Ebook Bitcoin
Ebook Bitcoin
NUOVE ECONOMIE
IL MONDO DEL
BITCOIN
I Sicilianigiovani
[Link]
Fabio Vita
Nuove economie/
Il mondo del bitcoin
I Siciliani giovani
[Link] n.23/2011 del 20/09/2011
[Link] riccardo orioles
[Link]
[Link]
2
Fabio Vita
NUOVE ECONOMIE/
IL MONDO DEL BITCOIN
[Link]
[Link]
3
Introduzione
Il Bitcoin vede la luce nel dicembre 2009 quando un programmatore,
- o più facilmente un gruppo tra i maggiori specialisti di crittografia -
che si nasconde dietro lo pseudonimo giapponese "Satoshi Nakamoto"
da l'avvio alla cosiddetta "blockchain" – generare moneta e transazioni
sicure utilizzando il potere computazionale di sistemi connessi alla rete.
In una parola, si usa l'energia elettrica per generare, come si diceva, mo-
neta e transazioni.
Nel corso di questi anni Bitcoin ha attirato per motivi diversi tutta
una serie di soggetti, istituzionali e non. Esponenti della Cia che parteci-
pano a conferenze, negli Stati Uniti senatori democratici chiedono di in-
garare; l'Electronic Frontier Foundation assoElectronic Frontier Foun-
dationciazione di avvocati rivolta alla tutela dei diritti digitali ha accet-
tato donazioni in bitcoin; come Wikileaks che, quando Paypal e banche
e gestori di carte di credito hanno chiuso i loro conti, è riuscita a finan-
ziarsi tramite donazioni in bitcoin. Di recente un documento del Fbi sui
furti di moneta e sul preteso anonimato.
Sulla stampa internazionale, (Economist, New York Times, Forbes, Zd-
net, Time, Reuters, Guardian) è stato trattato in maniera approfondita;
alcuni in chiave economica sulla volatilità del valore di bitcoin, sui para-
goni col l'oro per lo scenario deflazionista, altri spiegano come funzio-
na, per cosa può essere utile
A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, bitcoin non
fa uso di un ente centrale. Bitcoin utilizza un database distribuito tra i
nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crit-
tografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto
di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di po-
terlo fare una volta sola.
Ci sono vari modi per ottenere Bitcoin:
- Accettare Bitcoin come pagamento per beni o servizi.
- Acquistare bitcoin con monete tradizionali. Ci sono diversi servizi di
cambio.
- Trovare un utente nella propria zona su tradebitcoin e scambiare con
euro o dollari.
- Creare un nuovo "blocco", "minando" dal termine inglese del cercatori
d'oro "mining" (attualmente elargisce 50 bitcoin).
- Participare in una mining pool, n gruppo da cui minare la moneta e es-
sere pagati in proporzione.
4
E’ nata la moneta
del futuro
Si chiama Bitcoin
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viene svolto da un software open source che sfrutta la potenza di calco-
lo della scheda video. Con l'aumento dei bitcoin in circolazione, questa
operazione richiede sempre più potenza computazionale. Il loro totale è
fissato a 21 milioni (adesso ne sono presenti 6,7 milioni), mimando
anche qui la scarsità dell'oro.
Ma quanto vale un bitcoin, in realtà? Nel maggio 2010 un utente di fo -
rum, dalla Florida, chiedeva dove poteva comprare due pizze maxi coi
suoi 10mila bitcoin (allora equivalenti a circa 40 dollari), suscitando
ironie su una pizza così costosa. Con gli stessi bitcoin, adesso, potrebbe
comprare un'auto di grossa cilindrata. Il bitcoin infatti a gennaio 2001
valeva 0,2 dollari, a maggio mezzo dollaro, e un mese fa ha sfiorato i 30.
Beh, non siamo alle leggendarie azioni Cocacola trovate nella cassapan-
ca del bisnonno, ma un portafoglio bitcoin è memorizzato in un file del
computer e resta lì finchè non viene ritrovato.
***
Il bitcoin è lo strumento ideale per il micropagamento. Oggi donare
un dollaro (o un euro) o spenderlo per un servizio si può fare solo pas-
sando per una compagnia telefonica (ih Giappone o in Usa) o addirittu-
ra per una banca (in Europa), con costi enormi. Con Paypal, ad esempio,
su 1 euro quasi il 40% andrebbe in commissione.
Il bitcoin è libero, funziona in rete e nessun potere esterno può met-
terci le mani. Ti permette di donare denaro a WikiLeaks, per esempio,
dopo che Visa, Mastercard e Bank of America gli hanno chiuso i conti
(permette anche di evadere le tasse, è vero: ma per questo, soprattutto
in Italia, non c'era bisogno di aspettare sistemi nuovi...).
E qualche governo lo vietasse, visto che è così indipendente? In teoria
potrebbe farlo, ma in pratica… Sarebbe come riuscire a impedire davve-
ro di scaricare musica "pirata".
Secondo WikiLeaks (28 giugno 2011: vedi sito) “il bitcoin è una mo-
neta elettronica sicura e anonima. I bitcoin non sono facilmente traccia-
bili, e sono una veloce e tranquilla alternativa agli altri metodi di dona-
zione. Quando Visa e MasterCard sono felici di dare servizi al Klu Klux
Klan ma non a WikiLeaks, è tempo di agire”.
***
6
Oppure possiamo spenderlo per ricevere beni o servizi. Già ora su
[Link] possiamo cambiare i bitcoin con buoni-acquisto
usabili su Amazon (di qualunque nazione, anche [Link]!).
Uno dei siti più originali invece è [Link], dov'e si posso-
no comprare o vendere servizi di ogni tipo: traduzioni, assistenza infor-
matica, creazione di loghi e siti, e anche cose strampalate, come l'ateo
pronto a convertirsi e a pregare per te per pochi centesimi, o il tizio che
ti scrive lettere e poesie per aiutarti a conquistare (ma anche a lasciare)
la tua ragazza. E ancora fare i compiti di matematica, farsi ritrarre in
versione manga, vendere polline d'api...
Non solo acquisti: [Link] è uno dei primi esempi di
siti di aste, come Ebay, ad avere il bitcoin come moneta. Le offerte in Ita-
lia sono ancora poche e poco battute, è frequentato da gente che abita
oltreoceano, ma è possibile acquistare tra le altre cose materiale infor-
matico e olio d'oliva.
***
Link
[Link]/
[Link]/wiki/Bitcoin
[Link]/magazine/content/11_26/[Link]
m
[Link]/technology/2011/jun/22/bitcoins-how-do-they-
work
[Link]/blogs/babbage/2011/06/virtual-currency
7
Secondo il Nobel Krugman
il Bitcoin è
“il nuovo gold standard"
Google wallet e micropagamenti - Guerra dei cloni,
ascesa e declino - Negozi fisici e online che accettano Bitcoin
Il Bitcoin negli Stati Uniti è preso molto sul serio; gli aficionados sono
convinti di avere tra le mani un'invenzione al pari dell'Email o del Tor-
rent: moneta generata dall'elettricità, pagamenti alternativi a Paypal,
non avere frontiere di cambio: dal Dollaro allo Yen, dal Franco svizzero
all'Euro. La maggior parte degli articoli di quotidiani e periodici sono
ostili (un po' alla maniera di La Repubblica o La Stampa "la moneta pi-
rata, della droga, della Cia") ma quelli più autorevoli - l'articolo del
Guardian di giugno è stato un punto di riferimento - e i giornali econo-
mici gli hanno dedicato crescente attenzione.
Di recente il premio Nobel per l'economia Paul Krugman e James Su-
rowiecki del New yorker sulla MIT Technology Review, hanno scritto ar-
ticoli (quello di Krugman tradotto, parzialmente e tralasciando alcuni
passi sul Bitcoin come gold standard, dal Sole 24 ore) che nel criticarlo
ne hanno evidenziato la forza: il paragone con l'oro rilanciato dal nobel
anche se in via critica; da keynesiano contro il gold standard dice che il
bitcoin ha piú uso finanziario che commerciale e chi li possiede insom-
ma tende a tenerseli.
"In effetti, Bitcoin ha ricreato nel suo mondo privato il gold standard,
in cui l'erogazione di moneta è fissa invece che soggetta ad essere incre-
mentata dallo stamparne altra.
Quello che noi vogliamo da un sistema monetario non è che le perso-
ne si arricchiscano tenendo la moneta; noi vogliamo che faciliti le tran-
sizioni e renda ricca l'intera economia. E non è del tutto ciò che sta acca-
dendo ai Bitcoin [...] L'economia dei Bitcoin subito effettivamente una
forte deflazione. E a causa di questo, ci sono incentivi a tenere la moneta
invece di spenderla. [...]
Così nella misura in cui l'esperimento ci dice qualcosa sui regimi mo-
netari, rinforza le ragioni contro qualunque cosa come un nuovo gold
standard - perchè mostra, appunto, quanto sia vulnerabile un sistema di
questo tipo all'accumulare moneta, deflazione e depressione"(Paul
Krugman)
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"La rete sembrava essere come un utile supplemento al sistema mo-
netario esistente: permette alle persone di evitare i costi commissione
bancaria con una trasazione elettronica anomina [non proprio vero 1]
ma garantita nella sicurezza.
Nell'ultimo anno e mezzo il Bitcoin è diventato, per alcuni, molto di
più. Invece di un supplemento all'economia del dollaro, strombazzato
come competitore [...] Prima di diventare un'alternativa il sistema ha so-
prendentemente un problema grave: le persone hanno iniziato a veder-
lo come una modo per fare denaro. Invece di essere usati come moneta i
Bitcoin sono oggi principalmente usati e scambiati come investimento.
[...]
A maggio, Rick Falkvinge, fondatore del Partito Pirata Svedese, che
punta sulla riforma del copyright e l'abolizione dei brevetti, ha scritto di
aver deciso di trasferire i suoi soldi in Bitcoin. il classico pensiero spe-
culativo" (James Surowiecki)
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un netbook con cui è possibile spendere la moneta in giro; per essere
usato su Smartphone invece (Android e Ios) richiede un intermediario -
un servizio di Ewallet, un account MtGox - e mentre la rete e la struttura
Bitcoin non sono incappati in problemi o bug, diversa è la situazione dei
siti che cambiano la moneta, i cui database di utenti possono e sono sta-
ti oggetto di attacco, o l'invio di Email fasulle volte a ottenere username
e password (phishing) o i malware e trojan, segnalati da Kasperky e
Trend Micro, con lo scopo di rubare la potenza di elaborazione della
scheda video sul computer infetto per genere monete.
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della fluttuazione al ribasso del valore del cambio dai 12 di agosto ai 7
di settembre e ora 5 dollari per Bitcoin.
I negozi fisici che accettano bitcoin sono pochi fuori dalla Silicon Val-
ley e dall'area di New York dove sono accettati da molti bar e ristoranti.
Da questo link dalla wiki del sito bitcoin, e possibile vedere che in Italia
c'è un bed & breakfast a Napoli, o girando di poco la frontiera è possibi-
le fare un giro in paracadute in Croazia o in Svizzera e pagarlo in Bitcoin
o spingersi fino a Utrecht per una lezione di Aikido... I sanmarinesi di
[Link] (negozio di videogiochi e informatica) hanno preannu-
ciato pieno supporto a Bitcoin. Da segnalare una grossa catena di risto-
ranti che in cina ha iniziato ad accettare questa moneta come pagamen-
to. I negozi online in usa sono sempre più numerosi, si segnalano Me-
morydealers, il primo a pubblicizzare nella cartellonistica stradale
l'accettare Bitcoin e di recente Abugames rivendore di giochi di carte
tipo Magic con un negozio fisico a Boise in Idaho.
Un dottorando in economia americano ha aperto un sondaggio tra gli
utilizzatori di Bitcoin, utile per la sua ricerca. Ecco il link del sondaggio
in inglese, e della pagina google gruppi dove è stato presentato.
Note:
1. Il Bitcoin è anonimo e difficilmente tracciabile, ma l'IP del computer
utilizzato resta; e se viene aggirato attraverso TOR allora (un progetto
della Electronic Frontier Foundation finanziato dalla US Naval Research
Laboratory) o VPN un servizio utilizzato dal Partito Pirata canadese per
aiutare i rivoltosi in Tunisia.
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Il tutto si basa su concetti crittografici moderni e ritenuti sicuri al gior-
no d’oggi. Se un giorno per uno dei problemi matematici usati negli al-
goritmi verrà trovata una soluzione semplice ci saranno guai. Ma non
solo per i bitcoin ma per tutti i sistemi che gli usano, DRM, https (ovvero
SSL) nella rete, firme digitali, sicurezza dei passaporti biometrici, ban-
comat ecc. ecc. Cioè i sistemi usati non sono più o meno sicuri del resto.
[Link]
[Link]
[Link]
secure-browsing
2. Per il resto (per esempio l’ autenticità di una transazione, contraffa-
zione di un bitcoin) viene usato il concetto di massa. Solo quando un
certo numero di massa critica ha verificato la validità questa viene ac-
cettata. Contraffare o manipolare un certo numeri di nodi è possibile ma
mai tutta la rete. (Gregor Longariva, responsabile dei sistemi informati-
ci dell’Università di Erlangen a Norimberga.)
[Link]
[Link]
12
Link:
Il Nobel Paul Krugman su Wikipedia e un [Link]
[Link]
[Link]
L'articolo di James Surowiecki sui Bitcoin, pubblicato dalla MIT Technolo-
gy Review
[Link]
Un articolo di risposta a Krugman e Surowiecki dal blog tecnologico del
New York Observer, di Adrianne Jeffries
[Link]/2011/09/15/despite-cyberattacks-and-overspecula-
tion-bitcoin-economy-continues-to-evolve/
Elenco di negozi fisici che accettano Bitcoin
[Link]
Paypal Vs Google
[Link]
of-trade-secret-misappropriation/
Cloni: difficoltà e valore in tempo reale. Quale conviene minare.
[Link]
Sondaggio di dottorando in economia - Bitcoin Economics Survey
[Link]
2/page/intro
[Link]
bdb7c638138efbed?pli=1
Statistiche sulla rete e sull'economia di Bitcoin
[Link]
[Link]
Conferenze della Open Video Alleance, New York
[Link]
Il caso Liberty Dollar
[Link]
engaging-in-infiltration-disruption-and-dismantling-of-competing-curr-
encies/
[Link]
of-minting-his-own-currency
Il fondatore di un Bitcoin Exchange in Cina, Nefario, fermato e rispedito
perchè non aveva abbastanza contante ed era senza carta di credito
[Link]
jtgUC
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Gutenberg 2.0
14
Un mercato fondamentale probabilmente sarà quello delle scuole. In
Sud Corea (dove testi elettronici nelle scuole sono diffusi già da tre
anni) il governo sta investendo massicciamente per rendere disponibile
l'intero catalogo in Cloud entro il 2015.
(Parentesi: prima di Gutenberg i tipografi c'erano già, in Cina; Guten-
berg ebbe successo perchè la gente voleva leggersi la Bibbia a casa sua e
senza preti. Per dire che una tecnologia nuova - o anche nuovissima
come in questi casi - da sé non basta se non incontra i bisogni, magari
inespressi, delle persone).
***
***
15
prezzo. Tutti usano sistemi di (presunta) protezione "bucate", che peral-
tro danno più limitazioni a chi compra l'originale. Apple su iTunes li ha
dovuti togliere, visto che Google music e Amazon (per la musica) ne fan-
no a meno. Sul prezzo da noi c'è un'Iva del 21% (fra poco 23%), come
prodotto informatico, e non del 4% come per i libri di carta.
In Italia un buon sito è Simplicissimus, ottimo forum, ebook in vendita
e a noleggio, un sistema di autopubblicazione (Narcissus) con cui puoi
vendere online su Feltrinelli, Ibs, [Link], e ora anche [Link].
Per i giornali la situazione è più complicata, gli accordi con Apple e
Google non hanno dato i risultati sperati (perchè pagare per ciò che i
siti danno gratis?) ma la strada è quella. Anche se contenuti e prezzi non
sono proprio ideali, e forse persino l'hardware non è molto adatto, visto
che altrove si vedono già ebook-reader a colori, sempre con inchiosto
elettronico ma con tecnologia Triton.
***
Puoi vendere il tuo libro dal tuo sito, senza intermediari, utilizzando
una moneta elettronica come Bitcoin, scavalcando sia le vetrine fisiche
delle librerie che quelle virtuali di Amazon o [Link]. Non è detto che
sia la scelta migliore, già adesso: ma certo è che il futuro ha tagliato fuo-
ri sia le case editrici che le compagnie discografiche. Chi se lo può per-
mettere, come i Radiohead che campano di concerti, può regalare al-
bum in alta qualità e chiedere donazioni. I mammiferi andranno con
Simplicissimus e Amazon, i dinosauri con la Siae (il cui commissario
straordinario fa novant'anni in questi giorni. Auguri).
E il futuro? Per l'anno prossimo pioveranno nuove guerre di copy-
right, e una proposta di legge americana (Stop online piracy act, "Sopa")
per far pagare a siti e provider i file pirata messi dagli utenti. Una vec -
chia fissazione franco-italiana, regolarmente bocciata fra l'ilarità della
rete. In Svezia invece c'è (e prende voti) un Partito Pirata, e in Svizzera
la "pirateria" e abbastanza tollerata, suscitando le ire dei discografici
italiani (la Fimi) che paragona i pirati - e i loro complici svizzeri - a Bo-
kassa e a Bin Laden.
Ma queste sono bazzecole. Il problema serio (Cina e cinesizzanti a
parte: cioè buona parte di imprenditori e governi) è l'embargo econo-
mico con cui le varie banche, ma anche Paypal, aiutano a eliminare i siti
scomodi impedendogli le donazioni elettroniche degli utenti. Wikileaks,
per esempio, la stanno strangolando così.
Questo sarebbe già un buon motivo per riflettere seriamente su chi
gestisce l'economia su internet (e, a dire il vero, anche sul resto del pia-
neta) e cominciare a usare, per esempio, il Bitcoin.
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On the road col bitcoin
A qualcuno è venuta l'idea di fare il classico coast-to-coast
negli States senza un dollaro in tasca, solo con moneta elet-
tronica. Proviamo ad accompagnarlo?
Ancora sulla strada. Non sarà la Old Historical Route 66, ma è sempre
una traversata costa a costa. In queste strade così rettilinee per chi vie-
ne dall'Europa, dove si può indifferentemente superare a destra o a sini-
stra: ma i limiti sono ferrei, non come in Germania, con autostrade sen-
za limiti di velocità o la lotteria delle multe come in Italia.
Costa a costa si diceva, questa volta senza soldi nè cibo nè carburante,
usiamo solo i bitcoin - una moneta elettronica calcolata come le sue
transazioni con la potenza di tanti computer connessi in rete - per tutte
le spese del viaggio il BitcoinRoadTrip.
Accompagnamo Plato, ideatore e protagonista di questo viaggio, una
persona comune, ma convinta che basti poco a cambiare profondamen-
te le cose; lui si definisce un po' enfaticamente su Twitter “un sovversi-
vo che combatte le ingiustizie a San Francisco”. In viaggio Dal Connecti-
cut a Los Angeles, passando da New York, Washington, Petersburg, Du-
rham, Charlotte, Atlanta, Austin, Denver... l'America di Philip Dick, di Ke-
rouac, di Burroughs.
In cerca di carburante, di compagni di discussione, e di divani lungo le
città del viaggio, abbiamo incontrato gente entusiasta e incuriosita; ab-
biamo incontrato gente entusiasta e incuriosita; negli Stati Uniti il dena-
ro assurge a qualcosa di sacro, qui la povertà è un infamia. Il denaro in
ogni sua forma - le banche, l'oro - fa brillare gli occhi.
Ma quando si paventa o si spera che il sistema cambi o crolli, anche
qui, come i russi di cui parla Dostoevskij, davanti all'incendio la gente
s'immobilizza profondamente affascinata. Alcune frasi confuse, raccolte
a caso, per lo più fra nerd, ma alcune fra gente comune:
“Qui da noi nello Utah il governatore vuole monete d'oro”.
“Bitcoin? Anche qui ho paura dei monopoli. C'è un ristretto numero di
gruppi, come i cambiavalute e i gruppi per “minare” la moneta, che rie-
scono ad accumulare ricchezze faraoniche rispetto alle briciole altrui.
“I 1600 miliardi di dollari dati da Bush alle banche”
“Ecco perché quello che chiamano crisi gli è esploso in faccia: le ban -
che saranno fallite per la finanza tossica, ma anche nel prendersela con
la propria gente; pignorare talmente tanti immobili da far crollare il
valore della casa... Non poteva essere rieletto questo è stato il suo colpo
di coda”
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“In Usa le multinazionali non pagano tasse. Vedi le tasse a forfait di
Amazon in California. O Romney, il milionario mormone candidato alla
presidenza, che da favorito è stato acciaccato dal rivelare nei dibattiti di
pagare il 12% di tasse”.
“Tenteranno di rendere illegale anche il bitcoin”.
“Semmai c'è Tor, il sistema per rendere anonimi gli utenti, quello svi-
luppato dalla Us Navy. O i Virtual Private Network, che usano un inter-
mediario impegnatoa non rivelare i dati degli utenti. Pensa al Pirate
Party svedese”.
“Vedi come ne parlano i giornali, del bitcoin, ne hanno una paura fot-
tuta”.
“I giornali economici l'hanno preso sul serio”
“L'interesse sembra si sia scatenato per lo scenario tendenzialmente
deflattivo del bitcoin”
“Il Nobel per l'economia Krugman, da buon neo-keynesiano, ha messo
in luce che se la ricchezza prevista del bitcoin è sempre crescente non
verrà utilizzato per commerciare ma per conservarlo... lo scenario defla-
zionistico dell'oro, contrapposto allo stampar moneta”
“C'è il vecchio Ron Paul a parlare di bitcoin”
“Che gli Occupy Wall Street facciano perdere la rielezione a Obama
come gli Indignados in Spagna con Zapatero mi sembra strano”
“Difficilmente sarà visto diverso da Wall Street dagli elettori contadi-
ni. E poi, mentre lui dice di voler smussare il Patrioct Act il suo partito
vuole approvare il Sopa e il Pipa (antipirateria e controllo degli utenti -
ndr) ”.
“I federali hanno chiuso Megaupload (il tredicesimo sito più trafficato
al mondo, con servizio di file sharing e anche streaming, à la Youtube) lo
stesso giorno in cui i promotori di Sopa e Pipa annunciano un passo in-
dietro, visto che i candidati repubblicani erano preoccupati e Obama
minacciava il veto".
Sulla strada per Bose, ci fermiamo in una stazione di servizio già vista
nei romanzi.
Una ragazza grassa e molle. Flemmatica e sudata porge la tazza facen-
dola scorrere sul tavolo. Venderanno più birre che colazioni? No, più fa-
cilmente avrà lavorato dietro un altro bancone, di birra invece che di
torte e caffè.
- Salve, siamo qui per l'offerta Groupon; vorremmo pagare in bitcoin
- Bene, allora avete il tre per cento di sconto, siete qui per la pepero-
nata di cozze?
Così diceva l'insegna viola lampeggiante: Torte da Eddy. Plato era se-
duto a un tavolo da dieci minuti, assonnato ma attivo, intento ad armeg-
giare col materiale elettronico di routine, un netbook e un Android
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come modem...
- 'Giorno, Plato - Una voce di ragazza lo fece sussultare. La cameriera
di Eddy, piccola e con gli occhi neri - State già sognando a occhi aperti
così presto?
***
Il bitcoin, dato già per morto dopo la bolla estiva (3-4 dollari a mag-
gio, quasi 30 dollari in estate, di nuovo 3 a ottobre) ha chiuso l'anno a 7
dollari, 1400 percento più dell'anno prima, quando si partiva da briciole
di cent. Il valore dell'oro sul dollaro è passato nel 2011 da 1300 a 1600
dollari l'oncia.
E mentre rivediamo il percorso su Google Maps, pianificando un viag-
gio non virtuale, ecco che qualcuno lo sta facendo davvero, il giro del
mondo in bitcoin. E magari in questo momento, in qualche drugstore
del Colorado, sta parlando di noi, dell'Italia...
“Anche in Italia è così, la sinistra invece di far politiche di disavanzo a
favore di scuole, ospedali, servizi pubblici, regala persino acqua e mono-
poli naturali ai privati e mette piccole pezze al bilancio. La destra...".
Il vociare si moltiplica, non si fanno impressionare dai politici italiani
in sè, ma dal fatto che non si dimettano quando c'è un “scandalo”, un so-
methingate: questo ai loro occhi dimostra che l'Italia non ha burocrati
adeguati. E gli scudi fiscali che premiano i ladri (tassando al 5, o in real -
tà all'1 per cento, ciò che andrebbe interamente recuperato se illegale, o
tassato al 40 come in Usa o Germania) secondo loro vuol dire semplice-
mente che l'attività produttiva in Italia è ormai intesa come un hobby
sostamzialmente estraneo all'economia reale.
LINK:
Il percorso del viaggio su Google maps:
[Link]
Bitcoin si apprezza sul dollaro del 1473 percento nel 2011:
[Link]
percent/
Wikimedia New York accetta donazioni detraibili in bitcoin:
[Link]
09/News_and_notes
Virtual Private Network:
[Link]
Tor:
[Link]
19
Apple entrerà nel G-20?
I nuovi Stati:
come cambia il mondo
Apple ha più dollari di Obama. In soldoni, è la notizia del
Guardian di due settimane fa, secondo cui nelle casse di Apple
c'è un patrimonio annuale netto (denaro disponibile) supe-
riore a quello del governo degli Stati Uniti.
Coi suoi 468 miliardi di dollari di capitalizzazione, d'altra parte, Apple
ha già superato (come valore azionario) il prodotto interno lordo di uno
Stato di media importanza come il Belgio. Se Apple fosse uno Stato – e
non è detto che non lo sia – entrerebbe a pieno diritto nel G20, l'insieme
delle venti nazioni più industrializzate del mondo. Non ci entrerebbe da
sola. La sola Exxon vale già quattrocento miliardi di dollari. Google cen-
tonovantasei.
Ci sono diversi nuovi Stati, nuovi imperi; vassalli che diventano re.
Con le loro eserciti, le loro bandiere. Sono tutti attentissimi ai simboli
ed agli stendardi: gli stemmi – chiamati loghi - dei nuovi stati sono onni-
presenti. Ciascuno di loro ha il proprio motto (“Think different”,
“Dont'be evil”...) analogo a quelli (“E pluribus unum”, “In God we trust”)
delle nazioni tradizionali.
La nazione Apple possiede – se parliamo di eserciti – ben 63mila di-
pendenti, di cui 43mila negli stati Uniti. Pochi, rispetto alla Royal Navy o
al Corpo dei Marines, o anche (come fa osservare il New York Times) ri-
spetto ai 400mila dipendenti della General Motors anni '50 o a quelli di
General Electric anni '80. Ma ciascuno di questi dipendenti ha fruttato
alla Apple, nell'ultimo anno, più di 400mila dollari (“più di Goldman Sa-
chs, Exxon Mobil o Google”, chiosa il [Link]). E soprattutto ad essi si
affianca una marea di collaboratori in subappalto, quasi tutti asiatici:
più di settecentomila. Un'orda. E qui i paragoni non vanno fatti più con
le nazioni moderne, ma direttamente con Gengis Khan e con Tamerlano.
Le fabbriche di Foxconn in Cina (cioè i principali subappalti) hanno
dimensioni galattiche, da città-stato. La più grande, a Shenzhen, chiama-
ta – ovviamente - Foxconn City, secondo le stime più prudenti possiede
230mila operai (altri dicono 300 o anche 450mila). La maggior parte la-
vora sei giorni a settimana per dodici ore al giorno, per diciassette dol-
lari al giorno. Molti alloggiano nei dormitori adiacenti. Una buona parte
lavora di notte. Nella cucina centrale si cuociono tre tonnellate di maiale
20
e quattordici di riso al giorno. Ci sono trecento guardie per “smistare il
traffico” nelle strade.
Nel giugno 2010, dopo una serie di suicidi fra gli operai Foxconn, Ap-
ple venne chiamata in causa per rispondere delle condizioni di lavoro di
queste fabbriche. Con molto understatement, Steve Jobs in persona di-
chiarò che "hanno ristoranti e piscine... Per essere una fabbrica, è una
fabbrica piuttosto bella".
Da quell'ondata di suicidi in poi, se vuoi lavorare in Foxconn devi fir-
mare una clausola aggiuntiva in cui ti impegni a non suicidarti, pena ri-
torsioni legali verso la tua famiglia. Devi inoltre partecipare, con la ma-
glietta I-Love-Foxconn, alle manifestazioni in cui si inneggia alla compa-
gnia e lavorare senza suicidarsi. E in ogni caso, dal giugno 2010 in poi
sono state installate reti antisuicidio dappertutto.
"Non sarà il 1984 di Orwell" prometteva (ricordate?) la Apple, quando
lanciò il primo Mac nell'84.
Beh, Orwell non prevedeva l'uso di robot per sorvegliare i prigionieri,
nel suo romanzo. Nella Corea del Sud invece il governo ha annunciato
(magari non c'entra niente, ma insomma...) che in futuro le carceri sa-
ranno sorvegliate da appositi robot che - come ci annuncia Repubblica -
"hanno occhi grandi, un simpatico sorriso stampato, e sono capaci di
parlare”.
Sempre in Corea, è in costruzione anche la disneyland dei robot. E la
solita Foxconn già mesi fa ha annunciato la costruzione - da parte di es-
sere umani - di una fabbrica di automi.
***
Mercati. Nel 2011 tablet e smartphone hanno quasi raggiunto i com-
puter (portatili di tutte le taglie e fissi). I processori Arm stanno quindi
superando gli Intel. Fra i sistemi operativi Android, con Kernel Linux o
Apple iOS sta soppiantando Windows.
Il tablet indiano proposto a 35 dollari con aiuto governativo per alle-
vare una generazione di programmatori è una risposta autoctona ai
computer di Negroponte e di Intel. Il processore per Android, intera-
mente realizzato dalla cinese Icub che integra processore e scheda gra-
fica in consumi ridotti mostra i progressi della Cina nel campo tecnolo -
gico, non solo come fucina ma anche come sviluppo e ingegnerizzazione
di dispositivi e componenti.
***
Note sparse. Foxconn ha oltre un milione e trecentomila di lavoratori,
e oltre ad essere in Cina, di cui è primo esportatore, è sparso un po'
ovunque: è il secondo esportatore della Repubblica Ceca; ha fabbriche
in Messico, dove produce per Motorola e Cisco. Iniziò nel 1974 produ-
cendo connettori in plastica (si possono trovare nell'Atari 2600) e poi
21
schede-madri per computer. Adesso produce per ditte americane (Ap-
ple, Amazon, Dell, HP, Intel), orientali (Samsung, Sony, Nintendo, Toshi-
ba, Acer) ed europee (Nokia).
***
Ancora Apple. L'ex sindaco di San Francisco, il 77 enne avvocato nero
Willie Brown, a dicembre aveva esortato i manifestanti di “Occupy” del-
la sua città a protestare contro Apple piuttosto che contro l'amministra-
zione del suo partito; erano già nell'aria le manifestazioni degli Occupy
Apple contro l'iper-sfruttamento dei lavoratori cinesi. Seguite, mediati-
camente, da “accuratissimi” controlli interni di Apple sulle fabbriche
Foxconn. I “controllori” dopo un giorno di visita guidata nelle fabbriche,
dichiarano che in Foxconn si sta meglio che delle altre fabbriche cinesi.
Le previsioni degli analisti sul valore di Apple sono di ulteriore cresci-
ta (quelli stessi analisti prevedevano una discesa delle azioni, dopo la
morte di Steve Jobs, che non è successo) ma con la quotazione di Face-
book (la più grande IPO della storia, il 5% delle sue azioni, per un valore
stimato della compagnia di 100 miliardi, 30 volte il fatturato, 80 volte
gli utili) si legge la parola “bolla”
LINK:
[Link]
cerarie-29022851/
[Link]
chains?fsrc=scn/tw/te/bl/appleandtheamericaneconomy
[Link]
[Link]?r=2&pagewanted=all
[Link]
spent?CMP=twt_gu
[Link]
29821010/
[Link]
[Link]
[Link]
brica-carina_201f6a18-[Link]
[Link]
[Link]
outsells-28-years-of-mac/
22
Stanno pensando ai “Google bucks”
Cioè “googledollari”. Ne ha parlato il megamanager di Goo-
gle, smentendosi subito. Ma...
Nella principale fiera tecnologica europea, il Mobile World Congress,
che si è svolta in Spagna, dal tre al sei marzo scorso, durante la confe -
renza stampa a chiusura dell'evento, Eric Schimdt, ex amministratore
delegato di Google negli anni d'oro della compagnia dal 2001 al 2011, e
ora presidente, ha fatto delle dichiarazioni sorprendenti.
Schmidt ha infatti dichiarato ufficialmente che Google l'anno scorso
ha preso in considerazione l'idea di creare una propria moneta elettro-
nica sul modello del Bitcoin. Ed ha espressamente citato il peer-to-peer
(P2P) di cui Bitcoin finora è l’unico esempio concreto.
Ma perché non vediamo già in giro i dollari elettronici di Google (o
magari di Amazon, Apple o di qualche altra megacorporation del digita-
le)? "Abbiamo sospeso il progetto - ha risposto Schmidt - perché per ora
secondo molte leggi valutarie, in diverse parti del mondo, il sistema sa-
rebbe illegale". Il Wall Street Journal aggiunge che gli avvocati di Google
probabilmente si riferiscono anche agli stessi Stati Uniti: molti servizi
infatti debuttano o rimangono confinati in Nordamerica (Pandora Ra-
dio, Google Music, Netflix).
Google peraltro ha già sviluppato sistemi di pagamento via smartpho-
ne, con la tecnologia NFC presente nel Galaxy Nexus S, e un sistema ri-
vale di Paypal, Google Wallet. Google ha anche un "bug bounty": chiede
ad hacker e sviluppatori di segnalare buchi di sicurezza nei suoi servizi.
Il programma paga coloro che hanno contribuito a segnalare problemi
significativi, sono stati spesi oltre settecentomila dollari in premi.
La questione della sicurezza per le transazioni finanziarie è un pro-
blema che non si può trascurare, e Google Wallet qui ha avuto i suoi
problemi. Bitcoin – che funziona, è gratuito e non ha costi di interme-
diazione – nonostante i buchi dei singoli siti che hanno a che vedere coi
Bitcoin (la seconda borsa di Bitcoin per volume, Tradehill, è stata chiusa
23
dai fondatori dopo aver subito un furto di più di centomila dollari)
l’infrastruttura e la rete si sono mostrate in questi anni inattaccabili.
Qualche tempo fa The Good Wife - una serie tv del genere giudiziario -
in un episodio dedicato al Bitcoin (Bitcoin for Dummies) ha diffuso ulte-
riormente la conoscenza della moneta elettronica fra il grande pubblico,
tra il didascalico e il divertito, e qualche ammiccamento d’attualità alle
presunte connessioni coi contestatori di Occupy Wall Street.
Link:
L’intervento di Schmidt:
[Link]
SO8wYzk
I “buchi” di Google Wallet
[Link]
google-wallet-retains-gaping-security-holes-mainly-due-an
Recensione dell’episodio Bitcoin for Dummies della serie tv The Good
Wife 3x13
[Link]
[Link]
24
A chi fa paura il bitcoin?
Ogni tanto sui principali quotidiani leggiamo che la moneta
elettronica (libera dalle banche e dalle multinazionali) è una
cosa terribile, usata da criminali d'ogni genere per sfuggire
alla polizia. Sarà vero?
Esattamente un anno fa i quotidiani italiani hanno scoperto Bitcoin,
che ormai aveva raggiunto una certa notorietà. Il tipo della scoperta si
capiva dai titoli (Repubblica: “La moneta degli hacker e della Cia”). Allo -
ra un bitcoin valeva cinque dollari, dai pochi centesimi dell'anno prima.
L'economia ufficale, contemporaneamente, cominciava a dibattersi nella
crisi del dollaro.
Un mese fa, all'improvviso, la campagna ricomincia: “L'Internet segre-
to delle mafie dove si paga con soldi virtuali”... Parliamo di campagna
perché, come l'anno scorso, viene lanciata contempoaneamente dai
principali giornali.
Questo dell'”internet mafioso” era un titolo de La Stampa, ma anche
gli altri non scherzavano. Repubblica: “Sesso, droga e armi: la faccia cat-
tiva del web” (“se Bin Laden avesse avuto Bitcoin avrebbe potuto com-
prare qualunque arma...”). Corriere: “Il web senza regole dove tutto è
possibile” (e video di un hacker incappucciato e coi guanti che scrive al
computer).
Qualcuno (ancora Corriere) scopre un “assassination market”: che
però non è un mercato di killer ma un "prediction market" in cui si piaz-
zano scommesse (come in “Profondo Blu” di Jeffrey Deaver) sulla morte
di personalità famose.
Il dollaro, nel frattempo, aveva trascinato nella crisi anche l'euro, e la
maggior parte delle banche, mnentre il bitcoin continuava a godere di
ottima salute.
Una settimana fa, [Link] apre con un “Bitcoin, la criptomoneta
digitale anonima e sganciata dalle banche“, più “ragionevole”, meno ur-
lato ma insistito “sui pagamenti virtuali di armi e droga”. Un articolo
non firmato, e involontariamente eloquente dove depreca che così
chiunque può “diventare una piccola banca” e slegarsi dai tradizionali
processi economici come l'inflazione, le tasse, le commissioni, i vincoli
delle banche”.
Le banche, già.
***
25
Ma come stanno le cose? Il punto più interessante è che nessuno di
tutti questi articoli, pieni di allarmi-bitcoin su mafia, trafficanti d'armi e
criminali d'ogni genere cita la caratteristica più importante (dal punto
di vista “poliziesco”) del bitcoin: il bitcoin è tracciabile. Ogni singolo bit-
coin, ogni transazione, porta la firma indelebile di chi l'ha fatta. Una fir-
ma elettronica, prodotta automaticamente dal software, e facilmente ac-
cessibile agli hacker e alle polizie di tutto il mondo.
Altro che moneta nascosta: è come se su ogni singola banconota da un
dollaro ciascuno, a ogni passaggio, dovesse mettere la propria firma,
come in un passaporto. Non esattamente la moneta ideale per chi ha
qualcosa da nascondere – neppure per chi da nascondere ha molto,
come certe grandi banche.
Bitcoin – accusano Corriere, Repubblica e altri – è la moneta usata su
Silk Road, un sito di transazioni illegali nascoste a tutti. In realtà il pro-
blema in questo caso non è Bitcoin, ma il software di anonimato usato
su Silk Road.
Si tratta di è Tor (The Onion Router), originariamente sponsorizzato
dal laboratorio di ricerca della marina americana e dagli avvocati per le
libertà civili dell'Electronic Frontier Foundation. Utilizzato dai dissiden-
ti in Iran e più di recente in Egitto, è anche efficace contro i ten tativi di
restrizione imposti ai provider (come in Francia).
L'Italia è al quarto posto al mondo nell'uso di Tor, che tecnicamente è
un normale programma che si installa come tutti gli altri e la pagina di
Silk Road, inaccessibile senza Tor, è visibile persino da wikipedia.
L'otto giugno Reuters riporta una lettera alla Dea (l'ente antidroga
americano) di due senatori Usa (Manchin e Schumer) su Silk Road e bit-
coin. La Dea risponde – distinguendo opportunamente i due soggetti -
che Su Silk Road ci sono difficoltà tecniche, ma su Bitcoin non è emerso
niente di rilevante.
Dal team di sviluppo di Bitcoin precisano (a firma di Jeff Garzik che
Bitcoin non è anonimo come i critici di Silk Road vogliono far
credere.“Tutte le transazioni – spiega - sono registrate pubblicamente e
le forze dell'ordine, con metodi sofisticati, possono risalire ai singoli
utenti che usano bitcoin. Appena il programma viene installato ogni
utente infatti scarica l'intera catena di transazioni, dal primo giorno di
attività di Bitcoin, chiamata Blockchain”.
Un semplice utilizzatore di bitcoin insomma vede solo numeri e lette-
re che compongono gli indirizzi da cui ricevere o inviare moneta; ma un
esperto – sia esso un comune hacker o un investigatore della polizia -
può recuperare informazioni incrociate dalla blockchain pubblica e ri-
costruire quindi ogni singolo movimento.
26
LINK
[Link]
[Link]?ID_blog=30&ID_articolo=10293&ID_sezione=38
[Link]
e_armi_la_faccia_cattiva_del_web-33089682/
[Link]
deep-web-zona-web-senza-regole-morale-dove-tutto-possibile/44ed8f-
[Link]
[Link]
oneta_digitale-33184225/
[Link]
can-buy-any-drug-imaginable
[Link]
idUSTRE7573T320110608
[Link]
[Link]
[Link]
[Link]
zm2g25zv
[Link]
idUSTRE7573T320110608
[Link]
bank-bitcoin-wallet-for-apple/
[Link]
cardo-luna/
27
Canada: arriva
il penny elettronico
Non c’è più solo il bitcoin. Anche qualche
governo comincia a pensare che forse
la moneta elettronica ha un futuro...
Il governo canadese sta per lanciare il Royal Canadian Mint, una mo-
neta elettronica che consente di effettuare pagamenti e scambio di valu-
ta tra singoli cittadini, più veloce e più economico rispetto ai privati
(carte di credito e Paypal).
Col MintChip invece di usare bancomat e banconote i canadesi po-
tranno comprare una microsd per il telefono o una chiavetta usb per il
computer e caricarla con valuta elettronica; i soldi potranno essere tra-
sferiti a qualsiasi altra scheda del sistema riservatamente e senza costi.
Non è il primo esempio – fanno notare gli specialisti di Txchnologist -
di monete elettronica: nel ’66 era uscita la Chipknip in Olanda, seguita
da Proton in Belgio; ma prodotti e gestiti da compagnie private. Qui in-
vece è direttamente il governo che si fa carico della moneta elettronica,
ancorata al dollaro canadese con cui viene scambiato alla pari. Pochi
giorni prima, lo stesso governo aveva tolto dalla circolazione il penny, l
‘antica moneta spicciola canadese.
Hanno anche indetto un concorso per sviluppare apps e interfacce
grafiche per MintChip. A settembre saranno giudicate da utenti e esper-
ti, incluso il vicepresidente del ramo pagamenti di Google e - segno dei
tempi - il primo premio di cinquantamila dollari verrà pagato in oro.
Africa e bitcoin
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basciate di paesi africani a Berlino per introdurre la nuova moneta ai ri-
spettivi governi.
Economie in forte crescita come Kenya e Nigeria dipendono in larga
misura da transazioni in contante, specie nelle aree rurali, senza banco-
mat e con pochi depositi bancari. Da ciò il successo in Africa dei paga-
menti ia cellulare, col sistema keniano M-Pesa che permette agli utenti
di mandare moneta attraverso sms. In questo quadro, Kock propone pa-
gamenti mobili con bitcoin, ancora più efficaci. Un sistema decentraliz-
zato come bitcoin può infatti superare i confini nazionali evitando inter-
ruzioni come quelle di M-Pesa a dicembre.
"Pochi conti in banca, tanti telefonini – osserva Tonny Omwansa
dell'Università di Nairobi, autore di un libro su M-Pesa - Perciò i paga-
menti mobili hanno tanta importanza". Anche se, aggiunge, c’è il rischio
di "dipendenza da un fornitore monopolistico": che Bitcoin – ribatte
Koch – potrebbe appunto scongiurare. L’argomento viene approfondito
su Technology Review, la rivista de Mit.
Repubblica scopre l’ebook e balza subito in testa nel Kindle Store, con
un instantbook sulla Lega Nord, scavalcando i bestseller tradizionali, gli
economici di Newton e di altri editori, e tutta una serie di altri instant
(per mesi è stato in testa un libro dall'accattivante titolo "La terza guer -
ra mondiale, Monti e le banche") e romanzetti erotici autoprodotti.
29
Su Kindle fino a pochissimo tempo fa c’era solo La Stampa (e il Corrie-
re ma disponibile stranamente solo negli Usa), mentre Repubblica pun-
tava decisamente sull’iPad di Apple. Adesso a quanto pare s’è ricreduta.
L'idea di pagare abbonamenti per ricevere notizie reperibili o aggre-
gabili facilmente gratis, non ha ottenuto gli effetti che Apple e gli editori
speravano; si era diffusa l'idea che bastava vendere il pdf già pronto per
sentirsi duepuntozero (anche in Usa sono pochi gli editori di periodici
che hanno venduto molto qu queste basi).
I libri o gli articoli lunghi sono invece adatti alla lettura riposante de-
gli ebook reader. Su "I Siciliani giovani" a dicembre parlavamo dello
schermo a colori con tecnologia E-ink (“Triton”), e accennavamo al suo
rivale, con in commercio, con tecnologia Mirasol (che lasciò a bocca
aperta coi prototipi oltre un anno fa). Gli ebook reader sono ottimi an-
che per fumetti e foto, e guadagnano terreno rispetto ai più propa-
gandati sistemi targati mela. Adesso sono venduti in un diffusissimo e
tascabile modello da sei pollici, e in uno da quasi dieci pollici, ideale per
testi di studio e pdf A4. La differenza di prezzo è notevole e lo sarà per
almeno tutto quest'anno (a meno che qualche produttore non voglia
movimentare questo mercato). Prepariamoci quindi a riviste a colori in
formato A5, in tasca e non in borsa. Adesso lo scopre anche Repubblica,
ed è un buon segno.
30
LINK:
Bitcoin cerca nuova vita in Africa – Technology Review, Mit – 21 marzo
2012
[Link]
Il trend della parola bitcoin su google
[Link]
q=bitcoin&ctab=0&geo=all&date=mtd&sort=0
Fbi: il documento su bitcoin è autentico ma non l'abbiamo rilasciato noi
[Link]
tic-but-it-wasnt-leaked-by-us/
Documento Fbi su bitcoin – in inglese
[Link]
Kyobo Mirasol Color e-Reader
[Link]
[Link]
fiscale-forte-deuropa-sotto-assedio/227305/
[Link]
kindle_a_colori_a_met_tra_ebook_e_tablet-34952771/
MintChip la moneta elettronica del governo canadese - in inglese
[Link]
[Link]
scream-for-digital-currency-can-mintchip-transform-money
[Link]
mint/
[Link]
government_backed_bitcoin_competitor#.[Link]
[Link]
answer-to-bitcoin/
[Link]
31
I Sicilianigiovani
[Link]