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Studio Concorso

Il documento analizza diverse teorie dello sviluppo e dell'apprendimento, evidenziando contributi di autori come Piaget, Vygotskij, Erikson e Gardner. Viene discusso il ruolo dell'interazione sociale, dei sistemi ecologici e delle motivazioni nell'apprendimento, nonché l'importanza di un'educazione inclusiva e critica. Infine, si sottolinea l'importanza dell'affetto e della figura di attaccamento nel sano sviluppo psicologico dei bambini.

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Il documento analizza diverse teorie dello sviluppo e dell'apprendimento, evidenziando contributi di autori come Piaget, Vygotskij, Erikson e Gardner. Viene discusso il ruolo dell'interazione sociale, dei sistemi ecologici e delle motivazioni nell'apprendimento, nonché l'importanza di un'educazione inclusiva e critica. Infine, si sottolinea l'importanza dell'affetto e della figura di attaccamento nel sano sviluppo psicologico dei bambini.

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STUDIO CONCORSO

TEORIE DELLO SVILUPPO

Jean Piaget (1896-1980) – Epistemologia genetica

• Sviluppo cognitivo suddiviso in 4 stadi:


1. Sensomotorio (0-2 anni) – Esplorazione attraverso i sensi e il movimento.
2. Preoperatorio (2-7 anni) – Pensiero simbolico e egocentrismo.
3. Operatorio concreto (7-11 anni) – Pensiero logico su oggetti concreti.
4. Operatorio formale (11+ anni) – Pensiero astratto e ipotetico-deduttivo.
• Concetti chiave: assimilazione, accomodamento, equilibrio.
• Acquisizione del linguaggio indipendente dallo sviluppo sociale.
• Esperimento del pendolo

Lev Vygotskij (1896-1934) – Sociocostruttivismo

• Lo sviluppo cognitivo avviene grazie all’interazione sociale.


• Zona di sviluppo prossimale (ZPD): distanza tra ciò che il bambino può fare da solo e ciò che può fare con
aiuto.
• Linguaggio e pensiero: il linguaggio ha un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo e sociale.
• Andamia (scaffolding): supporto fornito da un adulto o da un pari più esperto.

Erik Erikson (1902-1994) – Sviluppo psicosociale

• Teoria in 8 stadi dello sviluppo, ognuno con un conflitto da risolvere (es. fiducia vs sfiducia, autonomia vs
vergogna/dubbio, Iniziativa vs senso di colpa, Industriosità vs Senso di inferiorità, Identità vs dispersione,
Intimità vs isolamento, Generatività vs stagnazione, Integrità dell’Io vs disperazione, ).
• L’apprendimento e la crescita dipendono dall’interazione con l’ambiente sociale.

Jerome Bruner (1915-2016) – Apprendimento per scoperta

• Tre modi di rappresentazione della conoscenza:


1. Esecutiva (0-1 anno) – Basata sull’azione.
2. Iconica (1-6 anni) – Basata su immagini e schemi mentali.
3. Simbolica (dai 7 anni) – Basata sul linguaggio.
• Importanza del curriculum a spirale (Bruner propone un approccio didattico in cui gli argomenti vengono
rivisitati più volte nel tempo, ogni volta a un livello di complessità maggiore. In questo modo, si
consolida e si amplia la comprensione dei concetti fondamentali) e dell’apprendimento attivo.
• Apprendimento sociale funzione sociale del linguaggio.
• Il ruolo della narrazione per costruire significati.

TEORIE DELL’APPRENDIMENTO

B. F. Skinner (1904-1990) – Comportamentismo (Condizionamento operante)

• Apprendimento basato su rinforzi e punizioni.


• Importanza dell’ambiente nell’apprendimento (stimolo → risposta → conseguenza).

Albert Bandura (1925-2021) – Apprendimento sociale


• Apprendimento per modellamento o osservazione (es. esperimento della bambola Bobo).
• Autoefficacia: la fiducia nelle proprie capacità influenza la motivazione e l’apprendimento.

David Ausubel (1918-2008) – Apprendimento significativo

• Differenza tra apprendimento meccanico (memoria) e significativo (concetti connessi a conoscenze


pregresse).
• Importanza delle mappe concettuali (riprese poi da Novak).

John Dewey (1859-1952) – Pragmatismo e didattica attiva- ATTIVISMO

• Apprendimento basato sull’esperienza diretta e sulla risoluzione di problemi.


• Scuola come laboratorio sociale (“learning by doing”).

Howard Gardner (1943-) – Teoria delle intelligenze multiple

• Non esiste un’unica intelligenza, ma 8 tipi di intelligenza (linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale,
cinestetica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica).
• Personalizzazione dell’insegnamento.

Robert Gagné (1916-2002) – Condizioni dell’apprendimento

• 9 fasi dell’istruzione (es. catturare l’attenzione, fornire stimoli, supportare la ritenzione, verificare la
comprensione).

Urie Bronfenbrenner (1917-2005) – Modello/ambiente Ecologico dello Sviluppo

Bronfenbrenner ha sviluppato il modello ecologico dello sviluppo umano, secondo il quale il bambino cresce e
apprende all’interno di sistemi interconnessi:

1. Microsistema → Famiglia, scuola, amici (interazioni dirette).


2. Mesosistema → Relazioni tra i microsistemi (es. comunicazione scuola-famiglia).
3. Esosistema → Fattori esterni che influenzano indirettamente (es. lavoro dei genitori).
4. Macrosistema → Cultura, valori, norme sociali.
5. Cronosistema → Cambiamenti nel tempo (es. transizioni familiari, sviluppo tecnologico).

Applicazione in classe → Creare un ambiente scolastico che consideri il contesto sociale e culturale degli studenti.

Paulo Freire (1921-1997) – Pedagogia Critica

Freire ha promosso un’educazione dialogica e trasformativa, in contrasto con la pedagogia bancaria (dove gli studenti
ricevono passivamente le informazioni).

• L’apprendimento deve essere partecipativo e mirato a sviluppare la coscienza critica.


• La scuola deve favorire la liberazione sociale, specialmente per le classi svantaggiate.
• Metodi attivi: discussioni, problem solving, coinvolgimento nella realtà sociale.
• “La pedagogia degli oppressi” “Pedagogia della speranza”

Applicazione in classe → Educazione inclusiva, dibattiti critici, problem-posing education.

Uta Frith (1941-) – Studi sui DSA e l’Autismo

Frith ha studiato i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e l’autismo, evidenziando:

• Dislessia → Deficit nella decodifica fonologica (difficoltà di lettura e scrittura).


• Autismo → Deficit nella teoria della mente (difficoltà a comprendere gli stati mentali altrui).
• Modello a tre livelli della lettura: logografico, alfabetico, ortografico.

Applicazione in classe → Strategie didattiche compensative per DSA, strumenti visivi per l’autismo.

Socrate (469-399 a.C.): Il Filosofo del Dialogo e della Maieutica

Socrate è uno dei più grandi filosofi dell’antichità e il padre del pensiero occidentale. Non ha lasciato opere scritte, ma
il suo pensiero ci è giunto grazie ai suoi allievi, in particolare Platone e Senofonte.

Il Metodo Socratico: Maieutica e Dialettica

Socrate credeva che la verità non dovesse essere imposta, ma scoperta attraverso il dialogo e la riflessione critica. Il
suo metodo si basava su due fasi:

1️⃣ Ironia Socratica

• Socrate fingeva di non sapere (so di non sapere) e poneva domande per mettere in discussione le convinzioni
dell’interlocutore.
• L'obiettivo era smascherare le contraddizioni nel pensiero altrui.

2️⃣ Maieutica ("far nascere la verità")

• Attraverso domande mirate, aiutava il suo interlocutore a ragionare in autonomia e a trovare la verità
dentro di sé.
• Il filosofo non imponeva risposte, ma guidava alla scoperta della conoscenza.

Principali Insegnamenti di Socrate

✔ L’Importanza della Virtù e dell’Etica → La conoscenza porta alla giustizia e al bene.


✔ L’Anima e la Cura di Sé → Bisogna coltivare la propria interiorità più che i beni materiali.
✔ Il Sapere come Ricerca Continua → Nessuno possiede la verità assoluta; è il dialogo a permetterne
l’avvicinamento.

Carol Dweck ed Elliot: Obiettivi di Padronanza e di Prestazione

Il concetto di obiettivi di padronanza e di prestazione è stato studiato da Andrew J. Elliot e si basa sulle teorie della
motivazione scolastica e della motivazione al successo. Questo modello è stato sviluppato partendo dalle ricerche di
Carol Dweck sulla teoria dell’orientamento agli obiettivi (Goal Orientation Theory).

Tipologie di Obiettivi di Apprendimento

1️⃣ Obiettivi di Padronanza (Mastery Goals)

• Lo studente è motivato a migliorare le proprie competenze e ad apprendere in modo profondo.


• L’attenzione è sulla crescita personale, non sul confronto con gli altri.
• Gli errori sono visti come opportunità di apprendimento.
• Associati a un atteggiamento positivo verso la scuola e a una maggiore persistenza nelle difficoltà.

Esempio: “Voglio capire bene la matematica perché mi interessa e voglio migliorare.”


2️⃣ Obiettivi di Prestazione (Performance Goals)

• L’obiettivo principale è dimostrare di essere bravi o evitare di sembrare incompetenti rispetto agli altri.
• L’attenzione è sul risultato esterno e sulla valutazione degli altri.
• Può portare a stress e ansia in situazioni di difficoltà.

Obiettivi di Prestazione-Approccio → lo studente vuole dimostrare di essere migliore degli altri.


Esempio: “Voglio prendere un voto alto per essere il migliore della classe.”

Obiettivi di Prestazione-Evitamento → lo studente vuole evitare di sembrare meno bravo.


Esempio: “Non voglio fare brutta figura durante l’interrogazione.”

Implicazioni Didattiche

• Gli obiettivi di padronanza favoriscono un apprendimento duraturo, il pensiero critico e la motivazione


intrinseca.
• Gli obiettivi di prestazione, se eccessivi, possono causare ansia e paura del fallimento.
• I docenti possono incentivare la cultura dell’errore come parte dell’apprendimento per promuovere gli
obiettivi di padronanza.

Bertolini (1925-2006) – Pedagogia della Situazione

Bertolini ha sviluppato una visione della didattica basata su:

• L’esperienza concreta dell’alunno → L’insegnamento deve partire dal vissuto dello studente.
• Il ruolo dell’educatore → Non trasmette solo conoscenze, ma aiuta a costruire significati.
• Il rapporto educativo → Fondamentale creare una relazione autentica con gli studenti.

Applicazione in classe → Didattica esperienziale, personalizzazione dell’insegnamento.

Edgar Morin (1921 - ) – Il Pensiero Complesso e l'Educazione

Edgar Morin è un filosofo e sociologo francese noto per la teoria della complessità, che invita a superare il pensiero
lineare e frammentato per abbracciare una visione più interconnessa della conoscenza. Ha avuto un forte impatto sulla
pedagogia moderna, promuovendo un’educazione capace di affrontare l’incertezza e l’interdisciplinarità.

Sette saperi necessari all’educazione del futuro.

Implicazioni per la scuola moderna

Necessità di un approccio interdisciplinare all’insegnamento.


Educazione alla complessità e al pensiero critico.
Formazione di cittadini globali con consapevolezza ecologica e sociale.

La scuola dve educare al concetto di Terra-Patria

Morin ha rivoluzionato il concetto di educazione, proponendo una scuola che prepari le nuove generazioni ad affrontare
un mondo incerto e interconnesso.
Teresa Amabile – CAT (valutazione psicometrica della creatività)

Guilford – SI (sistema rappresentazione intelletto=cubo); pendiero divergente

De Bono – pensiero laterale; 6 cappelli

Jaoui – Papsa+

Comenio (Komensky) “Discorso sul metodo”; Pansofia (sintesi delle forme del sapere) e Pampaedia (educazione
universale); “Didactica Magna”

Don Milani – scuola di Barbiana; Lettera a una professoressa; mutuo insegnamento

Fromm – distingue Istinti (bisogni primari legati al mondo animale) e Pulsioni (frutto dell’evoluzione)

Gordon Allport (1897-1967) – Teoria della Personalità/ Tratti

Gordon Allport è stato uno dei primi psicologi a studiare la personalità in modo scientifico, distinguendosi per il suo
approccio idiografico (studio dell’individuo) e per la sua teoria dei tratti della personalità.

Kolb – apprendimento esperienziale

Tassonomia di Anderson e Krathwohl (2001) – Revisione di Bloom

La Tassonomia (Evidence based) di Anderson e Krathwohl aggiorna quella di Bloom (1956), riorganizzando i livelli
cognitivi:

1. Ricordare → Richiamare informazioni (es. definizioni).


2. Comprendere → Spiegare concetti.
3. Applicare → Usare le conoscenze in contesti pratici.
4. Analizzare → Esaminare parti di un concetto.
5. Valutare → Giudicare criticamente un’informazione.
6. Creare → Combinare idee per produrre qualcosa di nuovo.

Applicazione in classe → Pianificare attività che sviluppino competenze di ordine superiore (problem solving,
pensiero critico, creatività).

Conclusione
Questi autori offrono una visione ampia dello sviluppo e dell’apprendimento, dalla dimensione sociale (Bronfenbrenner,
Freire) a quella cognitiva (Frith, Anderson), fino agli approcci pedagogici (Bertolini).

René Spitz (1887-1974) – Studi sulla deprivazione materna

Spitz ha studiato gli effetti della deprivazione affettiva nei primi anni di vita, analizzando bambini cresciuti in
orfanotrofi rispetto a quelli allevati in famiglia.
Ha identificato due fenomeni principali:

• Depressione anaclitica → Se la separazione dalla madre avviene tra i 3 e i 6 mesi, il bambino sviluppa apatia,
pianto frequente e rifiuto del cibo, ma può recuperare se la madre torna.
• Hospitalismo → Se la separazione è prolungata oltre i 6 mesi, il bambino manifesta gravi ritardi nello
sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo, con danni spesso irreversibili.

Conclusione → L'affetto e il contatto fisico sono fondamentali per il sano sviluppo psicologico del bambino.
John Bowlby (1907-1990) – Teoria dell’Attaccamento

Bowlby ha elaborato la Teoria dell’Attaccamento, che descrive il legame emotivo tra bambino e figura di riferimento
primaria (di solito la madre).

Tipologie di attaccamento

1. Ansioso evitante
2. Sicuro
3. Ansioso ambivalente

Tipologie di attaccamento (Ainsworth, 1978)


Mary Ainsworth, collaboratrice di Bowlby, ha individuato tre tipi principali di attaccamento:

1. Sicuro → Il bambino esplora l’ambiente e si calma al ritorno della madre.


2. Insicuro evitante → Evita il contatto con la madre e non mostra ansia alla separazione.
3. Insicuro ambivalente → Mostra ansia e resistenza al ritorno della madre.
(Aggiunto successivamente: Attaccamento disorganizzato, con reazioni contraddittorie).

Conclusione → L’attaccamento nei primi anni di vita influenza lo sviluppo emotivo e le relazioni future.

Applicazione in classe

• Osservare i segnali di insicurezza emotiva negli alunni.


• Creare un ambiente rassicurante per favorire il benessere emotivo.
• Riconoscere le difficoltà nei bambini con esperienze di deprivazione affettiva.

Ecco un riepilogo su Comunità di pratica (Lave & Wenger) e Marshall McLuhan con i loro contributi chiave per
l’educazione e la comunicazione.

Comunità di pratica – Lave & Wenger (1991)

Jean Lave e Etienne Wenger hanno introdotto il concetto di comunità di pratica per descrivere l'apprendimento come
un processo sociale.

Caratteristiche principali:

• Gruppo di persone che condividono un interesse o una competenza.


• L’apprendimento avviene attraverso partecipazione attiva e interazioni continue.
• Include esperti e novizi in un processo di apprendimento situato.

Tre elementi fondamentali:

1. Impegno reciproco → Collaborazione tra i membri.


2. Impresa comune → Obiettivi condivisi.
3. Repertorio condiviso → Strumenti, linguaggio e pratiche comuni.

Applicazione in classe → Apprendimento cooperativo, tutoraggio tra pari, didattica laboratoriale.

Marshall McLuhan (1911-1980) – Teoria dei media/comunità di pratica

McLuhan è famoso per il concetto di "il medium è il messaggio", che sottolinea come il mezzo di comunicazione
influenzi il contenuto trasmesso.
Principali teorie:

• Villaggio globale → I media digitali connettono il mondo, creando una rete di interazioni continue.
• Media caldi e freddi:
o Media caldi → Offrono un'informazione dettagliata (es. radio, cinema).
o Media freddi → Richiedono maggiore partecipazione dell’utente (es. TV, internet).

Applicazione in classe → Uso consapevole dei media, educazione digitale, sviluppo del pensiero critico sulle
informazioni online.

Collegamenti tra i due approcci

• Comunità di pratica e Villaggio Globale → Le nuove tecnologie permettono di creare comunità di


apprendimento globali.
• Apprendimento situato e Media interattivi → La didattica digitale facilita l'apprendimento esperienziale e
collaborativo.

Roman Jakobson (1896-1982) – Modello della Comunicazione

Jakobson, linguista e semiologo russo, ha sviluppato un modello della comunicazione basato su sei funzioni del
linguaggio, fondamentali per comprendere la comunicazione in classe e nei media.

Gli elementi della comunicazione


Ogni atto comunicativo coinvolge sei componenti:

1. Mittente → Chi emette il messaggio.


2. Destinatario → Chi riceve il messaggio.
3. Messaggio → Il contenuto comunicato.
4. Codice → Il sistema di segni usato (lingua, simboli, immagini).
5. Canale → Il mezzo di trasmissione (voce, carta, internet).
6. Contesto → Il riferimento comune tra mittente e destinatario.

Le sei funzioni del linguaggio

1. Funzione emotiva → Esprime lo stato d’animo del mittente (Es. "Sono felice!").
2. Funzione conativa → Influenza il destinatario (Es. "Ascolta attentamente!").
3. Funzione referenziale → Fornisce informazioni (Es. "La Terra gira intorno al Sole.").
4. Funzione metalinguistica → Chiarisce il codice (Es. "Cosa significa questa parola?").
5. Funzione fatica → Verifica se il canale funziona (Es. "Pronto? Mi senti?").
6. Funzione poetica → Gioca con il linguaggio (Es. "Il cielo piange lacrime di pioggia.").

Carl Rogers (1902-1987) – Comunicazione Assertiva.

Flavell – metacognizione

Bateson – deutero apprendimento (concetto analogo alla metacognizione-imparare ad imparare)

Kohler – apprendimento per insight

Baden-Powell- scout

M. Rosenberg – Metafora “Linguaggio giraffa” VS “linguaggio sciacallo”

Freud – teoria degli stadi psicosessuali


Jung – Archetipi : Persona, Ombra, Animus, Anima e il Sè

Preyer – “La mente del fanciullo” (si basava sull’osservazione di sua figlia) – nasce la psicologia dello sviluppo

Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) – Pedagogia Naturalistica

Rousseau è uno dei filosofi più influenti dell’educazione moderna. La sua opera principale, "Emilio o
dell’educazione" (1762), propone un modello educativo basato sulla natura e sulla libertà del bambino.

Principi chiave della pedagogia di Rousseau

Educazione naturale → Il bambino deve crescere seguendo il proprio sviluppo naturale, senza imposizioni
artificiali della società, questo perché nasce “buono2️ e non ha bisogno di una guida particolare.
Apprendimento esperienziale → Il bambino deve imparare attraverso l’esperienza diretta, non con l’istruzione
tradizionale.
Fasi dello sviluppo → Rousseau divide l’educazione in quattro stadi, adattando i metodi educativi all’età.
Centralità del bambino → L’educazione deve rispettare i tempi e i bisogni del bambino, senza forzarlo a essere un
"piccolo adulto".

Schema delle fasi educative secondo Rousseau

Età Caratteristiche Metodo educativo


0-2 anni Fase puramente sensoriale Crescita libera, senza eccessive restrizioni
2-12
Predominio dei sensi, curiosità naturale Apprendimento attraverso l’esperienza e il gioco
anni
12-15 Inizio del ragionamento, sviluppo del pensiero Educazione basata sull’osservazione e il contatto con la
anni logico natura
15-18
Educazione morale e sociale Introduzione alla società e alla responsabilità
anni

Rousseau ha gettato le basi per le moderne teorie pedagogiche, influenzando Maria Montessori, John Dewey e il
costruttivismo.

Metodo Gordon – Comunicazione efficace e gestione dei conflitti

Il metodo di Thomas Gordon si basa sulla comunicazione efficace tra insegnanti, genitori e bambini (condizione
necessaria per apprendimenti significativi), promuovendo relazioni positive e risoluzione dei conflitti.

Libro: “Insegnanti efficaci” elenca 1️2️ barriere alla comunicazione che costituiscono il linguaggio del rifiuto.

Parole chiave: Messaggio-io (esprimere i propri sentimenti senza accusare l’altro; es: “mi sento frustrato se non ascolti”
anziché “sei sempre distratto”), facilitatore, ascolto attivo.

TEORIE RECENTI E DIDATTICA INNOVATIVA

Comportamentismo: didattica trasmissiva, focalizzazione sul prodotto dell’apprendimento (passa in


secondo piano il percorso didattico) che privilegia le conoscenze basilari a scapito di quelle superiori
(analisi, intuizione, pensiero diver.) che sono difficili da osservare. Concetto base=stimolo-risposta.
Cognitivismo: studia i processi mentali “soggettivi”. Concetto base=organizzazione gerarchica dei
meccanismi di codifica dei messaggi ambientali. Maggiore attenzione al modo in cui si trasmettono le
conoscenze. È importante formare la mente dell’alunno e le catene di ragionamento, piuttosto che riempirle
soltanto.

Tassonomie: nascono dall’applicazione pratica delle teorie comportamentiste e si riferiscono alla


classificazione degli apprendimenti in modo progressivo secondo il principio di complessità crescente.
#Bloom #mastery learning

Costruttivismo

• Apprendimento come costruzione attiva della conoscenza (Piaget, Vygotskij, Bruner).


• Metodologie attive: problem solving, cooperative learning, flipped classroom.

Connettivismo (George Siemens, 2004)

• L’apprendimento avviene attraverso reti digitali e connessioni tra informazioni.

APPLICAZIONI PRATICHE PER LA DIDATTICA

• Apprendimento cooperativo (Johnson & Johnson) → lavoro di gruppo per migliorare il rendimento.
• Didattica laboratoriale (Dewey, Bruner) → apprendere facendo esperienze pratiche e costruire “comunità di
pratiche”.
• Flipped classroom → apprendimento autonomo a casa, attività in classe.
• Mastery Learning (Carroll e Bloom) - apprendimento per padronanza
• Capability Approach (Amartya Sen)
• Gamification → uso di elementi ludici per motivare gli studenti.
• Storytelling (Steiner)
• Concassage – frantumazione
• Brainstorming (Osborn)

• Jigsaw- Aronson tecnica di apprendimento cooperativo (per ridurre la competizione e promuovere


collaborazione, in particolare in contesti multiculturali). Come funziona la tecnica Jigsaw?

1. Formazione dei gruppi base → La classe viene divisa in piccoli gruppi eterogenei (4-6 studenti).
2. Divisione del materiale → Ogni studente riceve una parte specifica dell’argomento da studiare.
3. Gruppi di esperti → Gli studenti che hanno lo stesso sotto-argomento si riuniscono in gruppi di esperti per
approfondirlo.
4. Ritorno ai gruppi base → Ogni studente torna nel proprio gruppo e insegna agli altri ciò che ha appreso.
5. Discussione e sintesi → Il gruppo lavora per integrare tutte le informazioni.
6. Valutazione → La classe viene valutata sulla comprensione collettiva del tema.
NORMATIVA SCOLASTICA

PRINCIPALI LEGGI E RIFORME DEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO

Legge/Riforma Anno Contenuto principale


Prima legge scolastica italiana, introduce l’istruzione
Legge Casati 1859
elementare obbligatoria.
Aumenta l’obbligo scolastico fino ai 9 anni, sanzioni per chi
Legge Coppino 1877
non manda i figli a scuola.
Riorganizza il sistema scolastico, introducendo il liceo classico
Riforma Gentile 1923
come percorso d’élite.
Art. 33-34: libertà d’insegnamento, diritto all’istruzione,
Costituzione Italiana 1948
obbligo scolastico.
Introduce l’inclusione scolastica per studenti con disabilità,
Legge 517/1977 1977
elimina le classi differenziali.
Legge sull’Autonomia Riconosce autonomia didattica, organizzativa e gestionale
1999
(DPR 275) alle scuole. Reti di scuole.
Introduce il sistema dei cicli scolastici e l’alternanza scuola-
Legge Moratti (53/2003) 2003
lavoro.
Riforma Gelmini Riduzione del numero di docenti, ritorno del voto in condotta e
2008
(133/2008) maestro unico alla primaria.
Riconosce e tutela gli studenti con DSA (Dislessia, Disgrafia,
Legge 170/2010 2010
Disortografia, Discalculia).
Legge 107/2015 ("Buona Introduce organico dell’autonomia, bonus docenti,
2015
Scuola") potenziamento discipline STEM.
Nuove norme sulla valutazione, esame di Stato e
[Link] 62/2017 2017
certificazione delle competenze.
[Link] 66/2017 2017 Migliora l’inclusione scolastica per studenti con disabilità.
Legge 92/2019 2019 Introduce l’Educazione Civica come disciplina trasversale.

Direttiva miur 2012 - icf

TEMI CHIAVE PER IL CONCORSO DOCENTI

Inclusione e bisogni educativi speciali (BES, DSA, disabilità) → Legge 1️04/1️992️, Legge
170/2010. Index for Inclusion.
Autonomia scolastica e PTOF → DPR 2️75/1️999.
Valutazione e certificazioni delle competenze → [Link] 62️/2️01️7.
Educazione civica e cittadinanza digitale → Legge 92️/2️01️9.

INDICAZIONI NAZIONALI, CURRICOLO E VALUTAZIONE


Indicazioni Nazionali (2012, aggiornate 2018)

Documento di riferimento per il curricolo delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo.
Enfatizzano l’apprendimento per competenze, non solo per conoscenze.
Sottolineano la continuità educativa tra i vari ordini di scuola.

-Indicazioni Nazionali per i Licei

-Linee Guida per gli Istituti Professionali (pedagogia del progetto) revisione dei percorsi prevista dalla legge
107/2015 Buona Scuola

Curricolo scolastico ricorda documento commissione Allulli (obbligo istruzione)

Documento flessibile e adattabile alle esigenze della scuola.


Deve rispondere ai principi di verticalità e interdisciplinarità.
Articolato in competenze chiave, obiettivi di apprendimento e traguardi per lo sviluppo.

Valutazione ([Link] 62/2017)

Superamento dei voti numerici alla primaria → uso di giudizi descrittivi.


Valutazione formativa → centrale per promuovere il miglioramento continuo.
Certificazione delle competenze → documento ufficiale che accompagna lo studente.

COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA (Raccomandazione UE, 2006 e 2018)

Le 8 competenze chiave per l’apprendimento permanente sono il riferimento per il sistema educativo:

1️⃣ Comunicazione nella madrelingua


2️⃣ Comunicazione nelle lingue straniere
3️⃣ Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
4⃣ Competenza digitale
5⃣ Imparare a imparare
6⃣ Competenze sociali e civiche
7⃣ Spirito di iniziativa e imprenditorialità
8️⃣ Consapevolezza ed espressione culturale

AGENDA 2030 E EDUCAZIONE SOSTENIBILE

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma ONU con 17 obiettivi (SDGs) da raggiungere entro il
2030.

Obiettivo 4 - Istruzione di qualità → Garantire un’educazione equa, inclusiva e di qualità per tutti.
Educazione allo sviluppo sostenibile → Insegnare ai ragazzi la tutela dell’ambiente e la cittadinanza globale.
Trasformazione digitale → Sviluppare competenze digitali per affrontare le sfide del futuro.

LEGISLAZIONE SU BULLISMO E CYBERBULLISMO


Normativa Anno Contenuto principale
Prima legge italiana sul cyberbullismo, introduce misure di
Legge 71/2017 2017
prevenzione e contrasto nelle scuole.
Codice Penale (Art. 612-bis -
2009 Il bullismo grave può essere punito come atti persecutori.
Stalking)

Protegge i dati personali, inclusi quelli dei minori, dal


[Link] 196/2003 (Codice Privacy) 2003
trattamento illecito.
Convenzione ONU sui Diritti Tutela i diritti dei minori e promuove un’educazione basata
1989
dell’Infanzia sul rispetto.
Legge 107/2015 ("Buona Introduce progetti educativi sul rispetto e la
2015
Scuola") cittadinanza digitale.
Linee guida MIUR su Bullismo e Indicano le azioni concrete per la prevenzione nelle
2021
Cyberbullismo scuole.

VALUTAZIONE è una sorta di feedback

Sommativa: fine anno scolastico

Formativa: analisi continua

TYLER -Valutazione per obiettivi

SCRIVEN – valutazione goal-free evolution (non si cura degli obiettivi del programma)

ACRONIMI e NUOVE PAROLE

PECUP: profilo educativo, culturale e professionale

WIKI: documento alla cui stesura possono lavorare studenti e docenti.


LEARNING OBJECTS (Heins e Himes): I Learning Objects sono unità modulari di contenuto educativo che
possono essere utilizzate, riutilizzate e combinati per creare percorsi di apprendimento personalizzati.
PRONTI E CRISTALLIZZATI.
DIGITAL ASSET: banche dati di immagini e file disponibili sul web o altri portali, MODIFICABILI
OER: Risorse educative aperte SENZA COSTI
Drop out: abbandono scolastico
30 ore di Orientamento

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