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Dante

Il 26esimo canto dell'Inferno di Dante si colloca nell'ottavo cerchio, dedicato ai consiglieri fraudolenti, e presenta Ulisse come figura centrale, rappresentante dell'ingegno malvagio. Dante esplora la tensione tra la ricerca della conoscenza e il rischio di cadere nell'inganno, evidenziando come Ulisse, pur essendo un eroe, non abbia saputo controllare il suo ardore per la conoscenza. La narrazione si distingue per il suo linguaggio raffinato e per la riflessione morale sull'uso dell'intelligenza, avvertendo il lettore sui pericoli dell'astuzia non guidata dalla virtù.

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Dante

Il 26esimo canto dell'Inferno di Dante si colloca nell'ottavo cerchio, dedicato ai consiglieri fraudolenti, e presenta Ulisse come figura centrale, rappresentante dell'ingegno malvagio. Dante esplora la tensione tra la ricerca della conoscenza e il rischio di cadere nell'inganno, evidenziando come Ulisse, pur essendo un eroe, non abbia saputo controllare il suo ardore per la conoscenza. La narrazione si distingue per il suo linguaggio raffinato e per la riflessione morale sull'uso dell'intelligenza, avvertendo il lettore sui pericoli dell'astuzia non guidata dalla virtù.

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Dante- 26esimo canto

Struttua inferno:
- Anti inferno (ignavi + limbo)
- Alto inferno ( incontinenza)
- Basso inferno (malizia : eretici, violenti, fraudolenti, traditori)

Incontinezna: atteggiamenti naturali ma portati all’eccesso


Malizia: atteggiamenti malavagi consapevoli, ragione umana usata con malvagita e non come
guida verso il bene (peccato piu grande)

26 Si colloca nell’ottavo cerchio (diviso in 10 male bolge), nell’ottava bolgia in cui ci sono i
consiglieri fraudolenti (coloro che fanno del male consapevolmente usando la ragione, uomini che
si occupano di politica e lo fanno usando l’ingengo traendone profitto, non importa se l’hanno
fatto per il bene o per il male)

Bolgia:
- fossato concentrico
- Deriva da francese bouge, dal latino bulga = fossa, tasca, sacca
- Sarebbero collegate da dei ponti ma sono corollati con il terremoto causato dalla morte di
Gesu

Contrappasso per analogia : fraudolenti avvolti da fiamme


- I peccatori bruciano nella fiamma, la loro parola è limitata infatti Ulisse fa fatica a parlare,
sembra che sia la fiamma ad avere voce
- Gioco di parole: calliditas (astuzia), caliditas (calore)
- Collegamento al giorno di pentecoste quadno gli apostoli grazie alle fiammelle divine
riescono a parlare tutte le lingue del mondo

ULISSE:
- Unico personaggio che non appartiene al tempo di Dante (contesto storico differetne) con
cui Dante ha una conveersazione
- Virgilio si sottomette a ulisse, si sminuisce retoricamente rispetto all’interlocutore
(campatatio benevolantiae, per farsi ascoltare e ripondere)

Fonti di Dante per ulisse


Dante non sapeva il greco (illiade e odissea non erano fonti direttamente adatte a lui) ma ne era
comunque a conoscenza grazie a autori latini che avevano commentato questi testi
Ulisse assume diversi ruoli a dipendenza dell interpretazione
- OMERO: nell’illiade descritto come un eroe, un abile oratore. Nell’odissea rappresentato
come nostaglico di tornare a casa, a itaca
diverso quindi dall’Ulisse descritto da Dante
- VIRGILIO E STAZIO: decritto come il grande ingannatore, usa l’intelligenza per compiere
azioni malvagie
- ORAZIO, CICERONE, OVIDIO: figura positiva che incarna “virtu e spaienza”
Perche ulisse è all inferno?
- (vv56-59) Agguato del cavallo di Troia che ha portato alla nascita di Roma
il fine non giustifica i mezzi: la nascita di Roma è una cosa positiva ma l’ha fatto con
l’inganno e con l’astuia
- (v60) gentil seme, enea colui che fa crescere roma
- (v62) ulisse con astuzia scopre achille che si nascondeva
- (v63) ruba Palladio, statua che proteggev toria

Canto 26 è uno dei piu raffinati, si sifferenzia da tutti gli altriincontro con ulisse speciale
- Non vuole sono far emergere il peccato
- Pena diversa da tutti gli altri canti( pene degradanti, che fanno porovare discusto)
fiammelle paragonate a lucciole
- Dante da tantissima importanza al discorso con lui

Differenza con discorso del 27 con Guido Montefeltro


- Retorica e linguaggio, registro piu alto (piu figure retoriche)
- Forte desiderio

 Dante vuole fare emergere la tematica fondamentale dell ingegno


Ci mette fin da subito in guardia sul fatto che anche se Ulisse potrebbe sembrarci un uomo
Pieno di virtu non ha saputo tenere a freno la sua conoscenza.

Versi per il test


19-24
Contesto : sono collocati all inizio del 26, in una sezione che prepara la narrazione dell’incontro di
D e V con i consiglieri fraudolenti , coloro che hanno ingannato con astuzia e intelligenza per fini
peccaminiosi

Versi rappresentano una pausa, un blocco della narrazione.


D ci mette in guardia sulla possibilità di pericoli che possono ripresentarsi anche se non gia stati
affrontati.

 Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio/ quand drizzo la mente a cio che io vidi
o D, esprime dolore provato allora (durante il viaggio) e il dolore che prova ancora
oggi come autore che ricorda e rievoca l’esperienza
 distacco tra auctor e agens
o Motivo del dolore è cio che vide nella boglia; anime dei consiglieri fraudolenti
immerse nelle fiammelle
 Verbi di sentimento, evidenziano il coinvolgimento emotivo davanti a questa pena
 Drizzo la mente: metafora , suggerisce lo sforzo intelletuale di D per rievocare cio
che ha visto mente da controllare

 E piu l’ingengo affreno chi’io non soglio/ perche non corra che virtu nol guidi
o D riflette sulla necessita di frenare il proprio ingegno
 potere della ragione e dell’intelligenza deve essere guidato dalla virtù e dalla
morale altrimenti rischia di diventare sturmento di inganno e peccato (come è
successo a ulissse)
o D auctor sente la necessita di avvertire il lettore del rischio di farsi sedurre da ulisse
il suo eroismo e la sua seducenza potrebbero farlo apparire come modello
positivo sviando pero il messaggio che Dante vuole trasmettere sul controllo
dell’ingegno attraverso cio che ha vissuto (non aveva tenuto a bada l’ingegno e
questo lo ha portato nella selva oscura)
 Piu l’ingengo affreno: iperbato, mette in evi “ingegno”

 Si che , se stella bona o miglior cos/ m’ha dato il bel che io stesso nol m’invidi
o D riconosce che il suo ingegno non è un suo merito personale ma un dono
proveniente da una “stella buon” = da Dio
o Mostra umiltà e gratitudine, attribuendo le sue capacita a un intervento superiore
 pensiero medievale: virtu sono doni divino

Versi 64-71
Contesto: D e V hanno appena osservato le fiamme con particolare attenzione fiamma biforcuta
(ulisse e Diomede), a questo punto Dante, mosso da un desiderio irrefrenabile di conoscerle
supplica V di parlare con loro

 Sei possono dentro da quelle faville parlare dissi io


o D chiede se le anime avvolte dalle fiamme possano effetivamente parlare detro al
loro tormento
 Costruzione ipotetica, indica l’incertezza e la speranza di dante
 Iperbato

 maestro assai ten priego e ripriego che’l priego valga mille


o per dante è di vitale importanza parlare con queste anime
! Desiderio e inisitenza sono atteggiamenti pericolosi perche potrebbere superare
i confini morali
 iterazione, ripetizione sottolinea l’intensita e l’inisitenza del desiderio
 RIpriego indica un desiderio che si rinnova e si rinforza
 Valga mille : iperbole, esagerazione

 Che non mi facci del’attender niego


o Dante chiede di non negargli questo possibilità
 Attender niego: anastrofe: inversione parole

 Fin che fiamma cornuta qui venga vedi che del disio ver lei mi piego
o D esprime anche fisicamente il desiterio di avvicinarsi
o Simboloo dell umana tensione verso il sapere

 Ed egli a me: la tua preghiera è degna di molta loda ma fa che la lingua sostegna
o Virgilio approva ma con un ammonimento: dice che deve moterare il linguaggio
o Spiega che il desiderio, seppur legittimo deve essere suborfinato dalla moderazione
 d usa tutte queste figure retoriche per alzare il valore linguistico
Versi 90-102
Contesto: ulisse inizia a raccontare la sua storia, inizia con una inarcatura “quando”/
dà l’idea di questa forza che spienge sempre ad andare avatni, parallelismo col suo viaggio

 Quando mi dipartì da Circe, che sottrasse


o Ulisse inizia ponendo enfasi sul superamento di Circe, presentadnosi come eroe
votato a un fine piu altro
 Riferimento mitologico: Circe, la maga che trattenne Ulisse per un anno
rappresenta la prova di piaceri terreni e tentazioni

 per piu di un anno la presso gaeta prima che si enea la nomasse


o gaeta associata a enea, ma ulisse vi giunge prima, segnando la sua ricerca egoista di
conoscenza piuttosto che una missione divina come quella di enea

 Ne dolcezza di gilgio ne la pieta del vecchio padre ne l’debito amore lo qual peneloper far
lieta/vincer ptero dentro a me l’ardore
o Ulisse elenca le cose che avrebbe dovuto considerare sacre, il figlio, il padre, la
moglie, ma che invece disprezza in nome di un desiderio smisurato di conoscena
o Sacrifica doveri morali come l’amore per perseguire un obbiettivo personale
 si contrappone al modello cristiano di virtu e sacrificio
o Ulisse riconosce la pericolosita di questo ardore
 Metafora: ardore rappresenta la passione per la conoscenza e l’avvetura
 Ardore parola chiave che descrive l’ulisse dantesco

 Ch’i ebbi a divenire del mondo esperto/ e de li vizi umani e del valore
1. Realta fisica: del mondo esperto
Ulisse parla del desiderio di conoscere il mondo fisico, ovvero esplorare terre
sconosciute, navigare mari pericolosi e incontrare nuove culture. La sua curiosità e
il suo spirito di avventura lo spingono a spingersi oltre i confini conosciuti.
2. Realtà morale: e de li vizi umani e del valore
Qui, Ulisse indica il suo desiderio di comprendere non solo il mondo fisico, ma
anche la natura dell'essere umano, i suoi difetti (vizi) e le sue virtù (valore). Ciò
riflette una curiosità che va oltre l'esperienza materiale, mirando a scoprire le leggi
morali e psicologiche che governano l’umanità.

 ma misi me per l’alto mare aperto
 metafora: alto mare aperto rappresenta l’ignoto,l’ambizione smisurata e il
desiderio di superare i limiti imposti dalla natura e da dio
 misi me: sottolinea autonomia e volonta, priva di guida divina
 alliterazione: idea di mare e movimento

 sol con un legno e con quella compagna"


 Sineddoche parte per il tutto
Versi 112-120

 O frati, dissi che per 100 milia/ perigli siete giunti a l’occidente
o Ulisse si rivolge ai suoi compagni chiamandoli “frati” per suscitare senso di
comunanza e solidarieta
 Apostrofe
 Iperbole: 100 milia perigli, esagera il numero e la difficolta delle prove affrontate
per amblificare la drammicita della loro impresa

 A questa tanto picciola vigilia/ d i nostri sensi ch^è del rimanente


o U esorta non sprecare la vita che li rimane

 non vogliate negar l’esperienza, / di retro al sol, del mondo sanza gente."
 Metaofora: rappresenta desiderio di seguire l’occidente
o Dice che non devono rinunciare al desiderio di conoscenza

 Considerate la vostra semenza: fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute
e conoscenza"

o Ulisse invita i compagni a a riflettere sulla loro origine: non sono stati creati per una
vita ignobile e passiva, ma per seguire un ideale più alto. Questo verso sintetizza il
nucleo della sua visione: l’uomo è destinato a grandi imprese, non alla mediocrità

o L’uomo deve seguire virtu ( seguire la morale e superare i propri limiti )e lcooscenza
(il sapere che lo eleva al di sopra degli altri esseri viventi)
 Imeperativo: considerate
 Metafora: semnza rappresenta l’origine e la natura divina dell’uomo che lo distingue
dagli animali

In queste erzine D usa i tre pilastri della retorica calssica: logos, pathos ed ethos

-“O frati” pathos (appello alle emozioni) , crea senso di vicinanza e affettiva, pone tutti allo
stesso livello Da un valore connotativo

-“Considerate la csotra sememenza, bruti, canoscenza” logos (argomentazione razionale) li fa


riflettere sulla natura razionale , arogmenta che l’uomo è destinato al perseugimento di virtu e
conoscenza a differenza degli animali (BRUTI)

-“Retro del sole, del mondo sanza gente, cosniderate semenza”  ethos( autorita morale,
rapporto tra chi instaura il discorso e chi lo riceve)Crea vicininanza

Tuttavia, Dante autore usa questi strumenti retorici per mettere in guardia il lettore: l’oratoria di
Ulisse è travolgente e apparentemente nobile, ma il fine è egoistico e privo di rispetto per i limiti
divini. Questo dimostra il potenziale ingannevole della retorica quando non guidata dalla virtù
Atlri versi importanti
72-75 mediazione di Virgilio
“lascia parlare a me, ch’io conce@o Ciò che tu vuoi; ch’ei sarebbe schiavi, perch’è fuor greci, forse
del tuo detto”
 Virgilio dice a dante che Ulisse lo ignorerebbero perché non è greco
§ Per i greci tutti quelli che non parlano greco sono dei barbari
 Virgilio è un personaggio importante (gande poeta) à merita una risposta da Ulisse perché
(vv.82 “quando nel mondo il al4 versi scrissi”)à Eneide
§ Mentre Dante mentre scrive la divina commedia non era ancora nessuno ( visto che non
l’aveva ancora scritta)

79-84: richiesta di Virgilio


“o voi che siete dentro ad un fuoco S’io meritai di voi mentre ch’io vissi, s’io meritai di voi assai o
poco”
s’io meritai
• Anafora (ripe4zione all’inizio verso)
§ subordinata condizionaleàperiodo ipote4co
o Virgilio si sottomette e sta molto attento a cosa diceàda valore all’interlocutoreàtopos della
modestia (luogo comune, secondo teorie prestabilite, luogo belloà bellezza per eccellenza
secondo dei criteri) della modestiaàcaptatio benevolentiea
• Tratto dall’Eneideàscena di Didone che si rivolge ad Enea
§ Enea deve abbandonare Didone(deve andarsene da Cartagine), scappa senza dire
nulla
§ Didone: se il nostro amore ha significato qualcosa resta (“se bene/ di te meritai, o
qualcosa di me 4 fu dolce/ ...abbandona... ques4 pensiero.”) o
Spiegazionemi4cadellaguerratraCartagineetroia

85-90: prima della risposta


“lo maggior corno de la fiamma an4ca
Comincio a crollarsi mormorando Pur come quella cui vento affa4ca; indi la cima qua e là
menando, come fosse la lingua che parlasse, gi@ò voce di fuori e disse:...”
 Sequenza descrittva (della risposta)
 Ripe4zione cor à fatica nel parlare à descrizione di come Ulisse riesce a parlare con
Dante e Virgilio (visto che è una fiamma) à fa4ca nel parlare, la fiamma diventa come la
lingua del dannato
 Come à similitudine
§ Figuratoàla fiamma
§ Figuranteàlingua che parlasse
 Contrappassoà gli viene tolto il potere della parola visto che a@raverso la parola
ingannavano in vita
vv.121-126
 Ulisse è convincente, talmente convincente che dopo fra cambiare idea ai compagni
sarebbe stato impossibile
 Metafora “d’eremi facemmo ali al follo volo”v.125 § Figurato: remi
§ Figurante: ali
àmetafora più generale remi/ali-navigare/volare

Metafora, fare di A B, mostra una volonta, una idnamicita, un processo di mutamento , supero il
limite e mi porto oltre

Questa dinamicita rappresenta proprio ulisse, sta alla base delle sue caratteristiche

§ Forza dinamica di trasformare i remi in ali, cerca di cogliere il mutamento proprio nel suo
farsi
§ Posso inver4re i due termini ali/ remi e la metafora funziona ugualmente
vv.136-142
“altrui piacque”àdio

1. Viaggio di Dante- viaggio di Ulisse


In ogni punto cruciale/fondamentale Dante fa apparire Ulisse

Confrontermo:

• Dante agens (colui che compie il viaggio)

• dante autor (è un personaggio della divina commedia, il narratore) • Angelo del
purgatorio

Inf.2 “io no enea no paolo sono” dante agens vs ulisse


L’uomo che si sente e si sa inadeguato, e acce@a (anzi richiede) umilmente l’aiuto divino
che gli viene offerto.àUMILEàDante
Vs
L’uomo che, animato dalla propria insaziabile sete di conoscenza, presume delle proprie
forze e si sente in gardo di arrivare anche laddove non può e non gli e concesso. Sa che il
viaggio è folle ma crede nelle sue capacitààSUPERBOàUlisse

Contrapposizione fra superbia e umiltà:


Dante è approdato alla montagna del purgatorio, che invece aveva respinto Ulisse, in virtù
della sua disoponibilità ad assecondare umilmente i disegni divini.

angelo vs ulisse Remi e Ali Ulisse vs Angelo


L’angelo e Ulisse compipiono lo stesso viaggio ma, mentre Ulisse pensava di fare dei propri
remi delle ali ada@e al suo viaggio, l’angelo disdegna i remi e può perme@ersi di
percorrere una lunga starda grazie alle proprie ali di creautura divina; vere ali vs ali
metaforiche. Per questo viaggio non bastano le forze umane; ci vogliono forze divine

Ciò che ha fatto Ulisse è sbaglaito, infatti ha cercato di raggiungere il purgatorio senza aiuto
divino

Dante auctor vs ulisse

si coglie di nuovo come dante misuri la propria impresa su qeulla di Ulisse, che ha
affrontato l’infinito con un legno totalmente inadatto, incapace di affrontare l’infinito, la
conoscenza delle cose divine, che trascendono la pur straordinaria capacità dell’intelletto
umano e che si può affrontare solo con l’umiltà di chi è dispoto ad accettare l’aiuto della
grazia e verità che non vengono dalla propria intelligenza

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