1.
titolo
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2.
La teoria di Darwin è una rivoluzione in quanto ribalta la concezione dell'uomo
all'interno del mondo, la sua concezione finalista e la pretesa ontologica (che
riguarda la conoscenza dell'essere in quanto tale) dell'uomo e della sua mente su
tutti gli esseri viventi
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--------3.
i 3 principi del "nucleo darwiniano":
1. la nascita continua di novità, di variazione
2. l'ereditarietà di queste variazioni che tendono a trasmettersi tra le
generazioni
3. l'azione della selezione naturale che attraverso la sopravvivenza
differenziale dei portatori di mutazioni vantaggiose fa sì che alcune varianti
si diffondano più di altre
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4.
Darwin elabora la sua teoria sulla base di numerosi esperimenti (L'Origine della
specie, 1859). questa si fonda principalmente su 2 fatti:
- esistenza di piccole variazioni organiche che si verificano negli esseri viventi
lungo il corso del tempo e sotto l'influenza delle condizioni ambientali e che
possono essere vantaggiose per gli individui che le presentano
- la lotta per la vita che vede combattere specie per tendenza
all'autoconservazione e al moltiplicarsi
individui con variazioni vantaggiose hanno più probabilità di sopravvivere e sarà
per loro possibile trasmettere queste variazioni ai propri eredi
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5.
evoluzione= cambiamento (di qualunque tipo, morfologico o comportamentale) degli
organismi nel corso delle generazioni
La teoria di Darwin vede dissenso nel creazionismo fissista, nella teologia
naturale inglese ma anche nella visione finalistica degli uomini della propria
esistenza
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6.
Darwin sottolinea che questa evoluzione non è un "progresso" in quanto non c'è un
miglioramento costante.
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7.
le 4 categorie di evidenze empiriche a favore del darwinismo:
1. prove storiche: fossili e indizi paleontologici
2. comparazione anatomiche: comparazione tra specie attuali ed estinte
3. prove molecolari: provano i gradi di somiglianza tra tutti gli esseri
viventi
4. risultanze di laboratorio: evoluzione nelle dinamiche parassita/ospite o
predatore/preda o nelle "guerre agli armamenti" fra batteri e antibiotici
l'evoluzione è lo sfondo di tutte le bioscienze; la teoria di base è ancora quella
di Darwin ma la sua base empirica si è sviluppata nel tempo
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8.
organi vestigiali: organi eredità dei nostri antenati che hanno perso la loro
funzione primaria quindi considerati inutili (es. residui di arti posteriori nelle
balene)
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9.
3 tesi filosofiche:
1. primato della variazione sulla forma
2. primato della relazione sull'individuo
3. primato della complessità e della sperimentazione sull'ordine
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10.
PRIMATO DELLA VARIAZIONE SULLA FORMA
non esistono esseri viventi fissi e immutabili, la variazione regola la
riproduzione
la vita non come qualcosa di fisso o puro, ma come un processo complesso, fatto di
limiti, possibilità, compromessi
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11.
la teoria di Darwin distrugge quella creazionista che vedeva l'uomo come prodotto
di Dio a sua immagine e somiglianza, le facoltà superiori dell'uomo quindi non
derivano da un dio ma da un lungo processo evolutivo. attacca anche il fissismo.
Fissismo: teoria aristotelica che vede il mondo e le specie che ci abitano
immutabili.
Critica a D da parte della chiesa: il mondo essendo perfetto non può essere il
prodotto dell'evoluzione che è caotica e irregolare basata anche su errori
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12.
Telmo Pievani: “La spiegazione evolutiva è contro-intuitiva; lo sapeva anche
Darwin. Dobbiamo affrontare un problema mentale e cognitivo perché l’evoluzionismo
si contrappone alla linearità ed al finalismo. L’evoluzione inoltre non va di bene
in meglio.”
Carlo Sini: “Con Darwin abbiamo capito che la forma non esiste, è solo una
configurazione temporanea, un’apparenza transitante in continua evoluzione, sempre
qui ed ora, mentre tutta la riflessione filosofica da Platone è partita dalla forma
stabile. L’ontologia, pertanto, non è più possibile non c’è nessuna forma eterna,
né alcun ente in quanto tale, le cose in loro stesse sono in continuo divenire.”
l'ontologia non può più esistere o quanto meno essere utile
con D abbiamo la fine della teleologia, dell'armonia e della forma/essenza
aristotelica
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13.
forme di transizione in una discendenza ramificata, foto
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14.
PRIMATO DELLA RELAZIONE
tutti gli esseri viventi sono imparentati tra loro e ne condizionano la vita a
vicenda, la lotta per l'esistenza è una rete di rapporti tra gli esseri viventi.
crolla il mito dell'antropocentrismo, eravamo contingenti e non necessari
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15.
noi tendiamo a sovrastimare la nostra importanza e a sottostimare quella degli
altri esseri viventi come virus e piante (cecità alle piante, plant blindness) solo
perché lontani da noi ma in realtà sono molto importanti
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16.
PRIMATO DELLA COMPLESSITà E DELLA SPERIMENTAZIONE SULL'ORDINE
la selezione naturale non produce un "ordine" prestabilito in quanto non c'è un
fattore specifico che guida il cambiamento ma diverse "funzioni" che riflettono le
diverse pressioni selettive
Ordine proposto da Ernst Mayr sulla presentazione.
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17.
Pievani(Imperfezione. Una storia naturale (2019)): "l'imperfezione non è un difetto
e nemmeno un limite ma una caratteristica intrinseca della natura e dell'evoluzione
stessa. L'imperfezione è ciò che permette agli organismi di adattarsi e di evolvere
nel tempo.
L'evoluzione è un percorso accidentato e imprevedibile non teso alla perfezione"
D dice che se studiamo l'imperfezione capiamo l'evoluzione. La natura è il frutto
di compromessi provvisori
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18.
L'evoluzione è un intreccio di leggi di natura e di caso il cui risultato è
un'incessante metamorfosi (trasmutazione, non usa evoluzione per via dei suoi
residui finalistici).
Pievani sottolinea come nonostante D abbia dimostrato che l'uomo non è al centro
della natura e della terra e che quindi non è stato favorito in alcun modo, gli
evoluzionisti e lo stesso D usino un linguaggio antropomorfico per descrivere
l'operato della selezione naturale
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19.
Teoria della selezione naturale:
- è una forma di evoluzionismo che si oppone a creazionismo e fissismo
- prevede mutazioni morfologiche individuali casuale che sono selezionate
dall'ambiente, si trasmettono per via genetica e si accumulano determinando la
comparsa di una nuova specie
- =! dalla teoria di Lamarck secondo cui le mutazioni morfologiche sono conseguenza
dell'ambiente e si trasformano in caratteristiche fisiologiche, trasmissibili alla
prole
- viene estesa all'essere umano contro l'idea della centralità dell'uomo
nell'universo e contro l'idea di un disegno finalistico dell'universo