Torquato Tasso
Vita e formazione culturale
Torquato Tasso nacque a Sorrento l’11 marzo 1544.
La sua nascita a Sorrento è casuale, in quanto la famiglia non era campana. Da piccolo
vede poco il padre inquanto svolge la sua attività di cortigiano e militare in giro per L’Italia.
Vive con la madre e la sorella Cornelia e si ricongiunge al padre all’età di 10 anni.
I suoi studi, prima le scuole gesuite a Napoli, poi a Padova studia Diritto, Filosofia e
Eloquenza.
Nel 1565 entra al servizio del Cardinale Luigi D’Este e si trasferì a Ferrara; qui inizia a
scrivere il nuovo poema Goffredo (poi noto come Gerusalemme Liberata) e trascorre
degli anni molto sereni.
Nel 1572, dopo un viaggio in Francia e poi a Roma, il poeta entra a far parte della corte
del Duca Alfonso II, e qui scrive Aminta, raggiungendo il culmine del successo con la
nomina a storiografo di corte.
Da questo momento il poeta inizia ad andare in crisi.
La prima ragione è che il poema non lo soddisfa e anche se la critica dei letterati, filosofi
e teologi lo ritengono molto valido, il poeta è scettico.
Sottopone l’opera anche all’Inquisizione di Ferrara e Bologna che assolvono l’opera, ma
neanche qui Tasso è soddisfatto della sentenza. E’ in crisi.
Il conflitto tra libertà di pensiero e ortodossia, portano il poeta su uno stato di malattia
mentale (Psicosi).
La seconda ragione sono i rapporti con la corte estense di Ferrara; cerca di passare alla
corte dei Medici, nemici storici della casa D’este; accadono diversi incidenti con la corte e
proprio in relazione ad uno di questi il poeta viene confinato nel convento di San
Francesco (aveva tirato un coltello contro un servo perché pensava che lo spiasse).
Tasso evade e fugge a Sorrento dalla sorella Cornelia, si traveste e annuncia la sua
morte. Alla reazione addolorata della sorella, si fa riconoscere.
Nel 1579 torna a Ferrara e offende pubblicamente il duca e la corte, il duca Alfonso lo fa
rinchiudere nell’ospedale di Sant’Anna e lo dichiara pazzo.
In questo periodo scrive molto e corregge continuamente il poema.
La pubblicazione del poema e di altri suoi scritti, senza il suo assenzo, gli provoca molti
dispiaceri, ma trova molti consensi tra i lettori che chiedono ripetutamente al duca la sua
liberazione.
Nel 1586 viene liberato, inizia a viaggiare per l’Italia e a scrivere altre opere.
Muore a Roma il 25 aprile 1595.
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La Gerusalemme Liberata
La Gerusalemme liberata è suddivisa in VENTI CANTI. Questi hanno una lunghezza
prossima alle cento ottave (il canto più breve è il XV: 66 ottave; il più lungo il XX: 144
ottave).
Trama
I crociati sono partiti già da 6 anni (nella realtà storica 3 anni) per liberare il Sacro
Sepolcro.
L’esercito attende in Libano la fine dell’inverno, quando appare a Goffredo di Buglione
l’arcangelo Gabriele, che lo invita ad assumere il comando dell’esercito e a portare
l’attacco finale contro Gerusalemme.
Il canto IV presenta un concilio di dèi infernali, presieduto da Plutone, i quali decidono
di aiutare i difensori della città, stretta da assedio dai cristiani.
L’intervento della Maga Armida inganna i cristiani con una falsa richiesta di aiuto e ottiene
l’allontanamento di Rinaldo e di numerosi altri guerrieri.
Rinaldo è prigioniero nel paradiso erotico delle Isole Fortunate, agli antipodi di
Gerusalemme; e solo la sua liberazione a opera di due inviati consentirà la conclusione
positiva dell’assedio a Gerusalemme.
Rinaldo, dunque, vince l’incanto malefico della selva di Saron, nella quale i cristiani non
possono altrimenti procurare il legname necessario per la costruzione della macchina da
guerra.
Accanto alla defezione di Rinaldo ve ne sono altre numerose negli eroi cristiani, frutto di
una psicologia doppia: da una parte animata dal senso del dovere e dell’eroismo,
dall’altra fuorviata da passioni e intralciata da smarrimenti psicologici.
Vinto l’incanto della selva di Saron, i cristiani possono scatenare l’attacco finale ed entrare
vittoriosi a Gerusalemme.
Confronto con L’iliade
Anche qui compare il momento di una identità nazionale: come la vittoria contro i Troiani
ricompatta i greci, anche qui dovrebbe ricompattare tutti i cristiani.
Nell’Iliade c’era l’assalto ad una città (Troia) qui c’è l’assalto a Gerusalemme.
Tasso porta i canti da 20 a 24, come sono i libri del poema greco scritto da Omero.
2
Riferimento all’Eneide virgiliana
Tasso condivide la rappresentazione tragica del tema erotico, la malinconia raffigurazione
della virtù (Goffredo ricalca le orme di Enea), l’importanza assegnata al paesaggio.
I personaggi principali
Gli eroi della Gerusalemme liberata sono eroi complessi, dominati da un’interiorità
inquieta e contraddittoria dove solo a fatica prevale la luce della Grazia e contrasta le
passioni e l’insicurezza psicologica.
Goffredo
Fa eccezione Goffredo che è esente da tentazioni mondane. Egli rappresenta la
bellezza ideale in una piena moralità.
E’ anche afflitto dalla malinconia, perché pur di spingere gli altri eroi cristiani verso una
causa nobile, si scontra con le loro debolezze terrene.
Rinaldo
E’ portatore dell’intento encomiastico (lodevole) del poema. E’ il personaggio più legato
alla tradizione cavalleresca e cortese. Anche se si fa fuorviare dalla maga Armida, ma poi
recupera e porta i cristiani alla vittoria.
Tancredi
E’ il contrario di Rinaldo. Vive una propria interiorità malinconica e sfortunata: l’amore
impossibile per la bella guerriera Clorinda.
Ha cercato sempre di avere un contatto con Clorinda senza riuscirci, ma durante un duello
non la riconosce e la uccide.
Prima di morire Clorinda si fa riconoscere e chiede e ottiene il battesimo.
La fase successiva della guerra vede Tancredi segnato dai sensi di colpa e dal dolore.
Argante e Solimano
Sono guerrieri pagani eroici che difendono Gerusalemme
3
Tra i personaggi femminili troviamo Armida, Clorinda ed Erminia:
Armida: la maga cerca di neutralizzare Rinaldo e portare i saraceni alla vittoria. Lo
incanta eroticamente portandolo nelle isole Fortunate, ma si innamora di lui e si
dispera quando Rinaldo l’abbandona per ritornare a combattere.
Armida rappresenta la minaccia dell’erotismo, cedendo al quale i cavalieri cristiani
si distolgono dal loro obiettivo di conquistare Gerusalemme.
Clorinda: unisce le doti di bellezza e di seduzione e non rappresenta la donna
tradizionale: armata in modo inconfondibile (la sua armatura è bianca), ella è uno
dei più valorosi guerrieri pagani.
Clorinda abbraccia in punto di morte la religione del suo amato uccisore, chiedendo
il battesimo.
Erminia: è una diversa femminilità. Innamorata di Tancredi (del quale è stata
prigioniera), rientra in una logica prettamente passionale.
E’ malinconica ed è tormentata dalla passione amorosa.
Temi Fondamentali del poema
La Gerusalemme Liberata fonda la propria struttura narrativa sui caratteri dei
personaggi.
Il tema fondamentale è costituito dall’interiorità dei protagonisti: i loro pensieri, i
loro desideri nascosti.
A questa zona oscura dell’interiorità, si contrappone l’eroismo dei combattenti,
sia dei cristiani sia dei pagani (o infedeli).
La magia rappresenta la dimensione sovrannaturale e che ha fini maligni.
Soltanto la religione indica un itinerario di salvezza.
Altro tema centrale è quello dell’Amore, che è il vero motivo conduttore del poema.
Da una parte l’amore esprime la dimensione felice e rasserenante, presente nella
zona d’ombra prima accennata; dall’altra parte l’amore è anche seguito da forze
oscure che minacciano l’individuo allontanandolo dai doveri sociali e dai valori
religiosi.
L’amore si contrappone alla guerra, alla terribile necessità distruttiva che l’eroismo
porta con se.
La guerra definisce la prospettiva eroica del poema. La guerra in quanto
dimensione estrema, smaschera i compromessi e le finzioni. Soprattutto impone
una soluzione al conflitto interiore degli uomini.
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Differenza con Dante
L’opera di Tasso non è molto distante dalla Divina Commedia, scritta circa 250 anni
prima.
1^ differenza
Infatti Dante con la sua opera vuole rifondare e qualificare i valori della civiltà
precedente; sviluppa il passaggio dall’era della classicità al cristianesimo
medioevale.
Tasso invece passa da una civiltà umanistico-rinascimentale a una nuova
prospettiva di una cattolicità controriformistica.
2^ differenza
Dante vede la dimensione interiore tra l’individuo e una definita gerarchia di valori;
mentre Tasso ritiene che la problematica sia interna all’individuo.
Lo stile, la lingua, la metrica
L’opera si fonda su una prospettiva stilistica plurima e ruota intorno a due
registri:
Registro epico, dove è presente:
o La materia epica
o Compostezza ed equilibrio
Registro lirico:
o Componente intimistica
o Espressività accesa e raffigurazione psicologica
La metrica
(la struttura ritmica di un componimento poetico, descritta attraverso la lunghezza, tipo e
accentuazione dei versi e del tipo di rime utilizzate)
Il parlar disgiunto ha nell’opera lo strumento principale.
L’endecasillabo è spesso sonoro e avvolgente, ma la sua autosufficienza musicale è
sempre minacciata dalla scarsa o mancante corrispondenza tra respiro metrico e respiro
logico-sintattico.
Ne consegue una presenza eccezionale di enjambements (in italiano Spezzatura, si
verifica quando due parole della stessa frase che dovrebbero stare saldamente unite,
vengono spezzate tra la fine di un verso e l'inizio di quello successivo).
5
Il PROEMIO
L’opera si apre con la protasi (ottava1), l’annuncio della materia del poema,
l’invocazione alla musa (ottave 2-3) e la dedica (ottave 4-5) fatta al Duca Alfonso II
d’Este.
Tasso rispetta il modello classico di presentazione dell’opera.
Temi principali del poema.
I temi principali sono annunciati già nella 1^ ottava:
La città assediata (Gerusalemme);
Un eroe pronto a morire per la causa in cui crede (Goffredo);
L’eterna lotta tra il bene e il male;
L’unità e la disciplina dei cristiani;
La varietà caotica e multiforme degli Infedeli;
L’avventura e l’ignoto.
Goffredo di Buglione è stato uno dei capi della prima crociata voluta da Urbano II per
liberare il sepolcro dai turchi, che si svolse tra il 1096 e il 1099.
Tasso scelse nel suo poema il tema delle crociate per due motivi:
Il primo perché la guerra tra cristiani e musulmani era di grande attualità
(l’invasione ottomana era alle porte), infatti quando il poema era quasi completo,
nel 1571 si combattè la battaglia di Lepanto che vide i cristiani vincere sui turchi.
Il secondo, vuole dare una risposta all’entità religiosa. Infatti nel periodo della
Controriforma difendere il cattolicesimo e il primato della Chiesa di Roma,
significava avere un’identità chiara. Le crociate si identificavano con un’Europa
unita sotto il cristianesimo e non lacerata dalle divisioni interne.
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Modello letterario e differenza con Ariosto
La presentazione dell’opera rispecchia il modello classico (esposizione dell’argomento,
invocazione alla musa, la dedica) allontanandosi dal modello cavalleresco di Ariosto.
La scelta metrica dell’ottava, si rifà ai poemi cavallereschi, ma con queste differenze:
TASSO ARIOSTO
modello Classico Cavalleresco
primi versi dell'opera tema della guerra santa tema della guerra e dell'amore
sono associate alla pietas a
le armi alla santità sono dette Pietose
ritmo delle prime ottave lento e solenne rapido e scorrevole
coloro che sbagliano (i cavalieri che vagano in cerca di
guerrieri sono caduti in un avventure. Aspetto
tranello per sottrarli alla dell'avventura e tradizione dei
Erranti battaglia), aspetto morale cavalieri
e religioso
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Presentazione di Clorinda
La presentazione di Clorinda avviene nel canto II le ottave descrivono il personaggio. La
figura di Clorinda è modellata sul personaggio della Camilla dell’Eneide di Virgilio, e in
più in generale rappresenta un amazzone.
Cresciuta come un guerriero, ne ha la forza e il coraggio, ma anche la nobiltà d’animo.
(sarà lei ad ottenere la liberazione di Olindo e Sofronia, accusati di aver rubato
un’immagine sacra da una moschea).
Come Camilla, milita nel campo dei cattivi, di coloro che sono destinati alla sconfitta.
Tasso ha un atteggiamento ambivalente nei confronti del personaggio, da una parte lo
affascina e seduce, dall’altra lo censura e lo respinge.
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Erminia tra i pastori
Erminia ha seguito lo scontro tra Argante e l’amato Tancredi.
Per recarsi a curare le ferite del suo amato, si traveste da guerriera come Clorinda,
insieme al suo scudiero e alla sua angella e esce dalla città per avvicinarsi al campo
nemico.
Viene avvistata dalle sentinelle e scambiata per Clorinda è costretta a fuggire
velocemente.
Anche Tancredi la insegue perché pensa che sia veramente Clorinda, la sua amata.
Con questa fuga e questo inseguimento si conclude il canto VI.
Il canto VII si apre sulla fuga di Erminia, che dopo aver corso un giorno e una notte giunge
a un fiume e cade addormentata.
Al risveglio si accorge del fascino incantato del luogo che la circonda e recupera una
mesta serenità e si consola delle sue infelicità.
Le parole rasseneranti di un vecchio pastore completano il passaggio idillico.
Analisi ed interpretazione del testo
Questo episodio può essere suddiviso in quattro sequenze:
La prima (ottave 1, 2 e verso 1-4 della terza) descrive la fuga affannosa di Erminia.
La seconda (ottava 3 verso 5-8, e ottave 4 e 5) riguarda la sosta di Erminia presso il
fiume Giordano, il sonno e il risveglio;
La terza (ottave 6-16) narra l’incontro con i pastori e il dialogo con il vecchio pastore
e comprende l’importante racconto della deludente esperienza cortigiana di
quest’ultimo.
La quarta (ottave 17-22) descrive l’ingresso di Erminia nella comunità dei pastori e
della vita della fanciulla in mezzo a loro.
Struttura del poema
L’episodio della ricerca di Tancredi, rientra nell’aspetto funzionale del poema, cioè si
inserisce nella trama principale.
Mentre l’episodio della sosta tra i pastori, fuoriesce dalla trama principale e il poeta si
allontana dal rispetto del principio unitario del poema.
Infatti questo episodio sarà quasi eliminato dall’elaborazione della Conquistata.
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Metrica e stile
Rispetto all’ottava di Ariosto, questa appare più lavorata e lenta.
E’ simile solo nella narrazione.
Dal punto di vista stilistico si deve notare oltre al ricorso agli enjambements, anche la
presenza della ripetizione (tante….e tante, fugge…e fuggì, ecc) e la contrapposizione (
e mezza quasi tra viva e morta, notte…giorno, ecc).
Il confronto con Angelica di Ariosto
Erminia fugge per salvare la propria vita, perché chi la insegue sono dei cavalieri, i quali
vogliono ucciderla. Quindi la sua fuga assume un'importanza ancora più grande e si tinge
di drammaticità. La condizione di questa donna è disperata e lei non riesce neanche a
ragionare per trovare una via d'uscita. E' disorientata, ma non può fermarsi dalla sua
corsa.
Erminia non è un personaggio eroico
Angelica, la cui vicenda è simile in molti particolari (travestimento e fuga), è inseguita dai
cavalieri innamorati perdutamente di lei, scappa in continuazione da loro, usando l'astuzia
e una mente brillante insieme alla sua bellezza, tanto che questi non riescono mai a
raggiungerla. Nella descrizione della sua fuga Ariosto riesce in qualche modo a
trasmettere ai lettori il fatto che Angelica non sarà raggiunta dai suoi inseguitori, perché la
presenta come una donna forte e coraggiosa, che affronta anche le "selve spaventose e
scure, grazie alla sua determinazione e alla sua furbizia.
I due episodi di fuga, per di più, si concludono in modi diversi: Angelica trova Medoro e
se ne innamora, mentre Erminia arriva in un locus amoenus, tra pastori, da dove può
solo pensare all'amato Tancredi, che è innamorato di un'altra donna: Clorinda. Quindi la
felicità idilliaca di Angelica si contrappone nettamente ai tristi sospiri dell'infelice Erminia.
L'amore non corrisposto viene descritto con versi commoventi:
Nella loro diversità, però le due donne hanno anche dei tratti affini. Sono entrambe
musulmane (Erminia di Antiochia, Angelica del Catai) e di nobili origini. Hanno una
bellezza che le distingue e quando per motivi differenti sono costrette a fuggire lo fanno da
sole, come una sorta di viaggio interiore, a cavallo, attraverso i boschi.
Sono perciò evidenti i richiami che Tasso fa al personaggio di Angelica di Ariosto.
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Il duello di Clorinda e Tancredi
Il canto XII tratta il duello tra Tancredi e Clorinda. Si tratta di una delle scene più intense e
famose del poema.
Clorinda medita nella notte di assalire e ardere la grande torre in legno dei cristiani,
fondamentale strumento di assalto.
A lei si associa Argante.
Prima di partire Arsete, che aveva allevato Clorinda, per trattenerla gli confida che le sue
origini sono cristiane e lui aveva disobbedito alla madre di Clorinda non facendola
battezzare. In più aveva fatto un sogno particolare dove veniva annunciata la morte di
Clorinda.
La donna è turbata da questo racconto, tanto più che anche lei aveva fatto un sogno
simile.
Comunque continua nel suo obiettivo e dopo aver fatto strage di nemici insieme a Argante,
fuggono verso la città.
Purtroppo Clorinda resta chiusa fuori dalle mura e vedendosi perduta e per salvarsi dai
cristiani, finge di essere un soldato crociato, anche perché indossava una tuta nera.
Tancredi, invece, la riconosce come nemico e inizia lo scontro che determinerà la morte di
Clorinda, che prima di spirare chiede il battesimo.
Scoperto il volto di lei, per seguire il rito, Tancredi la riconosce e cade anche lui svenuto a
terra.
Unità e varietà del canto
Nel canto si alternano episodi e scenari diversi tra loro, ma che pongono al centro la morte
di Clorinda.
I temi che si incrociano sono l’impresa di Clorinda e Argante, il duello di Tancredi e
Clorinda, il racconto di Arsete.
Contrapposizione Amore e Guerra
Il combattimento, la morte e la conversione della donna rilanciano la centralità nel poema
della contrapposizione tra Amore e Guerra.
E’ in nome di questa bivalenza che si fondono, dopo l’esito dello scontro, la vita data dal
battesimo e la morte data dalla spada.
Altro elemento è la notte e l’alba, la morte di Clorinda avviene allo spegnersi dell’ultima
stella e la conversione avviene all’alba. Il passaggio dalle tenebre del peccato (uccisione)
alla nuova vita cristiana (alba).
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Confronto Ariosto e Tasso
1. Mondo della cavalleria
ARIOSTO TASSO
poema cavalleresco. Amore, poema epico-religioso o eroico.
avventura, guerra, motivo Dà importanza alla storia (1^
encomiastico, questi sono i temi crociata), alla fede religiosa, al
tra loro mirabilmente fusi. Viene valore guerresco. Vede l'amore
abbandonata la serietà con cui come una pericolosa
era inteso tradizionalmente il deviazione dall'impegno del
mondo della cavalleria. Orlando, cavaliere, che deve liberare il
folle per amore, diventa santo Sepolcro (cavalieri
metafora delle debolezze erranti). E' importante l'onore
umane. L'uomo che perde la sua del cavaliere; esso diventa eroe
razionalità. della fede. Le forze
diaboliche inutilmente si
oppongono alla vittoria dei
Cristiani
2. Interpretazione della psicologia umana
ARIOSTO TASSO
definizione piuttosto semplificata dei Tasso analizza in modo più approfondito
caratteri psicologici dei vari personaggi. la psicologia dei personaggi. Crea
Ognuno di essi è segnato da istinti, caratteri tormentati, segnati dal
illusioni, debolezze ed atteggiamenti turbamento, dal desiderio e
difficilmente orientabili e modificabili. dall'infelicità, dall'incertezza tra dovere
L'importante nell’Orlando è l'azione e la cristiano ed affetti dell'animo. Le attese
varietà delle avventure che si amorose non sono però soddisfatte e
intrecciano di continuo. spesso la conclusione delle vicende è
tragica. (Ermida, clorinda, Tancredi)
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3. Contesto e valori culturali
ARIOSTO TASSO
Ariosto produce nel pieno Tasso vive nell'età della
dell'età rinascimentale. La corte Controriforma, segnata dalla
ferrarese è libera. La cultura è censura ecclesiastica e
quella umanistica. Egli non dal controllo ideologico e
subisce alcun condizionamento culturale della Chiesa romana.
da parte della Chiesa Ferrara è una corte meno libera
romana. Vive con maggiore in quanto è condizionata dalla
distacco ed ironia e con politica della Spagna e da quella
sostanziale serenità il lento della Chiesa. Egli aderisce nel
declino dei valori complesso alla visione
controriformistica della cultura
segnata da una visione austera e
disciplinata della religione,
4. Concezione del reale
ARIOSTO TASSO
Ariosto ci mostra un'idea Tasso vede la realtà con occhi
equilibrata meno sereni. E' oppresso
dell‘uomo costantemente da problemi religiosi ed
alla ricerca di una sostanziale etici. Descrive la forza del
razionalità, che può desiderio e vive direttamente
anche talvolta venir meno il senso di colpa per
(come per Orlando) ma che alla l'abbandono al peccato nella
fine è possibile recuperare. contraddittorietà delle scelte di
alcuni eroi. Presenta personaggi
femminili delicati e quasi
sempre infelici.
5. Forme espressive
ARIOSTO TASSO
Ariosto per lo più usa uno stile Tasso usa uno stile manieristico,
classicheggiante, piano, meno lineare, ricco di inversioni
descrittivo privo di manierismi sintattiche, di figure retoriche
ed un uso eccessivo di figure (chiasmo, ossimoro),
retoriche. impressionistico, lirico,
figurativo.
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