Schopenhauer 1788 – 1860
Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente
Il mondo come volontà e rappresentazione 1819 – 4 libri (1 e 3 rappr. – 2 e 4 volontà)
NO PANLOGISMO HEGELIANO – SOTTOLINEA L’IRRAZIONALITA’ DEL REALE – ANTITESI A HEGEL –
SPIRITO? NO, CORPO! – ISTINTI, DESIDERI, PASSIONI – VOLONTA’- NOLONTA’
Nel Mondo come volontà e rappresentazione A. Schopenhauer introduce il concetto di Velo di Maya che mutua dai
Veda, complesso di testi sacri da cui prende nome la più antica religione delle popolazioni arie dell’India (vedismo),
da cui successivamente si svilupperà l’induismo. Ma che cos’è il Velo di Maya? È il velo dell’illusione, che
ottenebra le pupille dei mortali e fa loro vedere un mondo di cui non si può dire né che esista né che non esista; il
mondo, infatti, “è simile al sogno, allo scintillio della luce solare sulla sabbia che il viaggiatore scambia da lontano
per acqua, oppure ad una corda buttata per terra ch’egli prende per un serpente”.
Per S. occorre reinterpretare Kant (gli idealisti avevano distrutto la cosa in sé) mostrando come la cosa in sé esista
ma non sia “principio di realtà” ma elemento negativo – PESSIMISMO, PANDEMONISMO
Nel riprendere da Kant i concetti di fenomeno e noumeno, il filosofo di Danzica li carica di valori negativi
considerando la realtà fenomenica come velo di Maya (apparenza illusoria), che si manifesta attraverso le forme a
priori di spazio, tempo e causalità che, come dei vetri sfaccettati, ci offrono una visione delle cose si deforme, e
pertanto la rappresentazione deve essere ritenuta un inganno e la vita simile ad un sogno. Tra la vita ed il sogno il
confine è sottile a tal punto che Schopenhauer scriverà “vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine
è vivere, sfogliarli a caso è sognare“. Tuttavia, al di là di essa, esiste la realtà vera, sulla quale l’uomo deve
interrogarsi. Il noumeno che per Kant era la realtà inaccessibile per l’intelletto umano e come tale un concetto limite,
diventa per Schopenhauer una realtà accessibile, anzi, è necessario che l’uomo vi acceda per comprendere l’essenza
delle cose, ma come si può fare? Squarciando appunto il Velo di Maya
VOLONTA’: COME E’ IL MONDO – RAPPRESENTAZIONE : COME CI APPARE COL PRINCIPIO DI
RAGION SUFFICIENTE
Volontà, termine che il filosofo utilizza per indicare la realtà noumenica. La mia vera e autentica essenza è la
volontà, inconscia, cieca, irrazionale e inappagabile e come lo sono io, riconosco per analogia che lo sono tutte le
cose, a diversi livelli, e che quindi l’essenza di tutta la realtà è la Volontà. Da qui il titolo Il mondo come volontà e
rappresentazione. La Volontà, quella forza oscura che anima le nostre azioni, quella che Freud chiamerà inconscio e
che per Nietzsche sarà lo spirito apollineo, nel suo essere inappagabile e senza uno scopo ben preciso, condanna
l’uomo al dolore, all’insoddisfazione fisica e morale. Eloquente è, a tal proposito, la metafora del pendolo che
Schopenhauer utilizza per descrivere la condizione esistenziale dell’uomo, “un pendolo che oscilla tra il dolore e la
noia passando attraverso il breve intervallo del piacere”. Noia e dolore sono gli stati permanenti ai quali l’uomo è
condannato e il piacere è solo una chimera, un palliativo temporaneo, un obbiettivo illusorio
Non se ne esce col suicidio perché paradossalmente è una affermazione estrema della volontà
NOLUNTAS – aspetto centrale del quarto libro – FILOSOFIA ORIENTALE – Veda, Buddhismo
TRASFORMARE I MOTIVI IN QUIETIVI - A QUESTO SERVE L’ARTE – IMPORTANZA DELL’ESTETICA
E DELLA MUSICA IN SCHOPENHAUER
SOLUZIONE: RICONOSCERE CHE LA VOLONTA’ E’ UNA SOLA – ELIMINARE IL CONFLITTO