APPUNTI
● ODI ILLUMINISTICHE
1. Impegno civile e attualità
• Le Odi di Parini affrontano problemi concreti e di attualità, spesso legati alle
idee illuministiche.
• Sono temi che emergono anche negli scritti del Caffè e degli illuministi
milanesi, con l’obiettivo di migliorare la convivenza civile.
2. La vita rustica e il lavoro agricolo
• Vita rustica (1756) esalta la campagna, inizialmente in modo idilliaco, ma con
una nuova attenzione al lavoro contadino come attività produttiva e utile alla società.
• Idee simili tornano in Salubrità dell’aria (1759), dove Parini denuncia i
problemi legati all’igiene pubblica e all’inquinamento dell’aria causato dall’incuria umana.
3. Critica all’ipocrisia e alla finzione
• L’Impostura (1760-64) attacca con ironia l’ipocrisia e la falsità presenti nella
società, con toni vicini a quelli del Giorno.
4. L’educazione e il rinnovamento della società
• L’Educazione (1764) sottolinea il ruolo fondamentale dell’istruzione per
trasformare la società.
• Parini si rivolge in particolare alla nobiltà, cercando di riportarla al suo ruolo
sociale originario.
• Emergono idee illuministiche come il primato della ragione, il valore della
nobiltà interiore e la fiducia nel progresso.
5. Scienza contro pregiudizio
• L’innesto del vaiuolo (1765) esalta il progresso scientifico e condanna i
pregiudizi che ostacolano le innovazioni mediche.
6. Giustizia e lotta alla povertà
• Il Bisogno (1766) riflette sulle cause della criminalità, in linea con le idee di
Beccaria.
• Parini afferma che la miseria porta ai delitti e che bisogna combattere la
povertà invece di punire i reati.
• L’ode esprime ideali illuministici come il filantropismo e il rispetto dei diritti
naturali.
7. Critica alla società e ai costumi disumani
• L’Evirazione o La musica (1769) denuncia la pratica barbara di castrare i
giovani cantori per conservarne la voce.
• Oltre alla condanna morale, Parini analizza le cause sociali del fenomeno,
individuandole nell’egoismo della nobiltà, disposta a sacrificare la dignità umana per il
proprio piacere.
Queste odi mostrano un Parini profondamente impegnato nel dibattito culturale del suo
tempo, con una forte attenzione ai temi della giustizia sociale, dell’educazione e del
progresso scientifico.
LA SALUBRITÀ DELL’ARIA
ANALISI DEL TESTO
L’ode La salubrità dell’aria di Giuseppe Parini è costruita sull’opposizione tra campagna e
città, con una chiara impronta illuministica e un forte impegno civile.
1. Elogio della campagna e approccio scientifico
• Le prime strofe esaltano la campagna non più in modo idilliaco e idealizzato,
ma con un’attenzione concreta agli effetti benefici dell’aria salubre.
• La descrizione è influenzata dallo spirito scientifico dell’epoca, con riferimenti
alla geografia e all’igiene.
2. Critica alla città e denuncia sociale
• La città viene rappresentata negativamente, con immagini concrete e forti:
acque stagnanti, aria malsana, lavoratori malati.
• Parini attribuisce precise responsabilità economiche agli speculatori che, per
profitto, estendono le risaie a ridosso della città senza curarsi della salute pubblica.
3. Contrapposizione tra diversi modelli agricoli
• Dal confronto tra i contadini della Brianza, sani e robusti, e i lavoratori delle
risaie, pallidi e malati, emerge un riferimento alle teorie fisiocratiche.
• Parini distingue tra un’agricoltura naturale, produttiva e benefica, e una
speculativa, basata sul profitto a scapito del benessere collettivo.
4. Idealizzazione della campagna e residui arcadici
• Nonostante la concretezza della descrizione, rimane un filtro letterario: la
campagna è vista come un rifugio, quasi un Eden incontaminato, e il poeta conserva tratti
della poesia pastorale.
5. Denuncia della città e dei suoi mali sociali
• La città di Milano è definita “superba”, evocando l’orgoglio punito nella Torre
di Babele.
• La denuncia si estende al lusso aristocratico, alla disumanità dei nobili e
all’incuria generale che porta alla sporcizia e al degrado urbano.
6. Dichiarazione di poetica
• Nelle ultime strofe, Parini afferma il ruolo della poesia come strumento di
diffusione dei “lumi”.
• Tuttavia, l’utile deve essere unito al “lusinghevol canto”, in linea con il
principio classico della fusione tra diletto e insegnamento.
7. Costruzione stilistica
• Pur affrontando temi prosaici e crudi, Parini utilizza un linguaggio aulico ed
elegante.
• Questo equilibrio tra realismo e classicismo riflette la sua volontà di riformare
la società e la letteratura senza stravolgerne le basi.
L’ode si configura quindi come un esempio perfetto della poetica illuministica pariniana, che
coniuga denuncia sociale, rigore scientifico e raffinatezza stilistica.
LA NASCITA DEL PATRIOTTISMO
Il triennio giacobino in Italia (1796-1799) fu un periodo di grandi speranze per un
rinnovamento politico ispirato alla Rivoluzione francese. All’interno dei patrioti si
distinguevano due correnti: una democratica, che voleva un cambiamento radicale basato
sull’uguaglianza, e una moderata, favorevole a riforme graduali che mantenessero la
proprietà privata e il dominio dei ceti superiori. Quest’ultima corrente prevalse con
Napoleone.
Le idee rivoluzionarie erano diffuse tra i ceti colti, mentre il popolo, soprattutto nelle
campagne, restava fedele alle tradizioni e ostile al cambiamento. Questa frattura tra élite
progressiste e masse conservatrici caratterizzò anche il Risorgimento.
Con l’instaurazione della dittatura napoleonica, i giacobini più radicali si sentirono traditi e
delusi, vedendo in Napoleone un ostacolo alla libertà e alla democrazia. Questa disillusione
influenzò profondamente la cultura dell’epoca, come dimostra l’esperienza di Ugo Foscolo.
LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802) di Ugo Foscolo è un romanzo epistolare ispirato a
modelli europei come Giulia, o la nuova Eloisa di Rousseau e I dolori del giovane Werther di
Goethe. Foscolo sceglie questa forma per esprimere la complessità della sua esperienza
personale e del momento storico, ma l’opera rimane ancorata alla tradizione letteraria.
A differenza del Werther, l’Ortis non ha una narrazione moderna: è caratterizzato da una
prosa aulica, una tensione oratoria costante e uno stile classicista, risultando più simile a
una lunga orazione o prosa lirica che a un vero romanzo. Affronta tematiche fondamentali
come il conflitto tra l’intellettuale e la società e incorpora elementi preromantici, ma non
segna l’inizio del romanzo moderno in Italia. Questo ruolo spetterà invece ad Alessandro
Manzoni con I promessi sposi.
NEOCLASSICISMO
Durante l’età napoleonica, il Classicismo in Italia assume nuove caratteristiche, dando
origine al Neoclassicismo. Questo movimento è influenzato dalle scoperte archeologiche di
Pompei ed Ercolano e dagli studi sull’arte classica, in particolare dalle teorie di Johann
Joachim Winckelmann, secondo cui l’arte greca rappresenta il modello di bellezza assoluta,
caratterizzata da «nobile semplicità» e «calma grandezza». Il Neoclassicismo si basa
sull’idea che l’arte debba mirare al bello ideale, sublimando le passioni in forme armoniose e
perfette.
Accanto a questa visione estetica, si sviluppa un classicismo rivoluzionario, ispirato ai
modelli repubblicani dell’antichità (Atene, Sparta, Roma), esaltato dai rivoluzionari francesi e
rappresentato nelle opere di Jacques-Louis David (Il giuramento degli Orazi). Tuttavia, in età
napoleonica questo classicismo perde il suo spirito repubblicano e si trasforma in una
scenografia celebrativa del potere imperiale, influenzando arte, letteratura (es. Monti) e
persino moda (stile Impero).
Parallelamente, si afferma un Neoclassicismo più profondo, che recupera autenticamente il
pensiero di Winckelmann. Ugo Foscolo, nelle Grazie, concepisce l’antico come un rifugio
armonioso dalla brutalità del presente, opponendolo alle delusioni politiche e alla guerra.
Tuttavia, la sua nostalgia per la classicità non è passiva: Foscolo crede che la cultura
italiana abbia raccolto l’eredità greca e che la poesia possa purificare la società, ristabilendo
valori nobili e umani.
Accanto al Neoclassicismo, emergono in Italia le prime influenze preromantiche, che si
contrappongono all’equilibrio e alla razionalità neoclassica. Il Preromanticismo esalta le
passioni soggettive, il senso del sublime, il fascino per il primitivo, l’esotico, il lugubre e la
natura selvaggia. Queste tendenze, diffuse in Europa dalla seconda metà del Settecento,
arrivano in Italia attraverso autori come Jean-Jacques Rousseau (Giulia, o La nuova Eloisa),
Samuel Richardson (Pamela, Clarissa) e soprattutto Goethe (I dolori del giovane Werther).
Anche autori italiani come Pindemonte e Foscolo mostrano influenze preromantiche,
anticipando la sensibilità romantica dell’Ottocento.
LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
Riassunto di Ultime lettere di Jacopo Ortis
1. Genesi e pubblicazione dell’opera
• Ultime lettere di Jacopo Ortis è il primo romanzo importante di Ugo Foscolo.
• La prima versione parziale fu stampata a Bologna nel 1798, ma Foscolo
interruppe il lavoro per arruolarsi nella Guardia Nazionale.
• Lo stampatore fece concludere il libro da Angelo Sassoli senza il consenso
dell’autore.
• Foscolo riprese l’opera e la pubblicò a Milano nel 1802, con importanti
modifiche.
• Durante l’esilio, ristampò il romanzo nel 1816 (Zurigo) e nel 1817 (Londra),
apportando ulteriori ritocchi.
2. Struttura e modelli letterari
• È un romanzo epistolare, composto da lettere scritte dal protagonista, Jacopo
Ortis, all’amico Lorenzo Alderani, con alcuni interventi di quest’ultimo.
• Si ispira a I dolori del giovane Werther di Goethe, riprendendone il tema del
suicidio per amore e il conflitto tra intellettuale e società.
• Influenze anche da La nuova Eloisa di Rousseau, per l’approfondimento
sentimentale.
3. Conflitto tra individuo e società
• Come Werther, anche Jacopo Ortis è un giovane che non trova un posto nella
società, ma con una differenza fondamentale:
• In Goethe, il conflitto è sociale e psicologico (Werther non è accettato né dalla
borghesia né dall’aristocrazia).
• In Foscolo, il conflitto è anche politico: Jacopo è travolto dalla crisi dell’Italia
post-napoleonica e dalla delusione patriottica.
• Il suicidio di Jacopo non è solo una scelta sentimentale, ma l’estrema
reazione alla perdita della libertà e alla fine delle speranze rivoluzionarie.
4. Nichilismo e ricerca di valori positivi
• L’opera esprime una visione nichilista, ma non si limita alla disperazione.
• Foscolo suggerisce la possibilità di trovare significati alternativi nella famiglia,
negli affetti, nella cultura italiana e classica, nella poesia.
• Questi temi saranno approfonditi in I Sepolcri.
5. Importanza dell’opera e limiti narrativi
• Ultime lettere di Jacopo Ortis è fondamentale nella letteratura italiana, poiché
affronta i dilemmi post-rivoluzionari e si avvicina al romanzo moderno.
• Tuttavia, non inaugura il romanzo italiano perché manca di un vero interesse
narrativo:
• Non costruisce un intreccio articolato né personaggi autonomi.
• È più un monologo lirico e oratorio, con un forte pathos e riflessioni
filosofico-politiche.
• Lo stile è aulico e retorico, con sintassi complessa, antitesi e riferimenti alla
tradizione classica.
6. Il progetto parallelo: Il Sesto tomo dell’io
• Nel 1801 Foscolo iniziò un altro progetto autobiografico: Il Sesto tomo dell’io,
mai completato.
• A differenza dell’Ortis, qui prevale un tono umoristico e distaccato.
• L’opera mostra influenze dal Viaggio sentimentale di Laurence Sterne, che
Foscolo tradusse nel 1813.
• Da queste letture nascerà la figura di Didimo Chierico, opposta a quella
tragica di Jacopo Ortis.