L'ACIDO ACETILSALICILICO
L'acido acetilsalicilico (ASA), comunemente noto con il nome commerciale
di Aspirina, italianizzato da Aspirin, il primo nome commerciale di larga diffusione tedesco, è
un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) della famiglia dei salicilati, utilizzato per il trattamento
del dolore e della febbre dovuti a varie cause. L'acido acetilsalicilico ha sia effetti antinfiammatori
sia antipiretici. Questo farmaco inibisce anche l'aggregazione delle piastrine ed è utilizzato nella
prevenzione di coaguli di sangue, ictus e infarto miocardico (MI)
Formula chimica: C9H8O4
Struttura chimica: È un derivato acetilato dell’acido salicilico, con un gruppo acetile (-COCH3_33)
legato all’ossidrile fenolico dell’acido salicilico.
Nomenclatura IUPAC: Acido 2-acetossibenzoico.
Classe chimica: Appartiene alla famiglia dei FANS (Farmaci Antinfiammatori
Non Steroidei).
Proprietà fisiche: Si presenta come una polvere cristallina bianca, inodore,
leggermente solubile in acqua ma facilmente solubile in alcool ed etere.
Reazione di sintesi:
L'acido acetilsalicilico si ottiene tramite una reazione di esterificazione tra l'acido salicilico e l'anidride
acetica, in presenza di un catalizzatore acido (ad esempio acido solforico).
Storia e scoperta dell’Acido Acetilsalicilico
Origini naturali: l’Acido Salicilico
Già nell’antichità, si conoscevano le proprietà terapeutiche della corteccia di salice bianco (Salix
alba).
Ippocrate (460-377 a.C.) prescriveva infusi di corteccia di salice per alleviare la febbre e il dolore.
Nel 1828, Johann Buchner, un chimico tedesco, isolò per la prima volta l'acido salicilico dalla
corteccia di salice.
Sintesi dell’Acido Acetilsalicilico
Nel 1897, Felix Hoffmann, un chimico della Bayer, riuscì a sintetizzare una forma più pura e stabile
dell'acido acetilsalicilico. Secondo una versione diffusa, Hoffmann era deciso a trovare un rimedio
alternativo per le sofferenze del padre che non tollerava il salicilato, il composto chimico da cui
deriva l'acido acetilsalicidico, che da tempo era usato come antifebbrile e antireumatico pur
presentando gravi effetti collaterali, quali vomito e irritazioni. Heinrich Dreser, capo dei laboratori
farmaceutici della Bayer, testò la tossicità del nuovo farmaco direttamente su di se e soltanto in
seguito organizzò le sperimentazioni sugli animali.
Tuttavia, alcuni storici ritengono che sia stato Arthur Eichengrün a guidare il progetto e che
Hoffmann abbia svolto il lavoro tecnico.
Nel 1899, la Bayer lanciò il farmaco con il nome commerciale Aspirina, derivato da "A" (acetile) e
"Spir" (Spiraea, una pianta ricca di acido salicilico). La Bayer perse i diritti sul marchio “Aspirina”
dopo la Prima Guerra Mondiale come parte delle riparazioni di guerra imposte alla Germania.
A cosa serve l’Acido Acetilsalicilico?
L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci più utilizzati al mondo grazie alla sua vasta gamma di applicazioni
terapeutiche:
1. Antinfiammatorio: Riduce l’infiammazione agendo sull’enzima cicloossigenasi (COX), che produce
prostaglandine infiammatorie.
2. Antipiretico: Abbassa la febbre agendo sul centro termoregolatore nell’ipotalamo.
3. Analgesico: Allevia il dolore lieve o moderato (mal di testa, mal di denti, dolori muscolari).
L'acido acetilsalicilico interrompe la produzione di prostaglandine in tutto il corpo agendo sugli
enzimi cicloossigenasi-1 (COX-1) e cicloossigenasi-2 (COX-2). Le prostaglandine sono potenti
mediatori dell'infiammazione che sono state dimostrate causare cefalea e dolore diffuso quando
iniettate nell'uomo. Le prostaglandine aumentano la sensibilità dei recettori del dolore e di sostanze
come l'istamina e la bradichinina. Attraverso l'interruzione della produzione e la prevenzione del
rilascio di prostaglandine nell'infiammazione, questo farmaco può bloccare la loro azione sui
recettori del dolore, prevenendone i sintomi stessi. L'acido acetilsalicilico è considerato un agente
antipiretico a causa della sua capacità di interferire con la produzione di prostaglandina E1 nel
cervello. La prostaglandina E1 è nota per essere un potente mediatore che induce la febbre.
4. Antiaggregante piastrinico: Previene la formazione di trombi inibendo la sintesi del trombossano
A2.
o Utilizzato nella prevenzione di infarti e ictus.
5. È interessante notare che i risultati di vari studi hanno dimostrato che l'uso prolungato dell'acido
acetilsalicilico può ridurre il rischio di vari tipi di cancro, tra cui cancro del colon-retto, dell'esofago,
della mammella, del polmone, della prostata, del fegato e della pelle.
Farmacocinetica dell’Aspirina (Acido Acetilsalicilico)
La farmacocinetica studia il percorso che un farmaco compie nell'organismo, analizzando i processi di
assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione (ADME).
1️ Assorbimento
Sito di assorbimento: L’aspirina viene principalmente assorbita nello stomaco e nella parte
superiore dell’intestino tenue.
Meccanismo: L’assorbimento avviene per diffusione passiva, favorita dall’ambiente acido dello
stomaco (pH basso).
Biodisponibilità: È generalmente alta, ma può variare a seconda della formulazione farmaceutica
(compressa, rivestita gastroresistente, effervescente).
Fattori influenti: Il cibo può ritardare l’assorbimento.
2️Distribuzione
Una volta assorbita, l’aspirina entra nel circolo sanguigno.
Legame con le proteine plasmatiche: Circa il 50-80% dell’acido salicilico (principale metabolita
attivo dell’aspirina) si lega all’albumina plasmatica.
Distribuzione nei tessuti: Si distribuisce ampiamente nei tessuti corporei, inclusi liquido sinoviale
(utile per il trattamento dell’artrite) e sistema nervoso centrale (SNC).
Passa la barriera placentare e si ritrova nel latte materno: Questo può avere effetti sul feto o sul
neonato.
3 Metabolismo
Sede principale: Fegato (attraverso il sistema degli enzimi epatici).
L’acido acetilsalicilico viene rapidamente idrolizzato dalle esterasi plasmatiche ed epatiche nel suo
principale metabolita attivo, acido salicilico.
Metabolismo dell'acido salicilico: L’acido salicilico subisce ulteriori reazioni:
o Coniugazione con glicina → Acido salicilurico
o Coniugazione con acido glucuronico → Glucuronidi salicilici
Il metabolismo epatico può diventare saturabile a dosi elevate, causando un accumulo di salicilato
nel sangue e aumentando il rischio di tossicità.
4 Eliminazione
Sede principale: Reni (attraverso l’urina).
Forma di eliminazione: L’acido salicilico viene eliminato in forma libera o come coniugati
glucuronici e salicilurici.
Dipendenza dal pH urinario:
o Un pH alcalino favorisce l’eliminazione dell’acido salicilico.
o Un pH acido ne rallenta l’escrezione, aumentando il rischio di accumulo e tossicità.
Emivita:
o A dosi basse (effetto analgesico e antipiretico): L’emivita è di circa 2-3 ore.
o A dosi elevate (effetto anti-infiammatorio): L’emivita può estendersi fino a 15-30 ore a
causa della saturazione dei meccanismi metabolici.
Effetti collaterali e controindicazioni
Irritazione gastrica, rischio di ulcere e sanguinamenti.
Non deve essere somministrato ai bambini con infezioni virali (rischio di Sindrome di Reye, rara
forma di encefalopatia acuta e infiltrazione grassa del fegato).
Controindicato in caso di allergia ai FANS, ulcera peptica attiva e disturbi della coagulazione.
Importanza Storica e Impatto Sociale
L’acido acetilsalicilico è considerato una delle “medicine essenziali” dall’OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità).
Durante la pandemia di influenza spagnola (1918-1919), fu ampiamente utilizzato per trattare i
sintomi, sebbene dosi eccessive causarono gravi effetti collaterali.
Oggi è uno dei farmaci più studiati per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di
cancro (es. cancro al colon-retto).
Ogni anno vengono consumate oltre 100 miliardi di compresse di Aspirina nel mondo.