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Campagna

Il documento descrive la società degli Gl'ioni, una razza ovipara con una coscienza collettiva chiamata Bigji, che rappresenta l'unità delle loro menti. La narrazione esplora il conflitto tra i leader Mephala ed Edelen I, la ricerca della portatrice di Bigji e le conseguenze della loro ambizione, culminando nel declino del regno di Edelen a causa della follia del sovrano Edelhart II. La storia mette in evidenza il tema della creazione e della responsabilità, evidenziando come la separazione delle coscienze possa portare a disarmonia e distruzione.

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Il documento descrive la società degli Gl'ioni, una razza ovipara con una coscienza collettiva chiamata Bigji, che rappresenta l'unità delle loro menti. La narrazione esplora il conflitto tra i leader Mephala ed Edelen I, la ricerca della portatrice di Bigji e le conseguenze della loro ambizione, culminando nel declino del regno di Edelen a causa della follia del sovrano Edelhart II. La storia mette in evidenza il tema della creazione e della responsabilità, evidenziando come la separazione delle coscienze possa portare a disarmonia e distruzione.

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PG Nico, idea arma: ascia di ossidiana che diventa la parte frontale + tastiera di un basso

acustico a 4 corde che può essere completato dallo scudo appaiato a forma di cassa di
risonanza

Società dei Gl'ioni


(Reverse aging, ovipari)

Consiglio di bebè venerati con il CHIM (non verbal) In cerca della risposta, quasi come se le
loro coscienze si fondino in un unico super-calcolatore

Bigji, l'intelletto assoluto, ovvero la coscienza fusa degli Gl'ioni consiste vera e propriamente
nell'insieme cellulare di tutti i zigoti di quelli che in passato furono già adulti, questo rende a
tutti gli effetti Bigji l'arca che permetterà agli Gl'ioni di rinascere dopo il Silenzio. Bigji inoltre,
unendo tutte le coscienze degli Gl'ioni, avrebbe potuto imparare a suonare una nuova
Canzone sul Silenzio, creando la realtà dove si ambienta la campagna a loro piacimento, si
dice che ci sia una stella per ogni gl’ione nell’agglomerato, di conseguenza la "schiusa" di
Bigji con il successivo avvento degli Gl'ioni farebbe smettere Bigji di suonare causando il
ritorno del Silenzio (che potrei definire come fine del rapporto causa-effetto, nel senso che
niente ha più conseguenza rendendo tutto statico ed eterno). Tutto quello che esiste
attualmente è finemente descritto nella canzone di Bigji, come una canzone il creato ha parti
ricorrenti e motivi che sono influenzati da tutti i suoni che li accompagnano Bigji produce una
musica orchestrale di perfezione molto meticolosamente pensate dalla coscienza comune
degli Gl'ioni.
Un creatore non dovrebbe mai attaccarsi troppo al suo creato, questa è una lezione che gli
Gl'ioni non hanno mai imparato: piuttosto che porre fine alla loro canzone preferiscono
rimanere voyeur di ciò che hanno creato, il tempo per loro è un fenomeno piuttosto
trascurabile, ma non importa quanto sei abituato a vivere l'eternità per tutti è troppo: in Bigji
si stanno formando delle discrepanze, come degli agglomerati di coscienza distinti. Da che
la fusione delle menti Gl'ioniane era totale, adesso stanno comparendo impurità nelle
melodie della Canzone, vi sono degli Gl'ioni che desidererebbero prendere nuovamente
forma facendo ereditare il proprio posto nel coro ad un campione: la vera essenza di questo
campione avrà dei riflessi sulla realtà. Gli gl’ioni si dividono in conglomerati, all’interno dei
quali un campione può avere più o meno rilevanza e potere, non tutti i campioni hanno la
consapevolezza di esserlo, anzi allo stato attuale solo pochi individui sanno la verità. I
conglomerati sono il risultato delle differenze intrinseche nelle varie coscienze che abitano
bigji, dalla creazione stessa il coro non è composto da una sola melodia ce ne sono però
delle dominanti.
Bigji essendo un uovo gl’ione è all’interno dell’utero della sua defunta portatrice

La fortezza nera serve ad attingere al cadavere della regina, portatrice di bigji, tramite
l’ossidiana, unico materiale che lo ferisce, alla potenza arcana dei resti del dio defunto: il
sangue di uno gl’ione, adesso che risuona la loro canzone, può essere utilizzato per scopi
ritualistici riducendo il backlash significativamente, in casi come la portatrice anche
completamente, questo è il modo più diretto e letterale per commettere la blasfemia più
grande, prosciugando la portatrice di tutto il suo sangue e costringendo agli Gl'ioni a cessare
il loro coro stai togliendo al tutto per donare a te stesso: la complessità della creazione non
potrà mai essere gestita da una mente sola e di così piccola prospettiva sulla vera
grandezza del creato.
Mephala, la grande strega dell’ovest, insieme ad Edelen I, sono stati i primi ad acquisire
consapevolezza della portatrice tramite la rivelazione nel 0 DR: al tempo si divisero il
territorio circostante all’Atheron, Edelen I avrebbe preso l’oriente e Mephala l’occidente, il
conflitto per il territorio fra i due sarebbe stata la perfetta facciata per non far avvicinare
nessun altra popolazione, creando uno scudo intorno alla portatrice. Edelen I si sarebbe
occupato della sua crociata “contro le forze del male” e “alla ricerca del sepolcro” senza mai
però arrivare ad esso; mentre Mephala avrebbe comandato la linea di difesa diretta del
sepolcro: non è mai stata una donna pura e senza perversioni, però è stata scelta dagli
Gl’ioni per la sua sensibilità al bisogno intrinseco di diversità che è nella matrice della vita
stessa: serve sia il “bene” sia il “male” sia l’umanoide che il mostruoso.
Edelen I putroppo creò un regno fondato su bugie, promesse di gloria e virtù eterna e bontà
assolua nel raggiungere il sepolcro della “dea”, il peso delle aspettative lo destabilizzò al
punto da abbandonare la sua carica e confinarsi nelle profondità della terra, dalle quali non
emerse mai.
Fallì anche nella missione di tramandare le volontà degli gl’ioni ai regnanti futuri, che invece
continuarono la narrativa della ricerca, questa volta con sincerità però: Mephala era
diventata l'unica linea difensiva del “sepolcro”, e quando anche quesa fu rotta per le mani di
Leomuld, il cavaliere del cervo, colui che uccise la chimera ed ottenne accesso al “sepolcro”
scoprendo la verità. Inutile dire che la sua prospettiva sul mondo e sul cosa fosse giusto e
virtuoso fece un 180, ripesando alla propria vita si rese conto dello sbaglio intrinseco che c’è
nel ricercare il divino, e per restabilire l’equilibrio prese armi insieme a Mephala contro i suoi
vecchi compagni. La sua vita però, ormai vecchio ed indebolito sia fisicamente che
mentalmente, ebbe una fine repentina per il brillare della la volontà di far bene negli occhi di
un giovane che gli si pose contro nel suo cammino di vendetta. Quel giovane, Zafael la
lancia, sarà il campione di mille battaglie contro Mephala durante l’ascesa di Mesteo e il
declino dei due fratelli, fino a diventare il braccio destro del nuovo Re, egli era però ignaro
della vera natura di quest’ultimo: dopo la costruzione di Edelhelm Zafael rimase a
Candistrax per l’amministrazione del feudo del cavallo, fu proprio in questo periodo che
Mesteo scoprì nel sistema delle caverne nere la portatrice, e anche lui venne a conoscenza
della realtà, il suo shock fu moderato, daltronde è sempre stato un tipo di poca fede ma
molta ambizione, freddo e calcolatore, proprio questa è il motivo per cui rimase cieco
all’impertinenza del suo piano, c’è un motivo se l’abbandono di sé è il valore principale di
galea. Nel mettere in atto il suo piano, togliendo mano a mano voce agli gl’ioni per darla a sé
tramite la costruzione della fortezza nera e delle mura di edelhelm che, essendo fatte in
sangue di gl’ione, sarebbero servite a dare il controllo sulla canzone a colui che si sarebbe
seduto sul trono (collegato alla fortezza e alle mura, anch’esso in ossidiana), le realtà
all’esterno della sua prospettiva avrebbero incominciato sempre di più ad andare in rovina, e
lì dall’alto del suo castello non si sarebbe intravista l’ombra di carestia che si stava per
abbattere sul territorio, se si fosse continuato così l’intera realtà sarebbe eventualmente
stata composta da solo la sua coscienza, quasi sognante. Mesteo, Edelhart II, ha sempre
dovuto combattere per dimostrare la sua capacità ed adeguatezza nel regnare Edelen, il suo
pensar di poter gestire da solo l’intera realtà, il pensare che il suo canto da solo potesse
rimpiazzare un coro, il credere che non ci sarebbe stato bisogno di nessuna prospettiva oltre
la sua, è una certezza che in lui stesso cominciò a vacillare, e senza nessuno con cui
spartire questa sua insicurezza essa prese forma: il declino del suo regno fu innescato da lui
stesso. Nel 302 DR Zafael ricevette una lettera dal re chiamandolo alla nuova capitale, qui
Zafael scoprì la follia di Edelhart II che avrebbe portato Edelen al su declino, Mesteo si
sentiva una minaccia addosso, quasi come se fosse impossessato da uno spirito, non
riuscendo a ragionare con il suo vecchio comandante il cavaliere venne esiliato in segreto
ed al suo posto il principe Edelhart III e sua madre, la regina Phara, vennero mandati a
Candistraax.

La pazzia del sovrano non era però giunta al suo termine, legioni di mostruosità di ogni tipo
emersero dalla terra: erano manifestazioni della vlontà del regnante di isolarsi nel suo
palazzo ora che anche il più fidato dei suoi uomini sembrava venire per la sua testa.
Edelhelm dall’esterno risultava a tutti gli effetti persa, ogni tentativo di comunicazione con le
cime dell’Atheron falliva nel mentre all’interno la città era in stato di assedio. I 4 feudi fecero
presto a dichiarare indipendenza, a livello legislativo e socio relazionale però le cose
rimasero più o meno le stesse, Edelen era già strutturata in modo tale da avere un
commercio interno tra i feudi di mutua-dipendenza, quindi i territori rimasero in qualche
modo uniti, le diversità fra i vassalli del re però sono destinate a far scompiglio.

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