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Il corso di Fisica I presenta sfide legate alla novità del metodo piuttosto che alla vastità dei contenuti, richiedendo una chiave di lettura per affrontare gli argomenti. Si evidenzia l'evoluzione del concetto di 'campo' e l'importanza della sperimentazione nella fisica, sottolineando che la matematica è solo uno strumento per descrivere fenomeni naturali. Infine, si propone una scaletta per affrontare gli argomenti, partendo dai dati sperimentali e dalle ipotesi interpretative prima di considerare l'aspetto matematico.

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Il corso di Fisica I presenta sfide legate alla novità del metodo piuttosto che alla vastità dei contenuti, richiedendo una chiave di lettura per affrontare gli argomenti. Si evidenzia l'evoluzione del concetto di 'campo' e l'importanza della sperimentazione nella fisica, sottolineando che la matematica è solo uno strumento per descrivere fenomeni naturali. Infine, si propone una scaletta per affrontare gli argomenti, partendo dai dati sperimentali e dalle ipotesi interpretative prima di considerare l'aspetto matematico.

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Commento

La difficoltˆ del corso di Fisica I sta pi• nella novitˆ del metodo che nella

vastitˆ dei contenuti. Esattamente opposta • la situazione nel caso del

secondo corso di Fisica.

E' quindi necessario puntualizzare una " chiave di lettura " che aiuti

nellÕaffronto dei singoli argomenti e che ne permetta la concatenazio-

ne logica. In quanto segue far˜ riferimento ad alcuni argomenti del corso,

per cui questo commento, per essere utile, dovrˆ essere riletto di tanto in

tanto.

Anche se vasto, anzi proprio per questo, il corso permette di cogliere tutta

l'evoluzione del modo con cui, in un arco di circa un secolo e mezzo, l'uomo

ha guardato alla natura. Basti per questo considerare l'evoluzione del

concetto di ÒcampoÓ, attorno al quale, a ben vedere, tutti gli argomen-

ti presentati ruotano.

Non vorrei banalizzare troppo la cosa, ma ricordo come esso venga intro-

dotto in Fisica allorch• ci si accorge che certi fenomeni potrebbero implica-

re l'esistenza nella natura di una qualche forma di "intelligenza" e quindi

l'impossibilitˆ di una descrizione dei fenomeni naturali attraverso quel

metodo scientifico che si era venuto affermando. Tale concetto di Campo

introdotto, e puntualizzo giustamente introdotto, per motivi "esorcistici" si •

evoluto in un modo a priori impensabile e che non pu˜ mancare di stupire.

All'inizio esso • una mera "appendice" degli oggetti materiali ( legge

di Coulomb, legge di Ampere ) ma, ad un certo punto, si mostra capace di

una "vita propria" ( Equazioni di Maxwell ) . Inoltre esso viene via via

assumendo le caratteristiche che prima si pensavano proprie delle sole

particelle materiali: la necessitˆ di esprimere in forma locale le leggi di

conservazione porta a tale conseguenza.

Come la storia andrˆ a finire • argomento di altri eventuali corsi, ma


credo che la strada sia giˆ ben delineata.

Questa vicenda • materialmente costituita, come del resto anche tutta la

nostra stessa vita, di tanti fatti piccoli e grandi, belli e brutti che si concate-

nano tra loro e che sono l'uno premessa dell'altro.

In tutto questo traspare la tenacia, l'intelligenza, la passione e l'amore che

l'uomo pone nello studio di ci˜ che lo circonda. CosÕaltro sta, ad esempio,

dietro tutto il lavoro di Ampere?

EÕ pure evidente che gli esiti di tale fatica sono ben pi• grandi dellÕimpegno

profuso, per cui essi sono da guardare con rispettosa meraviglia (vedi ad

esempio tutto ci˜ che deriva dal semplice termine aggiunto da Maxwell in

una equazione).

Credo opportuno sottolineare tale ultimo concetto attraverso le parole

pronunciate da Richard Feynman, premio Nobel per la Fisica, come intro-

duzione ad una sua lezione:

"Questa • la terza di quattro lezioni su di un argomento abbastanza

difficile, la teoria dell'elettrodinamica quantistica. Essendo presente

pi• gente delle volte precedenti • chiaro che alcuni non hanno sentito

le altre lezioni, per cui troveranno questa quasi incomprensibile.

Anche chi le ha sentite la troverˆ incomprensibile, ma sa giˆ che la

cosa • perfettamente normale; come ho spiegato nella prima lezione il

modo di cui disponiamo per descrivere la natura ci risulta, in genera-

le, incomprensibile."

Queste frasi sembrano quantomeno bizzarre: ÒincomprensibileÓ vuol

ultimamente dire Ònon in mano miaÓ. Esse colgono, a mio avviso, lo studio

della natura come strumento di ÒrapportoÓ con "Qualche CosaÓ oltre me. EÕ

proprio questo che rende cos“ affascinante lo studio della natura.

Le misure di Ampere sono poi un esempio della materialitˆ di que-

sto rapporto.

In primo luogo lÕosservazione dei fenomeni. Una osservazione talmen-


te curata in tutti i particolari, da rendere evidente che lÕosservare • ben pi•

di un ÒbanaleÓ guardarsi attorno. Esso implica una posizione dellÕuomo

di fronte alla realtˆ.

In secondo luogo, come diceva pure Galileo, non esiste esperienza a

prescindere da un giudizio: senza una capacitˆ di valutazione non esiste

esperienza. I dati osservati vanno valutati. Ci˜ viene fatto applicando ad

essi, come ipotesi positiva di interpretazione, quei criteri che in

passato siano risultati adeguati.

Da questi passaggi ha origine la scoperta.

Ci˜ • talmente vero che in passaggi fondamentali quali quelli relativi

allÕinduzione elettromagnetica od al termine aggiuntivo di Maxwell la novitˆ

emerge quasi Òin sordinaÓ e lo studente non attento pu˜ correre il rischio di

non vederla.

Alcuni esempi presi a caso;

a) lÕesperienza mi dice solo la direzione della forza che agisce su di un

tratto di filo percorso da corrente elettrica. Per quale motivo affermo anche

che essa • proporzionale al valore della corrente, alla lunghezza del filo ed

al valore del campo magnetico?

b) trovo una espressione per la densitˆ di energia elettrostatica ove

compare il potenziale elettrico. Per quale motivo dico che non • adatta, e

proseguo nei calcoli per ricercarne unÕaltra in cui compaia solo il campo

elettrico? Alla fine trovo una espressione del tipo cercato; per quale motivo

la accetto anche se sembra condurre a conseguenze ÒassurdeÓ?

c) lo stretto parallelismo tra tanti argomenti di elettrostatica, di magne-

tostatica e di propagazione dei campi.

Per terminare una nota.

La fisica non • matematica, la sua logica interna non • quella di un

teorema, ma • un tentativo di descrizione organica di ci˜ che vediamo


accadere. Al posto dÕonore vi •, quindi, il dato sperimentale. La mate-

matica ovviamente serve, ma solo come strumento. Se una data matematica

non si dimostrasse adatta se ne cercherebbe subito unÕaltra. In passato

questo • successo e probabilmente succederˆ ancora. Il dato sperimentale,

invece, non pu˜ mai essere accantonato.

Quindi, per essere pratici, suggerisco una scaletta per lÕaffronto dei

vari argomenti.

Va, prima di tutto, capito quale • il dato sperimentale, cosa contiene

di nuovo rispetto ai precedenti ed in cosa • simile ad altri.

In secondo luogo deve essere chiara lÕipotesi interpretativa, che • in

precedenza risultata adeguata, allÕinterno della quale ci si muove nellÕaffron-

to del nuovo dato.

Nel caso di varie ipotesi interpretative, il criterio di scelta si basa solo

sulle evidenze sperimentali delle ipotesi in confronto e sulla possibilitˆ

di previsione di nuove situazioni da poter verificare sperimentalmen-

te.

Solo a questo punto, per ultimo, viene lÕaspetto matematico.

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