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Diritto

Il documento analizza l'evoluzione del concetto di Costituzione, distinguendo tra la Costituzione antica, caratterizzata dal potere assoluto del più forte, e la Costituzione moderna, che richiede la separazione dei poteri e la garanzia dei diritti. Questo passaggio è sancito dall'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1789, che stabilisce i requisiti per una Costituzione moderna. Inoltre, il documento discute le fonti del diritto e il procedimento legislativo, evidenziando l'importanza della Corte Costituzionale nel garantire la conformità delle leggi ai principi costituzionali.

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Diritto

Il documento analizza l'evoluzione del concetto di Costituzione, distinguendo tra la Costituzione antica, caratterizzata dal potere assoluto del più forte, e la Costituzione moderna, che richiede la separazione dei poteri e la garanzia dei diritti. Questo passaggio è sancito dall'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1789, che stabilisce i requisiti per una Costituzione moderna. Inoltre, il documento discute le fonti del diritto e il procedimento legislativo, evidenziando l'importanza della Corte Costituzionale nel garantire la conformità delle leggi ai principi costituzionali.

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DIRITTO

-ci sono 2 concetti di costituzione:


costituzione=ciò che costituisce il gruppo sociale
1=moderno
1=antico
ANTICO(non ha una data di nascita)aveva una valenza descrittiva,il più forte esercita il potere e il popolo
non ha la forza di [Link] era la costituzione antica
questo concetto esiste da sempre, da quando esiste l'uomo e i popoli in generale.
Con la nascita dei regimi totalitari si segna un punto di rottura ed essi fanno si che cambi la natura del
concetto di Costituzione. L'incognita che si poneva nei gruppi sociali era decidere chi dava le regole, chi
stabiliva quali erano le regole, chi esercitava il potere.
Nell'antichità il potere era esercitato dal più forte all'interno del gruppo sociale perché vigeva la legge del più
forte. Si riteneva che chi esercitava il potere aveva un potere divino, che derivava da Dio o da una divinità, e
dunque esercitava un potere assoluto, illimitato. Questo potere era incontestabile e illimitato e il popolo
poteva solo subirlo. Per secoli è stato cosi ma ad un certo punto avviene un punto di svolta in cui si ritiene
che il potere deve essere frenato e delimitato.
Questo punto di svolta avviene in contemporanea con le rivoluzioni di fine 700 (rivoluzione francese e
rivoluzione americana) animate dagli ideali illuministi secondo i quali tutti gli individui
erano dotati di ragione e che restauravano la centralità dell'uomo rispetto al divino.
Queste Rivoluzioni diedero origine alla Costituzione in chiava moderna.
L'obiettivo della Costituzione in senso moderno è quello di porre dei limiti e freni al potere un concetto che
fino a quel momento era sconosciuto e assente

MODERNO ha bisogno di SEPARAZIONE DEI POTERI e GARANZIA DEI DIRITTI diventa un concetto
[Link] principi vennero introdotti ad agosto 1789
-un gruppo sociale che non ha la separazione dei poteri e la garanzia dei diritti è una costituzione in senso
antico,ma è comunque una costituzione.
Questo passaggio da costituzione in senso antico a costituzione in senso moderno avviene in un determinato
periodo storico e l'atto che sancisce questo cambiamento è l'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei
Diritti dell'Uomo del 26 agosto 1789 che afferma che: *Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è
assicurata ne la separazione dei poteri stabilita non ha una Costituzione"
Quest' articolo può essere considerando il manifesto del passaggio da costituzione in senso antico a
costituzione in senso moderno perché in esso è presente un elemento prescrittivo, infatti l'articolo ci dice che
affinchè una costituzione sia definita in senso moderno deve prevedere almeno due elementi che sono la
garanzia dei diritti e la separazione dei poteri. Se non ci sono almeno questi due elementi si parla di
costituzione in senso antico.
L'obiettivo della Costituzione in senso moderno è quello di porre dei limiti e freni al potere un concetto che
fino a quel momento era sconosciuto e assente
La costituzione moderna deve essere una costituzione rigida, difficile da modificare. Non è immutabile ma
non è neanche flessibile come quelle vecchie che venivano cambiate quando volevano. La costituzione
moderna è stabile ma non eterna infatti è necessario che sia modificata nel tempo perché con il tempo
cambia il contesto. Quindi non può essere eterna ma aspira all' eternità, vuole durare il più possibile ma per
durare il più possibile deve poter essere cambiata
La costituzione aveva già previsto l'esigenza di essere modificata. Essa, infatti prevede una procedura ben
precisa che viene esplicata nell'articolo 138
Costituzionalismo
Le Costituzioni in senso moderno sono figlie del costituzionalismo. Il Costituzionalismo non annulla il potere,
il potere resta ma viene [Link] il costituzionalismo dice di limitare nasce il nuovo tipo di
Costituzione in senso moderno che deve avere 5 caratteristiche: deve prevedere un testo scritto: deve
includere la garanzia del diritti: deve prevedere la separazione dei poteri, essa deve essere frutto di un
potere costituente legittimato dal popolo: deve prevedere una giustizia costituzionale. I primi 4 elementi ci
potevano essere anche prima delle costituzioni moderne, nel caso in cui il sovrano (chi deteneva il potere)
fosse particolarmente clemente, generoso e umano.
La giustizia costituzionale invece è uno strumento impensabile prima, non concepibile, perché fino ad allora
non si era mai parlato di limitare il potere.
Prima del Costituzionalismo la presenza dei 4 elementi, eccetto la Giustizia Costituzionale, era una scelta del
sovrano. Dopo il costituzionalismo quegli elementi non sono facoltativi, devono esserci e se non ci sono non
siamo in presenza di una Costituzione in senso moderno (con l'eccezione dell'Inghilterra, che pur essendo
madre e padre del Costituzionalismo, ha una Costituzione non scritta).
La Giustizia Costituzionale
il quinto elemento o tassello delle Costituzioni moderne si chiama Giustizia Costituzionale. La Giustizia
Costituzionale è una novità del Costituzionalismo moderno, Essa esiste perché se vige una legge essa deve
essere rispettata e se non viene rispettata è prevista una sanzione e si andrà davanti a un giudice
Come per gli esseri umani anche il potere, di fronte ai limiti costituzionali va avanti a un giudice costituzionale
ovvero la Giustizia Costituzionale.

LEGIS-LATIO→ dare,stabilire,creare quali sono le regole che sono generali e astratte(ad [Link] solo
chi vuole diventare poliziotto)
EXECUTIO→mettere in pratica le regole
IURISDICTIO→il potere che interviene e verifica il rispetto delle leggi e se c’è bisogno intervenire con un atto
di potere ad [Link] delle sanzioni
Nella costituzione antica tutti questi poteri erano nelle mani di una sola persona,il più forte
Nella costituzione moderna questi poteri sono nelle mani di 3 soggetti differenti,distinti:
Legislatio=parlamento
Executio=governo
Iurisdictio=magistratura o ordine giudiziario
la separazione dei poteri è una forma di limite al potere(il potere si deve fermare,ha un limite a causa dei
diritti,più aumentano i diritti meno potere ha il potere)

Il Parlamento legittima il governo:il Parlamento dà il potere al governo attraverso la FIDUCIA


PARLAMENTARE→il parlamento una volta eletto deve consentire al governo di svolgere la sua funzione
(art.94,comma 3:il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la
fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale entro dieci giorni dalla sua formazione il
Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.)
quindi il governo si è già formato,è un ente esistente,ma che non ha poteri,perché ha bisogno della fiducia
parlamentare
presidente del consiglio dei ministri+singoli ministri=consiglio dei ministri→è un organo collegiale del
governo,ed è l'organo decidente.

Dove trova la propria origine il potere giudiziario?(cosa consente ai giudici di essere giudici?)lo studio,la
conoscenza verificato poi attraverso un concorso pubblico

LE FONTI DEL DIRITTO:


sono ciò che produce diritto nel nostro ordinamento,e possiamo distinguere 2 macro categorie:FONTI ATTO
e FONTI FATTO
FONTI ATTO=sono dei documenti scritti,(prodotti da qualcuno)come la costituzione,le leggi,i
regolamenti…che assumono una funzione .
FONTI FATTO=sono azioni caratterizzate dalla “longa repetitio” ovvero (ripetizione nel tempo) e dall’opinio
juris (consapevollezza della necessita giuridica del comportamento.
(fonti atto)
GERARCHIA DELLE FONTI:(come una piramide sui quali siedono le diverse fonti ATTO)
•FONTI COSTITUZIONALI(costituzione, leggi costituzionali) FONTI PRIMARIE RINFORZATE(regolamenti
comunitari)
•FONTI PRIMARIE(leggi ordinarie, decreti legge, decreti Legislativi, leggi regionali, direttive UE, trattati
internazionali)
•FONTI SECONDARIE(regolamenti amministrativi) FONTI CONSUETUDINARIE(consuetudini o usi)

-la principale fonte atto è la COSTITUZIONE (Si la costituzione è una fonte del diritto)sta al vertice,è la più
importante.
-le fonti primarie, definite dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali, hanno la forza di legge, che può
essere attiva o passiva. Queste fonti sono limitate a quelle previste dalla Costituzione e sono considerate
chiuse in quanto non possono essere create al di fuori dei limiti imposti dalla Carta Fondamentale.
-le fonti secondarie, come i regolamenti governativi, non hanno la stessa autorità delle fonti primarie e non
possiedono la forza di legge. Queste fonti possono essere modificate o integrate più facilmente rispetto alle
fonti primarie e sono aperte, nel senso che non sono vincolate alle disposizioni costituzionali e possono
essere create per regolare una vasta gamma di situazioni.

• Fonti di produzione (del diritto, di norme giuridiche): quei fatti o quegli atti ai quali l’ordinamento attribuisce
la capacità di produrre imperativi che riconosce come propri. Pongono in essere regole di comportamento e
di organizzazione. L’articolo 575 del Codice penale è una fonte di produzione perché dice che chiunque
cagiona la morte di un uomo è punito con una reclusione non inferiore ad anni 21; se dai luogo a quella
fattispecie si applica quella sanzione.

• Fonti sulla produzione: Le norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo definiscono i
soggetti titolari del potere normativo, il procedimento di formazione delle norme e gli atti prodotti. La
Costituzione italiana, ad esempio, è una fonte primaria che stabilisce questi aspetti. L'articolo 117 della
Costituzione italiana ripartisce la potestà legislativa fra Stato e regioni, delineando le materie di competenza
esclusiva dello Stato, le materie di competenza concorrente tra Stato e regioni e quelle di competenza
residuale delle regioni. L'articolo 72 della Costituzione regola il procedimento legislativo, stabilendo che ogni
disegno di legge presentato alla Camera viene esaminato dalla Commissione e successivamente dalla
Camera stessa, che l'approva articolo per articolo con votazione finale. Queste disposizioni normative
pongono regole su come le procedure devono funzionare rispetto alle fonti di produzione, stabilendo come le
leggi vengono create, discusse e votate. Il sistema delle fonti è come se avesse due architravi. La differenza
tra fonti di produzione e fonti sulla produzione è la stessa che c’è ad esempio tra allenatore (sulla
produzione) e giocatori che giocano (di produzione

• Fonti di cognizione: cognizione significa “conoscere” quindi fonti di conoscenza, strumenti attraverso i quali
vengo a conoscenza dell’esistenza del diritto, supporti normalmente scritti ma oggi anche online attraverso i
quali si rendono conoscibili e si documentano le fonti normative. Nell'ambito degli ordinamenti
liberal-democratici, la conoscenza e la conoscibilità delle fonti del diritto sono fondamentali per garantire la
loro vincolabilità e obbligatorietà. In un sistema giuridico, nessuno può essere soggetto a una norma che non
sia conosciuta o non sia stata pubblicamente resa nota. Questo principio è particolarmente rilevante in
ambito penale, dove non si può essere condannati per violazioni di norme non conoscibili. Le fonti del diritto,
disciplinate dalle leggi sulla loro formazione, devono essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale o su portali
ufficiali come "Normattiva", al fine di soddisfare la presunzione di conoscenza da parte dei cittadini e rendere
il diritto oggettivo conoscibile.
In sostanza, le fonti di cognizione assicurano che le norme giuridiche siano accessibili a tutti, contribuendo
così a garantire la legalità e la certezza del diritto
come si arriva alla legge?attraverso il procedimento legislativo:3 fasi=proposta-deliberazione-promulgazione
PROPOSTA:presentare un progetto di legge (un’idea,una bozza)il potere di iniziativa legislativa lo hanno
diversi soggetti,il più importante è il governo
Non c’è mai un obbligo da parte del parlamento di approvare quella legge,perché il potere legislativo è di
tutto l’organo parlamentare.
dopo la proposta di legge si passa alla fase della deliberazione
DELIBERAZIONE: discussione e approvazione o meno da parte del parlamento. Vota prima un ramo del
Parlamento, una volta che é stato approvato passa all’altro ramo che può lavorarlo nuovamente, alla fine si
arriva alla votazione se il testo é stato modificato si deve ritornare indietro e farlo approvare dal precedente
ramo, quindi una proposta di legge é approvata quando camera e senato approvano esattamente lo stesso
identico testo. Questi continui passaggi si chiamano “Navette”
una volta terminata l’approvazione da entrambe le parti si passa alla promulgazione
PROMULGAZIONE:il presidente della repubblica compie una prima valutazione di adeguatezza alla
costituzione della proposta e firmandola attesta che il progetto é stato approvato come legge e ne ordina la
pubblicazione e osservazione. La promulgazione deve avvenire entro un massimo di un mese
dall’approvazione definitiva. Se la legge va contro i principi costituzionali il presidente non firma e rinvia al
parlamento in atto scritto il motivo di non promulgazione. (73/74 cost.)
PUBBLICAZIONE e ENTRATA IN VIGORE:Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed
entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse
stabiliscano un termine diverso.

La corte costituzionale: La Corte è chiamata a controllare se gli atti legislativi siano stati formati con i
procedimenti richiesti dalla Costituzione e se il loro contenuto sia conforme ai princìpi costituzionali.

quali sono le fonti primarie del nostro ordinamento giuridico?la risposta è le leggi e gli atti forza di legge
●Atti aventi forza di legge : non sono leggi ma sono diversi dalle leggi, ma ne hanno la stessa valenza,
disciplinati dalla costituzione (art.76-77). Gli atti aventi forza di legge sono approvati dal Governo e si
distinguono in: decreti legislativi (legge delega, attraverso la quale il Parlamento, espressamente e
formalmente, legittima il Governo all'esercizio della funzione legislativa di solito entro 2 anni) e decreti legge
(il Governo ha piena autonomia e solo in seguito l'atto è sottoposto al voto del Parlamento).
Nella legge delega (decreti legislativi) (un atto formativo che ha la stessa forza della legge,ma viene
approvato dal governo e non dal parlamento)troviamo delle parti obbligatorie: oggetto, tempo e deve
osservare principi e criteri direttivi della disciplina trattata dettati preventivamente dal parlamento. Nel caso in
cui nel decreto legislativo non rientri nei criteri va presentato davanti alla corte costituzionale con “abuso di
delega”.

-cos’è il DDL?decreto legge è un atto normativo del governo il quale approva di sua iniziativa senza la previa
legge delega in casi straordinari di necessità e [Link] stesso giorno che il governo lo approva deve
presentare il DISEGNO LEGGE che poi il parlamento converte in legge (il parlamento ha 60 giorni per
convertirlo in legge)

IL SOGGETTO LEGITTIMATO ALLA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE E IL PARLAMENTO


(COMPOSTO DA DUE CAMERE: CAMERA DEI DEPUTATI E SENATO) OVVERO UN POTERE
COSTITUITO
1 I 400 DEPUTATI, LA CUI ETÀ NON PUÓ ESSERE INFERIORE AI 25 ANNI E I 200 SENATORI
ELETTIVI.
LA CUI ETÀ NON PUO ESSERE INFERIORE AI 40 ANNI, VENGONO ELETTI DA TUTTI I
CITTADINI MAGGIORENNI

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