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Domande e Risposta Cinelli

Il documento descrive i legami chimici, inclusi i legami ionici, covalenti e metallici, evidenziando le loro caratteristiche e differenze. Viene inoltre trattato il funzionamento delle celle a combustione e delle pile galvaniche, insieme alla definizione di concentrazione e alle condizioni in cui un gas si comporta come tale. Infine, si discute l'equazione di Nernst, la spontaneità delle reazioni chimiche e la differenza tra legami ionici e metallici.

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Domande e Risposta Cinelli

Il documento descrive i legami chimici, inclusi i legami ionici, covalenti e metallici, evidenziando le loro caratteristiche e differenze. Viene inoltre trattato il funzionamento delle celle a combustione e delle pile galvaniche, insieme alla definizione di concentrazione e alle condizioni in cui un gas si comporta come tale. Infine, si discute l'equazione di Nernst, la spontaneità delle reazioni chimiche e la differenza tra legami ionici e metallici.

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1. CHE COS’ è UN LEGAME CHIMICO.

TIPI DI LEGAME E
SPIEGAZIONE DI OGNI TIPO.

Un legame chimico è una forza attrattiva che tiene insieme gli atomi
in una molecola o in un composto chimico. Gli atomi tendono a
legarsi per raggiungere una configurazione energetica più stabile,
ossia un livello di energia minore. Questo avviene tramite la
condivisione o il trasferimento di elettroni tra gli atomi coinvolti.
Esistono diversi tipi di legami chimici, tra cui i legami ionici, i legami
covalenti ei legami metallici. - I legami ionici si formano quando un
atomo cede uno o più elettroni ad un altro atomo. L'atomo che perde
gli elettroni diventa un catione (carica positiva), detto anche ione
positivo, mentre l'atomo che acquista gli elettroni diventa un anione
(carica negativa), ione negativo. Le forze elettrostatiche di attrazione
tra i cationi e gli anioni mantengono insieme gli atomi, formando una
struttura cristallina stabile. Un esempio comune di legame ionico è il
cloruro di sodio (NaCl).

Quando due atomi hanno elettronegatività simile o sono uguali, la


cessione o l’acquisizione di elettroni diventa difficoltosa, per cui non è
più possibile avere un legame di tipo ionico, quindi si utilizza quello
covalente. Nel legame covalente avviene una "condivisione" di
elettroni tra gli atomi. Immagina che gli atomi siano amici che
vogliono dividere una scatola di cioccolatini in modo equo. Ecco una
spiegazione semplificata del legame covalente: 1. Molecola di acqua
(H2O): Immagina che ci siano due amici, chiamiamoli Alice e Bob.
Alice ha una scatola di cioccolatini, ma vuole dividerla con Bob in
modo equo. Allora decide di condividere i cioccolatini, uno per uno.
In questo modo, entrambi avranno lo stesso numero di cioccolatini.
Nella molecola di acqua, l'ossigeno è come Alice e gli atomi di
idrogeno sono come Bob. L'ossigeno condivide un paio di elettroni
con ciascun atomo di idrogeno, formando così una molecola di
acqua. 2. Questo tipo di legame si forma principalmente tra atomi
non metallici. Durante la formazione di un legame covalente, gli
atomi cercano di raggiungere la stabilità elettronica avvicinandosi e
condividendo [Link] esempio, nel metano (CH4), l' atomo di
carbonio condivide una coppia di elettroni con ciascuno degli atomi
di idrogeno.
A seconda del numero di coppie di elettroni condivise, formano
legami covalenti singoli, doppi o tripli. I legami sono rappresentati
con formule di struttura e formule di Lewis.

Il legame metallico si verifica quando gli atomi di metalli si uniscono


per formare una struttura solida. Gli atomi metallici hanno pochi
elettroni nella loro ultima shell esterna, che sono relativamente
debolmente legati al nucleo atomico. Questi elettroni, chiamati
elettroni di valenza, sono altamente mobili e possono spostarsi
liberamente attraverso il materiale metallico.
Quando gli atomi metallici si avvicinano, i loro elettroni di valenza si
sovrappongono e si mescolano insieme, creando una "nuvola" di
elettroni condivisi che circonda gli ioni metallici positivi. Questa
nuvola di elettroni forma una sorta di "colla" che tiene insieme gli
atomi metallici nella struttura solida.
È importante notare che gli atomi metallici nella struttura metallica
non perdono completamente i loro elettroni di valenza per formare
ioni positivi come accade nei legami ionici. Invece, gli elettroni di
valenza sono condivisi tra molti atomi nella struttura metallica.
Questa condivisione degli elettroni è ciò che conferisce ai metalli le
loro proprietà peculiari.
La mobilità degli elettroni nella struttura metallica è la chiave per
alcune delle caratteristiche dei metalli. Siccome gli elettroni possono
muoversi liberamente attraverso il materiale, applicando una
differenza di potenziale si crea corrente elettrica. Questa è la ragione
per cui i metalli sono buoni conduttori di elettricità. Inoltre, gli
elettroni mobili permettono anche ai metalli di condurre il calore in
modo efficiente.
La forza che tiene insieme gli atomi metallici nella struttura solida è
dovuta all'attrazione tra gli ioni metallici positivi e la nuvola di
elettroni condivisi. Questa forza è piuttosto forte, ma allo stesso
tempo permette agli atomi di scorrere e spostarsi.
( esempio spiegazione frase precedente: ‘’Immagina di avere un
gruppo di amici che si tengono per mano formando un cerchio. Ogni
amico rappresenta un atomo metallico e la mano che tengono
rappresenta gli elettroni condivisi nel legame metallico. Nonostante
gli amici siano uniti tenendosi per mano, possono comunque
muoversi liberamente all'interno del cerchio. Possono allargare o
stringere il cerchio, spostarsi in diverse posizioni senza lasciarsi
andare. La forza delle loro mani unite li tiene insieme, ma consente
loro di muoversi senza separarsi.)
Questa flessibilità negli atomi è ciò che conferisce ai metalli la loro
duttilità e malleabilità, permettendo loro di essere martellati o trafilati
in sottili lamine o fili.

Ricapitolando
In sintesi, il legame metallico si forma quando gli atomi metallici si
uniscono e condividono gli elettroni di valenza per formare una
nuvola di elettroni condivisi. Questa nuvola di elettroni circonda gli
ioni metallici positivi e tiene insieme gli atomi nella struttura
metallica. Gli elettroni mobili consentono ai metalli di condurre
elettricità e calore, mentre la forza tra gli ioni metallici e la nuvola di
elettroni conferisce ai metalli le loro proprietà specifiche come
duttilità e malleabilità.

2. CELLE A COMBUSTIONE
Le celle a combustibile sono dispositivi che convertono l’ energia
chimica di un combustibile , come ad esempio l’idrogeno ,
direttamente in energia elettrica, attraverso il processo chiamato ‘
ELETTROLISI INVERSA ‘.
L’ elettrolisi inversa è un processo che utilizza l’ energia elettrica per
far avvenire una reazione chimica, ovvero in altre parole , invece di
utilizzare una reazione chimica per produrre energia elettrica , si
utilizza l’ energia elettrica per guidare una reazione chimica, in
quanto quest’ ultima ha bisogno di energia per avvenire.

Prendendo come esempio la cella a combustione di idrogeno,


all’interno di tale cella vi sono due elettrodi: un anodo (positivo) e un
catodo (negativo). Tra questi due elettrodi, vi è uno strato chiamato
ELETTROLITA, che permette il solo passaggio di ioni positivi e non
di elettroni. L'idrogeno viene introdotto all'anodo e suddiviso tramite
la reazione di ossidazione in ioni positivi H+ ed elettroni.
Successivamente siccome vi è l’ elettrolita che permette il passaggio
dei soli ioni positivi H+, gli elettroni sono inviati verso un circuito
esterno che genera corrente elettrica. Nel catodo che è il polo positivo
avviene la reazione di riduzione , che coinvolge l’ ossigeno. L’
ossigeno si lega agli ioni positivi H+ , producendo H2O, il quale è un
sottoprodotto. Le celle a combustione offrono diversi vantaggi:
- sono molto efficienti nell’ uso dell’energia; in quanto
convertono l’energia chimica in energia elettrica senza la
combustione del combustibile.
- Inoltre l’unico sottoprodotto, ovvero lo scarto, è l’ acqua è ciò lo
rende una fonte di energia pulita

APPLICAZIONE:

- automobili ad idrogeno → dove l’ energia elettrica prodotta


dalla cella alimenta il motore elettrico;
- energia elettrica degli edifici;
- alimentazione dei dispositivi elettronici portatili;

3. PILA GALVANICA

La pila o cella galvanica è un dispositivo che sfrutta le reazioni redox


spontanee per trasformare energia chimica in energia elettrica.
Una pila è costituita da due semicella in cui vengono fatte avvenire
separatamente le reazioni di ossidazione e riduzione.

ESEMPIO:

Se prendiamo come esempio la reazione sopra, gli elettroni si


spostano dall’agente riducente, ovvero colui che si ossida , a quello
ossidante, colui che si riduce. In soluzione questo flusso di elettroni
avviene in maniera caotica, sviluppando energia sotto forma di calore
e non sotto forma di energia elettrica.

4. COME SI ESPRIME LA CONCENTRAZIONE ?


Molarità (M) o concentrazione molare : La molarità rappresenta il
numero di moli di soluto contenute in un litro di soluzione. Viene
espressa in moli per litro (mol/L) o mole per decimetro cubo
(mol/dm³). Ad esempio, una soluzione con una molarità di 0,5 M
contiene 0,5 mole del soluto per ogni litro di soluzione.
M = n(soluto)/ Volume di soluzione

5. QUANDO UN GAS SI PUÒ CONSIDERA TALE E QUANDO LE


LEGGI DEI GAS NON VALGONO ?
Un gas può essere considerato come tale , quando rispetta una serie
di condizioni:
- La grande mobilità delle molecole: le molecole dei gas hanno
una grande libertà di movimento. Difatti si muovono in modo
casuale e disordinato nello spazio disponibile.
- Le molecole di un gas sono distanziate fra di loro, in quanto le
forze intermolecolari, che sarebbero le forze che tengono fra di
loro gli atomi, sono deboli
- In più un gas non ha volume o una forma definita, in quanto si
adatta al contenitore in cui è contenuto, assumendo il volume e
la forma di tale contenitore.
- I gas sono facilmente comprimibili a differenza dei solidi e
liquidi, riducendo lo spazio occupato da una molecola
- In più hanno due proprietà principali: la DIFFUSIONE, ovvero
la capacità di una molecola di gas, di diffondersi e mescolarsi
con altre molecole di gas. L’ EFFUSIONE, invece, è la capacità
di un gas di passare attraverso piccoli fori.

Tuttavia ci sono situazioni in cui le leggi dei gas non applicabili e


valide, come :
- A basse temperature, le forze intermolecolari iniziano ad essere
significative, in quanto le molecole si iniziano ad avvicinare tra
di loro, facendo sì che, la forza di attrazione tra le molecole,
riduca la pressione effettiva dei gas, rispetto a quella prevista
dalla legge dei gas ideali. In altre parole, le forze
intermolecolari impediscono alle molecole dei gas di occupare
tutto il volume disponibile ed esercitare una pressione totale
corrispondente alla legge dei gas ideali.
- Ad alte pressioni: quando la pressione dei gas è elevata le
molecole si avvicinano fra di loro e come conseguenza si ha che
il volume occupato diventa significativo. Di conseguenza il
volume non può essere trascurato.
- Quando sono presenti gas reali, a differenza di quelli ideali
possono interagire fra di loro attraverso forze intermolecolari,
come l’attrazione e la repulsione. queste interazioni possono
influenzare le leggi dei gas ideali

6. DESCRIZIONE DELL’ EQUAZIONE DI NERNST L’ equazione


di Nernst ci permette di calcolare il potenziale di riduzione di un
elettrodo in condizioni NON STANDARD. Normalmente i potenziali
standard che si trova in tabella appartengono, a reazioni di
ossidoriduzione con concentrazione di 1 M oppure ad una pressione
di 1 atm se sono gassose. Se le specie coinvolte non si trovano a queste
concentrazioni o pressione l’ equazione è la seguente:

Il rapporto fra le concentrazioni elevate al proprio coefficiente


stechiometrico nell'equazione di Nernst rappresenta il rapporto tra le
concentrazioni delle specie chimiche coinvolte nella reazione.
L'equazione di Nernst ci mostra il potenziale di una cella elettrochimica
come varia in base alle concentrazioni degli ioni coinvolti nella reazione.
Se le concentrazioni dei reagenti sono alte, il rapporto diventa piccolo e il
potenziale della cella sarà vicino al potenziale standard E°. Al contrario, se
le concentrazioni dei reagenti sono basse, il rapporto diventa grande e il
potenziale della cella sarà diverso dal potenziale standard.

Il numero 0,059 che compare nell'equazione di Nernst è una costante che è


ottenuta dalla divisione della costante di Faraday (F) per il logaritmo
naturale di 10 (ln(10)). Questo valore è spesso approssimato come 0,0592 per
semplificare i calcoli. La ragione per cui il numero 0,059 appare
nell'equazione di Nernst è perché le concentrazioni degli ioni nella cella
elettrochimica vengono espresse in unità di logaritmo, noto come pH o
pOH. L'uso del numero 0,059 permette di convertire il rapporto tra
concentrazioni in una scala logaritmica al potenziale elettrico della cella.

7. QUANDO è CHE UNA REAZIONE è SPONTANEA


Una reazione è considerata spontanea quando avviene senza
richiedere energia esterna. In altre parole, una reazione spontanea
procede in modo naturale nella direzione in cui si verifica una
diminuzione dell’energia libera del sistema. Difatti entra in gioco ,
L’energia libera di Gibbs (ΔG), è un misura dell’ energia disponibile
per compiere il lavoro utile durante una reazione chimica.

ΔG = ΔH - TΔS

dove ΔH rappresenta la variazione di entalpia (energia termica) del


sistema, ΔS rappresenta la variazione di entropia (disordine) del
sistema e T è la temperatura assoluta in Kelvin.

Vi sono tre casi tipici:


- ΔG < 0 : la reazione è spontanea
- ΔG =0 : la reazione è in stato di equilibrio
- ΔG > 0 : la reazione non è spontanea e ha bisogno di energia
dall’esterno
8. DIFFERENZA TRA LEGAME IONICO E METALLICO
La differenza principale sta fra gli atomi di legame. Nel legame ionico
un atomo cede uno o più elettroni ad un altro atomo, creando un
catione, ione positivo ,ed un anione, uno ione negativo.. L’ attrazione
fra catione e anione forma un reticolo cristallino stabile e [Link]
legame ionico avviene fra un metallo e un non metallo. In più c’è da
dire che un legame ionico non conduce bene, nella forma solida.

Dall’altra parte il legame metallico avviene fra atomi di metallo, dove


quest’ ultimi condividono tra di loro gli elettroni di valenza ,
formando una nuvola di elettroni, che dona agli atomi questa grande
forza di attrazione che li unisce e allo stesso tempo, permette
possibilità di movimento. Di fatti i metalli sono buoni conduttori.

9. MOTIVO PER CUI LA GRAFITE RIESCE A CONDURRE


CORRENTE NONOSTANTE NON ABBIA LEGAMI METALLICI

La grafite è un materiale molto interessante perché nonostante non


abbia legami metallici è in grado di condurre corrente elettrica.
Questo è possibile grazie alla struttura della grafite. Difatti la grafite
è costituita da fogli bidimensionali sovrapposti, dove ogni foglio è
costituito da atomi di carbonio disposti ad esagono. Ogni atomo di
carbonio è attaccato ad altri tre, formando un legame covalente molto
forte, mentre i legami fra i fogli bidimensionali non sono forti.
Essendo un legame covalente quello del carbonio gli elettroni di
valenza , formano una nuvola di elettroni delocalizzati all’interno del
foglio di grafite. A causa di questi elettroni delocalizzati, ovvero che
non sono legati ad un singolo atomo, se viene applicato un estremo di
potenziale agli estremi della grafite, quest’ ultimo ha la capacità di
condurre corrente elettrica.
FOTO STRUTTURA GRAFITE :

10. FUNZIONAMENTO DI UNA BATTERIA A PIOMBO/


ACCUMULATORI AL PIOMBO → Batteria
L’ accumulatore a piombo è un tipo di batteria ricaricabile utilizzato
per immagazzinare l’energia elettrica. Essenzialmente la batteria a
piombo è costituita da tre pile uguali collegate in serie fra di loro, in
modo da fornire una tensione di 12 V circa.
Ogni pila è formata da un anodo ( polo - ), ovvero una lastra di
piombo inserita in una soluzione acida di acido solforico H2SO4, ed
un catodo ( polo + ), costituito da una lastra di biossido di piombo
PbO2, immerso anch’esso nell’acido solforico.

Nella fase di scarica, gli ioni solfato SO4-, derivanti dall’acido


solforico , si uniscono all’anodo per formare solfato di piombo
PbSO4. Allo stesso modo al catodo, dove è presente la lastra ricoperta
da biossido di piombo, avviene l’unione con gli ioni di solfato e si
forma nuovamente il solfato di piombo. Durante queste reazioni gli
elettroni vengono rilasciati negli elettrodi e viaggeranno attraverso il
circuito di corrente elettrica per alimentare i diversi dispositivi:
lampadina , motori, ecc…
Durante la scarica la quantità di piombo e di solfato di piombo
diminuisce, in quanto si convertono per produrre solfato di piombo
PbSO4. Questo processo riduce gradualmente energia immagazzinata
nell’accumulatore al piombo. Quando l’accumulatore al piombo è
completamente scarico, è necessario caricarlo nuovamente in modo
da invertire le reazioni e ripristinare l’energia immagazzinata.

11. DIFFERENZA TRA LEGAME POLARE E APOLARE


Nel legame polare gli atomi condividono gli elettroni ma non
equamente, in quanto un atomo attira gli elettroni maggiormente
rispetto all’altro. Si ottiene così un atomo con parziale carica negativa
e un atomo con parziale carica positiva. Questa separazione di carica ,
crea un momento di dipolo elettrico, ovvero una regione più positiva e
una regione più negativa.

ESEMPIO: H2O → l’ossigeno attira gli elettroni di più rispetto


all’idrogeno.

Un legame apolare invece, non c’è separazione di carica, ma gli atomi


condividono equamente gli elettroni.

ESEMPIO: CH4 → il carbonio e l’idrogeno attirano equamente gli


elettroni.

12. ACIDO E BASE DEBOLE


Un acido debole è una sostanza che si dissocia solo parzialmente in
soluzione acquosa, producendo una bassa concentrazioni ioni H+.
Questo sta a significare che l’acido debole ha una reazione
incompleta con l’acqua. Un esempio comunque di acido debole è
l’acido acetico CH3COOH, il quale si dissocia solo parzialmente con
l’acqua:

CH3COOH ⇌ CH3COO- + H+

come si può notare, in questa reazione, solo una frazione dell’acido


acetico si dissocia in ioni acetato CH3COO- e e ioni di idrogeno H+.
La maggior parte della molecola rimane intatta.

Una base debole invece, è una sostanza che si dissocia solo


parzialmente in soluzione acquosa, producendo una bassa
concentrazione di idrossido OH-. Le basi deboli hanno una reazione
incompleta con l’acqua. Un esempio di base debole è l’idrossido di
ammonio NH4OH, che si dissocia come:

NH4OH ⇌ NH4+ + OH-

anche qui solo una frazione di idrossido di ammonio si dissocia in


ioni ammonio NH4+ e ioni idrossido OH- . La maggior parte rimane
intatta.

13. DEFINIZIONE DI ACIDI E BASI (TEORIA DI LEWIS E


TEORIA DI BRONSTED LOWRY)
Nel 1920 il danese Bronsted e l’inglese Lowry proposero una nuova
teoria, secondo la quale:
- un acido è una sostanza che , in soluzione acquosa, cede ioni
H+ ad una base, detta base coniugata;
- una base è una sostanza che, in soluzione acquosa, accetta ioni
H+ da un acido, detto acido coniugato;

Un acido esiste solo in presenza della propria base coniugata e


viceversa. Una coppia acido/base coniugata è una coppia di specie
chimiche che differiscono soltanto per ione H+. Grazie alla teoria di
Bronsted e Lowry si spiega il comportamento acido o basico di
alcune specie che per Arrhenius non sono né acidi né basi. Ad
esempio, l’ammoniaca (𝑁𝐻3 ), quando reagisce con l’acqua, accetta
uno ione 𝐻 + per dar luogo allo ione ammonio 𝑁𝐻4 +; lo ione
idrogenocarbonato (𝐻𝐶𝑂3 −) invece, in reazione con l’acqua, si
comporta da acido, rilasciando uno ione 𝐻 + per dar luogo allo ione
carbonato 𝐶𝑂3 2−.

14. ACIDO E BASE CONIUGATA . NH4+ è ACIDO CONIUGATO…


NH4+ detto anche ione ammonio, detto anche catione, è un acido
coniugato quando viene considerato in relazione con una base
coniugata, ovvero l’ ammoniaca NH3.
L’ ammoniaca è una base debole che può accettare uno ione H+, per
formare lo ione ammonio. Pertanto, l’ ammoniaca è la base coniugata
dell’ acido coniugato NH4+:
NH4 → H+ + NH3

15. POTENZIALE STANDARD DELLA CELLA A IDROGENO


Il potenziale standard della cella a idrogeno è 0 volt a 25°C e 1 atm di
pressione. E°H+ = 0 V

Questo valore di potenziale standard è un valore convenzionale,


utilizzato come riferimento per misurare il potenziale di riduzione di
altre specie chimiche.

16. REAZIONE DI FORMAZIONE DI UN SALE


La formazione di un sale avviene tra reazione di un acido e di una
base. Durante questa reazione, l‘acido dona ioni idrogeno H+ alla
base, che accetta gli ioni andando a formare la molecola di acqua.
Successivamente l’acido cede i suoi ioni carichi negativamente, detti
anche anioni, mentre la base cede i suoi ioni carichi positivamente,
detti anche cationi, e quello che si va a formare tra l’unione di cationi
e anioni è sale.

Acido + Base → Sale + Acqua

ESEMPIO

HCl + NaOH → NaCl + H2O

17. PILA A IONI DI POTASSIO E DIFFERENZA TRA BATTERIA A


PILA ( LA BATTERIA è RICARICABILE E LA PILA NO )
La pila a ioni di potassio K+ è un tipo di pila emergente e
promettente, in quanto il potassio è un elemento abbondante sulla
Terra rispetto ad altri materiali più costosi e meno comuni. Il
funzionamento della pila è possibile grazie allo spostamento di ioni di
potassio K+, nell’ elettrolita da catodo all'anodo. Difatti nel catodo
avviene una reazione di ossidazione in cui gli ioni di potassio perdono
gli elettroni, diventando atomi di potassio. Gli elettroni vengono
rilasciati generando energia elettrica che verrà poi utilizzata per
alimentare il circuito.
Catodo: K+ + e- → K

Nel frattempo , all’anodo avviene una reazione di riduzione in cui l’


atomo di potassio accetta gli elettroni, formando nuovamente gli ioni
di potassio:

Anodo: K + e- → K+

Questo movimento di ioni di potassio crea corrente elettrica.


La differenza sostanziale tra la pila e la batteria , e che la batteria si
può ricaricare mentre la pila una volta consumata va cambiata.

18. PILA A CONCENTRAZIONE


Sono pile in grado di sfruttare 2 semicelle contenenti la stessa specie a
diversa concentrazione. In altre parole, sono pile formate da 2
elettrodi dello stesso metallo immersi in due soluzioni di un suo sale a
diversa concentrazione. Nella pila a concentrazione, man mano che
passa corrente, la concentrazione di Zn2+, al catodo diminuisce
mentre all’anodo aumenta, questo avviene finché le due semicelle non
avranno raggiunto la stessa concentrazione, dopodichè la pila si
scarica. ( fai un esempio)

19. PILA A BOTTONE


La pila a bottone , è un tipo di pila che ha una forma piatta
tondeggiante, simile a bottone. L’ anodo, polo negativo, di una pila a
bottone è costituito da zinco, mentre il catodo, polo positivo è
costituito da un involucro di acciaio a contatto con l’ossido di
mercurio HgO.

20. ELETTRODI SPECIE ?


21. CELLE ELETTROLITICHE va fatta bene e capita
Cella elettrolitica, trasforma l'energia elettrica in energia chimica, per
realizzare reazioni redox non spontanee, questo processo prende il
nome di elettrolisi (fornisco energia elettrica al sistema per ottenere
una reazione chimica). Esempio un recipiente contenente come
soluzione NaCl fuso che si dissocia in ione Na+ e Cl-, con 2 elettrodi:
2.1. Catodo (-) si riduce ed fatto di Na, inteso come materiale;
2.2. Anodo (+) si ossida ed fatto da Cl
Inoltre viene collegata a un generatore di corrente continua, che mi
provoca la reazione chimica.
N.B. la fem è negativa a differenza delle pile, perché fem=Ecat - Ean
con Ecat più piccolo di Ean

22. PERCHÉ IL CARBONIO CONDUCE


Il carbonio conduce , perchè il reticolo cristallino , essendo fatto ad
esagono a piani , gli elettroni possono passare da destra a sinistra ma
non possono salire sui piani e di conseguenza ciò favorisce la
conducibilità

23. PILA DANIELL


PILA DANIELL:
La pila che utilizza le reazioni di ossidoriduzione tra rame e zinco,
prende il nome di pila Daniell. Nella pila Daniell vi sono due barre,
nominate ELETTRODI, o collettori di elettricità, che fungono da
supporto per il passaggio degli elettroni da una semicella all’altra
quando avviene una reazione. ( spiegazione più dettagliata, sotto alla
domanda del ponte salino)

24. PILA A SECCO Una pila a secco, comunque chiamato anche pila a
batteria, è un dispositivo che converte l’energia chimica in energia
elettrica sfruttando una reazione elettrochimica. É un tipo di pila ,
irreversibile, il che significa che una volta che l’ energia è esaurita ,
non può essere ricaricata e la pila deve essere sostituita. Nelle pile a
secco le soluzioni ioniche sono ‘’ solidificate", tramite un materiale
ADSORBENTE, ovvero un materiale che ha la capacità di trattenere
le molecole di altre sostanze. Questi materiali adsorbenti, rendono le
soluzioni ioniche positive più agevolate all’impiego. Queste pile non
contengono liquidi, quindi hanno il vantaggio di essere facilmente
trasportabili e utilizzabili, in quanto non c’è il rischio della fuoriuscita
di liquidi, che possono danneggiare i dispositivi elettronici come
telefoni e portatili. In più hanno una lunga durata perché non c’è il
pericolo della vaporizzazione dei liquidi.

[Link] ZINCO CARBONIO


Questo è un tipo di pila a secco composta da un anodo che funge da
polo negativo della pila ed è costituito da uno stampo di zinco
metallico, il quale si ossida perdendo gli elettroni e producendo ioni
Zn2+. Gli elettroni viaggiano verso un circuito esterno che genera
corrente elettrica e servirà per alimentare diversi dispositivi. Gli ioni
di Zinco invece rimangono nell’elettrolita, che è una soluzione di
cloruro di ammonio NHCl o cloruro di zinco ZnCl2, ed è una
soluzione non liquida, ma è tipo pasta umida o Gel. Nel catodo che è
composto da un diossido di manganese MnO2, gli elettroni che
fluiscono dall'anodo tramite il circuito esterno contribuiscono alla
reazione di riduzione del diossido di manganese, difatti il diossido di
manganese accetta gli elettroni e reagisce con gli ioni di idrogeno
presenti nell’elettrolita, per formare H2O.

26. A CHE COSA SERVE IL PONTE SALINO


Una cella elettrochimica è costituita da due semicelle separate. Ogni
semicella contiene una soluzione chimica diversa e un elettrodo per
ogni semicella. In una semicella avviene la reazione di ossidazione in
cui gli atomi perdono gli elettroni, nell’ altra invece si ha la reazione di
riduzione, in cui gli atomi acquistano gli elettroni. Questo forma uno
sbilanciamento, in quanto si accumulano ioni negativi nella semicella
dove è avvenuta la reazione di riduzione, ed ioni positivi dove è
avvenuta la reazione di ossidazione. Per evitare questo
sbilanciamento, il quale comprometterebbe il funzionamento della
cella, si utilizza un PONTE SALINO, ovvero un tubo a forma di U
contenente un sale molto forte. Questo sale permette agli ioni positivi
del sale di spostarsi verso gli ioni negativi della semicella, e allo stesso
tempo permette agli ioni negativi del sale di spostarsi verso quelli
positivi della semicella. In questo modo si riesce a mantenere
l’equilibrio fra le cariche delle semicelle.

ESEMPIO:
Se prendiamo come esempio la pila Daniell, composta da una
semicella con soluzione solfato di rame CuSO4 e un elettrodo di rame,
e nell’ altra semicella vi è una soluzione di nitrato di zinco Zn(NO3)2
e un elettrodo di zinco, separate da una membrana porosa. Nel ponte
salino vi è invece una soluzione di sale molto forte, ovvero KCl cloruro
di potassio, che contiene ioni K+ e Cl-. Le estremità del ponte sono
immerse nelle due semicelle.
Quando la pila Daniell funziona, nel catodo avviene la riduzione dei
cationi di rame Cu2+ + 2e- → Cu e all'anodo avviene l’ossidazione
dello zinco da Zn → Zn2+ + 2e- . Questa reazione genera un flusso
di elettroni e ioni all’interno delle semicelle. Come accennato
precedentemente la cella dove è avvenuta la reazione di riduzione,
presenta ioni negativi, mentre in quella dove è avvenuta la reazione di
ossidazione presenta ioni positivi. Per risolvere questo
sbilanciamento, il ponte salino cede ioni K+ agli ioni negativi , e ioni
Cl- agli ioni positivi. In questo modo le semicelle rimangono
elettrostaticamente neutre.

NOTA: Se non ci fosse il ponte salino, si creerebbe un accumulazione


di carica elettrostatica nelle soluzioni, che comprometterebbe il
funzionamento delle celle di elettrochimica.
27. IMPORTANTE PER L’ ORALE CHE SE NON SAI PUOI FINIRE
MALE

TABELLA:

Cosa succede ad ogni classe in acqua:

ossidi basici + H2O → base


ossidi acidi + H2O → acido
acido + base → sale + H2O

NOMENCLATURA IUPAC: Prova a cercare il file pdf della zanichelli li è


descritta bene la nomenclatura Iupac.

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