PREMESSA
Gli infortuni sul lavoro sono causati dallo scarso rispetto delle norme
antinfortunistiche. Ce lo insegna la cronaca quotidiana che ormai ci ha abituato a
sentire di aziende che non rispettano le norme antinfortunistiche, di malattie causate
dal lavoro, di lavoro nero dove non esistono prevenzioni.
Eppure siamo alle soglie del duemila ed è un controsenso morire sul lavoro.
Esiste un organismo, l’INAIL che si dà da fare per ridurre gli infortuni, perché la
salute non ha prezzo e l’evoluzione tecnologica dovrebbe evitare queste inutili morti.
LE CIFRE
Ogni anno circa il 5% dei lavoratori (circa 1000000) si infortuna, di questi 30000
restano invalidi (circa ogni giorno 3 persone muoiono sul lavoro). Secondo l’OMS
ogni anno ci sono sul lavoro 120 milioni di incidenti e 220000 morti. Il costo di queste
invalidità è 5 miliardi di €.
Di seguito vengono riportate alcune tabelle che illustrano, speriamo in maniera
esaustiva, la mole del fenomeno.
LE CAUSE
Le cause sono fondamentalmente di 4 generi:
1) Assenza di dispositivi di sicurezza
2) Mancanza di controlli
3) Assenza di prevenzione
4) Lavoro nero
I NUOVI FATTORI DI RISCHIO
Purtroppo l’avanzamento tecnologico porta all’insorgere di nuove malattie. Molte
sostanze sono considerate cancerogene e ogni anno ci sono 4000 casi di tumori.
Inoltre le nuove malattie insorgono con il cambiamento di condizioni di lavoro (danni
alla vista per gli operatori al computer) e lo stress.
LA NORMATIVA IN MATERIA DI
SICUREZZA SUL LAVORO
Soltanto nel 1994 con Legge n. 626, con grave ritardo sugli altri paesi dell’UE, l’Italia
ha recepito le direttive in materia di sicurezza, con anche conseguenti ulteriori
adeguamenti, di cui l'ultimo è la famosa Legge 81/2008. In effetti l’attuale normativa,
complessivamente soddisfacente per la sicurezza dei lavoratori, viene
sostanzialmente inapplicata per due ragioni fondamentali:
- da parte dei datori di lavoro l’adeguamento delle norme di sicurezza continua ad
essere visto come un costo aggiuntivo, ritenendo peraltro che il rischio dei lavoratori
viene già coperto da un’assicurazione obbligatoria;
- gli stessi lavoratori cui la normativa affida anche responsabilità di controllo, non
sono preparati, nella maggior parte dei casi, a questo ruolo e si trovano in difficoltà
ad esercitarlo.
L’INAIL, ENTE GESTORE
Lo stato stabilisce l’obbligo dell’assicurazione contro i danni fisici ed economici che il
lavoratore subisce a seguito di infortuni e malattie professionali. L’Inail, acronimo di
istituto nazionale assistenza infortuni del lavoro, gestisce questa assicurazione
obbligatoria.
Il rapporto assicurativo ha normalmente inizio con la denuncia all’Inail dell’attività
esercitata, in quanto ritenuta rischiosa dalla legge. Il costo dell’assicurazione tiene
essenzialmente conto della diversa pericolosità tra le varie mansioni e
dell’ammontare delle retribuzioni pagate ai dipendenti occupati.
PRESTAZIONI
• Indennità per inabilità temporanea assoluta: assegno giornaliero
• Rendita diretta per inabilità permanente: assegno mensile con invalidità
compresa tra l’11 e il 100%
• Rendita per silicosi e asbestosi: assegni per un anno con invalidità non < 80%
• Rendita ai superstiti e assegno funerario: assegni mensili
• Integrazione rendita diretta: risarcimento spese sanitarie derivate da infortunio
• Assegno per assistenza personale continua: assegno mensile con invalidità
completa (100%)
• Assegno di incollocabilità: con grado di invalidità >34% e non di 55 anni di età
(più giovane).
RISPETTO DEL PROGRAMMA DI FORMAZIONE E
ADDESTRAMENTO
Affinché ci sia una buona prevenzione i lavoratori devono rispettare alcune regole:
• osservare le istruzioni che gli sono state impartite mediante la formazione,
• utilizzare correttamente i macchinari, le sostanze, i mezzi di trasporto,
• utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione,
• segnalare subito al datore di lavoro o a un suo incaricato le carenze delle
attrezzature e dei dispositivi di protezione,
• non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza,
• non assumere cibi o bevande e non fumare in luoghi dove ci sono oggetti
cancerogeni o infiammabili,
• sottoporsi a controlli sanitari periodici,
• partecipare ad addestramenti riguardanti l’uso dei macchinari e dei dispositivi
di protezione,
• collaborare al rispetto delle norme. I lavoratori che non rispettano tali norme saranno puniti con una
multa da 400.000 lire a 1.200.000 o con l’arresto fino ad 1 mese.
PROCEDURE DA ESEGUIRE
In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale il datore di lavoro deve
garantire che sia fatto tutto quello che la normativa [Link] ciò nonostante
dovesse accadere un infortunio è importante:
1) prestare le prime cure,
2) se necessario chiamare l’ambulanza,
3) informare subito il datore di lavoro,
4) se necessario sorvegliare il luogo o la macchina dove è accaduto l’incidente,
5) nei casi in cui possa prevedersi la morte o l’inabilità superiore ai 30 giorni,
richiedere l’intervento del pretore per lo svolgimento dell’inchiesta per cercare
le cause per cui è avvenuto l’infortunio,
6) controllare che venga fatta la denuncia all’INAIL entro 5 giorni.
LE MALATTIE PROFESSIONALI
Queste sono riportate su una tabella allegata al Testo Unico Infortuni; per quelle non
gabellate per le quali il lavoratore rivendica un risarcimento, bisogna dimostrare che
l’evento dannoso ha causato malattia professionale.
Il lavoratore deve informare il datore di lavoro entro 15 giorni, presentare il certificato
medico e in caso di prosecuzione delle cure, il certificato del medico curante.
STATISTICHE
Di seguito vengono riportate alcune tabelle (con didascalie) che illustrano la gravità,
pur se in miglioramento, della situazione legata agli eventi di infortunio a livello
nazionale.
Tabella1: Percentuale di eventi suddivisi per settore. (Fonte INAIL)
Tabella 2: Cause che hanno determinato l'evento traumatico. (Fonte INAIL)
Tabella 3: Indicazione del DPI del cui Tabella 4: Grado di scolarizzazione
inutilizzo ha determinato l'evento. dell'infortunato.
(Fonte INAIL) (Fonte INAIL)
Tabella 4: Tendenza infortuni a livello nazionale e dati traumi occorsi in
edilizia. (Fonte INAIL)
Dalle tabelle sopra esposte si può dedurre con facilità che i danni derivanti dagli
infortuni sul lavoro colpiscono nella maggior parte dei casi operatori nel campo delle
costruzioni.
Si può altresì notare che nella metà dei casi l'evento traumatico è da attribuirsi alla
mancata utilizzazione dei DPI disponibili, e come seconda causa, per la mancata
fornitura degli stessi da parte della Direzione delle Aziende.
Inoltre la caduta conseguente dal mancato sistema di ancoraggio tramite il sistema
più idoneo in funzione della lavorazione svolta, copre la maggioranza delle cause
derivanti degli infortuni.
Infine si può dedurre che maggiore è l'istruzione, tanto più sembra che l'occhio sia
portato a “vedere il pericolo” con largo anticipo, anche se è vero che maggiore è la
scolarizzazione maggiori sono le possibilità che il lavoratore abbia una occupazione
non particolarmente esposta a rischi.
DPI PRINCIPALI USATI NEL CAMPO DELLE
COSTRUZIONI
CASCHETTO OTOPROTETTORI
OCCHIALI / SCHERMI GUANTI
SCARPE IMBRACATURA
MASCHERINA TUTA DA LAVORO
E SOPRATTUTTO IL BUON SENSO E SOTTOMISSIONE AL RSPP
SCHEDE: IL MODUS OPERANDI IN PRATICA
Qui sotto prima esponiamo uno “stupidario” di come NON si lavora, e quindi una
serie di schede con consigli su come operare in cantiere (metodo errato e corretto),
una serie di segni convenzionali da usare sul lavoro ed i cartelli che possono e
DEVONO essere present nel cantiere per prescrivere divieti e obblighi degli operanti
del settore.