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Il documento fornisce indicazioni per la presentazione della documentazione necessaria al riconoscimento di titoli esteri per l'iscrizione ai Centri per l'impiego in Italia. Viene specificato che i titoli esteri devono essere accompagnati da una serie di documenti autenticati e tradotti, e che la procedura deve essere ripetuta per ogni nuova iscrizione. Inoltre, si sottolinea l'importanza di seguire le formalità richieste per garantire il valore legale dei documenti in Italia.
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Il documento fornisce indicazioni per la presentazione della documentazione necessaria al riconoscimento di titoli esteri per l'iscrizione ai Centri per l'impiego in Italia. Viene specificato che i titoli esteri devono essere accompagnati da una serie di documenti autenticati e tradotti, e che la procedura deve essere ripetuta per ogni nuova iscrizione. Inoltre, si sottolinea l'importanza di seguire le formalità richieste per garantire il valore legale dei documenti in Italia.
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Direzione generale per la formazione universitaria,


l’inclusione e il diritto allo studio
Ufficio Accesso programmato e formazione
superiore ai fini dell’insegnamento

PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA A UN TITOLO ESTERO PER


L’ISCRIZIONE AI CENTRI PER L’IMPIEGO

Domanda di riconoscimento titoli esteri di formazione superiore a fini di iscrizione nei


centri per l’impiego.

Riferimenti normativi: articolo 3 comma 1 lettera c D.P.R. 189 del 2009, articolo
2 D.P.R 394 DEL 1999.

Il titolo estero può essere l’unico titolo o titolo ulteriore rispetto al titolo richiesto come
requisito di iscrizione ai Centri.

Informazioni necessarie per l’invio dei documenti correttamente formati


Le formalità descritte in queste pagine, debbono essere eseguite solo la prima volta che si
utilizzi il titolo estero in Italia per i fini qui descritti.
Una volta eseguite dette formalità, i documenti cosi formati non hanno scadenza e possono
essere utilizzati tutte le volte che si partecipi a successive procedure di interesse con
necessità di esibire il proprio titolo a nuova valutazione.
Il provvedimento di equivalenza rilasciato è riferito a una singola specifica iscrizione.
Ogni volta che ci si iscrive a un nuovo Centro, o laddove l’iscrizione debba essere aggiornata
con una nuova, va ripetuta la procedura utilizzando i medesimi documenti.

ATTENZIONE: l’assenza di queste formalità impedisce che i documenti inviati abbiano la


veste di documento amministrativo con valore legale in Italia. Per cui, non possono essere
concluse istanze incomplete o senza le forme richieste. I titoli e i certificati di studio esteri
non sono autocertificabili, al pari di quelli italiani, per cui occorre presentarli secondo alcune
regole fissate dallo Stato italiano affinchè i titoli e i certificati annessi siano considerati e
trattati al pari di quelli italiani.

TIPO DI POSTA ELETTRONICA DA UTILIZZARE PER TUTTE LE COMUNICAZIONI: SONO UTILI DUE
INDIRIZZI DI POSTA ELETTRONICA
Si consiglia, per tutte le comunicazioni intermedie, di mettere a disposizione una posta non
pec. Invece, è necessario utilizzare un indirizzo di posta pec per ricevere, se dovuti, gli
avvisi formali di integrazione documentale e calcolare i trenta giorni per produrre i documenti
mancanti e per ricevere il provvedimento di riconoscimento o per chiedere il riesame dopo
il diniego di riconoscimento o di indicare un indirizzo di posta pec di terzo soggetto con
apposita delega a ricevere le proprie comunicazioni, scritta, firmata e accompagnata dalle
copie dei documenti di identità del delegato e del delegante.

Sezione A: Cosa inviare


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DOCUMENTI NECESSARI da unire all’istanza presentata al Centro che ha in corso


il procedimento per cui occorra valutare il titolo estero.

1- copia documento di identità;


2- istanza all’amministrazione procedente (il Centro per l’impiego di proprio interesse)
di valutazione del titolo;
3- autentica di copia del titolo di studio estero (pergamena) in lingua originale e
autentica di copia in lingua originale dell’elenco esami/transcript of
records/degree/diploma supplement, con legalizzazione o apostille dell’Aja
previamente apposte sugli originali (v. nota 2)

Autentica di copia: per autentica di copia si intende una fotocopia del documento originale
autenticata o dalle rappresentanze diplomatiche italiane presso il paese estero di provenienza del
documento o, se la copia sia formata in Italia, autenticata ai sensi dell’art. 18 del DPR n.445/2000
(normalmente Ufficiale dell’anagrafe comunale ma può farsi anche nelle cancellerie dei Tribunali);
Dichiarazione di valore in loco rilasciata dalle rappresentanze diplomatiche italiane e per
il verbale di asseveramento: per la dichiarazione di valore in loco rilasciata dalle rappresentanze
diplomatiche italiane e per il verbale di asseveramento, con annessa traduzione giurata dei
documenti, formato in Italia presso un Tribunale o un Giudice di pace è possibile presentare, in
alternativa alle copie autenticate ai sensi dell’articolo 18, dichiarazione di autentica di copia mediante
dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’articolo 19 e 19 bis del DPR 445 del 2000 in
quanto i documenti sono considerati provenienti da pubbliche amministrazioni; per il verbale di
asseveramento e annessa traduzione, con timbri del Tribunale ben visibili e/o dichiarazione in calce
che trattasi di copia non occorre alcuna autentica o dichiarazione sostitutiva in quanto già autentica
di copia.
N.B. Per la dichiarazione di valore in loco e i verbali di asseverazione delle traduzioni giurate con
annessa traduzione eseguita in Italia presso i tribunali, se non già in autentica di copia formata in
tribunale:
è possibile presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’articolo 19 mediante
modello che viene spedito al momento dell’ avvio della lavorazione dell’istanza o ai sensi dell’articolo
19 bis cioè con dichiarazione di copia conforme e firma a ogni piè di pagina delle copie, richiamando
le sanzioni per dichiarazioni mendaci (ovvero la formula: “sono consapevole delle sanzioni penali
previste per il caso di dichiarazione mendace dall'articolo 76, nonché di quanto previsto dall'articolo
75 del D.P.R. 445 del 2000”).

Per le copie di titoli, transcript di esami, diploma supplement e traduzioni eseguite


all’estero:
occorrono le autentiche di copia fatte avanti un pubblico ufficiale (in via ordinaria alle anagrafi
comunali) ai sensi dell’articolo 18,*qualora i documenti non siano stati autenticati dalle
rappresentanze diplomatiche italiane all’estero.
Le autentiche di copia sono necessarie in quanto non vi sono sistemi di cooperazione tra Stati che
consentano il controllo della veridicità dei documenti presentati come accade ad es, per le qualifiche
professionali e per le prestazioni di servizi regolate da apposita normativa UE con la possibilità di
attingere ad appositi sistemi di controllo unionale.
Non trattasi nemmeno di documenti detenuti o registrati dalle rappresentanze diplomatiche italiane.
Per cui essi seguono la sorte disciplinata dalla normativa dei titoli esteri che per la valutazione richiede
la relativa certificazione, non consentendo l’auto certificazione come per i titoli di studio italiani.
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Non trova applicazione, pertanto, l’articolo 19 del DPR 445 del 2000 in quanto riferibile a documenti
detenuti o rilasciati o registrati da amministrazioni italiane (anche all’estero) per i quali sia possibile
il controllo della autenticità del documento prodotto in copia.
Si ricorda che la "copia autentica" di un documento può essere rilasciata soltanto dall'ente che lo ha
emesso. Non è ammessa la copia conforme di una copia autentica.

4- autentica di copia del titolo di studio estero estero tradotto (v. nota 1);

5- autentica di copia dell’elenco esami / transcript of records/degree tradotto (v. nota 1);

6- autentica di copia della dichiarazione di valore in loco rilasciata dalle rappresentanze


diplomatiche italiane obbligatoria per titoli conseguiti presso paesi extra UE , fuori Spazio
economico europeo (S.E.E.) (v. nota 3) e fuori dalla Confederazione svizzera;

7- autentica di copia del diploma supplement tradotto (v. nota 1) se presente;

8- autentica di copia del solo titolo universitario pregresso se conseguito all’estero (e


autentica di copia dell’ elenco esami tradotto se richiesto da questo ufficio per indagini
particolari) o dichiarazione sostitutiva di certificazione se il titolo pregresso è stato
conseguito in Italia.

È consigliato, in quanto utile per la più rapida conclusione dell’iter, anche l’attestato di
comparabilità emesso dal Centro ENIC-NARIC Italia in copia conforme autocertficata
(rivolgersi agli uffici di CIMEA [Link]).

Per i dottorati di ricerca e i diversi titoli post laurea, si dovrà allegare


documentazione da cui si evinca chiaramente la durata del corso di studi e gli eventuali
esami, verifiche, risultati ove formalizzati e per i diversi titoli post laurea i crediti formativi.

Per i titoli di primo e secondo livello, nei documenti presentati occorre che si evinca
chiaramente il livello, la durata del corso di studi e i crediti formativi (ECTS) complessivi
acquisiti, tranne se si tratti di titoli risalenti ad un periodo pregresso ove non sussistevano
i cd crediti formativi universitari.

Per titoli di secondo livello o dottorati o titoli post laurea, va allegato il titolo universitario
pregresso; se italiano va autocertificato, se estero va allegata fotocopia con autentica di
copia eseguita in anagrafe comunale italiana, tribunale italiano, notaio italiano o cancelleria
consolare italiana.

Sezione B: Come formare i documenti da inviare


NOTE di ISTRUZIONI da 1 a 3, per la corretta formazione dei documenti. I documenti
devono essere formati secondo uno standard che conferisca valore di documento valido in
Italia al documento che viaggia da uno Stato a un altro.

Per i titoli di studio, conseguiti in paesi UE, non ci sono particolari esenzioni da formalità
di autenticazione o di traduzione come, invece, accade per altri documenti amministrativi
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riguardanti atti di stato civile e certificati elettorali, in base all’entrata in vigore di apposito
regolamento UE nel febbraio 2019.

(1) TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA: si possono eseguire in Italia o all’estero.

a) se eseguita in Italia: traduzione di traduttore non professionale, se consentita


dagli Uffici giudiziari di cui sotto o eseguita da traduttore professionale/giurato
(e precisamente, traduttori iscritti: all’ALBO DEI CONSULENTI TECNICI
D’UFFICIO DEL TRIBUNALE ovvero al ruolo PERITI ED ESPERTI DELLA
CAMERA DI COMMERCIO, categoria TRADUTTORI/INTERPRETI ovvero agli
iscritti ad Associazioni Professionali Interpreti e Traduttori aventi rilevanza ex
Legge 4 del 2013 nonché agli iscritti a elenchi ufficiali di traduttori ed
interpreti di Enti aventi rilevanza pubblica) e asseverata presso le cancellerie
dei Tribunali o giudici di pace o presso un notaio o traduzione eseguita presso
le rappresentanze diplomatiche in Italia del paese in cui è formato il documento;
Alcuni Tribunali o Uffici del giudice di pace consentono anche al diretto
interessato di procedere al giuramento e all’asseverazione.
Informarsi preventivamente.

b) se eseguita all’estero: con traduzione dichiarata conforme al contenuto


originale dalle rappresentanze diplomatiche italiane all’ estero o eseguita presso
le stesse o presso gli Istituti italiani di cultura (IIC). Oppure con traduttore
ufficiale, cioè iscritto presso autorità pubbliche del paese (ad es. Uffici giudiziari
o Ministeri) ove opera (in questo caso disporrà di un timbro che attesti la propria
iscrizione a dette autorità). Il traduttore degli ICC o il traduttore giurato iscritto
all’albo dei tribunali o Ministeri o simili del paese estero o, comunque, ufficiale,
deve presentare la legalizzazione della propria firma ad opera delle
rappresentanze diplomatiche italiane, salvo la nota (v. nota 2 *sulle firme dei
traduttori ufficiali esteri).

La traduzione, deve essere giurata PERSONALMENTE dal traduttore che l’ha


materialmente eseguita, deve presentare: la formula del giuramento, il timbro
del traduttore iscritto a autorità pubbliche come perito, la firma autografa. Detta
firma dovrà legalizzarsi dagli uffici consolari italiani o apostillarsi da autorità
competente.
In caso nel paese estero non esistano i traduttori cd ufficiali, l’interessato potrà
rivolgersi agli uffici consolari italiani per la apposizione della formula della
conformità.
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Non sono ammesse traduzioni eseguite all’estero o eseguite in Italia la cui fedeltà
al contenuto originale sia attestata dal proprietario/amministratore/presidente ecc
di società commerciali o enti per conto di un loro dipendente/collaboratore. La
traduzione deve essere giurata PERSONALMENTE dal traduttore che l’ha
materialmente eseguita e presentare la firma legalizzata dalle cancellerie consolari
italiane all’estero o asseverata avanti un ufficiale giudiziario o un notaio italiani.

Le traduzioni debbono indicare chiaramente il tipo di documento e il numero di


pagine tradotte cui si riferiscono e devono essere ben visibili i timbri del
traduttore estero e le legalizzazioni richieste o i timbri dei tribunali italiani.

(2) LEGALIZZAZIONE O APOSTILLE DI FIRME, TIMBRI E SIGILLI SUI DOCUMENTI


ORIGINALI:

Si legalizzano le firma autografe e i timbri/sigilli dei documenti amministrativi esteri


presso le rappresentanze diplomatiche italiane; se, però, il Paese dell’Ateneo/Istituto che
ha rilasciato il titolo ha firmato la Convenzione dell’Aia (5 ottobre 1961) sull’abolizione della
legalizzazione, bisogna apporre sul titolo di studio/ elenco esami o altri documenti (diploma
supplement) in originale con firma autografa e timbri, la cosiddetta “Postilla dell’Aia” (Aja
Apostille) a cura dell’autorità individuata dallo Stato come competente. Se assente la firma
sui documenti di cui sopra, si deve legalizzare/apostillare almeno il timbro/sigillo, se
presente.

Titoli provenienti dal Regno Unito: per i titoli provenienti dal Regno Unito, si procede
con dichiarazione di conformità all’originale effettuata presso i notary o solicitor o lawyer o
altro pubblico ufficiale autorizzato, la cui firma viene apostillata dall’autorità governativa
competente (Foreign Commonwealth Office FCO).

Si segnala che la autentica di copia spedita dovrà riportare sempre la legalizzazione


(l’autenticità della firma potrà essere anche dichiarata nella dichiarazione di valore) o
Apostille se apposti in calce o se apposti sul retro del documento originale.

Si specifica che va legalizzata/apostillata la firma posta in calce al titolo (ad es. chancellor,
vice chancellor, dean, registrar ecc.), al diploma supplement e al transcript. Per il Regno
Unito, la copia autentica dei suddetti documenti a firma del notary public o del solicitor o
altro pubblico ufficiale autorizzato che avrà la propria firma munita di apostille, sostituisce
sempre la apostille sulla firma e timbro dei firmatari del titolo e del trancript.
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Autorità competenti all’apposizione della postilla: recarsi presso i


consolati/ambasciate italiani per conoscere le autorità competenti all’apposizione della
postilla presso le quali si dovrà esibire il titolo, il transcript, il diploma supplement in originale
per l’apposizione di apostille.

In caso di firma elettronica, informarsi presso le rappresentanze diplomatiche italiane


se non occorra legalizzare/apostillare nulla. In tal caso, si deve poter procedere alla
verifica, tramite apposito link indicato nel documento, per controllare la veridicità e
autenticità della medesima. A tal fine, il documento con firma elettronica deve essere quello
rilasciato dall’autorità che lo ha emesso e deve essere trasmesso senza inglobarlo in altri file
pdf. Per poterlo inserire nel campo apposito del sito web di verifica indicato o aprire il link
di verifica indicato in calce al certificato, infatti, si deve inviare il pdf creato in originale
dall’autorità che lo ha emesso e così spedito on line, altrimenti non verrà riconosciuto
dall’applicazione di verifica nè nel sito aperto dal link indicato nel documento elettronico.

Documenti privi di qualsiasi tipo di firma o timbro/sigillo non sono accettati.

Esenzione dall’obbligo della legalizzazione presso le cancellerie consolari italiane


o della aggiunta di Apostille dell’Aia: *si è esentati dall’obbligo della legalizzazione
presso le cancellerie consolari italiane o della aggiunta di Apostille dell’Aia sui documenti
amministrativi inerenti il titolo e sulle firme dei traduttori ufficiali esteri, se l’istituzione che
ha rilasciato il titolo appartiene a uno dei seguenti Paesi: Austria, Germania, Belgio,
Danimarca (eccetto Groenlandia e Isole FAER), Francia, Irlanda, Lettonia ed Estonia (per i
documenti rilasciati dopo il 31/10/2010), Ungheria.

L’esenzione dalla legalizzazione si estende ugualmente alle traduzioni di questi atti e documenti, a
condizione che esse provengano da un’autorità qualificata per procedere a tali traduzioni. Per la
qualifica dell’autorità che opera la traduzione, si deve ovviamente fare riferimento alla normativa
dello Stato di provenienza degli atti e documenti: in alcuni Stati il traduttore è già un’autorità pubblica
ed è sufficiente la sua firma, in altri casi è necessaria un’autentica ulteriore di un’autorità pubblica o
dotata di poteri pubblici (spesso un cancelliere o un notaio).

L’autenticazione dei documenti presso le rappresentanze diplomatiche estere in


Italia come prassi alternativa: viene anche ammessa una prassi alternativa, sempre più
diffusa tra i diversi paesi, per cui un certificato può essere rilasciato anche dal consolato
del paese straniero operante in Italia, che é, per definizione, il terminale
amministrativo di tutti gli uffici del paese di origine.
Anche se non è prevista da nessuna legge dello Stato, questa prassi è di fatto riconosciuta
come una valida procedura alternativa: normalmente, infatti, anche le rappresentanze
consolari in Italia non rilasciano i certificati direttamente a richiesta degli interessati, ma
richiedono dei certificati provenienti dal loro paese di origine (senza traduzione o
legalizzazione) da esibire alla rappresentanza consolare stessa, che poi rilascia dei propri
certificati corrispondenti e direttamente tradotti in italiano. A quel punto si deve,
comunque, procedere alla legalizzazione di quel certificato perché nessun ufficio
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pubblico italiano è in grado di verificare direttamente se sia valido, cosicché si deve


richiedere preliminarmente la legalizzazione della firma del funzionario consolare presso la
prefettura competente per territorio, che, allo scopo, la confronta con la firma
appositamente depositata nel suo ufficio.

(3) La sigla SEE indica uno spazio geografico e un accordo di un gruppo di Paesi
che vi fanno parte Unione di paesi UE e non UE, cioè Islanda, Liechtentein, Norvegia.

Sezione C: A chi inviare.


Le amministrazioni preposte a ricevere la domanda e la documentazione sono:

- i Centri per l’impiego competenti per territorio.

Sezione D: Quando inviare


Entro la scadenza delle iscrizioni o quando indicato dal Centro per l’impiego.

Sezione E: Cosa non inviare


Domande non procedibili: non si deve inviare domanda direttamente al Ministero,
scavalcando il Centro per l’impiego competente.

L’ufficio lavora solo su richiesta del Centro per l’impiego.

Non sono ammesse richieste di conversione dei voti di laurea esteri in corrispondenti voti
italiani sulle quali non si ha competenza. Per informazioni sulle conversioni rivolgersi alle
Università.

Non sono ammesse domande di riconoscimento accademico (cd equipollenze) di titoli


accademici o domande di riconoscimento di titoli abilitanti per conseguire un titolo
analogo ad uno italiano o per ottenere il riconoscimento ai fini della prosecuzione degli studi
per ottenere un titolo di livello superiore, devolute ad Università, ad altri Uffici del Ministero
o ad altri Ministeri.

SEZIONE F: Come si conclude il procedimento e in quanto tempo


RICONOSCIMENTO O DINIEGO IN 90 GIORNI
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Entro 90 giorni dal ricevimento dell’istanza dal Centro per l’impiego, il Ministero conclude il
procedimento.

Se, però, la documentazione è incompleta o non regolare, i termini si sospendono per


l’acquisizione dei documenti mancanti e ricominciano a decorrere al momento dell’arrivo
dei nuovi documenti richiesti.

L’avviso di integrazione che verrà spedito concede trenta giorni per l’invio di quanto
mancante.
Se il richiedente incontra difficoltà, in quanto vengano richieste integrazioni da formare
all’estero, sarà suo onere far conoscere le tempistiche maggiori che necessitano.

Il procedimento si conclude con il riconoscimento o il diniego, inviati al centro per l’impiego


e al diretto interessato.

RIESAME: avverso il diniego è possibile presentare istanza di riesame nei trenta giorni
successivi, presentando nuova o diversa documentazione sia da parte dell’interessato che
da parte del Centro alla quale sia eventualmente inviata.

-----------------------------

Utile da sapere:

• per i richiedenti non UE, se presenti in territorio italiano, occorre allegare il permesso
di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

• per i titoli conseguiti nel Regno Unito (UK) si applica la normativa riservata ai titoli UE
fino al 31.12.2020;

• non inviare originali per posta cartacea o corriere a nessuna amministrazione in quanto
non è previsto alcun obbligo di restituzione. In tale eccezionale caso, la restituzione avviene
solo con raccomandata a.r. e con tempistiche non immediate ma collegate ai carichi di
lavoro.

Istruzioni pratiche

Non sono accettate immagini scanner o fotocopie illeggibili, sbiadite, con parti mancanti,
con timbri e sigilli indecifrabili o non riprodotti in copia, seppure presenti nell’originale.
Pregasi di usare la massima attenzione nel riprodurre i documenti da inviare. Documenti
illeggibili o incompleti o sbiaditi, ombreggiati o tagliati o piegati in alcune parti non
consentono di avviare un’istruttoria, rallentando i tempi di conclusione del procedimento.
Non sono accettati file senza un nome che descriva il contenuto ma con sole sigle, numeri
o lettere.
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Ad esempio, se si invia il documento “dichiarazione di valore in loco “ il file pdf avrà lo stesso
nome. Non è compito dell’Ufficio riordinare o rinominare i file inviati, inoltre, per una corretta
individuazione, è bene, oltre chè nominarli, anche numerarli per poi ricordarsi e controllare
di aver inviato tutti i documenti utili e riportarne, in parte, alcuni nella dichiarazione
sostitutiva di copia conforme ai sensi dell’art. 19 d.P.R. n.445/2000, per i documenti
ammissibili a tale dichiarazione, cioè quelli formati in Italia o nelle rappresentanze
diplomatiche italiane.

È necessario, perciò, allegare un elenco indice dei documenti.

Esempio:

Elenco-indice documenti di Antonio Rossi allegato all’istanza di equivalenza:

1) Titolo fronte retro con apostille;


2) Elenco esami, votazioni e crediti con apostille;
3) Traduzione giurata/ certificata/asseverata titolo e apostille;
4) Traduzione giurata/asseverata/certificata elenco esami con apostille;
5) Dichiarazione di valore in loco.

Non si indica né si fa copia conforme di documento di identità che accompagni una istanza
firmata e inviata via pec alla amministrazione banditrice.

IMPORTANTE: Tempistica del rilascio del provvedimento: condizioni per


procedere.
L’istanza non è processata finchè il Centro per l’impiego non trasmetta l’istanza e avvisi il
Ministero per far avviare e concludere in tempo il pertinente procedimento di riconoscimento
del titolo presentato, secondo la tempistica prevista dalle procedure interne di ogni Centro,
assicurandosi il candidato che i documenti da presentare e tutte le formalità siano state
correttamente eseguite. Il Ministero invierà al richiedente, come prima cosa, l’informativa
trattamento dei dati personali con richiesta di presa visione da restituire firmata con copia
del documento di identità all’Ufficio competente.
Fino a quel momento, il candidato è ammesso con riserva all’ iscrizione, come tutti gli altri
candidati.
Si fa presente che se l’iscrizione dovesse richiedere una classe di laurea specifica (ad es LM
52 o L 18) o un titolo in un determinato ambito disciplinare o materia (es. laurea in ambito
umanistico letterario oppure dottorato in fisica), il Ministero deve avviare un’ indagine che
necessita di tempi più lunghi, dovendo rivolgersi all’organo scientifico-didattico interno che
si riunisce una/due volte al mese.
Se ci si iscriva ad un Centro diverso o a più Centri occorre ripetere la procedura ma si sarà
avvantaggiati dal fatto che i documenti sono già in possesso del Ministero.

Questa Amministrazione si doterà di piattaforma informatica ove registrarsi e caricare tutta


la documentazione necessaria. Quando attivata, se ne darà avviso sul sito del Ministero al
link [Link]
studio
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Raccomandazioni

Infine, per una ottimale procedura e per un corretto rapporto con l’Ufficio procedente va
considerato che l’Ufficio accentra ed esamina domande in un numero elevatissimo, (anche
e soprattutto per altri fini) non disponendo il ministero di uffici periferici che possano
dividere e lavorare le istanze in base alla residenza, domicilio dell’istante o alla sede del
Centro dell’impiego.
Rivolgersi, pertanto, all’amministrazione (Centro) alla quale si sia presentata la domanda di
valutazione del proprio titolo. Solo in casi di integrazioni documentali è possibile rivolgersi
all’Ufficio.

Si prega, pertanto, di:

• non intasare di mail la posta dei funzionari e di telefonate il centralino o i numeri


degli uffici;
• non presentarsi di persona senza aver prima chiaramente esposto il motivo
dell’appuntamento e se esso sia possibile. L’ufficio lavora i procedimenti a livello
centrale per tutte le richieste provenienti da ogni parte del mondo, in quanto il
ministero non dispone di articolazioni territoriali ove, per competenza, possa
decentrarsi il procedimento;
• non inviare da sé soli la richiesta di riconoscimento alla pec del Ministero o alle
mail dei funzionari. La richiesta va inviata per pec agli indirizzi dei Centri per
l’impiego di proprio interesse, altrimenti non si può avviare l’iter;
• eventuali dubbi sulle formalità pratiche dei documenti da osservare possono essere
sciolti rivolgendosi alle cancellerie consolari italiane nel paese da cui proviene il
titolo o presso i caf/patronati italiani ed esteri o presso agenzie di servizi estere
per notizie circa l’apostille o le traduzioni.

Recapiti posta elettronica:

Indirizzi mail dell’Ufficio competente:

peo: dgsinfs.ufficio3@[Link];

pec: dgsins@[Link].

Per informazioni generali: Ufficio relazioni con il pubblico: urp@[Link]; Pagina


facebook: Urp Miur

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