DISPENSA 2 - Definitiva
DISPENSA 2 - Definitiva
Sommario – Dispensa 2
PREMESSA 4
Componenti del Gruppo 4
Risultati 5
PRINCIPI GENERALI DELLA METODICA 6
PARTE 1 - STRUTTURA OPERATIVA E REGOLAMENTO D’USO DELLE RISORSE 8
1.1 - Personale, compiti e modalità di richiesta delle analisi 8
1.2 - Richiesta di esecuzione dell’analisi 8
1.3 - Esecuzione delle analisi e tempistica 8
1.4 - Rilascio del certificato e interpretazione del risultato 9
1.5 - Moduli di richiesta delle analisi 9
PARTE 2 - LINEE GUIDA PER IL PRELIEVO DEI CAMPIONI 10
2.1 - Premessa 10
2.2 - Il campionamento 11
Attrezzature e materiali: 11
Descrizione fasi operative: 12
PARTE 3 - LINEE GUIDA PER L’ESTRAZIONE DELLA PEDOFAUNA 14
3.1 - Preparazione campioni per l’estrazione 14
3.2 - Attrezzature e materiali 14
PARTE 4 - LINEE GUIDA PER LA LETTURA AL MICROSCOPIO 15
4.1 - Premessa 15
4.2 - Attrezzature e materiali 15
4.3 - Lettura 15
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PREMESSA
Componenti del Gruppo
4
Risultati
Tutti i materiali bibliografici raccolti in formato digitale sono stati classificati, rinominati e
resi disponibili in formato “.pdf“ sul sito Intranet di AGRIS.
I materiali sono stati suddivisi in 2 cartelle tematiche sulla base dei contenuti:
- Cartella 1. Principi, indici e biodiversità. La cartella riunisce documenti teorici e
metodologici sul tema della biodiversità e sugli indici di qualità biologica esistenti.
A sua volta è stata suddivisa in due sub-cartelle:
A - documenti relativi al solo Indice QBS-ar;
B - documenti relativi ad altri indici di qualità biologica.
- Cartella 2. Casi studio. La cartella comprende documenti tratti da atti di convegno
o da presentazioni in Power-Point in cui vengono illustrate esperienze di ricerca,
nazionali e regionali, condotte sotto differenti situazioni di uso e di gestione del suolo.
In una relazione a parte (Dispensa 1) è stata tratta una sintesi dai materiali informativi
consultati, rappresentati in particolare dal materiale didattico fornito dalla Società
TIMESIS srl in occasione del corso teorico e pratico svoltosi nel mese di gennaio 2016
e utilizzato dagli stessi tecnici e ricercatori componenti il Gruppo di Lavoro.
La presente Dispensa 2 ha invece l’obiettivo di fornire indirizzi metodologici omogenei
e standardizzati ai ricercatori di AGRIS che affrontano l’argomento della qualità biologica
dei suoli QBS-ar nell’ambito dei propri programmi di ricerca.
Infatti le esperienze sinora realizzate in AGRIS sulla tematica hanno avuto un carattere
sperimentale e formativo del personale tecnico e ricercatore componente il Gruppo di
Lavoro ma, nell’ottica di estendere le attività su tale analisi anche ad altri settori di ricerca
dell’Agenzia, si è ritenuto indispensabile predisporre un protocollo operativo a cui deve
riferirsi il personale ricercatore di Agris interessato ad eseguire la determinazione del
QBS-ar.
Nella dispensa viene fatto preliminarmente un breve richiamo ai principi generali della
metodica e successivamente vengono illustrate le seguenti parti:
- PARTE 1 Struttura operativa e il regolamento d’uso delle risorse strumentali;
- PARTE 2 Linee guida per il prelievo dei campioni;
- PARTE 3 Linee guida per l’estrazione della pedofauna;
- PARTE 4 Linee guida per la lettura al microscopio;
- PARTE 5 Indicazioni generali e tabelle bibliografiche per l’interpretazione dei dati;
- ALLEGATI Moduli di richiesta, scheda di campagna, certificato di analisi, allegato di
laboratorio.
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PRINCIPI GENERALI DELLA METODICA
L'indice QBS-ar (Qualità Biologica del Suolo - artropodi), proposto dal Professor
Vittorio Parisi dell’Università di Parma (2001), validato da Ferrazzi et al. (2002), si basa
sull'analisi di tutti i gruppi di microartropodi presenti nel suolo (insetti, aracnidi, miriapodi,
crostacei) e utilizza il criterio delle forme biologiche (FB).
Col termine “qualità biologica” si indica il grado di adattamento anatomico di un
organismo alla vita nel suolo: se l'ecosistema suolo non è disturbato da attività
antropiche tenderanno ad essere presenti molti gruppi particolarmente adattati alla vita
in questo ambiente; se il suolo subisce degli impatti, i gruppi più adattati al suolo
tenderanno a scomparire e resteranno solo quelli meno adattati alla vita ipogea (>
adattamento > vulnerabilità).
Gli organismi vengono identificati al microscopio stereoscopico a livello di phylum,
classe o, al massimo, ordine.
Un riconoscimento di questo tipo è in genere abbastanza semplice e può essere fatto
anche da non specialisti dopo un buona preparazione di base.
Si tratta di un approccio biologico, che privilegia l’aspetto ecologico e permette di
superare le difficoltà dell'analisi tassonomica a livello di specie. Il conteggio degli
organismi è facoltativo.
I microartropodi, estratti da zolle di terreno di 10 cm di lato e 10 cm di profondità
attraverso il sistema di Berlese-Tüllgren (Foto 1), sono suddivisi in gruppi omogenei
dal punto di vista morfologico.
A tutti i gruppi sistematici presenti viene attribuito un punteggio (EMI-Indice
Ecomorfologico) che va da 1, per gli organismi per nulla adattati alla vita nel suolo, a 20
per quelli completamente adattati.
Alcuni gruppi comprendono specie a diverso grado di adattamento, e in particolare
collemboli e coleotteri comprendono tutte le varietà di forme biologiche, da quelle ad
EMI 1 a quelle ad EMI 20: in questi casi apposite tabelle permettono di valutare l'EMI
delle forme presenti. La somma degli EMI attribuiti ad ogni gruppo fornisce il valore
dell'indice QBS-ar (Foto 2).
Valori alti di questo indice segnalano una buona qualità ecologica del suolo.
FOTO 1: Apparecchio di
Berlese-Tullgren
E’ costituito da una batteria di imbuti sui quali
vengono adagiati dei setacci, ciascuno dei
quali ospita un campione da analizzare. Sopra
ogni imbuto, una lampada da 40W piazzata ad
opportuna altezza provoca la progressiva
disidrata-zione del terreno dall’alto verso il
basso, spingendo sempre più giù la
microfauna in esso contenuta.
Dopo qualche giorno tutti gli ospiti avranno
oltrepassato il setaccio e saranno raccolti in un
contenitore sistemato sotto l’imbuto potendo
così essere identificati al microscopio
stereoscopico.
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Tra i principali caratteri morfologici di adattamento alla vita nel suolo si analizzano:
- la miniaturizzazione del corpo;
- la riduzione della pigmentazione e la semplificazione della livrea;
- la riduzione della lunghezza delle appendici;
- la riduzione degli apparati visivi fino alla loro scomparsa;
- l'atrofia o la sparizione delle ali.
La presenza di invertebrati nel suolo è strettamente collegata alla disponibilità di
sostanza organica e alla qualità del suolo stesso.
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PARTE 1 - STRUTTURA OPERATIVA E REGOLAMENTO D’USO DELLE
RISORSE
1.1 - Personale, compiti e modalità di richiesta delle analisi
L’intera procedura di determinazione dell’indice QBS-ar prevede il coinvolgimento di
personale tecnico e ricercatore afferente a 3 differenti settori scientifici di Agris, come
di seguito schematizzato:
Il ricercatore di Agris che voglia programmare uno studio sul QBS-ar nell’ambito del
proprio progetto di ricerca dovrà, perciò, rivolgersi a più referenti. Da qui la necessità di
prevedere un regolamento della procedura basato su principi di buone pratiche di
laboratorio.
1.2 - Richiesta di esecuzione dell’analisi
La richiesta va presentata al Settore Suolo, Territorio e Ambiente secondo la
modulistica di seguito allegata (Allegato 1a e Allegato 1b).
La richiesta può essere consegnata a mano o inoltrata via mail al coordinatore del
settore, che potrà così programmare le uscite dei tecnici secondo tempistiche
compatibili con altre attività in corso nel settore e/o con richieste concomitanti di analisi
di QBS-ar da parte di altri ricercatori.
1.3 - Esecuzione delle analisi e tempistica
L’esecuzione di un’analisi di QBS-ar comprende, in sequenza, quattro fasi:
1. campionamento dei suoli;
2. posizionamento dei campioni nei selettori (apparecchi di Berlese-Tullgren)
predisposti presso i locali del Laboratorio Fitopatologico di Ussana;
3. lettura dei campioni al microscopio e assegnazione degli indici EMI alla fauna
estratta dal suolo;
4. consegna dei certificati.
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Allo stato attuale i tempi di analisi sono subordinati alla capacità operativa del
laboratorio allestito nell’azienda S. Michele di Ussana che dispone di soli 12 apparecchi
di Berlese-Tullgren, equivalenti a una capacità di N. 4 campioni per volta (1
campione, 3 repliche).
Indicativamente il prelievo di 4 campioni richiede circa 2 ore (30 minuti per campione,
comprese le repliche) al netto dei tempi necessari agli spostamenti all’interno dei siti di
prelievo.
I campioni possono essere disposti negli apparecchi di Berlese-Tullgren nella stessa
giornata se la località di campionamento non è troppo distante da Ussana, altrimenti
entro e non oltre le 48 ore dal prelievo.
I campioni devono stazionare almeno 6/7 giorni negli apparecchi di Berlese-Tullgren
(perché sia garantito il completo abbandono della fauna dal suolo) al termine dei quali
si potrà procedere alle letture al microscopio e all’assegnazione degli indici
eco-morfolologici (EMI).
Indicativamente il tempo necessario per 12 letture (4 campioni, 3 repliche) richiede
approssimativamente circa 20 giorni; quindi il tempo totale di esecuzione dell’analisi
(campionamento, estrazione della fauna, lettura al microscopio e rilascio del certificato)
ammonta a circa 30 giorni.
1.4 - Rilascio del certificato e interpretazione del risultato
Il certificato con i valori di QBS-ar viene rilasciato dal Settore Suolo, Territorio e
Ambiente al ricercatore che ne ha fatto richiesta, così come ricevuto dall’entomologo
che ha eseguito la lettura del campione, assegnato gli EMI alla fauna estratta dal suolo
e calcolato il valore finale dell’indice QBS-ar (Allegato 3a – Rapporto di prova).
Il certificato sarà inoltre integrato da un allegato in cui vengono riassunti i dati rilevati in
campo e poi analizzati nel laboratorio di Viale Trieste (umidità, densità apparente e dato
medio della misura penetrometrica – Allegato 3b – Dati di laboratorio).
Sarà cura del ricercatore richiedente eseguire la valutazione dei risultati, che potrà
essere supportata sia dalla bibliografia raccolta e messa a diposizione dal Gruppo di
Lavoro nel sito intranet di Agris, sia dal confronto e dallo scambio di esperienze con i
ricercatori specialisti nelle materie Entomologia, Agronomia e Pedologia afferenti al
Gruppo di Lavoro.
1.5 - Moduli di richiesta delle analisi
La richiesta va effettuata mediante la compilazione di due Moduli.
- Modulo 1 (Allegato 1a - Programma di Campionamento): contiene le
informazioni necessarie per programmare la logistica e la calendarizzazione delle
uscite dei tecnici sul campo.
Permette inoltre di valutare anticipatamente la capacità operativa del laboratorio
qualora pervenissero più richieste contemporanee e, conseguentemente, la
tempistica di estrazione, di lettura dei campioni al microscopio e della consegna dei
certificati finali.
Il modulo deve essere consegnato solamente con la prima richiesta di analisi.
- Modulo 2 (Allegato 1b - Richiesta di analisi): costituisce la richiesta vera e
propria e va consegnato ogni volta che si deve effettuare un campionamento.
E’ importante che sia sempre specificato il progetto a cui il prelievo si riferisce.
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PARTE 2 - LINEE GUIDA PER IL PRELIEVO DEI CAMPIONI
2.1 - Premessa
Un sopralluogo in campo si renderà necessario per ubicare i punti di campionamento
nell’area da caratterizzare, tenendo conto delle eventuali pratiche colturali alle quali
l’area stessa è sottoposta.
Il prelievo dei campioni deve avvenire sempre concentrandolo in un’unica giornata per
cercare per quanto possibile di limitare la variabilità nelle condizioni di campionamento
e, di conseguenza, nei risultati delle analisi.
Ogni punto di prelievo sarà caratterizzato da tre sub-campioni (repliche) da posizionare
all’interno di un’area omogenea per pendenza, esposizione e copertura/utilizzo del
suolo, secondo uno dei seguenti schemi di transetto:
1. lungo una linea retta di 10 m circa (Schema 1)
2. ai vertici di un triangolo equilatero avente i lati di 10 m circa (Schema 2)
Schema 1 Schema 2
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Al momento del campionamento inoltre deve essere registrata la temperatura esterna
e del substrato, determinata la compattezza del suolo con un penetrometro e, prelevato
un ulteriore campione di suolo conservato ermeticamente, determinarne a posteriori
l’umidità e la densità apparente (da cui la porosità), fattori questi ai quali la microfauna
è particolarmente sensibile.
Ad ogni punto andrà associata una Scheda di Campagna (Allegato 2), che riporti i dati
salienti del sito e di alcuni dati al momento del campionamento: data, ora, codice
prelievo, coordinate geografiche/UTM, quota slm, tipo di vegetazione e suo stato
evolutivo, descrizione dell'ambiente (naturale, semi-naturale, agricolo, urbano,
perturbato, artificiale) e, a corredo del campionamento, sarà opportuno realizzare una
collezione fotografica che sarà parte integrante dei dati collezionati.
In sintesi, i punti fondamentali:
attendere 10 giorni dalle ultime piogge per il campionamento
meglio effettuare un sopralluogo preliminare in campo
prelevare tre sub-campioni ai vertici di un triangolo equilatero o lungo una linea
retta per punto di campionamento dopo aver rimosso la copertura erbacea
completare il campionamento in un’unica giornata
riporre i campioni in sacchetti di plastica contenente aria e conservarli all’ombra
siglare sempre il campione
analizzare i campioni entro le 48 ore
registrare la temperatura e l’umidità del suolo in campo se possibile
l’umidità può anche essere determinata in laboratorio insieme alla porosità del
suolo mediante il prelievo di campioni di suolo in capsule di acciaio
compilare sempre una scheda di campagna relativa al sito
corredare il campionamento con un idoneo set fotografico (stazione e sito di
prelievo)
2.2 - Il campionamento
IMPORTANTE: prima di effettuare il prelievo si deve procedere alla compilazione della
scheda nelle parti generali e descrittive della stazione.
Si procede poi alla lettura della temperatura del suolo infiggendo nel terreno la sonda
del termometro e aspettando qualche minuto prima di rilevarne la temperatura; nel
contempo si preleverà un campione ausiliario sul quale determinare umidità e porosità
utilizzando un cilindro a volume noto, infiggendolo nel terreno, eventualmente con
l’ausilio di un apposito manubrio; tramite un penetrometro rileveremo contestualmente
la compattezza del suolo (unità di misura Newton - N).
Tutte le letture vanno registrate nella scheda di campagna.
Attrezzature e materiali:
forbici
vanga (o scatola metallica per terreni privi di scheletro)
coltello
mazza
piccozza (piccone)
cilindro metallico e manubrio
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sacchetti di plastica
termometro
penetrometro (misura in Newton – N)
scheda di campagna
macchina fotografica
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Fasi del campionamento
Campione estratto e
insacchettamento
Ritaglio e scalzatura
della zolla
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PARTE 3 - LINEE GUIDA PER L’ESTRAZIONE DELLA PEDOFAUNA
3.1 - Preparazione campioni per l’estrazione
I campioni prelevati e confezionati nelle buste vengono trasportati in laboratorio per
essere sottoposti ad estrazione della pedofauna, avendo cura di non sovrapporre e non
capovolgere le zolle e di preservare quanto più possibile l’integrità della fauna.
Prima di procedere al posizionamento dei campioni nell’estrattore, la strumentazione
(imbuti, setacci) va opportunamente lavata e asciugata con cura onde evitare
contaminazioni da precedenti estrazioni.
La zolla estratta dalla propria busta viene adagiata sul relativo setaccio con maglia da
2 mm, sotto al quale è predisposto un foglio di carta al fine di recuperare le particelle di
suolo che inevitabilmente si staccheranno; è opportuno infatti recuperare e setacciare
tutto il suolo prelevato per garantire la rappresentatività del campione e perciò tali
particelle andranno riversate sullo stesso setaccio.
Ogni setaccio viene adagiato sul relativo imbuto dell’estrattore di Berlese-Tüllgren, al di
sotto del quale viene piazzata e fissata, con del nastro-carta sigillante, una provetta
contenente circa 15-20 cc di soluzione conservante; la provetta viene contrassegnata
con il numero della postazione del selettore, con la denominazione del campione (come
da scheda di campagna) e con la data di inizio estrazione.
Terminato il posizionamento di tutti i setacci sui rispettivi imbuti si accendono le lampade
e l’estrazione ha inizio.
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PARTE 4 - LINEE GUIDA PER LA LETTURA AL MICROSCOPIO
4.1 - Premessa
La micro artropodofauna che viene estratta con questo metodo comprende individui
piccoli e delicati e quindi ogni operazione successiva alla estrazione dovrà essere
condotta con cura al fine di evitare di danneggiare gli esemplari da identificare.
4.3 - Lettura
Dopo circa 7 giorni dall’esposizione del campione di terreno al selettore Berlese-Tullgren
si può ritenere conclusa l’estrazione dei microartropodi.
Si procede quindi ad annotare l’ora di spegnimento delle lampade e a prelevare con
attenzione i provettoni che sono stati posti al di sotto degli imbuti. I provettoni vengono
quindi chiusi e preferibilmente conservati in frigorifero fino al momento della lettura
mantenendoli in posizione verticale.
Prima della lettura il contenuto del singolo provettone viene trasferito in una (o più se
necessario) capsula Petri, provvedendo a risciacquare con alcool al 75% il fondo e le
pareti del provettone, in modo da assicurarsi di aver trasferito tutti i microartropodi.
E’ bene fare in modo che ogni settore di capsula contenga uno strato di liquido non
troppo spesso per facilitare la lettura.
A questo punto il contenuto della capsula viene esaminato al binoculare provvedendo
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ad annotare, con l’ausilio delle chiavi dicotomiche, quali forme biologiche sono state
individuate.
Nel caso in cui si osservino forme biologiche alle quali può essere assegnato un
punteggio diverso si dovrà considerare solamente il punteggio maggiore, che ai fini
pratici significa che se abbiamo già individuato un individuo col punteggio massimo
possiamo sorvolare su tutti gli altri individui del medesimo tipo che hanno punteggi più
bassi.
Per la misurazione delle dimensioni degli individui che lo richiedono potranno essere utili
lenti micrometriche o, in mancanza di queste, anche semplicemente carta millimetrata
mentre per la “manipolazione” degli esemplari si impiegheranno aghi, lancette, anse e
quant’altro possa essere ritenuto opportuno.
E’ inoltre necessario provvedere ad una doppia lettura del campione, una effettuata con
sfondo chiaro ed una con sfondo nero.
Al termine della lettura il campione può essere conservato in provette di vetro: all’interno
di queste sarà inserita un’etichetta (compilata con la matita) con i codici di riferimento
del campione; la o le provette saranno poi riempite con alcool al 75% e sigillate con
parafilm e inserite a loro volta in contenitori più grandi colmi anch’essi di alcool.
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INDICAZIONI GENERALI PER L’INTERPRETAZIONE DEI DATI
L’applicazione dell’Indice di qualità biologica del suolo QBS-ar per la valutazione dello
“stato di salute del suolo” ha una storia troppo recente perché possa esistere
un’interpretazione univoca dei dati, anche perché non è stata ancora definita una scala
assoluta di valori.
Le esperienze condotte nel nord Italia al momento sono più numerose rispetto a quelle
eseguite in ambiente mediterraneo e, pertanto, vengono prese come un valido
riferimento bibliografico per la lettura dei dati; ma è evidente che soltanto attraverso
l’acquisizione nel tempo di un più robusto dataset regionale si potrà definire una chiave
interpretativa dei valori di QBS-ar riscontrati in Sardegna e dare una valenza territoriale
ai risultati derivati dalle esperienze locali sinora condotte.
Come è ovvio aspettarsi, gli studi hanno generalmente individuato un gradiente di valori
che va da quelli più bassi per i terreni sottoposti ad aratura a quelli più alti mostrati dai
boschi non disturbati.
Per gli approfondimenti si rimanda alla consultazione dei “Casi studio” caricati nel sito
Intranet di Agris, mentre qui si riportano alcune tabelle di sintesi (Tabella 1 e Tabella 2)
messe a punto per i suoli dell’Italia settentrionale (C. Menta, 2008) che riteniamo utili
come valori di riferimento per una prima lettura dei risultati.
Tabella 1 - Valori QBS-ar di riferimento in relazione alle tipologie d’uso del suolo
(Italia settentrionale)
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Tabella 2 – Classi di qualità biologica del suolo (da studi nell’Italia settentrionale)
150-100 Media qualità terreni arati in rotazione con prati, frutteti non arati
Da notare che il limite inferiore della classe “scadente” non risulta zero ma 21. Il motivo
è dato dal fatto che, per considerare valido un campione, è richiesta la presenza minima
di almeno 3 acari e 3 collemboli con un valore QBS minimo di 21 (Acari, valore EMI=20,
Collemboli non adattati EMI=1).
A titolo di esempio, da integrare e rivedere nel tempo, forniamo alcuni dei valori ritrovati
nei campionamenti effettuati negli ultimi anni in Sardegna che si ritiene possano essere
utilizzati come termini di confronto con i dati riscontrati nei propri campionamenti.
E’ stata notata una chiara variabilità stagionale e valori molto bassi nei prelievi effettuati
in epoche vicine alle lavorazioni del terreno. Il dataset è al momento piuttosto debole ma
con il tempo fornirà dei dati più chiari e statisticamente robusti. Per ora ci si può limitare
solo a fornire dei trend.
Attenendoci al confronto con la tabella precedente si vede come i suoli in gestione
conservativa si stiano spostando verso valori di alta qualità seppure nell’ambito di
fluttuazioni stagionali (Tabella 3).
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ALLEGATI
Allegato 1a - Programma di campionamento QBS-ar
Modulo 1
PROGRAMMA DI CAMPIONAMENTO
Settore Suolo, Territorio e Ambiente
QBS-ar
Richiedente:
_______________________________________________________________________________
Settore:
_______________________________________________________________________________
Data: __________________________________________________________________________
(1):
Progetto: ___________________________________ N° campionamenti previsti ___________
Periodo 1° campionamento(2): _______________________________
Periodo 2° campionamento: _______________________________
Periodo 3° campionamento: _______________________________
Periodo 4° campionamento: _______________________________
………………………………………………………………………………………………………………………
N° totale di campioni da prelevare per data: _________________
(1)specificare quanti campionamenti si prevede di effettuare nell’ambito dello stesso progetto. Esempio:
2 campionamenti all’anno (in primavera e in autunno) per 2 anni. TOTALE 4 campionamenti
(2)
specificare il periodo di inizio di campionamento (es. Primavera: maggio o Autunno: ottobre) e a
seguire i successivi, tenendo conto delle necessarie condizioni di umidità del suolo richieste dalla
metodica (W% pari a ≥40% - ≤80%della capacità di campo) affinché i dati siano scientificamente validi.
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Allegato 1b - Richiesta di analisi QBS-ar
Modulo 2
RICHIESTA DI ANALISI
Settore Suolo, Territorio e Ambiente QBS-ar
Richiedente:
___________________________________________________________________
Settore:
___________________________________________________________________
Data:
___________________________________________________________________
Progetto:
___________________________________________________________________
NOTE(2):
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
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Allegato 2 - Scheda di campagna QBS-ar
QBS-ar
SCHEDA DI CAMPAGNA
Settore Suolo, Territorio e Ambiente
rilevatore_1: pendenza_%:
rilevatore_2: esposizione°:
comune:
località:
naturale o
agricolo
seminatur.
uso:
X
coordinate punto: copertura vegetale:
(WGS84)
Y
coltura in atto:
DATI DI CAMPO
Capsula n°
T° C
punto (per determinazione di W% e misure penetrometriche (N) - punta n° ____
a 10 cm
DBD)
21
Allegato 3a - Rapporto di Prova QBS-ar
RAPPORTO DI PROVA
ANALISI DELL’INDICE DI QUALITA’ BIOLOGICA DEL SUOLO
MICROARTROPODI
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Allegato 3b - Certificato QBS-ar – Dati di Laboratorio Pedologia
TABELLA RIASSUNTIVA
X A
coordinate
punto: Y B
(WGS84)
X A
coordinate
punto: Y B
(WGS84)
X A
coordinate
punto: Y B
(WGS84)
X A
coordinate
punto: Y B
(WGS84)
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