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Dal Cinema Classico Al Cinema Moderno 1945 - 1970: 10. Il Neorealismo Italiano

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Dal cinema classico

al cinema moderno

1945 - 1970
(Cap. 10-11-12-13)

10. Il neorealismo italiano


Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)
⚫ La guerra, la liberazione e
l'urgenza di raccontare la realtà
⚫ Cambia la percezione del
mondo
⚫ Crisi della narrazione del
cinema classico
Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)
⚫ André Bazin :
“il neorealismo è l'evento bruto, confuso,
disordinato davanti al quale la cinepresa
rimane attenta a osservare”

Non serve più spiegare,


dimostrare tesi, ma basta mostrare e
osservare attraverso “la soggettività
della m.d.p”
Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)

Emerge il senso tragico della realtà, nella


rappresentazione di un mondo di perdenti,
di vinti
Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)
Principali film e autori:

Roma città aperta, Roberto Rossellini, 1945


Paisà, Roberto Rossellini, 1946
Sciuscià, Vittorio De Sica, 1946
Germania anno zero, Roberto Rossellini, 1948
Ladri di biciclette, Vittorio De Sica, 1948
La terra trema, Luchino Visconti, 1948
Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)

Ladri di biciclette, Vittorio De Sica, 1948

➢ La “tecnica del pedinamento” (Cesare


Zavattini)
➢ Il paesaggio (città) protagonista.
➢ L'invito allo spettatore a “guardare”.
➢ Montaggio e suspence nella scena finale
Il neorealismo italiano
(1945 - 1949)

Germania anno zero, Roberto Rossellini, 1948

➢ La voce fuori campo


➢ Il piano sequenza
➢ La profondità di campo
➢ Il “pedinamento” del personaggio
➢ Il volto di Edmund e il suo “mistero”
11. Le “Nouvelles Vagues”
anni Sessanta

La “Nouvelle vague” francese

➢ Trasgressione delle convenzioni (regole) del cinema


classico
➢ Rivalutazione del montaggio delle attrazioni: LA
DISCONTINUITÀ contro il raccordo classico
➢ Rilettura del cinema classico: metalinguaggio
“dalla sazietà del consumismo e dalla bulimia di cinema
hollywoodiano nasce per contrasto una fame di
conoscenza e nuove forme di comunicazione
narrativa e visiva”
La “Nouvelle vague” francese

Principali film e autori:


François Truffaut, I quattrocento colpi, 1959
– Jules et Jim, 1961
Jean-Luc Godard, À bout de souffle, 1960
Eric Rohmer, Il segno del leone, 1959
Claude Chabrol, Le beau Serge, 1959
Jacques Rivette, Paris nous appartient, 1960
Alain Resnais, Hiroshima mon amour, 1959
La “Nouvelle vague” francese

Jean-Luc Godard, À bout


de souffle, 1960

➢ Montaggio discontinuo (jump cut)


➢ Scomposizione suono (voce) - immagine
➢ Narrazione discontinua (digressioni)
“non mi piace tanto raccontare storie. Mi piace
servirmi di una storia come di uno sfondo di
La “Nouvelle vague” francese

Alain Resnais, Hiroshima mon amour, 1959

➢ Fusione e integrazione dei tre nuclei tematici: l'orrore della


guerra, la memoria, il discorso sull'amore.
➢ Disgregazione dell'organizzazione narrativa tradizionale
➢ L'uso del recitativo off
La “Nouvelle vague” francese

François Truffaut, I quattrocento colpi, 1959


I fatti si svolgono a Parigi alla fine degli anni cinquanta. Antoine Doinel è un ragazzino di dodici anni.
I genitori non ne capiscono il bisogno affettivo e le inquietudini proprie della vicina adolescenza.
La madre è una donna non attenta al figlio, molto spesso lo tratta male. Il padre (tale solo sotto il
profilo legale) è un uomo abbastanza bonario, ma superficiale e interessato solo alle gare di
rally…

Così è stato definito da Morandini: «Uno dei film più teneri e lucidi sull'infanzia
incompresa».[5]
Va notato come nel film «la critica alla famiglia, alla scuola assente, alle
istituzioni preposte alla rieducazione dei ragazzi è incisiva, feroce seppur
irriverente. In quegli anni il mondo, a livello culturale, politico ed economico è
in fermento, ma ad Antoine sembra essere escluso qualsiasi inserimento».[6]
“Le altre Nouvelles vagues degli
anni Sessanta”

• Free cinema (Inghilterra)


Linsday Anderson, Tony Richardson
• Junger Deutscher Film
Alexander Kluge, Wim Wenders, Reiner
Werner Fassbinder
Cinema Nôvo (Brasile)
Pereira dos Santos, Glauber Rocha
12. Cinema italiano
anni Sessanta

La commedia all'italiana vs. Cinema d'autore

➢ Il contesto del “miracolo economico”


12. Cinema italiano
anni Sessanta
“I grandi maestri”:
Federico Fellini, La dolce vita, 1960
Federico Fellini, 8 e 1/2, 1963
Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli, 1960
Michelangelo Antonioni, L'avventura, 1960
» La notte, 1961
» L'eclisse, 1962
12. Cinema italiano
anni Sessanta

Federico Fellini, La dolce vita, 1960

➢ Invenzione dell'epica cinematografica: viaggio di


iniziazione alla vita, di interrogazione sull'esistenza
➢ Esplorazione dei fantasmi dell'inconscio (dimensione
onirica vs. Mondo reale)
12. Cinema italiano
anni Sessanta
Michelangelo Antonioni, L'eclisse, 1962

- la solitudine e l'incomunicabilità
- la crisi d'identità della borghesia
- l'uomo non è più al centro della narrazione: l'individuo
ridotto a oggetto (reificazione)
Cinema moderno
Un esempio:

Jacques Tati, Playtime, Francia, 1967

- uso espressivo del suono: IMMAGINE SONORA del mondo


moderno
- costruzione drammatica: suoni = immagini
“Nuovo cinema anni Sessanta”
⚫ Novità del linguaggio cinematografico
- montaggio discontinuo (jump cut)
- destrutturazione temporale
- uso teleobiettivo e zoom
- ralenti + accelerazione
- piano sequenza
- dilatazione temporale
- uso espressivo del suono

- ....

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