione,
l'equazione di Fisher.
Nel breve periodo i prezzi invece sono fissi, quindi la politica monetaria
espansiva non scarica sui prezzi
il suo effetto ma lo scarica sul tasso di interesse che diminuisce perché c'è più
offerta di moneta
perché c'è più offerta di saldi monetari ideali rispetto alla domanda. E infatti a
seguito degli interventi
di politica monetaria della banca centrale americana abbiamo avuto un abbassamento
dei tassi di interesse
a tre mesi, il tasso di interesse più breve. In realtà non il più breve ma uno dei
più brevi.
Ora una precisazione che ho già fatto l'altra volta ma che è utile, che recuperiamo
anche qui.
Quando parliamo di politica monetaria come economisti tendiamo a parlare di aumenti
o diminuzioni dell'offerta di moneta.
I giornali raramente ci parlano di aumenti o decrementi dell'offerta di moneta.
Di solito quello che leggiamo sui titoli dei giornali è la banca centrale europea
ha alzato i tassi di interesse
o ha abbassato i tassi di interesse. Ora la procedura operativa attraverso cui la
banca centrale attua le sue politiche monetarie
di fatto prevede di fissare un obiettivo sul tasso di interesse che è quello che ci
viene annunciato dai giornali
come raggiunge quell'obiettivo andando a variare l'offerta di moneta. I giornali ci
annunciano l'obiettivo della banca centrale fondamentalmente.
La banca centrale abbassa i tassi. Noi da economisti sappiamo che quello che vuol
dire con i titoli di giornale
è semplicemente che la banca centrale ha fissato l'obiettivo di abbassare il tasso
e sta facendo operazioni di mercato aperto
e altre operazioni in modo tale da variare l'offerta di moneta e quindi cosa che
noi possiamo leggere con spostamenti dell'LM
fino a raggiungere l'obiettivo di tasso di interesse che si è perfissata. Quindi se
al telegiornale vi dicono
la banca centrale abbassa il tasso di interesse, cosa sta facendo la banca
centrale? In pratica.
Cosa sta variando?
E mette più moneta. Esatto. Quindi quando ci viene annunciato che la banca centrale
cambia i tassi,
in pratica quello che sta avvenendo nell'economia del contesto economico è che la
banca centrale sta intervenendo sul mercato dei saldi monetari
variando la quantità di saldi monetari nel mercato e in particolare può emetterne o
ritirarne e lo fa fino a momenti in cui i tassi di interesse
raggiungono il livello che si era perfissata e che poi ci viene annunciato ogni
giorno. E in particolare nel breve periodo sappiamo che
essendo i prezzi fissi se la banca centrale aumenta l'offerta di moneta sta di
fatto abbassando i tassi di interesse o meglio se la banca centrale
ci viene annunciato abbassa i tassi di interesse sappiamo che nel background la
banca centrale stai mettendo moneta
in modo che i tassi di interesse a breve termine siano più bassi rispetto a quelli
di partenza. Al contrario se ci viene annunciato la banca centrale
sta alzando i tassi di interesse. Noi economici sappiamo che la banca centrale sta
facendo cosa? Sta facendo operazioni di mercato aperto,
vendendo titoli contro moneta in modo da ritirare la moneta, riducendo l'offerta di
moneta sappiamo nel breve termine sta di fatto alzando i tassi fino al livello che
ha annunciato.
E' chiaro questo per tutti o ci sono dubbi?
Ok, se non ci sono dubbi, ora ultima precisazione di questa precisazione perché gli
obiettivi sono fissati sul tasso e non sull'effettivo aumentare di moneta.
Perchè è più semplice? Ok, quindi nel momento in cui la banca centrale che non
riesce a controllare, ci ricordiamo dal notificatore della moneta, entrano in gioco
nella definizione
dell'amontare di moneta nell'economia anche altre forze, quindi entrano in gioco
indirettamente anche quanta moneta le famiglie decidono di detenere tramite CR e
quanta moneta le banche decidono di detenere a riserva, tramite RR.
Quindi la banca centrale si pone un obiettivo di tasso di interesse e poi varia
l'offerta di moneta in modo che alla fine del processo il tasso di interesse sia a
livello prefissato.
È più facile prefissarsi un obiettivo di tasso di interesse perché nel momento in
cui la banca centrale raggiunge quell'obiettivo sa che deve fermarsi con le
operazioni di mercato aperto o con i tassi di rifinanziamento perché ha raggiunto
il suo obiettivo.
Mentre è più difficile capire quale sia il livello di CR o RR delle famiglie e
delle banche commerciali in modo da raggiungere l'effettivo livello di M
nell'economia.
Inoltre c'è da dire che nei momenti di forte instabilità macroeconomica se sappiamo
che variare l'offerta di moneta e capire qual è l'effettivo livello di offerta di
moneta nell'economia è più difficile.
Fare targetting di un certo tasso di interesse in questi momenti di forte
instabilità è molto più facile che fare targetting di effettivi livelli di offerta
di moneta nell'economia.
Questo permette di essere più tempestivi e più efficaci nel momento in cui ci sono
molti shock al mercato dei saldi monetari ideali piuttosto che a quello dei beni
dei servizi.
Va da sé che abbiamo detto i shock al mercato dei beni dei servizi dovrebbero
essere meno frequenti nel senso che per esempio le famiglie generalmente hanno una
propensione marginale al consumo che è abbastanza stabile.
Sono shock veramente importanti, per esempio quelle della FisiCorp, che vanno a
cambiare effettivamente la nostra propensione marginale al consumo. Tendenzialmente
è più o meno una variabile abbastanza fissa.
Quindi abbiamo detto tutto quello che abbiamo raccontato in queste due lezioni fino
ad ora riguarda il contesto del breve periodo, quindi un contesto in cui i prezzi
sono relativamente fissi o vischiosi.
Tuttavia anche cambiamenti dei prezzi possono andare a spostare la curva Lm e
cambiare quindi il reddito di equilibrio, perché sappiamo che P rientra nella
nostra offerta di moneta tramite M su P.
Quindi tendenzialmente nel breve periodo abbiamo che i shock principali vengono a
riguardare cambiamenti di politica monetaria da parte della banca centrale.
Se andiamo a considerare cambiamenti dei prezzi sappiamo che anche la nostra Lm si
può muovere, il nostro equilibrio sul mercato dei saldo monetari reali può variare,
a sua volta a cascata quindi determinando diversi livelli del reddito della
produzione.
La nostra curva di domanda aggregata, noi abbiamo visto all'inizio della ripresa
delle lezioni, in effetti ci veniva definita tramite la teoria quantitativa della
moneta e rappresentava proprio la relazione tra reddito o produzione e cosa.
Li vedo generalizzati dei prezzi.
Quindi alla luce del modello ISLm, che è un modello di breve periodo con prezzi
fissi, possiamo ora vedere come varia la nostra rappresentazione della domanda
aggregata nel breve e nel lungo periodo.
In particolare possiamo capire 1, perché la domanda aggregata ha pendenza negativa,
è relazionata negativamente, esprime una relazione negativa o inversa tra prezzi e
produzione.
E in secondo luogo possiamo capire, alla luce del modello ISLm, cosa fa sì che la
domanda aggregata subisca delle variazioni, quindi degli spostamenti.
Andiamo per gradi. Partiamo dalla derivazione della domanda aggregata.
La domanda aggregata, se vi ricordate quel grafico con il diagramma di flusso che
avevamo introdotto nelle lezioni scorse, avevamo detto la croce chinesiana ci porta
a definire la IS.
Domande offerta di saldi in moletari reali ci portano a definire la LM, la IS e la
LM ci portano al modello ISLm, che ci dice l'equilibrio contemporaneo tra mercato
dei veri e mercato dei saldi in moletari reali, il modello ISLm ci aiuta a definire
la domanda aggregata.
Nel momento in cui mettiamo insieme la domanda aggregata con l'offerta aggregata
abbiamo il nostro reddito e produzione per combinazioni di livelli generalizzati
dei prezzi nel breve e nel lungo periodo e possiamo studiare gli effetti delle
fluttuazioni, degli shock e delle politiche su reddito e prezzi di breve e lungo
periodo.
Ora esploriamo il passaggio da modello ISLm a domanda aggregata, abbiamo detto
all'inizio della ripresa delle lezioni la domanda aggregata ha pendenza negativa,
perché il modello ISLm ce lo spiega.
Consideriamo un modello ISLm in equilibrio a questo livello di reddito y1 e ad un
livello di prezzi p1 che possiamo rappresentare nel modello OADI-A qua sotto.
Se varia il livello dei prezzi, cosa che in realtà il modello ISLm di per se non
vorrebbe considerare perché ISLm vorrebbe considerare una situazione in cui i
prezzi sono stabili, tuttavia utilizziamolo per capire la nostra domanda aggregata.
Cosa succede se varia il livello generalizzato dei prezzi? Che subisce l'effetto di
un aumento dei prezzi? La LM o la IS? Il mercato dei salvi monetari reali o il
mercato dei beni dei servizi?
Chi considera i prezzi in primo luogo? La IS o la LM? La LM, ci ricordiamo che la
nostra LM come viene definita.
Ci considera l'equilibrio tra salvi monetari reali, offerte e domandati e tasso di
interesse. In particolare ci dice la domanda di salvi monetari reali come funzione
di tasso di interesse e reddito e l'offerta di salvi monetari reali come definita
dalla banca centrale ad un livello definito di prezzi.
Perché siamo nel breve periodo? Tuttavia abbiamo detto ammettiamo che variano i
prezzi. Se variano i prezzi, il primo ad essere colpito è l'offerta di salvi
monetari reali, che ci viene raccontato dalla nostra LM tramite l'equilibrio sul
mercato dei salvi monetari reali.
In particolare abbiamo detto supponiamo che P aumenti. Cosa succede all'offerta di
salvi monetari reali se aumentano i prezzi?
Diminuisce. Ok, si aumentano i prezzi.
Sappiamo che la nostra offerta di salvi monetari reali diminuirebbe. E quindi al
vecchio tasso R1 avremmo che l'offerta di salvi monetari è inferiore alla domanda.
E quindi il tasso di interesse tende a crescere. Questo equivale a rappresentare la
nostra LM verso sinistra.
Siamo andati a variare un'altra variabile che potenzialmente era esogeno. Se varia
un esogeno abbiamo detto le curve si spostano. In particolare abbiamo ridotto
l'offerta di salvi monetari reali.
È un po' lo stesso effetto sull'LM di un incremento dei prezzi. È come se avessimo
ridotto. È equivalente all'effetto che avremmo con una riduzione di M.
Quindi abbiamo una restrizione, abbiamo una LM a sinistra per livelli di tasso di
interesse più elevati in equilibrio. Quindi reddito ridotto e tassi di interesse
più elevati nel breve periodo, come diceva il grafico.
Contestualmente con tassi più elevati abbiamo riduzioni degli investimenti.
Riduzioni degli investimenti ci portano riduzioni della produzione.
In questo senso possiamo vedere che lungo la curva di domanda aggregata abbiamo che
aumenti dei prezzi si traducono in riduzioni del reddito.
Come? Via tasso di interesse che va a ridurre una delle componenti della domanda
aggregata anche. Che cosa? Quale componente? Investimenti.
E lo vedevamo anche qua che gli investimenti si riducono, perché ad uno spostamento
della LM verso sinistra anche il valore della IS, il valore della produzione che
leggiamo sulla IS, è più basso rispetto a quello iniziale.
Quindi il modello ISLM ci aiuta a capire perché la domanda aggregata ha pendenza
negativa quando andiamo a studiare le combinazioni di produzione,
a livello dei prezzi, tali per cui sia il mercato dei vendi e dei servizi che il
mercato dei saldi di moneta reali sono in equilibrio.
Perché ci aiuta a definire sostanzialmente quali sono le combinazioni, qual è il
livello di produzione sostenibile con il tasso di interesse che si viene a creare
nell'economia seguito di una variazione del livello dei prezzi.
Ci sono domande su questo?
Quando avevamo studiato il modello di domanda e offerta aggregata senza sapere la
sua derivazione tramite la IS ragionavano in termini di livelli di prezzi e livelli
di domanda che potevano verificarsi in uno stesso momento nell'economia.
Avevamo detto prezzi alti tendenzialmente domandiamo meno, prezzi bassi
tendenzialmente domandiamo di più.
Questo è spiegabile e razionalizzabile non solo in termini di comportamenti di
consumo, ma razionalizzabile in termini di comportamenti di consumo, investimento,
spesa pubblica
e transazioni in termini di saldi voletari reali e tasse di interesse con cui
trattiamo questi saldi voletari reali.
Se non ci sono domande sulla logica attraverso cui possiamo arrivare a definire una
D.A. con pendenza negativa anche all'olice del modello ISLM
Possiamo cercare di vedere come il modello ISLM ci spiega spostamenti della domanda
aggregata.
Cosa sono in pratica questi spostamenti della domanda aggregata?
Gli spostamenti della domanda aggregata seguono a tutti quegli eventi che a parità
di prezzi vanno ad impattare sul mercato dei veri servizi e o sul mercato dei saldi
voletari reali.
E cosa fanno? Vanno a variare la produzione e il reddito e quindi anche la domanda.
Per esempio, cos'è che va ad impattare sulla IS facendo variare la produzione e il
reddito e quindi anche la domanda aggregata in totale?
Per esempio delle politiche fiscali vanno ad impattare sul mercato dei veri servizi
perché aggiungono o tolgono componenti di spesa o meglio fanno aumentare o
diminuire i comportamenti di spesa
il che va a stimolare o ridurre produzione e reddito facendo spostare la domanda
aggregata nel nostro modello di domanda offerta aggregata.
Variazioni di G e T vanno ad agire sulla IS.
Cos'altro può agire facendo spostare la domanda aggregata?
Se le politiche fiscali fanno spostare la domanda aggregata perché vanno a spostare
la nostra IS, quindi a variare l'equilibrio sul mercato dei veri,
dall'altro lato sappiamo che anche le politiche voletarie possono intervenire e
andare a modificare il livello di produzione e reddito come?
Intervedendo su quello che è l'equilibrio nel mercato dei saldi voletari reali.
Quindi la domanda aggregata varia e si sposta nel nostro piano, come dire, in
seguito politiche fiscali, politiche voletarie e in terzo luogo in seguito a shock.
A shock che vanno a coinvolgere o il mercato dei veri che ci viene rappresentato
dalla IS o il mercato dei saldi voletari reali che ci viene rappresentato dalla LM.
Ok, quindi shock e mercati dei veri vanno a impattare sulla IS e questo è il
compito della IS, rappresentarsi l'equilibrio sul mercato dei veri o sulla LM se
sono shock che coinvolgono il mercato dei saldi voletari reali.
Quindi, vediamo adesso queste varianti. Per esempio, vediamo il nostro modello IS
LM come si ripercuote sul nostro modello di domanda aggregata.
Per ora ci concertiamo sulla domanda aggregata senza inserire per l'offerta.
Cosa succede se la banca centrale attua una politica monetaria espansiva?
Cosa vuol dire una politica monetaria espansiva?
Non mi svegliate, parlate ad altra voce.
Se è sbagliato, dico la risposta giusta.
Politica monetaria.
Perfetto. E mettere nuova moneta espansiva, stiamo immettendo moneta nel sistema o
i giornali ci direbbero attenzione la banca centrale sta abbassando i tassi.
Ok? Quindi, come rappresentiamo una politica monetaria espansiva?
Stiamo andando a variare M, stiamo in particolare aumentando M, ok?
Oppostiamo la nostra LM verso destra, qui si vede poco, qui ve l'hanno ipotizzato
un aumento dei prezzi.
La nostra LM, ricordatevi, viene derivata sulla base di questo grafico.
In questo caso stiamo immettendo moneta, M aumenta.
Come diceva il vostro collega, i tassi tendono a ridursi per un M che è maggiore.
La nostra LM va verso destra.
Cosa succede alla domanda aggregata?
La nostra LM, da questo equilibrio, si è spostata verso destra.
I tassi si sono abbassati, attenzione, l'incontro con l'IS avviene ad un livello di
rebito, che leggiamo qua sotto,
che è il Silo 2 più elevato rispetto al Silo 1.
E lo possiamo leggere anche sulla, appunto lo leggiamo, sulla IS, ok?
IS, LM, entrami i mercati devono essere in equilibrio.
Stiamo dicendo che il rebito aumenta con tassi di interesse più bassi.
Come abbiamo potuto sostenere un aumento di rebito?
Grazie a tassi più bassi.
Qual è la componente nella IS che incorpora il tasso di interesse?
Chi c'è nella IS?
Ci sono due componenti.
Qual è la componente nella IS che incorpora il tasso di interesse?
Chi c'è nella IS? Ci sono...
Domanda di benesservizi, da cosa si compone?
Consumi, investimenti e spesa pubblica, ok?
Chi dipende da I?
I consumi dipendono dal tasso di interesse?
No.
I investimenti dipendono dal tasso di interesse? Sì.
Se i tassi si abbassano, riusciamo a sostenere maggiori investimenti e la
produzione aumenta, ok?
Siamo a un equilibrio tra IS e LM grazie alla politica monetaria
che ci permette di sostenere un reddito maggiore.
Un reddito e una produzione maggiore, ok?
Se aumentano gli investimenti e possiamo sostenere una produzione maggiore a prezzi
fissi,
questo lo possiamo rappresentare con uno spostamento verso destra della domanda
aggregata.
Perché? Perché ad un dato livello di prezzi, che sono fermi,
per quel livello di prezzi riusciamo a sostenere una produzione maggiore, ok?
Come riusciamo a sostenere una produzione maggiore?
Sono aumentate le componenti della domanda aggregata.
Come?
Come tramite più saldi monetari reali che vengono utilizzati per le transazioni
e per gli investimenti grazie all'abbassamento del tasso di interesse.
Ok?
Ci siamo su questo ragionamento.
Quindi con prezzi fissi,
le politiche che ci aiutano, in questo caso, a espandere il livello di saldi
monetari reali nell'economia,
vanno a sostenere anche i comportamenti di spesa
e in particolare gli investimenti grazie all'abbassamento dei tassi di interesse.
Ok?
Ok?
Se sosteniamo i comportamenti di spesa avremo anche che,
avremo produzioni più elevate
e la nostra di acqua essere rappresentata con lo spostamento verso destra,
con P dato nel breve periodo e livelli di produzione maggiore.
È chiaro che effetti di una politica monetaria espansiva
sul modello ISLM e sulla nostra curva di domanda aggregata.
Per adesso sarà tutto meccanico.
Ora consideriamo una politica fiscale espansiva.
Quindi adesso quando al telegiornale diranno la banca centrale abbassa i tassi di
interesse,
a voi verrà subito in mente il nostro modello ISLM
che ci predice aumenti della produzione
e il nostro modello di domanda aggregata che ci dice
wow la banca centrale è intervenuta, sta abbassando i tassi,
sta iniettando moneta nel sistema perché?
Perché vuole sostenere l'economia tramite cosa?
Tramite gli investimenti delle imprese soprattutto,
ma anche transazioni da parte delle famiglie,
sta sostenendo l'economia, sostenendo aumenti del reddito
tramite espansioni della domanda aggregata.
Andiamo a vedere l'effetto di una politica fiscale espansiva.
Cosa fa la politica fiscale espansiva primariamente?
Primariamente interviene sul mercato dei saldi monetari reali
o interviene sul mercato dei beni dei servizi?
Sul mercato dei beni dei servizi.
Perché? Quali sono le variabili di politica fiscale?
Spesa pubblica e tasso azione.
Esatto, spesa pubblica e tasso azione.
Spesa pubblica e tasso azione dove entrano?
Entrano a definire generalmente le spese programmate e le effettive
di consumatori, investitori e stato.
Quindi un aumento di G, politica fiscale espansiva prototipica
oppure riduzione di T, in realtà quella più utilizzata
perché è più facile da manovrare da parte dei governi ai giorni nostri,
spostano la nostra IS verso destra.
Perché la IS si sposta verso destra?
Perché aumenta G? Questo ci è scritto qui.
Tramite quale è l'intuizione economica?
Se aumenta G, cosa aumenta?
Sta aumentando la domanda di beni e servizi nell'economia, ok?
Quindi le domande di benesservizi nell'economia,
quindi le domande di benesservizi nell'economia,
quindi le nostre imprese cosa fanno?
Producono, perché sanno che qualcuno vuol comprare, ok?
Ora, sappiamo, e ricapitoliamo anche qui,
che la nostra IS di quanto si sposta?
Cosa ci definisce l'ammontare dello spostamento della IS?
In seguito a una variazione di G.
Di quanto aumenta il reddito, la produzione, in teoria, idealmente,
quanto aumenta la produzione, in teoria, idealmente,
di quanto aumenta la produzione, in teoria, idealmente,
di quanto aumenta la produzione, in teoria, idealmente,
quando varia G di una unità.
La quantificazione ce la dovrebbe dare il nostro modificatore della spesa pubblica,
ok?
Sappiamo però che l'equilibrio finale in termini di domanda aggregata
sarà di un livello di produzione un pochino inferiore.
Perché? Perché lo stimolo, lo stimolo in termini di reddito
va anche a scaricarsi un po' sul mercato dei saldi monetari reali, ok?
Infatti la IS si sposta lungo la LN e abbiamo un aumento del tasso di interesse,
ok?
Quindi le imprese investono perché lo stato può comprare bene i servizi.
Il tasso di interesse va ad alzarsi perché c'è grande richiesta di saldi monetari
per essere investiti e quindi abbiamo che un pochino questi investimenti.
Non tutti gli investimenti che sarebbero possibili grazie a uno metodo
a spesa pubblica vengono effettivamente implementati.
Quindi al di là di questo meccanismo abbiamo che cosa?
Che la nostra produzione aumenta per ogni livello di P.
Se la nostra produzione aumenta per ogni livello di prezzo,
fisso nel breve periodo, abbiamo che anche nel caso di una politica fiscale
espansiva
possiamo rappresentare gli effetti che prima vedevamo solo nel modello ISLM
nel nostro modello di domanda aggregata con lo spostamento verso destra della
domanda aggregata.
Perché? Perché abbiamo detto G si aggiunge ai comportamenti di spesa
e fa aumentare il reddito per ogni dato livello di prezzi fisso nel breve periodo.
Ok? Ci siamo su questo?
C'è qualcosa che non torna? O ci siamo tutti?
Ora, cosa ci dice tutta questa discussione sulla pendenza e sugli spostamenti della
domanda aggregata?
Questa discussione ci fa capire che nel momento in cui si verifica una variazione
di reddito,
se la variazione di reddito arriva da una variazione dei prezzi,
allora ci spostiamo lungo la curva di domanda aggregata e questo ce lo diceva la
pendenza.
Quindi, se aumentano i prezzi o se dimiscono i prezzi,
leggiamo la variazione della domanda aggregata sulla curva che abbiamo inizialmente
in dotazione, sulla nostra rappresentazione primaria.
Se invece a variare sono le esogene e in particolare le variabili di policy,
la nostra curva, scusate, se le variazioni di reddito avvengono a prezzi costanti,
allora le possiamo rappresentare con lo spostamento della curva di domanda
aggregata.
Perché la curva si sposta? La curva si sposta con aumenti di reddito
perché le variabili di policy ci hanno permesso di intervenire e modificare il
livello di reddito nell'economia.
Quindi, tutto ciò che riguarda variazioni di policy fiscale o monetaria, fiscale G
o T, o anche G e T contemporaneamente, è successo ancora.
Monetaria, quindi variazioni dell'offerta di moneta in termini di, per esempio,
cambi dell'obiettivo di tasso di interesse, come ci dicono i giornali.
Si ripercuotono sulla nostra curva di domanda aggregata tramite spostamenti della
curva,
che di fatto vanno a rappresentarci variazioni di reddito indotte da queste
politiche.
Se invece abbiamo variazioni di prezzi, le variazioni di reddito e produzione che
scaturiscono da queste variazioni di prezzi,
le leggiamo sulla curva che abbiamo senza spostarla, ok?
Ci siamo su questo? La pendenza ci spiega cosa succede alla produzione e al reddito
nel momento in cui variano i prezzi.
Quindi lo spostamento ci dice cosa succede dati i prezzi alla produzione nel
momento in cui interveniamo con politica fiscale o monetaria.
Ora, tutto quello che abbiamo imparato nella prima parte del corso e nella prima
lezione di questa parte del corso
ci dice che nel lungo periodo il livello della produzione tende a tornare sempre al
livello di pieno impiego.
Perché? Perché i prezzi fondamentalmente sono liberi di fruttuare nel lungo periodo
e fanno sì che donando offerta si incontrino al livello di produzione di pieno
impiego.
La cosa è definita il livello di produzione di pieno impiego?
Ottimo! Vattori produttivi e tecnologia, ok? Economia classica.
E avevamo visto che se la produzione è inferiore a quella di pieno impiego
i prezzi tenderanno a calare in modo da riportare l'economia al livello di
produzione di pieno impiego.
Se invece siamo ad un livello di produzione dell'economia che è addirittura
superiore a quello di pieno impiego
cosa vuol dire? Siamo in una situazione di fortissima espansione economica, le
imprese stanno facendo far distordinare i dipendenti,
la domanda è molto sostenuta, ok? La domanda aggregata è molto sostenuta,
è sostenibile questo livello di produzione così grande? In realtà no, perché se
l'economia lavora impiegando tutti i fattori
sappiamo che produce un livello y barrato, che è più piccolo, quindi i prezzi in
quel frangente tenderanno ad aumentare
in modo da tenere sotto controllo la domanda come dire. Se invece il livello di
produzione che l'economia realizza
è pari a quello di pieno impiego i prezzi rimangono relativamente stabili. Questo è
quello che abbiamo visto
all'inizio della ripresa delle lezioni. Ora, utilizziamo il nostro modello ISLM per
vedere cosa succede nel passaggio
dal breve al lungo periodo, ok? E in particolare cosa facciamo? Supponiamo che non
ci troviamo in pieno impiego,
come facciamo per studiare in breve il lungo periodo insieme? Sotto abbiamo il
nostro modello di domanda offerta aggregata
dove l'offerta aggregata è al suo livello di pieno impiego, ok? Quindi questa
sarebbe la configurazione di lungo periodo
l'offerta al suo livello di lungo periodo, la domanda aggregata c'è data in
funzione del livello dei prezzi, ok?
Nel modello ISLM riportiamo per comodità il livello di produzione e reddito di
lungo periodo
perché sappiamo che è quello a cui l'economia deve tendere, ok? Supponiamo di
trovarci una situazione che non è di pieno impiego.
Cosa vuol dire? Vuol dire che il livello di reddito per cui mercato dei saldi
monetari reali e mercato dei beni dei servizi
nel breve periodo momentaneamente non è a livello Y barrato, ma è o inferiore o
superiore.
Come lo possiamo rappresentare? Supponiamo di trovarci in un contesto in cui il
livello di produzione dell'economia è più basso
rispetto a quello di pieno impiego e lo possiamo rappresentare come un punto di
intersezione di una curva IS e di una curva LM
dato un certo livello di prezzi, ok?
Questo punto di equilibrio viene adundato nel livello del tasso di interesse e
viene denominato K perché abbiamo detto
nel breve periodo l'economia può essere fuori dal suo equilibrio di lungo periodo e
tendenzialmente dobbiamo capire
che siamo in una sorta di equilibrio che viene bene descritto dalla teoria
chinesiana, quindi l'abbiamo chiamato K,
mentre invece l'equilibrio di lungo periodo idealmente lo chiameremo C come gli
economisti classici,
come l'economia classica, che è la teoria classica che ci predice che l'economia
del lungo periodo deve arrivare al suo
dal suo livello di produzione di pieno impiego.
Quindi supponiamo di non trovarci in una situazione di pieno impiego, anzi stiamo
sottoutilizzando le risorse
e questo ci porta a un livello di produzione y1 che è più basso del livello di
pieno impiego.
Sulla nostra curva di domanda aggregata leggiamo il livello dei prezzi
nell'economia
e possiamo ipotizzare, ipotizzare, possiamo definire che questo sia anche il
livello dei prezzi
a cui possiamo rappresentare la nostra curva di offerta aggregata di breve periodo,
ok?
Perché la curva di offerta aggregata di breve periodo è orizzontale al livello dei
prezzi P1?
Perché i prezzi sono fissi nel breve periodo, in particolare al livello P1
e le imprese a quel dato prezzo sono disposte ad offrire tutta la produzione che
riescono a realizzare.
La domanda determina il livello effettivo della produzione che le imprese producono
a quel livello di prezzo.
Abbiamo detto se siamo fuori dall'equilibrio, dalla produzione di lungo periodo, le
imprese cosa faranno?
Tenderanno mano a mano che aggiustano il tutto e cercano di voler non avere
produzione in venduta
ma sfruttare al massimo i fattori produttivi di cui dispongono.
Cosa faranno? Compreso il lavoro, eh ragazzi, ricordatevi. Cosa faranno? Tenderanno
ad abbassare i prezzi.
Perché possono farlo? Considerate che siamo in una economia che è in
sottooccupazione, ok?
Quindi ci sono tanti disoccupati nell'economia, ok? I prezzi tutti tenderanno a
calare, compreso quello del salario, ok?
E così le imprese gradualmente cominciano ad assumere, a riassumere
e abbiamo che gradualmente calando i prezzi, cosa succede? Calando i prezzi, con
aggiustamenti di prezzi
permettiamo alla nostra offerta aggregata di breve periodo di calare
e permettiamo alla nostra LM, se i prezzi calano, di spostarsi verso destra, ok?
Quindi il graduale aggiustamento dell'economia dal breve periodo in cui i prezzi
sono fissi a livello P1
al lungo periodo verso la produzione di piena occupazione più elevata
viene effettuato tramite una graduale diminuzione dei prezzi che si ripercuote sul
mercato dei saldi monetari reali
di fatto aumentandone l'offerta
e permettendo quindi di sostenere, abbassando i tassi, una domanda aggregata più
elevata, una produzione più elevata
Ok, ci siamo spostati gradualmente da un equilibrio di sotto occupazione K ad un
equilibrio di piena occupazione C
con livelli di prezzo che sono scesi
siamo passati dal breve periodo di sotto occupazione al lungo periodo in piena
occupazione con prezzi ribassati
quindi nel lungo periodo la nostra curva di domanda aggregata incrocia quella di
offerta aggregata di breve e lungo al livello di reddito di P1
Ci sono domande su questo?
Quindi, approccio classico di lungo periodo, la produzione dell'economia è quella
di P1
Il livello dei prezzi è perfettamente flessibile e quindi domande offerte si
aggiustano in modo che il livello di P1 sia mantenuto con prezzi che vanno a far sì
che ci sia equilibrio tra domande offerte
Approccio chinesiano, i prezzi sono fissi, se i prezzi sono fissi il livello della
produzione può essere diverso da quello del pieno impiego
in questo senso la politica fiscale monetaria poi possono intervenire e spostare
l'equilibrio al livello di produzione di pieno impiego come descritto
dall'approccio classico
Allora, facciamo così, proviamo a fare questo esercizio in gruppo e poi facciamo
pausa
Quindi provate a studiare gli effetti di breve e lungo periodo di una politica
monetaria
Quindi qui abbiamo la configurazione di partenza, abbiamo il nostro reddito e
produzione di pieno impiego, abbiamo la offerta aggregata di breve periodo e quella
di lungo periodo
Quindi partiamo da una situazione standard che viene riflessa anche in un
equilibrio di breve periodo sul nostro modello ISLM per politica monetaria pari a
M1 e per offerta di moneta pari a M1 e livello dei prezzi pari a P1
Supponete che la banca centrale aumenti l'offerta di moneta
Studiate gli effetti di breve periodo e poi illustrate la transizione
dell'equilibrio tra il breve e il lungo periodo
Cosa succede a P a livello generale dei prezzi e a livello del reddito nel
passaggio tra il breve e il lungo periodo
I prezzi si abbassano
Stiamo pernettendo di transitare dal breve a lungo periodo
Quindi questo grafico ci descrive la transizione da un equilibrio di sottocupazione
di breve ad un equilibrio di lungo periodo in cui i prezzi sono pesanti
Se volete lavorare in gruppo da soli, quelle preferite
Sottotitoli creati dalla comunità [Link]

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