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Pindaro

Pindaro, nato a Cinoscèfale e formatosi ad Atene, esprime un'etica aristocratica nei suoi carmi, enfatizzando la superiorità della natura e il ruolo degli dèi nella vita umana. La sua opera, caratterizzata da una lingua dorica e composizioni triadiche, si concentra su temi di vittoria sportiva, miti e sentenze che collegano occasioni e narrazioni. Morì ad Argo nel 438 a.C., lasciando un'eredità poetica che include epinici e componimenti religiosi.
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Pindaro, nato a Cinoscèfale e formatosi ad Atene, esprime un'etica aristocratica nei suoi carmi, enfatizzando la superiorità della natura e il ruolo degli dèi nella vita umana. La sua opera, caratterizzata da una lingua dorica e composizioni triadiche, si concentra su temi di vittoria sportiva, miti e sentenze che collegano occasioni e narrazioni. Morì ad Argo nel 438 a.C., lasciando un'eredità poetica che include epinici e componimenti religiosi.
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Nacque a Cinoscèfale presso Tebe, studiò ad Atene, tuttavia non si sentì

troppo legato ad Atene, prova del fatto è l'assenza nei suoi versi delle
Nei suoi carmi Pindaro si fa espressione di un'etica aristocratica che guerre persiene, Maratona nel 490 e Salamina nel 480, date che
stabilisce la superiorità della natura sull'apprendimento e di una coincidono con il principio della sua carriera. Le commitenze più importanti
concezione religiosa che riconosce il costante intervento degli dèi le ricevette dall' Occidente. Tra il 476 e il 474 soggiornò alle corti di Ierone
nella vita umana. Alle volte pare che il poeta si rivolga ad una di Siracusa e Terone di Agrigento. Probabilmente morì ad Argo nel 438 a.C
cerchia ristretta con un linguaggio codificato; questo fatto costituisce fra le braccia di Teòsenno, un ragazzo amato in un carme conviviale, in cui
una differenza fondamentale con l'epos che si rivolgeva invece si canta proprio il tema della vecchiaia.
all'intera comunità.

All'interno dell'epinicio si possono riconoscere tre grandi elementi tematici:


La lingua di Pindaro offre il consueto impasto artificiale di dorico Pindaro l'occasione (καιρός) cioè la vittoria sportiva, il mito è normalmente narrato
innestato sulla lingua epica. L'elemento dorico è moderato, ma è di scorcio perché considerato ben noto al pubblico (la narrazione di geste
superiore a quello presente in Simonide e Bacchilide. divine o eroiche), e la parte sentenziosa che spesso opera una funzione di
raccordo fra l'occasione e il mito(γνώμη).

Quasi tutti i carmi di Pindaro sono in composizioni triadica (strofe,


antistrofe, epodo). Delle complesse strofi di Pindaro non ce n'è una Oltre agli epinici abbiamo: componimenti religiosi appartenenti a peani,
che si ripeta in due carmi carmi diversi. La metrica varia sempre e dove la parte mitica è particolarmente ampia; dei θρῆνοι non ci è giunto
così anche per la musica e la danza. molto dal momento che la fama di Simonide superava in questo campo
quella di Pindaro; di natura esclusivamente monodica erano gli scoli
simposiali.

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