Modello IS-LM
3.1 Il modello IS-LM
Il modello IS-LM prevede che gli investimenti dipendano anche dal tasso
di interesse (i). Esistono due strumenti finanziari: moneta (non soggetta
a i) e titoli (soggetti a i). Il tasso di interesse rappresenta il costo del
finanziamento e viene determinato da parte della BC.
La curva IS riguarda il mercato dei beni dove la domanda aggregata Z
permane
invariata, ossia:
Rilassando l’ipotesi che l’investimento sia esogeno, esso dipende dal
tasso di interesse e dal livello della produzione. L’investimento
dipende da:
o vendite: maggior livello di vendite richiede una maggiore quantità
di capitale
o i: costo opportunità di immobilizzare il capitale, maggiore è i,
minore sarà la convenienza a immobilizzare.
L’investimento aumenta all’aumentare della produzione e
diminuisce all’aumentare dell’investimento.
La funzione dell’investimento è:
la quale avrà un impatto su Z, che diviene:
e quindi sull’equilibrio:
In questo caso il moltiplicatore è più elevato (rispetto al reddito spesa) a
causa di
“– d1” al denominatore mentre la domanda aggregata è funzione del
tasso di interesse
Una riduzione del tasso di interesse provoca un aumento del reddito di
equilibrio e implica un aumento dell’investimento e quindi un aumento
di domanda e di produzione.
La curva IS rappresenta tutti i punti (sul piano Y, i) in cui la domanda e
la produzione sono uguali e descrive la relazione di equilibrio sul
mercato dei beni.
La IS è rappresentata dalla produzione di
equilibrio in funzione del tasso di
interesse:
d2 è il coefficiente di i (spiega come si
Se gli investimenti reagiscono a una variazione di i, la IS tende ad
essere piatta.
Se il moltiplicatore è grande, una variazione del tasso di interesse ha un
impatto sull’investimento che ha un impatto sul reddito IS è piatta.
Una variazione della spesa autonoma trasla la IS, ipotizzando che varia
la spesa pubblica (G) avviene una variazione pari a
L’ipotesi effettuata sulla curva LM è che la BC controlli il tasso di
interesse e pertanto viene rappresentata con una retta parallela all’asse
delle x la cui altezza dipende dal tasso
L’equilibrio nel mercato IS-LM considera in maniera congiunta le due
curve, il cui punto di incontro rappresenta un equilibrio sul mercato
monetario e su quello reale (mercato dei beni e mercato della moneta
sono in equilibrio).
Gli spostamenti di IS sono causati da una variazione della domanda
autonoma, imposte, spesa pubblica e trasferimenti. La BC determina il
tasso di interesse (LM).
3.2 I mercati finanziari
Il mercato finanziario si occupa di moneta (mezzi di pagamento),
obbligazioni (titoli con durata predeterminata), azioni (titoli rischiosi).
Azioni e obbligazioni sono sotto la voce di titoli. Tendenzialmente le
persone detengono una parte in moneta e una parte in titoli.
Più alta è la domanda di titoli, minore è la domanda di moneta.
La domanda di moneta Md dipende positivamente dal livello delle
transazioni e negativamente dal tasso di interesse (i).
Se il livello della produzione e dei tassi di interesse rimane invariato ma
cambiano i prezzi improvvisamente, si dovrebbe verificare un aumento
della domanda di moneta in proporzione ai prezzi. Pertanto:
ricavando il tasso i si ha:
La domanda di titoli è legata alla domanda di moneta, la cui somma mi
da PW (ricchezza nominale). Se aumenta la domanda di moneta, la
domanda di titoli deve per forza ridursi.
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L’equilibrio si ottiene quando la domanda di moneta è uguale all’offerta
S D
M M
di moneta, definendo un tasso di interesse (i*) di equilibrio = .
P P
Un aumento della domanda di moneta provoca un aumento del tasso di
interesse in quanto è il “costo” della detenzione di moneta.
All’equilibrio si verifica che Md+ Bd = Ms + BS Md > Ms allora Bd <
BS. Se sul mercato è presente un eccesso di domanda di moneta, vi
è anche un eccesso di domanda di titoli.
Esiste una precisa relazione che mette insieme il tasso di interesse e il
prezzo dei titoli (Pb) (1 + i0 ) Pb.
Maggiore è il tasso di interesse, minore è il prezzo del titolo.
Variazione di domanda una variazione del reddito comporta una
traslazione della domanda reale di moneta verso l’alto (aumenta
l’intercetta), gli agenti decidono di vendere i titoli per ottenere moneta,
quando si riduce il prezzo dei titoli il tasso di interesse aumenta.
L’aumento del reddito ha aumentato la domanda di moneta e affinché la
condizione di equilibrio sia rispettata, deve aumentare il tasso di
interesse al fine di compensare l’aumento della domanda.
Variazione di offerta La BC acquista titoli, emette moneta, e porta
l’offerta di moneta da M0S a M1S, definito come intervento espansivo di
mercato aperto. Il tasso di interesse deve scendere, ma visto che la BC
non può modificarlo, allora provvederà ad aumentare l’offerta: Ms > Md
La domanda di moneta
aumenta, la BC mantiene
invariato il tasso di interesse e
aumenta l’offerta di moneta
(interest rate targeting). Se la
BC decide il tasso di
interesse non può decidere
la quantità di moneta.
La BC sceglie l’offerta di moneta e determina il tasso di interesse, ma
l’economia può cadere nella trappola della liquidità. Ipotizziamo che i
= 0, gli agenti sono disposti a detenere maggiore moneta e non ci
sarebbe alcuna differenza tra la detenzione dei titoli e quella di moneta.
Aumentando la moneta, la BC non riuscirebbe a ridurre il tasso di
interesse, gli agenti “assorbono” la nuova moneta essendo indifferenti
circa la detenzione di moneta o di titoli.
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3.3: Politica economica sotto l’ipotesi che la BC controlli i
Se la BC controlla il tasso di interesse, la LM è piatta. Se il governo
aumenta G, si avrà un aumento della domanda (spostamento della IS
verso destra) e la BC dovrà aumentare l’offerta di moneta per
compensare lo spostamento dell’IS e mantenere il tasso i.
Analiticamente:
All’aumentare del reddito, la domanda aumenta (si sposta verso
destra), per mantenere il tasso i la BC deve aumentare l’offerta di
moneta (MS si sposta verso destra).
Se si riduce la spesa pubblica (spostamento IS verso sinistra) e la
BC vuole mantenere il tasso i dovrà ridurre l’offerta di moneta
(Ms dovrà traslare verso sinistra).
Se la BC volesse ridurre il tasso di interesse, data una quantità di
reddito, dovrebbe aumentare l’offerta di moneta, provocando una
traslazione della LM verso il basso.
La riduzione di i porta ad un aumento degli investimenti e quindi della
domanda aggregata. Il sistema si muove lungo la IS verso il nuovo
equilibrio, con una variazione che è pari
Dato il reddito iniziale, la BC deve aumentare l’offerta di moneta per
ridurre il tasso i. Al nuovo tasso i aumenta il reddito, la BC dovrà
ulteriormente aumentare l’offerta per compensare la diminuzione di i.
Politica espansiva Politica restrittiva
BC aumenta l’offerta di moneta, BC diminuisce l’offerta di moneta, il
il tasso di interesse diminuisce, tasso di interesse aumenta, gli
gli investimenti aumentano investimenti diminuiscono
provocando un aumento della provocando una diminuzione della
domanda aggregata, domanda aggregata, comportando
comportando un aumento della una diminuzione della domanda di
domanda di moneta e la BC moneta e la BC dovrà ulteriormente
dovrà aumentare l’offerta di diminuire l’offerta per contrastare
moneta per contrastare l’eccessiva diminuzione della
l’eccesso di domanda e domanda e mantenere i.
mantenere i.
3.4: La curva LM con “money” targeting
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Data un’offerta di moneta, al crescere del reddito, il tasso di interesse
aumenta; pertanto, la LM è una curva crescente sul piano Y; i e
rappresenta l’equilibrio monetario (Ms = MD = M).
Se aumenta Y, aumenta la domanda autonoma, per una data offerta,
aumentano i tassi di interesse ad un aumento di Y si accompagna
un aumento di i.
L’equilibrio è dato da Ms = MD =
M
Data l’offerta di moneta, al
crescere del reddito, il tasso di
interesse deve aumentare.
Se l’offerta di moneta è data, all’aumentare del reddito aumenta il tasso
di interesse i per mantenere l’equilibrio sul mercato della moneta
La massa monetaria (1/f2) mi da il valore dell’intercetta mentre f1/f2 mi
determina la pendenza.
Un cambiamento della politica monetaria comporta una variazione della
massa monetaria e uno spostamento della curva LM.
Il tasso di interesse influenza l’equilibrio sul mercato dei beni, anche se
ci sono alcuni esempi di BC che fissano la quantità di moneta
(Bundesbank).
Analiticamente l’equilibrio si determina ponendo a sistema la curva IS
con la curva LM:
Si può spezzare la funzione per isolare il contenuto della moneta e le
variazioni della domanda autonoma
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Nell’ultima equazione, si ottengono due moltiplicatori:
o Primo moltiplicatore mette in relazione la produzione, la spesa
pubblica, gli investimenti esogeni
o Secondo moltiplicatore mette in relazione il PIL e la politica
monetaria
3.5: Il moltiplicatore monetario
Il termine moneta racchiude tutti i mezzi di pagamento (depositi
bancari, banconote, bancomat…) e nel mercato della moneta è
opportuno tenere in considerazione gli intermediari.
o M1 capitale circolante in conto corrente (disponibile subito)
o M2 M1 + depositi a “breve” (disponibili a 90 gg)
o M2estesa M2 + depositi a lungo termine
o M3 M2 + titoli a breve scadenza + titoli obbligazionari + quote
fondi monetari
I titoli aggiunti a M2 vengono emessi da istituzioni e possono essere
utilizzati come pagamento con dei costi bassi. M3 viene utilizzato dalla
BCE per determinare la definizione di moneta.
M= CU (circolante) + D (depositi)
La moneta cartacea e metallica emessa dalla BC viene chiamata base
monetaria e viene detenuta dal pubblico (CU) e dalle banche (R)
H = CU + R
Se si ipotizza che ogni famiglia decida di mantenere una percentuale cu
in contanti, ossia (1-cu) sottoforma di depositi
CU = cuM e D=(1-cu)M
cu rappresenta il rapporto tra capitale circolante e moneta.
Gli istituti di credito detengono come riserve una frazione dei loro
depositi θ, pari a rapporto tra riserve e depositi.
La base monetaria è data da H = cuM + θ (1-cu)M da cui si ricava il
moltiplicatore
(mm)
Per capire la logica dietro al moltiplicatore (il cui funzionamento è pari
a quello Keynesiano, circa la ciclicità) è utile considerare che:
o Le banche raccolgono depositi
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o Parte dei depositi vengono trattenute in riserve e parte concessa a
credito
o I soggetti deterranno parte del credito come circolante e parte
come depositi
o I depositi vengono raccolti …
Il processo moltiplicativo va avanti all’infinito, ottenendo una serie
geometrica di ragione 1 – θ per cui si ottiene che
Riserve:
La variazione delle riserve corrisponde a θ
L’incremento delle riserve è uguale all’aumento di base monetaria,
quindi l’intero incremento di base monetaria si trasforma in riserve
(contando il CU pari a 0). Quindi è possibile calcolare che l’aumento del
credito bancario è pari a:
Il rapporto riserve/depositi è pari a θ e corrispondono a riserve
obbligatorie e libere. Il livello delle riserve obbligatorie è fissato
dall’Autorità di politica monetaria (BC). Gli istituti bancari che non
rispettano il livello di riserve sono soggetti a sanzioni e devono
reintegrare il livello di riserve/depositi prendendo a prestito liquidità da
altre banche (pagando un tasso, iD).
o Maggiore è il tasso iD, più costoso diviene un errore relativo alle
riserve.
o L’interesse ottenuto sui crediti gioca invece un ruolo opposto,
rappresenta il costo opportunità delle riserve.
Depositi:
Il rapporto cu dipende positivamente dai costi di intermediazione
bancaria (b). Maggiore è b, maggiore è il contante detenuto dagli
operatori per ridurre il numero di prelievi. Con il termine “costi di
intermediazione bancaria” non si deve intendere solo il costo monetario,
ma anche il dispendio di tempo necessario a compierla.
Le nuove tecnologie (bancomat, “banking online”) hanno ridotto b. Il
rapporto circolante/depositi è diminuito poco nei primi 15 anni dell'euro
in parecchi paesi europei.
cu dipende negativamente dal tasso di interesse, maggiore è i,
maggiore è il costo opportunità del detenere circolante
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Il legame di cu con il reddito è meno definito in quanto per bassi
livelli di Y, un aumento di cu fa ridurre il circolante detenuto
mentre per alti livelli di Y il legame è meno forte e di segno non
definito.
Creazione monetaria:
Per aumentare l’offerta di moneta, la BC può:
o Variare la base monetaria (H) la BC acquista titoli vendendo
la base monetaria, gli istituti bancari possono aumentare il credito
avendo riserve in eccesso. Il prezzo dei titoli aumenta e il tasso di
interesse si riduce.
o Riduzione della riserva obbligatoria se la riserva
obbligatoria viene ridotta, si contrae anche la riserva complessiva
(riduzione di θ). Il moltiplicatore monetario (mm) aumenta e
aumenta anche la massa monetaria. Ridurre la riserva obbligatoria
rappresenta un costo per l’Amministrazione Pubblica. È opportuno
ridurre la riserva obbligatoria quando:
Necessaria una politica monetaria espansiva
Il sistema bancario è in crisi di redditività
Una riduzione della riserva obbligatoria aumenta la possibilità di
erogare credito e tende a migliorare i conti economici.
La banca è un’istituzione:
o illiquida non riesce a rimborsare immediatamente i creditori
o non insolvente se avesse tempo sarebbe in grado di cedere
tutti i propri assets
I conti correnti sono rimborsabili a vista mentre il credito erogato dalle
aziende ha una scadenza che vanno da tre mesi a due anni. Se una
banca fosse completamente priva di riserve, le richieste di rimborso
rimarrebbero inevase. Ciò potrebbe portare ad una crisi di panico ad
una corsa al ritiro dei depositi che porterebbe al fallimento delle
banche.
App. 1 Consumo e scelte intertemporali
Nella decisione di consumo esiste una componente intertemporale
(rischio di perdere lavoro, possibilità aumento stipendio…).
Il primo modello in analisi è quello di Fisher che prevede la
suddivisione della vita in due periodi (1 e 2)
o periodo 1 y1 corrisponde al reddito di lavoro e c1 il consumo
o periodo 2 y2 corrisponde al reddito di lavoro e c2 il consumo
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Pertanto, il consumatore deve scegliere quanto effettivamente
consumare e quanto risparmiare nel periodo 1. Per scegliere c1 e c2
occorre conoscere il vincolo di bilancio e le preferenze
intertemporali.
Vincolo di bilancio:
Il consumo nei due periodi non può essere maggiore dei redditi totali
guadagnati.
Nel periodo 2, le risorse complessive sono pari a: e il
consumo nel secondo periodo sarà dato da:
Il vincolo di bilancio si riassume in:
Ogni combinazione (c1; c2) rappresenta il consumo massimo ottenibile
nei due periodi e pertanto:
o combinazioni sotto al vincolo di bilancio non
ottime in quanto il consumatore non consuma
parte delle risorse
o combinazioni sopra al vincolo di bilancio
irraggiungibili
Il consumatore sceglierà la combinazione sul vincolo di bilancio per
massimizzare l’utilità intertemporale U = U (c1) + β U(c2) dove β è il
parametro di preferenza intertemporale e indica come il
consumatore valuta il consumo futuro in rapporto a quello
presente e il suo valore è 0< β <1.
L’equilibrio del consumatore si trova nel punto di
tangenza tra le due curve (utilità e vincolo di
bilancio), qui il consumatore risparmia nel primo periodo c1* < y1.
Il consumo intertemporale dipende anche dalle aspettative sul futuro e
pertanto gli agenti tendono a livellare il consumo (dipende anche dal
tasso i) e, pertanto, esistono due teorie a riguardo:
1) Teoria del ciclo vitale, Modigliani
Teoria che si basa sull’ipotesi che i consumatori pianifichino il
consumo lungo l’arco della propria vita (HP: T numero di anni
vissuti, L anni di lavoro con reddito costante Y, T – L
anni di pensione con reddito percepito Y=0).
Pertanto, avremo una situazione dove:
o consumatore ha risparmio positivo durante la
vita lavorativa
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o consumatore ha risparmio negativo durante il pensionamento
Il consumo dell’individuo sarà pari a:
e, supponendo che tutti gli individui siano uguali, il consumo aggregato
sarà pari a: C = bW + cY con:
o b ≡ 1/T propensione marginale al consumo rispetto alla
ricchezza
o c ≡L/T propensione marginale al consumo rispetto al reddito
o W è la ricchezza aggregata nel sistema economico e Y è il reddito
aggregato
Quindi, secondo questa teoria, il consumo dipende da: ricchezza del
sistema economico e reddito atteso. Prevede che i consumatori
abbiano risparmio positivo durante gli anni lavorativi e risparmio
negativo durante gli anni della pensione. Il risparmio aggregato
dipende dalla struttura per età della popolazione una popolazione più
anziana implica risparmio più basso.
2) Teoria del reddito permanente, Friedman
Questa teoria ha implicazioni simili alla teoria del ciclo vitale: gli
individui formulano il piano di consumo considerando i redditi
attesi futuri e tendono a mantenere il consumo costante.
Il consumatore con orizzonte su più periodi proporziona il consumo
corrente al reddito complessivo, scontato, che vuole ricevere nel futuro
che viene definito come reddito permanente. Una variazione di
reddito temporanea ha un effetto minore rispetto a una variazione di
reddito permanente.
È opportuno, pertanto, effettuare una distinzione tra variazioni
temporanee o permanenti del reddito:
Variazioni temporanee Variazioni permanenti
Può essere rappresentata come Può essere rappresentata come
una variazione solo nel primo una variazione in entrambi i
periodo periodi
effetto limitato sul consumo effetto peno sul consumo
corrente; la variazione del reddito corrente e dunque sul consumo in
è livellata in entrambi i periodi tutti i periodi (corrente e futuro)
Il consumo corrente reagisce meno a variazioni del reddito corrente,
riducendo il moltiplicatore:
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o Recessione il consumo si riduce meno di quanto prevedibile
o Espansione il consumo aumenta meno di quanto prevedibile
(consumo meno volatile del reddito).
Un incremento fiscale temporaneo riduce di poco il reddito permanente
(consumo poco recessivo), un incremento fiscale permanente riduce
significativamente il reddito permanente e il consumo è molto più
recessivo.
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