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L02 Incertezza Combinata

Il documento tratta dell'incertezza combinata, analizzando come le incertezze di variabili indipendenti influenzano la misura di una grandezza dipendente. Viene descritto il metodo Monte Carlo come approccio numerico per stimare l'incertezza quando i dati sperimentali sono insufficienti o il fenomeno è complesso. Infine, si discute la propagazione dell'incertezza attraverso l'uso di derivate parziali e matrici varianza-covarianza.

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L02 Incertezza Combinata

Il documento tratta dell'incertezza combinata, analizzando come le incertezze di variabili indipendenti influenzano la misura di una grandezza dipendente. Viene descritto il metodo Monte Carlo come approccio numerico per stimare l'incertezza quando i dati sperimentali sono insufficienti o il fenomeno è complesso. Infine, si discute la propagazione dell'incertezza attraverso l'uso di derivate parziali e matrici varianza-covarianza.

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Combinazione dell’incertezza

RAA (Risultati di Apprendimento Attesi) 2

Conoscenza
 Incertezza combinata
 Metodologie di valutazione dell’incertezza combinata
 Combinazione incertezze relative
 Estensione incertezza combinata

Applicazione
 Valutazione dell’incertezza combinata (classico e relative)
 Scrittura della misura con valutazione incertezza combinata

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Incertezza combinata 3

Nel caso in cui il misurando sia funzione di diversi ingressi e posto che
tali ingressi x1, x2, x3,…, xk siano una serie di valori di altri misurandi e/o
parametri, affetti ognuno da una incertezza di tipo A o di tipo B, ci si
chiede:
«come le singole incertezze determinano l’incertezza del misurando y?»

𝑦𝑦 = 𝑓𝑓 𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2, 𝑥𝑥3, … , 𝑥𝑥𝑘𝑘

Si valuta l’incertezza combinata.

• Ad esempio, qual è l’incertezza sul volume di un parallelepipedo i cui


lati sono stati misurati con un calibro ventesimale?

• Qual è l’incertezza della misura di velocità effettuata utilizzando un


autovelox, che calcola la velocità di un veicolo dividendo uno spazio
noto per un tempo misurato?

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Incertezza combinata 4

𝑦𝑦 = 𝑓𝑓 𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2, 𝑥𝑥3, … , 𝑥𝑥𝑘𝑘

Risoluzione numerica combinando le differenti


distribuzioni di probabilità delle variabili influenti…

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Metodo Monte Carlo 5

Perché un metodo numerico? 𝑦𝑦 = 𝑓𝑓 𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2, 𝑥𝑥3, … , 𝑥𝑥𝑘𝑘


• non si hanno sufficienti dati sperimentali;
• il fenomeno è troppo complesso per poter essere risolto con la teoria di
propagazione dell’incertezza;

Descrizione del metodo:


Detta y la grandezza da stimare, il metodo Monte Carlo può essere applicato
qualsiasi sia la distribuzione di probabilità dei parametri xk.
• Il metodo è usato per trarre stime attraverso simulazioni. Si basa su un
algoritmo che genera un’estrazione casuale di ciascun Xik (i=1…k), basandosi
sulle distribuzioni di probabilità che si suppone abbiano le grandezze Xi stesse.
• Per ogni estrazione viene calcolato y.
• Ripetendo N volte il processo si ottengono N campioni della variabile casuale
Y dai quali si può stimare la distribuzione di y e quindi la relativa incertezza

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Metodo Monte Carlo 6

Propagazione:
1. Definire un numero di iterazioni sufficientemente alto (almeno 106)
2. L’algoritmo di Monte Carlo ad ogni iterazione estrae per ognuno dei parametri xk
un valore (in modo casuale) dalla rispettiva distribuzione distribuzione di
probabilità .
3. I valori estratti sono combinati seguendo la funzione f
4. Ad ogni iterazione si determina un valore per la grandezza di uscita y (nota la
relazione che lega y ai parametri xk di cui si conosce la distribuzione di
probabilità)
5. Alla fine delle iterazioni quello che si ottiene è la distribuzione di probabilità
della grandezza y;
Risultati
Ottenuta la distribuzione di probabilità della grandezza Y è possibile ottenere le
grandezze d’interesse:
• Stima della media di y;
• Stima dell’incertezza a partire da un un determinato livello di fiducia;

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Esempio 7

Si vuole valutare l’incertezza sulla misura di massa di un blocchetto


d’alluminio:
• Densità 2700 kg/m3
• Dimensione x1 10 mm;
• Dimensione x2 5 mm;
• Dimensione x3 20 mm;

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Esempio 8

m= 2.761 g um = 0.047 g

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Incertezza combinata 9

• Ipotizziamo che la funzione possa essere sviluppata in serie di Taylor;

• Le variabili indipendenti xj subiscono piccole variazioni δxj si può


valutare la variazione δy della variabile dipendente attraverso uno
sviluppo in serie arrestato al primo ordine;

𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝜕𝜕


𝛿𝛿𝛿𝛿 = � 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿 + � 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿 + ⋯ + � 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿 + � 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿
𝜕𝜕𝜕𝜕𝜕 𝑥𝑥𝑥,… 𝜕𝜕𝜕𝜕2 𝑥𝑥2,… 𝜕𝜕𝜕𝜕𝜕𝜕 𝑥𝑥𝑗𝑗,… 𝜕𝜕𝜕𝜕𝜕𝜕 𝑥𝑥𝑘𝑘,..

• Le derivate parziali «identificano» la sensibilità della grandezza y


rispetto alle grandezze xj, valutate nei valori medi 𝑥𝑥�𝑗𝑗;

• Le derivate parziali sono definiti coefficienti di sensibilità cj;

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Incertezza combinata 10

• Ipotizziamo di avere n letture per ogni variabile xj :

k
i
𝛿𝛿𝛿𝛿1 = 𝑐𝑐1 𝛿𝛿𝛿𝛿11 + ⋯ + 𝑐𝑐𝑐𝑐 𝛿𝛿𝛿𝛿1𝑘𝑘
In forma matriciale:
𝛿𝛿𝛿𝛿2 = 𝑐𝑐1 𝛿𝛿𝛿𝛿21 + ⋯ + 𝑐𝑐𝑐𝑐 𝛿𝛿𝛿𝛿2𝑘𝑘
... 𝛿𝛿𝑦𝑦𝑖𝑖 = 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖𝑖 𝑐𝑐𝑗𝑗
n*1 n*k k*1
𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿 = 𝑐𝑐1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿1 + ⋯ + 𝑐𝑐𝑘𝑘 𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿
i=1:n numero di estrazioni
j=1:k numero di variabili

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Incertezza combinata 11

• Valutiamo la varianza campionaria della variabile dipendente y:

∑𝑛𝑛 2
2 𝑖𝑖=1 𝑦𝑦𝑖𝑖 − 𝑦𝑦

𝑠𝑠 𝑦𝑦 =
𝑛𝑛 − 1

(1*n n*1)
𝑛𝑛 2 𝑇𝑇
∑𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿 𝛿𝛿𝛿𝛿 𝛿𝛿𝛿𝛿
2
𝑠𝑠 𝑦𝑦 = = Prodotto vettoriale
𝑛𝑛 − 1 𝑛𝑛 − 1

𝑇𝑇 𝑇𝑇
2
𝑐𝑐𝑗𝑗 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖𝑖 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖𝑖 𝑐𝑐𝑗𝑗
𝑠𝑠 𝑦𝑦 =
𝑛𝑛 − 1

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Incertezza combinata 12

𝑇𝑇 𝑇𝑇
2
𝑐𝑐𝑗𝑗 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖𝑖 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖𝑖 𝑐𝑐𝑗𝑗
𝑠𝑠 𝑦𝑦 =
𝑛𝑛 − 1
1*k k*n n*k k*1

n = numero di estrazioni
j = variabili

𝛿𝛿𝑥𝑥11 … 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑛𝑛1 𝛿𝛿𝑥𝑥11 … 𝛿𝛿𝛿𝛿1𝑘𝑘 ∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖


2
… ∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
… … =
∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖1 … ∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
2
𝛿𝛿𝛿𝛿1𝑘𝑘 … 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑛𝑛𝑛𝑛 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑛𝑛𝑛 … 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑛𝑛𝑛𝑛
𝑛𝑛 − 1
n-1
k*n n*k

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Incertezza combinata 13

MATRICE VARIANZA /COVARIANZA

∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖
2
… ∑𝑛𝑛𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
∑𝑛𝑛 ∑𝑛𝑛 2
𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖1 … 𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
[𝑠𝑠 2 (𝑥𝑥)] =
𝑛𝑛 − 1

𝑛𝑛 𝑛𝑛
2 2
Sulla diagonale principale : � 𝛿𝛿𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖 = � 𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖 − 𝑥𝑥�1 VARIANZE
𝑖𝑖=1 𝑖𝑖=1

𝑛𝑛 𝑛𝑛

Fuori dalla diagonale: � 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘 = � 𝑥𝑥𝑖𝑖𝑖 − 𝑥𝑥̅ 1 𝑥𝑥𝑖𝑖𝑘𝑘 − 𝑥𝑥̅ 𝑘𝑘


𝑖𝑖=1 𝑖𝑖=1

COVARIANZE

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Incertezza combinata 14

Quindi, note le varianze delle variabili indipendenti, è possibile calcolare


la varianza della variabile dipendente y:

𝑇𝑇
𝑠𝑠 2 𝑦𝑦 = 𝑐𝑐𝑗𝑗 𝑠𝑠 2 (𝑥𝑥) 𝑐𝑐𝑗𝑗

• La matrice varianza-covarianza può essere valutata facendo una


serie di misurazioni n delle variabili indipendenti;

• Nella pratica si considerano le covarianze nulle (termini fuori


diagonale vanno a zero);

2 ∑𝑛𝑛 2 2 ∑𝑛𝑛 2 𝑘𝑘
𝑐𝑐1 𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖 𝑐𝑐𝑘𝑘 𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
𝑠𝑠 2 𝑦𝑦 = + …+ = � 𝑐𝑐𝑗𝑗2 𝑠𝑠 2 (𝑥𝑥𝑗𝑗 )
𝑛𝑛 − 1 𝑛𝑛 − 1
𝑗𝑗=1

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Propagazione dell’incertezza 15

Sostituendo l’incertezza alle varianze (GUM), si ottiene:

2 ∑𝑛𝑛 2 2 ∑𝑛𝑛 2 𝑘𝑘
𝑐𝑐1 𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑖 𝑐𝑐𝑗𝑗 𝑖𝑖=1 𝛿𝛿𝛿𝛿𝑖𝑖𝑘𝑘
𝑠𝑠 2 𝑦𝑦 = + …+ = � 𝑐𝑐𝑗𝑗2 𝑠𝑠 2 (𝑥𝑥𝑗𝑗 )
𝑛𝑛 − 1 𝑛𝑛 − 1
𝑗𝑗=1

𝑘𝑘
2 • Sviluppo arrestato al I ordine;
𝑢𝑢𝑦𝑦 = � 𝑐𝑐𝑗𝑗2 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑗𝑗 • Variabili indipendenti;
𝑗𝑗=1

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Propagazione dell’incertezza 16

Nel caso di variabili correlate si devono considerare i contributi extra-


diagonali della matrice varianza-covarianza:

𝑘𝑘 𝑘𝑘−1 𝑘𝑘
2
𝑢𝑢𝑦𝑦 = � 𝑐𝑐𝑗𝑗2 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑗𝑗 + 2 � � 𝜌𝜌𝑡𝑡,𝑗𝑗 𝑐𝑐𝑡𝑡 𝑐𝑐𝑗𝑗 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑡𝑡 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑗𝑗
𝑗𝑗=1 𝑡𝑡=1 𝑗𝑗=𝑡𝑡+1

Coefficienti di correlazione

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Propagazione dell’incertezza – incertezze 17
relative

Nel caso in cui la relazione che descrive il misurando ottenuto attraverso


metodo di misura indiretto sia descrivibile come prodotti o divisioni, il
procedimento di propagazione dell’incertezza puo’ essere semplificato:

𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏 𝑢𝑢𝑦𝑦 𝑢𝑢𝑥𝑥 2 𝑢𝑢𝑧𝑧 2 𝑢𝑢𝑤𝑤 2


𝑦𝑦 = = 𝑎𝑎 + 𝑏𝑏 + −𝑐𝑐
𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑦𝑦 𝑥𝑥 𝑧𝑧 𝑤𝑤

Propagazione dell’incertezza: si ottiene propagando le incertezze


relative pesate per gli esponenti dei parametri che determinano il
misurando

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Propagazione dell’incertezza – incertezze 18
relative
2 2 2
𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝜕𝜕
𝑢𝑢𝑦𝑦 = 𝑢𝑢𝑥𝑥 + 𝑢𝑢𝑧𝑧 + 𝑢𝑢𝑤𝑤
𝜕𝜕𝜕𝜕 𝜕𝜕𝑧𝑧 𝜕𝜕𝑤𝑤
2 2 2
𝑥𝑥 𝑎𝑎−1 𝑧𝑧 𝑏𝑏 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏−1 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏
= 𝑎𝑎 𝑢𝑢𝑥𝑥 + 𝑏𝑏 𝑢𝑢𝑥𝑥 + −𝑐𝑐 𝑢𝑢𝑥𝑥
𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤 𝑐𝑐+1

Adesso si divide l’incertezza 𝑢𝑢𝑦𝑦 per il valore centrale dell’intervallo y

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Propagazione dell’incertezza 19

2 2 2
𝑥𝑥 𝑎𝑎−1 𝑧𝑧 𝑏𝑏 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏−1 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏
𝑢𝑢𝑦𝑦 𝑎𝑎 𝑢𝑢𝑥𝑥 + 𝑏𝑏 𝑢𝑢𝑥𝑥 + −𝑐𝑐 𝑐𝑐+1 𝑢𝑢𝑥𝑥
= 𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤
𝑦𝑦
𝑦𝑦 2

2 2 2
𝑥𝑥 𝑎𝑎−1 𝑧𝑧 𝑏𝑏 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏−1 𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏
𝑎𝑎 𝑐𝑐 𝑢𝑢𝑥𝑥 𝑏𝑏 𝑐𝑐 𝑢𝑢𝑥𝑥 −𝑐𝑐 𝑐𝑐+1 𝑢𝑢𝑥𝑥
= 𝑤𝑤 + 𝑤𝑤 + 𝑤𝑤
𝑥𝑥 𝑎𝑎 𝑧𝑧 𝑏𝑏 𝑎𝑎 𝑏𝑏
𝑥𝑥 𝑧𝑧 𝑎𝑎 𝑏𝑏
𝑥𝑥 𝑧𝑧
𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤 𝑐𝑐 𝑤𝑤 𝑐𝑐

𝑢𝑢𝑥𝑥 2 𝑢𝑢𝑧𝑧 2 𝑢𝑢𝑤𝑤 2


= 𝑎𝑎 + 𝑏𝑏 + −𝑐𝑐
𝑥𝑥 𝑧𝑧 𝑤𝑤

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Propagazione dell’incertezza – incertezze 20
relative

METODO CLASSICO INCERTEZZE RELATIVE

𝑘𝑘 𝑘𝑘 2
2 𝑢𝑢𝑦𝑦 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑗𝑗
𝑢𝑢𝑦𝑦 = � 𝑐𝑐𝑗𝑗2 𝑢𝑢 𝑥𝑥𝑗𝑗 = � 𝑎𝑎𝑗𝑗
𝑦𝑦 𝑥𝑥𝑗𝑗
𝑗𝑗=1 𝑗𝑗=1

ESPONENTE DEL PARAMETRO XJ CON SEGNO

Pro Pro
• non ci sono limitazioni sulla funzione • si propagano quantità relative

Contro Contro
• derivate parziali • utilizzabile solo in caso di funzione con
• Attenzione alle unità di misura prodotti/divisioni

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Incertezza combinata estesa 21

• Come si sceglie invece il fattore di copertura in caso di incertezza


composta?
𝑦𝑦 = 𝑓𝑓 𝑥𝑥𝑥, 𝑥𝑥𝑥, 𝑥𝑥𝑥, … , 𝑥𝑥𝑥𝑥

• Si valutano i gdl complessivi mediante la formula di Welch-


Satterthwaite:

𝑢𝑢𝑦𝑦4
𝜐𝜐 = 4
𝜕𝜕𝜕𝜕
𝑢𝑢
𝜕𝜕𝑥𝑥𝑗𝑗 𝑥𝑥𝑗𝑗
∑𝑘𝑘𝑗𝑗=1
𝜈𝜈𝑗𝑗

• Si valuta il fattore di copertura sulla tavola della distribuzione t-


Student con il numero di gradi di libertà valutati in precedenza.

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Incertezza combinata estesa 22

• Si possono comporre incertezze A e B.

• In caso di incertezza A: νi = n-1

• In caso di incertezza B: νi = ∞ , quindi nella formula di Welch-


Satterthwaite il contributo si annulla.

• Il risultato si approssima sempre all’intero inferiore.

• Se ν ≤ 30 come fattori di copertura si usano i quantili della t-Student


con ν gdl, altrimenti quelli della Gaussiana.

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Riepilogo incertezza estesa 23

Incertezza standard Incertezza standard


(singolo parametro) (singolo parametro)
Tipo A Tipo A
Tipo B Tipo B

Legge di propagazione delle incertezze

Incertezza standard
combinata

Incertezza estesa

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In azienda… 24

Trasduttore 1 (s1)

Trasduttore 2 (s2)
𝑠𝑠 = 𝑠𝑠𝑠 + 𝑠𝑠𝑠 2 + 𝑠𝑠𝑠 − 𝑠𝑠𝑠 2

Trasduttore 3 (s3)

Trasduttore 4 (s4)

• Nell’ipotesi che i trasduttori impiegati abbiano la stessa incertezza ut


(tipo B), quanto vale l’incertezza richiesta per soddisfare il vincolo di
misurare 0.06 mm con un’incertezza relativa non superiore al 5%?

• Soluzione: si deve propagare i contributi d’incertezza secondo le


relazioni che abbiamo analizzato…

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In azienda… 25

𝑠𝑠 = 𝑠𝑠𝑠 + 𝑠𝑠𝑠 2 + 𝑠𝑠𝑠 − 𝑠𝑠𝑠 2

Ipotizziamo che s2 ed s3 siano nulli (solo spostamento verticale);

𝑠𝑠 ~𝑠𝑠𝑠 + 𝑠𝑠𝑠

E valutiamo le derivate parziali di s rispetto s1 ed s4;

Nell’ipotesi che l’incertezza dei trasduttori (uT) sia la medesima….

𝑢𝑢𝑠𝑠 = 2 𝑢𝑢 𝑇𝑇

Si ottiene che l’incertezza richiesta è di circa 2 μm; quindi i traduttori da


scegliere per la misura dello spostamento relativo dovranno garantire
l’incertezza di misura così definita;

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26
Riepilogo RAA - autovalutazione

Conoscenza
 Metodo Monte Carlo
 Metodologia classica di valutazione dell’incertezza combinata
 Estensione incertezza combinata
 Incertezze relative

Applicazione e comunicazione
 Procedure di valutazione classica
 Scrittura dell’incertezza di misura
 Scrittura dell’incertezza di misura estesa
 Identificazione dei contributi di incertezza
nella combinazione

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