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Ezione Della Guida N: ° 31 Gennaio 1958

La lezione discute la comunicazione tra esseri umani e spiriti, sottolineando che è possibile interagire con entità evolute. Viene esplorato il concetto di salvezza attraverso Gesù Cristo, chiarendo che la salvezza non implica l'assenza di responsabilità per i propri peccati. Infine, si evidenzia che ogni essere umano ha il libero arbitrio per scegliere tra il bene e il male, e che la vera salvezza è un processo che coinvolge l'interazione con il divino e la purificazione dell'anima.

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Ezione Della Guida N: ° 31 Gennaio 1958

La lezione discute la comunicazione tra esseri umani e spiriti, sottolineando che è possibile interagire con entità evolute. Viene esplorato il concetto di salvezza attraverso Gesù Cristo, chiarendo che la salvezza non implica l'assenza di responsabilità per i propri peccati. Infine, si evidenzia che ogni essere umano ha il libero arbitrio per scegliere tra il bene e il male, e che la vera salvezza è un processo che coinvolge l'interazione con il divino e la purificazione dell'anima.

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Lezione della Guida n 22 °

31 gennaio 1958

LA SALVEZZA
1. Saluti nel nome del Signore. Vi porto benedizioni, amici miei. Benedetta è quest’ora.
2. Gli angeli di Dio hanno sempre avuto la possibilità di comunicare e manifestarsi agli esseri umani.
Molti ritengono possibile la manifestazione di spiriti non evoluti, ma negano la possibilità di
comunicare con esseri più evoluti – o in qualunque altro modo vogliate definirli. Questo punto di vista
è molto miope e illogico. Le leggi della natura e dell’universo devono operare allo stesso modo sia per
il bene che per il male, come per i molti stadi intermedi. È solo una questione di quali condizioni sono
state preparate e realizzate. Se si nega la possibilità di qualunque forma di comunicazione con
qualsivoglia entità disincarnata, si può essere in errore, ma perlomeno è coerente. Ammettere invece
la possibilità dell’una, escludendo l’altra, è irragionevole.
3. In realtà, ci sono molti modi per verificare con quali spiriti state comunicando. Chiunque voglia
stabilirlo, dovrà, in qualsiasi situazione, prendersi la brida di studiare tutto il vasto tema su come
mettere alla prova gli spiriti; solo a quel punto si sarà in grado di stabilire da quale dimensione essi
provengano. Ho già parlato di questo e lo farò ancora in futuro. Per il momento, voglio solo dirvi che
se ancora mancate della necessaria conoscenza per determinare con quali spiriti state comunicando e
quali siano le leggi coinvolte, potete chiederlo subito al vostro cuore. Entro certi limiti otterrete la
risposta, purché non permettiate ai dubbi di oscurare le vostre sensazioni. Se i vostri sentimenti sono
aperti e ricettivi, sarete capaci di trovare e sentire armonia, così come l’amore, la pazienza, la saggezza
e l’umiltà – o l’opposto di tutto questo. Il vostro cuore potrà parlarvi e confermarvi ciò che desiderate
sapere purché siate ricettivi, siate aperti, e mettiate da parte tutti i pregiudizi, almeno per il momento.
4. E ora, amici miei, continuerò la serie di lezioni che avevo iniziato. L’ultima volta vi parlai della
creazione della Terra, come essa prese vita e come gradualmente si evolse il genere umano. Vi dissi
che la Terra è un prodotto, o meglio, è un’immagine derivante del desiderio degli spiriti che erano
caduti e avevano vissuto nell’oscurità per lungo tempo. Ho anche detto che la Terra è
contemporaneamente il risultato del forte desiderio degli spiriti rimasti nel mondo di Dio, e che
volevano aiutare i loro fratelli e sorelle caduti a ritornare nella luce divina. Così, qui sulla Terra, voi
potete trovare bellezza, amore e armonia, come anche i loro opposti, con tutte le gradazioni
intermedie. Questa è la dimostrazione che la sfera terrestre è un prodotto sia del mondo divino che
del desiderio degli spiriti caduti di riunirsi a Dio.
5. Sulla sfera terrestre, grazie al libero arbitrio, avete la possibilità di evolvervi e di decidere quale lato
seguire. Nella vostra propria natura potrete, naturalmente, ritrovare entrambe le correnti: la buona
corrente che un tempo proveniva da Dio, e quella negativa che andò accumulandosi durante e dopo
la caduta. Tra queste due correnti si trova il sé cosciente, in grado di decidere se prendere la linea di
di Eva Broch Pierrakos
© 1996 The Pathwork Foundation (Edizione 1996)
Questa traduzione non è definitiva - Lezione della Guida N° 22 • (Edizione 1996)
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minor resistenza, che è sempre la natura inferiore dell’essere umano, o di seguire il sé superiore, che il
cammino stretto e difficile.
6. Ho anche detto che la comunicazione con il mondo dello spirito è sempre esistita sin dall’inizio dei
tempi, quando la sfera terrestre era ancora relativamente giovane. Allora era impossibile per gli esseri
umani comunicare con il mondo divino, perché nell’anima vi erano ancora troppe correnti e
atteggiamenti non purificati, troppi desideri malvagi e troppa cecità per poter soddisfare le condizioni
necessarie. Ecco perché Dio ha sempre inviato sulla Terra degli esseri che non erano spiriti caduti.
Alcuni dei grandi profeti e dei cosiddetti santi appartenevano a questa categoria. Non solo hanno
portato con loro saggezza, amore e purezza, destinati a lasciare il segno su questa sfera terrestre, ma
grazie alla loro natura, essi erano in grado di comunicare con gli angeli di Dio. Questo, brevemente, è
ciò che ho detto nella mia ultima lezione per prepararvi a quello che vi dirò stasera.
7. Vorrei spiegarvi che cosa significa realmente salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Pochissime persone
si rendono effettivamente conto del suo pieno significato, e meno di tutti le chiese organizzate che
hanno quasi completamente frainteso che cosa sia la salvezza. Molti credono che il Cristo morì sulla
croce per i peccati di tutti e che, di conseguenza, nessuno sia colpevole, o responsabile per i propri
peccati, i difetti e le debolezze, perché il Cristo li avrebbe già espiati con la Sua morte. Naturalmente,
amici miei, questo non può essere vero, non avrebbe nessun senso. Dopo la spiegazione sulla vera
storia della salvezza, non solo noterete come questo sia un comodo fraintendimento, ma vi renderete
chiaramente conto di come si sia potuta originare questa incomprensione.
8. Ho anche detto che la salvezza non venne prevista solo per questa sfera terrestre, ma per ogni sfera
di esistenza. Molto prima che esistesse la sfera terrestre, e dopo la cosiddetta Caduta degli Angeli, che
qualche tempo fa ho descritto con maggior dettaglio, il Piano Divino prevedeva in definitiva che ogni
singolo essere caduto avrebbe ricevuto i mezzi per ritornare a Dio, alla luce e all’armonia. Ma era
essenziale che le Leggi Divine non venissero mai violate, nemmeno allo scopo di riportare indietro le
creature cadute. Questo fu indubbiamente un compito molto difficile da portare avanti.
9. Ho anche spiegato che ogni essere creato da Dio, fu anche creato perfetto in una sola maniera. Ogni
essere rappresentava un aspetto divino. Lo scopo era che ogni spirito estendesse la sua perfezione in
altri regni. Diciamo che un essere era perfetto nell’amore, un altro nella saggezza, e così via. Lo scopo
era quello di usare il potere divino, che tutti noi una volta avevamo, per renderci perfetti sotto tutti gli
altri aspetti, e quindi alla fine diventare simili a Dio. Così facendo, ulteriori mondi di bellezza sarebbero
venuti in esistenza – mondi spirituali – poiché come tutti sapete, ogni pensiero, ogni sentimento, ogni
aspirazione e ogni atto è formato nello spirito, e crea, così, un mondo.
10. Voi sapete inoltre, che un certo numero di spiriti ha usato il suo potere divino per questo scopo,
mentre altri l’hanno utilizzato in maniera opposta. Questa fu l’origine della caduta. Dopo la caduta,
Cristo, che naturalmente esisteva nel mondo spirituale molto prima di nascere come uomo, organizzò
tutti gli spiriti del mondo divino in modo da usare tutta la forza e la perfezione nelle loro singole
qualità particolari, per dare supporto al Piano di Salvezza. In altre parole, i puri spiriti, invece di andare
avanti e di estendere la loro crescente perfezione, rinviarono questa meta ultima, allo scopo di usare i
loro poteri per organizzare e operare per il Piano di Salvezza. E questo Piano esiste su ogni livello.
Ora, naturalmente, sto ancora parlando delle sfere divine.
11. Nelle sfere dell’oscurità doveva passare del tempo prima che si potesse fare qualcosa. Un numero
sufficiente di spiriti doveva provare un forte desiderio di luce prima che mondi più luminosi – sempre
all’interno del regno di Lucifero – potessero sorgere. Senza quel forte desiderio, inconscio e cieco,
nulla sarebbe potuto cambiare, indipendentemente da tutto quello che il mondo di Dio avrebbe
disposto.
12. Nel vostro linguaggio, passarono milioni e milioni di anni prima che, grazie a quella desiderio, la sfera
terrestre potesse venire gradualmente in esistenza. Sempre più anime vennero a vivere sulla Terra
perché erano pronte a farlo, malgrado il loro sviluppo fosse ancora basso. Lo sviluppo più generale e
individuale proseguì poi ulteriormente. Semplicemente per il fatto di vivere sulla sfera terrestre, per la
di Eva Broch Pierrakos
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prima volta dopo la caduta, esse entrarono in contatto con qualcosa di divino, nel modo sottomesso
in cui questa manifestazione sarebbe stata per la maggior parte (qui non sono sicura).
13. Nel frattempo, il Cristo era occupato a preparare e lavorare nel mondo spirituale di Dio, pianificando
con anticipo e inviando vari puri spiriti a vivere sulla Terra. Lui stesso organizzò gli insegnamenti che
i puri spiriti, ora incarnati, avrebbero portato al genere umano, sia attraverso l’ispirazione e la guida,
sia tramite la comunicazione con il mondo divino. È impossibile per voi immaginare quanto
minuziosamente tutto dovette essere progettato, quanto scrupoloso fosse quel lavoro affinché tutto si
accordasse alle leggi divine di giustizia.
14. A quel tempo, indipendentemente dallo sviluppo spirituale degli esseri umani, una volta ritornati
nell’aldilà, essi rimanevano ancora sotto il dominio di Lucifero, poiché - come spiegai l’ultima volta -
ogni aspetto divino si era rovesciato nella sua qualità opposta. Quindi il libero arbitrio, che è divino,
si era tramutato in dominio. E naturalmente Lucifero non avrebbe rinunciato al dominio che esercitava
sui suoi seguaci. Se, ad esempio, un essere umano, grazie ad un diverso atteggiamento e ad una
crescente armonia con Dio, avesse incominciato a produrre sfere di luce e bellezza nel mondo
spirituale, persino quelle sfere sarebbero appartenute al regno di Lucifero, poiché egli non rinunciava
al potere su quella persona. Inoltre, a quel tempo, nessuno era abbastanza sviluppato da produrre
unicamente sfere di luce. La gente produceva e disponeva di numerose sfere, sia armoniose che
disarmoniche.
15. E questo accade, per inciso, a ciascuno di voi e a tutti gli esseri umani. Dovunque ci siano difetti,
debolezze e cecità, vengono generate delle sfere corrispondenti. Laddove siete puri e purificati, create
delle belle sfere. E non possedete solo le migliori, ma anche le peggiori tra quelle che avete creato.
Ogni essere umano relativamente ben sviluppato poteva quindi dimorare in diverse sfere di luce, ma
anche quelle sfere sarebbero comunque rimaste sotto il dominio di Lucifero, fintanto che, a quel
riguardo, l’opera di salvezza non si fosse conclusa. A proposito, ciò che voi chiamate inferno non è
solo un’unica sfera di terribile oscurità e miseria. Così come ci sono molte gradazioni nelle sfere divine,
ci sono anche gradazioni simili in quelle luciferiche.
16. Quando un numero sufficiente di esseri fu pronto e consapevole di Dio, coscientemente desideroso
di una completa unione con Lui, il tempo fu maturo perché prendesse avvio la parte più importante
del Piano di Salvezza, che Cristo prese su di Sé. Oltre al Suo infinito amore e compassione per tutti i
Suoi fratelli e sorelle cadute, Egli aveva una ragione per farlo.
17. Durante il processo della caduta, il primo spirito a cadere, Lucifero, sviluppò un’intensa gelosia verso
il Cristo. Era quindi logico che il Cristo stesso dovesse dimostrare il Suo amore per mezzo del Suo
grande sacrificio e della Sua opera, non solo verso tutte le altre creature cadute, ma anche nei confronti
di Lucifero stesso, il quale solo grazie all’azione del Cristo avrebbe un giorno, nel lontano futuro, avuto
la possibilità di ritornare a Dio, ritrovando così la definitiva felicità. Dio fece del Cristo il Re
dell’Universo, e come tale Egli non possedeva solo i privilegi più alti, ma anche le responsabilità più
grandi. Nel portare il fardello più pesante a fianco della Sua posizione più elevata, Egli diede al mondo
un altro esempio da seguire.
18. Così, quando il tempo fu maturo, Cristo affrontò Lucifero. Ora, amici miei, devo chiedervi di non
dubitare che le cose possano essere andate così, solo perché tutto questo vi risuona troppo umano.
Tutto ciò che avete e conoscete come esseri umani, non solo per quanto riguarda il linguaggio, gli
argomenti astratti e gli oggetti concreti, ma anche ogni sorta di forme conosciute, è solo una riduttiva
imitazione di ciò che esisteva, in modo molto più variegato, nello spirito, prima della nascita di questo
mondo materiale.
19. Quando noi diciamo che gli spiriti parlano o posseggono certi oggetti, gli esseri umani pensano che
questo sia troppo umano e troppo concreto. Eppure, come ho detto ripetutamente, nello spirito tutto
è concreto, tutto è forma. Nel vostro mondo solo gli oggetti materiali hanno forma, mentre le cose
definite astratte vi appaiono senza forma, soltanto perché per voi sono invisibili. Nello spirito non è

di Eva Broch Pierrakos


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così. L’amore è una forma. Se formulate un bel pensiero, esso creerà una forma. Se avete un pensiero
perverso, esso creerà un’altra forma, una forma che per noi è concreta.
20. Vi prego di tenerlo a mente e di non pensare che quel che vi sto dicendo sia infantile solo perché
Lucifero e Cristo non parlerebbero tra loro come due esseri umani. E in effetti, non avviene così come
tra due esseri umani. La modalità è diversa, è una modalità spirituale. E naturalmente è impossibile da
tradurre nel linguaggio umano. Perciò, il linguaggio che devo usare va per forza limitato alla vostra
comprensione.
21. Dunque, per continuare, Cristo affrontò Lucifero dicendogli, “Attualmente ci sono così tanti spiriti
che non vogliono più rimanerti fedeli. Desiderano ritornare a Dio, perciò dovresti lasciarli liberi”.
Lucifero non fu d’accordo, ribadendo che non riconosceva la legge divina e che avrebbe usato il suo
potere come gli faceva comodo.
22. Allora Cristo replicò, “In questo caso ci sarà una sfida tra noi, fra le tue forze e le forze del mondo
divino”. Le possibilità di vittoria sarebbero state equamente ripartite, vale a dire che le forze divine
avrebbero dovuto essere numericamente in minoranza per la semplice ragione che le forze del bene
sono infinitamente più forti di quelle del male, in rapporto di circa venti a uno. Se esiste un solo essere
assolutamente puro contro venti esseri impuri, la forza di quell’unico essere controbilancia la forza
delle venti creature impure.
23. Lucifero disse, “Anche se questa lotta avesse luogo e anche se le forze divine vincessero e mi
togliessero il potere, io continuerei a non riconoscere come giusta la legge di Dio”. Come sapete dalle
mie lezioni precedenti, questo argomento costituiva una parte essenziale del Piano di Salvezza, poiché
nessuno sarebbe dovuto rimanere eternamente dannato, nemmeno Lucifero stesso. E perché non
fosse mai possibile alcuna dannazione, Lucifero stesso avrebbe dovuto ammettere per sempre
l’assoluta giustizia delle leggi divine.
24. Perciò Cristo gli chiese, “A quali condizioni considereresti giusti i poteri divini?”.
25. E Lucifero rispose, “Farei una lotta del genere a condizione che un essere - anche proveniente dal
mondo di Dio, se è quello che vuoi - vivesse come uomo sulla Terra, senza alcuna protezione o guida
da parte del mondo di Dio nei momenti cruciali, con gran parte della sua conoscenza offuscata, con
l’ostacolo della materia, e rimanesse, malgrado ciò, fedele a Dio a dispetto delle mie tentazioni e delle
condizioni più difficili possibili. Offrirei a questa persona ogni potere terreno, e la possibilità di
risollevarlo da tutte le difficoltà a patto che abbandoni Dio. Se rimanesse fedele a Dio a queste
condizioni – cosa di cui dubito moltissimo, anzi che ritengo impossibile – allora mi batterò con te e
riconoscerò le Leggi di Dio come assolutamente giuste”.
26. Dovete sapere, amici miei, che ogni essere vivente ha sempre con sé spiriti guida provenienti dal
mondo divino, ma alcuni atteggiamenti delle persone possono impedire a questi spiriti di avvicinarsi
troppo. Malgrado ciò, essi sono sempre presenti – sia pure un po’ in disparte - a controllare che al loro
protetto non accada nulla che non sia in accordo alle leggi divine di giustizia, o che la persona non sia
in grado di sopportare. Essere lasciati soli su questa sfera terrestre - senza il sostegno del mondo dello
spirito di Dio - a resistere a tutti gli attacchi, le sfide, le difficoltà e le tentazioni delle potenze
dell’oscurità, potrebbe ritenersi un compito impossibile da assolvere. Nessun essere umano dovette
mai cimentarsi con qualcosa di neanche lontanamente simile a questo, di conseguenza il Cristo non
può essere paragonato ad alcun altro essere umano vissuto sulla Terra, non importa quanto puri o
meravigliosi possano essere stati i Suoi insegnamenti. Il Cristo ha dimostrato in modo concreto e con
le Sue azioni ciò che altri hanno insegnato, e agendo in circostanze infinitamente più difficili di quelle
che chiunque altro abbia mai dovuto sopportare.
27. Così, queste furono le condizioni che Lucifero stabilì per riconoscere come giuste le Leggi di Dio. Se
questo compito, apparentemente impossibile, doveva veramente essere portato a termine, allora si
doveva dare inizio alla battaglia. Se Lucifero avesse perso la battaglia, allora il Cristo avrebbe potuto
stabilire le Sue condizioni, e Lucifero stesso non avrebbe messo in discussione la giustizia di Dio sotto

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nessun punto di vista. Questo era dunque il piano. E il Cristo lo prese su di Sé per le ragioni già
descritte, sebbene Lucifero non avesse specificato che dovesse trattarsi necessariamente di Lui.
28. Amici miei, se studiate tutte le Scritture da questo punto di vista, ne trarrete una comprensione
completamente differente. Sono assolutamente sicuro che adesso la ragione della nascita e della morte
del Cristo avrà un senso per voi, mentre non ne avrebbe avuto alcuno se il Cristo fosse morto sulla
croce per peccati commessi da altri. Se siete stati voi a sbagliare, siete voi stessi a dover rimediare, e
nessun altro può, o dovrebbe, farlo al posto vostro. Se dovesse farlo qualcun altro per voi, voi non
potreste purificarvi. Non potreste ricevere la forza attraverso il processo di auto-purificazione che, da
solo, vi proteggerà dal commettere nuovi errori. Finché l’erba cattiva non è stata estirpata, continuerà
a produrre frutti contaminati. Solo voi potete estirpare le radici del vostro male. Perciò non fu questa
la ragione per cui il Cristo soffrì e morì.
29. Comprenderete anche il motivo per cui il Cristo fu lasciato completamente solo per lungo tempo.
Naturalmente, come uomo, Egli non aveva la stessa conoscenza che aveva quale spirito. Se avesse
avuto la stessa conoscenza, il compito non sarebbe stato tanto difficile. Ovviamente, quale essere più
alto della Creazione, possedeva una certa conoscenza. Inoltre, aveva una grande forza e saggezza
spirituale. Tuttavia, non ci sarebbe stato assolutamente alcuno scopo nel vivere sulla Terra se – e
questo vale per tutti – la stessa conoscenza spirituale fosse disponibile da incarnati così come lo è da
non incarnati.
30. Così Cristo non sapeva esattamente in che cosa si trovasse coinvolto durante la sua esistenza sulla
Terra. Nel corso degli anni acquisì una certa conoscenza, ed ebbe una vaga idea – proprio come può
averne ognuno di voi – del compito al quale stava per adempiere. Che cosa potesse derivarne, come
sarebbe andata a finire, quale fosse l’esatto significato, voi non l’avreste saputo – e neanche Lui lo
sapeva. Non era previsto che ne venisse a conoscenza durante la sua incarnazione. Dopo un certo
tempo, tutti gli angeli di Dio dovettero lasciarlo. Lo avevano accompagnato per un certo periodo della
Sua vita, ma non gli erano accanto quando iniziò la parte realmente difficile del Suo compito.
31. Come vi ho spiegato, gli insegnamenti che diede erano importanti e meravigliosi, ma rappresentavano
solo un aspetto aggiuntivo della Sua vita. Erano un beneficio collaterale. Ogni volta che accade
qualcosa in stretto accordo alla volontà di Dio, non è mai per una sola buona ragione e per un solo
scopo, poiché ci sono in gioco molti fattori, e con un unico atto divino si raggiungono molti scopi
positivi. Anche questo vale per tutti. Tuttavia, portare semplicemente degli insegnamenti non fu la
ragione essenziale della Sua vita come uomo. Per quanto quegli insegnamenti fossero belli, non erano
nuovi; in sostanza, anche altri avevano offerto le medesime lezioni. Egli le adattò al Suo Tempo,
tenendo in considerazione la crescente evoluzione dell’umanità, ma questo fu tutto.
32. Come spiegai, il compito consisteva nel fatto che Lui – lasciato praticamente solo e tagliato
completamente fuori dal mondo di Dio – dovesse resistere alle tentazioni di Lucifero, che mise il
massimo impegno immaginabile al fine di indurre il Cristo a cadere. Egli usò ogni possibile
stratagemma, organizzando per questo tutti i suoi aiutanti. Credetemi, Lucifero non è affatto stupido,
anche se è sicuramente carente in saggezza e intuizione, né gli mancano grandi risorse grazie ai suoi
poteri oscuri.
33. Da una parte, il Cristo non provò che sofferenze – sia fisiche che psicologiche, e umiliazioni così
grandi difficili da immaginare. L’umiliazione e la sofferenza psicologica furono di gran lunga peggiori
della sofferenza fisica, per quanto tremenda fosse quest’ultima. Dall’altra parte, gli venivano proposte
tutte le tentazioni del mondo dell’oscurità.
34. Naturalmente, il Cristo era ciò che voi definite un soggetto paranormale dotato al massimo grado. Le
Sue qualità medianiche erano fortemente sviluppate, non solo in una ma in tutte le possibili
espressioni, da essere di gran lunga molto più potenti rispetto a quelle di qualunque altro essere mai
esistito prima, o dopo di Lui. Finché il mondo di Dio gli rimase accanto, questo fu un vantaggio, ma

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quando ne venne emarginato, si rivelò una difficoltà supplementare, poiché tutte le manifestazioni che
gli arrivavano provenivano dal mondo dell’oscurità.
35. In chiaroveggenza, entrò prima in contatto con alti emissari del mondo luciferico e successivamente
con Lucifero stesso, che gli si palesò sotto forma di una bella creatura, offrendo a Cristo tutti i vantaggi
terreni che avrebbe potuto desiderare, e l’istantanea liberazione da tutte le Sue sofferenze, se solo
avesse accettato Lucifero e abbandonato la Sua idea di Dio. Nei momenti peggiori della Sua sofferenza,
Lucifero lo scherniva, “Dov’è il tuo Dio d’amore e di giustizia? Se esiste, come può permettere che il
Suo amato figlio attraversi tutto questo dolore? Se il tuo Dio non può offrirti di meglio, non ti conviene
stare dalla mia parte? Guarda che cosa ho io da offrirti io! Il tuo Dio non ha altro da offrirti che grandi
sofferenze e difficoltà di ogni genere”.
36. Potete immaginare che cosa questo significasse? Se Gesù avesse conosciuto l’esatto significato del Suo
compito, resistere non sarebbe stato difficile neanche la metà. Ma era proprio quello il punto. In quei
momenti cruciali, nutrire dei dubbi era inevitabile, dubbi su ogni cosa, sulla Sua vera identità, e sul
fatto che ci fosse un qualche scopo saggio e buono nell’attraversare tutte le tribolazioni che in quel
momento non riusciva a comprendere, in breve, dubbi su tutto quello che Egli aveva imparato negli
anni precedenti. Spesso si domandava se non fosse per caso vittima di qualche illusione, e se tutta la
Sua precedente conoscenza non fosse un prodotto della sua immaginazione. Durante quei periodi di
dubbio, Lucifero si trovava immediatamente al Suo fianco a rafforzare tali pensieri.
37. È facile capire quanto estremamente duro debba essere stato per Lui – essendo un semplice uomo,
con l’ostacolo della materia frapposta fra Lui e la verità assoluta – rimanere fedele a Dio, e non
arrendersi a quelle tentazioni aggravate dalle difficoltà. Se le condizioni della Sua missione non fossero
state tali che persino il Cristo potesse a momenti dubitare, il suo compito non sarebbe stato tanto
immensamente eccelso. Perciò il Cristo dovette sottostare agli stessi ostacoli della materia, alla pari di
tutti gli altri esseri umani, ma intensificati al massimo grado. La sostanza materiale è un velo che l’uomo
deve cercare a tentoni di aprire. Gesù Cristo dovette fare la stessa cosa, ma in condizioni di difficoltà
estreme delle quali non potete avere che una vaga idea, nonostante queste spiegazioni. Rimanere sul
giusto sentiero in quelle circostanze, senza comprenderle pienamente – amici miei, non potete sapere
veramente che cosa significò. Avere l’umiltà, nonostante tutti i momentanei pensieri di dubbio, di
porre Dio al di sopra di tutto, persino al di sopra delle Sue sofferenze, e al di sopra della Sua
incomprensione del perché, questa era la Sua missione. In realtà, sembrava quasi impossibile che
qualcuno potesse riuscirci. Ma Gesù Cristo ci riuscì!
38. Facendolo, Cristo non solo soddisfò le condizioni secondo le quali il mondo dell’oscurità non avrebbe
mai più potuto affermare che le Leggi di Dio erano ingiuste, ma allo stesso tempo fornì un esempio
per tutti coloro che nacquero dopo di Lui. Così, quando voi soffrite e non ne capite il perché, pensate
a Gesù Cristo nel quadro della vera storia della salvezza. Poi cercate di immaginarvi le Sue sofferenze
come qualcosa di reale, non una qualche leggenda immaginaria, ma reali come le vostre stesse
sofferenze, solo molto più grandi. Allora sarà tanto più facile per voi seguire le Sue orme e rimanere
umili, lasciando che Dio prenda il sopravvento.
39. Subito dopo che il Cristo ebbe portato a termine con successo il Suo compito sulla sfera terrestre,
sulla Terra avvenne una serie di cosiddetti ‘miracoli’, per mostrare all’umanità che una fase
fondamentale nella storia della Creazione si era conclusa, e una nuova importante fase stava per
iniziare. Potrei continuare per ore e ore a parlare della Sua vita sulla Terra, amici miei, delle Sue
sofferenze e della Sua morte. Ma se adesso leggete la Bibbia, la vostra stessa immaginazione vi
suggerirà un’idea migliore di prima sul profondo significato e sulla realtà di tutto questo.
40. Dopo la Sua morte fisica Egli ritornò al mondo spirituale. Avendo soddisfatto le condizioni con un
numero relativamente ristretto di entità specializzate, ingaggiò una battaglia spirituale nel mondo
dell’oscurità.
41. Che gli spiriti possano farsi guerra, amici miei, può apparirvi di nuovo troppo umano. Da dove pensate
che provengano le vostre guerre? Sono solo una riproduzione esteriore della guerra spirituale. È ovvio
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che una guerra spirituale non abbia luogo esattamente come una guerra materiale sulla Terra, ma
tuttavia l’essenza è quella. Anche il modo in cui avviene è impossibile da descrivere, poiché mancate
della percezione e della comprensione, così come in me scarseggia la piena capacità di esprimermi nel
linguaggio umano. Così posso solo descriverla in modo piuttosto sintetico, che in qualche modo
potrebbe apparirvi simbolico, e fino ad un certo punto lo è.
42. Così divampò una guerra tra il Cristo e Lucifero. Potete ricorrere alla vostra visione interiore, e
immaginarla come se una guerra di lance e pistole, come sulla Terra, fosse avvenuta esattamente in
quella maniera. Ovviamente non avvenne così. Tuttavia ci fu una guerra spirituale. Lucifero dovette
nuovamente ammettere la giustizia delle vie del mondo divino, poiché, come ho detto prima, il Cristo
si predispose a combattere in condizioni di parità. Sarebbe stato in Suo potere non assumersi alcun
rischio, usando maggiore energia e più aiutanti, tuttavia non lo fece per lo stesso motivo per cui si
incarnò sulla Terra, affinché la Giustizia di Dio venisse preservata – persino agli occhi di Lucifero. Le
probabilità erano alla pari, e questo era talmente evidente che nemmeno Lucifero avrebbe potuto
negarlo. Fare questo fu importante, perché il progetto era - ed è tuttora - che anche Lucifero stesso,
alla fine, dovrà risolversi a ritornare a Dio come l’ultimissima di tutte le creature cadute, essendo stato
il primo ad allontanarsi dalle leggi di Dio.
43. Gesù Cristo portò a termine il Piano di Salvezza in ogni sfera. Il Suo compitò variava a seconda delle
numerose sfere, poiché ognuna era diversa: sul piano Divino, dove vennero fatti molteplici preparativi;
sulla sfera terrestre e nel mondo dell’oscurità. Quando la battaglia terminò, furono instaurate nuove
condizioni, che da allora hanno sempre regnato.
44. Nella vostra storia, voi leggete che il terzo giorno, dopo la Sua discesa agli Inferi, il Cristo salì al
Paradiso. I vari dettagli che furono tramandati nelle Scritture, in un certo senso, vi confermano tutto
questo, sebbene l’elemento temporale non sia del tutto esatto. Il tempo è sempre una “trasposizione”
diciamo, perché per lo spirito, il tempo – quando mai esistesse – è soggettivo, psicologico e molto
diverso [da quello che conoscete]. Ma questo non ha importanza dal momento che il genere umano
ha fatto di quei tre giorni un simbolo.
45. Secondo le nuove condizioni, a tutti gli esseri umani sarebbe stata data l’opportunità di ritornare a Dio
durante la loro evoluzione sulla Terra, passando da una vita all’altra. Lucifero manteneva tutti i diritti
di tentare gli umani a sottomettersi a lui, soccombendo alla loro propria natura inferiore. Se avessero
resistito, non sarebbero più appartenuti al mondo luciferico, perché adesso le porte per riunirsi al
Creatore, e abitare nei mondi divini, si erano aperte. Da quel momento in poi furono posti dei limiti
persino alle trappole e alle tentazioni che Lucifero poteva usare. In accordo alla legge divina, il mondo
spirituale di Dio aveva ora il diritto di interferire. Le leggi divine dovevano essere osservate con
accuratezza, e le attività delle potenze dell’oscurità furono limitate, dovendo rimanere, in definitiva,
sotto la giurisdizione di Dio.
46. È necessario che Lucifero mantenga ancora adesso un certo grado di libertà, non solo per la ragione
tanto spesso spiegata, cioè quella di dover ancora riconoscere la giustizia Divina, ma anche come
mezzo necessario all’evoluzione. In molti casi, il male deve essere assaporato fino in fondo, prima che
possa essere vinto grazie al libero arbitrio e all’iniziativa individuale. Il desiderio di riuscire deve
crescere attraverso un’illuminazione sempre crescente nell’anima di ogni individuo, e spesso questo è
solo possibile solo dopo essere passati attraverso l’oscurità.
47. Inutile dire che tale illuminazione non si può ottenere in una singola incarnazione. Nel corso di una
sola vita non si può raggiungere la perfezione necessaria ad entrare nel Regno dei Cieli – cioè la
perfezione che venne persa nella caduta – ed eliminare tutta l’oscurità accumulatasi nell’anima. Sono
indubbiamente necessarie molte, molte esistenze. La vita sulla Terra è come una scuola dove voi
progredite da una classe all’altra. A volte potete soffermarvi per un po’ in una classe, e poi avere una
o più incarnazioni in successione dove fate grandi passi avanti.

di Eva Broch Pierrakos


© 1996 The Pathwork Foundation (Edizione 1996)
Questa traduzione non è definitiva - Lezione della Guida N° 22 • (Edizione 1996)
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48. Gli esseri umani che si incarnano dal mondo dell’oscurità, arrivano all’inizio con istinti molto bassi e
grossolani. Solo dopo parecchie incarnazioni e dopo aver estinto molti debiti karmici – e spesso dopo
alcune sofferenze e una notevole influenza divina – il comportamento inizierà a cambiare, lentamente
ma inesorabilmente. Solo dopo che i sensi hanno già cominciato un po’ a raffinarsi, allora inizia il vero
e proprio lavoro di ricerca di sé e di auto-purificazione, e anche per questa fase sono necessarie molte
incarnazioni, accompagnate dal mutare delle condizioni e delle circostanze.
49. Persino in questa seconda fase molti esseri non hanno ancora la forza di trovare Dio nella realtà. È
ancora presente molto del loro sé inferiore per non subire ancora l’influenza della dimensione
luciferica, sia che questa giunga sotto forma di ispirazione diretta, o attraverso involontari strumenti
umani. Ci vorrà ancora un considerevole numero vite per risvegliarsi quel che basta ad irrobustire la
forza di volontà, al fine di affrontare tutti gli essenziali processi di auto-purificazione. Solo allora si
aprirà un’ulteriore fase, nella quale inizia il processo di una purificazione molto graduale. In ogni vita
vengono predisposte le condizioni favorevoli affinché un determinato aspetto del sé inferiore abbia
l’opportunità di trasformarsi al meglio.
50. Vedete, ciò non può avvenire in altro modo, per questo sarebbe impossibile, nel corso di un’unica
esistenza, raggiungere la perfezione necessaria per entrare per sempre nel Regno di Dio. Con ogni vita,
anche nei casi peggiori, si apprende sempre qualcosa, malgrado i benefici possano essere pienamente
goduti solo in un periodo successivo, quando un essere finalmente dichiara: “Il mio sentiero conduce
a Dio. Non ascolterò più il mio sé inferiore”, cioè quel sé che è costantemente e magneticamente a
contatto con il mondo dell’oscurità. Il sé superiore, che è molto più lontano sullo sfondo, e molto più
difficile da raggiungere attraverso i vari strati di imperfezioni, rimane tuttavia in continuo contatto con
il mondo divino.
51. La personalità esterna, con la sua forza di volontà e la capacità di operare delle scelte, ha i mezzi per
intraprendere finalmente il passo decisivo, “Dichiaro di appartenere a Dio, al mio sé superiore, con
tutto ciò che questo comporta”, ignorando la pigrizia, le comodità e la via di minor resistenza che ci
portano ad arrenderci ai nostri difetti. Sia che questi difetti portino ancora ad uccidere, a rubare e alla
crudeltà, o che siano ormai soltanto egoismo, gelosia, invidia, risentimento, pigrizia, o altre cose del
genere, in linea di principio non fa alcuna differenza. Chiunque sinceramente dichiari, stabilisca e
perseveri nella decisione di seguire il sentiero di Dio – quindi la salvezza del Cristo – non può
continuare ad appartenere al mondo luciferico. Lucifero non avrà più alcun potere su quell’essere, né
che si trovi sulla Terra, o nel mondo spirituale.
52. Questo è il modo in cui il Cristo ha aperto la porta. Ora potete meglio comprendere perché si dice
che Egli vi ha salvato dai vostri peccati. Questo è vero solamente nel senso che il vostro grande errore
della caduta, del non essere rimasti fedeli a Dio, e dell’essere entrati un tempo a far parte del mondo
dell’oscurità, non ha come conseguenza l’esclusione eterna dai mondi divini. Il Cristo vi ha
effettivamente salvati da questo, e per questo avete certamente tutte le ragioni del mondo per esserGli
grati. Grazie a Lui, e attraverso i vostri sforzi personali e il vostro sviluppo, avete ora la possibilità di
attraversare la soglia. In quel senso è corretto affermare che il Cristo morì per i vostri peccati,
nonostante l’interpretazione che Egli sia morto per tutti i vostri peccati e tutti i vostri difetti, sia
decisamente sbagliata.
53. Questa è dunque, molto brevemente, la storia della Creazione dell’Universo, della Caduta, della
Creazione di questa sfera terrestre, e della Salvezza per mezzo di Gesù Cristo.
54. All’inizio di questa serie di insegnamenti, amici miei, vi ho incoraggiato a porre tutte le domande che
avete in mente su questo argomento, e alle quali non sia stato finora risposto in queste lezioni. Vorrei
suggerirvi di meditare su quanto vi ho detto finora. Rileggete le mie parole, perché molto sfugge al
primo ascolto di una lezione. Quindi preparate le vostre domande, alle quali sarò felice di rispondere.
55. Siate benedetti, miei cari, siate in Dio e in Cristo.

di Eva Broch Pierrakos


© 1996 The Pathwork Foundation (Edizione 1996)
Lezione della Guida N° 22 • (Edizione 1996) - Questa traduzione non è definitiva
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Editing del testo originale inglese a cura di Judith e John Saly


Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Marzo 2018

di Eva Broch Pierrakos


© 1996 The Pathwork Foundation (Edizione 1996)
Questa traduzione non è definitiva - Lezione della Guida N° 22 • (Edizione 1996)
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Traduzione in italiano a cura dell'Associazione La Biblioteca del Sentiero

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di Eva Broch Pierrakos


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