Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni23 pagine

DISPENSA 2 - Definitiva

Il documento fornisce linee guida dettagliate sulla metodologia di analisi della qualità biologica del suolo attraverso l'indice QBS-ar, sviluppato da un gruppo di lavoro di Agris. Include informazioni sulla struttura operativa, modalità di richiesta e esecuzione delle analisi, oltre a indicazioni per il prelievo dei campioni e la lettura al microscopio. L'obiettivo è standardizzare le procedure e migliorare la diffusione delle competenze relative alla qualità del suolo in Sardegna.

Caricato da

Marco Campus
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni23 pagine

DISPENSA 2 - Definitiva

Il documento fornisce linee guida dettagliate sulla metodologia di analisi della qualità biologica del suolo attraverso l'indice QBS-ar, sviluppato da un gruppo di lavoro di Agris. Include informazioni sulla struttura operativa, modalità di richiesta e esecuzione delle analisi, oltre a indicazioni per il prelievo dei campioni e la lettura al microscopio. L'obiettivo è standardizzare le procedure e migliorare la diffusione delle competenze relative alla qualità del suolo in Sardegna.

Caricato da

Marco Campus
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

2

Sommario – Dispensa 2
PREMESSA 4
Componenti del Gruppo 4
Risultati 5
PRINCIPI GENERALI DELLA METODICA 6
PARTE 1 - STRUTTURA OPERATIVA E REGOLAMENTO D’USO DELLE RISORSE 8
1.1 - Personale, compiti e modalità di richiesta delle analisi 8
1.2 - Richiesta di esecuzione dell’analisi 8
1.3 - Esecuzione delle analisi e tempistica 8
1.4 - Rilascio del certificato e interpretazione del risultato 9
1.5 - Moduli di richiesta delle analisi 9
PARTE 2 - LINEE GUIDA PER IL PRELIEVO DEI CAMPIONI 10
2.1 - Premessa 10
2.2 - Il campionamento 11
Attrezzature e materiali: 11
Descrizione fasi operative: 12
PARTE 3 - LINEE GUIDA PER L’ESTRAZIONE DELLA PEDOFAUNA 14
3.1 - Preparazione campioni per l’estrazione 14
3.2 - Attrezzature e materiali 14
PARTE 4 - LINEE GUIDA PER LA LETTURA AL MICROSCOPIO 15
4.1 - Premessa 15
4.2 - Attrezzature e materiali 15
4.3 - Lettura 15

INDICAZIONI GENERALI PER L’INTERPRETAZIONE DEI DATI 17


ALLEGATI 19
Allegato 1a - Programma di campionamento QBS-ar 19
Allegato 1b - Richiesta di analisi QBS-ar 20
Allegato 2 - Scheda di campagna QBS-ar 21
Allegato 3a - Rapporto di Prova QBS-ar 22
Allegato 3b - Certificato QBS-ar – Dati di Laboratorio Pedologia 23

3
PREMESSA
Componenti del Gruppo

Componenti Ruolo nel gruppo Servizio

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Rita Puddu Coordinatore
qualità delle produzioni

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Giovanni Marongiu Componente
qualità delle produzioni

Paolo Mulé Componente Ricerca sui sistemi colturali erbacei

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Daniele Manca Componente
qualità delle produzioni

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Massimo Melis Componente
qualità delle produzioni

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Piergiorgio Lai Componente
qualità delle produzioni

Ricerca studi ambientali, difesa delle colture e


Lorenzo Zucca Componente
qualità delle produzioni

Il Gruppo di lavoro ha avuto come obiettivo principale quello di mettere a sistema le


competenze acquisite negli anni sul tema di qualità biologica dei suoli e sulla
determinazione dell’Indice QBS-ar, farle conoscere all’interno di Agris e di eventuali
utenti esterni, attraverso la messa a punto di una procedura codificata di campionamento
dei suoli, di acquisizione dei campioni in laboratorio, di lettura dell’analisi e di
interpretazione dei risultati.
Questo allo scopo di permettere un uso più esteso della nuova metodica di analisi e di
porre Agris all’avanguardia in questa linea di ricerca, attualmente pochissimo conosciuta
in Sardegna ma che si sta rapidamente diffondendo in alcune realtà del Nord Italia.
Gli obiettivi specifici hanno riguardato in particolare:
- l’omogeneizzazione dei materiali bibliografici esistenti sulla metodica in modo da
creare una fonte di consultazione unitaria delle informazioni sulla qualità biologica
dei suoli;
- la standardizzazione della metodica secondo buone pratiche di laboratorio, con la
realizzazione di un manuale di linee guida per le procedure di prelievo dei campioni,
di esecuzione delle letture al microscopio e di interpretazione dei dati. Nello stesso
manuale sono indicate le competenze specifiche del personale tecnico e ricercatore
direttamente coinvolto nelle fasi di determinazione dell’Indice QBS-ar, i relativi
settori di riferimento e le modalità di azione, o regolamento d’uso del laboratorio, a
cui deve riferirsi il personale ricercatore di Agris interessato ad eseguire tale analisi;
- la pubblicizzazione, nella forma di un breve video divulgativo, della nascita del nuovo
laboratorio e delle nuove competenze acquisite da Agris sulla determinazione
dell’Indice QBS-ar.

4
Risultati
Tutti i materiali bibliografici raccolti in formato digitale sono stati classificati, rinominati e
resi disponibili in formato “.pdf“ sul sito Intranet di AGRIS.
I materiali sono stati suddivisi in 2 cartelle tematiche sulla base dei contenuti:
- Cartella 1. Principi, indici e biodiversità. La cartella riunisce documenti teorici e
metodologici sul tema della biodiversità e sugli indici di qualità biologica esistenti.
A sua volta è stata suddivisa in due sub-cartelle:
 A - documenti relativi al solo Indice QBS-ar;
 B - documenti relativi ad altri indici di qualità biologica.
- Cartella 2. Casi studio. La cartella comprende documenti tratti da atti di convegno
o da presentazioni in Power-Point in cui vengono illustrate esperienze di ricerca,
nazionali e regionali, condotte sotto differenti situazioni di uso e di gestione del suolo.
In una relazione a parte (Dispensa 1) è stata tratta una sintesi dai materiali informativi
consultati, rappresentati in particolare dal materiale didattico fornito dalla Società
TIMESIS srl in occasione del corso teorico e pratico svoltosi nel mese di gennaio 2016
e utilizzato dagli stessi tecnici e ricercatori componenti il Gruppo di Lavoro.
La presente Dispensa 2 ha invece l’obiettivo di fornire indirizzi metodologici omogenei
e standardizzati ai ricercatori di AGRIS che affrontano l’argomento della qualità biologica
dei suoli QBS-ar nell’ambito dei propri programmi di ricerca.
Infatti le esperienze sinora realizzate in AGRIS sulla tematica hanno avuto un carattere
sperimentale e formativo del personale tecnico e ricercatore componente il Gruppo di
Lavoro ma, nell’ottica di estendere le attività su tale analisi anche ad altri settori di ricerca
dell’Agenzia, si è ritenuto indispensabile predisporre un protocollo operativo a cui deve
riferirsi il personale ricercatore di Agris interessato ad eseguire la determinazione del
QBS-ar.
Nella dispensa viene fatto preliminarmente un breve richiamo ai principi generali della
metodica e successivamente vengono illustrate le seguenti parti:
- PARTE 1 Struttura operativa e il regolamento d’uso delle risorse strumentali;
- PARTE 2 Linee guida per il prelievo dei campioni;
- PARTE 3 Linee guida per l’estrazione della pedofauna;
- PARTE 4 Linee guida per la lettura al microscopio;
- PARTE 5 Indicazioni generali e tabelle bibliografiche per l’interpretazione dei dati;
- ALLEGATI Moduli di richiesta, scheda di campagna, certificato di analisi, allegato di
laboratorio.

5
PRINCIPI GENERALI DELLA METODICA
L'indice QBS-ar (Qualità Biologica del Suolo - artropodi), proposto dal Professor
Vittorio Parisi dell’Università di Parma (2001), validato da Ferrazzi et al. (2002), si basa
sull'analisi di tutti i gruppi di microartropodi presenti nel suolo (insetti, aracnidi, miriapodi,
crostacei) e utilizza il criterio delle forme biologiche (FB).
Col termine “qualità biologica” si indica il grado di adattamento anatomico di un
organismo alla vita nel suolo: se l'ecosistema suolo non è disturbato da attività
antropiche tenderanno ad essere presenti molti gruppi particolarmente adattati alla vita
in questo ambiente; se il suolo subisce degli impatti, i gruppi più adattati al suolo
tenderanno a scomparire e resteranno solo quelli meno adattati alla vita ipogea (>
adattamento > vulnerabilità).
Gli organismi vengono identificati al microscopio stereoscopico a livello di phylum,
classe o, al massimo, ordine.
Un riconoscimento di questo tipo è in genere abbastanza semplice e può essere fatto
anche da non specialisti dopo un buona preparazione di base.
Si tratta di un approccio biologico, che privilegia l’aspetto ecologico e permette di
superare le difficoltà dell'analisi tassonomica a livello di specie. Il conteggio degli
organismi è facoltativo.
I microartropodi, estratti da zolle di terreno di 10 cm di lato e 10 cm di profondità
attraverso il sistema di Berlese-Tüllgren (Foto 1), sono suddivisi in gruppi omogenei
dal punto di vista morfologico.
A tutti i gruppi sistematici presenti viene attribuito un punteggio (EMI-Indice
Ecomorfologico) che va da 1, per gli organismi per nulla adattati alla vita nel suolo, a 20
per quelli completamente adattati.
Alcuni gruppi comprendono specie a diverso grado di adattamento, e in particolare
collemboli e coleotteri comprendono tutte le varietà di forme biologiche, da quelle ad
EMI 1 a quelle ad EMI 20: in questi casi apposite tabelle permettono di valutare l'EMI
delle forme presenti. La somma degli EMI attribuiti ad ogni gruppo fornisce il valore
dell'indice QBS-ar (Foto 2).
Valori alti di questo indice segnalano una buona qualità ecologica del suolo.

FOTO 1: Apparecchio di
Berlese-Tullgren
E’ costituito da una batteria di imbuti sui quali
vengono adagiati dei setacci, ciascuno dei
quali ospita un campione da analizzare. Sopra
ogni imbuto, una lampada da 40W piazzata ad
opportuna altezza provoca la progressiva
disidrata-zione del terreno dall’alto verso il
basso, spingendo sempre più giù la
microfauna in esso contenuta.
Dopo qualche giorno tutti gli ospiti avranno
oltrepassato il setaccio e saranno raccolti in un
contenitore sistemato sotto l’imbuto potendo
così essere identificati al microscopio
stereoscopico.

6
Tra i principali caratteri morfologici di adattamento alla vita nel suolo si analizzano:
- la miniaturizzazione del corpo;
- la riduzione della pigmentazione e la semplificazione della livrea;
- la riduzione della lunghezza delle appendici;
- la riduzione degli apparati visivi fino alla loro scomparsa;
- l'atrofia o la sparizione delle ali.
La presenza di invertebrati nel suolo è strettamente collegata alla disponibilità di
sostanza organica e alla qualità del suolo stesso.

un diplopode (a sinistra) e un un acaro (a sinistra) e un chilopode un araneide (a sinistra) e un


larva di dittero (a destra) litobiomorfo (a destra) coleottero (a destra)

FOTO 2: - Alcuni esempi di pedofauna artropode

Figura 1: Esempi di assegnazione dell’indice QBS-ar

Artropodi e lombrichi sono importanti bioindicatori, in grado di incrementarne la fertilità


grazie ai loro ruoli di detritivori e saprofagi, efficienti nel compiere le prime tappe della
trasformazione della sostanza organica verso la mineralizzazione e nell’avviare i
processi di umificazione.
L’indice QBS-ar potrà essere utilizzato per valutare nel tempo l’evoluzione della qualità
(biologica) dei suoli in relazione ai diversi sistemi di gestione, tipi di conduzione ed
eventuali contaminazioni (questo anche nell’ambito di “policies” come la PAC, Direttiva
Suoli e/o le varie strategie Nazionali e Internazionali per la Biodiversità).

7
PARTE 1 - STRUTTURA OPERATIVA E REGOLAMENTO D’USO DELLE
RISORSE
1.1 - Personale, compiti e modalità di richiesta delle analisi
L’intera procedura di determinazione dell’indice QBS-ar prevede il coinvolgimento di
personale tecnico e ricercatore afferente a 3 differenti settori scientifici di Agris, come
di seguito schematizzato:

Personale Settore di riferimento Compiti

- Daniele Manca Suolo, Territorio e - prelievo dei campioni e misure di


- Massimo Melis Ambiente campo (T°, misure penetrometriche);
- Piergiorgio Lai - allestimento dei campioni negli
apparecchi di Berlese-Tullgren presso
- Lorenzo Zucca il laboratorio di Ussana;
- determinazione dell’umidità (W%) e
della densità apparente (DBD Kg/dm 3)
del suolo presso il laboratorio di viale
Trieste
- Giovanni Marongiu Difesa delle piante - lettura campioni al microscopio e
assegnazione degli EMI
- assistenza nell’interpretazione dei
risultati per gli aspetti entomologici
- Paolo Mulè Valorizzazione della - assistenza nell’interpretazione dei
Biodiversità e risultati per gli aspetti agronomici
Miglioramento Genetico
delle colture estensive

- Rita Puddu Suolo, Territorio e - assistenza nell’interpretazione dei


- Stefania Fanni Ambiente risultati per gli aspetti pedologici

Il ricercatore di Agris che voglia programmare uno studio sul QBS-ar nell’ambito del
proprio progetto di ricerca dovrà, perciò, rivolgersi a più referenti. Da qui la necessità di
prevedere un regolamento della procedura basato su principi di buone pratiche di
laboratorio.
1.2 - Richiesta di esecuzione dell’analisi
La richiesta va presentata al Settore Suolo, Territorio e Ambiente secondo la
modulistica di seguito allegata (Allegato 1a e Allegato 1b).
La richiesta può essere consegnata a mano o inoltrata via mail al coordinatore del
settore, che potrà così programmare le uscite dei tecnici secondo tempistiche
compatibili con altre attività in corso nel settore e/o con richieste concomitanti di analisi
di QBS-ar da parte di altri ricercatori.
1.3 - Esecuzione delle analisi e tempistica
L’esecuzione di un’analisi di QBS-ar comprende, in sequenza, quattro fasi:
1. campionamento dei suoli;
2. posizionamento dei campioni nei selettori (apparecchi di Berlese-Tullgren)
predisposti presso i locali del Laboratorio Fitopatologico di Ussana;
3. lettura dei campioni al microscopio e assegnazione degli indici EMI alla fauna
estratta dal suolo;
4. consegna dei certificati.

8
Allo stato attuale i tempi di analisi sono subordinati alla capacità operativa del
laboratorio allestito nell’azienda S. Michele di Ussana che dispone di soli 12 apparecchi
di Berlese-Tullgren, equivalenti a una capacità di N. 4 campioni per volta (1
campione, 3 repliche).
Indicativamente il prelievo di 4 campioni richiede circa 2 ore (30 minuti per campione,
comprese le repliche) al netto dei tempi necessari agli spostamenti all’interno dei siti di
prelievo.
I campioni possono essere disposti negli apparecchi di Berlese-Tullgren nella stessa
giornata se la località di campionamento non è troppo distante da Ussana, altrimenti
entro e non oltre le 48 ore dal prelievo.
I campioni devono stazionare almeno 6/7 giorni negli apparecchi di Berlese-Tullgren
(perché sia garantito il completo abbandono della fauna dal suolo) al termine dei quali
si potrà procedere alle letture al microscopio e all’assegnazione degli indici
eco-morfolologici (EMI).
Indicativamente il tempo necessario per 12 letture (4 campioni, 3 repliche) richiede
approssimativamente circa 20 giorni; quindi il tempo totale di esecuzione dell’analisi
(campionamento, estrazione della fauna, lettura al microscopio e rilascio del certificato)
ammonta a circa 30 giorni.
1.4 - Rilascio del certificato e interpretazione del risultato
Il certificato con i valori di QBS-ar viene rilasciato dal Settore Suolo, Territorio e
Ambiente al ricercatore che ne ha fatto richiesta, così come ricevuto dall’entomologo
che ha eseguito la lettura del campione, assegnato gli EMI alla fauna estratta dal suolo
e calcolato il valore finale dell’indice QBS-ar (Allegato 3a – Rapporto di prova).
Il certificato sarà inoltre integrato da un allegato in cui vengono riassunti i dati rilevati in
campo e poi analizzati nel laboratorio di Viale Trieste (umidità, densità apparente e dato
medio della misura penetrometrica – Allegato 3b – Dati di laboratorio).
Sarà cura del ricercatore richiedente eseguire la valutazione dei risultati, che potrà
essere supportata sia dalla bibliografia raccolta e messa a diposizione dal Gruppo di
Lavoro nel sito intranet di Agris, sia dal confronto e dallo scambio di esperienze con i
ricercatori specialisti nelle materie Entomologia, Agronomia e Pedologia afferenti al
Gruppo di Lavoro.
1.5 - Moduli di richiesta delle analisi
La richiesta va effettuata mediante la compilazione di due Moduli.
- Modulo 1 (Allegato 1a - Programma di Campionamento): contiene le
informazioni necessarie per programmare la logistica e la calendarizzazione delle
uscite dei tecnici sul campo.
Permette inoltre di valutare anticipatamente la capacità operativa del laboratorio
qualora pervenissero più richieste contemporanee e, conseguentemente, la
tempistica di estrazione, di lettura dei campioni al microscopio e della consegna dei
certificati finali.
Il modulo deve essere consegnato solamente con la prima richiesta di analisi.
- Modulo 2 (Allegato 1b - Richiesta di analisi): costituisce la richiesta vera e
propria e va consegnato ogni volta che si deve effettuare un campionamento.
E’ importante che sia sempre specificato il progetto a cui il prelievo si riferisce.

9
PARTE 2 - LINEE GUIDA PER IL PRELIEVO DEI CAMPIONI
2.1 - Premessa
Un sopralluogo in campo si renderà necessario per ubicare i punti di campionamento
nell’area da caratterizzare, tenendo conto delle eventuali pratiche colturali alle quali
l’area stessa è sottoposta.
Il prelievo dei campioni deve avvenire sempre concentrandolo in un’unica giornata per
cercare per quanto possibile di limitare la variabilità nelle condizioni di campionamento
e, di conseguenza, nei risultati delle analisi.
Ogni punto di prelievo sarà caratterizzato da tre sub-campioni (repliche) da posizionare
all’interno di un’area omogenea per pendenza, esposizione e copertura/utilizzo del
suolo, secondo uno dei seguenti schemi di transetto:
1. lungo una linea retta di 10 m circa (Schema 1)
2. ai vertici di un triangolo equilatero avente i lati di 10 m circa (Schema 2)

Schema 1 Schema 2

I campioni prelevati dovranno avere la dimensione di 10x10x10cm e andranno riposti in


sacchetti di plastica appositi che verranno chiusi conservando un’opportuna quantità
d’aria.
Dovranno riportare la dicitura anagrafica del campione stesso come luogo, data, ora del
prelievo, progetto di riferimento, codice del campione, etc.
Particolare attenzione deve essere posta affinché i campioni non si capovolgano, che
vengano conservati all’ombra, al fine di mantenere l’integrità degli organismi animali
sino al momento del trattamento dei campioni stessi, e che vengano analizzati entro 48
ore dal loro prelievo.
E’ opportuno attendere almeno 10 giorni dalle ultime piogge al fine di consentire
il riequilibrarsi delle dinamiche proprie di occupazione del suolo da parte degli
artropodi; affinché il calcolo del QBS-ar sia valido, l’umidità del suolo al momento
del prelievo deve essere compresa tra il 40% e l’80% della capacità di campo.
La copertura erbacea quando presente, deve essere eliminata con un paio di forbici
evitando di strapparla per non asportare l’apparato radicale con annessa pedofauna.

10
Al momento del campionamento inoltre deve essere registrata la temperatura esterna
e del substrato, determinata la compattezza del suolo con un penetrometro e, prelevato
un ulteriore campione di suolo conservato ermeticamente, determinarne a posteriori
l’umidità e la densità apparente (da cui la porosità), fattori questi ai quali la microfauna
è particolarmente sensibile.
Ad ogni punto andrà associata una Scheda di Campagna (Allegato 2), che riporti i dati
salienti del sito e di alcuni dati al momento del campionamento: data, ora, codice
prelievo, coordinate geografiche/UTM, quota slm, tipo di vegetazione e suo stato
evolutivo, descrizione dell'ambiente (naturale, semi-naturale, agricolo, urbano,
perturbato, artificiale) e, a corredo del campionamento, sarà opportuno realizzare una
collezione fotografica che sarà parte integrante dei dati collezionati.
In sintesi, i punti fondamentali:
 attendere 10 giorni dalle ultime piogge per il campionamento
 meglio effettuare un sopralluogo preliminare in campo
 prelevare tre sub-campioni ai vertici di un triangolo equilatero o lungo una linea
retta per punto di campionamento dopo aver rimosso la copertura erbacea
 completare il campionamento in un’unica giornata
 riporre i campioni in sacchetti di plastica contenente aria e conservarli all’ombra
 siglare sempre il campione
 analizzare i campioni entro le 48 ore
 registrare la temperatura e l’umidità del suolo in campo se possibile
 l’umidità può anche essere determinata in laboratorio insieme alla porosità del
suolo mediante il prelievo di campioni di suolo in capsule di acciaio
 compilare sempre una scheda di campagna relativa al sito
 corredare il campionamento con un idoneo set fotografico (stazione e sito di
prelievo)
2.2 - Il campionamento
IMPORTANTE: prima di effettuare il prelievo si deve procedere alla compilazione della
scheda nelle parti generali e descrittive della stazione.
Si procede poi alla lettura della temperatura del suolo infiggendo nel terreno la sonda
del termometro e aspettando qualche minuto prima di rilevarne la temperatura; nel
contempo si preleverà un campione ausiliario sul quale determinare umidità e porosità
utilizzando un cilindro a volume noto, infiggendolo nel terreno, eventualmente con
l’ausilio di un apposito manubrio; tramite un penetrometro rileveremo contestualmente
la compattezza del suolo (unità di misura Newton - N).
Tutte le letture vanno registrate nella scheda di campagna.
Attrezzature e materiali:
 forbici
 vanga (o scatola metallica per terreni privi di scheletro)
 coltello
 mazza
 piccozza (piccone)
 cilindro metallico e manubrio

11
 sacchetti di plastica
 termometro
 penetrometro (misura in Newton – N)
 scheda di campagna
 macchina fotografica

Descrizione fasi operative:


dopo aver rimosso l’eventuale copertura erbacea, il campione di suolo deve essere
prelevato disegnando sulla superficie un quadrato con lati di 10 cm e infiggendo in
verticale nel terreno, in loro corrispondenza, una vanga per una profondità sempre di
10 cm, facendo in modo che, estraendola, essa non aderisca alla zolla; se ciò dovesse
accadere si può ricorrere all’ausilio di un coltello per effettuarne il distacco; in presenza
di scheletro l’operazione potrebbe risultare difficoltosa tanto da compromettere
l’integrità del campione: in tal caso sarà necessario ritagliare una zolla più grande e
riportarla alle dimensioni standard con il coltello dopo averla estratta.
In alternativa alla vanga, ma solo nei terreni privi di scheletro e non eccessivamente
compatti, si può utilizzare una scatola metallica di adeguate dimensioni priva del fondo,
infiggendola verticalmente nel terreno con l’ausilio di una mazza.
Prima di sollevare la zolla dal terreno bisognerà scalzarla (utilizzando una piccozza o
se necessario il piccone) su uno o più lati per scoprirne la parete fino alla profondità
utile e poterne poi tagliare la base (sempre a 10cm) utilizzando la vanga; sollevarla
quindi con cautela e riporla nel proprio sacchetto che, per evitare di maneggiare la zolla
con il rischio di frantumarla, è preferibile sia precompilato.
N.B. Spesso le condizioni del terreno (terreni sciolti e/o arati) non consentono il prelievo
di una zolla integra e compatta. In questi casi, nel rispetto del volume totale indicato
dalla metodologia per il singolo campione, si ritiene sia ugualmente rappresentativo
campionare un volume di suolo, seppur sciolto, corrispondente a 1 dm3.
La zolla così prelevata e attentamente insacchettata, deve essere posizionata in
verticale e riposta all’ombra.
E’ buona norma documentare tutte le operazioni con un adeguato numero di fotografie.
In sintesi, i passaggi fondamentali:
 compilazione scheda
 rimozione della copertura erbacea
 disegno di un quadrato di 10 cm di lato
 infissione della vanga o scatola metallica
 isolamento della zolla
 taglio della base
 estrazione
 insacchettamento del campione
 prelievo del campione per determinare umidità e porosità
 lettura termometrica interna
 rilevamento compattazione del suolo (lettura penetrometrica)
 stoccaggio campione
 documentazione fotografica

12
Fasi del campionamento

Campione estratto e
insacchettamento
Ritaglio e scalzatura
della zolla

Misura della compattazione del


Misura della suolo con penetrometro manuale
compattazione del suolo
con penetrometro digitale

Termometro da campo con


sonda rigida per il suolo

Prelievo del campione per la


determinazione della densità
apparente e contenuto idrico
del suolo

13
PARTE 3 - LINEE GUIDA PER L’ESTRAZIONE DELLA PEDOFAUNA
3.1 - Preparazione campioni per l’estrazione
I campioni prelevati e confezionati nelle buste vengono trasportati in laboratorio per
essere sottoposti ad estrazione della pedofauna, avendo cura di non sovrapporre e non
capovolgere le zolle e di preservare quanto più possibile l’integrità della fauna.
Prima di procedere al posizionamento dei campioni nell’estrattore, la strumentazione
(imbuti, setacci) va opportunamente lavata e asciugata con cura onde evitare
contaminazioni da precedenti estrazioni.
La zolla estratta dalla propria busta viene adagiata sul relativo setaccio con maglia da
2 mm, sotto al quale è predisposto un foglio di carta al fine di recuperare le particelle di
suolo che inevitabilmente si staccheranno; è opportuno infatti recuperare e setacciare
tutto il suolo prelevato per garantire la rappresentatività del campione e perciò tali
particelle andranno riversate sullo stesso setaccio.
Ogni setaccio viene adagiato sul relativo imbuto dell’estrattore di Berlese-Tüllgren, al di
sotto del quale viene piazzata e fissata, con del nastro-carta sigillante, una provetta
contenente circa 15-20 cc di soluzione conservante; la provetta viene contrassegnata
con il numero della postazione del selettore, con la denominazione del campione (come
da scheda di campagna) e con la data di inizio estrazione.
Terminato il posizionamento di tutti i setacci sui rispettivi imbuti si accendono le lampade
e l’estrazione ha inizio.

3.2 - Attrezzature e materiali


 setacci
 imbuti
 provette
 nastro carta
 pennarello

Fasi di preparazione dei campioni per l’estrazione

14
PARTE 4 - LINEE GUIDA PER LA LETTURA AL MICROSCOPIO
4.1 - Premessa
La micro artropodofauna che viene estratta con questo metodo comprende individui
piccoli e delicati e quindi ogni operazione successiva alla estrazione dovrà essere
condotta con cura al fine di evitare di danneggiare gli esemplari da identificare.

4.2 - Attrezzature e materiali


 flaconi (provettoni) in polipropilene con fondo piatto da 50-60 ml con Ø 30 mm;
 scatole Petri in plastica a quattro settori;
 spruzzetta;
 stereoscopio da dissezione a 40 ingrandimenti (o più);
 Illuminazione a luce fredda;
 carta millimetrata;
 aghi manicati, lancette, anse (anche auto-costruiti);
 pennelli cilindrici misura zero;
 chiave fenetica;
 carta, matita, gomma (o tablet o laptop se si preferisce);
 alcool etilico al 75%;
 lavabo e acqua corrente.
Possono servire nel caso di dubbi nel riconoscimento, una attrezzatura fotografica e
relativo software e computer da collegare allo stereoscopio.
Se invece si ritiene opportuno conservare il campione saranno necessari
 imbuto piccolo di vetro o polipropilene con gambo corto
 provette e “provettoni” in vetro di varie misure con tappo a vite
 pipette Pasteur usa e getta
 etichette di carta
 parafilm
 recipienti per contenere le provette

4.3 - Lettura
Dopo circa 7 giorni dall’esposizione del campione di terreno al selettore Berlese-Tullgren
si può ritenere conclusa l’estrazione dei microartropodi.
Si procede quindi ad annotare l’ora di spegnimento delle lampade e a prelevare con
attenzione i provettoni che sono stati posti al di sotto degli imbuti. I provettoni vengono
quindi chiusi e preferibilmente conservati in frigorifero fino al momento della lettura
mantenendoli in posizione verticale.
Prima della lettura il contenuto del singolo provettone viene trasferito in una (o più se
necessario) capsula Petri, provvedendo a risciacquare con alcool al 75% il fondo e le
pareti del provettone, in modo da assicurarsi di aver trasferito tutti i microartropodi.
E’ bene fare in modo che ogni settore di capsula contenga uno strato di liquido non
troppo spesso per facilitare la lettura.
A questo punto il contenuto della capsula viene esaminato al binoculare provvedendo

15
ad annotare, con l’ausilio delle chiavi dicotomiche, quali forme biologiche sono state
individuate.
Nel caso in cui si osservino forme biologiche alle quali può essere assegnato un
punteggio diverso si dovrà considerare solamente il punteggio maggiore, che ai fini
pratici significa che se abbiamo già individuato un individuo col punteggio massimo
possiamo sorvolare su tutti gli altri individui del medesimo tipo che hanno punteggi più
bassi.
Per la misurazione delle dimensioni degli individui che lo richiedono potranno essere utili
lenti micrometriche o, in mancanza di queste, anche semplicemente carta millimetrata
mentre per la “manipolazione” degli esemplari si impiegheranno aghi, lancette, anse e
quant’altro possa essere ritenuto opportuno.
E’ inoltre necessario provvedere ad una doppia lettura del campione, una effettuata con
sfondo chiaro ed una con sfondo nero.
Al termine della lettura il campione può essere conservato in provette di vetro: all’interno
di queste sarà inserita un’etichetta (compilata con la matita) con i codici di riferimento
del campione; la o le provette saranno poi riempite con alcool al 75% e sigillate con
parafilm e inserite a loro volta in contenitori più grandi colmi anch’essi di alcool.

Fasi di preparazione dell’estratto dal selettore Berlese-Tüllgren e lettura allo


stereomicroscopio

16
INDICAZIONI GENERALI PER L’INTERPRETAZIONE DEI DATI
L’applicazione dell’Indice di qualità biologica del suolo QBS-ar per la valutazione dello
“stato di salute del suolo” ha una storia troppo recente perché possa esistere
un’interpretazione univoca dei dati, anche perché non è stata ancora definita una scala
assoluta di valori.
Le esperienze condotte nel nord Italia al momento sono più numerose rispetto a quelle
eseguite in ambiente mediterraneo e, pertanto, vengono prese come un valido
riferimento bibliografico per la lettura dei dati; ma è evidente che soltanto attraverso
l’acquisizione nel tempo di un più robusto dataset regionale si potrà definire una chiave
interpretativa dei valori di QBS-ar riscontrati in Sardegna e dare una valenza territoriale
ai risultati derivati dalle esperienze locali sinora condotte.
Come è ovvio aspettarsi, gli studi hanno generalmente individuato un gradiente di valori
che va da quelli più bassi per i terreni sottoposti ad aratura a quelli più alti mostrati dai
boschi non disturbati.
Per gli approfondimenti si rimanda alla consultazione dei “Casi studio” caricati nel sito
Intranet di Agris, mentre qui si riportano alcune tabelle di sintesi (Tabella 1 e Tabella 2)
messe a punto per i suoli dell’Italia settentrionale (C. Menta, 2008) che riteniamo utili
come valori di riferimento per una prima lettura dei risultati.

Tabella 1 - Valori QBS-ar di riferimento in relazione alle tipologie d’uso del suolo
(Italia settentrionale)

tipologie di suolo in base all’ambiente


QBS-ar NOTE
o alla destinazione d’uso

La diminuzione di biodiversità si ha dopo un


Suolo arato 40-50
certo periodo di tempo dall’aratura

Generalmente è la coltura che mostra i valori


Barbabietola 40-60
più bassi

Certi campi molto inerbiti possono dare valori


Mais 40-100
anche superiori a 100

Mediamente tra i seminativi è la coltura che


Frumento 60-100
mostra i valori più alti

I valori più alti si hanno al terzo anno di coltura


perché diminuiscono gli effetti della
Erba medica 60-180
preparazione del letto di semina

Sono i prati permanenti che durano oltre i 10


Prati stabili 90-180
anni

Generalmente le aree boschive hanno valori


Boschi 150-250
maggiori di 130

17
Tabella 2 – Classi di qualità biologica del suolo (da studi nell’Italia settentrionale)

Range Giudizio di qualità

250-150 Alta qualità Prati, torbiere, boschi

150-100 Media qualità terreni arati in rotazione con prati, frutteti non arati

100-60 Bassa qualità ambienti agricoli

60-21 Scadente qualità ambienti agricoli intensivi

Da notare che il limite inferiore della classe “scadente” non risulta zero ma 21. Il motivo
è dato dal fatto che, per considerare valido un campione, è richiesta la presenza minima
di almeno 3 acari e 3 collemboli con un valore QBS minimo di 21 (Acari, valore EMI=20,
Collemboli non adattati EMI=1).
A titolo di esempio, da integrare e rivedere nel tempo, forniamo alcuni dei valori ritrovati
nei campionamenti effettuati negli ultimi anni in Sardegna che si ritiene possano essere
utilizzati come termini di confronto con i dati riscontrati nei propri campionamenti.
E’ stata notata una chiara variabilità stagionale e valori molto bassi nei prelievi effettuati
in epoche vicine alle lavorazioni del terreno. Il dataset è al momento piuttosto debole ma
con il tempo fornirà dei dati più chiari e statisticamente robusti. Per ora ci si può limitare
solo a fornire dei trend.
Attenendoci al confronto con la tabella precedente si vede come i suoli in gestione
conservativa si stiano spostando verso valori di alta qualità seppure nell’ambito di
fluttuazioni stagionali (Tabella 3).

Tabella 3 – Esempio dei valori di QBS-ar rilevati in Sardegna (anni 2014-2016)

Range Uso del suolo

55-128 Vigneto in gestione convenzionale

135-172 Vigneto in gestione conservativa

100-103 Seminativo in gestione convenzionale

116-153 Seminativo in gestione conservativa

18
ALLEGATI
Allegato 1a - Programma di campionamento QBS-ar

Modulo 1

PROGRAMMA DI CAMPIONAMENTO
Settore Suolo, Territorio e Ambiente
QBS-ar

Richiedente:
_______________________________________________________________________________
Settore:
_______________________________________________________________________________
Data: __________________________________________________________________________
(1):
Progetto: ___________________________________ N° campionamenti previsti ___________
Periodo 1° campionamento(2): _______________________________
Periodo 2° campionamento: _______________________________
Periodo 3° campionamento: _______________________________
Periodo 4° campionamento: _______________________________
………………………………………………………………………………………………………………………
N° totale di campioni da prelevare per data: _________________

(1)specificare quanti campionamenti si prevede di effettuare nell’ambito dello stesso progetto. Esempio:
2 campionamenti all’anno (in primavera e in autunno) per 2 anni. TOTALE 4 campionamenti
(2)
specificare il periodo di inizio di campionamento (es. Primavera: maggio o Autunno: ottobre) e a
seguire i successivi, tenendo conto delle necessarie condizioni di umidità del suolo richieste dalla
metodica (W% pari a ≥40% - ≤80%della capacità di campo) affinché i dati siano scientificamente validi.

SCHEMA SITO DI CAMPIONAMENTO


Disegnare una bozza del sito di campionamento (es. versante vitato, una o più parcelle, ecc.) o allegare
la pianta aziendale con i campi in cui effettuare i prelievi. Indicare i punti di prelievo con le rispettive
denominazioni (sigle e/o numeri)

19
Allegato 1b - Richiesta di analisi QBS-ar

Modulo 2

RICHIESTA DI ANALISI
Settore Suolo, Territorio e Ambiente QBS-ar

Richiedente:
___________________________________________________________________
Settore:
___________________________________________________________________
Data:
___________________________________________________________________
Progetto:
___________________________________________________________________

N° Campionamento(1): ___________________N° di campioni da prelevare _______

NOTE(2):
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________

(1) specificare a quale numero di campionamento si riferisce la richiesta, secondo il programma


presentato. Esempio: 1/4 Primavera, 2/4 Autunno, ecc.
(2) segnalare specifiche situazioni di interesse per i tecnici campionatori, come ad esempio la presenza
di eventuali rischi (recenti trattamenti e concimazioni) o particolari prescrizioni da rispettare (divieto
di calpestio) allo scopo di metterli nelle condizioni di operare in sicurezza o di non invalidare gli esiti
del campionamento.

20
Allegato 2 - Scheda di campagna QBS-ar

QBS-ar
SCHEDA DI CAMPAGNA
Settore Suolo, Territorio e Ambiente

CARATTERI GENERALI CARATTERI DI SUPERFICIE

data: quota m s.l.m.

rilevatore_1: pendenza_%:

rilevatore_2: esposizione°:

comune:

località:

denominazione punto (come da programma di


campionamento)

USO DEL SUOLO

naturale o
agricolo
seminatur.
uso:

X
coordinate punto: copertura vegetale:
(WGS84)
Y
coltura in atto:

DATI DI CAMPO

Capsula n°
T° C
punto (per determinazione di W% e misure penetrometriche (N) - punta n° ____
a 10 cm
DBD)

NOTE / disegno schema di campionamento

21
Allegato 3a - Rapporto di Prova QBS-ar

RAPPORTO DI PROVA
ANALISI DELL’INDICE DI QUALITA’ BIOLOGICA DEL SUOLO
MICROARTROPODI

Settore Difesa delle Piante QBS-ar


Denominazione campione Data prelievo Inizio estrazione Fine estrazione Data controllo

Indici Ecomorfologici (EMI) - repliche EMI


Gruppi
1 2 3 campione
Pseudoscorpioni
Opilionidi
Aracnidi Palpigradi
Araneidi
Acari
Crostacei Isopodi
Diplopodi
Pauropodi
Miriapodi
Sinfili
Chilopodi
Proturi
Dipluri
Collemboli
Dermatteri
Ortotteri
Embiotteri
Isotteri
Insetti
Blattari
adulti
Psocotteri
Emitteri
Tisanotteri
Coleotteri
Imenotteri
Ditteri
Altri olometaboli
di Coleottero
Insetti di Dittero
larve di Imenottero
di Lepidottero
QBS-ar repliche
QBS- ar

IL RESPONSABILE DELL’ANALISI _____________________________

Pag ______ di________

22
Allegato 3b - Certificato QBS-ar – Dati di Laboratorio Pedologia

CERTIFICATO DI QBS-ar - DATI DI LABORATORIO


Settore Suolo, Territorio e Ambiente

PROGETTO ___________________________________ pag. ………………di………………...……

data campionamento: data consegna:

TABELLA RIASSUNTIVA

denominazione T° C Media della misura


sub campione umidità % DBD g/cm3 note
punto a 10 cm penetrometrica in N

X A

coordinate
punto: Y B
(WGS84)

X A

coordinate
punto: Y B
(WGS84)

X A

coordinate
punto: Y B
(WGS84)

X A

coordinate
punto: Y B
(WGS84)

23

Potrebbero piacerti anche