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Storia 1 2

Il documento analizza la nascita e l'unificazione di Italia e Germania nel XIX secolo, evidenziando i tentativi di unificazione in Italia attraverso figure come Cavour e Garibaldi, e le divisioni politiche tra repubblicani e monarchici. In Germania, si discute l'assemblea di Francoforte e il ruolo di Bismarck nell'unificazione tedesca, culminando nella guerra franco-prussiana e nell'instaurazione del Secondo Reich. Infine, si sottolinea il passaggio da un'era di equilibrio a una crescente militarizzazione sotto Guglielmo II, che segna l'inizio di tensioni internazionali.

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Storia 1 2

Il documento analizza la nascita e l'unificazione di Italia e Germania nel XIX secolo, evidenziando i tentativi di unificazione in Italia attraverso figure come Cavour e Garibaldi, e le divisioni politiche tra repubblicani e monarchici. In Germania, si discute l'assemblea di Francoforte e il ruolo di Bismarck nell'unificazione tedesca, culminando nella guerra franco-prussiana e nell'instaurazione del Secondo Reich. Infine, si sottolinea il passaggio da un'era di equilibrio a una crescente militarizzazione sotto Guglielmo II, che segna l'inizio di tensioni internazionali.

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13/09/2022

NASCITA DELL’ITALIA E DELLA GERMANIA


TENTATIVI DI UNIFICAZIONE e NASCITA DELLO STATO ITALIANO
Nell’800, la penisola italiana vede la presenza di molte dominazioni sul suo territorio, in par colare quella
francese, che ges sce male il territorio. Le Repubbliche Sorelle, non sono infa altro che colonie dei
francesi, ai quali non ha interessi a difendere lo stato (Napoleone lascia Venezia all’Austria).
Con il Congresso di Vienna, ci fu un tenta vo da parte dei cancellieri provenien dalle potenze europee di
riportare indietro la situazione europea a prima della rivoluzione francese. Nonostante l’arrivo dei delega
provenien dal territorio italiano, non gli fu permesso l’intervento al Congresso, che decise dire amente
per l’Italia, con l’idea che essa rappresentasse solo un’espressione geogra ca, una penisola.

In Italia ci furono però tenta vi, nalizza a riunire e uni care il paese, di varie posizioni poli che:
- Impostazione mazziniana (Giuseppe Mazzini) = democra ca/repubblicana
- Posizione liberale e conservatrice di Cavour. Egli voleva un’Italia unita, estendendo il Regno del Piemonte.
- Carlo Ca aneo, vuole un’Italia semi liberale ma federale, non quindi un’Italia unita con Roma capitale ma
un sistema federale simile alla Svizzera.

Repubblicano = “cosa pubblica”, non c’è il re, il capo di stato viene ele o.
Democra co = tu possono votare, le libertà personali sono rispe ate.
Le due de nizioni non coincidono, esistono repubbliche non democra che (URSS, Corea del Nord, Cina) e
anche monarchie democra che (Inghilterra)
Stato liberale = ha il mercato non standardizzato, il governo riconosce la libertà di intesa/privata dell’uomo;
governo conservatore a livello dei diri

Vince Cavour, con l’ammissione e uni cazione dello Stato. Essa avviene rapidamente, con la discesa delle
truppe di Cavour dal Piemonte.

GARIBALDI
Cavour si trovò spesso in urto con Giuseppe Garibaldi.
Nell’incontro di Teano, tra Garibaldi e il re Vi orio Emanuele II (episodio che conclude la spedizione dei
Mille), lo stesso Garibaldi è arrabbiato. L’incontro non dura molto, il loro rapporto era teso, entrambi non si
scambiarono molte parole. Garibaldi, repubblicano, era più radicale di Mazzini, ma si rende conto che non è
possibile uni care l’Italia senza i Savoia, per una ques one geopoli ca (l’Italia si trova infa tra due
potenze, la Francia e l’Impero Asburgico).

La penisola italiana è anche controllata e tenuta con occhio di riguardo dall’Inghilterra. Pare infa che,
quando Garibaldi sbarca in Sicilia alla guida di 120 imbarcazioni e a ronta tu o l’esercito borbonico, al largo
delle coste siciliane c’era stanziata la marina inglese che sarebbe intervenuta se le cose si fossero messe
male.

l’Italia nasce come monarchia cos tuzionale (statuto alber no, cos tuzione concessa da Alberto di Savoia
nel 1848). Resterà in vigore no alla cos tuzione, l’1 gennaio del ‘48.
L’Italia nasce quindi essenzialmente da un passo indietro fa o dai democra ci e dai repubblicani.
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L’UNIFICAZIONE TEDESCA
La Germania ha una storia diversa, che porterà all’uni cazione tedesca.
Anche la Germania ha una situazione paragonabile all’Italia, ovvero è frammentata in numerosi staterelli di
origine medievale (duca , marchesa , contee, etc) e anche lì sono for le istanze di uni cazione, tanto che
viene a crearsi un’assemblea cos tuente, formata da delega provenien da tu gli sta , con l’intento di
uni care lo Stato.

Essa si riunisce a Francoforte; l’assemblea è profondamene divisa tra ‘piccoli tedeschi’ e ‘grandi tedeschi’,
così come in Italia ci sono repubblicani e liberali, contraddis n da di eren idee poli che.
- piccoli tedeschi = secondo loro bisognava creare una confederazione di sta germanici a guida prussiana.
(La Prussia rappresenterebbe la guida più forte nel nord Europa, per cui è necessario che gli sta tedeschi
si uniscano in una confederazione guidata dallo Stato).
- Grandi tedeschi = uni care, in un unico grande Reich, tu i popoli tedeschi di tu a Europa, so o la
reggenza onoraria dell’imperatore d’Austria
La tesi dei piccoli tedeschi viene sostenuta dalla maggior parte, mentre quella dei grandi tedeschi viene
sostenuta principalmente dai nazionalis e dai roman ci tardo-o ocenteschi.

Con l’assemblea di Francoforte, le opinioni nazionalis che di uni cazione della Germania in un grande
impero iniziano a circolare (non si può parlare di nascita del nazismo, ma è un inizio verso quelle idee).

L’assemblea partorisce una sorta di cos tuzione e, con la vi oria dei i piccoli tedeschi, la corona viene
o erta al re di Prussia, Federico Guglielmo Hohenzollern. Il re ri uta però la corona, a ermando di non
voler acce are una corona o erta da un’assemblea formata da “pezzen ”, borghesi arricchi ma non nobili.
Vuole che siano i principi tedeschi, a raverso una Bolla d’Oro, a eleggerlo re.
Inoltre, questa cosa irrita l’Austria che impone un tra ato, una pace con la Prussia e che la impegna la a non
acce are la confederazione. Ciò infas disce la Prussia essendo una limitazione della sovranità. Perciò, la
debolezza del feudo liberale tedesco non perme e l’uni cazione cos tuzionale, anche a causa
dell’eccessivo peso delle gerarchie militari. Non ci fu un personaggio come Cavour in Germania.

BISMARCK E LA CAMPAGNA DI ESPANSIONE


Nel 1861, sale al trono di Prussia Guglielmo I, il quale per prima cosa vorrebbe portare l’esercito a 300.000
uomini. Guglielmo vuole potenziare l’esercito ma deve passare prima dal parlamento per chiedere
nanziamen , che però nega.
Nel 1862 nomina cancelliere/primo ministro O o von Bismarck, sostenitore dei piccoli tedeschi, esponente
dell’aristocrazia prussiana (Junker). Egli si presenta al Bundestag e presenta un discorso dal tolo “Sangue e
Ferro”, sull’uni cazione tedesca (È come se dicesse “la Prussia ha perso tempo, ci siamo persi in votazioni e
abbiamo perso l’occasione per riuni care la Germania”).
Bismarck fa passare una riforma con il quale svincola I fondi dell’esercito dal parlamento, ovvero l’esercito
non è più materia del parlamento ma è ges to dal cancelliere stesso.

L’uni cazione del mondo tedesco deve avvenire, secondo i piccoli tedeschi, dall’alto, ovvero deve essere la
Prussia a guidare questo processo.
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Con la ristru urazione dell’esercito, si fanno chiare le intenzioni della Prussia: essa comincia una campagna
di espansione in tre mosse, chiama “tre balzi”:
- 1864, a acca la Danimarca (il Congresso di Vienna aveva assegnato alla Danimarca la regione dello
Schlesiwig-Holstein, un corridoio al con ne dello stato (zona di Flesburgo). La Prussia se la riprende.
- 1866, a acca l’Austria, conquista alcuni staterelli che avevano appoggiato l’Austria.
- A acca i Francesi, Napoleone III sa di essere il prossimo. Comincia perciò una corsa agli armamen .

Per a accare i francesi, Bismark deve aspe are un’occasione buona. Un conto è infa entrare in guerra con
la Danimarca, rela vamente debole, o con l’Austria; un conto è invece a accare la Francia, contro la quale
scoppierebbe una guerra vera e propria. Bismarck sceglie di aspe are l’occasione giusta per far sì che la
Francia a acchi lo Stato per passare per la vi ma di un a acco (chi viene a accato ha inoltre dalla sua
parte l’opinione nazionale).

L’intento è di provocare un a acco e aspe are l’occasione, che capita nel 1868, quando muore la regina di
Spagna e l’erede è un parente del re di Prussia, il quale, a scanso di equivoci, ri uta la Spagna. La Francia
sarebbe stata minacciata su entrambi i con ni, a est e a sud. Perciò, Napoleone III, re francese, chiede alla
Prussia di impegnarsi a non sostenere mai un Hohenzollern al trono di Spagna, e quindi a non rivendicare
mai il trono. Ciò rappresenta però una limitazione alla sovranità per la Prussia. Alla richiesta, Guglielmo
risponde in maniera diploma camente perfe a, inviando una le era dalla località termale di Ems, in cui si
trovava per le vacanze. La le era nisce sulla scrivania di Bismarck, il quale sfru a l’occasione, manipolando
il testo e modi candolo in parte, in modo che la risposta del re Guglielmo risultasse un’o esa alla Francia.
L’episodio è noto come “dispaccio di Ems”.

Napoleone III dichiara guerra alla Prussia, cadendo nella trappola di Bismarck. Scoppia la guerra franco-
prussiana, che rappresenta una disfa a totale per la Francia (decisivo è anche il vantaggio dato dalle
innovazioni tecniche in campo militare, con il fucile a retrocarica usato dall’esercito prussiano, molto più
rapido nello sparare).
Nella ba aglia decisiva a Sedan nel 1870, napoleone viene scon o, abdica e cade il Secondo Impero.

Temendo l’a acco francese però, il 18 gennaio 1871 i rappresentan degli sta tedeschi chiedono la
protezione della Prussia. A Versailles Guglielmo viene ele o Kaiser, ovvero imperatore, e la Germania viene
uni cata. Il 10 maggio 1871, la Germania o ene l’Alsazia e la Lorena, territori al con ne con la Francia.
L’incoronazione del Kaiser a Versailles, avvenuta nella Sala degli Specchi (la stessa in cui Maria Antonie a
organizzava i balli) umilia però la Francia, che si vede protagonista di un’ondata di risen mento e rivincita,
un fenomeno noto come “Rinascismo”.

IL NUOVO STATO TEDESCO


In Europa nasce un paese poten ssimo. Nello stesso momento in cui l’Inghilterra sembra a raversare un
periodo di pace, la Germania diventa l’ago della bilancia del sistema europeo (“sistema bismarckiano”, è
Bismarck che “tesse i li” tra gli sta in Europa). Bismarck governa tan ssimo e riesce infa a creare un
equilibrio (iniziano a circolare vigne e dove lui suona e gli altri presiden sono i suoi orchestrali).

L’800 è anche l’epoca del colonialismo in Africa. Bismarck si apre una prospe va verso il Congo. Si ene a
Berlino una conferenza nel 1887, la Kongokonferenz, nella quale le potenze europee si accordano per
spar rsi il territorio.
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Nel 1888 sale al trono Guglielmo II, nipote del Kaiser. Il glio di Guglielmo, Federico III, era liberale, non ben
visto da Bismarck per il suo liberalismo, ma muore. Guglielmo II è un tradizionalista e detesta Bismarck
perchè lo considera un vecchio legato ai vecchi s lemi o ocenteschi. Bismarck viene di conseguenza
licenziato e, con estrema umiliazione, il nuovo imperatore fa costruire una ferrovia sul suo terreno.
Con Guglielmo II, la Germania inizia a prendere una piega pericolosa; egli vuole che lo stato diven una
potenza egemone sul mondo. Perciò, potenzia l’esercito ancora di più e potenzia anche la o a navale,
meno considerata in passato dalla Prussia. Ciò rappresenterà un problema per le o e inglesi, data la
vicinanza dell’Inghilterra alle coste della Germania.
La ci à di Amburgo diventa il principale arsenale militare tedesco. L’Inghilterra inizia a preoccuparsi, esce
dal suo stato di pace. Matura una forte inquietudine in Germania, tra le cause della Prima Guerra Mondiale.

I PROBLEMI DEL NUOVO REGNO D’ITALIA


Nella nuova Italia unita nascono già un sacco di problemi:
- problema poli co, con lo statuto alber no c’era il su ragio censitario che portava al voto solo il 2% degli
italiani (i ricchi/nobili);
- Di erenze enormi dal pun di vista delle infrastru ure tra nord e sud. Stavano male tu ; l’uni cazione
era inoltre solo di fa o e la popolazione era ancora estremamente divisa. All’epoca (1862), non si poteva
pensare che nello stesso paese non ci fosse una lingua comprensibile a tu in uno stato unito e c’erano
infa mol problemi di comunicazione tra i popoli (Italia nasce nel ‘61 ma gli Italiani sono na nelle
trincee della prima guerra mondiale per tu a la penisola);
- Tasso atroce di analfabe smo
- Problema economico, l’Italia nasce già indebitata

Forse l’Italia è stata unita a livello linguis co dalla televisione, quindi a metà del 900.
Povertà al sud ma anche al nord. Torino, Genova, Milano erano moderne, il resto era tu a campagna.
Alcuni hanno vissuto il risorgimento come un occupazione.
Tra ‘60-‘70 un problema è rappresentato dal fenomeno del brigantaggio. Nel sud assume un signi cato
poli co: non è malavita, i brigan sono spesso ex militari borbonici che non riconoscono il regno d’Italia (che
deve mandare l’esercito, che reprime a fa ca il fenomeno).

Per quanto riguarda il problema economico,il governo sceglie di onorare/riconoscere i vari debi pubblici
degli sta preunitari (come il Ducato di Toscana, etc).
I vari sta avevano un debito pubblico, debito che viene comprato dagli inves tori. Non riconoscere i debi
pubblici, vorrebbe dire lasciare gli inves tori, i banchieri si troverebbero senza una lira in tasca e li
me erebbe in grande di coltà. La scelta di onorare ques debi è una scelta fa a principalmente per dare
credibilità al Regno d’Italia, sia all’interno dello stato e sia all’esterno (essendo mol nanziatori stranieri).
Con questo riconoscimento, l’Italia i trova già indebitata.
(Solo due paesi al mondo hanno de o “no facciamo nta del debito”, urss di levin e germania di hitler)

DESTRA E SINISTRA STORICA


I primi decenni del governo italiano vengono chiama “epoca della destra e sinistra storica”, de nite
storiche per dis nguerle dalla destra e sinistra odierne.
Per quanto riguarda quelle odierne, tra loro c’è di erenza una di erenza livello economico, di idee poli che
(destra = conservatori, sinistra = progressis ) e anche dal punto di vista is tuzionale. La destra fa gli interessi
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degli imprenditori, la sinistra dei lavoratori. Queste di erenze non ci sono a metà o ocento, perchè vota
solamente il 2% della popolazione. All’epoca, tra loro c’era una di erenza in nitamente minore rispe o ad
oggi perché coloro che votavano provenivano tu dallo stesso ceto sociale.
- Destra storica = più monarchica, conservatrice e liberista.
- Sinistra storica = meno monarchica, pù statalista e più interven sta a livello di poli ca estera.

I primi anni sono governa dalla destra storica (che è la destra di Cavour), che eredita i debi del paese.
Importante è l’opera del ministro dell’economia, Quin no Sella (destra storica). Egli è odia ssimo nel suo
periodo, perché fa pagare le tasse a tu , anche alla popolazione (che era povera), e dà vita ad una
pressione scale paurosa. Nel 1875 raggiunge il pareggio del bilancio, l’unico momento in cui l’economia del
Paese va bene. Ma il successo dura poco, perché l’anno successivo la destra storica cade per la ques one
delle ferrovie.

Le ferrovie erano private e su modello inglese (ogni imprenditore aveva il suo tra o di ferrovia). La destra
storica voleva nazionalizzare le ferrovie, rendere il servizio statale. ciò provoca l’opposizione degli
imprenditori toscani, ai quali alcuni deputa della destra dovevano rendere conto. Gli imprenditori in mano
di togliere la ducia al governo, e il governo cade di conseguenza (la destra, meno statalista, cade percheè
voleva statalizzare le ferrovie).

Nel 1876 sale la sinistra storica, che man ene private le ferrovie. Governa no al 900.
Rappresentante della sinistra è Agos no Depre s. Egli fa riforme importan , come il varo della legge
Coppino nel 1877, che alza no a 9 anni l’istruzione dei bambini.
Il governo di Depre s è cara erizzato da una spregiudicatezza enorme, tanto che lo accusarono di
trasformismo (comprava i parlamentari di destra per avere la maggioranza ampia).

Nel 1882, Depre s si accorda con il capo della destra storica.


Il governo era formato dalla destra e sinistra storica e dall’estrema sinistra (Cavalo ) e estrema destra
(vescovi, ultramonarchici, nobili). Per garan re governabilità, oltre a per comprare i parlamentari per avere
la maggioranza, Depre s fa un accordo di programmi con la destra in modo da escludere i radicali. Si
governa tra forze responsabili e ragionevoli. Ciò fu reso possibile anche grazie al fa o che l’epoca del
risorgimento si era conclusa, e nisce la contrapposizione poli ca vera, con la morte di Mazzini, Garibaldi,
Cavour e Pio IX.
Il governo diventa una semplice pra ca amministra va e, con la conclusione dell’epoca della destra e
sinistra storica, l’Italia inizia l’epoca del colonialismo.

Il risorgimento è stato il nucleo dell’insegnamento della storia durante il fascismo, u lizzato come prova di
una grande Italia. I fascis ”san cano” Mazzini e gli altri, fanno credere che collaborarono per
l’uni cazione dell’Italia, nonostante le reali e gravi disparità e opposizioni che ognuno aveva contro gli altri
nell’800. Una cosa simile l’hanno fa a per i padri cos tuen , che in realtà si odiavano.
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20/09/2022

LA BRECCIA DI PORTA PIA E LA REAZIONE DEL PAPA


Dopo le guerre d’indipendenza l’Italia nel 1870-1871 si allea on la Prussia, che è in guerra con la Francia. La
Francia aveva il compito di proteggere il Papa e Napoleone stesso si era posto prote ore del Papa (a Roma
il Papa era prote o dall’esercito francese). Con la ne della guerra franco-prussiana e la vi oria dei
Prussiani, i francesi sono costre ad abbandonare Roma. La ci à, ora priva di protezione, viene a accata
dall’esercito italiano e annessa al Regno d’Italia. Il 20 se embre 1870, le truppe italiane aprono una breccia
in Porta Pia e entrano a Roma, che viene resa capitale.

La reazione di Papa Pio IX è furente. Appena ele o, Pio IX aveva dato l’impressione di un Papa più aperto,
vicino alle istanze liberali moderne, ma dopo l’assassinio di Pellegrino Rossi, lui si irrigidisce e diventa un
Papa ultra conservatore, tanto che nel 1864 aveva emanato il sillabo (sillabus errorum, ”silabo degli errori” =
elenco degli errori) cioè un elenco di tu e gli errori della poli ca moderna ( = il comunismo, il socialismo,
liberalismo - credono nella libertà di impresa dell’uomo - e monarchia a diri o divino, matrimonio civile,
indi eren smo - l’indi erenza nei confron della realtà - ). Si ha quindi un a eggiamento di chiusura della
chiesa nei confron della modernità. Dopo l’unità, il governo italiano o re al papa un tenta vo di accordo
chiamato “legge delle guaren gie” ( = legge delle garanzie ) nel 1871.
Il governo si rende conto di averla a fa a grossa e o re al Papa un’extra territorialità dei palazzi va cani.
Garan scono essenzialmente che il Va cano non è Italia, Roma lo è ma non dove risiede il Papa. Pio IX
ri uta sdegnato e nel 1874 emana un decreto, chiamato “non expedit” ( = “non si addice, non conviene”).
Con questo decreto Papa Pio IX vieta ai ca olici di partecipare alla vita poli ca del Regno d’Italia. Il Regno
d’Italia nasce da un furto che il papa considera uno stupro alla religione e vieta la vita poli ca, altrimen
non si è ca olici.

Si ha una ro ura totale e come tu e le ro ure non hanno seguito, n da subito. Gli elemen poli ci ca olici
si sviluppano, ma resta una tensione for ssima tra il Papa e il Regno d’Italia, che verrà superata solo con i
Pa Lateranensi del 1929, fa da lui ( Mussolini e il Cardinale Gaspardi, segretario dello stato va cano, si
accordano ). Nel 1984 verranno rinnova da Craxi.

Colonialismo
L’ITALIA E LA TRIPLICE ALLEANZA
Negli anni ‘70 del’800, il Regno d’Italia nella poli ca internazionale resta piu osto isolata, perché con la
presa di Roma si era svincolata dalla Francia. Gli anni ‘70-‘80 dell’O ocento sono gli anni della “scramble for
Africa” ( = corsa sgomitante per l’Africa ). L’Italia è esclusa dalla corsa all’Africa, non che non abbia interessi
ma gli interessi sono principalmente nella zona del Nord Africa. La Francia, nel 1881 ignorando ogni accordo
si impossessa della Tunisia, che però era già stata puntata dagli italiani perché lì viveva un numerosissimo
gruppo di immigra siciliano. Questo sgarro della Francia e la necessità dell’Italia di non essere isolata
poli camente la porta nel 1882 ad entrare nella nella Triplice Alleanza. Si tra a di un’alleanza tra Germania,
Austria e Italia contro la Francia (l’Inghilterra a raversa in quel momento uno splendido isolamento, la
Spagna a raversa crisi, tensioni interne che portano alla guerra civile negli anni ‘30). l’Italia aderisce ad una
coalizione an francese. L’alleanza è di natura difensiva, cioè se uno dei tre sta aderen fosse stato
a accato, gli altri sarebbero sta tenu a intervenire. L’adesione è uno shock per tu gli italiani perché gli
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italiani hanno fa o il Risorgimento contro gli austriaci, ma in generale nella storia d’Italia, essa passa tre
quar della sua storia a cercare di mandare via i tedeschi ( come con Carlo V, Barbarossa, etc ).
L’Italia si allea con i propri nemici storici per fare sì un dispe o alla Francia ma anche perché il re ha paura.
La monarchia di Savoia teme il di ondersi di idee egualitarie. Cominciano a circolare i movimen socialis ,
di chi è convinto dell’inevitabilità di una rivoluzione di cara ere socialista, che andrebbe di conseguenza ad
abolire le classi sociali. Ci sono scioperi, manifestazioni, si di onde una richiesta delle classi di estendere il
diri o di voto e il re e i Savoia hanno paura di una svolta repubblicana. Temono che lasciare l’Italia isolata
por il di ondersi di ideali democra ci e paci s , magari anche repubblicani. Allora fanno un’alleanza con le
due potenze più conservatrici d’Europa (la Germania di Bismarck e Austria di Francesco Giuseppe).
Nell’entrare a far parte dell’alleanza, l’Italia ignora il fenomeno dell’irriden smo. Gli irriden s sono
dei nazionalis che volevano unire all’Italia Trento e Trieste, che erano austriache (Treno e Trieste erano
chiamate terre irriden , devono tornare a splendere so o l’Italia). L’Austria non intende lasciare le due ci à
all’Italia, nonostante il fa o che lì si parli italiano. Avere Trento voleva dire avere il controllo dei valichi
alpini, e Trieste era il principale porto dell’impero austroungarico (Gran parte dei beni arrivano via mare e
per l’Austria avere uno sbocco sul mare era fondamentale). In Italia l’irriden smo è forte: nel 1882 viene
gius ziato un patriota italiano che aveva organizzato un a entato a Francesco Giuseppe, ovvero Guglielmo
Oberdan. I Savoia ignorano quindi gli irriden s e anche gli scontri passa con gli austriaci, poiché l’alleanza
avrebbe messo il Regno al sicuro dal su ragio universale e da un Italia repubblicana. È anche un’alleanza
militare ed è vincolante, e l’Italia punta a risolvere con ques oni internazionali le sue vicende interne.
Essendo anche la situazione internazionale piu osto tranquilla, l’Italia entra nell’alleanza tranquillamente.
La realtà però è che già trent’anni prima c’era già le premesse per lo scoppio della guerra..

L’AVVENTURA COLONIALE ITALIANA IN AFRICA


Anche l’Italia tenta l’avvenuta coloniale e va nell’unico punto disponibile in Africa, ovvero l’Africa orientale e
il corno d’Africa, dove il governo nel 1882 aveva comparto dalla compagnia genovese “Ruba no” la baia di
Assab. Dalla baia, l’Italia prova ad espandersi e occupa la ci à di Massawa in Eritrea, che era so o la
sovranità dell’impero e ope (l’E opia viene chiamata “Abissinia” in Italia). Questa operazione coloniale
viene sostenuta dall’Inghilterra; gli italiani pensano di trovare delle tribù primi ve in Eritrea. La verità è che
l’impero e ope era invece il più an co impero africano. L’imperatore, chiamato negus, faceva discendere la
sua dinas a dalla regina di Saba, ed era uno dei capi della religione rastaiana. Fa o sta che l’Italia si espande
e provoca anche una reazione dell’impero e ope, che nel 1887 colpisce gli italiani nella ba aglia di Dogali.
Gli italiani mor sono circa 500. Il 2 maggio 1889 il negus, che si chiamava Menelik, e il governo italiano
rmano un tra ato, chiamato tra ato di Uccialli. È un tenta vo di accordo che di fa o porta solo a ad una
confusione tra i due governi, che interpretano l’accordo in modi diversi. Il negus dava agli italiani la ges one
delle terre che avevano occupato nell’o ca di un unione commerciale. Gli italiani invece lo intendono come
una gius cazione di un dominio coloniale. Pensano che Assab sia Italia, come l’India e l’Inghilterra, e
pensano di gius care un ulteriore penetrazione italiana.
Nel 1895 occupano la regione del Tigré. Questa volta la reazione degli Abissini è for ssima e il 1 marzo
1896 scon ggono gli italiani nella ba aglia di Adua. Gli italiani lasciano 10.000 mor . La ba aglia viene
accolta in Italia come una disfa a pazzesca che sconvolge l’opinione pubblica italiana e europea. Per la
prima volta un esercito del terzo mondo scon gge un paese occidentale. Sono anni di un razzismo
esagerato, li consideravano davvero barbari e gli italiani perdono contro di loro.
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LA SITUAZIONE INTERNA ITALIANA
CRISPI E GIOLITTI
Mentre l’Italia da vita a questa avventura coloniale, Depre s muore e il governo, nel 1887, viene a dato a
Francesco Crispi, ex mazziniano di sinistra, convito di essere il Bismarck italiano, il quale cerca di
modernizzare lo stato e di comba ere il socialismo.
I lavoratori sono stu di lavorare 15 ore al giorno e vogliono dei veri diri . Nel 1892 nasce il par to
socialista che da voce a quelle idee poli che. Crispi si dime e a seguito di una crisi nanziaria nel 1892 e a
maggio diventa capo del governo Giovanni Gioli . Il governo Gioli dura pochissimo. Egli viene coinvolto
nello scandalo della banca romana, un giro di tangen . Gioli cerca di me ere mano al se ore bancario. La
banca, in fallimento, aveva prestato denaro per la campagna ele orale di Gioli per o enere un aiuto e
Gioli è costre o a dime ersi.
Torna Crispi, ma stavolta è intransigente e ca vo, tanto che reprime uno sciopero dei minatore di zolfo e
dei contadini di Sicilia nel sangue. Prende misure an -anarchiche, chiude i circoli anarchici e scioglie il
par to socialista, ma nel 1896 arriva la scon a di Adua, e si dime e di nuovo. Sono anni di grande
tensione poli ca, si formano dei movimen di massa, par , socialis e par comunis , alcuni di
ispirazione nazista e gli anarchici sono numerosi (principalmente nelle campagne emiliane).

RUDINÌ E PELLOUX
Crispi si dime e e dopo di lui diventa capo del governo un nobile, il Marchese di Rudinì. Egli deve a rontare
una situazione nanziaria terribile, cresce prezzo del pane, c’è in azione e quindi scoppiano rivolte, per il
caro vita e per avere maggiori diri . Nell ‘800 e ‘900, agli scioperi si va con le armi, tu scendono in piazza
e si riuniscono le richieste in un unica protesta comune. Rudinì rma lo stato d’assedio e manda l’esercito.
Gli scioperi iniziano a gennaio; l’8 e il 9 maggio a Milano il generale Fiorenzo Bava Beccaris ordina
all’esercito di sparare sulla folla. 80 mor e 400 feri . Dopodiché, vengono arresta i diriigen dei socialis
e dei ca olici. A Rudinì succede Luigi Pelloux, il quale prova un colpo di stato, ritraendo alcune libertaà
garan te dallo statuto alber no. Trova pero l’opposizione del parlamento. Per vincere l’opposizione, Pelloux
convince il re a sciogliere le camere, e quindi si va in elezione. Pelloux però perde.

ZANARDELLI E GIOLITTI
Si apre il 900 con un fa o di cronaca nera. Il 29 luglio 1900, l’anarchico Gaetano Bresci uccide il re Umberto I
al parco di Monza per vendicare i mor fa da Bava Beccaris. Il clima sembra però essere cambiato. C’è una
sostanziale stanchezza, le repressioni di ne secolo hanno stancato.
Diventa re Vi orio Emanuele III, glio del re. Nel 1901 dà il tolo di capo del governo a Giuseppe Zanardelli,
a cui risponde Giovanni Gioli come ministro degli interni (Ges sce l’ordine pubblico, capo dei carabinieri).
Gioli è convinto che i socialis non abbiano tu i tor e che le richieste più ragionevoli fa e dai lavoratori
dovessero essere accolte. In questo, si ispira a Bismark: egli aveva concesso mol ssimo ai lavoratori in
Prussia e Germania, facendo della Germania, stato conservatore, il paese dove i lavoratori vivevano meglio
perché concedendo ai lavoratori voleva dire togliere i socialis dalle proteste. Gioli è convinto che per un
Italia solida fosse necessario accoglie l’ambizione a livello poli co data da Bismark.
Il governo Zanardelli fa parecchie riforme per tutelare i lavoratori: viene ssata a 12 anni l’età minima per
lavorare, limita a 12 ore il lavoro per le donne, me e le assicurazioni obbligatorie in caso di infortunio. Ma
essendo anziano, nel 1903 Zanardelli muore e Gioli diventa capo del governo. Comincia la grande epoca
storica dell’età gioli ana.
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CONTESTO STORICO ALL’INIZIO DEL ‘900
NAZIONALISMO E BELLE EPOQUE
Il ‘900 si apre dal punto di vista internazionale con dei “chiaroscuri”. Gli anni alle ne dell’800 e ciò che
emerge dalla seconda rivoluzione industriale vengono chiama Belle Epoque. Si di ondono i café, grande
esposizione universale.È un’epoca di lusso e benessere, che sembra des nata a non nire mai. Si sviluppa
l’intra enimento con il cinema, traspor con le automobili e i primi aerei, mongol ere e dirigibili. Comincia
il turismo: le ricche famiglie inglesi, francesi e tedesche cominciano ad andare in villeggiatura (nasce la
Liguria come zona turis ca). Si sviluppano nuovi teatri, i café chantant, sembra un eta di benessere dove
tu o è a portata dell’uomo. È un lascito pra co del posi vismo, una corrente loso ca che crede che la
scienza sia il faro che porta al progresso umano. Ci sono mol ssime scoperte scien che, come la
pastorizzazione con Pasteur, si sviluppano gli an bio ci e i vaccini, che riducono dras camente la mortalità,
anche per quanto riguarda gli allevamen animali. Nascono medicinali, fer lizzan chimici che perme ono
raccol più abbondan .
Non tu o ciò che avviene a inizio secolo è però di natura posi va. Si vive infa in un mondo in cui i
problemi sono tan : l’epoca è di lusso solo per i privilegia . Sono anni di trionfo per i par di estrema
sinistra e estrema destra. Ci sono tensioni internazionali tra potenze e l’Europa è fortemente divisa e in
contrasto tra potenze. Francia, Austria, Germania e Inghilterra comincano ad aumentare le richieste militari,
avviene il colonialismo, c’è un razzismo esagerato anche interno (come ad esempio con gli Ebrei e il caso
dell’u ciale Dreyfus), nazionalismo estremo, an semi smo radicale.
Paradossalmente l’an semi smo coinvolge l’impero austroungarico. All’inizio del 900 tu i paesi più
an semi erano i paesi dell’Europa centro-orientale, nei quali le comunità ebraiche erano numerosissime.
Nel ‘600, la comunità più importante in Europa era in Olanda e a Venezia. L’assalto alle comunità ebraiche di
questo periodo viene de nito con il termine russo “pogrom”. Nascono for tensioni sociali, razziali, poli che
e nazionali interne. In par colare, il nazionalismo diventa pericoloso in un’Europa composta da sta
nazionali nei quali vivevano molte comunità di nazionalità di eren (ad esempio nell’impero
austroungarico, nell’impero russo, che si estendeva dalla Finlandia alla Cina, o nell’impero o omano, in
decadenza che pero domina sui Balcani). Queste forze nazionalis che sono disgregan . L’inizio può
considerarsi il Congresso di Vienna e la ne è l‘inizio della prima guerra mondiale.
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