I minerali
I minerali
I minerali sono i costituenti di base di tutti i tipi di rocce.
Tra tutti gli elementi chimici che compongono i minerali, i più
abbondanti sono l’ossigeno e il silicio, che da soli costituiscono i 3/4
della massa della crosta terrestre; seguono, in ordine decrescente,
l’alluminio (Al), il ferro (Fe), il calcio (Ca), il sodio (Na), il potassio
(K) e il magnesio (Mg).
Caratteristiche principali dei minerali
- I minerali hanno una composizione chimica ben definita, esprimibile
tramite una formula chimica.
- Gli atomi sono distribuiti secondo un reticolo cristallino, cioè una
struttura regolare che si ripete nelle tre dimensioni.
- La forma esterna si chiama abito cristallino
La forma dei cristalli
Nell’esempio del salgemma (il sale da cucina), gli atomi di cui è
composto, cloro (Cl) e sodio (Na), sono legati tra loro in modo particolare:
ogni atomo di cloro è circondato da 6 atomi di sodio, ognuno dei quali a
sua volta è circondato da 6 atomi di cloro e così via.
Principali
proprietà fisiche
dei minerali
Sfaldatura Lucentezza
Durezza Colore
Densità
Proprietà fisiche - Colore
Il colore è una delle proprietà fisiche che si notano per prime in un
minerale e spesso è utile per la sua identificazione. Il verde della
malachite, il celeste dell’azzurrite, il giallo dello zolfo e della pirite o
il viola del quarzo ametista.
Zolfo Malachite
Il colore di un minerale dipende principalmente dalla composizione
chimica.
Proprietà fisiche - Lucentezza
E’ il modo in cui la superficie di un cristallo riflette la luce.
Può essere metallica nel caso
di minerali opachi
Pirite
Non metallica nel caso di
minerali più o meno trasparenti
Quarzo ametista
Proprietà fisiche - Sfaldatura
I cristalli dei minerali, se percossi, possono
rompersi secondo piani ben determinati.
Questa caratteristica, detta sfaldatura,
dipende dai legami tra gli atomi che possono
presentare punti deboli in corrispondenza
dei quali, con opportuni sforzi, avviene la
rottura del cristallo.
Se si percuotono con un martello, il
salgemma e la calcite si sfaldano facilmente
secondo piani «prestabiliti» lungo i quali le
forze di legame sono minori.
Proprietà fisiche – Densità e Durezza
Densità. Dipende dalla compattezza degli atomi presenti nel
reticolo cristallino. Es. Il quarzo ha densità maggiore di quella del
salgemma: 2,6 g/cm3 contro 2,1 g/cm3.
Durezza. Dipende dalla forza dei legami chimici presenti nel
minerale.
Es. se si preme fortemente il quarzo contro il salgemma, facendolo
scorrere, il salgemma viene scalfito. Ciò avviene perché il quarzo ha
durezza maggiore di quella del salgemma.
La durezza dei minerali: la scala di Mohs
La scala di Mohs, i cui valori vanno da 1 a 10, fa riferimento a una
serie di dieci particolari minerali, ordinati dal più tenero, il talco, a cui è
assegnata durezza 1, al più duro, il diamante, a cui è assegnata
durezza 10.
In questa serie, ogni minerale scalfisce quello che lo precede ed è
scalfito da quello che lo segue.
Classi
I minerali si distinguono in 8 classi:
- Silicati
- Carbonati
- Ossidi/idrossidi
- Solfuri
- Solfati
- Alogenuri
- Fosfati e borati
- Elementi nativi
Silicati
Presentano come unità fondamentale lo ione silicato (tetraedro)
(SiO4)4-
Gruppo silicatico
Sono i maggiori componenti delle rocce della crosta terrestre, di cui
costituiscono oltre l’80%
Silicati
-
- -
-
Le cariche negative si possono legare con:
- Ioni metallici. Carichi positivamente es. Na, Fe, K, Ca.
- Altri ioni silicatici. Una coppia di ioni silicatici mette in comune un
atomo di ossigeno. Il processo di chiama polimerizzazione e
comporta la formazione di catene o strutture più complesse.
Silicati
I silicati sono classificati in base alla disposizione dei
tetraedri. In particolare si fa riferimento al numero di
tetraedri che si trovano legati tra loro e alla loro
disposizione nello spazio.
NESOSILICATI: Sono legati a ioni
metallici
Es. granati
Silicati a tetraedri
isolati
INOSILICATI TETTOSILICATI
Mica
Intelaiatura tridimensionale
Catena singola o doppia
Es. pirosseni e anfiboli Es. Miche e talco Es. Quarzo e Feldspati
Strato indefinito
Giadeite Feldspato
FILLOSILICATI
Non silicati
Ossidi. Si tratta di minerali in cui un elemento
Magnetite
metallico è combinato con l’ossigeno. I più comuni
sono quelli che contengono ferro, quali la magnetite
e l’ematite. Sono molto importanti in campo
industriale per l’estrazione di metalli.
Carbonati. I minerali principali di questo gruppo
Calcite sono la calcite, che origina i calcari, e la
dolomite, che origina le dolomie. La calcite si
forma per evaporazione di soluzioni ricche di
carbonato di calcio (CaCO3) oppure si ottiene da
alcuni organismi che utilizzano il carbonato di
calcio per creare gusci o scheletri
Elementi nativi. A questo gruppo appartengono i minerali costituiti da un
metallo o semimetallo, che si rinvengono in natura allo stato elementare. Oro
(Au), argento (Ag) e rame (Cu) sono i più importanti. Il diamante e la
grafite, entrambi costituiti di solo carbonio, sono due minerali chimicamente
identici, ma diversi dal punto di vista cristallografico e commerciale.
Diamante Grafite
Gesso
Solfati. Lo zolfo è presente sotto forma di ione
solfato (SO4). Il più comune dei solfati è il
gesso.
Solfuri. Sono dei minerali costituiti da composti
metallici dello zolfo. Tra essi ricordiamo la pirite.
Alogenuri. Composti da ioni metallici legati ad
elementi alogeni (es. fluoro e cloro). Gli
alogenuri più comuni sono il salgemma e la
fluorite.
Fosfati. Sono dei minerali costituiti da uno ione
fosfato (PO4) legato a uno o più elementi metallici.
Un esempio di fosfato è il turchese.
Le rocce
Le rocce della crosta
Sono degli aggregati naturali di diversi minerali. Si classificano in tre
gruppi:
• le rocce magmatiche che provengono dal raffreddamento e dalla
solidificazione di rocce fuse cioè di magmi o lave;
• le rocce sedimentarie che provengono dall’accumulo, dal consolidamento e
dalla compattazione di materiali di origine diversa, come frammenti di altre
rocce o resti di organismi;
• le rocce metamorfiche che derivano da una trasformazione di rocce
preesistenti sottoposte a elevate temperature e pressioni.
Ciclo litogenetico
I processi magmatici, sedimentari e metamorfici fanno parte di
un unico ciclo litogenetico. In linea generale un ciclo è così
costituito:
Processo magmatico – Risalita di materiali fusi nella crosta
Processo sedimentario – Il materiale magmatico si degrada
a contatto con gli agenti atmosferici, e si sedimenta con
frammenti di origine organica
Processo metamorfico – Il materiale sedimentato viene
trasferito in profondità ed entra in contatto con i movimenti
della crosta dove subisce delle metamorfosi
Ciclo litogenetico
Rocce magmatiche
Processo di cristallizzazione
Il magma è una miscela di gas e silicati, che si ritrova tra i 15-
100 km di profondità, quindi tra la crosta terrestre e la parte
superiore del mantello.
In seguito al raffreddamento si cristallizza e gli atomi dagli
elementi formano una struttura precisa originando i reticoli
cristallini. Le rocce che si formano si chiamano magmatiche
o ignee.
Rocce magmatiche
Si distinguono due tipi:
- Intrusive. Rocce che si formano in profondità. Si raffreddano
lentamente, perché circondati da altre rocce e di conseguenza
possono svilupparsi fino a qualche millimetro prima che la
roccia cristallizzi. Sono quindi caratterizzate da un mosaico di
cristalli visibili a occhio nudo.
Spesso
formato da
quarzo, mica
e feldspato
Granito
Rocce magmatiche
Nella crosta terrestre si formano degli ammassi giganteschi i
roccia intrusiva chiamati batoliti, che possono emergere in
seguito a movimenti della crosta terrestre.
Rocce magmatiche
- Effusive. Si formano quando il magma solidifica in superficie.
Si raffreddano rapidamente e i cristalli non hanno tempo di
svilupparsi. Queste rocce presentano pochi cristalli visibili
sparsi in una matrice composta da cristalli di piccole
dimensioni.
Roccia amorfa, i
reticoli cristallini non si
sono formati
Ossidiana
Rocce magmatiche - Classificazione
La distinzione avviene in base al contenuto di silice (SiO2)
- Sialiche. Formate da silicio e alluminio. La silice è oltre il
65% del peso. I granati (rocce intrusive) sono i maggiori
rappresentanti di questo gruppo.
- Intermedie. 52-65% del peso totale.
- Femiche. Formate principalmente da ferro e magnesio. La
percentuale di silice presente è inferiore al 52%. I basalti
fanno parte di questo gruppo e sono il gruppo maggiore
delle rocce effusive.
Rocce sedimentarie
Rocce sedimentarie
La sedimentazione è la sovrapposizione di vari tipi di materiali.
Fondo delle valli depositi fluviali
Deserti sabbia eolica
Fondo dei laghi fanghi argillosi
In riva al mare sabbia o ciottoli
Mare o lago gusci e scheletri di organismi
Rocce sedimentarie – Processo di litificazione
Il passaggio da sedimento a roccia sedimentaria avviene tramite un
insieme di fenomeni chiamati diagenesi
COMPATTAZIONE CEMENTAZIONE
Classificazione delle rocce sedimentarie
Conglomerati
Clastiche Arenarie
Argilliti
Carbonatiche
Organogene Silicee
Depositi organici
Chimiche
Classificazione delle rocce sedimentarie
Clastiche. Provengono dalla disgregazione di altre rocce
(clasti). Si classificano in base alle dimensioni:
- Conglomerati, formati da ghiaie
(diametro > 2mm)
- Arenarie, formate da sabbia
(diametro compreso tra 0,06 e 2mm)
Classificazione delle rocce sedimentarie
- Argilliti, formate da argilla
(diametro inferiore a 0,06 mm)
Organogene. Si originano dall’accumulo di resti di
organismi. Si classificano in base alle struttura chimica:
- Rocce carbonatiche, comprendono i calcari organogeni,
derivano dall’accumulo di gusci di organismi marini. Sono
costituiti da carbonato di calcio
Classificazione delle rocce sedimentarie
Un esempio di roccia carbonatica è la dolomia, che si
origina dal minerale dolomite
Classificazione delle rocce sedimentarie
- Rocce organogene silicee, derivano dall’accumulo di
gusci di organismi costituiti da silice.
- Depositi organici, comprendono i carboni fossili (origine
vegetale) e gli idrocarburi (origine vegetale e animale).
Classificazione delle rocce sedimentarie
Rocce chimiche. Si originano a causa di reazioni
chimiche (es. precipitazione). Calcite, gesso e salgemma
si formano in seguito all’evaporazione di bacini.
Le stalattiti e le stalagmiti si depositano per percolamento
di acqua satura di carbonato di calcio nelle grotte
Rocce metamorfiche
Rocce metamorfiche
Il metamorfismo è il processo a cui viene sottoposta una
roccia in seguito a temperature elevate o forti pressioni.
I cambiamenti possono avvenire a livello della composizione
di minerali oppure nella struttura, cioè nella disposizione dei
minerali al suo interno.
Si distinguono due tipi di metamorfismi: Di contatto e
regionale
Rocce metamorfiche
- Di contatto, avviene quando una massa di magma risale
attraverso la crosta o si ferma all’interno di questa. Il contatto
avviene in un punto preciso della crosta.
I marmi si originano
dalla trasformazione
dei calcari in seguito
a metamorfismo di
contatto
Rocce metamorfiche
- Regionale, copre porzioni estese della crosta terrestre.
Si formano in seguito a pressioni di carico (a causa delle
rocce sovrastanti) oppure per movimenti tra i diversi blocchi
della crosta terrestre
Gli gneiss si
originano dalla
trasformazione di
minerali ricchi di
quarzi e feldspati
Classificazione delle rocce metamorfiche
Si suddividono in base alla temperatura e pressioni
raggiunte: grado basso, medio, alto
Le forti pressioni possono causare la formazione di rocce
lamellari, che si possono suddividere in lastre, cioè
possiedono una scistosità.
Classificazione delle rocce metamorfiche
Con l’aumentare della temperatura si formano rocce più
massicce.
Es. Gli gneiss sono rocce di modesta scistosità, con
metamorfismo regionale di grado medio-alto
La deformazione delle
rocce
La tettonica
E’ la scienza che studia la struttura della crosta terrestre, le
forme degli ammassi rocciosi che la compongono e i
movimenti che avvengono al suo interno.
Le rocce possono piegarsi o rompersi a causa delle forze
che agiscono all’interno della crosta.
Le rocce duttili all’aumentare della forza applicata subiscono
una deformazione plastica, cioè permanente.
Le rocce rigide all’aumentare della forza subiscono una
deformazione temporanea (elastica) e poi si rompono.
La tettonica
Il comportamento delle rocce dipende dalla loro natura
chimica e fisica, ma anche da agenti esterni come:
- La pressione litostatica, cioè la pressione esercitata dalle
rocce sovrastanti.
- La temperatura.
- Presenza di acqua nei pori della roccia.
- La velocità di deformazione. Reagiscono in modo fragile
se sottoposte ad una forza improvvisa, in modo plastico se
sottoposti ad una forza lenta e continua.
Le pieghe
Sono delle deformazioni delle rocce e si presentano come
successioni di convessità verso l’alto (anticlinali) e verso il
basso (sinclinali).
Le faglie e le diaclasi
In presenza di una forza improvvisa e intensa si può creare
una lacerazione, che prende il nome di faglia se le due parti
scivolano l’una rispetto all’altra.
Se invece restano ferme prende il nome di diaclasi.
Le faglie si suddividono in base al loro piano di taglio, ovvero
in base alla direzione in cui è avvenuta la frattura e il
movimento reciproco.
Faglie dirette
Faglie inverse
Faglie trascorrenti
Sistemi di faglie
Le faglie si trovano solitamente in gruppi.
Il modello classico di gruppo di faglie è la fossa tettonica,
dove due sistemi paralleli di faglie provocano l’abbassamento
della striscia di terra compresa fra loro, cioè la fossa.
Sistemi di faglie