L'amplificatore Operazionale: Claudio CANCELLI
L'amplificatore Operazionale: Claudio CANCELLI
Claudio CANCELLI
1. L'amplificatore………………………………………………………………………………………………………………………..................3
2. L'amplificatore operazionale - Premesse teoriche………………………………………………….……..................5
3. Circuito equivalente ……………………………………………………………………………………………………………………….…..…5
4. Caratteristiche di un AO ideale…………………………………………………………………………………..…….………….……6
5. Caratteristiche dell'AO reale ……………………………………………………………………………………….…………….…....7
6. L'amplificatore operazionale ad anello aperto………………………………………………………….………….………...7
7. Amplificatore in configurazione invertente………………………………………………………………..…………… ....9
8. Amplificatore in configurazione non invertente……………………………………………….……………………………11
9. Sommatore invertente……………………………………………………………………………………….……………………………….13
10. Sommatore non invertente…………………………………………………………………………………..…………………..………15
11. Amplificatore differenziale………………………………………………………………………………….…..……………………..17
12. Buffer o Inseguitore di tensione……………………………………………………………………..…………………….……...19
13. Convertitore corrente-tensione……………………………………………………..……………….…………………….……….20
14. Integratore reale………………………………………………………………………………………………………………………….……21
15. Derivatore ideale…………………………………………………………………………………………………………………..……….….22
1. L’ amplificatore
L’amplificatore è un dispositivo in grado di aumentare l’ampiezza di un segnale senza alterarne
la forma d’onda (l’amplificatore si dice lineare quando ad un segnale d’ingresso sinusoidale
l’amplificatore produce un segnale d’uscita sinusoidale, come da figura 1); gli amplificatori
elettronici sono costituiti da uno o più elementi circuitali attivi e da una sorgente esterna di
energia.
Gli elementi attivi (transistor, amplificatori operazionali) che costituiscono un amplificatore
sono i dispositivi che sfruttano la sorgente di energia esterna per pilotare il basso segnale di
ingresso per incrementarlo e renderlo disponibile al carico con una potenza maggiore.
Si ribadisce il fatto che un amplificatore per funzionare ha sempre bisogno di una sorgente
esterna di energia, detta alimentazione.
Figura 1- Amplificazione
Vu Vu
A = G = 20 log
v
V
Vi Vi
Se la grandezza di riferimento è la potenza, avremo:
Pu Pu
A = G = 10 log
P
P
Pi Pi
Una delle comodità della notazione in decibel è che se un segnale attraversa due o più
dispositivi in cascata, il guadagno complessivo in decibel è dato dalla somma dei singoli
guadagni espressi in dB (sulla base della regola del prodotto del logaritmo log x*y = log x + log
y).
Con riferimento alla figura 3, f0 prende il nome di frequenza di centro banda, mentre B= f2 -
f1 è la banda a 3 dB dell’amplificatore.
In questo caso, con un guadagno che varia in funzione della frequenza, l’amplificatore distorce
in ampiezza (amplifica in modo diverso le varie componenti sinusoidali).
1
In valore assoluto le frequenze le taglio corrispondono alle frequenze in corrispondenza delle quali il valore
del guadagno è il 70 % del valore massimo.
Ingresso
Invertente
-
Output
A
+
Ingresso non
Invertente
3. Circuito equivalente
In figura 6 è riportato il circuito equivalente di un
amplificatore operazionale, dove:
• Ri, è la resistenza di ingresso, ossia la resistenza
presente tra l’ingresso non invertente e l’ingresso
invertente; Vi
• Ru, la resistenza di uscita, ossia la resistenza Vu
misurata tra il morsetto d’uscita e massa quando in
ingresso la tensione applicata Vi è uguale a zero;
• Ad, l’amplificazione differenziale, come rapporto
tra la tensione di uscita Vu e la tensione di ingresso Figura 6 - Circuito equivalente
Vi.
Ed. 1.0 [Link] Febb. 2012
L’amplificatore operazionale 6
A ≅∞
d
Ii
Vi
Vu
Allora si avrà:
Vu Vi
Vi = ≅0 Ii = ≅0
Ad Ri
Si noti che tali approssimazioni sono valide solo per il funzionamento in zona lineare, in
quanto, al di fuori di essa, non è più possibile trovare un fattore di proporzionalità fra Vi e Vu
né è lecito considerare A = ∞.
d
Queste approssimazioni sono molto usate sia in sede di progettazione sia di analisi dei
circuiti e, solo se necessario, si procederà ad un calcolo più rigoroso.
Ed. 1.0 [Link] Febb. 2012
L’amplificatore operazionale 7
Vu=Ad*(V1-V2)
L’amplificatore differenziale si può così rappresentare
come riportato in figura 8.
COMPARATORE
Il comparatore è un circuito che confronta due segnali
applicati ai due ingressi, di cui uno viene preso come
tensione di riferimento, cioè di confronto. L'uscita
Figura 8 - Amplificatore Operazionale
fornisce un valore alto o un valore basso, secondo il
risultato del confronto. Vu
V2
V2
12.50 V
+12v
Vcc 7.500 V
-2.500 V
1kHz RL
-7.500 V
-Vcc -12.50 V
-12V 0.000ms 1.000ms 2.000ms
Il comparatore è anche chiamato rivelatore di zero o anche rivelatore di attraversamento dello zero (zero
crossing detector).
A Iin
Iin
Vo R
A =V
=− 2
Vin R 1
R2 4700
Vale
Av = − =− = −10
R1 470
da cui: Gv dB
= 20 log Av = 20*log 10 = 20*1 = 20 dB
Ri = R1 = 10 KΩ
Vu = Vi * Av = 2*103 *(-47) = - 94 mV
Vo R
A =
V
= 1+ 2
Vin R 1
In figura 17 è riportato il grafico della funzione Vo in funzione di Vin, dal quale si desume che
con Av costante il grafico è definito da una retta il cui coefficiente angolare è pari al valore
dell’amplificazione, maggiore o uguale ad 1.
-Vpower
Esempio: Per l’amplificatore non invertente riportato in figura, sono noti: R1 = 10 KΩ, R2 =
3,3 KΩ, Vin = 10 mV. Si calcoli l’amplificazione, il
guadagno in decibel, la tensione di uscita.
12,7 dB
Quindi R2 = 2,6 * R1
45
Poiché Gv = 20 log Av = 45
dB
si ricava Av = 10 = 10
20 2 , 25
= 177,8
Fissato il valore di R1 = 3,3 KΩ si ricava 177,8 = 1 + R2/3,3K da cui R2/3,3K = 176,8 e infine
R2 = 584 KΩ
9. Sommatore invertente
Il sommatore invertente effettua l’operazione di somma delle tensioni di ingresso in modo
pesato. Il circuito è riportato in Fig. 19.
V V V
V = − R + + ... + 1 2 n
R R
OUT f
R 1 2 n
R1 = R2 = ... = Rn
,
si ottiene:
R
V =−
OUT
(V + V + ... + V )
f
1 2 n
R 1
Se poniamo Rf = R1 = R2 =…= Rn possiamo notare che il segnale di uscita è uguale alla somma dei
segnali di ingresso cambiata di segno:
V OUT
= −(V + V + ... + V
1 2 n
)
Nel caso in cui ci siano tre segnali in ingresso e si voglia ottenere la media aritmetica,
cambiata di segno, è sufficiente porre R1 = R2 = R3 = 3Rf, così che:
V +V +V
V =−
out
1 2 3
3
Ed. 1.0 [Link] Febb. 2012
L’amplificatore operazionale 14
Vu = - 3V1 – 0,4*V2 – V3
V1
3
V2 Vu
0,4
V3
1
Si faccia riferimento alla figura 9.
R1 = Rf/3 = 33 KΩ/3 = 11 KΩ
Esempio: Si effettui la media aritmetica tra due segnali facendo uso di un AO in modalità
invertente.
Dovrà essere: Vo =
V +V
− 1 2
2
Con riferimento alla figura a fianco, è sufficiente porre R1 = R2
= 2*R f
R R
Dovrà risultare V = −V +V f
f
Con Rf/R1 = 2 e Rf/R2 = 0,3 , si fissa
OUT 1 2
R R1 2
R2
Risulta: V2
R 1
Vu = 1 + (V + V + V
5
) V3
R3
R n
1 2 3
Con gli opportuni valori che si possono assegnare ad R5 si possono ottenere varie funzioni
aritmetiche.
Ad esempio nel caso di tre segnali d’ingresso se si vuole ottenere la somma algebrica è
sufficiente porre R5 = 2*R4 , risulta:
Vu = V + V + V
1 2 3
Anche questo circuito riesce a calcolare la media aritmetica dei segnali di ingresso. Per fare
questo basta renderlo un inseguitore, cioè gli togliamo R4 = ∞
e R5 = 0.
Nel caso di tre segnali d’ingresso:
V +V +V
Vu = 1 2 3
Esempio: Dato il circuito in figura si calcoli Vout in funzione delle tensioni di ingresso V1 ,
V2 e V3 .
2 KΩ 1
V = (1 + ) * * (V + V + V )
u
1KΩ 3 1 2 3
Ossia:
V = (V + V + V )
u 1 2 3
Vu = 2V1+3V2
R1R 2 V 1 V 2 Rf
Vu = + 1 +
R1 + R 2 R1 R 2 R
Posto
R1R 2 1 Rf R1R 2 1 Rf
1 + =2 1 + =3
R1 + R2 R1 R R1 + R2 R 2 R
R1R 2 Rf 1 1
K = 1 + K =2 K =3
Posto R1 + R2 R risulta R1 e R2
Risulta:
V R +R R
V = R 2
−V 1 2 2
R +R
o 4 2
3
R R4 1 1
R R R
V =
o
V − V = (V − V )
2
2
2
1
2
2 1
R 1
R R 1 1
Da cui risulta:
R
A = d
2
R 1
V R
Risulta che l’amplificazione Av è uguale a A = = o 2
(V − V ) R
v
2 1 1
V 15
(V − V ) =
2 1
=
o
= 545 mV
A 27 ,5
v
Nell'espressione:
Av = 1 + R2/R1
Figura 22 - Inseguitore di tensione
il termine R2/R1 è pertanto pari ad uno dando
come risultato l’amplificazione unitaria, ossia:
V
u
=1 da cui V =V
u i
Vi
In figura 23 è riportato il grafico della funzione Vo in funzione di Vin, dal quale si desume che
l’amplificazione unitaria comporta una retta passante per Vo
l’origine con coefficiente angolare uguale ad 1.
A=1
Vin
-Vpower
Vu = - R*I
1
Vu = − ∫ Vidt Figura 26 - Integratore ideale
RC
Si ricordi che la corrente che scorre in R è la stessa che scorre in C, ossia IR= IC, poiché è
nulla la corrente in input AO.
Nel caso in cui si applichi in ingresso un segnale a gradino di ampiezza V (Fig. 27) si ottiene in
uscita una rampa negativa, la cui equazione è:
V
Vu = − t
RC
La pendenza dellla rampa (coefficiente angolare –V/RC) è giustificata dal fatto che il segnale
è applicato all’ingresso invertente (segno meno in
Vu).
dVi
Vu = − RC Figura 28 - Derivatore
dt
Infatti se applichiamo come segnale di ingresso una rampa di equazione Vi=(V/RC)×t, (V/RC è
il coefficiente angolare), a partire dall'istante
to, si otterrà in uscita un gra dino di ampiezza V,
come da fig. 29.