Il test Lot-R (Life Orientation Test), Michael Scheier e Charles Carver, revisionato nel 1994.
Il test si compone
di dieci affermazioni, delle quali sei sono pertinenti per l’ottimismo e il pessimismo, mentre le altre quattro
sono dei riempitivi. I soggetti devono indicare il loro grado di accordo o di disaccordo con tali affermazioni.
Istruzioni
Pensando a te stesso, indica quanto sei d’accordo con le affermazioni che seguono, indicando da 1 a 5 il tuo
grado di accordo (1 = fortemente in disaccordo, 2 = in disaccordo, 3 = né d’accordo né in disaccordo, 4 =
d’accordo, 5 = fortemente d’accordo); devi essere il più sincero possibile e non lasciare che la risposta che
hai dato a una domanda influenzi le successive, rispondi di getto. Non ci sono risposte sbagliate o giuste,
conta solo il tuo punto di vista.
Valutazione:
Per le affermazioni 1, 4, 10 sommare i punteggi ottenuti in ciascuna di esse;
Per le affermazioni 3, 6, 8 procedere anzitutto ad invertire i punteggi, per cui 1 corrisponde a 5 punti, 2
corrisponde a 4, 3 resta invariato, 4 corrisponde a 2 e 5 corrisponde a 1, quindi calcolare la somma dei
punteggi invertiti;
Sommare i punteggi parziali;
Per le affermazioni 2, 5, 7, 9 non ci sono punti da attribuire in quanto sono riempitivi.
Sull’immagine di tabella 2 sono fornite le norme di conversione per passare dal punteggio grezzo al
punteggio ponderato.
Ad esempio:
se si ottiene un punteggio grezzo di pari a 15 o inferiore a 15, il valore percentile è pari a 10, ossia si ha
solo il 10% della popolazione al di sotto e ci si trova di fronte a un forte pessimismo;
se è compreso tra 21 (pari al percentile 40) e 23 (pari al percentile 60) ci si trova in una zona intermedia,
oscillante fra pessimismo ed ottimismo.
Da diverse ricerche è emerso che il test Lot-R consente una misurazione precisa e valida dell’ottimismo e
del pessimismo, presenta una forte coerenza interna ed è caratterizzato da un elevato grado di attendibilità
(il valore dell’alpha di Cronbach che misura tale aspetto è pari a 0,82).
L. Anolli, L’ottimismo, Il Mulino, Bologna, 2005